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Solo gli apostoli parlarono in lingue il giorno della
Pentecoste? |
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Introduzione |
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In
un suo scritto dal titolo ‘A Pentecoste lo Spirito discese solo sui dodici
apostoli’ pubblicato sul suo sito il 20-21 Agosto 2011
(http://puntoacroce.altervista.org/_Den/A1-Pentecost_Spirit_12_Avv.htm),
Nicola Martella afferma che il giorno della Pentecoste parlarono in lingue
solo i dodici apostoli del Signore. Lui afferma di essere arrivato a questa
conclusione dopo ‘un’analisi attenta del testo biblico, che ho sondato con
onestà e dirittura di cuore’ e rivolge quindi questo invito ai lettori: ‘Chi
ne ha altrettante, faccia lo stesso cammino e mostri le sue capacità
esegetiche e le sue fondate conclusioni’. |
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Ora, voglio cogliere l’invito ma
non per mostrare le mie capacità esegetiche, ma per mostrare che le capacità
esegetiche mostrate da Nicola Martella in questo suo articolo sono nulle, e
quindi le sue conclusioni sono infondate, cioè non sono fondate sulla Parola
di Dio ma su dei suoi vani ragionamenti. Perchè da una reale attenta analisi
del testo biblico non si può per niente arrivare alle conclusioni di
Martella. |
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Mi concentrerò in particolare su
alcune sue osservazioni. |
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Prima osservazione |
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La prima è quella che lui fa nel commentare queste parole: “E come il
giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo. E
di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed
esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano. E apparvero loro delle lingue
come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro” (Atti
2:1-4) per dimostrare che in quella occasione solo i dodici apostoli furono
ripieni di Spirito e parlarono in altre lingue: ‘Era, quindi, un incontro
particolare, come Gesù aveva comandato loro. Gesù per quaranta giorni diede
«comandamenti agli apostoli, che aveva scelto» (At 1,2), «ordinò loro di non
dipartirsi da Gerusalemme» (v. 4), promise loro che «voi sarete immersi nello
Spirito Santo» (v. 5) e che «voi riceverete potenza, quando lo Spirito Santo
verrà su voi» (v. 8). Ciò escludeva tutti gli altri credenti’. |
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Notate che lui esclude che il
comandamento di non dipartirsi da Gerusalemme fu rivolto anche ad altri
credenti oltre gli apostoli, e quindi secondo lui in quella riunione il
giorno della Pentecoste (Atti 2:1-2) c’erano solo gli apostoli. Questo è
falso, e ve lo dimostro subito. |
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Nel Vangelo scritto da Luca, e
quindi scritto dallo stesso autore del libro degli Atti degli apostoli, è
scritto quanto segue in merito all’apparizione di Cristo ai due discepoli
sulla via di Emmaus e agli undici: “Ed ecco, due di loro se ne andavano in
quello stesso giorno a un villaggio nominato Emmaus, distante da Gerusalemme
sessanta stadi; e discorrevano tra loro di tutte le cose che erano accadute.
