|
Nicola Martella contro le Chiese dei Fratelli sul
numero di coloro che il giorno della Pentecoste parlarono in lingue |
![]()
|
In un mio precedente articolo vi ho dimostrato come il
noto studioso antipentecostale René Pache, molto apprezzato in seno alle
Chiese dei Fratelli, sosteneva (giustamente) che il giorno della Pentecoste
furono centoventi a parlare in altre lingue. Faccio presente però che Luca
parla di “circa centoventi” (Atti 1:15). E quindi noi su questo specifico
punto siamo d’accordo con Renè Pache, anche se ci teniamo a precisare che
furono circa centoventi i discepoli del Signore a parlare in lingue in quel
giorno. Il mio intento è stato quello di mostrare come Nicola Martella –
studioso biblico appartenente alle Chiese dei Fratelli – ha contraddetto
persino Renè Pache su questo punto, in quanto lui afferma che il giorno della
Pentecoste furono solo i dodici apostoli a parlare in lingue. |
|
Adesso invece vi mostro come persino le Chiese dei Fratelli
in Italia sostengono che il giorno della Pentecoste non furono solo i dodici
apostoli a parlare in lingue. |
|
Ecco le prove. |
|
|
|
———– |
|
Sul sito Internet
della Chiesa dei Fratelli gestito da Klaus & Evangelina Döring, in uno
studio dal titolo ‘Il dono delle lingue’ si legge: |
|
‘Parlando del dono
delle lingue dovremmo tornare indietro nel tempo in cui tutti gli uomini
parlavano una sola lingua. Un giorno gli uomini giunsero ad una pianura nel
paese di Scinar decisero di costruire una torre in ribellione contro Dio, per
non disperdersi sulla faccia della terra. Questa torre fu poi chiamata “Torre
di Babele” (confusione), perché lí Dio confuse la lingua degli uomini e li
disperse su tutta la faccia della terra (Ge. 11:1-9). |
|
In seguito Dio
stabilì un patto con Abramo per fare di lui una grande nazione e per benedire
tramite lui tutte le famiglie della terra. Da allora fino al libro degli Atti
Dio ha avuto una rapporto unico e speciale con la nazione d’Israele. Con la
morte e risurrezione del Cristo le cose dovevano cambiare. Tutte le famiglie
della terra dovevano essere benedette in Gesù. Così fra i vari segni che
avrebbero evidenziato questo cambiamento troviamo il segno di parlare in
nuove lingue (Mc 16:17). |
|
Con la discesa dello Spirito Santo alla Pentecoste i
discepoli iniziarono a parlare in lingue mai studiate, ma comprensibili ai
Giudei pellegrini presenti per questa festa a Gerusalemme, il che suscitò uno
scalpore generale (At. 2:4-12). Pietro spiegò alla folla radunata che si
stava assistendo al compimento della profezia di Gioele. Gesù aveva sparso lo
Spirito promesso (2:16-21, 33). |
|
Pietro invitò gli
ebrei a ravvedersi ed essere battezzati per la remissione dei loro peccati:
Così anche loro avrebbero ricevuto il dono dello Spirito Santo. Egli affermò
che questa promessa era per loro, per i loro figli e per tutti coloro che
erano lontani, per quanti il Signore avrebbe chiamato. |
|
Con questo Pietro
non intendeva dire che la promessa era anche per i Gentili. Pietro e gli
altri Apostoli non capirono ancora quale dimensione avrebbe preso questo
avvenimento. |
|
Lui non pensava
minimamente ai Gentili. Ciò è facilmente dimostrabile. Leggiamo in Atti 10
che solo allora Dio fece capire a Pietro di voler inserire nella Chiesa anche
i Gentili, senza fare più alcuna distinzione fra Ebrei e Gentili. |
|
Come glielo fece capire? |
|
1. Con una triplice
visione (10:9-20); |
|
2. Donando ai primi
Gentili lo Spirito Santo, come a lui e gli altri 120 alla Pentecoste
(10:44-45). |
|
Come riconobbe
Pietro questo fatto? |
|
Udendoli parlare in lingue e magnificare Dio (10:46). |
|
Il dono delle lingue era un dono segno per i non credenti. |
|
Paolo spiegò ai
credenti di Corinto che secondo la legge (Is. 28:11) Dio avrebbe parlato a
questo popolo, cioè al popolo d’Israele, in lingue straniere (1: Co.
