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Lutero e
gli Ebrei |
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Fratelli
nel Signore, di Martin Lutero (1483-1546), il noto riformatore tedesco, c'è un
aspetto fortemente da riprovare che è il suo odio verso gli Ebrei, che
troviamo espresso nel suo libro Degli
Ebrei e delle loro menzogne, da lui pubblicato nel 1543 e che secoli dopo
sarà usato da Adolf Hitler per avvalorare e diffondere il suo odio verso gli
Ebrei, tanto è vero che sotto l’Hitlerismo questo libro di Lutero ebbe
diverse edizioni. |
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Ho
ritenuto perciò opportuno farvi conoscere alcune delle cose che disse Lutero
contro gli Ebrei, tratte dalla parte di questo libro che concerne le misure
da adottare contro gli Ebrei, che sono persuaso lasceranno sbigottiti e
sconcertati parecchi di voi per la stoltezza di Lutero, ma è doveroso che
abbiate conoscenza di ciò. |
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'[Le misure da adottare] Io voglio dare
il mio sincero consiglio. |
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In
primo luogo bisogna dare fuoco alle loro sinagoghe o scuole; e ciò che non
vuole bruciare deve essere ricoperto di terra e sepolto, in modo che nessuno
possa mai più vederne un sasso o un resto. E questo lo si deve fare in onore
di nostro Signore e della Cristianità, in modo che Dio veda che noi siamo
cristiani e che non abbiamo tollerato nè permesso -
consapevolmente - queste palesi menzogne, maledizioni e ingiurie verso Suo figlio
e i Suoi cristiani. Perchè ciò che noi fino a ora
abbiamo tollerato per ignoranza (io stesso non ne ero a conoscenza) ci verrà
perdonato da Dio. Ma se noi, ora che sappiamo, dovessimo proteggere e difendere
per gli ebrei una casa siffatta, nella quale essi - proprio sotto il nostro
naso - mentono, ingiuriano, maledicono, coprono di sputi e di disprezzo
Cristo e noi (come sopra abbiamo sentito), ebbene, sarebbe come se lo
facessimo noi stessi, e molto peggio, come ben sappiamo. |
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Mosè
scrive al XIII capitolo del Deuteronomio, che se una città pratica
l'idolatria, bisogna distruggerla completamente col fuoco e non conservarne
nulla. E se egli ora fosse in vita, sarebbe il primo a incendiare le
sinagoghe e le case degli ebrei. Perchè ordinò
molto severamente ai capitoli IV e XII del Deuteronomio di non togliere nè aggiungere niente alla sua legge. E Samuele dice al XV
capitolo del I libro che non obbedire a Dio è idolatria. Ora, la dottrina
degli ebrei non è altro che glosse di rabbini e idolatria della
disobbedienza, cosicché Mosè è diventato del tutto sconosciuto presso di loro
(come si è detto), proprio come per noi sotto il papato la Bibbia è diventata
sconosciuta. E dunque anche in nome di Mosè le loro sinagoghe non possono
essere tollerate, perché diffamano loro tanto quanto noi, e non è necessario
che essi abbiano per una simile idolatria le loro proprie, libere chiese. |
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Secondo:
bisogna allo stesso modo distruggere e smantellare anche le loro case, perché
essi vi praticano le stesse cose che fanno nelle loro sinagoghe. Perciò li si
metta sotto una tettoia o una stalla, come gli zingari, perché sappiano che
non sono signori nel nostro Paese, come invece si vantano di essere, ma sono
in esilio e prigionieri, come essi dicono incessantemente davanti a Dio
strillando e lamentandosi di noi. |
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Terzo:
bisogna portare via a loro tutti i libri di preghiere e i testi talmudici,
nei quali vengono insegnate siffatte idolatrie, menzogne, maledizioni e
bestemmie. |
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Quarto:
bisogna proibire ai loro rabbini - pena la morte - di continuare a insegnare,
perchè essi hanno perduto il diritto di esercitare
questo ufficio, in quanto tengono prigionieri i poveri ebrei per mezzo del
passo di Mosè, al XVII capitolo del Deuteronomio, nel quale egli ordina a
quelli di obbedire ai loro maestri, pena la perdita del corpo e dell'anima;
mentre invece Mosè aggiunge con chiarezza: in «ciò che ti insegnano secondo
la legge del Signore». |
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Quinto:
bisogna abolire completamente per gli ebrei il salvacondotto per le strade, perchè essi non hanno niente da fare in campagna, visto
che non sono nè signori, nè
