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Remo Cristallo, presidente della
Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali (FCP): la decisione del
Sinodo Valdese di benedire le coppie omosessuali va rispettata ma non
condivisa |
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Ecco in che cosa consiste la decisione presa dal Sinodo
Valdese dell’agosto 2010 a proposito delle coppie omosessuali. |
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‘A conclusione di un lungo, articolato ed approfondito dibattito
– si legge in un comunicato – il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha
approvato con un ordine del giorno la benedizione di coppie dello stesso
sesso, laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e
rispettoso delle diverse posizioni’. ‘Il Sinodo – prosegue la nota –
riconosce le differenze nel percorso di integrazione e riconoscimento delle
persone omosessuali nelle chiese locali, ed invita al rispetto delle diverse
sensibilità dei membri di chiesa’. Il Sinodo valdese, “consapevole del fatto
che la benedizione, nel contesto esclusivamente liturgico e pastorale delle
nostre chiese, testimonia un riconoscimento ed una condivisione annunciata e
proclamata della Grazia di Dio rivolta ad ogni creatura umana, esprime con
forza la sua convinzione che le parole e la prassi di Gesù, così come esse ci
sono testimoniate negli Evangeli, non possono che chiamarci all’accoglienza
di ogni esperienza e di ogni scelta improntate all’amore quale dono di Dio,
liberamente e consapevolmente vissuto e scelto’. |
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Vorrei che notaste in particolare la frase ‘le parole e
la prassi di Gesù, così come esse ci sono testimoniate negli Evangeli, non
possono che chiamarci all’accoglienza di ogni esperienza e di ogni scelta
improntate all’amore quale dono di Dio, liberamente e consapevolmente vissuto
e scelto’, che nella pratica significa che in base alle parole e alla
condotta di Gesù, noi suoi discepoli siamo chiamati ad accogliere i
‘Cristiani omosessuali’, perché fratelli e sorelle che si amano di un amore donatogli
da Dio, che viene da loro vissuto e scelto consapevolmente! |
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Questa decisione è stata naturalmente accolta
favorevolmente dagli omosessuali. |
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Il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè
definisce la Chiesa Valdese ‘amica della comunità lgbt’ da anni e per questo
‘Arcigay invita, ogni anno, i propri soci a devolvere l’8 per mille a questa
confessione cristiana’; Franco Grillini, responsabile dei diritti civili e
dell’associazionismo dell’Italia dei Valori ha detto: ‘Da oggi siamo tutti un
po’ valdesi. La decisione del Sinodo Valdese di impartire la benedizione
anche alle coppie omosessuali rappresenta una svolta storica nel
cristianesimo italiano e dimostra la grande apertura della confessione della
chiesa Valdese. E conferma, soprattutto, la piena e perfetta compatibilita’
tra cristianesimo e diritti civili’; e Imma Battaglia, presidente di Di’ Gay
Project pensa che ‘la gente, forse, con questo gesto potrebbe riavvicinarsi
alla religione’. |
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Ora, in un intervista a Remo Cristallo, che è pastore
di una Chiesa Pentecostale ad Aversa (CE), ed anche presidente della
Federazione delle Chiese Evangeliche Pentecostali in Italia, che si trova a
questa pagina
del sito della Chiesa valdese, quest’ultimo, tra le altre cose, ha detto su
questa decisione del Sinodo valdese: ‘Ogni
decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre quando
essa non provoca danni ad altre persone; ma la condivisione non può
essere riferita solo a questa dimensione. La condivisione attiene la visione
della vita e i valori su cui essa poggia; per i cristiani evangelici tutto
ciò ha un unico punto di riferimento: la rivelazione divina così come le
Scritture la propongono. Perciò, di fronte a decisioni di questo tipo la
comprensione che si ha della rivelazione di Dio e il valore che si
attribuisce alle Scritture nel definirla diventano decisive e dirimenti.
