‘Il laccio delle ADI è stato rotto, ed io sono scampato’

 

I motivi che mi hanno spinto a lasciare le ADI

 

 

INTRODUZIONE

 

 

Pace, fratelli. Mi chiamo Gian Michele Tinnirello e ho 20 anni. Per tre anni sono stato membro di una chiesa delle Assemblee di Dio in Italia, e precisamente di quella di Partinico (PA). Ho scritto questa lettera per spiegarvi i motivi per cui sono uscito e mi sono separato dalla Chiesa ADI di Partinico.

 Mi sono convertito al Signore nel mese di luglio del 2008. Prima di entrare a far parte di quella Chiesa Evangelica alcuni fratelli e sorelle mi avevano parlato bene degli Evangelici. Infatti quando iniziai a frequentare la Chiesa di Partinico mi fidavo di tutti. Ero convinto che tutti erano convertiti e leggevano la Bibbia.

 Il periodo iniziale dopo la mia conversione è indimenticabile. Trascorrevo le giornate pregando Dio. Mi ricordo che allora guidavo un motorino, e mentre guidavo pregavo e cantavo (lo faccio tuttora mentre guido la macchina). Mi ambientai subito nella Chiesa di Partinico perché desideravo stare con persone di cui mi potevo fidare. Il Signore mi liberò da molte cose tra cui giocare schedine, guardare la tv, e giocare ai videogiochi. Nessuno mi aveva detto che certe cose non si devono fare, però io sentii di fare così perché sia la tv che i videogiochi mi sembravano un perdi tempo: io preferivo pregare e leggere la Bibbia.

 Col passare del tempo iniziai a diffidare di qualche fratello perché vedevo che non mi potevo fidare tanto. Io raccontavo le cose della mia famiglia un po’ a tutti perché mi fidavo. La cosa che mi fece stare male fu che alcuni si facevano delle risate sopra mia mamma perchè era superstiziosa. All’inizio ci ridevo pure io, ma poi quando pensavo a mia mamma che è ancora morta nei peccati il mio cuore si rattristava molto. Alcuni addirittura distorcevano quello che io gli raccontavo. Grazie a Dio però c’erano sempre quei fratelli di cui mi potevo fidare.

 Il mio primo anno di conversione fu stupendo. Volevo raccontare a tutti la grazia che avevo ricevuto da Dio. Le persone del mondo che mi conoscevano mi dicevano quasi sempre: “Ti hanno fatto il lavaggio del cervello” perché non mi riconoscevano più. Infatti non ero più volgare, né perverso e non prendevo più in giro nessuno. Addirittura ad un mio compagno di scuola con cui prima parlavamo spesso di ragazze ecc… un giorno incominciai a parlare di Gesù e lui si scandalizzò. E mi disse: ‘Prima facevi certi tipi di discorsi, e adesso mi parli di Gesù?’. Vivevo accontentandomi di ciò che Dio mi provvedeva. Dio esaudiva sempre le mie preghiere. Anche quando perdevo qualcosa, Lui me la faceva ritrovare. Devo dire anche che la chiesa mi aiutò economicamente un paio di volte.

 Io allora molte cose non le capivo perché non conoscevo bene la Bibbia e perché non si facevano studi approfonditi in Chiesa. Senza accorgermene iniziai a curare molto di più il mio aspetto esteriore. Vedevo che gli altri in comunità facevano così e io senza domandarmi se fosse giusto o no iniziai a fare pure io così.

 Mi iscrissi ad una palestra per farmi crescere i muscoli. Mi ricordo che dopo un po’ di mesi che andavo in palestra, facevo vedere i miei muscoli ai miei compagni di scuola ed ai miei amici. Una volta, una sorella mi disse con un sorriso sulle labbra: ‘Da quando ti sei convertito sei anche più grosso’. Effettivamente avevo un po’ le spalle larghe. In palestra ovviamente c’erano sia uomini che donne, e le donne non è che avessero timore di Dio perché erano del mondo e di certo non avevano un abbigliamento convenevole.

 Poi incominciai a farmi fare le sopracciglie perché vedevo che gli altri in comunità se le facevano e dicevo dentro di me: ‘Se lo fanno loro, posso farlo anch’io’. Una volta mi feci fare pure la pulizia del viso dall’estetista.

 Tutte queste cose, anche se non subito, iniziarono piano piano a rovinarmi lo spirito. All’inizio facevo queste cose perché le vedevo fare agli altri, ma dopo le facevo perché incominciai ad essere vanitoso. Mi ricordo che una volta misi una fotografia di me in costume da bagno su Messenger. Quante fotografie mi scattavo a dorso nudo!

 Col passare del tempo iniziai a cercare vestiti eleganti. Quanto amavo vestirmi elegantemente! Arrivai ad averne 4 e non vi sto a raccontare quante cravatte mi ero comprato. Una volta mio padre mi disse: ‘Ma sempre cravatte ti compri?’. Sfoggiavo tutto ciò soprattutto nei convegni o raduni giovanili che si tenevano in vari paesi. Pensate che iniziai ad amare la marca Calvin Klein. Quando ora penso a questo, dico: ‘Quanti soldi spesi inutilmente!’. Eppure nessuno mi diceva niente. Forse perché per loro non c’era niente di male in ciò. Nonostante tutto, il mio cuore era sempre sincero con Dio. Cercavo intanto di conoscere di più la Bibbia.

 Mi ricordo che nel secondo anno di conversione mi capitava spesso di avere degli alti e bassi spirituali. Non ero tanto costante nella fede infatti non mi accadeva più niente, nessuno mi prendeva in giro a causa della mia fede, e a volte mi sentivo ‘un religioso’, ma grazie a Dio lui ha sempre avuto pietà di me e mi rialzava. Io sentivo che non ero spirituale in quel periodo. Infatti incominciai a ricadere in certi vecchi peccati. Dio però ci metteva sempre la sua mano.

 Iniziai a fare dei video con un mio amico della comunità. Imitavamo le pubblicità, facevamo dei ‘film’, che lui mostrò ai suoi compagni e io ai miei. Alcuni miei compagni ridendo mi dicevano: ‘Ma voi siete pazzi!’. I video erano molto divertenti. Ne avevamo prodotti molti. Facevo ridere molti. Addirittura li volevamo mettere su Youtube. Però poi pensandoci temevo quello che avrebbero detto gli altri. Immaginavo cosa avrebbe detto la mia famiglia, che mi vedeva serio, se avesse visto tutto ciò che facevo.

 Molto spesso sentivo il mio cuore distrutto; ripetevo a me stesso: ‘Ma che razza di credente sono?’. Quando lo dicevo a qualche fratello, mi veniva detto: ‘Ma non ti preoccupare, non fa niente, sono cose di ragazzi’. Però dentro di me dicevo: ‘Ma io sono un Cristiano, e non devo fare queste cose’. Poi non so come, non facemmo più video.

 Verso la fine del secondo anno mi avvicinai di più al Signore e molte cose iniziai a non farle più. Ancora non conoscevo il fratello Giacinto Butindaro.

 Un giorno molti di questi video li proiettarono in un ristorante con tanto di video montaggio. Era il 18° compleanno del mio amico. Quelli della Chiesa di Partinico che erano presenti ridevano (eravamo un 200 più tutti quelli della pizzeria). Nel video c’ero del continuo io: addirittura c’era un video in cui ero a petto nudo. Che vergogna. Mi vergognavo di me continuamente. Non riuscivo a guardare il video, mi nascondevo la faccia. Alcuni fratelli mi ripetevano che non c’era niente di male, cercavo di accettare tutto ciò ma non ci riuscivo. Mi aspettavo un rimprovero dal pastore di Partinico, ma con molta sorpresa scoprii che si era commosso perché vedeva una forte amicizia tra me e quel mio amico.

 Una volta spesi circa 500 euro per i videogiochi. Mi comprai una console di ultima generazione perché insieme al mio amico giocavamo sempre insieme con questi giochi. Un giorno uscimmo con i giovani e andammo al Mc Donald a Palermo. Al ritorno io ebbi un incidente stradale a catena nell’autostrada che causai io. Mentre stavo facendo un sorpasso vidi che a 50 m di distanza c’erano due file di macchine ferme, forse a causa del traffico, io mi misi sulla corsia di destra e spaventandomi pigiai i freni ma le ruote si bloccarono e andai a sbattere contro una macchina ferma. Quella macchina sbatté la macchina davanti e così via. Mi sembrò di vivere un incubo. Io non mi ero fatto niente, ma gli altri sì. Mi crollò tutto davanti a me. Non ero stato prudente. Tra l’altro, la macchina non era nemmeno la mia. Io non avevo soldi per pagare la macchina del mio amico così poi mi vendetti quella console di videogiochi e gli aggiunsi altri soldi che avevo da parte. Alcuni fratelli, chi con poco chi con molto, mi aiutarono.

 Mi ricordo che ci fu un periodo in cui con i giovani della comunità andavamo girando di notte per le strade facendo danno. Suonavamo i campanelli e scappavamo. Tiravamo piante un po’ ovunque e spostavamo i tappeti dei negozi. Capitava pure di andare a prendere nei cassonetti dell’immondizia dei mobili vecchi e li mettevamo davanti qualche porta. Mi ricordo che ogni tanto andavamo a metterli a casa di qualche fratello. Un giorno arrivai a mettere un carrello vecchio davanti il portone del pastore, ma dopo un’ora circa ci ritornai e lo tolsi anche se pioveva. Quando facevo queste cose tornavo a casa con il cuore distrutto. Chiesi perdono a Dio. Il Signore mi aiutò tanto. La carnalità in me era tanta, ma Dio che è ricco in misericordia ebbe pietà di me.

 Tutto questo fece nascere in me il desiderio di avvicinarmi di più a Dio perché avevo disonorato il Vangelo. Ogni tanto cantavo quel cantico che dice ‘Son tante quelle ore che ho perduto, son poche quelle spese con Gesù. Mi chiedo se il Signore è soddisfatto’. Infatti iniziai a pregare di più ed a leggere di più la Bibbia. In quel periodo iniziai a vedere qualcosa nel sito del fratello Giacinto, ma quello che leggevo non lo capivo. Solo alla fine del secondo anno di conversione iniziai a capire.

 Ora, ho scritto questa lettera perché voglio far comprendere le cose sbagliate che ci sono all’interno delle ADI (in questo mio scritto mi concentrerò però solo su quelle che ho visto e sentito personalmente nella Chiesa di Partinico durante il tempo in cui ne ho fatto parte, perchè ce ne sono molte altre di cose sbagliate che le ADI come denominazione dicono e fanno e per rendersi conto di questo basta visitare il sito lanuovavia.org). E voglio che sappiate che prima di scriverla ho pregato il Signore e gli ho chiesto se era nella Sua volontà che facessi ciò e di darmi una risposta netta attraverso la Sua Parola. Così aprii la mia Bibbia e si aprì in Ezechiele al capitolo 22 dove Dio parla dei delitti di Gerusalemme e dice così all’inizio del capitolo:

 “E la parola dell’Eterno mi fu rivolta in questi termini: ‘Ora, figliuol d’uomo, non giudicherai tu, non giudicherai tu questa città di sangue? Falle dunque conoscere tutte le sue abominazioni! e di’: Così parla il Signore, l’Eterno: O città, che spandi il sangue in mezzo a te perché il tuo tempo giunga, e che ti fai degl’idoli per contaminarti! Per il sangue che hai sparso ti sei resa colpevole, e per gl’idoli che hai fatto ti sei contaminata; tu hai fatto avvicinare i tuoi giorni, e sei giunta al termine de’ tuoi anni; perciò io ti espongo al vituperio delle nazioni e allo scherno di tutti i paesi.”

