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Nessuno si illuda: esistono ancora |
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Voglio che sappiate, fratelli, che ancora
oggi esistono le seguenti persone menzionate negli Atti degli apostoli, nelle
epistole e nell'Apocalisse, cioè il cui modo di agire o il cui stato
spirituale o il cui modo di parlare è esattamente quello che la Bibbia dice
di queste persone di cui alcune volte c'è il nome mentre in altre no. E
questo perchè "ciò che è, è già stato prima, e
ciò che sarà è già stato, e Dio riconduce ciò ch’è passato" (Ecclesiaste
3:15). |
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Dico questo perchè
a sentire parlare tanti pastori e predicatori pare che non esistano più, è come
se si fossero estinti. Infatti non gliene sentite mai parlare. Costoro
presentano una realtà che non esiste, che si sono creati loro per motivi
interessati. |
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Falsi apostoli
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Paolo dice ai santi di Corinto: "Ho io
commesso peccato quando, abbassando me stesso perché voi foste innalzati,
v’ho annunziato l’evangelo di Dio gratuitamente? Ho spogliato altre chiese,
prendendo da loro uno stipendio, per poter servir voi; e quando, durante il
mio soggiorno fra voi, mi trovai nel bisogno, non fui d’aggravio a nessuno,
perché i fratelli, venuti dalla Macedonia, supplirono al mio bisogno; e in
ogni cosa mi sono astenuto e m’asterrò ancora dall’esservi d’aggravio. Com’è
vero che la verità di Cristo è in me, questo vanto non mi sarà tolto nelle
contrade dell’Acaia. Perché? Forse perché non
v’amo? Lo sa Iddio. Ma quel che fo lo farò ancora per togliere ogni occasione
a coloro che desiderano un’occasione; affinché in quello di cui si vantano
siano trovati uguali a noi. Poiché cotesti tali
sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da
apostoli di Cristo. E non c’è da maravigliarsene,
perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se
anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro
sarà secondo le loro opere" (2 Corinzi 11:7-15). |
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Falsi profeti
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L'apostolo Giovanni afferma: "Diletti,
non crediate ad ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se son da Dio;
perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo. Da questo conoscete
lo Spirito di Dio: ogni spirito che confessa Gesù Cristo venuto in carne, è
da Dio; e ogni spirito che non confessa Gesù, non è da Dio; e quello è lo
spirito dell’anticristo, del quale avete udito che deve venire; ed ora è già
nel mondo. Voi siete da Dio, figliuoletti, e li
avete vinti; perché Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo.
Costoro sono del mondo; perciò parlano come chi è del mondo, e il mondo li
ascolta. Noi siamo da Dio; chi conosce Iddio ci ascolta; chi non è da Dio non
ci ascolta. Da questo conosciamo lo spirito della verità e lo spirito
dell’errore" (1 Giovanni 4:1-6). |
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Falsi dottori
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Pietro ha detto: “Ma sorsero anche falsi
profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che
introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che
li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina. E molti seguiranno le
loro lascivie; e a cagion loro la via della verità
sarà diffamata. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte; il
loro giudicio già da tempo è all’opera, e la loro ruina non sonnecchia. Perchè se
Dio non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li inabissò,
confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi pel giudizio; e se non
risparmiò il mondo antico ma salvò Noè predicatore di giustizia, con sette
altri, quando fece venire il diluvio sul mondo degli empi; e se, riducendo in
cenere le città di Sodoma e Gomorra,
le condannò alla distruzione perchè servissero
d’esempio a quelli che in avvenire vivrebbero empiamente; e se salvò il
giusto Lot che era contristato dalla lasciva
condotta degli scellerati (perchè quel giusto, che
abitava fra loro, per quanto vedeva e udiva si tormentava ogni giorno l’anima
giusta a motivo delle loro inique opere), il Signore sa trarre i pii dalla
tentazione e riserbare gli ingiusti ad essere puniti nel giorno del giudizio;
e massimamente quelli che van dietro alla carne
nelle immonde concupiscenze, e sprezzano l’autorità. Audaci, arroganti, non
hanno orrore di dire male delle dignità; mentre gli angeli, benchè maggiori di loro per forza e potenza, non portano
contro ad esse, dinanzi al Signore, alcun giudicio
maldicente. Ma costoro, come bruti senza ragione, nati alla vita animale per
essere presi e distrutti, dicendo male di quel che ignorano, periranno per la
loro propria corruzione, ricevendo il salario della loro iniquità. Essi
trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno; son macchie e
vergogne, godendo dei loro inganni mentre partecipano ai vostri conviti;
hanno occhi pieni d’adulterio e che non possono smetter di peccare; adescano
le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; sono figliuoli
di maledizione. Lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via
di Balaam, figliuolo di Beor,
che amò il salario d’iniquità, ma fu ripreso per la sua prevaricazione;
un’asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta.