funzionari, nè mercanti, o simili. Essi devono
rimanere a casa. |
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Sesto:
bisogna proibire loro l'usura, confiscare tutto ciò che possiedono in
contante e in gioielli d'argento e d'oro, e tenerlo da parte in custodia. E
il motivo è questo: tutto quello che hanno (come sopra si è detto), lo hanno
rubato e rapinato a noi attraverso l'usura, perchè,
diversamente, non hanno altri mezzi di sostentamento. |
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Settimo:
a ebrei ed ebree giovani e forti, si diano in mano trebbia, ascia, zappa, vanga,
canocchia, fuso, in modo che si guadagnino il loro pane col sudore della
fronte, come fu imposto ai figli di Adamo, al III capitolo della Genesi. Perchè non è giusto che essi vogliano far lavorare noi,
maledetti goijm,
nel sudore della nostra fronte, e che essi, la santa gente, vogliano
consumare pigre giornate dietro la stufa, a ingrassare e scorreggiare,
vantandosi per questo in modo blasfemo di essere signori dei cristiani,
grazie al nostro sudore. A loro bisognerebbe invece scacciare l'osso marcio
da furfanti dalla schiena! |
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Se
però i signori non vogliono costringerli e non vogliono porre rimedio a
questa loro diabolica ribellione, allora vengano espulsi dal Paese, come si è
detto, e si dica loro di tornare alla loro terra e ai loro beni, a Gerusalemme,
dove possono mentire, maledire, bestemmiare, deridere, uccidere, rubare,
rapinare, praticare l'usura, dileggiare e compiere tutti questi empi abominî
come fanno qui da noi |
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A
chi ora voglia ospitare, nutrire, onorare queste serpi velenose e piccoli
demoni, ossia i peggiori nemici di Cristo Signore nostro e di tutti noi, e
desideri farsi scorticare, derubare, saccheggiare, oltraggiare, deridere,
maledire e desideri patire ogni male, raccomando sinceramente questi ebrei. E
se non è abbastanza se la faccia anche fare in bocca, o gli strisci nel culo
e adori questo luogo santo, poi si vanti di essere stato misericordioso, di
avere rafforzato il diavolo e i suoi cuccioli, perchè
possano bestemmiare il nostro amato Signore e il Suo prezioso sangue, per
mezzo del quale noi cristiani siamo stati redenti. Così egli sarà dunque un
cristiano perfetto, pieno di opere di misericordia, per le quali Cristo lo
premierà nel giorno del giudizio - assieme agli ebrei - nell'eterno fuoco
dell'inferno! |
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...
venga loro proibito - sotto pena di morte - di lodare Dio, di rendere grazie,
di pregare, di insegnare, presso di noi e nei nostri possedimenti. Possono
farlo nella loro terra, e dovunque possano senza che noi cristiani lo
sentiamo nè lo veniamo a sapere. La ragione è che
le loro lodi, i ringraziamenti, le preghiere e gli insegnamenti, non sono
altro che bestemmie contro Dio, maledizioni, idolatria, .... |
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Perciò,
se io avessi potere su di loro, riunirei tutti i loro dotti e i migliori tra
essi, e imporrei loro - pena il taglio della lingua fino alla radice - di
convincere e persuadere, entro otto giorni, noi cristiani, dimostrando la
veridicità delle loro infami menzogne contro di noi e cioè, nella
fattispecie, che noi non adoriamo solamente l'unico, vero Dio. |
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Ai
nostri governanti - se hanno ebrei sotto di sè - io
auguro, e [anzi] li prego, di volere esercitare un'aspra misericordia verso
questa gente miserabile, come sopra si è detto; e se volessero in qualche
modo aiutarli (per quanto ciò sia difficile), dovrebbero fare come i bravi
medici: quando la cancrena è arrivata nelle ossa, essi agiscono senza
misericordia e tagliano, amputano, bruciano la carne, le vene, le ossa e il
midollo. Così si faccia anche in questo caso. Si brucino le loro sinagoghe,
si proibisca tutto ciò che ho elencato prima, li si costringa a lavorare, ci
si comporti con loro senza alcuna misericordia, come fece Mosè nel deserto
quando ne uccise tremila, perchè non si corrompesse
l'intero popolo. Essi davvero non sanno quello che fanno, e in più, come le
persone possedute [dal demonio], non vogliono sapere, nè
ascoltare, nè imparare. Perciò con loro non si può
usare alcuna misericordia, per non rafforzarli nella loro condotta. Se questo
non dovesse servire allora dovremmo cacciarli come cani rabbiosi, per non
essere partecipi delle loro orribili empietà e di tutti i loro vizi, e per