 Mi lessi tutto il capitolo, e compresi che Dio voleva che facessi conoscere le cose storte e perverse che vengono insegnate e fatte in seno alla Chiesa ADI di Partinico, che ha abbandonato il Suo primiero amore corrompendosi con il mondo e abbandonando la Santità di Dio.

 Come avete capito i motivi non sono solamente dottrinali ma anche morali e spirituali. Molti ormai nelle ADI vivono un’arida religione che si sono fatti su misura per loro, anziché il cristianesimo vero. Tutto infatti era così schematico e programmato che sembrava che lo Spirito Santo non ci fosse. Io dicevo a me stesso: ‘Ma che sono ritornato nella Chiesa Cattolica Romana?’. Mi ricordo che mesi fa pregando nel locale di culto della Chiesa non sentii la benedizione da parte di Dio. Mi preoccupai perché pensavo che Dio mi aveva abbandonato così quando ritornai a casa mi inginocchiai e Dio mi benedisse in modo stupendo. Capii che a livello spirituale c’era qualcosa che non andava nella Chiesa. Anche altri credenti se ne erano accorti. Sentivo che c’era uno spirito di torpore che poi Dio me lo confermò tramite queste parole “È l’Eterno che ha sparso su di voi uno spirito di torpore; ha chiuso i vostri occhi (i profeti), ha velato i vostri capi (i veggenti).” (Isaia 29:10). Da allora mi accorsi ancor di più che tante cose non andavano, cose che adesso vi elencherò e per confutare le quali ho fatto ricorso anche agli scritti di alcuni fratelli. Sono cose che ho scoperto io personalmente con l’aiuto di Dio: non c’entra niente il lavaggio del cervello!

 

 

PROBLEMI DOTTRINALI

 

LE SECONDE NOZZE QUANDO L’ALTRO CONIUGE E’ ANCORA IN VITA

 

Il pastore della Chiesa ADI di Partinico è d’accordo a fare passare a seconde nozze il coniuge tradito o abbandonato. Infatti una volta lo disse dal pulpito. Questa cosa fece nascere una aspra contesa tra i fratelli. Alcuni erano contrari e altri erano d’accordo. Tutto questo accadde a causa di un fratello che era stato tradito da sua moglie, che era pastore e si voleva risposare, il quale ancora oggi è convinto di avere ragione. Molti, per sostenere la legittimità delle seconde nozze in questi casi, si basano su Matteo 19:9 dove Gesù dice “che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio”. Basandosi su quest’unico versetto ci hanno fatto questa dottrina. Ma le cose non stanno così come dicono costoro. Vediamo dunque di spiegare le parole di Gesù, prendendo innanzi tutto in considerazione quello che diceva il Giudaismo sul divorzio.

 La legge di Mosè dice: “Quand’uno avrà preso una donna e sarà divenuto suo marito, se avvenga ch’ella poi non gli sia più gradita perché ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, e scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via di casa sua” (Deuteronomio 24:1). Come potete vedere qui non c’è scritto in che cosa consisteva quel qualcosa di vergognoso. Ai giorni di Gesù c’erano due correnti nel Giudaismo, due scuole rabbiniche, che interpretavano quel ‘qualcosa di vergognoso’ in maniera diversa. La prima scuola era quella di Shammai che sosteneva che uno poteva mandare via la propria moglie solo in caso di adulterio; l’altra era quella di Hillel, che permetteva di mandare via la propria moglie anche per altre ragioni, finanche se bruciava il pranzo al marito. La posizione che andava per la maggiore era quella di Hillel. E questa è la posizione che va tuttora per la maggiore in seno al Giudaismo, infatti secondo la tradizione ebraica il marito può chiedere il divorzio per le seguenti ragioni: se la moglie commette adulterio, se la moglie non gli ha potuto dare dei figli dopo dieci anni di matrimonio; se la moglie diventa epilettica, se ella contrae una malattia che conduce alla morte; se tiene nei confronti del marito una condotta impropria come per esempio nel caso la moglie abitualmente lo maledice o lo assale, ecc.; se la donna diventa una apostata (quindi anche una cristiana perché un Ebreo che crede in Gesù è considerato dagli Ebrei un apostata). Dunque la risposta di Gesù va vista alla luce di quello che veniva insegnato ai giorni suoi. Gesù sapeva che la legge permetteva il divorzio, ed anche quali erano le interpretazioni date a quel qualcosa di vergognoso.

 E’ evidente dunque che in quel qualcosa di vergognoso c’era anche l’adulterio, ma quale adulterio? Quello commesso in segreto dalla donna senza testimoni, e non quello che aveva dei testimoni perché in questo secondo caso la donna doveva essere lapidata (cfr. Deuteronomio 22:22). Nel caso invece l’adulterio era stato commesso dalla donna in segreto senza testimoni, allora la donna poteva essere mandata via dal marito. Infatti in Numeri 5:11-28 è scritto: “Se una donna si svia dal marito e commette una infedeltà contro di lui; se uno ha relazioni carnali con lei e la cosa è nascosta agli occhi del marito; s’ella si è contaminata in segreto senza che vi sian testimoni contro di lei o ch’ella sia stata colta sul fatto, ove lo spirito di gelosia s’impossessi del marito e questi diventi geloso della moglie che si è contaminata, ovvero lo spirito di gelosia s’impossessi di lui e questi diventi geloso della moglie che non si è contaminata, quell’uomo menerà la moglie al sacerdote, e porterà un’offerta per lei: un decimo d’efa di farina d’orzo; non vi spanderà sopra olio né vi metterà sopra incenso, perché è un’oblazione di gelosia, un’oblazione commemorativa, destinata a ricordare una iniquità. Il sacerdote farà avvicinare la donna, e la farà stare in piè davanti all’Eterno. Poi il sacerdote prenderà dell’acqua santa in un vaso di terra; prenderà pure della polvere ch’è sul suolo del tabernacolo, e la metterà nell’acqua. Il sacerdote farà quindi stare la donna in piè davanti all’Eterno, le scoprirà il capo e porrà in mano di lei l’oblazione commemorativa, ch’è l’oblazione di gelosia; e il sacerdote avrà in mano l’acqua amara che arreca maledizione. Il sacerdote farà giurare quella donna, e le dirà: Se nessun uomo ha dormito teco, e se non ti sei sviata per contaminarti ricevendo un altro invece del tuo marito, quest’acqua amara che arreca maledizione, non ti faccia danno! Ma se tu ti sei sviata ricevendo un altro invece del tuo marito e ti sei contaminata, e altri che il tuo marito ha dormito teco… – allora il sacerdote farà giurare la donna con un giuramento d’imprecazione e le dirà: L’Eterno faccia di te un oggetto di maledizione e di esecrazione fra il tuo popolo, facendoti smagrire i fianchi e gonfiare il ventre; e quest’acqua che arreca maledizione, t’entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e smagrire i fianchi! E la donna dirà: Amen! amen! Poi il sacerdote scriverà queste imprecazioni in un rotolo, e le cancellerà con l’acqua amara. Farà bere alla donna quell’acqua amara che arreca maledizione, e l’acqua che arreca maledizione entrerà in lei per produrle amarezza; e il sacerdote prenderà dalle mani della donna l’oblazione di gelosia, agiterà l’oblazione davanti all’Eterno, e l’offrirà sull’altare; e il sacerdote prenderà una manata di quell’oblazione come ricordanza, e la farà fumare sull’altare; poi farà bere l’acqua alla donna. E quando le avrà fatto bere l’acqua, avverrà che, s’ella si è contaminata ed ha commesso una infedeltà contro il marito, l’acqua che arreca maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà, i suoi fianchi smagriranno, e quella donna diventerà un oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo. Ma se la donna non si è contaminata ed è pura, sarà riconosciuta innocente, ed avrà de’ figliuoli”.

 Notate bene che cosa aspettava una donna se aveva commesso adulterio di nascosto e il marito era preso da uno spirito di gelosia. Dio faceva venire alla luce il suo misfatto, e la puniva nel corpo per la sua infedeltà. E quindi il marito poteva mandarla via e passare a seconde nozze. Ma badate bene, che Gesù disse che questo Dio lo permise a motivo della durezza dei loro cuori perchè da principio non era così (Matteo 19:8).

 Infatti il matrimonio, secondo la Scrittura, è un legame indissolubile e niente, tranne la morte, può spezzare questo vincolo, secondo che sta scritto: “Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio ; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio”(Luca 16:18), e che se la moglie si separa deve rimanere senza maritarsi o si deve riconciliare con il marito (cfr. 1Corinzi 7:11). Paolo dice inoltre ai Romani: “Infatti la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. Ond’è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è adultera se divien moglie d’un altro uomo.”(Romani 7:2,3).

 

IL RAPIMENTO SEGRETO

 

Nelle ADI mi era stato insegnato che Gesù verrà a rapire la sua Chiesa di nascosto e che questo può avvenire in qualsiasi momento. Mi vidi anche il film sull’Apocalisse. Ero convinto di ciò.

 In base a questa dottrina, il ritorno di Cristo sarà suddiviso in due fasi. La prima fase consisterà nel ritorno di Cristo dal cielo per i suoi santi che sarà immediatamente seguito dalla risurrezione dei morti in Cristo prima e dalla traslazione dei credenti viventi dopo. Questo evento avrà luogo prima della grande tribolazione, per cui la Chiesa – i credenti viventi al tempo immediatamente precedente alla tribolazione assieme con i morti in Cristo risuscitati – sarà rapita prima che inizi la tribolazione. Questo ritorno di Cristo è invisibile (e oltre a ciò può avvenire in ogni istante), per cui la Chiesa sarà presa in maniera invisibile: il mondo non vedrà nulla. Subito dopo il rapimento segreto della Chiesa sarà manifestato l’uomo del peccato ovvero l’anticristo, che perseguiterà gli Ebrei che durante questo periodo si convertiranno a Cristo come anche quei Cristiani freddi o sviati che al ‘ritorno di Cristo’ saranno lasciati sulla terra essendo non preparati ad incontrarlo e che durante il regno dell’anticristo si convertiranno a Cristo ma a costo della loro vita (moriranno infatti martiri). La seconda fase consisterà nel ritorno di Cristo con i suoi santi, che avverrà in maniera visibile dopo la grande tribolazione. A questo punto Cristo giudicherà l’anticristo e darà inizio al Millennio, durante il quale i Suoi santi regneranno con Lui sulla terra.

 Però io quando leggevo Luca 21 non riuscivo a capire perché si parlava del Giorno del Signore e non dei giorni del Signore. Però non ci feci caso. All’inizio leggevo la Bibbia senza approfondirla tanto. Poi vidi che sul sito ‘la nuova via’, Giacinto diceva che il rapimento segreto non esiste e che la Chiesa passerà la grande tribolazione.

 Così mi misi a leggere di più la Bibbia soffermandomi su ogni versetto e lessi nei Vangeli il discorso profetico di Gesù. E mi accorsi che veramente questo rapimento segreto non esiste e che la Chiesa passerà la grande tribolazione. Infatti in Matteo 24 versi 21 e 22 sta scritto: “Perché allora vi sarà una grande afflizione; tale, che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a cagion degli eletti, que’ giorni saranno abbreviati.” E solo dopo quella grande afflizione sta scritto che il Signore apparirà e rapirà la sua Chiesa:

 “Or subito dopo l’afflizione di que’ giorni, il sole si oscurerà, e la luna non darà il suo splendore, e le stelle cadranno dal cielo, e le potenze de’ cieli saranno scrollate. E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol dell’uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti dai quattro venti, dall’un capo all’altro de’ cieli.” (Matteo 24:29-30)

 Era così chiaro ora per me. Non esiste nessun rapimento segreto. In questi versi c’è scritto in modo chiaro che lo vedranno tutti e faranno anche cordoglio. Vidi che, leggendo l’Apocalisse, questo avverrà dopo che il sesto suggello sarà aperto. Infatti sta scritto:

 “Poi vidi quand’ebbe aperto il sesto suggello: e si fece un gran terremoto; e il sole divenne nero come un cilicio di crine, e tutta la luna diventò come sangue; e le stelle del cielo caddero sulla terra come quando un fico scosso da un gran vento lascia cadere i suoi fichi immaturi. E il cielo si ritrasse come una pergamena che si arrotola; e ogni montagna e ogni isola fu rimossa dal suo luogo. (Apocalisse 6:12-14)

 Notai che quelle catastrofi accadranno prima della venuta del Signore e ricollegai ciò al verso 29 di Matteo 24. Infatti sta scritto che dopo l’afflizione di quei giorni (ovvero la grande tribolazione) la luna non darà il suo splendore, il sole si oscurerà, e le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. E solo dopo ci sarà il ritorno del Signore (Matteo 24:30-31).

