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ADI: Il ministerio di pastore
comprende tutti i ministeri e il profeta non annuncia avvenimenti futuri |
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DOTTRINA ADI |
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Le ADI nei loro Lineamenti Dottrinali affermano che la
Sacra Scrittura ‘insegna che il Signore glorificato ha dato “gli uni come
apostoli; gli altri, come profeti; gli altri, come evangelisti, gli altri
come pastori e dottori”, quali strumenti di guida, d’insegnamento, di
elevazione e di servizio per l’evangelizzazione del mondo, l’adorazione a Dio
in Spirito e verità e l’edificazione del corpo di Cristo’ (Lineamenti
Dottrinali ADI, Roma 1988, art. 11, pag. 39). |
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Ma va rimarcato che
praticamente il solo ministerio da loro riconosciuto è quello di pastore, che
avendo il ministerio della Parola ha tutti i ministeri. Ecco infatti cosa
dice Francesco Toppi: ‘Oltre al ‘ministerio della Parola’ (cfr. Atti 6:4),
costituito dai ministeri elencati in Efesini 4:11, esistono ministeri pratici
……’ (A Domanda Risponde, Vol. III, ADI-Media, 2004, Prima edizione, pag.
124). Nelle ADI c’è un’espressione usata da taluni per attestare questo che è
la seguente ‘il pastore ha tutti i doni’. Detto in altre parole, il pastore,
avendo il ministerio della Parola, ha l’aspetto apostolico, l’aspetto
profetico, l’aspetto evangelistico, e l’aspetto sia pastorale che didattico. |

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Durante una riunione di una Chiesa ADI del Lazio un giorno
un credente fece pubblicamente al pastore questa domanda, cioè dove erano
nella Chiesa gli apostoli, i profeti, gli evangelisti e i dottori, e la
risposta che gli fu data dal pastore fu che lui era sia apostolo che profeta,
che evangelista e dottore, in altre parole che aveva tutti questi altri
ministeri!!! Presso un’altra Chiesa ADI, questa volta in Sardegna, anche qui
alla domanda di un credente sui doni di ministerio, il pastore ha risposto di
avere tutti i ministeri! |
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Ma c’è un’altra cosa
da rimarcare, e cioè che le ADI, quantunque parlino di ministerio profetico,
non riconoscono il ministerio di profeta così come lo presenta la Bibbia,
perché si sono creati un ministerio profetico che non è quello biblico. Ecco
infatti quello che insegnano: ‘Il ministerio profetico non ha lo scopo di
annunciare avvenimenti futuri, né quello di conoscere e rivelare la volontà
di Dio per i singoli credenti. I profeti, per mezzo della predicazione,
esercitano un ministerio di edificazione, di esortazione e di conforto,
annunciando il messaggio di Dio sotto la potente unzione dello Spirito Santo’
(La realtà della fede – La comunione fraterna, Manuale di Studio per le
Scuole Domenicali, Primo Trimestre 1999, ADI-Media, pag. 30). |

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CONFUTAZIONE |
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Il PASTORE NON HA
TUTTI I MINISTERI E IL PROFETA ANNUNCIA EVENTI FUTURI |
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L’insegnamento ADI secondo cui il pastore ha tutti i
ministeri è falso, perché la Parola di Dio insegna espressamente che il
pastore è soltanto uno dei ministeri che Dio ha dato alla Sua Chiesa. Ecco
infatti cosa dice Paolo agli Efesini: “Ed è lui che ha dato gli uni, come
apostoli; gli altri, come profeti; gli altri, come evangelisti; gli altri,
come pastori e dottori, per il perfezionamento de’ santi, per l’opera del
ministerio, per la edificazione del corpo di Cristo, finché tutti siamo
arrivati all’unità della fede e della piena conoscenza del Figliuol di Dio,
allo stato d’uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo;
affinché non siamo più de’ bambini, sballottati e portati qua e là da ogni
vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti
seduttrici dell’errore; ma che, seguitando verità in carità, noi cresciamo in
ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo” (Efesini 4:11-15). Notate
come l’apostolo dica ‘gli uni …’, ‘gli altri …’, ‘gli altri …’, ‘gli altri
…’, il che esclude che un credente, chiamato da Dio a fare il pastore, possa
avere tutti i ministeri. Un credente però può avere oltre che il ministerio
di pastore pure un altro ministerio, se Dio ha deciso di dargli anche uno di
questi altri ministeri. E questo perché secondo la Scrittura un credente può
ricevere anche due ministeri, in quanto Paolo era stato costituito da Dio sia
apostolo che dottore (cfr. 2 Timoteo 1:11). |
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Ed è falso anche il
loro insegnamento secondo cui il profeta non annuncia eventi futuri, e non ha
rivelazioni per singoli credenti, perchè la Scrittura mostra chiaramente che
chi ha ricevuto il ministerio di profeta fa ambedue queste cose. |
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Ma vediamo di
esporre brevemente in che cosa consistono questi ministeri (l’esposizione è
un mio scritto sui doni di ministerio di diversi anni fa a cui ho aggiunto
alcune cose) al fine di confutare questi ennesimi falsi insegnamenti delle
ADI. |
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L’apostolo |
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L’apostolo è l’inviato, cioè colui che viene mandato dallo
Spirito Santo a predicare la Parola di Dio ad un popolo. |
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Prendiamo per
esempio i dodici discepoli di Gesù che furono da lui stabiliti apostoli e
mandati da lui a predicare il Regno di Dio ad Israele. Luca dice: “Or avvenne
in que’ giorni ch’egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in orazione
a Dio. E quando fu giorno, chiamò a sè i suoi discepoli, e ne elesse dodici,
ai quali dette anche il nome di apostoli: Simone, che nominò anche Pietro, e
Andrea, fratello di lui, e Giacomo e Giovanni, e Filippo e Bartolommeo, e
Matteo e Toma, e Giacomo d’Alfeo e Simone chiamato Zelota, e Giuda di
Giacomo, e Giuda Iscariot che divenne poi traditore” (Luca 6:12-16); come
potete vedere i dodici non si presero da loro stessi l’onore di essere
chiamati apostoli, ma l’ebbero da Cristo Gesù. Notate anche che non tutti
quelli che erano diventati discepoli di Gesù furono da lui costituiti
apostoli perchè questo conferma che non tutti nella chiesa possono essere
chiamati apostoli, ma solo coloro che hanno ricevuto questo ministerio dal
Signore. Gesù costituì i dodici apostoli per mandarli a predicare, e difatti
li mandò a predicare il Regno di Dio con la potestà di cacciare i demoni e di
sanare qualunque malattia, potestà che lui stesso diede loro, secondo che è
scritto: “Ora, Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed
autorità su tutti i demoni e di guarire le malattie” (Luca 9:1). |
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Dopo che lo Spirito
Santo discese sui discepoli il giorno della Pentecoste, vi furono altri
uomini che furono stabiliti apostoli dal Signore, tra i quali Paolo e
Barnaba. È scritto: “Or nella chiesa d’Antiochia v’eran dei profeti e dei
dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lucio di Cirene, Manaen, fratello
di latte di Erode il tetrarca, e Saulo. E mentre celebravano il culto del
Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e
Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati. Allora, dopo aver digiunato e
pregato, imposero loro le mani, e li accomiatarono. Essi dunque, mandati
dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là navigarono verso Cipro…”
(Atti 13:1-4); notate che Paolo e Barnaba esercitavano già un ministerio
nella chiesa d’Antiochia, quello di dottore e questo è confermato anche dalla
Scrittura che dice: “Ammaestrarono un gran popolo” (Atti 11:26). Un giorno,
mentre Barnaba, Simeone, Lucio di Cirene, Manaen e Saulo celebravano il culto
del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo parlò e disse: “Mettetemi a parte
Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati” (Atti 13:2); questo
ordine fu rivolto a coloro che erano riuniti con Barnaba e Saulo, i quali
obbedirono, appartandoli. Tra quei cinque ministri di Dio, lo Spirito Santo
scelse solo Barnaba e Saulo per quella determinata opera, benchè fossero
tutti e cinque ministri di Dio, e questo ci fa comprendere che il Signore
opera le sue scelte secondo il consiglio della propria volontà, affidando a
chi vuole lui una determinata opera da compiere. Un’altra cosa che vorrei che
notaste è che Barnaba e Saulo sono chiamati apostoli (secondo che è scritto:
“Gli apostoli Barnaba e Paolo” [Atti 14:14]) proprio perchè essi furono
“mandati dallo Spirito Santo” (Atti 13:4) a predicare l’Evangelo. Per ciò che
concerne Paolo, bisogna dire che Gesù Cristo, quando tempo prima gli era
apparso in visione mentre pregava nel tempio, gli aveva detto: “Và, perchè io
ti manderò lontano, ai Gentili” (Atti 22:21); vi ricordo questo affinchè
riconosciate che fu mentre Paolo era ad Antiochia che si adempirono queste
parole che il Signore gli aveva rivolto tempo addietro, infatti il Signore
mandò Paolo ai Gentili proprio mediante quella rivelazione data in Antiochia.
Gli apostoli Paolo e Barnaba durante quel loro viaggio predicarono il Vangelo
in molte città, predicazione che fu accompagnata da segni e prodigi che Dio
operò per mezzo di loro in vista dell’ubbidienza dei Gentili, e fondarono
diverse Chiese facendo eleggere degli anziani per ciascuna di esse. Dopo
molto tempo, essi tornarono ad Antiochia e “raunata la chiesa, riferirono
tutte le cose che Dio aveva fatte per mezzo di loro, e come aveva aperta la
porta della fede ai Gentili” (Atti 14:27). |
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Questo viaggio di
Paolo e Barnaba, così come ci è stato riferito da Luca, ci fa capire bene
quale sia l’opera che compie un apostolo. L’apostolo non solo predica il
Vangelo, con i segni che accompagnano la sua predicazione, ma ‘organizza’ le
Chiese da lui fondate facendo eleggere degli anziani per ciascuna di essa.
L’apostolo ha tra le altre cose, l’autorità di battezzare in acqua (cfr. Atti
16:33; 1 Corinzi 1:14-16), e quella di imporre le mani sui credenti affinchè
ricevano lo Spirito Santo (cfr. Atti 19:6; 8:14-17). |
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Tra gli altri
apostoli menzionati dalla Scrittura vi sono pure Silvano e Timoteo che erano
collaboratori di Paolo; che pure loro erano apostoli di Cristo, lo si capisce
da queste parole di Paolo ai Tessalonicesi. Paolo, dopo aver detto all’inizio
della sua prima epistola: “Paolo, Silvano e Timoteo alla chiesa dei
Tessalonicesi…” (1 Tessalonicesi 1:1), disse a quei credenti: “E non abbiamo
cercato gloria dagli uomini, nè da voi, nè da altri, quantunque, come apostoli
di Cristo, avessimo potuto far valere la nostra autorità…” (1 Tessalonicesi
2:6). |
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Paolo disse ai santi
di Roma: “Salutate Andronico e Giunio, miei parenti e compagni di prigione, i
quali sono segnalati fra gli apostoli, e anche sono stati in Cristo prima di
me” (Romani 16:7), quindi anche questi due fratelli erano degli apostoli. |
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“Dio ha costituito
nella Chiesa primieramente degli apostoli” (1 Corinzi 12:28), perciò noi
dobbiamo riconoscere il ministerio di apostolo. |
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Sui falsi apostoli. |
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Termino di parlarvi
di questo ministerio, dicendovi che oggi come ci sono gli apostoli di Cristo
così ci sono anche i falsi apostoli che si travestono da apostoli di Cristo.
In seno alla chiesa di Corinto si erano insinuati dei falsi apostoli, infatti
Paolo, scrivendo a quella chiesa, disse di costoro: “Codesti tali sono dei
falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di
Cristo. E non c’è da meravigliarsene, perchè anche Satana si traveste da
angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono
da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere” (2 Corinzi
11:13-15). |
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I falsi apostoli non
sono dei ministri di Cristo, ma dei ministri di Satana, quindi odiano la
giustizia; ma nonostante ciò, riescono a presentarsi ai fedeli come delle
persone giuste perchè si travestono da servi di giustizia. Le loro opere
però, essendo opere d’iniquità, testimoniano contro di loro; sappiate che
questi falsi apostoli, quando vengono messi alla prova, vengono trovati
mendaci e che il Signore renderà loro secondo le loro opere. |
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Il profeta |
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Il profeta è uno che oltre ad avere il dono di profezia ha
pure dei doni di rivelazione. I doni di rivelazione, secondo la Scrittura,
sono la parola di sapienza, la parola di conoscenza e il discernimento degli
spiriti. |
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Il profeta è uno
che ha spesso visioni e rivelazioni. |
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Dio disse ad Aaronne
e a Maria: “Ascoltate ora le mie parole; se v’è tra voi alcun profeta, io,
l’Eterno, mi faccio conoscere a lui in visione, parlo con lui in sogno”
(Numeri 12:6); queste parole di Dio mostrano che il profeta riceve delle
visioni e dei sogni da Dio. Tenetela ben presente questa cosa, perchè è una
delle cose che caratterizza il profeta. |
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Sotto l’Antico Patto
sono menzionati molti profeti ed esaminando il ministerio che ricevettero si
vede chiaramente che essi, oltre a profetizzare quando lo Spirito Santo
scendeva su loro, spesso ricevevano visioni e rivelazioni da Dio, per mezzo
delle quali Dio rivelava loro la sua parola. |
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Samuele ed Eliseo. |
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Prendiamo per
esempio Samuele; è scritto: “Tutto Israele, da Dan fino a Beer-Sceba,
riconobbe che Samuele era stabilito profeta dell’Eterno. L’Eterno continuò ad
apparire a Sciloh, poichè a Sciloh l’Eterno si rivelava a Samuele mediante la
sua parola, e la parola di Samuele era rivolta a tutto Israele” (1 Samuele
3:20,21). Gli Israeliti riconobbero che Samuele, quantunque fosse ancora un
giovine, era stato costituito profeta da Dio, perchè quello che Samuele
diceva nel nome del Signore si avverava. Samuele si fece grande e siccome che
tutto quello che prediceva s’avverava, egli era tenuto in grande onore in
Israele. |
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Vediamo ora cosa dice
la Scrittura circa l’incontro di Saul con Samuele per comprendere come i doni
di rivelazione erano presenti nel ministerio profetico di Samuele. È scritto:
“Or le asine di Kis, padre di Saul, s’erano smarrite; e Kis disse a Saul, suo
figliuolo: ‘Prendi teco uno dei servi, levati e và in cerca delle asine’.