14:21-22). |
|
Pietro e i credenti
che erano con lui non avrebbero mai battezzati i Gentili e accettati in
comunione se Dio non avesse dato a loro lo Spirito Santo con il dono delle
lingue come a loro alla Pentecoste. |
|
Gli apostoli e i fratelli della Giudea non erano contenti
che Pietro fosse andato a predicare la parola ai Gentili e che questi
avessero ricevuto la Parola di Dio. Perciò contendevano con lui (At. 11:1-3).
Solo quando Pietro spiegò a loro tutto ciò che era avvenuto le anime dei
credenti ebrei si calmarono (At. 11:4-18). |
|
Da:
http://www.chiesacristiana.info/studi/pfingst/lingue.htm |
|
|
|
——- |
|
Rinaldo Diprose, che è docente presso l’Istituto Biblico
Evangelico Italiano (IBEI), di cui viene detto quanto segue sul sito
dell’IBEI: ‘Ha conseguito la licenza in teologia presso il Melbourne College
of Divinity (Australia), la laurea in teologia (MA) al Trinity Evangelical
Divinity School (USA) e il dottorato di ricerca in teologia (PhD) presso la
Evangelische Theologische Faculteit di Heverlee (Leuven) Belgio. È autore e
curatore di diverse pubblicazioni e numerosi articoli, incluso un contributo
regolare ne “Il Cristiano”. Inoltre, ha dato il suo contributo nella
revisione della Versione Riveduta della Bibbia. E’ stato socio fondatore
dell’opera missionaria OMEFI (di cui è stato anche Segretario) e ha aiutato
nella formazione di conduttori delle chiese evangeliche albanesi. È
incaricato per l’insegnamento di sei corsi di Nuovo Testamento, Ermeneutica e
Soteriologia. È il Direttore degli Studi dell’IBEI e il direttore
responsabile di Lux Biblica (il periodico teologico dell’Istituto). Ideatore
del programma SFIDA’, ha affermato in uno studio dal titolo ’1a CORINZI: UNA
LETTERA PER I NOSTRI TEMPI 23° studio: Questioni di ordine: “I doni
maggiori”: |
|
|
|
‘Abbiamo imparato da 1Corinzi 3:16-17 e 6:19-20 che la
chiesa che Gesù sta edificando è “il tempio dello Spirito Santo”. |
|
Come previsto, dopo l’ascensione, lo Spirito Santo, che
procede dal Padre per mezzo del Figlio, venne sui centoventi il giorno della
Pentecoste (Mr 1:8; Gv 16:7-15; At 1:4-8). |
|
Lo stesso Spirito
rivelò a Pietro che tutti coloro che si sarebbero ravveduti dei loro peccati
avrebbero ricevuto il dono dello Spirito Santo, come previsto nella profezia
di Gioele (2:28-32; At 2:16-21, 36-38). |
|
Prima di continuare
la sua esposizione di come i carismi conferiti dallo Spirito Santo vanno
usati e rispettati da tutti i membri del “corpo di Cristo”, Paolo ricorda ai
Corinzi, e a tutti i lettori di questa lettera, che tutti i “santificati in
Cristo Gesù” (1:2) partecipano senza distinzione al battesimo “in un unico
Spirito” e sono “stati abbeverati di un solo Spirito”, a prescindere dal loro
passato religioso (“Giudei e Greci”) e dal loro rango sociale (“schiavi e
liberi”). |
|
È grazie a questo battesimo che tutti confessano “Gesù è il
Signore!” (v. 3) e possono vivere come “un solo corpo”. ‘ |
|
|
|
Da:
http://www.ilcristiano.it/2005/nov05/studio_biblico.html |
|
|
|
————– |
|
|
|
Come potete vedere, le Chiese dei Fratelli – quantunque
sono antipentecostali – sostengono come noi che il giorno della Pentecoste
non furono solo i dodici apostoli a parlare in lingue. |
|
|
|
Mi fermo qui. |
|
|
|
Chi ha orecchi da udire oda. |
|
|
|
Giacinto Butindaro |