Ed avvenne che mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si
accostò e cominciò a camminare con loro. Ma gli occhi loro erano impediti
così da non riconoscerlo. Ed egli domandò loro: Che discorsi son questi che
tenete fra voi cammin facendo? Ed essi si fermarono tutti mesti. E l’un de’
due, per nome Cleopa, rispondendo, gli disse: Tu solo, tra i forestieri,
stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che sono in essa avvenute in
questi giorni? Ed egli disse loro: Quali? Ed essi gli risposero: Il fatto di
Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole dinanzi a Dio
e a tutto il popolo; e come i capi sacerdoti e i nostri magistrati l’hanno
fatto condannare a morte, e l’hanno crocifisso. Or noi speravamo che fosse
lui che avrebbe riscattato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo
giorno da che queste cose sono avvenute. Vero è che certe donne d’infra noi
ci hanno fatto stupire; essendo andate la mattina di buon’ora al sepolcro, e
non avendo trovato il corpo di lui, son venute dicendo d’aver avuto anche una
visione d’angeli, i quali dicono ch’egli vive. E alcuni de’ nostri sono
andati al sepolcro, e hanno trovato la cosa così come aveano detto le donne;
ma lui non l’hanno veduto. Allora Gesù disse loro: O insensati e tardi di
cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! Non bisognava egli
che il Cristo soffrisse queste cose ed entrasse quindi nella sua gloria? E
cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture
le cose che lo concernevano. E quando si furono avvicinati al villaggio dove andavano,
egli fece come se volesse andar più oltre. Ed essi gli fecero forza, dicendo:
Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno è già declinato. Ed egli entrò
per rimaner con loro. E quando si fu messo a tavola con loro, prese il pane,
lo benedisse, e spezzatolo lo dette loro. E gli occhi loro furono aperti, e
lo riconobbero; ma egli sparì d’innanzi a loro. Ed essi dissero l’uno
all’altro: Non ardeva il cuor nostro in noi mentr’egli ci parlava per la via,
mentre ci spiegava le Scritture? E levatisi in quella stessa ora, tornarono a
Gerusalemme e trovarono adunati gli undici e quelli ch’eran con loro, i quali
dicevano: Il Signore è veramente risuscitato ed è apparso a Simone. Ed essi
pure raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro
riconosciuto nello spezzare il pane. Or mentr’essi parlavano di queste cose,
Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: Pace a voi! Ma essi, smarriti
e impauriti, pensavano di vedere uno spirito. Ed egli disse loro: Perché
siete turbati? E perché vi sorgono in cuore tali pensieri? Guardate le mie
mani ed i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardate; perché uno
spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io. E detto questo, mostrò
loro le mani e i piedi. Ma siccome per l’allegrezza non credevano ancora, e
si stupivano, disse loro: Avete qui nulla da mangiare? Essi gli porsero un
pezzo di pesce arrostito; ed egli lo prese, e mangiò in loro presenza. Poi
disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che
bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e
nei Salmi, fossero adempiute. Allora aprì loro la mente per intendere le
Scritture, e disse loro: Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e
risusciterebbe dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe
ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da
Gerusalemme. Or voi siete testimoni di queste cose. Ed ecco, io mando su voi
quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città,
finché dall’alto siate rivestiti di potenza. Poi li condusse fuori fino
presso Betania; e levate in alto le mani, li benedisse. E avvenne che mentre
li benediva, si dipartì da loro e fu portato su nel cielo. Ed essi,
adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande allegrezza; ed erano del
continuo nel tempio, benedicendo Iddio” (Luca 24:13-53). |
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Allora, seguitemi attentamente e
pazientemente in questa spiegazione. Gesù prima appare ai due discepoli che
stavano andando ad Emmaus, che non erano nel numero degli undici apostoli,
infatti uno si chiamava Cleopa e l’altro non si dice il nome, comunque non
erano nel numero degli undici. E difatti è scritto che dopo che Gesù sparì
davanti a loro, “levatisi in quella stessa ora, tornarono a Gerusalemme e
trovarono adunati gli undici e quelli ch’eran con loro, i quali dicevano: Il
Signore è veramente risuscitato ed è apparso a Simone. Ed essi pure
raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro
riconosciuto nello spezzare il pane” (Luca 24:33-35). Questo è un presupposto
molto importante per capire gli eventi che seguirono subito dopo. |
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Infatti, cosa avvenne mentre essi
parlavano? “Or mentr’essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in
mezzo a loro, e disse: Pace a voi!” Chi furono dunque coloro in mezzo ai
quali Gesù apparve mentre parlavano di quelle cose? Coloro che erano radunati
in quell’occasione. E chi erano? Cleopa, un altro discepolo del Signore di
cui non viene fatto il nome, poi c’erano gli undici apostoli, e poi altri
discepoli di Cristo infatti Luca afferma: “E [Cleopa e l'altro discepolo]
trovarono adunati gli undici e quelli ch’eran con loro, i quali dicevano: Il
Signore è veramente risuscitato ed è apparso a Simone” (Luca 24:33-34).