Poiché è chiaro che la decisione del Sinodo presuppone un valore relativo di
quanto la Scrittura propone sull’omosessualità non può essere condivisa da
chi invece attribuisce a quella proposta un valore assoluto. Ecco perché la decisione va rispettata,
ma non può essere condivisa. Tuttavia, bisogna anche tener presente che
il Sinodo è un eccellente organo di democrazia rappresentativa dove i
deputati votano secondo la loro coscienza e senza vincolo di mandato; chissà
quale sarebbe il risultato se la questione fosse decisa da un referendum tra
i membri di chiesa chiamati a esprimersi uno per uno e nel segreto di
un’urna’. |
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Ora, fermo restando che nell’intervista Remo Cristallo
ha ribadito la sua posizione contro l’omosessualità, ma lo ha fatto con un
linguaggio annacquato e leggero, lascia sconcertati e perplessi questa sua
dichiarazione: ‘‘Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va
rispettata sempre quando essa non provoca danni ad altre persone …. Ecco
perché la decisione va rispettata, ma non può essere condivisa’. |
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E questo perché un ministro di Dio, attaccato alla
fedel Parola, che si studia di piacere al Signore anziché agli uomini sia con
le sue parole che con la sua condotta, non può assolutamente mostrare nessun
rispetto verso la decisione del Sinodo Valdese, perché essa è una decisione
in abominio nel cospetto di Dio, perché essa non è altro che una chiara
approvazione dell’omosessualità, anzi dirò di più, perché fa passare Dio per
un Dio che benedice le case degli empi quando la Scrittura dice invece che la
maledizione di Dio è nella casa dell’empio (Proverbi 3:33). |
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Ma spieghiamo meglio perché il linguaggio usato da Remo
Cristallo è assolutamente errato alla luce di quello che afferma la Sacra
Scrittura, che è la Parola di Dio, e quindi esso è da biasimare. |
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Dio ha in abominio sia l’omosessualità che gli
omosessuali, secondo che è scritto: “Non avrai con un uomo relazioni carnali
come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22), ed anche:
“Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue
hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a morte; il loro sangue
ricadrà su loro” (Levitico 20:13). Ecco perché secondo la legge di Mosè, che
è una legge santa, giusta e buona, coloro che si davano all’omosessualità dovevano
essere messi a morte. Ed è sempre per questa ragione che gli omosessuali non
erediterrano il regno di Dio ma prima andranno nell’Ades, che è un luogo di
tormento nel cuore della terra, e poi in quel giorno risorgeranno per
comparire davanti al trono di Dio ed essere giudicati e condannati al fuoco
eterno, dove saranno tormentati notte e giorno nei secoli dei secoli. |
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La decisione del Sinodo Valdese è una decisione quindi
che si oppone nettamente al sentimento di Dio, il Creatore di tutte le cose,
in quanto è una chiara approvazione dell’omosessualità e degli omosessuali in
mezzo alla Chiesa. In altre parole, questa decisione dice in sostanza che non
c’è assolutamente niente di male nell’omosessualità e quindi nel fatto che un
Cristiano sia omosessuale! Per i Valdesi si può essere sia eterosessuali che
omosessuali, perché anche l’omosessualità è una forma di amore donato da Dio
agli uomini! E quindi, per i Valdesi anche gli omosessuali erediteranno il
Regno di Dio! |
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Ora, rispettare significa ‘onorare, stimare,
riconoscere la dignità, il valore di qualcosa’. Bisogna dunque porsi questa
domanda: ‘Alla luce di quanto dice la Scrittura, la decisione del Sinodo
Valdese possiede qualche valore o qualche dignità, che va rispettata?’ No,
anzi possiede tutte le caratteristiche per essere disprezzata, detestata, e
rigettata, perché essa è UNA FORMA DI MALE. Non ha forse detto l’apostolo
Paolo: ‘Aborrite il male” (Romani 13:9)? |
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Remo Cristallo arriva a dire implicitamente che questa decisione
del Sinodo è da rispettare perché presa in pura coscienza e con libertà, ed
oltre a ciò perché non provoca danni ad altre persone, infatti ha detto che
‘Ogni decisione presa in pura coscienza e con libertà va rispettata sempre
quando essa non provoca danni ad altre persone’. |
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Ma come si fanno a dire queste cose storte? La
decisione del Sinodo Valdese è stata presa con una cattiva coscienza, perché
coloro che hanno espresso voto favorevole ad essa hanno rigettato la buona e
pura coscienza, in quanto hanno naufragato quanto alla fede (1 Timoteo 1:19).