Costoro son fonti senz’acqua, e nuvole sospinte dal turbine; a loro è
riserbata la caligine delle tenebre. Perchè, con
discorsi pomposi e vacui, adescano con le concupiscenze carnali e le lascivie
quelli che si erano già un poco allontanati da coloro che vivono nell’errore,
promettendo loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della
corruzione; giacchè uno diventa schiavo di ciò che
l’ha vinto. Poichè, se dopo essere fuggiti dalle
contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù
Cristo, si lascian di nuovo avviluppare in quelle e
vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perchè meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuta
la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al
santo comandamento ch’era loro stato dato. È avvenuto di loro quel che dice
con verità il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata
è tornata a voltolarsi nel fango” (2 Pietro 2:1-22). |
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Pastori tiepidi come quello della Chiesa di Laodicea
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Nel libro dell'Apocalisse è scritto:
"E all’angelo della chiesa di Laodicea scrivi:
Queste cose dice l’Amen, il testimone fedele e verace, il principio della
creazione di Dio: Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente.
Oh fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido, e non sei né
freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca. Poiché tu dici: Io son
ricco, e mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla, e non sai che tu sei
infelice fra tutti, e miserabile e povero e cieco e nudo, io ti consiglio di
comprare da me dell’oro affinato col fuoco, affinché tu arricchisca; e delle
vesti bianche, affinché tu ti vesta e non apparisca la vergogna della tua
nudità; e del collirio per ungertene gli occhi, affinché tu vegga. Tutti quelli che amo, io li riprendo e li castigo;
abbi dunque zelo e ravvediti" (Apocalisse 3:14-19). |
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Pastori tolleranti come quelli della Chiesa
di Pergamo e di Tiatiri
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Sempre nel libro dell'Apocalisse è scritto:
"E all’angelo della chiesa di Pergamo scrivi: Queste cose dice colui che
ha la spada acuta a due tagli: Io conosco dove tu abiti, cioè là dov’è il
trono di Satana; eppur tu ritieni fermamente il mio nome, e non rinnegasti la
mia fede, neppur nei giorni in cui Antipa, il mio fedel testimone, fu ucciso tra voi, dove abita Satana. Ma
ho alcune poche cose contro di te: cioè, che tu hai quivi di quelli che
professano la dottrina di Balaam, il quale
insegnava a Balac a porre un intoppo davanti ai
figliuoli d’Israele, inducendoli a mangiare delle cose sacrificate agli idoli
e a fornicare. Così hai anche tu di quelli che in simil
guisa professano la dottrina dei Nicolaiti.
Ravvediti dunque; se no, verrò tosto a te, e combatterò contro a loro con la
spada della mia bocca" (Apocalisse 2:12-16), ed anche: "E
all’angelo della chiesa di Tiatiri scrivi: Queste cose
dice il Figliuol di Dio, che ha gli occhi come
fiamma di fuoco, e i cui piedi son come terso rame: Io conosco le tue opere e
il tuo amore e la tua fede e il tuo ministerio e la
tua costanza, e che le tue opere ultime sono più abbondanti delle prime. Ma
ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel,
che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano
fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli" (Apocalisse 2:18-20). |
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Pastori che hanno lasciato il loro primo amore
come quello della Chiesa di Efeso
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Nel libro dell'Apocalisse troviamo pure
scritto: "All’angelo della chiesa d’Efeso scrivi: Queste cose dice colui
che tiene le sette stelle nella sua destra, e che cammina in mezzo ai sette
candelabri d’oro: Io conosco le tue opere e la tua fatica e la tua costanza e
che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si
chiamano apostoli e non lo sono, e li hai trovati mendaci; e hai costanza e
hai sopportato molte cose per amor del mio nome, e non ti sei stancato. Ma ho
questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore. Ricordati dunque
donde sei caduto, e ravvediti, e fa’ le opere di prima; se no, verrò a te, e
rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se tu non ti ravvedi"
(Apocalisse 2:1-5). |
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Pastori che sono spiritualmente morti come
quello della Chiesa di Sardi
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Nel libro dell'Apocalisse leggiamo: "E
all’angelo della chiesa di Sardi scrivi: Queste cose dice colui che ha i
sette Spiriti di Dio e le sette stelle: Io conosco le tue opere: tu hai nome