Egli passò per la contrada montuosa di Efraim e attraversò il paese di
Shalisha, senza trovarle; poi passarono per il paese di Shaalim, ma non vi
erano; attraversarono il paese dei Beniaminiti, ma non le trovarono. Quando
furon giunti nel paese di Tsuf, Saul disse al servo che era con lui: ‘Vieni,
torniamocene, chè altrimenti mio padre cesserebbe dal pensare alle asine e
sarebbe in pena per noi’. Il servo gli disse: ‘Ecco, v’è in questa città un
uomo di Dio, ch’è tenuto in grande onore; tutto quello ch’egli dice, succede
sicuramente; andiamoci; forse egli c’indicherà la via che dobbiamo seguire’.
E Saul disse al suo servo: ‘Ma, ecco, se v’andiamo, che porteremo noi
all’uomo di Dio? Poichè non ci sono più provvisioni nei nostri sacchi, e non
abbiamo alcun presente da offrire all’uomo di Dio. Che abbiamo con noi?’ Il
servo replicò a Saul, dicendo: ‘Ecco, io mi trovo in possesso del quarto d’un
siclo d’argento; lo darò all’uomo di Dio, ed egli c’indicherà la via’.
(Anticamente, in Israele, quand’uno andava a consultare Iddio, diceva:
‘Venite, andiamo dal Veggente!’ poichè colui che oggi si chiama Profeta,
anticamente si chiamava Veggente). E Saul disse al suo servo: ‘Dici bene;
vieni, andiamo’. E andarono alla città dove stava l’uomo di Dio…e come vi
furono entrati, ecco Samuele che usciva loro incontro per salire all’alto
luogo. Or un giorno prima dell’arrivo di Saul, l’Eterno aveva avvertito
Samuele, dicendo: ‘Domani, a quest’ora, ti manderò un uomo del paese di
Beniamino, e tu l’ungerai come capo del mio popolo d’Israele. Egli salverà il
mio popolo dalle mani dei Filistei; poichè io ho rivolto lo sguardo verso il
mio popolo, perchè il suo grido è giunto fino a me’. E quando Samuele vide
Saul, l’Eterno gli disse: ‘Ecco l’uomo di cui t’ho parlato; egli è colui che
signoreggerà sul mio popolo’. Saul s’avvicinò a Samuele entro la porta della
città, e gli disse: ‘Indicami, ti prego, dove sia la casa del veggente’. E
Samuele rispose a Saul: ‘Sono io il veggente. Sali davanti a me all’alto
luogo, e mangerete oggi con me; poi domattina ti lascerò partire, e ti dirò
tutto quello che hai nel cuore. E quanto alle asine smarrite tre giorni fa,
non dartene pensiero, perchè sono trovate…” (1 Samuele 9:3-10; 14-20). Il popolo
d’Israele aveva domandato un re, e Dio prese Saul e lo mandò dal profeta
Samuele affinchè questi lo ungesse per regnare su Israele. Dio fece giungere
Saul da Samuele servendosi prima delle asine del padre di Saul, e poi del
servo che era andato con Saul alla ricerca delle asine. Le asine di Kis si
erano smarrite per volontà di Dio, ed il padre di Saul mandò Saul e un suo
servo alla ricerca delle asine. Questi andarono e non le trovarono perchè Dio
non permise che le ritrovassero; vedendo questo, Saul pensò di tornare a
casa, ma il suo servo gli propose invece di andare dall’uomo di Dio il quale
avrebbe potuto indicargli la via da seguire per ritrovare le asine. Saul si
lasciò persuadere, e lui e il suo servo andarono nella città dove dimorava
Samuele. Il giorno prima che avvenisse quest’incontro tra Saul e Samuele, Dio
aveva dato a Samuele una parola di sapienza (la parola di sapienza è la
rivelazione di un fatto che deve accadere), dicendogli che il giorno dopo
(alla stessa ora in cui egli aveva ricevuto la rivelazione il giorno prima)
gli avrebbe mandato un uomo della tribù di Beniamino che lui avrebbe dovuto
ungere come capo del popolo d’Israele. Il giorno dopo questa rivelazione,
all’ora stabilita da Dio, Samuele vide Saul che s’avvicinava a lui, e prima
che Saul domandasse a Samuele dove abitava il veggente, Dio disse a Samuele
che l’uomo di cui gli aveva parlato era lui. Quando Samuele incontrò Saul,
gli disse che le asine smarrite erano trovate; in questo caso, Samuele ebbe
da Dio una parola di conoscenza (la parola di conoscenza è la rivelazione di
un fatto già accaduto o che sta accadendo mentre il profeta parla). Il giorno
dopo, all’alba, prima che Saul tornasse a casa sua, Samuele unse d’olio Saul,
lo baciò e gli annunziò delle cose che gli sarebbero accadute in quel preciso
giorno; in questo caso, Samuele ebbe dal Signore di nuovo una parola di
sapienza. Egli disse a Saul: “Oggi, quando tu sarai partito da me, troverai
due uomini presso al sepolcro di Rachele, ai confini di Beniamino, a Tseltsah,
i quali ti diranno: Le asine delle quali andavi in cerca, sono trovate; ed
ecco tuo padre non è più in pensiero per le asine, ma è in pena per voi, e va
dicendo: Che farò io riguardo al mio figliuolo? E quando sarai passato più
innanzi e sarai giunto alla quercia di Tabor, t’incontrerai con tre uomini
che salgono ad adorare Iddio a Bethel, portando l’uno tre capretti, l’altro
tre pani, e il terzo un otre di vino. Essi ti saluteranno, e ti daranno due
pani, che riceverai dalla loro mano. Poi arriverai a Ghibea-Elohim, dov’è la
guarnigione dei Filistei; e avverrà che, entrando in città, incontrerai una
schiera di profeti che scenderanno dall’alto luogo, preceduti da saltèri, da
timpani, da flauti, da cetre, e che profeteranno. E lo Spirito dell’Eterno
t’investirà e tu profeterai con loro, e sarai mutato in un altr’uomo…” (1
Samuele 10:2-6); anche questa parola di sapienza si adempì, infatti è scritto
che “tutti quei segni si verificarono in quel medesimo giorno” (1 Samuele
10:9). Da queste Scritture qui sopra citate è manifesto che il dono di parola
di sapienza e il dono di parola di conoscenza erano operanti nel ministerio
di Samuele. Ma oltre a questi doni, Samuele aveva anche il dono di profezia
(perciò profetizzava, e vi ricordo che chi profetizza “parla agli uomini un
linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione” [1 Corinzi
14:3]). Samuele teneva la presidenza dell’adunanza dei profeti, infatti
quando Saul mandò dei messi per pigliare Davide a Naioth, presso Rama, questi
“videro l’adunanza dei profeti che profetavano, con Samuele che tenea la
presidenza” (1 Samuele 19:20); questo conferma che il profeta Samuele aveva
il dono di profezia. Riassumendo, Samuele profetizzava e riceveva spesso sia
una parola di sapienza e sia una parola di conoscenza, naturalmente quando
voleva lo Spirito Santo e non quando voleva lui, perchè anche sotto l’antico
patto questi doni dello Spirito Santo erano distribuiti secondo la volontà di
Dio. Qualcuno dirà: ‘Ma allora anche sotto l’antico patto venivano dati i doni
dello Spirito Santo?’ Sì, certo, perchè anche allora si manifestava lo
Spirito di Dio; però è bene precisare che fra tutti i doni spirituali
mancavano il dono della diversità di lingue e quello dell’interpretazione
delle lingue, perchè essi hanno cominciato ad essere distribuiti dal giorno
della Pentecoste (nel quale lo Spirito Santo fu sparso sulla chiesa di Dio)
in poi. |
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Voglio menzionarvi
anche il profeta Eliseo per farvi capire come i doni di rivelazione siano
presenti in chi esercita il ministerio di profeta. |
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La Scrittura narra
quello che Ghehazi, servo d’Eliseo, fece di nascosto, dopo che Naaman il Siro
fu guarito dalla sua lebbra e dopo che Eliseo rifiutò di accettare i doni che
Naaman gli voleva dare. E’ scritto: “Ma Ghehazi, servo d’Eliseo, uomo di Dio,
disse fra sè: ‘Ecco, il mio signore è stato troppo generoso con Naaman, con
questo Siro, non accettando dalla sua mano quel ch’egli aveva portato; com’è
vero che l’Eterno vive, io gli voglio correre dietro, e voglio aver da lui
qualcosa’. Così Ghehazi corse dietro a Naaman; e quando Naaman vide che gli
correva dietro, saltò giù dal carro per andargli incontro, e gli disse: ‘Và
egli tutto bene?’ Quegli rispose: ‘Tutto bene. Il mio signore mi manda a
dirti: – Ecco, proprio ora mi sono arrivati dalla contrada montuosa d’Efraim
due giovani de’ discepoli dei profeti; ti prego, dà loro un talento d’argento
e due mute di vestiti’. – Naaman disse: ‘Piacciati accettare due talenti!’ E
gli fece premura; chiuse due talenti d’argento in due sacchi con due mute di
vesti, e li caricò addosso a due dei suoi servi, che li portarono davanti a
Ghehazi. E giunto che fu alla collina, prese i sacchi dalle loro mani, li
ripose nella casa e licenziò quegli uomini che se ne andarono” (2 Re
5:20-24). Ora Ghehazi mentendo a Naaman si appropriò di alcuni beni materiali
e tutto ciò di nascosto ad Eliseo, poi andò a presentarsi davanti ad Eliseo.
Ed “Eliseo gli disse: ‘Donde vieni, Ghehazi?’ Questi rispose: ‘Il tuo servo
non è andato in verun luogo’. Ma Eliseo gli disse: ‘Il mio spirito non era
egli là presente, quando quell’uomo si voltò e scese dal suo carro per
venirti incontro? È forse questo il momento di prendere danaro, di prendere
vesti, e uliveti e vigne, pecore e buoi, servi e serve? La lebbra di Naaman
s’attaccherà perciò a te ed alla tua progenie in perpetuo’. E Ghehazi uscì
dalla presenza di Eliseo, tutto lebbroso, bianco come la neve” (2 Re
5:25-27). Eliseo ricevette in modo soprannaturale la conoscenza del peccato
che Ghehazi aveva commesso di nascosto; questa fu una parola di conoscenza
che Dio, mediante lo Spirito, gli diede in quell’occasione. |
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Per dimostrarvi che
Eliseo era in grado di conoscere dei fatti che erano avvenuti nella vita
degli altri, solo se e quando Dio lo voleva, vi ricordo questo episodio.
Eliseo un giorno aveva detto ad una donna ricca di Shunem che non aveva
figli: “L’anno prossimo, in questo stesso tempo, tu abbraccerai un figliuolo”
(2 Re 4:16). “E questa donna concepì e partorì un figliuolo, in quel medesimo
tempo, l’anno dopo, come Eliseo le aveva detto. Il bambino si fè grande; e un
giorno ch’era uscito per andare da suo padre presso i mietitori, disse a suo
padre: ‘Oh! la mia testa! la mia testa!’ Il padre disse al suo servo:
‘Portalo a sua madre!’ Il servo lo portò via e lo recò a sua madre. Il
fanciullo rimase sulle ginocchia di lei fino a mezzogiorno, poi si morì.
Allora ella salì, lo adagiò sul letto dell’uomo di Dio, chiuse la porta ed
uscì. E chiamato il suo marito, disse: ‘Ti prego, mandami uno dei servi e
un’asina, perchè voglio correre dall’uomo di Dio, e tornare’. Il marito le
chiese: ‘Perchè vuoi andare da lui quest’oggi? Non è il novilunio, e non è
sabato’. Ella rispose: ‘Lascia fare!’ Poi fece sellar l’asina e disse al suo
servo: ‘Guidala, e tira via; non mi fermare per istrada, a meno ch’io tel
dica’. Ella dunque partì, e giunse dall’uomo di Dio, sul monte Carmel. E come
l’uomo di Dio l’ebbe scorta di lontano, disse a Ghehazi, suo servo: ‘Ecco la
Shunamita che viene! Ti prego, corri ad incontrarla, e dille: – Stai bene?
Sta bene tuo marito? E il bimbo sta bene?’ – Ella rispose: ‘Stanno bene’ E
come fu giunta dall’uomo di Dio, sul monte, gli abbracciò i piedi. Ghehazi si
appressò per respingerla; ma l’uomo di Dio disse: ‘Lasciala stare, poichè
l’anima sua è in amarezza, e l’Eterno me l’ha nascosto, e non me l’ha
rivelato” (2 Re 4:17-27). Il fatto che Eliseo disse al suo servo di domandare
alla Shunamita se il suo fanciullo stava bene mostra che Eliseo non sapeva
che egli era morto, e difatti poco dopo disse a Ghehazi: ‘L’Eterno me l’ha
nascosto, e non me l’ha rivelato’. Queste parole di Eliseo mostrano che egli
veniva a conoscenza di fatti nascosti in modo soprannaturale mediante lo
Spirito di Dio, e che se il Signore non gli dava una parola di conoscenza
circa un fatto accaduto, quel fatto rimaneva nascosto pure a lui. |
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Ecco ora una
rivelazione concernente un evento futuro (cioè una parola di sapienza) che
Eliseo ricevette dal Signore mentre nella città di Samaria v’era la carestia
perchè cinta d’assedio dai Siri, “Eliseo disse: Ascoltate la parola
dell’Eterno! Così dice l’Eterno: – Domani, a quest’ora, alla porta di
Samaria, la misura di fior di farina si avrà per un siclo, e le due misure
d’orzo si avranno per un siclo” (2 Re 7:1). In questo caso Eliseo ebbe una
parola di sapienza, e quello che egli predisse, il giorno dopo si avverò,
perchè Dio operò un prodigio durante la notte, facendo fuggire i Siri che
assediavano la città, e “una misura di fior di farina s’ebbe per un siclo e
due misure d’orzo per un siclo secondo la Parola dell’Eterno” (2 Re 7:16). |
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La parola di
conoscenza e la parola di sapienza nel Signore Gesù. |
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Vediamo ora una
parola di conoscenza proferita da Gesù (che era un profeta). Un giorno, Gesù,
mentre parlava con una donna samaritana, “le disse: Và a chiamar tuo marito e
vieni qua. La donna gli rispose: Non ho marito. E Gesù: Hai detto bene: Non
ho marito; perchè hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo
marito; in questo hai detto il vero. La donna gli disse: Signore, io vedo che
tu sei un profeta” (Giovanni 4:16-19). Come faceva a sapere Gesù che quella
donna non aveva marito, e che aveva avuto cinque mariti e che quello che
aveva in quel tempo non era suo marito? Gesù, mediante lo Spirito, ricevette
una parola di conoscenza che concerneva questa donna; non dimenticatevi che
Gesù era un uomo che adempì il suo ministerio di profeta per l’aiuto dello
Spirito di Dio. Quella donna samaritana, quando Gesù le disse quelle parole,
gli disse: ‘Signore, io vedo che tu sei un profeta’; riflettete a queste
parole. Quella donna riconobbe da quella parola che Gesù le disse che Egli
era un profeta e dobbiamo dire che non si sbagliò affatto; quella donna
sapeva che solo un profeta avrebbe potuto dirgli tutto quello che ella aveva
fatto. Dopo che Gesù le disse delle altre parole, ella lasciò la sua secchia,
se ne andò in città e disse alla gente: “Venite a vedere un uomo che m’ha
detto tutto quello che ho fatto; non sarebb’egli il Cristo?” (Giovanni 4:29)
Quella parola di conoscenza detta da Gesù a quella donna ebbe un effetto
positivo poichè portò quella donna e molti dei Samaritani di quella città a
credere in lui, infatti è scritto che “molti dei Samaritani di quella città
credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: Egli
m’ha detto tutte le cose che ho fatte” (Giovanni 4:39). |
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Vediamo adesso una
parola di sapienza proferita da Gesù. Nella notte in cui Gesù fu tradito Egli
disse a Pietro: “In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il
gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte” (Matteo 26:34). Quella parola si
adempì in quella stessa notte, come aveva detto Gesù. |
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La parola di
sapienza nel profeta Agabo. |
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Nel libro degli atti
degli apostoli, Luca parla di un certo profeta Agabo, e di quello che egli
predisse per lo Spirito in due occasioni diverse; vediamo ora quali furono
queste sue predizioni. |
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Prima predizione; è
scritto: “Or in quei giorni, scesero dei profeti da Gerusalemme ad Antiochia.