 Veniva detto quasi sempre che il Signore può tornare in qualsiasi momento. Questa affermazione però non mi convinceva molto, infatti scoprii che Paolo dice ai Tessalonicesi “Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figliuolo della perdizione,”(2 Tessalonicesi 2:2,3). È così chiaro. Se prima non si manifesta l’apostasia e l’uomo del peccato, il Signore non tornerà. Una volta dissi queste cose ad un fratello e lui mi rispose: ‘Allora non c’è bisogno che mi tengo pronto!’. Io gli risposi: ‘Ma tu sai se domani sei ancora vivo? Cerca quindi di essere sempre pronto’.

 Purtroppo questa eresia del rapimento segreto viene insegnata per far santificare i credenti. Ma per spronare un credente a fare ciò non c’è bisogno di inventarsi una dottrina.

 

LA NEGAZIONE DEL PROPONIMENTO DELL’ ELEZIONE DI DIO

 

Nelle ADI rigettano il proponimento dell’elezione di Dio. Appena ti sentono parlare del proponimento di Dio di salvarci ti incominciano a guardare in modo strano.

 La Bibbia parla in molti passi degli eletti. Gli eletti sono coloro che sono stati scelti da Dio. Non a caso quando Gesù parla del suo ritorno dice che lui “manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti” (Matteo 24:31). Già da questo passo si può capire che il Signore rapirà coloro che Lui ha scelto.

 Il concetto di elezione (che coincide con quello di “predestinazione”, secondo il quale noi siamo stati predestinati ad essere salvati) intende affermare innanzitutto che il movimento dell’uomo verso Dio non è il risultato di una decisione, ma di una attrazione. La decisione umana, che è un elemento altrettanto necessario, si colloca in un momento successivo e non originario. La negazione o la dimenticanza della dottrina dell’elezione ha portato molti credenti a costruire una vita cristiana con la base capovolta: pensano che a un certo momento della nostra vita ci siamo messi a cercare Dio, cioè abbiamo deciso di cercarlo, mentre in realtà il processo è avvenuto in direzione opposta. Vale a dire: in un momento originario Dio ci ha attirati a Sé, e ci ha messo in condizione di credere. Per ciò che ci concerne, nel momento in cui abbiamo capito questa cosa, le fondamenta della nostra vita cristiana sono state poste nella maniera corretta.

 Se ci volgiamo alle Scritture dell’Antico Patto, ci accorgiamo che tra tutti i popoli, Dio ne elegge (ne predestina) uno, cioè Israele. Il libro del Deuteronomio mostra una grande consapevolezza di questo fatto, spingendosi fino alle motivazioni divine:

 “Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti , non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti gli altri popoli, ma perché il Signore vi ama ” (7,7-8). Il testo deuteronomico è chiaro su tre punti fondamentali: 1) Dio sceglie per primo; 2) non in base ai meriti umani; 3) ma in base a un gesto di amore assolutamente libero da parte di Dio. Il Deuteronomio è inoltre consapevole di una quarta verità, espressa al v. 9 dello stesso capitolo: “ Riconoscete dunque che il Signore vostro Dio è Dio” (7,9). Riconoscete dunque …: il riconoscimento di Dio come Dio è allora successivo al momento dell’elezione. “Ma noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità. (2Tessalonicesi 2:13). In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui. (Efesini 1:4). “Gli stranieri, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero.” (Atti 13:48). “Non siete voi che avete scelto me , ma sono io che ho scelto voi , e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Giovanni 15:16). Egli ha voluto generarci secondo la sua volontà mediante la parola di verità, affinché in qualche modo siamo le primizie delle sue creature. (Giacomo 1:18) “Infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo.” (Filippesi 2:13).

 Nei capitoli 9 e 11 dell’epistola ai Romani si parla del proponimento dell’elezione di Dio. Questi capitoli però non vengono mai spiegati nelle ADI. Un giorno un giovane pastore mi diede una sua spiegazione che era molto complicata e confusa. Quando non si accetta la Bibbia così come è scritta, le spiegazioni sono confusionarie.

 Per spiegare l’elezione, Paolo prende anche l’esempio di Giacobbe ed Esaù. La Genesi ci racconta che Esaù vendette la sua primogenitura per un piatto di lenticchie (cfr. Genesi 25:27-34). Potrebbe sembrare che tutto questo sia stato frutto di una scelta volontaria ma in realtà non è così. Nel libro dei proverbi sta scritto: “Il cuor dell’uomo medita la sua via, ma l’Eterno dirige i suoi passi” (Proverbi 16:9; cfr. Proverbi 19:21; 20:24; 21:1). Paolo infatti disse ai Romani: “poiché, prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù.” (Romani 9:11-13). È scritto in modo così chiaro che Dio chiamò Giacobbe prima che avesse fatto bene o male, prima che nascesse. È Dio che sceglie, qualcuno allora potrebbe dire che Dio è ingiusto perché non vuole salvare tutti gli uomini. Ma perché sarebbe ingiusto se nessun uomo merita di essere salvato? Dio sarebbe perfettamente Giusto se mandasse tutti all’inferno. Paolo sapeva che in Dio non c’è ingiustizia infatti sta scritto nei romani: “Che diremo dunque? V’è forse ingiustizia in Dio? Così non sia. Poiché Egli dice a Mosè: Io avrò mercé di avrò mercé, e avrò compassione di avrò compassione.”(Romani 9:14,15; cfr. Esodo 33:19).

 La grazia non dipende dalla nostra volontà poiché sta scritto “Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia”(Romani 9:16). Qualcuno mi ha detto allora: ‘Dio è un bugiardo allora perché Egli sceglie chi vuole, e poi coloro che gli disobbediscono vengono da Lui rimproverati!’ Ma Paolo disse: “Tu allora mi dirai perché Egli si lagna ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà? Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così?”(Romani 9:19,20). Dio è il vasaio e sta’ a lui decidere come modellare il vaso. “Il vasaio non ha egli podestà da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per un uso ignobile? E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione, e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso de’ vasi di misericordia che avea già innanzi preparati per la gloria, li ha anche chiamati (parlo di noi) non soltanto fra i Giudei ma anche di fra i Gentili?” (Romani 9:21-24).

 Riguardo a Israele, Paolo dice: “Ma che gli rispose la voce divina? Mi son riserbato settemila uomini, che non han piegato il ginocchio davanti a Baal. E così anche nel tempo presente, v’è un residuo secondo l’elezione della grazia. Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, grazia non è più grazia. Che dunque? Quel che Israele cerca, non l’ha ottenuto; mentre il residuo eletto l’ha ottenuto; e gli altri sono stati indurati, secondo che è scritto: Iddio ha dato loro uno spirito di stordimento, degli occhi per non vedere e degli orecchi per non udire, fino a questo giorno” (Romani 11:4-8). La Salvezza si ottiene assolutamente per Grazia altrimenti non è più grazia. Una volta ad un giovane gli spiegavo che è Dio che ci sceglie e lui mentre rifletteva mi disse: ‘Allora che è una grazia?’ Io gli risposi: ‘Ma certo che è una grazia’. Quando si pensa che Dio ha voluto salvarci, come si fa a non sentirsi privilegiati? Come si fa a non santificarsi? Solo chi ha veramente ricevuto questa grazia può comprendere ciò.

 Nel libro di Daniele troviamo scritto: “Tutti gli abitanti della terra son da lui reputati un nulla; egli agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra; e non v’è alcuno che possa fermare la sua mano o dirgli: – Che fai?” (Daniele 4:35)

 Anche nel libro del profeta Geremia leggiamo che Dio fa ciò che vuole con gli uomini, nonostante Dio comanda al profeta di dire al popolo di ritornare a lui cercando i Sentieri Antichi (cfr. Geremia 6:16). Questo potrà sembrare contraddittorio, ma non è così. Geremia disse: “O Eterno, io so che la via dell’uomo non è in suo potere, e che non è in poter dell’uomo che cammina il dirigere il passi”(Geremia 10:23). L’uomo non conosce il disegno di Dio, però guardando indietro la sua vita si accorge che ogni cosa ha cooperato per uno scopo anzi ha cooperato per un disegno divino. “I passi dell’uomo li dirige l’Eterno; come può quindi l’uomo capir la propria via? (Proverbi 20:24).

 Gesù disse: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri”(Giovanni 6:44). Gesù quindi in modo chiaro disse che per andare a lui ci deve essere la volontà di Dio Padre, per cui coloro che vanno a Gesù ci vanno perchè lo ha voluto Dio.

 Gesù disse anche ai suoi discepoli: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.”(Giovanni 15:16). Nelle ADI dicono che qui Gesù si riferisce al ministerio. Ma allora se Gesù qui parla solo a coloro che hanno il ministerio, solo loro possono chiedere al Padre qualcosa nel nome di Gesù perché stava parlando ai suoi apostoli, allora solo quelli che hanno il ministerio sono i tralci (vedi Giovanni 15:1-8), allora Egli ha costituito solo gli apostoli per portar frutto! Questa interpretazione data dalle ADI annulla completamente il messaggio di Gesù. La cosa strana è che una volta in un convegno avevano preso le parole ‘costituiti per portar frutto’ per la tematica degli studi. Ho ancora la cartellina a casa. Le ADI quindi dicono che Giovanni 15:16 è rivolto a quelli che hanno il ministerio e poi prendono una parte del passo e lo rivolgono anche a tutti gli altri, ovviamente omettendo il fatto che Gesù ci ha scelti! Poi continuando a leggere i versetti successivi c’è scritto: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo”(Giovanni 15:19) il mondo odia ciò che non è suo quindi odia non soltanto quelli che hanno il ministerio ma anche tutti gli altri che sono stati tratti dal mondo. Non avrebbe senso dire che il mondo odia soltanto coloro che hanno il ministerio!

 Quando c’è una pecora smarrita chi è che la va a cercare? Il pastore. È volontà del pastore cercare quella pecora e non è la pecora che dice al pastore: ‘Mi sono smarrita, quindi trovami!’. Gesù raccontò questa parabola “Chi è l’uomo fra voi, che, avendo cento pecore, se ne perde una, non lasci le novantanove nel deserto e non vada dietro alla perduta finché non l’abbia ritrovata? E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; e giunto a casa, chiama assieme gli amici e i vicini, e dice loro: Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la mia pecora ch’era perduta.” (Luca 15:4-6). E se ne potrebbero fare molti altri di esempi. Ma voglio essere molto breve.

 Tutto questo parla di un Dio grande che ci ha scelti secondo il Suo disegno benevolo, e avendoci scelti (o eletti) a salvezza ci ha pure chiamati e giustificati. Egli non è un Dio che dipende dal libero arbitrio dell’uomo perduto e che è in attesa di quello che farà, perché è Lui che suscita nell’uomo la voglia (o il desiderio) di essere salvato, secondo che è scritto che è Dio che produce in noi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo (cfr. Filippesi 2:13).