di vivere e sei morto" (Apocalisse 3:1). |
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Coloro che vogliono avere il primato
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Giovanni dice al diletto Gaio: "Ho
scritto qualcosa alla chiesa; ma Diotrefe che cerca
d’avere il primato fra loro, non ci riceve. Perciò, se vengo, io ricorderò le
opere che fa, cianciando contro di noi con male parole; e non contento di
questo, non solo non riceve egli stesso i fratelli, ma a quelli che
vorrebbero riceverli impedisce di farlo, e li caccia fuor della chiesa"
(3 Giovanni 9-10). |
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Coloro che impongono precetti di uomini che non
servono a nulla
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Paolo ammonisce i santi di Colosse dicendogli: "Se siete morti con Cristo agli
elementi del mondo, perché, come se viveste nel mondo, vi lasciate imporre
de’ precetti, quali: Non toccare, non assaggiare, non maneggiare (cose tutte
destinate a perire con l’uso), secondo i comandamenti e le dottrine degli
uomini? Quelle cose hanno, è vero, riputazione di sapienza per quel tanto che
è in esse di culto volontario, di umiltà, e di austerità nel trattare il
corpo; ma non hanno alcun valore e servon solo a
soddisfare la carne" (Colossesi 2:20-23). |
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Coloro che non sopportano la sana dottrina
e si volgono alle favole
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Paolo dice a Timoteo: "Io te ne
scongiuro nel cospetto di Dio e di Cristo Gesù che ha da giudicare i vivi e i
morti, e per la sua apparizione e per il suo regno: Predica la Parola,
insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza
e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana
dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro
proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle
favole. Ma tu sii vigilante in ogni cosa, soffri afflizioni, fa’ l’opera
d’evangelista, compi tutti i doveri del tuo ministerio"
(2 Timoteo 4:1-5). |
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Coloro che insegnano cose perverse e i lupi
rapaci
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Paolo disse agli anziani di Efeso:
"Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito
Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli
ha acquistata col proprio sangue. Io so che dopo la mia partenza entreranno
fra voi de’ lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge; e di fra voi
stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trarre i
discepoli dietro a sé" (Atti 20:28-30). |
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Coloro che insegnano che se noi Gentili in
Cristo non ci facciamo circoncidere o non osserviamo la legge non
possiamo essere salvati
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Luca dice negli Atti: "Or alcuni,
discesi dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: Se voi non siete circoncisi
secondo il rito di Mosè, non potete esser salvati" (Atti 15:1). Questi
turbano gli animi dei discepoli e vogliono sovvertire l'evangelo di Cristo (Galati 1:7) per far ricadere i santi sotto il giogo della
legge. |
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Coloro che fomentano le dissensioni e gli
scandali perchè servono il loro ventre
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L'apostolo Paolo parla di costoro nella sua
lettera ai Romani: "Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che
fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete
ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor
Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono
il cuore de’ semplici" (Romani 16:17-18). |
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Coloro che predicano per invidia e
contenzione
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L'apostolo Paolo ne parla ai Filippesi
quando dice: "Vero è che alcuni predicano Cristo anche per invidia e per
contenzione; ma ce ne sono anche altri che lo predicano di buon animo. Questi
lo fanno per amore, sapendo che sono incaricato della difesa del Vangelo; ma
quelli annunziano Cristo, con spirito di parte, non sinceramente, credendo
cagionarmi afflizione nelle mie catene. Che importa? Comunque sia, o per
pretesto o in sincerità, Cristo è annunziato; e io di questo mi rallegro, e
mi rallegrerò ancora" (Filippesi 1:15-18). |
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Cianciatori, ribelli e seduttori di menti
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Paolo nello spiegare a Tito come deve
essere l'anziano dice che deve essere "attaccato alla fedel Parola quale gli è stata insegnata, onde sia capace
d’esortare nella sana dottrina e di convincere i contradittori.