Costoro non si studiano affatto di conservare una coscienza pura e buona
dinnanzi a Dio e agli uomini, come facevano gli apostoli. |
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E oltre a ciò, questa decisione è stata presa nella
libertà secondo la carne, cioè con la libertà resa da loro un’occasione alla
carne (Galati 5:13) che la Bibbia condanna. In altre parole, questa decisione
non è altro che il risultato della ribellione contro i comandamenti di Dio
che è in atto nelle Chiese Valdesi e Metodiste. |
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Ed in virtù di ciò la decisione del Sinodo provoca
danni alle persone. Innanzi tutto provoca un danno agli omosessuali, che sono
degli empi, perché con questa decisione si fa loro del male, in quanto invece
che distoglierli dal loro perverso modo di agire che li porta all’inferno, si
fortificano le loro mani affinché persistano nel fare ciò che è male agli
occhi di Dio. Non è forse questo provocare un danno alle altre persone? E
oltre a ciò, questa decisione provoca dei danni alle Chiese Valdesi e
Metodiste, in quanto permette al lievito di malizia e di malvagità di
continuare la sua opera nefasta in mezzo a queste chiese, in quanto la
Scrittura dice che “un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta” (1 Corinzi
5:6). Queste Chiese quindi con questa decisione non si sono purificate del
vecchio lievito, come comanda di fare la Scrittura, ma hanno aiutato la sua
opera distruttiva. Non è anche questo provocare un danno alle altre persone? |
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E’ evidente dunque che il linguaggio di Remo Cristallo
è da riprovare e rigettare, perché nasconde delle insidie e delle ambiguità.
Non si può infatti dire da un lato che non si condivide quella decisione, e
dall’altro che la si rispetta, anzi che la si deve rispettare, quando è
evidente che questa decisione annulla la Parola di Dio, incita al peccato,
fortifica le mani dei peccatori, fa passare Dio per un Dio che si compiace
nell’omosessualità degli uomini, che addirittura benedice la casa degli empi.
Bisogna semmai dire che oltre a non condividerla, noi la disprezziamo, la
rigettiamo, la aborriamo, la detestiamo. Usiamo i verbi appropriati ed anche
le espressioni appropriate al caso: quelli che ci impone la Sacra Scrittura e
la nostra coscienza per lo Spirito. |
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Basta con il linguaggio diplomatico, con il linguaggio
politico, che purtroppo si fa sempre più strada anche in mezzo alle Chiese,
che viene usato per motivi interessati, cioè per non andare a guastare
rapporti di amicizia che sono molto comodi e vantaggiosi. In questo caso i
rapporti con la Chiesa Valdese, che nei rapporti con lo Stato Italiano può
dare una mano notevole anche alla Federazione delle Chiese Evangeliche
Pentecostali, come l’ha data alle Assemblee di Dio in Italia soprattutto
nell’ottenere l’intesa con lo Stato e l’8 per mille. |
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E’ ora di denunciare queste alleanze, queste amicizie,
che stanno contribuendo a diffondere un relativismo dottrinale e morale anche
in mezzo alle Chiese Pentecostali, e a far adottare un linguaggio non chiaro,
ma sibillino e ambiguo, anche in questioni di fondamentale importanza. Ma ve
li immaginate i profeti, o Gesù o gli apostoli usare un linguaggio del genere
nei confronti di coloro che al loro tempo con le loro decisioni annullavano
la Parola di Dio? Io non riesco neppure ad immaginare una cosa del genere, e
questo perché leggendo i profeti, e i Vangeli, come gli Atti e le epistole,
scorgo un linguaggio chiaro, franco, senza ombre di nessun genere, nei
confronti del male e di coloro che lo approvavano o lo facevano. |
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Affermare che la decisione del Sinodo Valdese sulla
benedizione delle coppie omosessuali non va condivisa ma va rispettata,
sarebbe come dire che Gesù disse che le dottrine di uomini insegnate dai
Farisei, che annullavano la Parola di Dio, andavano rispettate ma non
condivise! Ma vi rendete conto cosa dobbiamo sentire oggi dalla bocca di
uomini che si dicono pastori e rappresentano pure migliaia di credenti in
questa nazione? |
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A che livello si sono ridotte molte Chiese Pentecostali!