E un di loro, chiamato per nome Agabo, levatosi, predisse per lo Spirito che
ci sarebbe stata una gran carestia per tutta la terra; ed essa ci fu sotto
Claudio” (Atti 11:27,28). Agabo era profeta e ricevette una parola di
sapienza che concerneva una gran carestia che ci sarebbe stata nei dì a
venire per tutta la terra. Le parole “predisse per lo Spirito” (Atti 11:28),
spiegano chiaramente che non è secondo lo spirito dell’uomo o per una
conoscenza acquisita in modo naturale o per intuito che il profeta predice
ciò che accadrà, ma mediante lo Spirito Santo, quando e se vuole lo Spirito
Santo, infatti Paolo ha scritto ai Corinzi: “A uno è data mediante lo Spirito
parola di sapienza” (1 Corinzi 12:8). Qualcuno dirà: ‘Ma a che servì quella
parola di sapienza? Essa fu utile, perchè tutto quello che lo Spirito Santo
rivela è utile alla Chiesa, secondo che è scritto: “Or a ciascuno è data la
manifestazione dello Spirito per l’utile comune” (1 Corinzi 12:7). Nel caso
della predizione della gran carestia, è scritto che “i discepoli
determinarono di mandare, ciascuno secondo le sue facoltà, una sovvenzione ai
fratelli che abitavano in Giudea, il che difatti fecero, mandandola agli
anziani, per mano di Barnaba e di Saulo” (Atti 11:29,30); questa rivelazione
mosse i discepoli di Antiochia a mandare una sovvenzione ai fratelli
bisognosi che erano in Giudea. |
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Seconda predizione;
il profeta Agabo predisse per lo Spirito quello che sarebbe accaduto a Paolo
in Gerusalemme, mentre Paolo era ancora in Cesarea. Luca disse: “Eravamo
quivi da molti giorni, quando scese dalla Giudea un certo profeta, di nome
Agabo, il quale, venuto da noi, prese la cintura di Paolo, se ne legò i piedi
e le mani, e disse: Questo dice lo Spirito Santo: Così legheranno i Giudei a
Gerusalemme l’uomo di cui è questa cintura, e lo metteranno nelle mani dei
Gentili” (Atti 21:10,11). Dio fece sapere a Paolo, tramite il profeta Agabo,
che i Giudei lo avrebbero afferrato in Gerusalemme e che essi lo avrebbero
messo nelle mani dei Gentili, quindi quando dopo a Gerusalemme, i Giudei
afferrarono Paolo nel tempio e si misero a batterlo con lo scopo di
ucciderlo, Paolo sapeva già che i Giudei non lo avrebbero ucciso in
quell’occasione perchè essi lo avrebbero messo nelle mani dei Gentili. |
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Come parla Dio ai
profeti. |
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Voglio ricordarvi
che i profeti antichi ricevevano spesso la parola di Dio in visione; queste
espressioni: “Parola che Isaia, figliuolo d’Amots, ebbe in visione,
relativamente a Giuda e a Gerusalemme” (Isaia 2:1); “Oracolo che il profeta
Habacuc ebbe per visione” (Habakkuk 1:1); “La parola dell’Eterno che fu
rivolta a Michea, il Morashita, ai giorni di Jotham, di Achaz e di Ezechia,
re di Giuda, e ch’egli ebbe in visione intorno a Samaria e a Gerusalemme”
(Michea 1:1), e molte altre concernenti altri profeti stanno a dimostrare
come i profeti ricevevano delle visioni da Dio. |
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Però molte volte Dio
rivelò la sua parola ai suoi profeti anche senza l’ausilio di visioni,
facendogli udire chiaramente la sua voce e le Scritture che indicano questo
modo di comunicare la parola da parte di Dio sono queste: “La parola
dell’Eterno fu rivolta ad Elia, in questi termini…” (1 Re 18:1); “Mentre
sedevano a mensa, la parola dell’Eterno fu rivolta al profeta…” (1 Re 13:20);
in questo caso, anche se il profeta era in compagnia di altre persone la voce
del Signore la udiva soltanto lui. |
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Dio oggi per mezzo
dei suoi profeti rivela parole dirette alla Chiesa e ad individui, questo
significa che pure oggi, quando Dio lo vuole, manda un profeta a portare una
specifica parola sia ad una chiesa, sia ad un individuo. |
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Il dono di
profezia. |
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Come ho detto prima,
nel profeta sono operanti il dono di profezia assieme ad almeno due dei tre
doni di rivelazione. Nel dono di profezia non c’è la rivelazione di un evento
futuro, in quanto chi profetizza “parla agli uomini un linguaggio di
edificazione, di esortazione e di consolazione” (1 Corinzi 14:3). Vi farò
degli esempi tratti dalle Scritture per farvi intendere in che cosa consiste
questo dono dello Spirito Santo. |
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Isaia, profeta di
Dio, mediante lo Spirito, (cioè mediante il dono di profezia) proferì agli
uomini queste parole di edificazione: “Porgete orecchio, e date ascolto alla
mia voce! State attenti, e ascoltate la mia parola! L’agricoltore ara egli
sempre per seminare? Rompe ed erpica egli sempre la sua terra? Quando ne ha
appianata la superficie, non vi semina egli l’aneto, non vi sparge il comino,
non vi mette il frumento a solchi, l’orzo nel luogo designato, e il farro
entro i limiti ad esso assegnati? Il suo Dio gl’insegna la regola da seguire
e l’ammaestra. L’aneto non si trebbia con la trebbia, nè si fa passar sul
comino la ruota del carro; ma l’aneto si batte col bastone, e il comino con
la verga. Si trebbia il grano; nondimeno, non lo si trebbia sempre; vi si fan
passare sopra la ruota del carro ed i cavalli, ma non si schiaccia. Anche
questo procede dall’Eterno degli eserciti; maravigliosi sono i suoi disegni,
grande è la sua sapienza” (Isaia 28:23-29). Queste parole qui sopra citate
sono un esempio di linguaggio di edificazione detto in profezia da un
profeta; come potete vedere in queste parole non vi è la predizione di un
fatto specifico. |
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Sempre Isaia proferì
queste parole di esortazione tramite il dono di profezia: “O trasgressori,
rientrate in voi stessi!…L’Eterno degli eserciti, quello, santificate! Sia
lui quello che temete e paventate!…Lavatevi, purificatevi, togliete d’innanzi
agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate dal fare il male;
imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate
ragione all’orfano, difendete la causa della vedova!” (Isaia 46:8; 8:13;
1:16,17); anche in queste parole proferite in profezia non c’è l’annunzio di
un particolare evento che deve avvenire. |
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E sempre Isaia
proferì queste parole di consolazione tramite il dono di profezia: “Io, io
son colui che vi consola; chi sei tu che tu tema l’uomo che deve morire, e il
figliuol dell’uomo che passerà com’erba?… Ascoltatemi, o voi che conoscete la
giustizia, o popolo che hai nel cuore la mia legge! Non temete l’obbrobrio
degli uomini, nè siate sgomenti per i loro oltraggi. Poichè la tignola li
divorerà come un vestito, e la tarma li roderà come la lana…Non temere,
perchè io t’ho riscattato, t’ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando
passerai per delle acque, io sarò teco; quando traverserai dei fiumi, non ti
sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non ne sarai arso, e la fiamma non
ti consumerà” (Isaia 51:12; 51:7,8; 43:1,2) |
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Come si può vedere,
nelle sopraccitate profezie, non c’è l’annunzio di un evento futuro, come una
carestia, una guerra, la nascita di qualcuno, la morte di qualcuno, etc… |
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Avvertimenti. |
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Sappiate, fratelli,
che quando Dio, per mezzo di un profeta, rivolge una parola d’esortazione ad
un individuo, se costui accetta la parola che il profeta gli dice nel nome
del Signore e si sottomette al volere di Dio ne avrà del bene, ma se la
rigetta, egli porterà la pena della sua ribellione. |
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Voglio che sappiate
anche che Dio giudica quei suoi profeti che hanno la presunzione di dire
delle cose nel suo nome che lui non ha comandato loro di dire; il nostro Dio
è santo e la falsità, anche se viene praticata da un suo profeta, è in
abominio agli occhi suoi. Dio dice: “Il profeta che avrà la presunzione di
dire in mio nome qualcosa ch’io non gli abbia comandato di dire o che parlerà
in nome di altri dèi, quel profeta sarà punito di morte” (Deuteronomio
18:20); queste parole scritte nella legge ci fanno capire chiaramente quanto
sia grave la colpa di un profeta che fa parlare la sua lingua, e dice
‘L’Eterno dice’, quando l’Eterno non ha detto nulla. |
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Come possiamo sapere
se la cosa predetta da un profeta nel nome del Signore è una parola che Dio
non ha detta? Dobbiamo aspettare il suo adempimento, perché quando la
predizione di un profeta non si avvera ciò significa che la sua parola non
era Parola di Dio ma solo una parola proferita per presunzione. Secondo che
disse Dio: “E se tu dici in cuor tuo: ‘Come riconosceremo la parola che
l’Eterno non ha detta?’ Quando il profeta parlerà in nome dell’Eterno, e la
cosa non succede e non si avvera, quella sarà una parola che l’Eterno non ha
detta; il profeta l’ha detta per presunzione; tu non lo temere” (Deuteronomio
18:21,22). |
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Esaminare le
profezie e le rivelazioni. |
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Quello che un
profeta di Dio dice nel nome del Signore deve essere esaminato e giudicato
con le Scritture, secondo che è scritto: “Parlino due o tre profeti, e gli
altri giudichino” (1 Corinzi 14:29). Qualcuno dirà: ‘Ma perchè deve essere
esaminato?’ Perchè il profeta potrebbe dire qualcosa di falso seguendo il suo
proprio spirito. Paolo disse ai Tessalonicesi: “Non disprezzate le profezie;
ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene; astenetevi da ogni specie di male”
(1 Tessalonicesi 5:20-22); le profezie (sia le profezie dei profeti e sia le
profezie di quelli che non hanno il ministerio di profeta, ma solo il dono di
profezia) devono essere esaminate ed accettate quando si attengono
perfettamente a ciò che la Sacra Scrittura insegna; nel caso contrario, cioè
nel caso la profezia contrasta la verità, essa deve essere rigettata senza
esitare. Nel corso dei secoli, sono sorti degli uomini in seno alle chiese di
Dio che hanno detto delle profezie (o di avere avuto delle visioni e delle
rivelazioni da Dio) che si opponevano alla Parola di Dio, e ci sono stati
quelli che hanno dato loro ascolto e sono stati ingannati dalle loro
menzogne. Perciò fratelli, come disse Paolo: “Esaminate ogni cosa e ritenete
il bene” (1 Tessalonicesi 5:21), ma il bene soltanto; il male, riprovatelo! |
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Ecco un fatto che
avvenne ai giorni di Geremia, che ci insegna come un profeta può fare delle
false predizioni. È scritto nel libro di Geremia: “In quello stesso anno, al
principio del regno di Sedechia, re di Giuda, l’anno quarto, il quinto mese,
Anania, figliuolo di Azzur, profeta, ch’era di Gabaon, mi parlò nella casa
dell’Eterno, in presenza dei sacerdoti e di tutto il popolo, dicendo: ‘Così
parla l’Eterno degli eserciti, l’Iddio d’Israele: Io spezzo il giogo del re
di Babilonia. Entro due anni, io farò tornare in questo luogo tutti gli
arredi della casa dell’Eterno, che Nebucadnetsar, re di Babilonia, ha tolti
da questo luogo e ha portati a Babilonia; e ricondurrò in questo luogo, dice
l’Eterno, Jeconia, figliuolo di Joiakim, re di Giuda, e tutti quei di Giuda
che sono stati menati in cattività in Babilonia; perchè spezzerò il giogo del
re di Babilonia’. E il profeta Geremia rispose al profeta Anania in presenza
dei sacerdoti e in presenza di tutto il popolo che si trovava nella casa
dell’Eterno. Il profeta Geremia disse: ‘Amen! Così faccia l’Eterno! L’Eterno
mandi ad effetto quel che tu hai profetizzato, e faccia tornare da Babilonia
in questo luogo gli arredi della casa dell’Eterno e tutti quelli che sono
stati menati in cattività! Però, ascolta ora questa parola che io pronunzio
in presenza tua e in presenza di tutto il popolo. I profeti che apparvero
prima di me e prima di te fin dai tempi antichi, profetarono contro molti
paesi e contro grandi regni la guerra, la fame, la peste. Quanto al profeta
che profetizza la pace, allorchè si sarà adempiuta la sua parola, egli sarà
riconosciuto come un vero mandato dall’Eterno’. Allora il profeta Anania
prese il giogo di sul collo del profeta Geremia e lo spezzò. E Anania parlò
in presenza di tutto il popolo, e disse: ‘Così parla l’Eterno: In questo modo
io spezzerò il giogo di Nebucadnetsar, re di Babilonia, di sul collo di tutte
le nazioni, entro lo spazio di due anni’. E il profeta Geremia se ne andò.