 Io mi chiedo: ‘Se dipende da noi, allora non dovremmo pregare Dio dicendo: ‘Signore converti Tizio’, perché Dio non può fare nulla in quanto, secondo costoro, Egli aspetta che l’uomo dica di sì. E non è neanche un privilegio o una grazia perché è grazie alla nostra scelta che abbiamo ricevuto questa grazia! Mi dicevano che a questo punto non c’è più bisogno di evangelizzare perché Dio li salverà comunque i suoi eletti. Ma Dio salva gli uomini tramite la predicazione. E poi nessuno di noi sa chi sarà salvato tra coloro che evangelizziamo. Il Signore ci ha detto di evangelizzare ma poi sta a Lui far crescere il seme della sua Parola. Non a caso Paolo disse a Timoteo: “Perciò sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch’essi conseguono la salvezza che è in Cristo Gesù con gloria eterna”(2Timoteo 2:10). Così dobbiamo fare noi. Predichiamo il Vangelo a tutti sopportando le afflizioni a motivo degli eletti. Il salvare spetta a Dio.

 L’accettazione di questa dottrina comporta dei benefici. Io in prima persona ho gustato questi benefici. Quando l’ho scoperta sentivo la mia fede più ferma perché allora era un po’ traballante. Una volta un fratello cercò di convincermi che era una falsa dottrina, ma dopo aver parlato per un bel po’ non volevo più ascoltarlo perché il mio spirito si era rattristato molto. Non capivo il perché ma volevo finire di parlare con questo fratello. Quando andai a letto non riuscii a dormire. Dopo un’ora o due mi addormentai. Mi svegliavo continuamente è stavo molto male. Poi appena ho pensato alla dottrina dell’elezione e al fatto che Dio mi ha scelto, il mio cuore si calmò subito e mi sentii molto bene. Infatti anche se non la sapevo spiegare bene a questo fratello io sapevo che era giusta. Lo sentivo.

 Io so che la giusta dottrina ti aiuta a santificarti di più, e questa dottrina mi ha dato una spinta forte nella santificazione al punto che il Signore mi ha liberato da un peccato in cui ero ricaduto. A Lui sia tutta la gloria. Questa dottrina ci fa comprendere il vero significato della parola “Grazia”, in quanto comprendiamo che non abbiamo fatto nulla per averla (neanche l’esserci disposti a voler credere), e poi fa rendere veramente tutta la gloria al nostro Signore che ci ha scelti, ed infine ci rende ubbidienti alla Sua Parola.

 Vorrei precisare infine che io non credo, come invece faceva Calvino, “che una volta salvati si è sempre salvati” perché la Scrittura insegna chiaramente che si può scadere dalla grazia, quindi rimane inteso che il credente è responsabile delle sue azioni ed è chiamato a perseverare nella fede fino alla fine. Come non credo neppure che il Signore Gesù è morto solo per gli eletti, in quanto la Scrittura afferma che Egli è morto per tutti ma solo gli eletti beneficeranno del suo sacrificio perché essi sono stati ordinati a vita eterna.

 

ACCETTANO CHE LA DONNA INSEGNI

 

Nella Chiesa ADI di Partinico, avevano affidato la riunione dei giovani a due donne, che davano ammaestramenti. Infatti loro erano il punto di riferimento di molti. Il pastore stesso un giorno durante la riunione dei giovani alzò una preghiera e ringraziava Dio per il loro ministerio. Io rimasi senza parole difronte a ciò.

 Paolo dice a Timoteo: “La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. Perché Adamo fu formato il primo, e poi Eva; e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione; nondimeno sarà salvata partorendo figliuoli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia” (1 Timoteo 2:11-15), e ai Corinzi: “Come si fa in tutte le chiese dei santi, tacciansi le donne nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare, ma debbono star soggette, come dice anche la legge” (1 Corinzi 14:34). Quindi alla donna non è permesso insegnare.

 Una monitrice diceva sempre ‘ma noi diamo soltanto ammaestramenti’; e niente ha detto? La parola ammaestramenti significa insegnamenti.

 

FALSI BATTESIMI CON LO SPIRITO SANTO

 

Molti della Chiesa parlano in lingue però ho notato che quando parlano usano sempre le stesse parole.

 I discepoli invece nel giorno della Pentecoste parlavano un linguaggio nuovo, non pronunciavano solo tre parole. Infatti sta scritto: “Perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio.” (Atti 2:6). Parlavano una lingua in modo soprannaturale. Gesù nel Vangelo di Marco lo disse: “Parleranno in lingue nuove” (Marco 16:17).

 Leggendo di più la Bibbia mi accorsi che quella esperienza avuta dai discepoli a Pentecoste è una cosa meravigliosa, infatti è la pienezza dello Spirito Santo ed un rivestimento di potenza dall’alto. E queste cose non le vedevo in quelli che dicevano che erano battezzati con lo Spirito Santo. Soprattutto nei campeggi ho potuto vedere che molti simulano il parlare in lingue per far credere di essere stati battezzati con lo Spirito Santo. A notare queste stranezze non ero solo io. Molti si accorgevano che c’erano molti falsi battesimi con lo Spirito Santo. Quando il Signore me lo fece capire, continuavo a dire a me stesso: ‘Ma dove sono capitato?’

 

FALSE PROFEZIE

 

Nelle ADI ci sono anche false profezie. Molti infatti sono convinti che le profezie vengono date tramite l’interpretazione del parlare in lingue. Ma questo non è vero, perchè Paolo dice chiaramente che “chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri.” (1Corinzi 14:2). Io mi domandavo: ‘Ma se si interpreta un parlare in lingue (che è rivolto a Dio), perché esso diventa una profezia, ovvero un parlare rivolto agli uomini? La risposta è che la cosiddetta interpretazione del loro ‘messaggio in lingue’ è una falsa profezia. Non a caso al capitolo 22 verso 28 di Ezechiele sta scritto: “E i loro profeti intonacan loro tutto questo con malta che non regge: hanno delle visioni vane, pronostican loro la menzogna, e dicono: – Così parla il Signore, l’Eterno – mentre l’Eterno non ha parlato affatto.”

 Quando avviene l’interpretazione il parlare in lingue non si può trasformare in profezia infatti Paolo disse: “Perciò, chi parla in altra lingua preghi di poter interpretare; poiché, se prego in altra lingua, ben prega lo spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. Che dunque? Io pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza. Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l’altro non è edificato.” (1Corinzi 14:13-17).

 Non a caso l’apostolo Paolo al capitolo 12 di 1 Corinzi distingue l’interpretazione dalla profezia infatti sta scritto: “a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e ad un altro, la interpretazione delle lingue;” (1Corinzi 12:10).

 

MINISTERIO DI PROFETA CESSATO

 

Lo insegnano molti nelle ADI, se non tutti, che uno dei 5 ministeri ovvero quello di profeta sia cessato. Molti addirittura dicono che l’ultimo profeta nel Nuovo Testamento fu Giovanni Battista. Altri addirittura vanno dicendo che profeti lo possiamo essere tutti in quanto il dono di profezia lo può ricevere chiunque. Innanzi tutto voglio dire che come la salvezza si riceve da Dio così anche il ministerio si riceve da Dio. Sta’ a Dio decidere chi deve ricevere un ministerio. La cosa che mi stranisce molto è che nelle Chiese ADI si riceve soltanto il ministerio di pastore! Degli altri 4 ministeri non ne parlano mai. Io mi son sempre chiesto: ‘Ma Dio dà solo il ministerio di pastore?’ Ovviamente no.

 Dio dà ancora il ministerio di profeta. Non è vero che l’ultimo profeta fu Giovanni Battista perché nel Nuovo Testamento ci sono anche dei profeti. Non a caso Paolo disse ai Corinzi: “E Dio ha costituito nella Chiesa primieramente degli apostoli; in secondo luogo dei profeti; in terzo luogo de’ dottori; poi, i miracoli; poi i doni di guarigione, le assistenze, i doni di governo, la diversità delle lingue.”(1Corinzi12:28). In primo luogo gli apostoli perché sono loro che fondano le Chiese e in secondo luogo i profeti che ricevono anche rivelazioni di avvenimenti futuri. Infatti il libro degli Atti ci parla di un certo profeta Agabo che predisse che ci sarebbe stata una carestia (cfr. Atti 11:28). E poi ci furono anche altri profeti come Giuda e Sila i quali accompagnarono Paolo e Barnaba ad Antiochia (cfr. Atti 15:32).

 Nella chiesa di Antiochia c’erano dottori e profeti (cfr. Atti 13:1).

 È evidente dunque che i Cristiani potevano ricevere anche questo ministerio. Anche le donne lo possono ricevere questo ministerio. Il profeta, vi ricordo, nell’Antico Testamento, non aveva il compito di insegnare la legge, perchè erano i sacerdoti ad avere questo compito; così anche nel Nuovo Testamento i profeti non insegnano ma ricevono da Dio rivelazioni attraverso visioni, sogni o sentendo solo la voce di Dio.

 

DIO AMA TUTTI

 

Nelle ADI ho sempre sentito dire dal pulpito che Dio ama il peccatore e odia il peccato. Ma un giorno mentre ascoltavo per l’ennesima volta questa frase dissi in cuor mio: ‘Ma allora Dio ama chi pecca e disubbidisce alla sua legge, ama i pedofili, gli omossessuali, i ladri, gli omicidi, gli idolatri ecc.?’ Iniziai così a capire che in questa frase c’era qualcosa che non era biblico. Purtroppo dal pulpito veniva predicato sempre amore, perdono e bontà. Il loro messaggio si può riassumere in queste parole: ‘Dio ci ama, ci vuole bene, e non ci castiga’. Addirittura il pastore disse un giorno che noi non dobbiamo avere timore di Dio perché Lui ci ama! Quando sentii l’ennesima frase antilibica lo sconcerto interiore fu grande. L’Iddio che predicano le ADI è dunque un Dio che non odia nessuno, ma ama tutti, sia i giusti che gli empi.

 Che dice invece la Scrittura? Che Dio odia gli operatori di iniquità, secondo che dice Davide a Dio nei Salmi: “Tu odii tutti gli operatori d’iniquità” (Salmo 5:5), parole queste che fu lo Spirito Santo a pronunciare per bocca di Davide come del resto le altre presenti nei Salmi. E con queste parole si accordano anche altri passi della Scrittura, anche questi ispirati da Dio, che sono i seguenti: “L’anima sua odia l’empio e colui che ama la violenza” (Salmo 11:5), “l’Eterno aborrisce l’uomo di sangue e di frode” (Salmo 5:6), “Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli” (Proverbi 6:16-19). La Scrittura dice che Dio “ama i giusti” (Salmo 146:8), che sono coloro che osservano i comandamenti di Cristo, secondo che disse Gesù: “Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io l’amerò e mi manifesterò a lui. …. Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui” (Giovanni 14:21, 23). E’ giusto dire quindi che Dio ama coloro che si ravvedono e mettono in pratica la Sua Parola, ma odia gli operatori di iniquità.

 La Scrittura afferma: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra di lui”(Giovanni3:36). È chiaro quindi che chi non è convertito ha l’ira di Dio sopra di lui, ma se si pente dei propri peccati farà pace con Dio ricevendo l’amore di Dio nel cuore. Paolo disse agli Efesini che “eravamo per natura figliuoli d’ira, come gli altri” (Efesini 2:3) quindi se noi per natura eravamo figli d’ira come tutti gli altri vuol dire che gli altri, ovvero coloro che non credono sono figli d’ira (cfr. Giovanni 3:36).

 

MEDIANTE IL BATTESIMO IN ACQUA SI FA PATTO CON DIO

 

Ormai tutti nelle ADI dicono che mediante il battesimo in acqua si fa patto con Dio. Lo dissi pure io quando mi battezzai. Passando il tempo e leggendo la Bibbia però capii che questa affermazione era falsa in quanto il battesimo è solo la proclamazione del patto che Dio ha fatto con noi scrivendo la Sua legge nel nostro intimo.