Ma dove sono la franchezza e il coraggio? Dove, dove? Paiono scomparsi,
soprattutto dai ‘piani alti’ di queste associazioni di Chiese Pentecostali,
che ormai si sono alleati un po’ con tutti per spandere le loro tende, per
arraffare privilegi di ogni genere, denaro, e altro. |
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E’ una vergogna assistere a questo, veramente una
vergogna. Ma purtroppo quando ci sono di mezzo interessi vari, bisogna
cambiare linguaggio, bisogna smorzare i toni, bisogna stare attenti a non
‘offendere’ i peccatori, i ribelli, i cianciatori e i seduttori di menti, che
in mezzo alle Chiese Evangeliche dicono e fanno quello che gli pare e piace. |
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Che non ci vengano a dire costoro, che come Cristiani
non dobbiamo usare un linguaggio aggressivo, perché se usare i verbi e gli
aggettivi come anche i sostantivi che usavano sia i profeti, che Gesù e gli
apostoli, CONTRO IL MALE E I MALVAGI, vuol dire usare un linguaggio
aggressivo, allora noi siamo per l’uso del linguaggio aggressivo. Preferiamo
il loro linguaggio chiaro e franco, alle vostre ciance, ai vostri giri di
parole, ai vostri sofismi, ai vostri ragionamenti vani, ai vostri discorsi
filosofici, che non edificano, che non scuotono nessuno, che non fanno altro
che peggiorare la situazione nelle Chiese. |
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Infatti già le cose stanno andando di male in peggio un
po’ dappertutto nelle Chiese, con il diffondersi di uno spaventoso
relativismo dottrinale e morale; se poi a questo ci si aggiunge pure un
linguaggio non chiaro, non forte, che riprova il male in tutte le sue forme,
allora veramente si può dire che gli albori dell’apostasia sono
all’orizzonte. |
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Fratelli nel Signore, mi avvio alla conclusione. Voglio
esortarvi a guardarvi da tutti coloro che non riprovano il peccato come si
deve riprovare, cioè con ogni franchezza. Abbiate dinnanzi a voi gli esempi
dei profeti e degli apostoli, ma soprattutto l’esempio di Gesù Cristo.
Prendete loro come esempio di franchezza nel denunciare il peccato e i
malvagi. |
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Non vi lasciate sedurre dai vani ragionamenti di tutti
quei pastori, che sono degli abili parlatori, ma usano un linguaggio che è
così lontano da quello biblico, soprattutto quando si tratta di riprovare le
opere infruttuose delle tenebre. E questo perché costoro vogliono piacere
agli uomini e non al Signore, e quindi non hanno interesse a parlare come si
dovrebbe. |
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La grazia del Signore sia con tutti coloro che lo amano
con purità incorrotta |
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Giacinto Butindaro |
Leggi ‘Lettera di Remo
Cristallo e mia risposta’