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Mediante il battesimo in acqua si fa patto con Dio? |
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Fratelli
nel Signore, come voi sapete molti credenti chiamano il battesimo ‘il patto
con Dio’, e dicono che quando uno si è lasciato far battezzare ha fatto patto
con Dio. Vi ricordo che il termine patto indica un accordo o una convenzione
stabilita tra due o più parti. Ora, una tale definizione del battesimo e un
tale modo di parlare non sono corretti alla luce della Scrittura, e vi spiego
perché. Innanzi
tutto diciamo che Dio ha fatto un patto con noi, secondo che è scritto:
“Ecco, i giorni vengono, dice l’Eterno, che io farò un nuovo patto con la
casa d’Israele e con la casa di Giuda; non come il patto che fermai coi loro
padri il giorno che li presi per mano per trarli fuori dal paese d’Egitto:
patto ch’essi violarono, benché io fossi loro signore, dice l’Eterno; ma
questo è il patto che farò con la casa d’Israele, dopo quei giorni, dice
l’Eterno: io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro
cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. E non insegneranno più
ciascuno il suo compagno e ciascuno il suo fratello, dicendo: ‘Conoscete
l’Eterno!’ poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice
l’Eterno. Poiché io perdonerò la loro iniquità, e non mi ricorderò più del
loro peccato” (Geremia 31:31-34). Come
potete vedere, in base a queste parole di Dio, il nuovo patto consiste nel
fatto che Dio mette nei nostri cuori la sua legge (che è la legge di Cristo,
essendo questa la legge che vige sotto il Nuovo Patto) scrivendola nei nostri
cuori, e nel fatto che Egli diventa il nostro Dio e noi il Suo popolo. E non
solo, il nuovo patto consiste anche nel fatto che Dio si rivela a noi o si fa
conoscere da noi perchè perdona tutti i nostri peccati. Ora
quand’è che possiamo dire che abbiamo conosciuto Dio (o meglio che siamo
stati conosciuti da Dio) perché Egli ha perdonato i nostri peccati? Quand’è che Egli ha
scritto la Sua legge nei nostri cuori, e noi siamo diventati il Suo popolo e
Lui è diventato il nostro Dio? La risposta è: ‘Quando ci siamo ravveduti ed
abbiamo creduto nel nome del Figliuolo di Dio’, in quanto è stato in quel
momento che i nostri peccati ci sono stati perdonati (Atti 10:43), siamo
diventati figli di Dio (Giovanni 1:12), e quindi membri della famiglia e del
popolo di Dio. Quindi non quando siamo stati battezzati in acqua, perché il
battesimo in acqua ha seguito la nostra fede, o meglio perché siamo stati
battezzati dopo avere creduto. In
altre parole, noi siamo entrati nel patto con Dio, o meglio Dio ha fatto
patto con noi, nel momento in cui abbiamo ricevuto la circoncisione del
cuore, ossia quando abbiamo sperimentato la remissione dei nostri peccati
perché questo si deve intendere per circoncisione del cuore. Come infatti la
circoncisione della carne sotto l’Antico Patto era un segno del patto tra Dio
e gli Israeliti, secondo che disse Dio: "Questo è il mio patto che voi
osserverete, patto fra me e voi e la tua progenie dopo di te: ogni maschio
fra voi sia circonciso. E sarete circoncisi; e questo sarà un segno del patto
fra me e voi. All’età d’otto giorni, ogni maschio sarà circonciso fra voi, di
generazione in generazione: tanto quello nato in casa, quanto quello comprato
con danaro da qualsivoglia straniero e che non sia della tua progenie. Quello
nato in casa tua e quello comprato con danaro dovrà esser circonciso; e il
mio patto nella vostra carne sarà un patto perpetuo. E il maschio
incirconciso, che non sarà stato circonciso nella sua carne, sarà reciso di
fra il suo popolo: egli avrà violato il mio patto’ (Genesi 17:10-14), così
ora sotto il Nuovo Patto il segno del patto fra Dio e noi è la circoncisione
del cuore, che non è una circoncisione fatta da mano d’uomo (come lo era
quella fatta sotto la legge) ma una circoncisione fatta da Cristo Gesù, il
quale con il suo prezioso sangue ha purgato la nostra coscienza dai peccati
che la contaminavano. Il
battesimo quindi, dato che segue la fede, dato che segue la circoncisione del
cuore, è un atto esteriore mediante il quale ci siamo identificati nella
morte e nella resurrezione di Cristo, secondo che è scritto: “O ignorate voi
che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati
nella sua morte? Noi siam dunque stati con lui seppelliti mediante il battesimo
nella sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la
gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita” (Romani
6:3-4), e mediante il quale il circonciso nel cuore proclama che egli è
entrato nel PATTO con Dio (o che Dio ha fatto patto con lui). Quindi
chiamando il battesimo in acqua ‘patto con Dio’ molti hanno finito con il
dare al battesimo in acqua una importanza superiore a quella che ha, appunto
perché il battesimo diventa quell’atto tramite il quale si fa patto con Dio,
e a questo va aggiunto che mediatore di questo accordo che il credente fa con
Dio diventa il pastore, per cui anche il pastore assume una importanza o un
ruolo che non possiede affatto. In altre parole, in questa maniera colui che
si fa battezzare guarda al pastore come ad una sorta di ‘sacerdote’ che lo
mette in contatto con Dio, ed il pastore stesso pensa di essere diventato una
sorta di mediatore. E questo perché è il pastore che fa fare all’anima patto
con Dio mediante il battesimo che gli ministra, e quindi è come se il pastore
si facesse o si considerasse garante del patto fra Dio e un suo figliuolo!
Ecco dunque uno dei mali che sono scaturiti da questo errato significato dato
al battesimo in acqua. Il
battesimo in acqua è “la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio” (1
Pietro 3:21), e lo si deve ministrare ai credenti subito dopo che hanno
creduto come facevano anticamente gli apostoli e gli altri servitori di
Cristo. La
grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti coloro che lo amano con
purità incorrotta |
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Giacinto Butindaro |
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