 Geremia lo predisse dicendo “Ecco, i giorni vengono, dice l’Eterno, che io farò un nuovo patto con la casa d’Israele e con la casa di Giuda; non come il patto che fermai coi loro padri il giorno che li presi per mano per trarli fuori dal paese d’Egitto: patto ch’essi violarono, benché io fossi loro signore, dice l’Eterno; ma questo è il patto che farò con la casa d’Israele, dopo quei giorni, dice l’Eterno: io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. E non insegneranno più ciascuno il suo compagno e ciascuno il suo fratello, dicendo: ‘Conoscete l’Eterno!’ poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice l’Eterno. Poiché io perdonerò la loro iniquità, e non mi ricorderò più del loro peccato” (Geremia 31:31-34). Questo passo viene citato anche dallo scrittore dell’epistola agli Ebrei al capitolo 8 dal versetto 8 al 12.

 Come potete vedere, in base a queste parole di Dio, il nuovo patto consiste nel fatto che Dio mette nei nostri cuori la sua legge (che è la legge di Cristo, essendo questa la legge che vige sotto il Nuovo Patto) scrivendola nei nostri cuori, e nel fatto che Egli diventa il nostro Dio e noi il Suo popolo. E non solo, il nuovo patto consiste anche nel fatto che Dio si rivela a noi o si fa conoscere da noi perchè perdona tutti i nostri peccati.

 Ora, quand’è che possiamo dire che abbiamo conosciuto Dio (o meglio che siamo stati conosciuti da Dio) perché Egli ha perdonato i nostri peccati? Quand’è che Egli ha scritto la Sua legge nei nostri cuori, e noi siamo diventati il Suo popolo e Lui è diventato il nostro Dio? La risposta è: ‘Quando ci siamo ravveduti ed abbiamo creduto nel nome del Figliuolo di Dio’, in quanto è stato in quel momento che i nostri peccati ci sono stati perdonati (Atti 10:43), siamo diventati figli di Dio (Giovanni 1:12), e quindi membri della famiglia e del popolo di Dio. Quindi non quando siamo stati battezzati in acqua, perché il battesimo in acqua ha seguito la nostra fede, o meglio perché siamo stati battezzati dopo avere creduto.

 In altre parole, noi siamo entrati nel patto con Dio, o meglio Dio ha fatto patto con noi, nel momento in cui abbiamo ricevuto la circoncisione del cuore, ossia quando abbiamo sperimentato la remissione dei nostri peccati perché questo si deve intendere per circoncisione del cuore. Come infatti la circoncisione della carne sotto l’Antico Patto era un segno del patto tra Dio e gli Israeliti, secondo che disse Dio: “Questo è il mio patto che voi osserverete, patto fra me e voi e la tua progenie dopo di te: ogni maschio fra voi sia circonciso. E sarete circoncisi; e questo sarà un segno del patto fra me e voi. All’età d’otto giorni, ogni maschio sarà circonciso fra voi, di generazione in generazione: tanto quello nato in casa, quanto quello comprato con danaro da qualsivoglia straniero e che non sia della tua progenie. Quello nato in casa tua e quello comprato con danaro dovrà esser circonciso; e il mio patto nella vostra carne sarà un patto perpetuo. E il maschio incirconciso, che non sarà stato circonciso nella sua carne, sarà reciso di fra il suo popolo: egli avrà violato il mio patto’ (Genesi 17:10-14), così ora sotto il Nuovo Patto il segno del patto fra Dio e noi è la circoncisione del cuore, che non è una circoncisione fatta da mano d’uomo (come lo era quella fatta sotto la legge) ma una circoncisione fatta da Cristo Gesù, il quale con il suo prezioso sangue ha purgato la nostra coscienza dai peccati che la contaminavano.

 Il battesimo quindi, dato che segue la fede, dato che segue la circoncisione del cuore, è un atto esteriore mediante il quale ci siamo identificati nella morte e nella resurrezione di Cristo, secondo che è scritto: “O ignorate voi che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi siam dunque stati con lui seppelliti mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita” (Romani 6:3-4), e mediante il quale il circonciso nel cuore proclama che egli è entrato nel PATTO con Dio (o che Dio ha fatto patto con lui).

 Quindi chiamando il battesimo in acqua ‘patto con Dio’, molti nelle ADI hanno finito con il dare al battesimo in acqua una importanza superiore a quella che ha, appunto perché il battesimo diventa quell’atto tramite il quale si fa patto con Dio, e a questo va aggiunto che mediatore di questo accordo che il credente fa con Dio diventa il pastore, per cui anche il pastore assume una importanza o un ruolo che non possiede affatto. In altre parole, in questa maniera colui che si fa battezzare guarda al pastore come ad una sorta di ‘sacerdote’ che lo mette in contatto con Dio, ed il pastore stesso pensa di essere diventato una sorta di mediatore. E questo perché è il pastore che fa fare all’anima patto con Dio mediante il battesimo che gli ministra, e quindi è come se il pastore si facesse o si considerasse garante del patto fra Dio e un suo figliuolo! Ecco dunque uno dei mali che sono scaturiti da questo errato significato dato al battesimo in acqua.

 Il battesimo in acqua è “la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio” (1 Pietro 3:21), e lo si deve ministrare ai credenti subito dopo che hanno creduto come facevano anticamente gli apostoli e gli altri servitori di Cristo.

 

MODO DI EVANGELIZZARE SBAGLIATO

 

Leggendo di più la Bibbia e vedendo certi eventi che accadevano intorno a me, capii che quando nelle ADI evangelizzavamo veniva annunciato ai peccatori un messaggio diverso, nel senso che non si evangelizzava come fecero Gesù prima e i suoi discepoli dopo, predicando il ravvedimento.

 Gesù ti ama

 Mi ricordo che alle persone portavamo questo falso messaggio dicendo che Gesù le amava senza mai dire loro che dovevano ravvedersi dei loro peccati. Molti quando ricevevano questo messaggio al posto di mettersi a pensare di essere dei peccatori davanti a Dio e che quindi dovevano ravvedersi e convertirsi, pensavano che potevano rimanere così com’erano tanto Gesù li amava per come erano!

 Il Signore predicava il ravvedimento e non andava in giro a predicare dicendo ‘accettatemi perché io vi amo’. Gesù iniziò a predicare il ravvedimento quando iniziò il suo ministerio infatti sta scritto: “Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno de’ cieli è vicino.”(Matteo 4:17 cfr. Marco 1:15). Gesù predicava oltre il ravvedimento anche il giudizio di Dio, infatti disse: “Vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete (Luca 13:3). Potrei fare molti esempi su Gesù su come predicava perché la Bibbia è piena di esempi ma voglio essere breve.

 Anche i discepoli del Signore predicavano il ravvedimento, infatti Pietro disse ai Giudei “Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:38), ed ancora “Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati,”(Atti 3:19). Anche l’apostolo Paolo predicava il ravvedimento infatti affermò: “Ma, prima a que’ di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e ai Gentili, ho annunziato che si ravveggano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento.” (Atti 26:20) e quando predicava parlava anche dei giudizi di Dio infatti molti quando sentivano parlare Paolo si intimorivano come Felice il governatore, secondo che è scritto: “Ma ragionando Paolo di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire, Felice, tutto spaventato, replicò: Per ora vattene.” (Atti 24:25). Loro sì che predicavano la Parola di Dio (o per usare una espressione cara alle ADI ‘tutto l’Evangelo’) ai peccatori, e lo facevano con autorità.

 Oggi invece nelle ADI viene predicato agli uomini quello che io chiamo il ‘vangelo del miele’, in quanto non viene loro annunziato nè il ravvedimento e neppure il giudizio a venire.

 Loro non predicano così perché dicono che non possono giudicare gli altri dicendo loro che sono dei peccatori perché loro stessi che predicano sono anch’essi peccatori! Certo che molte affermazioni fatte dai pastori ADI sono sconcertanti. Io dico: ‘Se fosse sbagliato predicare così, perchè gli apostoli, che seguirono le orme di Gesù Cristo, predicavano così?’

 Evangelizzare tramite scenette

 Il Signore mi ha dato grazia di capire che è sbagliato predicare il vangelo tramite scenette teatrali, poi soprattutto se sono condite da buffonerie per tenere il pubblico sveglio. Mi ricordo che a fine anno del 2010 alcune sorelle organizzarono delle scenette e io dovevo fare Zaccheo. All’inizio non volevo farlo perché mi domandavo continuamente se era sbagliato e sentivo che non dovevo farlo. Infatti mi rivolsi ad un fratello (non il fratello Giacinto, ma un fratello che è da poco pastore in una chiesa ADI) il quale mi disse: ‘Il Signore ci chiama a vivere la vita vera, non la finzione’. Quelle parole furono un’ulteriore conferma al mio sentimento. Infatti quando ci riunivamo per fare le prove, io all’inizio ero svogliato e se ne accorsero molti infatti ricevetti anche un rimprovero perché dicevano che non avevo serietà per le cose di Dio! Anche molti altri erano svogliati. Le responsabili continuavano a dire: ‘Se non siete fedeli nelle piccole cose, non lo sarete neppure nelle grandi. Così pensai in cuor mio: ‘Del resto, la scenetta è per Dio quindi ci metterò un pò di impegno’. Certo devo confessare che non avevo tanta forza per chiedere a Dio in preghiera: ‘Guidami a fare bene la scenetta!’

 Quando arrivò il fatidico giorno della scenetta mi ricordo che prima di farla il pastore portò una predica che io ascoltai come tutte le altre, invece molti si addormentarono. Effettivamente mi sembrò una predica tanto per farla, priva di unzione. Ma quando iniziò la scenetta tutti diventarono attenti e piacque a molti anche perché molto spesso durante la recitazione si facevano battute e le persone ridevano molto. Io pure cercai di fare ridere quando entrai in scena camminando in ginocchio, imitando Zaccheo. Molto tempo dopo, riflettendo su questo evento, capii che era sbagliato agli occhi di Dio evangelizzare recitando in quanto fare l’attore significa fingere. Le persone, sia quelle convertite che quelle non convertite, si ricordavano solamente le battute e non i versetti che venivano citati sulla salvezza. Un’altra cosa che mi fece riflettere fu che una sorella che interpretava la suocera di Pietro disse: ‘Il Signore mi ha guarito dalla febbre’. E io pensavo: ‘Quanto è facile recitare quelle parole e quanto è difficile invece vivere quelle parole’. Dio ci chiama a vivere una vita reale fatta di veri miracoli non recitati.

 Gli apostoli quando predicavano non si aiutavano con gli attori. Alcuni capendo il vangelo a modo loro (che io chiamo ‘quelli del vangelo secondo me’) mi accusavano spesso dicendo che nella Bibbia non c’è scritto di evangelizzare tramite internet e se è per questo neanche tramite radio, però si può fare se fatto in modo giusto. Ma il modo giusto di certo non è dire ai peccatori: ‘Gesù vi ama’, né tanto meno utilizzare la finzione delle scenette teatrali.

 

IMPEDIRE IL CONCEPIMENTO

 

All’inizio nelle ADI credevo come tutti gli altri che impedire il concepimento fosse giusto, perché non ci vedevo niente di sbagliato. Incominciai a riflettere su questa cosa quando un giorno mi fu raccontato da un fratello che le sorelle quando si sposano non hanno subito dei figli perché si prendono le pillole. Io gli chiesi: ‘Ed è sbagliato?’ E lui mi disse che lo era. Questa cosa mi fece riflettere molto.