Allora la parola dell’Eterno fu rivolta a Geremia, dopo che il profeta Anania
ebbe spezzato il giogo di sul collo del profeta Geremia, e disse: ‘Va’, e dì
ad Anania: Così parla l’Eterno: Tu hai spezzato un giogo di legno, ma hai
fatto, invece di quello, un giogo di ferro. Poichè così parla l’Eterno degli
eserciti, l’Iddio d’Israele: Io metto un giogo di ferro sul collo di tutte
queste nazioni perchè siano assoggettate a Nebucadnetsar, re di Babilonia; ed
esse gli saranno assoggettate; e gli do pure gli animali della campagna’. E
il profeta Geremia disse al profeta Anania: ‘Ascolta, Anania! L’Eterno non
t’ha mandato, e tu hai indotto questo popolo a confidare nella menzogna.
Perciò, così parla l’Eterno: Ecco, io ti scaccio di sulla faccia della terra;
quest’anno morrai, perchè hai parlato di ribellione contro l’Eterno’. E il
profeta Anania morì quello stesso anno, nel settimo mese” (Geremia 28:1-17).
Ora, il profeta Anania profetizzò al popolo che Dio avrebbe fatto tornare da lì
a poco, gli arredi del tempio da Babilonia, e altre cose piacevoli da udire;
ma egli parlò per presunzione e fece confidare il popolo nella menzogna. Non
aveva forse detto Dio al popolo qualche tempo prima in quello stesso anno:
“Non date ascolto alle parole dei vostri profeti i quali vi profetizzano,
dicendo: – Ecco, gli arredi della casa dell’Eterno saranno in breve riportati
da Babilonia, – perchè vi profetizzano menzogna” (Geremia 27:16). E così Dio
punì il profeta Anania, facendolo morire per la sua presunzione. |
|
Questa storia ci
insegna che Dio non può rinnegare se stesso; Egli non muta la parola uscita
dalla sua bocca perchè “non è un uomo perch’ei mentisca, nè un figliuol
d’uomo, perch’ei si penta” (Numeri 23:19). Dio non va contro la sua parola, anzi
la conferma; sono gli arroganti e i temerari – ben presenti in mezzo alla
Chiesa – che contrastano la Parola di Dio, e lo fanno usando il nome del
Signore. Perché non solo fanno false predizioni (per esempio, predicono la
guarigione di qualcuno gravemente malato che poi non guarisce anzi muore), ma
anche false profezie tramite cui confermano dei falsi insegnamenti, in quanto
secondo queste loro profezie : |
|
- la donna può
insegnare, mentre la Parola di Dio dice: “Non permetto alla donna
d’insegnare” (1 Timoteo 2:12); |
|
- la donna può
pregare Dio senza essere velata, mentre la Parola afferma: “Ma ogni donna che
prega o profetizza senz’avere il capo coperto da un velo, fa disonore al suo
capo, perché è lo stesso che se fosse rasa” (1 Corinzi 11:5) |
|
- se una donna si
adorna di gioielli o si veste con delle vesti sontuose non fa nulla di male
perché Dio ‘guarda al cuore’, mentre la Parola dice: “Io voglio dunque che
gli uomini faccian orazione in ogni luogo, alzando mani pure, senz’ira e
senza dispute. Similmente che le donne si adornino d’abito convenevole, con
verecondia e modestia: non di trecce e d’oro o di perle o di vesti sontuose,
ma d’opere buone, come s’addice a donne che fanno professione di pietà” (1
Timoteo 2:8-10) |
|
- le persone
divorziate possono risposarsi, mentre la Parola dice: “Chiunque manda via la
moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna
mandata via dal marito, commette adulterio” (Luca 16:18), ed anche: “Infatti
la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il
marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. Ond’è che se
mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma
se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non
è adultera se divien moglie d’un altro uomo” (Romani 7:2-3). |
|
Tutte queste
profezie vanno rigettate, perchè vanno contro la Parola di Dio e quindi non
possono procedere dalla bocca di Dio. Non è lo Spirito della verità che
proferisce queste profezie, ma lo spirito dell’errore. |
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Vi è un’altra storia
che mostra come Dio non può rinnegare la sua Parola innanzi detta; è la
storia di quel profeta giunto da Giuda a Bethel, per ordine di Dio, mentre il
re Geroboamo offriva il profumo sull’altare che aveva fatto costruire. Il
profeta proferì la parola di Dio contro l’altare e diede un segno miracoloso
da parte di Dio in quello stesso giorno, e quel segno si adempì; ma Dio aveva
detto a questo profeta di non mangiare pane e di non bere acqua a Bethel e di
non tornarsene per la stessa strada che aveva fatto all’andata. Dopo che il
profeta parlò da parte di Dio: e diede il segno miracoloso da parte di Dio,
“il re disse all’uomo di Dio: ‘Vieni meco a casa; ti ristorerai, e io ti farò
un regalo’. Ma l’uomo di Dio rispose al re: ‘Quand’anche tu mi dessi la metà
della tua casa, io non entrerò da te, e non mangerò pane nè berrò acqua in
questo luogo; poichè questo è l’ordine che m’è stato dato dall’Eterno: – Tu
non vi mangerai pane nè berrai acqua, e non tornerai per la strada che avrai
fatta, andando’. – Così egli se ne andò per un altra strada, e non tornò per
quella che aveva fatta, venendo a Bethel. Or v’era un vecchio profeta che
abitava a Bethel; e uno dei suoi figliuoli venne a raccontargli tutte le cose
che l’uomo di Dio aveva fatte in quel giorno a Bethel, e le parole che aveva
dette al re. Il padre, udito ch’ebbe il racconto, disse ai suoi figliuoli:
‘Per qual via se n’è egli andato?’ Poichè i suoi figliuoli avevano veduto la
via per la quale se n’era andato l’uomo di Dio venuto da Giuda. Ed egli disse
ai suoi figliuoli: ‘Sellatemi l’asino’. Quelli gli sellarono l’asino; ed egli
vi montò su, andò dietro all’uomo di Dio, e lo trovò a sedere sotto un
terebinto, e gli disse: ‘Sei tu l’uomo di Dio venuto da Giuda?’ Quegli
rispose: ‘Son io’. Allora il vecchio profeta gli disse: ‘Vieni meco a casa
mia, e prendi un pò di cibo’. Ma quegli rispose: ‘Io non posso tornare
indietro teco, nè entrare da te; e non mangerò pane nè berrò acqua teco in
questo luogo; poichè m’è stato detto, per ordine dell’Eterno: – Tu non
mangerai quivi pane, nè berrai acqua, e non tornerai per la strada che avrai
fatta, andando’. – L’altro gli disse: ‘Anch’io son profeta come sei tu; e un
angelo mi ha parlato per ordine dell’Eterno, dicendo: – ‘Rimenalo teco in
casa tua, affinchè mangi del pane e beva dell’acqua’. – Costui gli mentiva. –
Così, l’uomo di Dio tornò indietro con l’altro, e mangiò del pane e bevve
dell’acqua in casa di lui. Or mentre sedevano a mensa, la parola dell’Eterno
fu rivolta al profeta che aveva fatto tornare indietro l’altro; ed egli gridò
all’uomo di Dio ch’era venuto da Giuda: ‘Così parla l’Eterno: – Giacchè tu ti
sei ribellato all’ordine dell’Eterno, e non hai osservato il comandamento che
l’Eterno, l’Iddio tuo, t’avea dato, e sei tornato indietro, e hai mangiato
del pane e bevuto dell’acqua nel luogo del quale egli t’avea detto: Non vi
mangiare del pane e non vi bere dell’acqua, il tuo cadavere non entrerà nel
sepolcro dei tuoi padri’. – Quando l’uomo di Dio ebbe mangiato e bevuto, il
vecchio profeta, che l’aveva fatto tornare indietro, gli sellò l’asino.
L’uomo di Dio se ne andò, e un leone lo incontrò per istrada, e l’uccise” (1
Re 13:7-24). |
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Fratelli, come
potete vedere, all’invito del re Geroboamo che aveva una condotta empia nel
cospetto di Dio, il profeta rifiutò di fare quello che il re gli propose di
fare per non disubbidire a Dio; in seguito, al primo invito del vecchio
profeta, l’uomo di Dio mostrò ancora la stessa fermezza non acconsentendo a
tornare a casa del vecchio profeta per mangiare e bere, ma quando il vecchio
profeta lo vide fermo e deciso a non tornare indietro a casa sua, fece
ricorso alla menzogna, dicendogli: “Un angelo mi ha parlato per ordine
dell’Eterno, dicendo: – Rimenalo teco in casa tua, affinchè mangi del pane e
beva dell’acqua” (1 Re 13:18), e allora l’uomo di Dio tornò indietro. L’uomo
di Dio sentì che il cosiddetto ‘nuovo ordine’ di Dio contrastava nettamente
il primo, ma alle parole: “Anch’io sono un profeta come sei tu; e un angelo
mi ha parlato per ordine dell’Eterno” (1 Re 13:18), non si oppose come aveva
fatto in precedenza e credette alla menzogna e disubbidì a Dio. Quando Satana
non riesce a sedurre i figliuoli di Dio per mezzo della gente malvagia che
non ha la fede, allora cerca di sedurli per mezzo di menzogne proferite per
bocca di alcuni credenti che non bandiscono ancora la menzogna. Alcuni,
quando ti vedono fermo nella Parola di Dio, e che non entri in compromesso
con nessuno, pure di attenerti alle sacre Scritture, per cercare di dissuaderti
da certi precetti di Dio, veraci e giusti come tutti gli altri (ma a loro non
graditi), allora escogitano di persuaderti del contrario della Parola di Dio,
facendo uso di false profezie, cioè di menzogne, usando il nome del Signore,
esattamente come fece quel vecchio profeta verso l’uomo di Dio venuto da
Giuda. C’è chi comincia a dire: ‘Anch’io sono un ministro del Vangelo come lo
sei tu e Dio mi ha parlato, dicendomi che questo ordine era solo per i
credenti d’allora e non per noi oggi’; altri: ‘Ho avuto un sogno da Dio che
mi ha mostrato che non è come dici tu, perchè Dio vuole che noi ci adeguiamo
ai tempi’, tante menzogne per dirti di non credere in quello che Gesù ha
detto o che Paolo e gli altri apostoli hanno comandato di fare, ma siccome che
non ti vogliono dire chiaramente: ‘Disubbidisci a Dio e alla sua parola’, te
lo dicono facendo uso di menzogne, appoggiandosi su parole come ‘visione’,
‘sogno’, ‘profezia’, ‘rivelazione’, parole che suscitano interesse quando
sono pronunziate, ma anche un certo timore di Dio; ma quando ci si accorge
che quelle parole vengono usate solamente per fini disonesti, per
distoglierci dai comandamenti di Dio, allora, con fermezza rispondiamo a
costoro: ‘Ciò che voi dite è falso, perchè si oppone alla Parola di Dio’.