Poiché vi son molti ribelli, cianciatori e
seduttori di menti, specialmente fra quelli della circoncisione, ai quali
bisogna turar la bocca; uomini che sovvertono le case intere, insegnando cose
che non dovrebbero, per amor di disonesto guadagno" (Tito 1:9-11). |
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Coloro che contrastano fortemente le parole
degli apostoli come Alessandro
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L'apostolo Paolo scrisse a Timoteo:
"Alessandro, il ramaio, mi ha fatto del male assai. Il Signore gli
renderà secondo le sue opere. Da lui guardati anche tu, poiché egli ha
fortemente contrastato alle nostre parole" (2 Timoteo 4:14-15). |
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Coloro che camminano da nemici della croce
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L'apostolo Paolo parla di costoro ai Filippesi,
quando dice: "Siate miei imitatori, fratelli, e riguardate a coloro che
camminano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti camminano (ve l’ho
detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo), da nemici della croce di
Cristo; la fine de’ quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui
gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l’animo alle cose
della terra" (Filippesi 3:17-19). |
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Falsi fratelli
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L'apostolo Paolo li menziona in due
occasioni. Ai Galati, quando dice: "Ma neppur
Tito, che era con me, ed era greco, fu costretto a farsi circoncidere; e
questo a cagione dei falsi fratelli, introdottisi di soppiatto, i quali
s’erano insinuati fra noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù,
col fine di ridurci in servitù. Alle imposizioni di costoro noi non cedemmo
neppur per un momento, affinché la verità del Vangelo rimanesse ferma tra
voi" (Galati 2:3-5), ed ai Corinzi dicendo:
"In pericoli tra falsi fratelli" (2 Corinzi 11:26). |
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Coloro si chiamano fratelli ma sono fornicatori
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Paolo dice ai santi di Corinto: "V’ho
scritto nella mia epistola di non mischiarvi coi fornicatori; non del tutto
però coi fornicatori di questo mondo, o con gli avari e i rapaci, o con
gl’idolatri; perché altrimenti dovreste uscire dal mondo; ma quel che v’ho
scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un
fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o
un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare" (1 Corinzi 5:9-11). |
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Cani, cattivi operai e quelli della
mutilazione
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Paolo li menziona ai Filippesi:
"Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quei
della mutilazione; poiché i veri circoncisi siamo noi, che offriamo il nostro
culto per mezzo dello Spirito di Dio, che ci gloriamo in Cristo Gesù, e non
ci confidiamo nella carne" (Filippesi 3:2-3). |
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Coloro che adulterano la Parola di Dio
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Paolo ne parla ai Corinzi quando dice:
"Poiché noi non siamo come quei molti che adulterano la parola di Dio;
ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in
Cristo" (2 Corinzi 2:17). |
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Coloro che torcono le Scritture
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L'apostolo Pietro dice agli eletti: "Ritenete
che la pazienza del Signor nostro è per la vostra salvezza, come anche il
nostro caro fratello Paolo ve l’ha scritto, secondo la sapienza che gli è
stata data; e questo egli fa in tutte le sue epistole, parlando in esse di
questi argomenti; nelle quali epistole sono alcune cose difficili a capire,
che gli uomini ignoranti e instabili torcono, come anche le altre Scritture,
a loro propria perdizione" (2 Pietro 3:15-16). |
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Coloro che calunniano i ministri del Vangelo
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Paolo dice ai santi di Roma: "E perché
(secondo la calunnia che ci è lanciata e la massima che taluni ci
attribuiscono), perché non «facciamo il male affinché ne venga il bene?» La
condanna di quei tali è giusta" (Romani 3:8). |
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Coloro che abbandonano i ministri del
Vangelo che sono perseguitati a motivo di Cristo
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Paolo dice a Timoteo: "Tu sai questo:
che tutti quelli che sono in Asia mi hanno abbandonato; fra i quali, Figello ed Ermogene. ..... Nella
mia prima difesa nessuno s’è trovato al mio fianco, ma tutti mi hanno
abbandonato; non sia loro imputato! Ma il Signore è stato meco e m’ha
fortificato, affinché il Vangelo fosse per mezzo mio pienamente proclamato e
tutti i Gentili l’udissero; e sono stato liberato dalla gola del leone"
(2 Timoteo 1:15; 4:16-17). |
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Coloro che abbandonano la comune radunanza
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Dice lo scrittore agli Ebrei: "E
facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci a carità e a buone
opere, non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni son usi di fare,
ma esortandoci a vicenda; e tanto più, che vedete avvicinarsi il gran
giorno" (Ebrei 10:24-25). |
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Coloro che hanno deviato da un cuore puro, da
una buona coscienza e da fede non
finta
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Paolo dice a Timoteo: "Ma il fine di
quest’incarico è l’amore procedente da un cuor puro, da una buona coscienza e
da fede non finta; dalle quali cose certuni avendo deviato, si sono rivolti a
un vano parlare, volendo esser dottori della legge, quantunque non intendano
quello che dicono, né quello che danno per certo" (1 Timoteo 1:5-7). |
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Coloro che hanno fatto getto della buona
coscienza ed hanno naufragato quanto alla fede
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Paolo dice a Timoteo: "Io t’affido
quest’incarico, o figliuol mio Timoteo, in armonia
con le profezie che sono state innanzi fatte a tuo riguardo, affinché tu
guerreggi in virtù d’esse la buona guerra, avendo fede e buona coscienza;
della quale alcuni avendo fatto getto, hanno naufragato quanto alla fede. Fra
questi sono Imeneo ed Alessandro, i quali ho dati in man di Satana affinché
imparino a non bestemmiare" (1 Timoteo 1:18-20). |
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Coloro che si sono sviati per amore del
denaro
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Paolo parla di costoro nella sua prima
epistola a Timoteo quando dice: "Ma quelli che vogliono arricchire
cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze,