 Leggendo la Bibbia capii che impedire il concepimento era peccato, infatti nel libro della Genesi c’è un episodio in cui Dio giudicò un uomo facendolo morire perchè aveva impedito il concepimento. Ecco cosa è scritto: “Or avvenne che, in quel tempo, Giuda discese di presso ai suoi fratelli, e andò a stare da un uomo di Adullam, che avea nome Hira. E Giuda vide quivi la figliuola di un Cananeo, chiamato Shua; e se la prese, e convisse con lei. Ed ella concepì e partorì un figliuolo, al quale egli pose nome Er. Poi ella concepì di nuovo, e partorì un figliuolo, al quale pose nome Onan. E partorì ancora un figliuolo, al quale pose nome Scela. Or Giuda era a Kezib, quand’ella lo partorì. E Giuda prese per Er, suo primogenito, una moglie che avea nome Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, era perverso agli occhi dell’Eterno, e l’Eterno lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: ‘Va’ dalla moglie del tuo fratello, prenditela come cognato, e suscita una progenie al tuo fratello’. E Onan, sapendo che quella progenie non sarebbe sua, quando s’accostava alla moglie del suo fratello, faceva in modo d’impedire il concepimento, per non dar progenie al fratello. Ciò ch’egli faceva dispiacque all’Eterno, il quale fece morire anche lui” (Genesi 38:1-10). La Scrittura dice la stessa cosa quando Davide peccò di omicidio e di adulterio, infatti sta scritto: “Ma quello che Davide avea fatto dispiacque all’Eterno” (2 Samuele 11:27). È evidente dunque che impedire il concepimento è peccato agli occhi di Dio. Molti con tranquillità non procreano. Molti non vogliono avere figli perché vogliono rimanere da soli. Allora io mi chiedo: ‘Ma perchè si sposano allora?’ E poi i figli sono una benedizione. E inoltre Paolo dice a Timoteo parlando della donna: “Sarà salvata partorendo figliuoli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia” (1 Timoteo 2:15).

 Tanti credenti non vogliono avere molti figli perché dicono: ‘Come gli daremo da mangiare poi?’. La Bibbia ci chiama a vivere per fede. Di certo Dio non ci lascerà mai. Se provvede cibo per un figlio lo farà anche per 2 o per 3 o per 10 figli.

 Dunque nelle ADI molte coppie impediscono il concepimento e il pastore come al solito non dice niente. O lui è d’accordo o non lo è non cambia niente perché se non li rimprovera si rende complice.

 

MINISTERIO NATURALE

 

Nelle ADI molti credevano che per insegnare nelle assemblee bisognava avere ancor prima del ministerio il dono naturale dell’insegnamento! In poche parole, se non avevi una laurea oppure una dote naturale di insegnare non potevi ricevere il ministerio di pastore.

 Inoltre molti poi sono convinti che per capire la Bibbia devi avere una certa conoscenza linguistica. Io credo che questa conoscenza ti può aiutare fino ad un certo punto. Se Dio infatti non dà intendimento, la Bibbia non si può capire. Il ministerio poi lo dà Dio. È lui che ti rende ATTO ad insegnare, è Lui che ti dà la capacità di farlo. Molti invece fanno Dio incapace.

 La Scrittura dice: “Allora [Gesù] aprì loro la mente per intendere le Scritture” (Luca 24:45). Fu Gesù quindi a fare capire ai suoi discepoli le Scritture che lo concernevano.

 Posso anche prendere l’esempio di Saulo da Tarso. Lui era un Fariseo zelante e di certo conosceva le Scritture dell’Antico Patto, però non comprendeva che Gesù era il Messia nonostante l’Antico Testamento parli di Lui, e questo perché solo Dio dà intendimento. E Dio lo diede a Saulo sulla via di Damasco (cfr. Atti 9) perchè lo aveva destinato a conoscere la Verità (Atti 22:14) e ad essere apostolo e dottore dei Gentili e operò in lui in tal senso, perchè lui poi dirà ai Corinzi: “Non già che siam di per noi stessi capaci di pensare alcun che, come venendo da noi; ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha anche resi capaci d’esser ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di spirito; perché la lettera uccide, ma lo spirito vivifica” (2 Corinzi 3:5-6).

 

CASA DI DIO FATTA DA MANO D’UOMINI

 

Molti nelle ADI vedevano il locale di Culto come un luogo santo un po’ come facevano gli ebrei con il tempio di Salomone o come fanno i cattolici romani con le loro basiliche, cattedrali, ecc.. Quando parlano dei loro luoghi di culto infatti ne parlano in termini che non lasciano dubbi, perchè li chiamano ‘la casa di Dio’. Leggendo la Bibbia però capii che Dio non abita in templi fatti da mano d’uomo. Molte volte cercavo di far capire a qualche fratello che la casa di Dio, come dice Pietro (cfr. 1 Pietro 2:5), è una casa spirituale e non una casa fatta di mattoni o pietre. Alcuni di loro mi guardavano stupiti perché forse non l’avevano mai capito, altri mi dicevano: ‘Vabbè, non fa niente si sa che questa non è la casa di Dio’. Il pastore alcune volte diceva: ‘Questo è solo un locale’ ed altre volte, mettendoci enfasi, chiamava il locale di culto ‘casa di Dio’.

 Ecco perché nelle ADI costruiscono dei locali di culto lussuosi e appariscenti, e quindi molto costosi, perché pensano di costruire la casa di Dio! Ma anche perchè sono orgogliosi e vanagloriosi, avendo l’animo alle cose alte. La Scrittura invece afferma che “l’Altissimo però non abita in templi fatti da man d’uomo, come dice il profeta: Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello de’ miei piedi. Qual casa mi edificherete voi? dice il Signore; o qual sarà il luogo del mio riposo? Non ha la mia mano fatte tutte queste cose?” (Atti 7:48-50), ed anche: “La sua casa siamo noi se riteniam ferma sino alla fine la nostra franchezza e il vanto della nostra speranza” (Ebrei 3:6), ed ancora: “Accostandovi a lui, pietra vivente, riprovata bensì dagli uomini ma innanzi a Dio eletta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati qual casa spirituale, per essere un sacerdozio santo per offrire sacrificî spirituali, accettevoli a Dio per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pietro 2:4-5)

 E’ la Chiesa, dunque, cioè l’assemblea dei riscattati, la casa di Dio, perchè Dio abita in mezzo ad essa, e ne ha fatto la Sua dimora (1 Corinzi 6:16; Efesini 2:22).

 

ANDARE ALLA MESSA FUNEBRE

 

Nelle ADI mi veniva sempre raccontato che una volta non si andava a nessuna messa funebre perché ogni luogo di culto della Chiesa Cattolica Romana veniva visto come un luogo dove si offriva il culto ai demoni. Per loro però adesso non c’è niente di male nell’andare ad una messa cattolica in occasione dei funerali di familiari, parenti o conoscenti, anzi per loro è motivo di testimonianza!

 Ma io facendo delle ricerche sulla messa ho scoperto che la messa pretende di essere la ripetizione del sacrificio espiatorio di Cristo, e viene celebrata sia per i vivi che per i morti per i loro peccati. Mi sono reso conto quindi che permettere a dei credenti di essere presenti a questa funzione religiosa è molto grave, perché si permette loro di partecipare ad una opera infruttuosa delle tenebre. Ma non sapete voi che la Scrittura afferma: “Non siate dunque loro compagni; perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce (poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà e giustizia e verità), esaminando che cosa sia accetto al Signore. poiché egli è disonesto pur di dire le cose che si fanno da costoro in occulto” (Efesini 5:7-12)? Vedete, la buona testimonianza un figliuolo di Dio la dà proprio astenendosi dal fare quello che le ADI gli suggeriscono di fare, cioè non partecipando in nessuna maniera alla messa!

 Meditando poi su ciò che veniva detto nelle ADI per giustificare ciò, cioè che si poteva andare ma non partecipare, dicevo a me stesso: ‘Allora se si può andare ad una messa funebre cattolica, posso anche andare ad una funzione funebre in una setta satanica o spiritista, tanto vado solo a guardare e non a partecipare!’

 Il pastore una volta mentre predicava su questo passo:

 “Nondimeno, questa cosa voglia l’Eterno perdonare al tuo servo: quando il mio signore entra nella casa di Rimmon per quivi adorare, e s’appoggia al mio braccio, ed anch’io mi prostro nel tempio di Rimmon, voglia l’Eterno perdonare a me, tuo servo, quand’io mi prostrerò così nel tempio di Rimmon! ‘Eliseo gli disse: ‘Va’ in pace!’ Ed egli si partì da lui e fece un buon tratto di strada.” (2 Re 5:18,19),

 disse che noi possiamo tollerare le altre religioni e questo perché Eliseo disse: ‘Và in pace’ a Naaman il Siro, nonostante lui sarebbe entrato nel tempio pagano di Rimmon ad adorare. Io dissi ad un fratello accanto a me: ‘Ma che c’entra?’ e lui mi rispose: ‘Come che c’entra? dobbiamo rispettare le altre religioni’.

 Ma io vorrei domandare questo a quelli delle ADI che parlano così: ‘Ma allora se un credente ha una madre o un parente che fa parte di una setta satanista o professa la religione induista e questa persona muore, egli che deve fare?’ Seguendo il vostro ragionamento, egli dovrebbe partecipare alla funzione funebre religiosa satanista o induista! E per quale ragione? Sempre naturalmente per dare una buona testimonianza!!’ Ma vi rendete conto che principio diabolico avete introdotto nella Chiesa dell’Iddio vivente? Se infatti la cosa è valida nel caso muoia un proprio parente cattolico romano, perché mai non dovrebbe essere altrettanto valido nel caso il parente che muore è un satanista o un induista?

 La cosa strana poi è che nelle ADI ai credenti da un lato viene permesso di andare alla messa funebre nei luoghi di culto della Chiesa Cattolica Romana che sono alberghi di demoni, e dall’altro viene vietato di andare nei locali di culto delle altre comunità evangeliche pentecostali che non sono ADI. Ma tutto ciò non è contraddittorio?

 

 

 

PROBLEMI MORALI

 

ANDARE AL MARE

 

“Tu disprezzi le mie cose sante” (Ezechiele 22:8)

 Nelle ADI non si fanno scrupoli ad andare al mare. Alcuni addirittura fanno a gara chi si abbronza di più. Quando il Signore mi fece capire che è peccato andarci iniziai a dire ad alcuni che un credente non ci deve andare, e loro mi rispondevano: ‘Allora statti a casa’. Non comprendono il motivo per cui un credente non deve andarci. Del resto li capisco perché anch’io non capivo. Essi non vogliono capire che Dio vuole che noi suoi figliuoli ci vestiamo con verecondia, e che quindi mettersi in costume da bagno e quindi mezzi nudi sulla spiaggia significa andare contro il volere di Dio.

 Inoltre mostrando il nostro corpo mezzo nudo possiamo indurre gli altri a peccare, e di conseguenza nel caso di una sorella mezza nuda ella indurrà chi la guarda a peccare, secondo che è scritto: “Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per appetirla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.” (Matteo 5:28). Ma molti non vogliono proprio capire che non dobbiamo indurre gli altri a peccare. Ormai molti non si fanno scrupoli a mettersi mezzi nudi.

 Alcuni mi dicevano: ‘Ma allora statti a casa che potresti peccare!’. Io posso dire che se una sorella si veste come la Bibbia dice di fare, è più difficile per l’uomo essere tentato nel guardarla.

 E poi dov’è la differenza tra la biancheria intima e il costume? Non c’è. Ma quand’anche il costume di una donna fosse un unico pezzo, essa comunque non sarebbe vestita con verecondia. Io vi domando: ‘Ma questo ornamento esteriore non sarebbe sempre aderente, e non si vedrebbero sempre le forme del corpo? La verità è che molti non vogliono capire perché non vogliono rinunciare ai divertimenti.

 Ma poi non sapete che siete il tempio di Dio? e che se uno lo guasta Dio guasterà lui? (cfr. 1 Corinzi 3:16,17). Molti fratelli poi mi venivano a dire (questo di nascosto): ‘Ma tu hai ragione’.