Sappiate che Dio non ci ha ripensato sulla sua dottrina in questi ultimi
tempi; Egli non ha cambiato idea, col passare del tempo, su nessuno dei suoi
precetti dati per mezzo del suo Figliuolo e per mezzo degli apostoli. Nessuno
vi seduca, badate a voi stessi, perchè i tempi sono difficili e malvagi;
Paolo disse a Timoteo: “Verrà il tempo che non sopporteranno la sana
dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro
proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle
favole” (2 Timoteo 4:3,4), e noi ci troviamo proprio in questo tempo. I
dottori che seguono i loro carnali desideri perchè hanno distolto le loro
orecchie dalla verità, sono in continuo aumento, ed a loro si volgono molti. |
|
A quei dottori che
non hanno distolto le orecchie dalla verità, alcuni profeti cercano di
distogliergliele con le loro false profezie; certi profeti, per fare
rigettare la sana dottrina ai semplici, cercano di fargliela passare come
inadeguata ai nostri tempi, come una dottrina che è da revisionare, ma la
dottrina di Dio non è affatto da revisionare, e guai a quelli che cercano di
farlo, essi porteranno la pena della loro ribellione, chiunque essi siano. |
|
Paolo scrisse che
Dio ha costituito nella Chiesa “in secondo luogo dei profeti” (1 Corinzi
12:28), per cui ancora oggi Dio stabilisce alcuni come profeti e non potrebbe
essere altrimenti dato che anche quello di profeta è annoverato tra i doni di
ministerio, assieme a quello di apostolo, di evangelista, di pastore e di dottore. |
|
Il ministerio di
profeta è ancora utile? |
|
Le ADI dicono che
siccome lo Spirito Santo è stato sparso, e in ogni credente in Cristo Gesù
v’è lo Spirito della verità che lo guida in ogni verità, oggi non c’è più
bisogno del ministerio di profeta nella chiesa, come invece ce n’era il
bisogno tra gli Israeliti sotto l’antico patto; ma questo non può essere
dimostrato in alcuna maniera con le Scritture, quindi non l’accettiamo. |
|
Nella chiesa
primitiva vi erano dei profeti; di Giuda e Sila, che erano degli uomini
autorevoli fra i fratelli, è detto che erano profeti; nella chiesa
d’Antiochia vi erano dei profeti, dei quali sono pure fatti i nomi; il
ministerio di profeta è menzionato tra i ministeri, nella lettera di Paolo
agli Efesini, e in una delle sue lettere ai Corinzi. Ai Corinzi, parlando
sull’ordine del culto, dice: “Parlino due o tre profeti, e gli altri
giudichino; e se una rivelazione è data a uno di quelli che stanno seduti, il
precedente si taccia…e gli spiriti dei profeti son sottoposti ai profeti,
perchè Dio non è un Dio di confusione, ma di pace” (1 Corinzi
14:29,30,32,33). Questi sono comandamenti del Signore; Paolo riconosceva il
ministerio di profeta, e se lui ha detto: “Parlino due o tre profeti…” (1
Corinzi 14:29), nessuno ha il diritto di dire: ‘I profeti non esistono più’,
o: ‘Quelli che dicono di esserlo non devono parlare quando la chiesa è
radunata’. Chi impedisce ad un profeta di Dio di esercitare il suo
ministerio, si rende nemico di Dio, come si resero nemici di Dio gli
Israeliti quando vietarono ai profeti di profetare. Dio disse: “Avete
ordinato ai profeti di non profetare! Ecco, io farò scricchiolare il suolo
sotto di voi…” (Amos 2:12,13); queste parole, Dio le disse ad un popolo che
diceva: “I profeti non sono che vento, e nessuno parla in essi” (Geremia
5:13), ad un popolo caparbio che si oppose ai profeti che parlavano da parte
sua. |
|
Certo, Paolo ha
detto che quello che i profeti dicono deve essere giudicato, ma non ha
vietato ai profeti di parlare in assemblea; l’apostolo ha detto pure che se
una rivelazione è data ad uno di quelli (uno dei profeti) che stanno seduti,
il precedente deve smettere di parlare, quindi egli non pensava affatto che
Dio avesse smesso di dare delle rivelazioni per la chiesa. |
|
Badate che qui per
rivelazione non si intende affatto un insegnamento della parola di Dio (come
dicono alcuni per mancanza di conoscenza), perchè poco prima, Paolo dice:
“Che dunque, fratelli? Quando vi radunate, avendo ciascun di voi un salmo, o
un insegnamento, o una rivelazione, o un parlare in altra lingua, o una
interpretazione, facciasi ogni cosa per l’edificazione” (1 Corinzi 14:26), e
come potete vedere, l’insegnamento è nominato assieme alla rivelazione,
appunto perchè non sono la medesima cosa. |
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Oggi, Dio, quando
vuole dà ai suoi profeti, quando la chiesa è radunata, delle visioni per la
chiesa, per mezzo delle quali la chiesa viene edificata, consolata,
confermata, e ripresa quando ha bisogno di essere ripresa. Paolo ha detto:
“Ogni cosa sia fatta con decoro e con ordine” (1 Corinzi 14:40), quindi anche
i profeti devono esercitare il loro ministerio con decoro, per non creare
confusione in seno alla chiesa; questa è la ragione per cui Paolo dice: “E
gli spiriti dei profeti son sottoposti ai profeti, perchè Dio non è un Dio di
confusione, ma di pace” (1 Corinzi 14:32,33). |
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Per ciò che riguarda
il ministerio profetico esercitato sotto l’antico patto, quando ancora lo
Spirito non era stato sparso sopra ogni carne, vi ricordo che è vero che lo
Spirito non era ancora stato dato, ma è altresì vero che Dio unse di Spirito
Santo dei re che furono guidati da Dio anche mediante delle rivelazioni date
loro per mezzo dei profeti. |
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Davide era stato
unto di Spirito Santo, e lo Spirito Santo era in lui, eppure Dio gli parlò
per mezzo dei profeti in certe circostanze; mentre lui era ancora fuggiasco
perchè Saul lo perseguitava, il profeta Gad gli disse, mentre lui era nella
fortezza del re di Moab: “Non star più in questa fortezza; parti, e recati
nel paese di Giuda” (1 Samuele 22:5); quando lui diventò re ed ebbe in cuore
di costruire una casa al nome di Dio, Dio gli impedì di costruire il tempio
mediante una rivelazione data a Nathan, veggente del re; quando egli si rese
colpevole di adulterio e di omicidio, Dio gli mandò Nathan, il profeta, per
riprenderlo ed annunziargli la punizione che Dio gli avrebbe inflitto per i
suoi misfatti; quando egli fece il censimento di Israele (cosa che dispiacque
al Signore), Dio gli mandò Gad per dirgli quale castigo voleva tra i tre che
gli notificò. |
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Ho voluto
menzionarvi questi fatti per farvi capire che benchè lo Spirito era su Davide
ed in Davide, perchè esso parlò per bocca sua, pure Dio gli parlò per mezzo
dei suoi profeti. Oggi, le cose non sono cambiate da questo punto di vista,
perchè benchè i credenti abbiano lo Spirito di Dio in loro (quelli che ne
sono ripieni in misura maggiore di quelli che non ne sono ancora ripieni), e
lo Spirito li guida, pure, Dio, in alcune circostanze della loro vita, parla
loro mediante i profeti (o con una profezia o con delle visioni), esattamente
come faceva sotto l’antico patto. |
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D’altronde, anche il
profeta Agabo ebbe un messaggio personale per Paolo, quando questi era in
Cesarea, quindi non c’è nulla di strano se oggi, Dio, in alcune circostanze,
guida, consola, conferma, riprende i suoi, anche mediante delle rivelazioni
date ai profeti. |
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Non vedo perchè
dovremmo dire: ‘Il ministerio di profeta non è più necessario oggi’, e dire
invece: ‘Ma quello di pastore invece è necessario’; i ministeri sono tutti
utili alla chiesa, nessun escluso. |
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Io dico a voi che
dite che il ministerio di profeta non è necessario oggi, perchè lo Spirito
che è in noi ci guida in ogni verità: ‘Ma a questo punto, secondo il vostro
ragionamento, se voi dite che lo Spirito della verità vi guida in ogni
verità, non avreste bisogno neppure dei pastori che vi conducono e dei
dottori che vi ammaestrano; ma allora, perchè riconoscete questi ministeri,
ma quello di profeta no? |
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Paolo scrisse ai
Corinzi: “L’occhio non può dire alla mano: Io non ho bisogno di te; nè il
capo può dire ai piedi: Non ho bisogno di voi. Al contrario, le membra del
corpo che paiono essere più deboli, sono invece necessarie…” (1 Corinzi
12:21,22). Ascoltami, tu che dici che il ministerio di profeta non è
necessario oggi nella chiesa; se il tuo occhio potesse parlare, e tu gli
sentiresti dire al tuo piede destro: ‘Ascolta, io non ho bisogno di te!’,
saresti contento? Non ti accorgeresti forse che c’è qualcosa che non va? Non
vedresti forse una divisione nel tuo corpo? Ma tu pensi con questa tua
affermazione di rallegrare il Signore, che è il capo della Chiesa? No
fratello, queste tue parole non piacciono affatto al Signore; rientra in te
stesso, riconosci la verità, e sii savio, perchè il Signore ti dice:
“Figliuol mio, se il tuo cuore è savio, anche il mio cuore si rallegrerà..”
(Proverbi 23:15). |
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Sui falsi profeti. |
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Ora vi voglio dire
alcune cose circa i falsi profeti, affinchè non ne ignoriate l’esistenza e
affinchè vi guardiate da loro. |
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Pietro ha detto che
nell’antichità degli uomini santi parlarono da parte di Dio, perchè sospinti
dallo Spirito Santo, ma ha detto pure che sorsero anche falsi profeti fra il
popolo, e questo le Scritture lo confermano, infatti esse insegnano che da un
lato vi erano i profeti che parlavano per lo Spirito Santo, e dall’altro vi
erano i falsi profeti che facevano parlare la loro lingua e dicevano:
‘L’Eterno dice’, quando l’Eterno non aveva parlato loro. |
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Prima di parlare dei
falsi profeti, delle loro menzogne che profetizzarono, e della loro condotta
empia, voglio parlarvi di quale era la condotta del popolo d’Israele e di
come i santi profeti esortarono il popolo di Dio a ravvedersi. |
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I figliuoli
d’Israele abbandonarono la loro Ròcca e si volsero agli idoli delle nazioni
circonvicine; essi si prostituirono a quegli idoli vani, infatti si
fabbricarono i loro idoli e li posero sui loro alti luoghi dove si recavano
per offrire loro i profumi e i sacrifici (arrivarono al punto di scannare i
loro figli e le loro figlie per offrirli ai loro dèi). |
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Oltre a ciò, gli
Israeliti rubavano, commettevano omicidi, commettevano adulteri, mentivano
gli uni agli altri, ed erano avidi di guadagno; da ciò che insegna la
Scrittura, in Israele i comandamenti di Dio furono dimenticati. Dio vide
quello spettacolo di perversità e provò un grande dispiacere, ma Egli non
rimase indifferente perchè suscitò dei profeti ai quali comandò di far
conoscere ad Israele i suoi peccati e di esortare il suo popolo a ravvedersi.
I santi profeti ubbidirono a Dio e riferirono al popolo ribelle le parole di
Dio; ora vi menzionerò alcune delle esortazioni al pentimento rivolte al
popolo, che sono scritte nei profeti, per farvi capire come i santi profeti
non lusingarono affatto gli empi. |
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Geremia disse:
“Circoncidetevi per l’Eterno, circoncidete i vostri cuori, o uomini di Giuda
e abitanti di Gerusalemme, affinchè il mio furore non scoppi come un fuoco, e
non s’infiammi sì che nessuno possa spengerlo, a motivo della malvagità delle
vostre azioni!” (Geremia 4:4), ed ancora: “Torna, o infedele Israele, dice
l’Eterno; io non vi mostrerò un viso accigliato, giacchè io son
misericordioso, dice l’Eterno, e non serbo l’ira in perpetuo. Soltanto
riconosci la tua iniquità: tu sei stata infedele all’Eterno, al tuo Dio, hai
vòlto qua e là i tuoi passi verso gli stranieri, sotto ogni albero
verdeggiante, e non hai dato ascolto alla mia voce, dice l’Eterno. Tornate o
figliuoli traviati, dice l’Eterno…” (Geremia 3:12-14). |
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Ezechiele disse:
“Convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvage! E perchè morreste voi,
o casa d’Israele?” (Ezechiele 33:11). |
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Isaia disse: “O
trasgressori, rientrate in voi stessi!…Lavatevi, purificatevi, togliete
d’innanzi agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate dal fare
il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia…” (Isaia 46:8;
1:16,17). |
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Dio disse al popolo
che se si fosse convertito dalle sue vie malvage, Egli lo avrebbe perdonato,
ma gli disse pure che se non si fosse convertito, lo avrebbe punito. I
profeti annunziarono ai ribelli i giudizi che Dio avrebbe esercitato contro
di loro nel caso essi avessero continuato a camminare secondo la caparbietà
del loro cuore; ecco come parlarono a tale riguardo Isaia e Geremia. |
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Isaia disse: “Se
siete disposti ad ubbidire, mangerete i prodotti migliori del paese; ma se
rifiutate e siete ribelli, sarete divorati dalla spada; poichè la bocca
dell’Eterno ha parlato” (Isaia 1:19,20). |
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Geremia disse: “Ma
se non mi date ascolto…io accenderò un fuoco alle porte della città, ed esso
divorerà i palazzi di Gerusalemme, e non s’estinguerà…ecco, io mando contro
di voi dei serpenti, degli aspidi, contro i quali non v’è incantagione che
valga; e vi morderanno, dice l’Eterno” (Geremia 17:27; 8:17), ed ancora:
“Ecco, io faccio venire da lungi una nazione contro di voi, o casa d’Israele,
dice l’Eterno; una nazione valorosa, una nazione antica, una nazione della
quale tu non conosci la lingua e non intendi le parole. Il suo turcasso è un
sepolcro aperto; tutti quanti son dei prodi. Essa divorerà le tue mèssi e il
tuo pane, divorerà i tuoi figliuoli e le tue figliuole, divorerà le tue
pecore e i tuoi buoi, divorerà le tue vigne e i tuoi fichi; abbatterà con la
spada le tue città forti nelle quali confidi” (Geremia 5:15-17). Come
reagirono i ribelli alle esortazioni dei santi profeti? In questa maniera;
essi perseguitarono i profeti oltraggiandoli, percuotendoli, mettendoli in
prigione, ed in fine li uccisero. |
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Ma ecco che assieme
ai santi profeti sorsero anche i falsi profeti che si misero a profetizzare
di loro senno; anche loro dicevano di avere delle visioni e dei sogni, ma
tutto quello che dicevano usando il nome del Signore, si opponeva alla legge
e alle parole dei santi profeti. Questi falsi profeti, oltre che a
profetizzare menzogne, avevano pure una condotta scellerata e Dio, di questo,
ne rendeva testimonianza in questi termini: “Fra i profeti di Gerusalemme ho
visto cose nefande: commettono adulteri, procedono con falsità, fortificano
le mani dei malfattori, talchè nessuno si converte dalla sua malvagità…dai
profeti di Gerusalemme l’empietà s’è sparsa per tutto il paese…come un leone
ruggente che sbrana una preda, costoro divorano le anime, piglian tesori e
cose preziose…essi vi pascono di cose vane; vi espongono le visioni del loro
proprio cuore, e non ciò che procede dalla bocca dell’Eterno …. e sperano che
la loro parola s’adempirà!… Dicono del continuo a quei che mi sprezzano:
‘L’Eterno ha detto: Avrete pace’; e a tutti quelli che camminano seguendo la
caparbietà del proprio cuore: ‘Nessun male v’incoglierà’… gridano: ‘Pace’,
quando i loro denti han di che mordere, e bandiscono la guerra contro a chi
non mette loro nulla in bocca… fanno predizioni per danaro … Io non ho
mandato quei profeti; ed essi son corsi; io non ho parlato loro, ed essi
hanno profetizzato” (Geremia 23:14,15; Ezechiele 22:25; Geremia 23:16;
Ezechiele 13:6; Geremia 23:17; Michea 3:5,11; Geremia 23:21). Dalla parola di
Dio traiamo questi insegnamenti sui falsi profeti: |
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- sono avidi di
illeciti guadagni, infatti profetizzano pure per compensi in danaro, e di
conseguenza, profetizzano la pace a chi gli dà da mangiare, e la guerra a chi
non fa entrare nulla nelle loro tasche |
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- sono adulteri |
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- amano e praticano
la menzogna, perchè parlano di cose che non hanno vedute e di cose che non
hanno udite da Dio |
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- sono ingiusti,
perchè contristano il giusto con delle menzogne, quando Dio non lo contrista,
e fortificano le mani dei peccatori perchè non si convertano dalle loro opere
malvage |
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- di loro dicono un
gran bene i ribelli, cioè quelli che loro lusingano dicendogli che avranno
pace e nessun male gli verrà addosso |
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L’inevitabile conclusione
alla quale siamo giunti è che i falsi profeti sono veramente degli alberi
cattivi che fanno frutti cattivi; ma come non rimasero impuniti i falsi
profeti dell’antichità, così non rimarranno impuniti i falsi profeti di
questi giorni. Gesù disse che “ogni albero che non fa buon frutto, è tagliato
e gettato nel fuoco” (Matteo 7:19), quindi noi sappiamo che per certo i falsi
profeti saranno presi e gettati nella fornace di fuoco, e coperti di una
eterna vergogna. |
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Fratelli, di falsi
profeti ne esistono molti anche in questa generazione, guardatevi da loro,
per non cadere in preda ai loro denti. |
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L’evangelista |
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L’evangelista è colui che porta la Buona Novella di città
in città e di villaggio in villaggio; ne abbiamo un esempio in Filippo,
chiamato appunto “l’evangelista” (Atti 21:8). Filippo, inizialmente fu eletto
assieme ad altri sei fratelli, per servire alle mense, infatti “era uno dei
sette” (Atti 21:8). Questi sette fratelli che furono eletti dalla moltitudine
dei discepoli, avevano una buona testimonianza, erano ripieni di Spirito e di
sapienza. |
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In quel tempo vi fu
una gran persecuzione contro la chiesa che era in Gerusalemme, e tutti, salvo
gli apostoli, furono dispersi per le contrade della Giudea e della Samaria.