che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione. Poiché l’amor
del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si
sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori" (1 Timoteo
6:9-10). |
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Coloro che si sono sviati a causa di quella che si chiama
falsamente scienza
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Paolo dice a Timoteo: "O Timoteo,
custodisci il deposito, schivando le profane vacuità di parole e le
opposizioni di quella che falsamente si chiama scienza, della quale alcuni
facendo professione, si sono sviati dalla fede" (1 Timoteo 6:20-21). |
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Coloro che si sono sviati dalla verità
dicendo che la resurrezione è già avvenuta
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Paolo nella sua seconda epistola a Timoteo
parla di costoro quando dice: "Ma schiva le profane ciance, perché
quelli che vi si danno progrediranno nella empietà e la loro parola andrà
rodendo come fa la cancrena; fra i quali sono Imeneo e Fileto;
uomini che si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già
avvenuta, e sovvertono la fede di alcuni" (2 Timoteo 2:16-18). |
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Coloro che si sono sviati dalla verità dicendo
che non v'è resurrezione
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Paolo dice ai santi di Corinto: "Or se
si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come mai alcuni fra voi dicono
che non v’è risurrezione de’ morti?" (1 Corinzi 15:12). |
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Coloro che apostatano dalla fede dando
retta a spiriti seduttori
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Paolo dice a Timoteo: "Ma lo Spirito
dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede,
dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî per via della ipocrisia
di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro propria
coscienza; i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l’astensione da
cibi che Dio ha creati affinché quelli che credono e hanno ben conosciuta la
verità, ne usino con rendimento di grazie" (1 Timoteo 4:1-3). |
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Coloro che si traggono indietro a loro
perdizione
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Lo scrittore agli Ebrei dice: "Ancora
un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà; ma il mio
giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’anima mia non lo gradisce. Ma
noi non siamo di quelli che si traggono indietro a loro perdizione, ma di
quelli che hanno fede per salvar l’anima" (Ebrei 10:37-39). |
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Quelli che reputano che il Signore ritardi
l'adempimento della promessa del suo ritorno
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L'apostolo Pietro afferma: "Il Signore
non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni reputano che
faccia; ma egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni periscano, ma
che tutti giungano a ravvedersi" (2 Pietro 3:9). |
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Coloro che danno la venuta del Signore per
imminente
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Paolo disse ai santi di Tessalonica:
"Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro
adunamento con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la
mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche
epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente.
Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà
se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del
peccato, il figliuolo della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza
sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da
porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è
Dio" (2 Tessalonicesi 2:1-4). |
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Coloro che si raccomandano da sè
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Paolo dice ai Corinzi: "Poiché noi non
osiamo annoverarci o paragonarci con certuni che si raccomandano da sé; i
quali però, misurandosi alla propria stregua e paragonando sé con se stessi,
sono senza giudizio" (2 Corinzi 10:12). |
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Coloro che ben sopportano chi gli predica
un altro Gesù
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Paolo dice ai Corinzi: "Ma temo che
come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti siano
corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purità rispetto a Cristo. Infatti,
se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo
predicato noi, o se si tratta di ricevere uno Spirito diverso da quello che
avete ricevuto, o un Vangelo diverso da quello che avete accettato, voi ben
lo sopportate!" (2 Corinzi 11:3-4). |
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Coloro che non vogliono lavorare e si
affaticano in cose vane
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Paolo dice ai santi di Tessalonica:
"Or, fratelli, noi v’ordiniamo nel nome del Signor nostro Gesù Cristo
che vi ritiriate da ogni fratello che si conduce disordinatamente e non secondo
l’insegnamento che avete ricevuto da noi. Poiché voi stessi sapete com’è che
ci dovete imitare: perché noi non ci siamo condotti disordinatamente fra voi;
né abbiam mangiato gratuitamente il pane d’alcuno,
ma con fatica e con pena abbiam lavorato notte e
giorno per non esser d’aggravio ad alcun di voi. Non già che non abbiamo il
diritto di farlo, ma abbiam voluto darvi noi stessi
ad esempio, perché c’imitaste. E invero quand’eravamo con voi, vi comandavamo
questo: che se alcuno non vuol lavorare, neppur deve mangiare. Perché
sentiamo che alcuni si conducono fra voi disordinatamente, non lavorando
affatto, ma affaccendandosi in cose vane. A quei tali noi ordiniamo e li
esortiamo nel Signor Gesù Cristo che mangino il loro proprio pane,
quietamente lavorando" (2 Tessalonicesi 3:6-12). |
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Coloro che si occupano di favole e genealogie
senza fine
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Paolo scrisse a Timoteo: "Ti ripeto
l’esortazione che ti feci quando andavo in Macedonia, di rimanere ad Efeso
per ordinare a certuni che non insegnino dottrina diversa né si occupino di
favole e di genealogie senza fine, le quali producono questioni, anziché
promuovere la dispensazione di Dio, che è in
fede" (1 Timoteo 1:3-4). |
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Quelli che si vantano con le loro
millanterie
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Giacomo dice: "Ed ora a voi che dite:
Oggi o domani andremo nella tal città e vi staremo un anno, e trafficheremo,
e guadagneremo; mentre non sapete quel che avverrà domani! Che cos’è la vita
vostra? Poiché siete un vapore che appare per un po’ di tempo e poi svanisce.