 Se nel locale di culto chiamato ‘casa di Dio’ entra un uomo con la canottiera viene guardato male dai credenti, però se fuori il locale o al mare si mette mezzo nudo nessuno lo guarda male!

 Ci sono delle sorelle che in costume andavano pure al bar, al ristorante ecc.. Per non parlare delle foto che pubblicano su internet. Solo al locale di culto bisogna essere vestiti bene perché là c’è il Signore. E fuori non c’è il Signore?

 Paolo dice: “Ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio;” (1 Tessalonicesi 4:4,5) e continua dicendo “perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose, siccome anche v’abbiamo innanzi detto e protestato. Poiché Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione. Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell’Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito.” (1 Tessalonicesi 4:7,8).

 

 

MATERIALISMO

 

Anche se nelle ADI non predicano ‘il vangelo della prosperità’, quasi tutti ricercano il materialismo. Anch’io caddi in questo laccio, ma poi il Signore mi ha liberato.

 

 Arricchirsi

 

 Sono pochi quelli che dicono che si accontentano del necessario perché purtroppo molti sono caduti in questo laccio. C’è questo desiderio di avere sempre più soldi al costo anche di imbrogliare. Una volta un fratello mi disse: ‘Io cerco picciuli picciuli’ (tradotto in Italiano: io cerco soldi soldi). Rimasi sconvolto da questa affermazione. Molti non sanno che il credente non deve bramare di diventar ricco. Alcuni sono convinti che se sei ricco vuol dire che sei benedetto. Paolo disse a Timoteo a proposito del voler diventare ricchi: “Ma quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze, che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione. Poiché l’amor del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori.” (1 Timoteo 6:9-10) e nei Proverbi sta scritto: “Non t’affannare per diventar ricco, smetti dall’applicarvi la tua intelligenza” (Proverbi 23:4). Il credente è chiamato ad accontentarsi di ciò che ha. Paolo disse: “Ho imparato ad esser contento nello stato in cui mi trovo” (Filippesi 4:11).

 

Macchine lussuose

 

Molte persone del mondo non possono vedere quelli delle ADI perché predicano il Vangelo e poi si comprano le macchine lussuose. Io stesso un giorno ascoltai una persona del mondo che si lamentava proprio di questo, e compresi che questo comportamento è un intoppo per gli increduli.

 Anch’io un giorno volevo una macchina appariscente, ma poi il Signore mi fece capire che era sbagliato infatti mi tenni la macchina che avevo e che ho tutt’ora. A distanza di mesi mentre alcuni amici del mondo parlavano di me, dissero che ero un ragazzo umile che non ricercavo il lusso. Ringraziai il Signore perché avevo dato una buona testimonianza. Ma molti nelle ADI purtroppo non la danno per niente. Io non dico che la macchina non dobbiamo averla perché se la utilizziamo per come si deve non c’è niente di male, ma che non dobbiamo cercare le macchine lussuose perchè Paolo dice ai Romani: “Non abbiate l’animo alle cose alte, ma lasciatevi attirare dalle umili.” (Romani 12:16).

 

Vestiti lussuosi (ornamento esteriore)

 

Molti nelle ADI seguono la moda. Infatti, soprattutto tra i giovani, si ricercano vestiti alla moda e anche sfarzosi. Molti mi dicevano: ‘Ma non c’è niente di male nel comprare cose di marca!’ C’erano credenti che spendevano molti soldi nei vestiti di marca. Anch’io ero caduto in questo laccio ma Dio che è grande in misericordia mi ha liberato. Soprattutto nei campeggi e nei convegni si assisteva a delle sfilate. Mi ricordo che prima di andare in qualche convegno mi andavo a comprare sempre qualcosa perché non ci si poteva andare al convegno senza qualcosa addosso di appariscente. La cosa davvero triste è che nessun pastore o anziano rimprovera o dà insegnamenti a tal riguardo. Nessuno denunciava queste cose.

 Nei cosiddetti ‘matrimoni evangelici’ poi c’era il lusso del lusso. Mi ricordo che le sorelle neanche il velo si mettevano quando c’era il culto ad un matrimonio. L’ultimo matrimonio a cui ho partecipato, mi veniva di vomitare perchè tutti (tranne qualcuno) indossavano un abito sfarzoso, vorrei dire molto sfarzoso. Nel culto vedevo molta sterilità spirituale e questo mi rattristò molto. Molti ricercano le cose alte e non le umili. Il credente è invece chiamato ad essere umile sia interiormente che esteriormente.

 Molti non sanno che ‘chi è altero d’animo è in abominio all’Eterno; certo è che non rimarrà impunito” (Proverbi 16:5). In mezzo alle ADI ci sono molte sorelle che sono d’animo altero (e questo si vede da come si vestono ed adornano) e camminano col collo teso lanciando sguardi provocanti non avendo un minimo di timore di Dio (vedi Isaia 3:16-25), e nessuno le riprende o esorta. L’unica cosa che gli dicono è: ‘Ti consiglio di non venire vestita così ‘nella casa di Dio’!’ Per cui fuori dal locale di culto si sentono autorizzate a vestirsi come vogliono. Il gregge non viene per niente curato dai pastori. Il Signore chiama i comportamenti sconvenienti di queste sorelle “le brutture delle figliuole di Sion” (Isaia 4:4). Il Signore è contro simili comportamenti ed anche contro chi non li denuncia.

 

IL CESTINO DELLE OFFERTE

 

In tutta la Bibbia il passaggio del cestino delle offerte non viene menzionato da nessuna parte, eppure nelle ADI esiste. Più di un anno fa lessi sul sito del fratello Giacinto che è sbagliato passare con il cestino delle offerte durante il culto. All’inizio non capivo perché fosse sbagliato, così mi consigliai con un pastore il quale mi disse che nella Bibbia c’era scritto che si doveva fare l’offerta! Io l’accettai.

 Dopo un po’ di tempo però il Signore mi fece capire anche questo.

 Mi ricordo che quando passavano per l’offerta, capitava che qualcuno non aveva i soldi perché se li era dimenticati oppure non li metteva e qualcuno che gli era accanto gli dava qualcosa da mettere nel cestino delle offerte. Mi capitava anche a me di dare soldi ricevuti da altri perché capitava che mi dimenticavo di portarli. Un giorno mentre passavano per l’offerta io stavo per prepararmi i soldi e vidi che nel portafoglio non ne avevo, così un fratello accanto a me mi stava dando dei soldi da mettere, ma in quel momento pensai: ‘Ma se li accetto che senso ha? non c’è nessuna spontaneità’. Non aveva senso mettere i soldi di qualcun altro.

 Capii allora che a causa del cestino delle offerte che passava la maggior parte metteva dentro del denaro perché il cestino gli passava davanti e non perché erano generosi e volevano dare con allegrezza.

 Tempo dopo lessi alcuni passi nel Vangelo. Vidi che nel tempio c’era una ‘cassa delle offerte’ (Luca 21:1) dove si metteva il proprio denaro e pensavo: ‘Ma se mettono una cassa delle offerte nel locale di culto, si raccoglierà la stessa cifra?’ Ero sicuro che a Partinico si sarebbe raccolto di meno perché solamente chi vuole dare veramente viene al culto preparato per mettere denaro nella cassa. Se ti passa davanti un cestino, sei anche un po’ obbligato a metterci del denaro perché ti passa davanti invece in quel modo devi essere tu ad andare a metterlo. E quindi solo chi vuole dare farà l’offerta. Addirittura c’erano fratelli che si facevano scambiare i soldi.

 Con questo discorso non voglio dire che non si devono raccogliere i soldi per aiutare chi è in difficoltà ma voglio solamente dire di creare un sistema tale che chi dona lo faccia non per forza o di malavoglia ma allegramente.

 Il cestino delle offerte che passa può essere anche un intoppo per gli increduli. Io so che alcuni dicono: ‘Ma questi vogliono i soldi come i preti?’.

 

METTERE IN VENDITA LE COSE RIGUARDANTI IL REGNO DI DIO

 

Mi ricordo che i primi giorni che frequentavo la Chiesa vidi che nel locale di culto vendevano le Bibbie e un po’ ci restai male. Mi avevano detto che gli Evangelici erano diversi e poi vendevano le Bibbie!

 Ma con il tempo non ci feci più caso. Anzi ci fu un periodo che spendevo soldi in molti libri cristiani. Molti di questi libri però non li ho mai letti. Poi capii che era sbagliato commerciare con le cose di Dio perché il Signore ci ha detto: ‘Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date” (Matteo 10:8). Il Signore quando vide il commercio che si faceva nella casa del Padre suo, fece una sferza di cordicelle e cacciò tutti fuori perché l’avevano trasformata in una casa di mercato (cfr. Giovanni 2:15-17).

 Una volta assistetti ad una cosa che abbatté il mio cuore. Era la fine del 2010 e alla fine del culto alcuni diaconi dissero all’assemblea che si erano fatti realizzare dei calendari cristiani che costavano 5 euro. Mi scandalizzai molto perché mi sentii al mercato. Avevano messo 5 euro perché così il guadagno sarebbe andato nella cassa della chiesa e lo dissero di domenica al culto davanti anche a degli infedeli. Ma cosa devono dire quelli del mondo nel vedere queste cose?

 Per non parlare poi che una volta una sorella aveva realizzato un quadro cristiano e fece dei bigliettini con i numeri che costavano un euro. Poi lei faceva il sorteggio e il vincitore si prendeva il quadro. È vero che quei soldi sono stati utilizzati per aiutare delle persone però perché il credente quando fa una offerta deve ricevere qualcosa in cambio? Che offerta è? Io non farei mai una cosa simile. L’unica cosa che farei è una colletta senza biglietti o estrazioni di numeri. Poi il pastore dal pulpito annunciò chi era il vincitore! Mi sentii veramente in un mercato. Molti fratelli privatamente si lamentarono di questo, ma come al solito nessuno denunciò niente pubblicamente davanti alla Chiesa.

 Quando iniziai a dire a qualche fratello che era sbagliato mettere in vendita cose riguardanti il Regno di Dio, alcuni mi dicevano che ero esagerato. Poi addirittura un fratello mi fece vedere un libretto della scuola domenicale e mi disse: ‘Vedi cosa fa ADI-Media per la nostra edificazione?’ Io gli dissi: ‘Ma se lo fanno per il Signore perché ci mettono il prezzo?’ Lui mi guardò in faccia e si mise a ridere muovendo la testa come per dire: ‘Ne hai di cose da capire!’

 Poi mi dicevano che le cose di ADI-Media servono a mantenere i pastori. Io mi domando: ‘Ma perché invece non gli fanno delle offerte al posto di far fare tutto questo giro?’ Poi solo alcuni sanno che una parte va ai pastori. Se uno vuole fare un’offerta ad un pastore perché non la manda direttamente al pastore? Un giovane mi disse: ‘Io mi compro il libro di ADI-Media e nel mentre faccio un’offerta’. Ma perché ci deve essere sempre tornaconto? Quando il credente fa un’offerta non deve farla perché così gli danno pure il libro. L’offerta si fa senza ricevere niente in cambio altrimenti che offerta è?

 

LA FRODE

 

“… del disonesto guadagno che fai” (Ezechiele 22:13)

 Quello che ho visto nelle ADI ‘dietro le quinte’ di molti credenti mi ha sempre scandalizzato. Molti hanno davvero l’apparenza della pietà. Ci sono fratelli che frodano veramente. Ho anche assistito ad una frode di un fratello verso un altro fratello. Quando vedevo queste cose ripetevo a me stesso: ‘Ma chi me l’ha fatto fare a diventare evangelico?’ C’erano momenti in cui davvero rimpiangevo il cattolicesimo. Vedevo cose che dicevo a me stesso: ‘Ma come fanno a farle?’ Io non ci sarei riuscito. Se le avessi fatte, mi sarei sentito male, in colpa.