Coloro che erano stati dispersi se ne andarono di luogo in luogo, annunziando
la Parola, “e Filippo, disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo.
E le folle di pari consentimento prestavano attenzione alle cose dette da
Filippo, udendo e vedendo i miracoli ch’egli faceva. Poichè gli spiriti
immondi uscivano da molti che li avevano, gridando con gran voce; e molti
paralitici e molti zoppi erano guariti” (Atti 8:5-7). Molti dei Samaritani
credettero nella Buona Novella e furono battezzati da Filippo, secondo che è
scritto: “Quand’ebbero creduto a Filippo che annunziava loro la buona novella
relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo, furono battezzati, uomini
e donne” (Atti 8:12). |
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L’evangelista,
secondo l’esempio che abbiamo in Filippo, oltre che predicare l’Evangelo,
compie pure delle guarigioni, perciò ha i doni di guarigione, ed ha
l’autorità di battezzare in acqua quelli che credono nel Signore. |
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Qualcuno dirà: ‘Ma
che differenza c’è tra l’apostolo e l’evangelista, dato che tutti e due
predicano l’Evangelo agli increduli? La differenza è che l’apostolo viene
mandato da Dio a predicare in un’altra nazione, mentre l’evangelista, nella
maggior parte dei casi, predica nella propria nazione; inoltre, l’apostolo va
a predicare dove non ci sono ancora chiese, le fonda e fa eleggere per
ciascuna di esse degli anziani, mentre l’evangelista, nella maggior parte dei
casi, arriva in luoghi dove ci sono già delle comunità, predica l’Evangelo e
poi se ne va. |
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Secondo quello che è
scritto nel libro degli atti degli apostoli, v’è un’altra cosa che
contraddistingue l’apostolo dall’evangelista, ed è questa: l’apostolo ha
l’autorità di pregare per i credenti affinchè ricevano lo Spirito Santo,
mentre l’evangelista non ha questo dono. Questa è una conclusione a cui si
arriva leggendo la narrazione dei fatti accaduti in Samaria. Dopo che molti
dei Samaritani credettero e furono battezzati da Filippo, “gli apostoli
ch’erano a Gerusalemme, avendo inteso che la Samaria avea ricevuto la parola
di Dio, vi mandarono Pietro e Giovanni. I quali, essendo discesi là,
pregarono per loro affinchè ricevessero lo Spirito Santo; poichè non era
ancora disceso sopra alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel
nome del Signor Gesù. Allora imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo
Spirito Santo” (Atti 8:14-17). Ora se Filippo avesse avuto la stessa autorità
degli apostoli Pietro e Giovanni, non ci sarebbe stato bisogno che Pietro e
Giovanni discendessero in Samaria per pregare per quei credenti, affinchè
ricevessero lo Spirito Santo; mentre invece fu necessario, appunto perchè
Filippo non aveva il dono di imporre le mani ai credenti affinchè ricevessero
lo Spirito, nonostante lui stesso fosse ripieno dello Spirito. Anche
l’apostolo Paolo aveva il dono di imporre le mani ai credenti affinchè
ricevessero lo Spirito Santo, infatti è scritto, a proposito di quei circa
dodici discepoli di Efeso: “Furono battezzati nel nome del Signor Gesù; e
dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e
parlavano in altre lingue, e profetizzavano” (Atti 19:5,6); questo conferma
ciò che vi ho detto prima. |
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Il pastore |
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Il pastore è colui che è preposto da Dio a pascere ed a
sorvegliare il suo gregge. |
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Per quanto riguarda
questo ministero, bisogna dire che il ministerio di pastore è menzionato solo
nella lettera di Paolo agli Efesini. Non vi è un solo passo nelle Scritture
del nuovo patto che dice chiaramente che qualcuno era pastore di una
determinata chiesa, come invece siamo abituati oggi, a sentire e a vedere.
Secondo le Scritture del nuovo patto, le chiese ai tempi degli apostoli,
erano sorvegliate e pasturate dagli anziani, in altre parole, in ogni chiesa
vi erano più anziani (i vescovi) che si prendevano cura delle pecore del
Signore. I passi della Scrittura che mostrano che a dirigere le chiese vi
erano degli anziani (i vescovi), uguali tra loro per grado, poteri e
funzioni, e che non fanno menzione della esistenza di un pastore a capo delle
chiese, sono questi: |
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- Libro degli atti
degli apostoli: Paolo “da Mileto mandò ad Efeso a far chiamare gli anziani
della chiesa. E quando furono venuti a lui, egli disse loro:…Badate a voi
stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti
vescovi, per pascere la chiesa di Dio…” (Atti 20:17,18,28); Paolo e Barnaba
“fatti eleggere per ciascuna chiesa degli anziani, dopo aver pregato e
digiunato, raccomandarono i fratelli al Signore, nel quale avevano creduto”
(Atti 14:23); “Allora parve bene agli apostoli e agli anziani con tutta la
chiesa, di mandare ad Antiochia con Paolo e Barnaba, certi uomini scelti fra
loro, cioè: Giuda, soprannominato Barsabba, e Sila, uomini autorevoli tra i
fratelli…” (Atti 15:22); “E i discepoli determinarono di mandare, ciascuno
secondo le sue facoltà, una sovvenzione ai fratelli che abitavano in Giudea,
il che difatti fecero, mandandola agli anziani, per mano di Barnaba e di
Saulo” (Atti 11:29,30); “E il giorno seguente, Paolo si recò con noi da
Giacomo; e vi si trovarono tutti gli anziani…” (Atti 21:18). |
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- Epistola ai
Filippesi: “Paolo e Timoteo, servitori di Cristo Gesù, a tutti i santi in
Cristo Gesù che sono in Filippi, coi vescovi e coi diaconi…” (Filippesi 1:1). |
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- Paolo a Timoteo:
“Non trascurare il dono che è in te, il quale ti fu dato per profezia quando
ti furono imposte le mani dal collegio degli anziani…Gli anziani che tengono
bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli
che faticano nella predicazione e nell’insegnamento…” (1 Timoteo 4:14; 5:17). |
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- Giacomo: “C’è
qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su
lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà
il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli
saranno rimessi” (Giacomo 5:14,15). |
|
- Pietro: “Io esorto
dunque gli anziani che sono fra voi, io che sono anziano con loro…Pascete il
gregge di Dio che è fra voi…Parimente, voi più giovani, siate soggetti agli
anziani” (1 Pietro 5:1,2,5). |
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- Epistola agli
Ebrei: “Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perchè essi
vegliano per le vostre anime, come chi ha da renderne conto…” (Ebrei 13:17). |
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Come potete vedere,
in tutti questi passi sono menzionati gli anziani della chiesa, e mai il
pastore della chiesa. |
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Ora però è
necessario dire anche questo: non per il fatto che il ministero di pastore è
menzionato una volta sola nel nuovo patto, e che non si parla mai in nessun
posto del pastore di una chiesa, bisogna dire che è sbagliato che in una
chiesa vi sia un pastore coadiuvato da degli anziani. Qualcuno dirà: ‘Ma
allora il fatto che ci sia un pastore a capo di una comunità, con un
consiglio degli anziani, ha qualche fondamento scritturale?’ Sì, il
fondamento scritturale lo possiede ed è questo. |
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Gesù disse a
Giovanni di scrivere agli angeli delle sette chiese dell’Asia; qualcuno dirà:
‘Ma chi erano quegli angeli? Certamente non erano degli spiriti (come invece
sono gli angeli del cielo), perchè da quello che il Signore disse loro si
capisce chiaramente che essi erano degli uomini della stessa natura che noi,
che in seno a quelle chiese esercitavano un ministerio. Che essi esercitavano
un ministerio è confermato da queste parole del Signore all’angelo della
chiesa di Tiatiri: “Io conosco… il tuo ministerio” (Apocalisse 2:19). Vorrei
farvi notare una cosa; la Scrittura dice che Paolo “da Mileto mandò ad Efeso
a far chiamare gli anziani della chiesa” (Atti 20:17), ma la Parola mostra
anche che mentre Giovanni l’apostolo era ancora in vita, c’era l’angelo della
chiesa di Efeso, infatti il Signore ordinò a Giovanni di scrivere all’angelo
della chiesa di Efeso (e non agli angeli della chiesa di Efeso). Il Signore
non disse a Giovanni di scrivere agli anziani di quella chiesa, ma al suo
angelo; questo ci fa capire che questo angelo era il pastore di quella
comunità. |
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Oltre a ciò,
Giovanni dice che quando gli apparve il Signore, “Egli teneva nella sua mano
destra sette stelle” (Apocalisse 1:16); quelle sette stelle erano gli angeli
delle sette chiese dell’Asia, infatti Gesù gli disse: “Le sette stelle sono
gli angeli delle sette chiese..” (Apocalisse 1:20). Il fatto che il pastore
di una chiesa sia rappresentato da una stella non deve essere sottovalutato.
Gesù, che è il Sommo Pastore, è la lucente stella mattutina; i pastori da lui
stabiliti sulle chiese sono le stelle che egli tiene nella sua mano. |
|
Le stelle che Dio ha
posto nella distesa dei cieli servono a far luce nella notte, ma servono pure
a guidare le persone, infatti esse sono un sicuro punto di riferimento per
coloro che si ritrovano sprovvisti di una bussola in mezzo ad un deserto o in
mezzo al mare. Pure i pastori sono posti nella chiesa per illuminare i fedeli
e per condurli per sentieri di giustizia; vi ricordate che faceva quella
stella che apparve ai Magi in Oriente? La Scrittura dice che essa “andava
dinanzi a loro, finchè, giunta al luogo dov’era il fanciullino, vi si fermò
sopra” (Matteo 2:9). Ora, ma non è forse vero che il pastore pure va dinanzi
alle pecore? Quella stella condusse i magi dal Re dei Giudei; prendete
l’espressione che dice “finchè, giunta al luogo dov’era il fanciullino, vi si
fermò sopra” (Matteo 2:9), e confrontatela con queste parole di Paolo agli
Efesini: “Ed è lui che ha dato…gli altri, come pastori…finchè tutti siamo
arrivati all’unità della fede e della piena conoscenza del Figliuol di Dio,
allo stato d’uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo…”
(Efesini 4:11,13); e capirete come le stelle delle chiese (i pastori) sono
state poste da Dio nella sua Chiesa, per condurre i santi alla piena
conoscenza del Figliuol di Dio. |
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Riassumendo, diciamo
che tutte le chiese di Dio hanno un collegio di anziani, ma mentre alcune
hanno solo degli anziani, uguali tra loro per grado, poteri, e funzioni,
(nessuno dei quali è chiamato pastore, ma di fatto pasturano), altre, oltre a
degli anziani hanno anche un pastore che è il presidente del consiglio degli
anziani, il suo portavoce, e colui che, di fatto, ha un’autorità maggiore a
quella degli anziani. Una cosa è certa; in ambedue i casi, i fedeli non sono
lasciati a se stessi, perchè sono sotto la sorveglianza di conduttori. |
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Vediamo ora come i
pastori devono pascere il gregge del Signore. L’apostolo Pietro, a cui il
Signore aveva detto, prima di andare in cielo: “Pasci le mie pecore”
(Giovanni 21:18), ha spiegato chiaramente in che maniera i pastori devono
pascere il gregge di Dio; egli dice: “Pascete il gregge di Dio che è fra voi,
non forzatamente, ma volonterosamente secondo Dio; non per un vil guadagno,
ma di buon animo; e non come signoreggiando quelli che vi sono toccati in
sorte, ma essendo gli esempi del gregge. E quando sarà apparito il Sommo
Pastore, otterrete la corona della gloria che non appassisce” (1 Pietro
5:2-4). |
|
Voglio dire innanzi tutto
che il gregge è di Dio, cioè è proprietà di Dio; Egli lo ha comprato a
prezzo, e questo lo ha confermato pure Paolo, quando parlando ai vescovi
della chiesa di Efeso, disse loro: “Badate a voi stessi e a tutto il gregge,
in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la
chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue” (Atti 20:28).
Perchè ho voluto fare questa premessa? Perchè vi sono alcuni pastori che
chiamano la chiesa di Dio ‘la loro chiesa’, ‘le loro pecore’ e questo non è
vero, perchè le pecore che i pastori devono pascere sono del Signore, difatti
il Signor Gesù disse a Pietro: “Pasci le mie pecore” (Giovanni 21:18), e non:
‘Pasci le tue pecore’. |
|
Il pastore deve
pascere il gregge di Dio non di malavoglia o per forza, come se fosse una
cosa sgradevole ed inutile a farsi, ma con allegrezza, mostrando la buona
volontà nel farlo; il pastore non deve pascere il gregge di Dio per
arricchirsi, sfruttando le pecore del Signore, quindi non deve farlo perchè
spinto dalla cupidigia, ma deve pascerlo sinceramente con una pura coscienza;
il pastore non deve signoreggiare le pecore che il Signore gli ha affidato,
cioè non deve governare con violenza ed asprezza, ma deve essere umile. Gesù
disse: “Se alcuno vuole essere il primo, dovrà essere l’ultimo di tutti e il
servitore di tutti” (Marco 9:35); perciò, il Signore non condanna chi vuole
essere primo o grande fra il suo popolo, ma gli dice cosa deve fare per
diventarlo. Molti vogliono essere serviti, ma non vogliono servire, vogliono
essere grandi e tra i primi, camminando secondo la caparbietà del loro cuore,
rifiutando di umiliarsi e di servire le pecore di Dio; ma come possono
pensare di essere grandi costoro? Certo, grandi sono forse considerati da
altri superbi come loro, ma certamente non da quelle pecore miti e semplici
che ancora aspettano che il pastore smetta di disinteressarsi di loro e di
cercare il suo proprio interesse, per prendersi cura di loro. Qualcuno dirà:
‘Ma in che consiste questa cura di cui tu parli?’ Consiste nel dare un sano
nutrimento alle pecore, nel proteggerle dai lupi rapaci, nel fortificare le
pecore deboli, nel curare le malate, nel fasciare quelle ferite, nel
ricondurre le smarrite, e nel riprendere quelle che meritano di essere
riprese. Se il pastore bada a se stesso e al gregge di Dio, quando apparirà
dai cieli il Signore, egli riceverà da lui gloria e onore. |
|
Sui pastori
corrotti. |
|
Qualcuno dirà: ‘E
invece, che otterranno dal Signore, quei pastori che cercano il loro proprio
interesse, che dominano le pecore del Signore con violenza ed asprezza, che
non badano nè a loro stessi e nè alla chiesa di Dio?’ Colpi di flagello, ecco
che cosa riceveranno dal Signore quei pastori che invece di pascere la chiesa
di Dio, hanno pasciuto loro stessi. Ecco le parole che Dio rivolge contro
questi tipi di pastori, per mezzo del profeta Ezechiele: “Così parla il
Signore, l’Eterno: Guai ai pastori d’Israele, che non hanno fatto se non
pascere se stessi! Non è forse il gregge quello che i pastori debbon pascere?