Invece di dire: Se piace al Signore, saremo in vita e faremo questo o
quest’altro. Ma ora vi vantate con le vostre millanterie. Ogni cotal vanto è cattivo. Colui dunque che sa fare il bene,
e non lo fa, commette peccato" (Giacomo 4:13-17). |
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Coloro che sono carnali e provocano divisioni
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Paolo dice ai santi di Corinto: "Ed
io, fratelli, non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi
come a carnali, come a bambini in Cristo. V’ho nutriti di latte, non di cibo
solido, perché non eravate ancora da tanto; anzi, non lo siete neppure
adesso, perché siete ancora carnali. Infatti, poiché v’è tra voi gelosia e
contesa, non siete voi carnali, e non camminate voi secondo l’uomo? Quando
uno dice: Io son di Paolo; e un altro: Io son d’Apollo; non siete voi uomini
carnali?" (1 Corinzi 3:1-4). |
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I settari
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Paolo dice a Tito: "L’uomo settario,
dopo una prima e una seconda ammonizione, schivalo, sapendo che un tal uomo è
pervertito e pecca, condannandosi da sé" (Tito 3:10-11). |
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Gli schernitori
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L'apostolo Pietro dice: "Diletti,
questa è già la seconda epistola che vi scrivo; e in ambedue io tengo desta
la vostra mente sincera facendo appello alla vostra memoria, onde vi
ricordiate delle parole dette già dai santi profeti, e del comandamento del
Signore e Salvatore, trasmessovi dai vostri apostoli; sapendo questo, prima
di tutto: che negli ultimi giorni verranno degli schernitori coi loro scherni
i quali si condurranno secondo le loro concupiscenze e diranno: Dov’è la
promessa della sua venuta? perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati,
tutte le cose continuano nel medesimo stato come dal principio della
creazione. Poiché costoro dimenticano questo volontariamente: che ab antico, per effetto della parola di Dio, esistettero
de’ cieli e una terra tratta dall’acqua e sussistente in mezzo all’acqua; per
i quali mezzi il mondo d’allora, sommerso dall’acqua, perì; mentre i cieli
d’adesso e la terra, per la medesima Parola son custoditi, essendo riservati
al fuoco per il giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empî"
(2 Pietro 3:1-7). |
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Donne che insegnano eresie e credenti che
si lasciano sedurre da esse
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Gesù disse all'angelo della Chiesa di Tiatiri: "Ma ho questo contro a te: che tu tolleri
quella donna Jezabel, che si dice profetessa e
insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino
cose sacrificate agl’idoli" (Apocalisse 2:20). |
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Coloro che pensano di comprare da Dio dei
doni
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Nel libro degli Atti è scritto: "Or
Simone, vedendo che per l’imposizione delle mani degli apostoli era dato lo
Spirito Santo, offerse loro del danaro, dicendo: Date anche a me questa
potestà, che colui al quale io imponga le mani riceva lo Spirito Santo. Ma
Pietro gli disse: Vada il tuo danaro teco in perdizione, poiché hai stimato
che il dono di Dio si acquisti con danaro. Tu, in questo, non hai parte né
sorte alcuna; perché il tuo cuore non è retto dinanzi a Dio. Ravvediti dunque
di questa tua malvagità; e prega il Signore affinché, se è possibile, ti sia
perdonato il pensiero del tuo cuore. Poiché io ti veggo
in fiele amaro e in legami di iniquità. E Simone, rispondendo, disse: Pregate
voi il Signore per me affinché nulla di ciò che avete detto mi venga
addosso" (Atti 8:18-24). |
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Vedove giovani oziose
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Paolo dice a Timoteo: "Ma rifiuta le
vedove più giovani, perché, dopo aver lussureggiato contro Cristo, vogliono
maritarsi, e sono colpevoli perché hanno rotta la prima fede; ed oltre a ciò
imparano anche ad essere oziose, andando attorno per le case; e non soltanto
ad esser oziose, ma anche cianciatrici e curiose,
parlando di cose delle quali non si deve parlare" (1 Timoteo 5:11-13). |
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Donnicciuole cariche di peccati sedotte da
uomini che hanno la forma della pietà ma ne hanno rinnegata la potenza
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Paolo dice a Timoteo: "Or sappi
questo, che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili; perché gli
uomini saranno egoisti, amanti del danaro, vanagloriosi, superbi,
bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi,
senz’affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti,
spietati, senza amore per il bene, traditori, temerarî, gonfi, amanti del
piacere anziché di Dio, aventi le forme della pietà, ma avendone rinnegata la
potenza. Anche costoro schiva! Poiché del numero di costoro son quelli che
s’insinuano nelle case e cattivano donnicciuole
cariche di peccati, agitate da varie cupidigie, che imparan
sempre e non possono mai pervenire alla conoscenza della verità" (2
Timoteo 3:1-7). |
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Coloro che sono diventati amici del mondo e
quindi nemici di Dio
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Giacomo dice: "Donde vengon le guerre e le contese fra voi? Non è egli da
questo: cioè dalle vostre voluttà che guerreggiano nelle vostre membra? Voi
bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi
contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non
ricevete, perché domandate male per spendere ne’ vostri piaceri. O gente
adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio?
Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio. Ovvero pensate
voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch’Egli ha fatto abitare
in noi ci brama fino alla gelosia? Ma Egli dà maggior grazia; perciò la
Scrittura dice: Iddio resiste ai superbi e dà grazia agli umili.
Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi.
Appressatevi a Dio, ed Egli si appresserà a voi. Nettate le vostre mani, o
peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d’animo! Siate afflitti e
fate cordoglio e piangete! Sia il vostro riso convertito in lutto, e la
vostra allegrezza in mestizia! Umiliatevi nel cospetto del Signore, ed Egli
vi innalzerà" (Giacomo 4:1-10). |
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Coloro che sono diventati amanti del mondo
come Dema e lasciano i fratelli
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Paolo dice a Timoteo di un suo compagno
d'opera: "Dema, avendo amato il presente
secolo, mi ha lasciato e se n’è andato a Tessalonica"
(2 Timoteo 4:10). |
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Empi che volgono in dissolutezza la grazia di Dio
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Giuda afferma: "Diletti, ponendo io
ogni studio nello scrivervi della nostra comune salvazione, mi sono trovato
costretto a scrivervi per esortarvi a combattere strenuamente per la fede,
che è stata una volta per sempre tramandata ai santi. Poiché si sono intrusi
fra noi certi uomini, (per i quali già ab antico è
scritta questa condanna), empî che volgon in
dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e
Signore Gesù Cristo (Giuda 3-4). |
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Coloro che partecipano indegnamente alla
Cena del Signore e quindi vengono giudicati da Dio
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Paolo dice ai santi di Corinto: "Poiché
ho ricevuto dal Signore quello che anche v’ho trasmesso; cioè, che il Signor
Gesù, nella notte che fu tradito, prese del pane; e dopo aver rese grazie, lo
ruppe e disse: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in
memoria di me. Parimente, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo:
Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne
berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che voi mangiate questo pane e
bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch’egli venga. Perciò, chiunque mangerà il pane o
berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed
il sangue del Signore. Or provi l’uomo se stesso, e così mangi del pane e
beva del calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore.
Per questa cagione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono.
Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo
giudicati, siam corretti dal Signore, affinché non siam condannati col mondo. Quando dunque, fratelli miei,
v’adunate per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri. Se qualcuno ha fame,
mangi a casa, onde non vi aduniate per attirar su voi un giudicio.
Le altre cose regolerò quando verrò" (1 Corinzi 11:23-34). |
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Coloro che portano altri credenti davanti
ai tribunali degli infedeli
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Paolo dice ai santi di Corinto: "Ardisce
alcun di voi, quando ha una lite con un altro, chiamarlo in giudizio dinanzi
agli ingiusti anziché dinanzi ai santi? Non sapete voi che i santi
giudicheranno il mondo? E se il mondo è giudicato da voi, siete voi indegni
di giudicar delle cose minime? Non sapete voi che giudicheremo gli angeli?