 

MALTRATTATO DA ALCUNI

 

Mi è anche capitato di essere maltrattato da alcuni fratelli. Quanto ho sofferto! In quei momenti, io non raccontavo niente a nessuno non perché avevo paura ma perché iniziai a diffidare di molti. Ogni volta che mi confidavo con qualcuno, poi quel qualcuno lo raccontava agli altri. Questa cosa arrivai a dirla dopo un pò di tempo solo ad un fratello di cui pensavo mi potessi fidare. Mi ricordo che a volte tornavo a casa afflitto e stanco: non ne potevo veramente più. Io veramente non facevo niente di male. Da quel momento dissi a me stesso: ‘Adesso i miei nemici sono 4: Il diavolo, la carne, il mondo e….il credente carnale’.

 Una sera quando arrivai a casa mia entrai nella mia stanzetta e guardai gli scaffali dove tenevo la Bibbia e altri libri cristiani e dissi: ‘Signore, io non voglio più continuare’. Mi stavo arrendendo. Non solo per il fatto che ero maltrattato, ma anche perché a volte cadevo in certi peccati. Altre volte mi era capitato di dire basta a tutto, ma mai così. Poi non so come, andavo avanti. Sentivo una spinta ad andare avanti. Poi riflettevo e cantavo con forza dicendo ‘No, no, no; No, no, no non posso indietreggiar d’un sol passo’.

 

 

 

PROBLEMI SPIRITUALI

 

 

FALSO MINISTRO

 

‘I suoi sacerdoti violano la mia legge e profanano le mie cose sante; non distinguono fra santo e profano, non fan conoscere la differenza che passa fra ciò ch’è impuro e ciò ch’è puro’ (Ezechiele 22:26)

 Il problema principale della crisi spirituale della Chiesa di Partinico è il pastore. Il Signore infatti più volte mi ha confermato che lui è un falso ministro in quanto Dio non gli ha dato nessun ministerio e questo lo dimostra ampiamente. Molti nella Chiesa di Partinico vanno dicendo che lui non ha nessun ministerio.

 Mi hanno sempre rimproverato il fatto che non ho mai chiesto consiglio al pastore per nessuna cosa. Ma non l’ho fatto, perchè io quando mi trovai un po’ in confusione, volli confidarmi solo in Dio: e devo dire che col tempo questa mia decisione si è rivelata quella giusta, considerato che i pastori nelle ADI traviano e confondono le anime.

 Mi ricordo che nel mese di ottobre nel 2008 partecipai al mio primo convegno che si tenne a Corleone. Questo convegno durava una sola giornata. La mattina c’era il culto ed io ero molto concentrato però in quello pomeridiano/serale io non lo seguii per niente perché mi ero stancato. Non so chi predicò e cosa predicò. Quella sera ero proprio stanco forse perché era il primo convegno a cui partecipavo. Quando finì il tutto uscii fuori e dopo un po’ arrivò il pastore di Partinico dicendomi: ‘Hai visto come Dio ti ha parlato questa sera? Non ti dimenticare mai queste parole.’ Io lo guardai, ma non dissi niente. Io non sapevo neanche cosa avevano predicato. Io credevo che i pastori erano guidati da Dio e ti davano parole da parte di Dio, ma lui non mi disse niente da parte di Dio e questo mi turbò un pò.

 Allora avevo molte domande sulla Bibbia ma non cercai mai il pastore: non so il perché ma non ci andai mai. Questi eventi li ho sempre ricordati nel mio cuore.

 Crescendo nella conoscenza della Bibbia, iniziavo a guardare diversamente le prediche che faceva il pastore. Quando predicava si aiutava molto con dei fogliettini e molte volte quando dava qualche insegnamento lo trasmetteva con molta confusione infatti io di quello che voleva dire in gran parte non lo capivo. Grazie a Dio che molte cose le ho capite direttamente dalla Bibbia.

 Molti fratelli nel privato mi parlavano del pastore dicendo che lui non ha nessun ministerio e che non sa dare nessun insegnamento e che non è in grado di predicare senza dei foglietti. Quando sentivo queste voci mi accorgevo sempre di più che quello che ogni tanto pensavo era vero. La cosa che mi rattristò molto fu che un giorno venni a sapere che lui aveva avuto una discussione con un fratello che lo contrastava e lui gli disse: ‘Ti distruggo materialmente e spiritualmente’. È vero che quel fratello non era stato tanto educato, ma è anche vero che un fratello che è oltretutto pastore non può dire quelle parole.

 Soprattutto negli ultimi tempi mi accorgevo sempre di più che il ministerio pastorale non c’era. Ogni venerdì c’era lo studio biblico e non veniva quasi nessuno. Ogni volta eravamo circa 15, e a Partinico i membri sono più di 160. Io ci andavo sempre alle riunioni perché lo facevo per il Signore. Quante volte non ci volevo andare perché la maggior parte delle volte mi annoiavo. Infatti molte volte mi leggevo la Bibbia per i fatti miei. Vedevo che molte cose il pastore non le sapeva spiegare bene. Poi lui è anche sostenitore delle seconde nozze per i divorziati.

 Molti fratelli dicevano: ‘Aspettiamo che Dio susciti un Davide che ci liberi da Saul’. Molti infatti lo vedevano come Saul. Le monitrici ci ripetevano continuamente di rispettare l’unto di Dio e di essere sottomessi a lui. Altri invece dicevano: ‘Preghiamo e sopportiamolo’.

 Quando predicava citava spesso frasi di personaggi della letteratura, e a volte mi sembrava che conoscesse di più queste cose che la Bibbia. C’erano fratelli, che ovviamente davanti gli dicevano ‘pace’ ma dietro lo sparlavano e dicevano che la letteratura gli aveva dato alla testa.

 Un giorno mentre predicava disse che Lot era ingiusto e che poi si perdette. Io sapevo che quello che diceva era falso, così aprii la mia Bibbia che si aprì nella seconda lettera di Pietro al capito 2 versetto 7 dove l’apostolo chiama Lot ‘ il giusto Lot’. Rimasi stupito e nel frattempo gioivo perché Dio mi aveva risposto. Purtroppo non lo dissi a molti. Ho avuto sempre questa abitudine, di tenere tutto dentro.

 Nel mese di Agosto ebbi il morbillo e mi chiamarono delle ADI solo tre fratelli più il pastore di Partinico, ma non ricevetti alcun conforto. Non mi dimenticherò mai il conforto che mi diede invece un fratello, che non è delle ADI, durante la mia malattia. Il pastore mi chiamò ma io non gli potei rispondere perché ero da mia nonna. Quando vidi la chiamata ho detto in cuor mio: ‘Se mi ama davvero, mi deve richiamare’. Passarono i giorni, e nel frattempo io guarii, ma il pastore non mi richiamò.

 Poi dopo alcune settimane che non frequentavo più le ADI il fratello Giacinto pubblicò un articolo sulle ADI di Partinico e Poggioreale dove veniva menzionato anche suo figlio. In un giorno il pastore mi chiamò un 2/3 volte, io non gli risposi perché ero al lavoro. Io dissi quindi a me stesso: ‘Quando una pecora sta male chiama una volta soltanto, ma appena gli ‘toccano’ il figlio o il suo ‘ministerio’ mi ha fatto tutte queste chiamate’. Poi alla fine ci parlammo via telefono e lui mi disse che mi voleva vedere. Io gli dissi che forse di domenica pomeriggio andava bene, ma passando i giorni ho deciso di non andarci non perché avevo paura ma perché ho voluto evitare contese. Appena conclusi di parlare con lui al telefono accesi lo stereo dove c’era una predicazione del fratello Giacinto che diceva che ci sono molti falsi ministri e falsi profeti che si sono intrufolati nella Chiesa, rimasi senza parole davanti a ciò. Avevo finito di parlare con un pastore e dopo attraverso una predica vien detto che ci sono molti falsi ministri. Quella fu un’ulteriore conferma per me.

 

 

QUELLO CHE DICONO SU DI ME

 

“Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.” (Matteo 5:11,12)

 Molti nelle ADI mi dicono che sto infangando la Chiesa dicendo cose gravi. Ma io sto solo denunciando pubblicamente il male senza dire nessuna menzogna. Se quello che dico è falso, lo si deve dimostrare. Invece molti sanno solo sparlare e dire cose contro di me che non sono vere.

 Gira voce a Partinico che io mi sono sviato da Dio, e alcuni addirittura vanno dicendo che io ho rinnegato Dio. Costoro sono i primi a dire: ‘Non giudicare’ e poi giudicano ed anche in modo ingiusto. Ma quale sviato? Io adesso sono vicino a Dio e nella verità. A Dio sia la gloria per questo. Amen.

 Dicono anche che mi hanno espulso dalla Chiesa e che mi hanno detto di non entrare più. Ma quando mai io sono stato espulso? Me ne SONO andato IO di mia spontanea volontà e nessuno mi ha mai detto che non devo entrare più nel locale di culto ADI a Partinico. E non a caso vengo continuamente invitato da taluni fratelli.

 Addirittura un giovane della comunità ADI di Partinico ha provato ad inviarmi un messaggio anonimo nel cellulare ma non c’è riuscito e mi è comparso il suo numero. Dopo un po’ mi ha cercato su Facebook e mi ha detto ‘IO NON HO MANDATO NULLA’. Poi mettendolo alle strette, ha cambiato discorso, ovviamente io l’ho esortato e gli ho detto che i bugiardi non entreranno nel regno dei cieli. E lui cosa ha fatto? Mi ha bloccato. A volte incontro fratelli per le vie di Partinico e fanno finta di non vedermi; sembrano che hanno paura di me come se fossi un mostro. Questo mi rattrista molto. Vai a sapere cosa gli avranno detto su di me!

 Molte persone che si definivano i miei migliori amici, non se lo sono fatti dire due volte ‘allontanatevi da Gian Michele’ e mi hanno subito abbandonato. E pensare che io per loro ero sempre disponibile per qualsiasi cosa, e loro lo sanno e l’hanno visto. Sono visto addirittura come uno che ha bisogno di liberazione. La Bibbia dice che ‘l’amico ama in ogni tempo’ (cfr. Proverbi 17:17) ma loro mi hanno amato solo per un tempo.

 Alcuni fratelli mi contattano dicendomi che ho ragione e dopo scompaiono. Molti hanno paura a parlare. Ma io sto parlando perché Dio mi ha spinto a farlo.

 

 

 

CONCLUSIONE

 

Io non sono perfetto ma questo non vuol dire che non devo ricercare la perfezione. Io voglio veramente rinunciare anche alla mia stessa vita per piacere a Dio. Mi rendo conto che in passato ho speso molto tempo in cose vane che mi hanno rubato tanto tempo per Dio. In quest’ultimo anno di conversione ricerco più che mai di fare la volontà di Dio con tutto il mio cuore. Voglio piacere a Dio e non all’uomo. L’unico lavaggio che ho ricevuto è quello dei peccati.

 Ho dato la mia vita a Dio. E voglio che Lui la utilizzi solo per la Sua Gloria

 Come posso non santificarmi sapendo che Lui mi ha scelto fin dalla fondazione del mondo?

 Come posso non santificarmi se lui mi preserva dal male e da ogni pericolo ogni giorno?

 Come posso non santificarmi vedendo la Sua Grandezza e Perfezione?

 Come posso non santificarmi se Lui mi ha amato per primo?

 Come posso non santificarmi se Lui vive in me?

 “Anche la tua giustizia, o Dio, è eccelsa; tu hai fatto cose grandi; o Dio, chi è pari a te?” (Salmo 71:19).

 

Gian Michele Tinnirello

 

Borgetto (Palermo), Ottobre 2011

 

gian_michele_tinnirello@hotmail.com

 

 

 

 

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