Voi mangiate il latte, vi vestite della lana, ammazzate ciò che è ingrassato,
ma non pascete il gregge. Voi non avete fortificato le pecore deboli, non
avete guarito la malata, non avete fasciato quella ch’era ferita, non avete
ricondotto la smarrita, non avete cercato la perduta, ma avete dominato su
loro con violenza e con asprezza. Ed esse, per mancanza di pastore, si sono
disperse, son diventate pasto a tutte le fiere dei campi, e si sono disperse”
(Ezechiele 34:2-5). |
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Gesù Cristo,
parlando del mercenario, cioè di colui che guarda le pecore solo per la
mercede, disse: “Il mercenario che non è pastore, a cui non appartengono le
pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo
le rapisce e disperde. Il mercenario si dà alla fuga perchè è mercenario e
non si cura delle pecore” (Giovanni 10:12,13), ora, ciò che distingue il
pastore dal mercenario è che il pastore pastura le pecore e si prende cura di
loro volonterosamente di buon animo, e non cercando il suo interesse, ma temendo
Dio, sapendo di dover un giorno rendere conto al Signore di ogni pecora
toccatagli in sorte, mentre il mercenario sta a guardare le pecore solo per
una mercede, ma non s’interessa di loro come invece fa il pastore, e questo
disinteresse lo manifesta del continuo in tante maniere, e soprattutto quando
viene il lupo rapace, perchè egli non l’affronta per metterlo in fuga, ma lui
stesso si dà alla fuga, lasciando fare al lupo tutto il male che vuole in
mezzo al gregge. |
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Questa è la
testimonianza che Dio rese dei pastori che al tempo del profeta Isaia, erano
preposti a guardare il gregge: “I guardiani d’Israele son tutti ciechi, senza
intelligenza; son tutti dei cani muti, incapaci d’abbaiare; sognano, stanno
sdraiati, amano sonnecchiare. Sono cani ingordi, che non sanno cosa sia
l’essere satolli; son dei pastori che non capiscono nulla; son tutti vòlti
alla loro propria via, ognuno mira al proprio interesse, dal primo
all’ultimo. ‘Venite’, dicono, ‘io andrò a cercare del vino, e c’inebrieremo
di bevande forti! E il giorno di domani sarà come questo, anzi sarà più
grandioso ancora!” (Isaia 56:10-12). La Scrittura descrive così tutti i
pastori che non curano il gregge del Signore; sono ciechi, quindi incapaci di
riconoscere il bene ed il male ed incapaci di guidare la chiesa per sentieri
diritti e piani; sono senza intelligenza spirituale perchè non ne hanno
voluto sapere niente della sapienza di Dio e dei suoi consigli; sono
paragonati a dei cani muti, incapaci d’abbaiare, che amano sonnecchiare,
quindi sono dei guardiani che non fanno la guardia al gregge, perchè quando
vedono il pericolo non abbaiano, ed un cane da guardia che non abbaia a che
serve? I cattivi operai vengono per introdurre le loro strane dottrine, e per
trarre le pecore del Signore dietro a loro, ma loro dormono, loro sono
affaccendati a sbrigare i loro affari personali. Costoro non servono il
Signor nostro Gesù Cristo, ma il loro proprio ventre, “e con dolce e
lusinghiero parlare seducono il cuore dei semplici” (Romani 16:18); le pecore
affidate alla loro sorveglianza si disperdono, sono preda di falsi profeti e
di falsi dottori i quali con facilità riescono ad afferrarle perchè il loro
pastore dorme. Geremia disse: “Perchè i pastori sono stati stupidi, e non
hanno cercato l’Eterno; perciò non hanno prosperato, e tutto il loro gregge è
stato disperso” (Geremia 10:21), ed anche: “Molti pastori guastano la mia
vigna, calpestano la porzione che m’è toccata, riducono la mia deliziosa
porzione in un deserto desolato” (Geremia 12:10). Quello che avveniva in
Israele, ai giorni dei profeti, avviene pure oggi; sono anche oggi molti i
pastori che distruggono il gregge di Dio, perchè cupidi di disonesto
guadagno; questi pastori perdono le anime perchè vogliono arricchire e
diventare famosi; essi maledicono e cacciano via quelle pecore che non fanno
entrare nulla nel loro insaziabile ventre; essi usano ogni sorta di inganno
per raggiungere i loro fini malvagi. |
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A questi pastori, se
il gregge del Signore non si santifica, non importa proprio nulla; essi non
soffrono nel vedere la corruzione e la mondanità dilagare fra il gregge; essi
non si addolorano nel vedere le pecore smarrirsi per i monti dell’infedeltà,
e non sono neppure mossi a compassione verso le pecore deboli e scoraggiate
perchè spietati; essi non si levano in favore della verità perchè non
l’amano; essi non badano alla loro condotta, e se il nome di Dio e la
dottrina di Dio vengono biasimati a motivo dei loro frequenti scandali, non
gli importa proprio nulla, e questo perchè essi hanno raggiunto un certo
grado di fama e possono permettersi (secondo loro) pure di operare scandali,
perchè tanto di credenti ingenui che saranno ancora disposti a seguirli ed a
sovvenzionarli ne troveranno in abbondanza; sono adulteri, amano il danaro,
buffoneggiano in presenza di tutti, vanno a divertirsi, sono soci degli
adulteri e dei ladri e si dilettano nella loro compagnia; i comandamenti di
Dio e il timor di Dio non sono davanti ai loro occhi, ma dietro le loro
spalle; sono alteri ed incapaci d’umiliarsi, e nondimeno “s’appoggiano
all’Eterno, e dicono: L’Eterno non è egli in mezzo a noi? non ci verrà
addosso male alcuno!” (Michea 3:11), mentre Dio dice: “Guai a loro!” (Giuda
11). |
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Il dottore |
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Il dottore è colui che insegna la Parola di Dio; egli è in
grado di spiegarla accuratamente perchè il Signore gli ha comunicato il dono
d’insegnamento. |
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Paolo, oltre che
apostolo, era pure dottore; questo lo ha detto lui stesso a Timoteo, quando
gli scrisse: “In vista del quale (del Vangelo) io sono stato costituito
banditore e apostolo e dottore” (2 Timoteo 1:11). Leggendo le epistole di
Paolo, ci si rende conto di quello che lui insegnava da per tutto, in ogni
chiesa; chi è dottore deve insegnare pure lui le cose che insegnava Paolo. |
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Paolo, dottore dei
Gentili, scrisse ai santi di Colosse: “Ammaestrando ciascun uomo in ogni
sapienza, affinchè presentiamo ogni uomo perfetto in Cristo” (Colossesi
1:28), e noi da queste parole deduciamo che il dottore ammaestra i santi,
secondo la sapienza che gli è stata data, al fine di presentarli perfetti in
Cristo. Non è forse vero che pure il ministerio di dottore è dato da Cristo,
per il perfezionamento dei santi? |
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Paolo dimorò in
Corinto “un anno e sei mesi, insegnando fra loro la parola di Dio” (Atti
18:11); ad Efeso, per lo spazio di tre anni, lo stesso apostolo non cessò
d’ammonire ciascuno dei santi con lacrime, e quando egli parlò agli anziani
della chiesa di Efeso, disse loro: “Voi sapete…come io non mi son tratto
indietro dall’annunziarvi tutto il consiglio di Dio” (Atti 20:18,20). Questo
è quello che fa un dottore, dove Dio gli apre una porta per la Parola; si
trattiene in quel luogo per insegnare ai fedeli tutto il consiglio di Dio. |
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L’insegnamento che
un dottore rivolge ai santi è elementare, quando è rivolto ai bambini in
Cristo appena nati, e perfetto, quando è rivolto a credenti maturi; in
ambedue i casi, comunque, l’insegnamento è sano ed utile. Oltre a Paolo, vi
furono altri, ai suoi giorni, che furono costituiti da Dio dottori, e di
alcuni di loro sono menzionati i nomi, infatti Luca scrisse: “Or nella chiesa
d’Antiochia v’eran dei profeti e dei dottori: Barnaba, Simeone chiamato
Niger, Lucio di Cirene, Manaen, fratello di latte di Erode il tetrarca, e Saulo”
(Atti 13:1). |
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Oggi, il termine
dottore è usato impropriamente molte volte nei confronti di alcuni che non
hanno affatto questo ministerio. La Scrittura, per dottore non intende un
uomo che ha studiato delle lingue straniere in qualche scuola, o un uomo che
insegna il greco, l’ebraico e l’aramaico; certo, forse per quelli di fuori un
tale uomo è un dottore, ma per quelli di dentro il dottore è colui che
insegna la parola di Dio. Paolo era ebreo e conosceva bene il greco, e quando
si trovò in Grecia non si mise ad insegnare l’ebraico, la sua lingua natia,
ai credenti greci, ma la parola di Dio. Perchè dico questo? Perchè oggi
alcuni credenti pensano che il dottore è chi conosce bene la lingua greca e
quella ebraica, e le insegna; io non dico che la conoscenza del greco antico
e dell’ebraico sia inutile oggi, ma dico pure che conoscere la lingua greca e
la lingua ebraica non significa essere un dottore della parola. I traduttori
delle Sacre Scritture, per esempio, hanno dovuto per forza di cose studiare
bene il greco antico e l’ebraico, perchè essi hanno dovuto tradurre in
italiano dei manoscritti scritti in ebraico ed in greco (noi rendiamo grazie
a Dio per ciò che essi hanno fatto per permetterci di leggere la parola di
Dio nella nostra lingua), ma sia ben chiaro che se un traduttore degli
Scritti sacri, conosce il greco e l’ebraico, ma non è in grado di spiegare ai
credenti le varie dottrine della Parola di Dio, egli non è un dottore. |
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Anche il fatto che
un credente abbia conseguito una laurea o più lauree (non importa se la
laurea in economia e commercio, o in giurisprudenza, o in lettere, o in
medicina) e che in virtù dei suoi studi sia capace di tenere un discorso
attorno a Dio, non significa che egli è un dottore. Egli può essere capace di
parlare con eccellenza di parola, ma se non è atto ad insegnare la parola di
Dio, non è un dottore; egli ha il titolo di dottore che conferisce
l’università, ma non ha il ministerio di dottore che conferisce il Signore. |
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Sui falsi dottori. |
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Ora voglio parlarvi
dei falsi dottori che esistono in seno al popolo di Dio e lo faccio,
ricordandovi ciò che l’apostolo Pietro ha scritto nella sua seconda epistola
a proposito di costoro. Pietro dice: “Ma sorsero anche falsi profeti fra il
popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di
soppiatto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha
riscattati, si trarranno addosso subita rovina. E molti seguiranno le loro
lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata. Nella loro
cupidigia vi sfrutteranno con parole finte; il loro giudicio già da tempo è
all’opera, e la loro ruina non sonnecchia. Perchè se Dio non risparmiò gli
angeli che avevano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi
per esservi custoditi pel giudizio; e se non risparmiò il mondo antico ma
salvò Noè predicatore di giustizia, con sette altri, quando fece venire il
diluvio sul mondo degli empi; e se, riducendo in cenere le città di Sodoma e
Gomorra, le condannò alla distruzione perchè servissero d’esempio a quelli
che in avvenire vivrebbero empiamente; e se salvò il giusto Lot che era
contristato dalla lasciva condotta degli scellerati (perchè quel giusto, che
abitava fra loro, per quanto vedeva e udiva si tormentava ogni giorno l’anima
giusta a motivo delle loro inique opere), il Signore sa trarre i pii dalla
tentazione e riserbare gli ingiusti ad essere puniti nel giorno del giudizio;
e massimamente quelli che van dietro alla carne nelle immonde concupiscenze,
e sprezzano l’autorità. Audaci, arroganti, non hanno orrore di dire male
delle dignità; mentre gli angeli, benchè maggiori di loro per forza e
potenza, non portano contro ad esse, dinanzi al Signore, alcun giudicio
maldicente. Ma costoro, come bruti senza ragione, nati alla vita animale per
essere presi e distrutti, dicendo male di quel che ignorano, periranno per la
loro propria corruzione, ricevendo il salario della loro iniquità. Essi
trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno; son macchie e
vergogne, godendo dei loro inganni mentre partecipano ai vostri conviti;
hanno occhi pieni d’adulterio e che non possono smetter di peccare; adescano
le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; sono figliuoli
di maledizione. Lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via
di Balaam, figliuolo di Beor, che amò il salario d’iniquità, ma fu ripreso
per la sua prevaricazione; un’asina muta, parlando con voce umana, represse
la follia del profeta. Costoro son fonti senz’acqua, e nuvole sospinte dal
turbine; a loro è riserbata la caligine delle tenebre. Perchè, con discorsi
pomposi e vacui, adescano con le concupiscenze carnali e le lascivie quelli
che si erano già un poco allontanati da coloro che vivono nell’errore,
promettendo loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della
corruzione; giacchè uno diventa schiavo di ciò che l’ha vinto. Poichè, se
dopo essere fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del
Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lascian di nuovo avviluppare in quelle e
vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perchè
meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuta la via della giustizia,
che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento ch’era
loro stato dato. È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: Il
cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata è tornata a voltolarsi nel
fango” (2 Pietro 2:1-22). |
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Anticamente sorsero
in mezzo al popolo d’Israele anche dei falsi profeti, i quali profetizzavano
di loro senno, seguendo il loro proprio spirito; questo è quello che insegna
la Scrittura. |
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Ora, Pietro disse
che come sorsero dei falsi profeti fra il popolo, così ci sarebbero stati in
mezzo a noi dei falsi dottori; sì, proprio fra noi, perchè egli dice: “Ci
saranno anche fra voi falsi dottori” (2 Pietro 2:1), perciò ponete molta
attenzione alle parole di Pietro, al fine di poter riconoscere questi
impostori quando vengono da voi. |
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Questi falsi dottori
sono astuti come le volpi, e riescono con la loro furbizia a introdurre nella