non meritare, insieme a loro, l'ira di Dio e la dannazione. Io ho fatto il
mio dovere: qualcun altro, ora, veda di fare il suo ! Io no ho colpa' |
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Martin
Lutero, Degli Ebrei e delle loro
menzogne, Einaudi, 2008, pag. 188-189, 190, 191, 192, 195, 201, 203, 213,
217-218, 221-222 |
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Che
dire? Martin Lutero nel parlare in questa maniera insensata nei confronti
degli Ebrei disubbidienti mostrò di avere dimenticato quello che deve essere
il nostro comportamento nei confronti dei nostri nemici. |
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Ascoltate
infatti quello che ci ha insegnato Gesù: "Voi avete udito che fu detto:
Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico: Non contrastate al
malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche
l’altra; ed a chi vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il
mantello. E se uno ti vuol costringere a far seco un miglio, fanne con lui
due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito,
non voltar le spalle. Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e
odia il tuo nemico. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli
che vi perseguitano, affinché siate figliuoli del Padre vostro che è nei
cieli; poiché Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e
fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano,
che premio ne avete? Non fanno anche i pubblicani lo stesso? E se fate
accoglienze soltanto ai vostri fratelli, che fate di singolare? Non fanno
anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il
Padre vostro celeste" (Matteo 5:38-48); "Amate i vostri nemici;
fate del bene a quelli che v’odiano; benedite quelli che vi maledicono,
pregate per quelli che v’oltraggiano ... Siate misericordiosi com’è
misericordioso il Padre vostro" (Luca 6:27-28, 36). |
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Come
si può vedere, in base alle parole di Gesù Cristo, la nostra condotta verso i
nostri nemici - siano essi Ebrei o Gentili - deve essere caratterizzata
dall'amore e dalla misericordia, mentre Lutero incitava ad odiare gli Ebrei e
ad essere spietati nei loro confronti. |
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Peraltro,
Lutero con quelle stolte parole contro gli Ebrei ha violato anche un
comandamento dato dall'apostolo Paolo a noi Gentili, che è quello di non
insuperbirci nei confronti degli Ebrei disubbidienti, secondo che l'apostolo
dice ai santi di Roma: "Ma io parlo a voi, o Gentili: In quanto io sono
apostolo dei Gentili, glorifico il mio ministerio,
per veder di provocare a gelosia quelli del mio sangue, e di salvarne alcuni.
Poiché, se la loro reiezione è la riconciliazione del mondo, che sarà la loro
riammissione, se non una vita d’infra i morti? E se la primizia è santa, anche
la massa è santa; e se la radice è santa, anche i rami son santi. E se pure
alcuni de’ rami sono stati troncati, e tu, che sei olivastro, sei stato
innestato in luogo loro e sei divenuto partecipe della radice e della
grassezza dell’ulivo, non t’insuperbire contro ai rami; ma, se
t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma la radice che
porta te. Allora tu dirai: Sono stati troncati dei rami perché io fossi
innestato. Bene: sono stati troncati per la loro incredulità, e tu sussisti per
la fede; non t’insuperbire, ma temi. Perché se Dio non ha risparmiato i rami
naturali, non risparmierà neppur te. Vedi dunque la benignità e la severità
di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di
Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai
reciso. Ed anche quelli, se non perseverano nella loro incredulità, saranno
innestati; perché Dio è potente da innestarli di nuovo. Poiché se tu sei
stato tagliato dall’ulivo per sua natura selvatico, e sei stato contro natura
innestato nell’ulivo domestico, quanto più essi, che son dei rami naturali,
saranno innestati nel loro proprio ulivo?" (Romani 11:13-24). |
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Concludo
dicendo che Martin Lutero con queste sue parole stolte ha fortemente
disonorato la dottrina di Dio, e per questo porterà la pena della sua
stoltezza. Per cui, badate a voi stessi, e non seguite le orme di Lutero. |
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Chi
ha orecchi da udire, oda |
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Giacinto
Butindaro |