La lettera di dimissioni di un ex-consigliere della Chiesa ADI di Catania

 

 

Questa è la lettera di dimissioni che il fratello Gaetano Ventimiglia, già consigliere (alla fine degli anni ’70) della Chiesa ADI di Catania, che oggi si raduna in Via Susanna, 72, e di cui è pastore Paolo Lombardo, mandò al pastore Lombardo alla fine del 1988.

 

Ecco quanto mi ha scritto, tra l’altro, a tale proposito: ‘Caro fratello Giacinto [...] Io ho dovuto dimettermi dal C.d.C. perchè il pastore di allora non permetteva alcun dissenso, neanche se fondato sulla Scrittura, e soprattutto sulla carità cristiana… Dopo quasi un decennio, nel novembre dell’88, ho dovuto, presente un nuovo pastore (e ciò a dimostrazione del fatto che sono tutti irreggimentati !), lasciare del tutto le A.D.I. perchè il C.d.C. , interamente assoggettato al pastore (che era anche membro del C.G.C), mi perseguitava a causa del mio servizio, che era stimato ed apprezzato anche in altre comunità non delle A.D.I… A quel punto, dato che il sistema era diventato asfissiante e venivo ripetutamente convocato al Consiglio che volta dopo volta mi richiamava per aver predicato altrove e minacciava sanzioni, ho pensato bene di dimettermi; l’ho fatto salutando la chiesa in perfetta pace durante il culto il 14 novembre, e scrivendo poi una lettera “ufficiale” al pastore, con copia per tutti i membri del Consiglio, che però non la ricevettero mai; perché, secondo le dichiarazioni di alcuni consiglieri allora in carica, il pastore non ne diede copia a nessuno. Tenne la sua e mandò una sorta di risposta, non concordata con nessun altro membro del Consiglio, non per rispondere alle questioni in merito alle quali avevo scritto, ma per osservare, laconicamente, che le mie affermazioni non erano altro che “una storia della filosofia del cristianesimo”…(?) Ti autorizzo sin d’ora a pubblicare tutto, se ritieni che questo possa essere utile alla verità ed alla Causa dell’Evangelo. Intanto ti saluto caramente con la pace, nel Nome del Signore Gesù Cristo’.

 

La pubblico affinché i consiglieri di allora che avrebbero dovuto leggerla la possano finalmente leggere, come anche la possano leggere i membri della suddetta Chiesa.

 

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con i santi

 

Giacinto Butindaro

 

 

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