chiesa delle strane e perverse dottrine; “Dicono menzogne… covano uova di
basilisco,…chi mangia delle loro uova muore” (Isaia 59:4,5), dice il profeta
Isaia, e difatti coloro che accettano le loro eresie di perdizione si sviano
dalla verità. Costoro hanno rinnegato il Signore che li ha riscattati, ciò
significa che ci fu un giorno nel quale essi avevano creduto nel Signore ma
poi lo hanno abbandonato. |
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Questi operai
fraudolenti prendono piacere nel fare discorsi su cose di cui non si deve
parlare; sono gente sensuale, e alcuni, attratti dalla loro sensualità, si
mettono al loro seguito e imitano le loro vie, e per cagione loro, la via
della verità viene bestemmiata da quelli di fuori. Ma perchè gli increduli si
mettono a bestemmiare la via della verità? Perchè questi seduttori che dicono
con la bocca di essere nella verità, e sulla via della giustizia, si
comportano peggio degli increduli che non conoscono il Signore! I falsi
dottori amano il danaro, e si approfittano di quei credenti sinceri e
semplici che non hanno abbastanza discernimento, estorcendogli danaro con le
loro parole dolci, ma nello stesso tempo finte. I pretesti che costoro usano
per strappare il danaro di mano ai credenti, sono i più svariati; essi
comunque, sappiatelo questo, non vi dicono: ‘Dateci i vostri soldi, perchè
vogliamo comprarci delle macchine lussuose, costruirci delle ville deliziose,
ed andare a divertirci’, ma vi dicono: ‘Dateci le vostre offerte per l’opera
del Signore e Dio benedirà l’opera delle vostre mani, Egli riempirà i vostri
granai e farà traboccare di mosto i vostri tini’, delle belle parole che
questi servi di Mammona conoscono bene e recitano bene davanti alle folle che
vanno ad ascoltare i loro aridi discorsi. Giuda Iscariota era un apostolo, e
quando Maria prese una libbra d’olio odorifero di nardo schietto, di gran
prezzo, e unse con esso i piedi di Gesù, egli disse: “Perchè non s’è venduto
quest’olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?” (Giovanni
12:5); non è che Giuda Iscariota disse di fare qualcosa di inutile con
quell’olio di gran prezzo, affatto, egli disse che si sarebbe potuto vendere
e dare i soldi ai poveri. Ma quello che egli disse, lo disse, “non perchè si
curasse dei poveri, ma perchè era ladro, e tenendo la borsa, ne portava via
quel che vi si metteva dentro” (Giovanni 12:6); i falsi dottori parlano in
una maniera simile, infatti parlano di voler aiutare i poveri, di voler
diffondere la parola del Signore ed esortano le persone a dare loro del
danaro per queste buone cause, ma poi si viene a sapere che vivono in case
che sono delle regge, che posseggono delle macchine fuori serie, che vestono
solo abiti firmati, che indossano orologi d’oro, e che fanno una vita
scandalosa. Costoro sono dei ladri come lo era Giuda, ma non rimarranno
impuniti, perchè Dio, a suo tempo, gli renderà secondo le loro opere. |
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Dio non tenne per
innocenti gli angeli che lasciarono la loro dignità primiera e commisero
fornicazione con le figliuole degli uomini, ma li inabissò nelle tenebre che
sono nelle profondità della terra, dove sono tutt’ora custoditi in catene,
per il giudicio del gran giorno. |
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Dio non tenne per
innocente neppure il mondo degli empi ai giorni di Noè, infatti lo punì,
facendo venire il diluvio delle acque su di esso, e sterminando sia gli
uomini che le bestie che erano sulla faccia della terra, secondo che è
scritto: “E tutti gli esseri che erano sulla faccia della terra furono
sterminati; dall’uomo fino al bestiame, ai rettili e agli uccelli del cielo”
(Genesi 7:23); di mezzo alle acque, Dio salvò Noè con sette altri, secondo
che è scritto: “Non scampò che Noè con quelli ch’erano con lui nell’arca”
(Genesi 7:23), ed anche: “Poche anime, cioè otto, furono salvate tra mezzo
all’acqua” (1 Pietro 3:20). |
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Dio non tenne per
innocenti neppure Sodoma e Gomorra e le città circonvicine, le quali vivevano
nell’orgoglio, nell’abbondanza del pane e nell’ozio indolente; ma non
sostenevano la mano dell’afflitto e del povero. Esse si erano abbandonate
alla fornicazione ed erano andate dietro a vizi contro natura, e Dio fece piovere
su di esse fuoco e zolfo, riducendole in cenere, affinchè servissero
d’esempio a quelli che in avvenire vivrebbero empiamente, ma anche in questo
caso, Dio manifestò la sua giustizia, non facendo perire nel castigo di
quelle città il giusto Lot che abitava in mezzo a quella gente perversa e si
tormentava del continuo la sua anima giusta a motivo delle loro opere
malvage. |
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Queste storie ci
insegnano che Dio ama la giustizia e sa come trarre i pii dalla tentazione,
ma anche che Egli fa ricadere sul capo degli empi tutta la loro malvagità.
Sappiate che Dio giudicherà gli ingiusti, quelli che camminano secondo i
desideri della carne, e quelli che sprezzano le autorità; e i falsi dottori
sono tra questi, perchè sono ripieni d’ogni ingiustizia, camminano secondo le
concupiscenze carnali, e sprezzano le autorità. |
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Questi impostori
sprezzano ed oltraggiano le autorità che sono ordinate da Dio, quali sovrani,
governatori, ministri di governo, magistrati e giudici dei tribunali; essi
non onorano chi noi dobbiamo onorare. È scritto nella legge: “Non maledirai
il principe del tuo popolo” (Esodo 22:28), e Salomone dice: “Non maledire il
re, neppure col pensiero” (Ecclesiaste 10:20), ma costoro non prestano
nessuna attenzione a questi comandamenti perchè sono arroganti. Ma oltre a
ciò, dicono male pure delle dignità, infatti ingiuriano il principe di questo
mondo ed i principati e le potestà, mentre gli angeli di Dio, benchè siano
maggiori delle dignità per forza e potenza, non portano contro ad esse,
dinanzi al Signore, nessun giudizio maldicente, e questo è confermato da
Giuda che dice nella sua epistola: “Dicono male della dignità. Invece,
l’arcangelo Michele quando, contendendo col diavolo, disputava circa il corpo
di Mosè, non ardì lanciare contro a lui un giudizio ingiurioso, ma disse: Ti
sgridi il Signore!” (Giuda 8,9). Ricordatevi che Gesù Cristo chiamò il
diavolo “il principe di questo mondo” (Giovanni 14:30), e che quando Gesù fu
tentato dal diavolo, non ardì neppure Lui, che era il Figlio di Dio,
ingiuriare la dignità, infatti quando l’avversario tentò il Signore affinchè
si prostrasse davanti a lui e lo adorasse, Gesù gli rispose così: “Và,
Satana, poichè sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi
il culto” (Matteo 4:10; Deuteronomio 6:13); egli non gli disse frasi tipo
‘Adesso…..ti faccio vedere io’, o ‘Se non te ne vai da qui ti mando all’……’
(queste ed altre abominevoli espressioni sono proferite contro la dignità da
uomini corrotti ed arroganti che predicano l’Evangelo, ma la cosa più triste
è constatare che molti credenti quando le sentono si mettono a ridere e a
dire pure ‘amen’), e questo mi trovo costretto a dirvelo, per farvi capire
che Gesù, benchè sapesse quante cose malvage il diavolo aveva fatto e detto
fino ad allora e benchè sapesse di essere molto più potente del diavolo, non
ardì ingiuriarlo per farsi beffe di lui. Gesù Cristo ci ha lasciato l’esempio
anche in questo, ma questi falsi dottori non vogliono seguire l’esempio di
Cristo, perchè sono arroganti, audaci e soprannominano il diavolo con i più
svariati e ridicoli nomi per ingiuriarlo. |
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Il profeta Zaccaria
ha scritto: “E mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, che stava in piè
davanti all’angelo dell’Eterno, e Satana che gli stava alla destra per
accusarlo. E l’Eterno disse a Satana: ‘Ti sgridi l’Eterno, o Satana! ti
sgridi l’Eterno che ha scelto Gerusalemme!…” (Zaccaria 3:1,2); ciò significa
che pure Dio quando sgridò Satana gli rivolse le medesime parole che
l’arcangelo Michele gli rivolse quando si trovò a contendere con lui, perciò
fratelli, state attenti a non farvi trascinare nell’errore da questi
scellerati. Questi uomini riprovati quanto alla fede, “dicono male di tutte
le cose che non sanno; e in quelle che sanno per natura, come le bestie senza
ragione, si corrompono” (Giuda 10), infatti alcuni di loro sono pure
sodomiti. “Siccome non si sono curati di ritenere la conoscenza di Dio, Iddio
li ha abbandonati ad una mente reproba, perchè facessero le cose che sono
sconvenienti” (Romani 1:28); essi, mentre sono ancora in questo mondo, già
ricevono “in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento” (Romani
1:27), ma anche nel mondo avvenire non rimarranno impuniti perchè Dio farà
loro trovare il salario della condotta che essi hanno tenuto sulla terra. |
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Un’altra opera della
carne nella quale essi prendono piacere è la gozzoviglia, infatti banchettano
senza ritegno in pieno giorno, ubriacandosi con i loro vini vecchi e le loro
bevande forti. Anche nelle agapi si abbandonano alla gozzoviglia, ed è per
questo che Giuda dice che “costoro sono delle macchie nelle vostre agapi”
(Giuda 12). Ma sapete che altro fanno nelle agapi? Godono dei loro inganni
perpetrati a danno dei semplici. Costoro, come profani buffoni da mensa, si
dilettano nell’intrattenere il loro uditorio con le loro facezie scurrili;
sono uomini che hanno gli occhi pieni di adulterio che non possono smettere
di peccare e questa è la testimonianza che Dio rende di costoro: “Sono come
tanti stalloni ben pasciuti ed ardenti; ognun d’essi nitrisce dietro la moglie
del prossimo” (Geremia 5:8). |
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Questi falsi dottori
adescano quelle anime che non sono stabili nella verità; sono definiti da
Pietro, “figliuoli di maledizione” (2 Pietro 2:14) perchè essi prendono
piacere nel maledire il loro prossimo; essi, in quel giorno, saranno tra
quelli a cui il Signore dirà: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno,
preparato pel diavolo e per i suoi angeli!” (Matteo 25:41). |
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Essi erano sulla
diritta strada, ma l’hanno abbandonata e per amore di disonesto guadagno si
sono gettati nei traviamenti di Balaam; sono delle fonti senz’acqua, e nuvole
senz’acqua portate qua e là da ogni vento di dottrina che soffia. Ditemi: ‘Ma
a che serve una fonte senz’acqua a chi è assetato?’ Costoro sono vuoti della
sapienza divina, ma pieni della sapienza diabolica; sono vuoti della sana
dottrina, ma pieni di favole e di false dottrine, perciò non sono di nessuna
edificazione a quei credenti che camminano secondo lo Spirito e discernono la
voce del Signore; ma nonostante ciò riescono ad avere presa sulle folle, ci
sanno fare, lo dobbiamo riconoscere, ma d’altronde anche Pietro ha detto che
“con discorsi pomposi e vacui, adescano con le concupiscenze carnali e le
lascivie quelli che si erano già un poco allontanati da coloro che vivono
nell’errore” (2 Pietro 2:18), quindi non c’è da meravigliarsi del ‘loro
successo’. Giuda ha detto che “la loro bocca proferisce cose sopra modo
gonfie, e circondano d’ammirazione le persone per motivi interessati” (Giuda
16); ciò significa che dicono tante cose che non corrispondono a verità, e
che lusingano le persone che li ascoltano per guadagnarsi il loro favore. Una
delle caratteristiche di questi cianciatori è che promettono la libertà a
tutti quelli che riescono ad adescare, infatti hanno tutti i loro espedienti
per liberare le persone da ogni vizio e da ogni problema, mentre loro stessi
sono schiavi della corruzione perchè si sono lasciati avvolgere e vincere di
nuovo dalle contaminazioni del mondo dalle quali un giorno erano fuggiti. La
loro condizione ultima è diventata peggiore della prima; per questo Giuda li
definisce degli “alberi d’autunno senza frutti, due volte morti, sradicati”
(Giuda 12). Fratelli, guardatevi dai falsi dottori. |
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Conclusione |
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E’ evidente che alla luce della Parola di Dio, le ADI hanno
sconvolto l’ordine stabilito da Dio nella sua Chiesa e per questo porteranno
la pena della loro stoltezza. |
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Il pastore ormai
nelle ADI è ‘il primo e l’ultimo’ e ‘l’alfa e l’omega’ nel campo dei
ministeri, nel servizio a Dio, nell’opera di Dio. Lui infatti ha tutti i
ministeri! Ma vi rendete conto di quale menzogna propagano le ADI? |
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Non c’è dunque di
che meravigliarsi dell’arroganza dei pastori ADI, che traspare non solo dalle
loro parole, ma anche da tutto il loro portamento. Loro si sentono una sorta
di casta di intoccabili, davanti ai quali – questo lo pensano loro – le
pecore dovrebbero stendere il tappeto rosso quando arrivano al culto! Ed
hanno un tale potere nelle mani conferitogli da ‘Roma’ che si sentono liberi
di dire e fare un po’ quello che vogliono. Tanto altri ministeri nella chiesa
locale, oltre quello di pastore, non ce ne sono e non ce ne possono essere! |
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E poi anche se i
pastori insegnano delle cose false e si danno a delle concupiscenze mondane,
nessuno della chiesa si può permettere di riprenderli, perché se lo fa sta
‘giudicando’, o meglio sta ‘toccando’ gli unti di Dio, e gli unti di Dio non
si toccano! E quindi chi li riprende in questo caso passa per uno che
giudica, uno che crea divisione, uno che semina zizzania, e rischia di essere
messo ‘sotto disciplina’. Ecco di fatto le conseguenze di questo accentramento
di poteri e di ministeri nelle mani del pastore. Mi si spezza il cuore nel
vedere cosa è riuscito a fare il diavolo nelle ADI. |
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Fratelli che
frequentate Chiese ADI, vi ribadisco che le ADI si sono fatti una dottrina
tutta loro, che è oltremodo malsana e corrotta, e che contrasta apertamente
la Parola di Dio. Non perdete altro tempo con costoro: ritiratevi da essi. |
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Chi ha orecchi da udire, oda. |
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Giacinto Butindaro |