Quanto più possiamo giudicare delle cose di questa vita! Quando dunque avete
da giudicar di cose di questa vita, costituitene
giudici quelli che sono i meno stimati nella chiesa. Io dico questo per farvi
vergogna. Così non v’è egli tra voi neppure un savio che sia capace di
pronunziare un giudizio fra un fratello e l’altro? Ma il fratello processa il
fratello, e lo fa dinanzi agl’infedeli. Certo è già in ogni modo un vostro
difetto l’aver fra voi dei processi. Perché non patite piuttosto qualche
torto? Perché non patite piuttosto qualche danno? Invece, siete voi che fate
torto e danno; e ciò a dei fratelli. Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio?" (1 Corinzi 6:1-9). |
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Coloro che sono gonfi e non tolgono i
malvagi dal loro mezzo
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Paolo dice ai santi di Corinto: "Si
ode addirittura affermare che v’è tra voi fornicazione; e tale fornicazione,
che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la
moglie di suo padre. E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché
colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi! Quanto a me,
assente di persona ma presente in ispirito, ho già
giudicato, come se fossi presente, colui che ha perpetrato un tale atto. Nel
nome del Signor Gesù, essendo insieme adunati voi e lo spirito mio, con la
potestà del Signor nostro Gesù, ho deciso che quel tale sia dato in man di
Satana, a perdizione della carne, onde lo spirito sia salvo nel giorno del
Signor Gesù. Il vostro vantarvi non è buono. Non sapete voi che un po’ di
lievito fa lievitare tutta la pasta? Purificatevi dal vecchio lievito,
affinché siate una nuova pasta, come già siete senza lievito. Poiché anche la
nostra pasqua, cioè Cristo, è stata immolata. Celebriamo dunque la festa, non
con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli
azzimi della sincerità e della verità. V’ho scritto nella mia epistola di non
mischiarvi coi fornicatori; non del tutto però coi fornicatori di questo
mondo, o con gli avari e i rapaci, o con gl’idolatri; perché altrimenti
dovreste uscire dal mondo; ma quel che v’ho scritto è di non mischiarvi con
alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un
idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non
dovete neppur mangiare. Poiché, ho io forse da giudicar que’
di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Que’ di fuori li giudica Iddio.
Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi" (1 Corinzi 5:1-12). |
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Coloro in cui non c'è la conoscenza
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Paolo dice ai santi di Corinto: "Quanto
dunque al mangiar delle carni sacrificate agl’idoli, noi sappiamo che l’idolo
non è nulla nel mondo, e che non c’è alcun Dio fuori d’un solo. Poiché, sebbene
vi siano de’ cosiddetti dèi tanto in cielo che in terra, come infatti ci sono
molti dèi e molti signori, nondimeno, per noi c’è un Dio solo, il Padre, dal
quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua, e un solo Signore, Gesù
Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale siam noi. Ma non in tutti è la conoscenza; anzi, alcuni,
abituati finora all’idolo, mangiano di quelle carni com’essendo cosa
sacrificata a un idolo; e la loro coscienza, essendo debole, ne è
contaminata" (1 Corinzi 8:4-7). |
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Coloro che sfruttano i propri operai
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Giacomo dice ai santi: "A voi ora, o
ricchi; piangete e urlate per le calamità che stanno per venirvi addosso! Le
vostre ricchezze son marcite, e le vostre vesti son rôse dalle tignuole. Il vostro oro e il vostro argento sono
arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro a voi, e
divorerà le vostre carni a guisa di fuoco. Avete accumulato tesori negli
ultimi giorni. Ecco, il salario dei lavoratori che han mietuto i vostri
campi, e del quale li avete frodati, grida; e le grida di quelli che han
mietuto sono giunte alle orecchie del Signor degli eserciti. Voi siete
vissuti sulla terra nelle delizie e vi siete dati ai piaceri; avete pasciuto
i vostri cuori in giorno di strage. Avete condannato, avete ucciso il giusto;
egli non vi resiste" (Giacomo 5:1-6). |
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Coloro che mentono a Dio
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Luca scrive negli Atti: "Ma un certo
uomo, chiamato Anania, con Saffira
sua moglie, vendé un possesso, e tenne per sé parte del prezzo, essendone
consapevole anche la moglie; e portatane una parte, la pose ai piedi degli
apostoli. Ma Pietro disse: Anania, perché ha Satana
così riempito il cuor tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener parte
del prezzo del podere? Se questo restava invenduto, non restava tuo? E una
volta venduto, non ne era il prezzo in tuo potere? Perché ti sei messa in
cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio. E Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E gran paura
prese tutti coloro che udiron queste cose. E i
giovani, levatisi, avvolsero il corpo, e portatolo fuori, lo seppellirono. Or
avvenne, circa tre ore dopo, che la moglie di lui, non sapendo ciò che era
avvenuto, entrò. E Pietro, rivolgendosi a lei: Dimmi, le disse, avete voi
venduto il podere per tanto? Ed ella rispose: Sì, per tanto. Ma Pietro a lei:
Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di
quelli che hanno seppellito il tuo marito sono all’uscio e ti porteranno via.
Ed ella in quell’istante cadde ai suoi piedi, e spirò. E i giovani, entrati,
la trovarono morta; e portatala via, la seppellirono presso suo marito. E
gran paura ne venne alla chiesa intera e a tutti coloro che udivano queste
cose" (Atti 5:1-11). |
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Chi ha orecchi da udire, oda. |
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Giacinto Butindaro |
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Roma, Settembre 2011 |