Attenti a Dietrich Bonhoeffer

 

Dietrich Bonhoeffer (Breslavia, 4 febbraio 1906 – campo di concentramento di Flossenbürg, 9 aprile 1945) è stato un teologo luterano tedesco, protagonista della resistenza al Nazismo.

 In Italia sono stati pubblicati alcuni suoi libri.

Una sua biografia dal titolo ‘Dietrich Bonhoeffer – Un profilo’ scritta da Bethge Renate, viene presentata da la Casa della Bibbia in questa maniera sul loro sito: ‘Bethge Renate, pag. 90. La sua vita è diventata il simbolo della resistenza cristiana a Hitler; il suo pensiero ha dato alla teologia evangelica un’impostazione nuova e duratura. Dietrich Bonhoeffer è probabilmente il teologo contemporaneo più letto al mondo. Un esempio di coraggio, rigore e saggezza. Questo libro ripercorre la storia della sua vita corredandola con numerose fotografie. I temi del libro: I genitori; Infanzia e gioventù; Vicariato a Barcellona; Berlino – New York – Berlino; Inizi del regime nazionalsocialista; Londra; Seminario di predicazione di Finkenwalde; Amici; Contatti con Ebrei; Secondo viaggio in America; Viaggi per conto della cospirazione; Etica; In carcere; Biografia in sintesi’.

 Un’altra sua biografia dal titolo ‘Dietrich Bonhoeffer’ scritta da Mottu Henry, viene presentata dalla CLC sul loro sito in questa maniera: ‘Dietrich Bonhoeffer (1906 – 1945) è uno dei principali teologi protestanti del XX Secolo. La sua opera teologica, al pari della sua lotta contro il nazismo all’interno della Chiesa Confessante Tedesca, hanno lasciato un segno nelle menti. Coinvolto in una cospirazione che tendeva a neutralizzare Hitler alla fine della seconda guerra mondiale, Bonhoeffer sarà impiccato accanto all’Ammiraglio Canaris e ad altri congiurati il 9 Aprile 1945 nel campo di concentramento di Flossenbürg. In quest’opera si troverà la sua biografia intellettuale, nonchè gli assi portanti della sua opera: la sua dottrina della Chiesa, la sua antropologia teologica, la sua cristologia e la sua visione di un’”interpretazione non religiosa dei concetti biblici”. Il destino eccezionale di Bonhoeffer darà alla sua concezione di un cristianesimo in un “mondo divenuto adulto” un’immensa risonanza all’interno del movimento ecumenico e oltre. L’autore evoca anche il suo percorso personale attraverso l’opera del teologo luterano. Alla fine del volume si propongono alcuni testi che riflettono la diversità teologica e letteraria del pensiero di Bonhoeffer’.

 Inoltre, spesso Dietrich Bonhoeffer viene citato da pastori e predicatori evangelici, anche pentecostali, e lui viene preso come una sorta di esempio di ‘eroe cristiano’.

 La cosa sconcertante però è che Dietrich Bonhoeffer professava parecchie eresie.

 Eccone alcune, così come le trovo nell’articolo ‘Beware of Dietrich Bonhoeffer’ (‘State attenti a Dietrich Bonhoeffer’) scritto dal predicatore battista fondamentalista David Cloud sul suo blog (http://www.practicalbible.com/content/beware-dietrich-bonhoeffer)

 

1. Negò l’ispirazione verbale e plenaria della Scrittura, credendo che la Bibbia è soltanto un ‘testimone’ della Parola di Dio e diventa la Parola di Dio solo quando essa ‘parla’ ad un individuo; altrimenti, essa era semplicemente la parola di uomo (Testimony to Freedom, pp. 9, 104; Sanctorum Communio, p. 161).

 2. Negò l’Iddio biblico, credendo che il concetto di Dio come un ‘Essere supremo, assoluto in potenza e bontà, è una ‘falsa concezione di trascendenza’, e che ‘Dio come una ipotesi operante nella morale, nella politica e nella scienza … dovrebbe essere abbandonata, o nei limiti del possibile eliminata’ (Letters and Papers from Prison, S.C.M. Press edition, Great Britain: Fontana Books, 1953, pp. 122, 164, 360).

 3. Mise in dubbio la nascita verginale di Cristo (The Cost of Discipleship, p. 215).

 4. Negò la divinità di Cristo, sostenendo che ‘Gesù Cristo Oggi’ non è una persona reale o un essere reale, ma una ‘presenza corporativa’ (Testimony to Freedom, pp. 75-76; Christ the Center, p. 58).

 5. Negò che la natura umana di Cristo era senza peccato ed inoltre mise in dubbio che il Suo comportamento terreno fu senza peccato (Christ the Center, pp. 108-109).

 6. Negò la resurrezione fisica di Cristo, credendo che la resurrezione corporale è nel ‘regno dell’ambiguità’, e che fu uno degli elementi ‘mitologici’ del Cristianesimo che ‘deve essere interpretato in una tale maniera da non rendere la religione una pre-condizione della fede’. Egli credeva anche che cose come i miracoli e l’ascensione di Cristo sono ‘concezioni mitologiche’ (Christ the Center, p. 112; Letters and Papers from Prison, S.C.M. Press edition, Great Britain: Fontana Books, 1953, pp. 93-94, 110).

 7. Credeva che Cristo non è la sola via che mena a Dio (Testimony to Freedom, pp. 55-56).

 8. Era un evoluzionista (No Rusty Swords, p. 143) e credeva che il libro della Genesi è scientificamente ingenuo e pieno di miti (Creation and Fall: A Theological Interpretation of Genesis 1-3).

 9. Aderì alla teologia e alla terminologia neo-ortodossa concernente la salvezza (Testimony to Freedom, p. 130), era un sacramentalista (Life Together, p. 122; The Way to Freedom, pp. 115, 153), credeva che il battesimo dei bambini rigenerasse (Letters and Papers from Prison, Macmillan, pp. 142-143), come anche quello degli adulti (The Way to Freedom, p. 151), equiparò l’appartenenza alla Chiesa alla salvezza (The Way to Freedom, p. 93), e negò una salvezza personale/individuale (Letters and Papers from Prison, Macmillan, p. 156).

 

Che dire? Avrà pure fatto talvolta anche delle affermazioni bibliche nella sua vita, questo Dietrich Bonhoeffer, ma certamente i suoi scritti sono pieni di eresie, cioè di veleno mortifero, e quindi costui va rigettato e i suoi libri non devono trovare posto negli scaffali delle case dei santi.

 

Chi ha orecchi da udire, oda.

 

Giacinto Butindaro

 

 

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