Dunque non c’erano solo gli undici apostoli in quella occasione, e quindi
prestiamo molta attenzione alle cose che seguirono. |
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Innanzi tutto Gesù mostrò loro le
mani e i piedi per provargli che era proprio lui risorto, e non uno spirito,
e poi Luca dice che “aprì loro la mente per intendere le Scritture, e disse
loro: Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti
il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission
dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Or voi siete
testimoni di queste cose. Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha
promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate
rivestiti di potenza”. |
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Avete notato allora? Che Gesù
disse a tutti loro: “Or voi siete testimoni di queste cose. Ed ecco, io mando
su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa
città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza” (Luca 24:48-49). |
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Quindi l’ordine di non dipartirsi
da Gerusalemme finchè dall’alto sarebbero stati rivestiti di potenza, Cristo
non lo diede solo agli undici. E’ di una chiarezza la Scrittura, direi
strabiliante. |
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Ma c’è un’altra cosa molto
importante da dire, e cioè che sempre tutti costoro furono testimoni della
sua assunzione in cielo, infatti è scritto anche: “Poi li condusse fuori fino
presso Betania; e levate in alto le mani, li benedisse. E avvenne che mentre
li benediva, si dipartì da loro e fu portato su nel cielo. Ed essi,
adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande allegrezza; ed erano del
continuo nel tempio, benedicendo Iddio” (Luca 24:50-53). Che oltre agli
apostoli ci furono altri testimoni della sua assunzione in cielo, abbiamo la
conferma anche in queste parole che Pietro rivolse alla fratellanza prima del
giorno della Pentecoste per scegliere chi doveva prendere il posto di Giuda
Iscariota, infatti egli disse: “Bisogna dunque che fra gli uomini che sono
stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signor Gesù è andato e venuto
fra noi, a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno ch’egli, tolto
da noi, è stato assunto in cielo, uno sia fatto testimone con noi della
risurrezione di lui. E ne presentarono due: Giuseppe, detto Barsabba, il
quale era soprannominato Giusto, e Mattia” (Atti 1:21-23). Notate che Pietro
disse che c’erano altri uomini che erano stati in loro compagnia fino al
giorno dell’assunzione di Cristo in cielo. |
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Ora, da tutto il contesto che
abbiamo visto, Gesù fu visto dunque andare in cielo non solo dagli apostoli.
Tenete a mente questo particolare, perchè ci torneremo fra poco. |
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A questo punto dobbiamo vedere
cosa dice Luca dei momenti prima dell’assunzione di Cristo in cielo nel libro
degli Atti degli apostoli. Ascoltate attentamente quello che dice: “Quelli
dunque che erano raunati, gli domandarono: Signore, è egli in questo tempo
che ristabilirai il regno ad Israele? Egli rispose loro: Non sta a voi di
sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riserbato alla sua propria
autorità. Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e
mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino
all’estremità della terra. E dette queste cose, mentr’essi guardavano, fu
elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo tolse d’innanzi agli occhi loro. E
come essi aveano gli occhi fissi in cielo, mentr’egli se ne andava, ecco che
due uomini in vesti bianche si presentarono loro e dissero: Uomini Galilei,
perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù che è stato tolto da voi
ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l’avete veduto andare in
cielo. Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto,
il quale è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato”
(Atti 1:6-12). |
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Ora, qui c’è scritto che quelli
che erano radunati gli fecero alcune domande e che Gesù rispose dicendo
quelle parole, tra cui queste che concernono il battesimo con lo Spirito
Santo che avrebbero ricevuto dopo non molti giorni: “Ma voi riceverete
potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in
Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della
terra” (Atti 1:8). Come vi ho dimostrato prima però, la promessa della
potenza dall’alto Gesù non la fece solo agli undici ma anche a quelli che
erano con gli undici quando Gesù apparve loro. E questo si accorda con il
fatto che Luca parla negli Atti semplicemente di “quelli dunque che erano
raunati”, a cui Gesù promise il rivestimento di potenza dall’alto. Dunque la
promessa del rivestimento di potenza non fu fatta solo agli undici o solo
agli apostoli, il battesimo con lo Spirito Santo non fu promesso solo agli
apostoli. Basta considerare che Barsabba che era stato in compagnia degli
apostoli fino al giorno dell’assunzione di Cristo in cielo, non era uno dei
dodici apostoli – e se è per questo anche Mattia era presente in quel giorno
ed ancora non era apostolo perchè lo diventò poco prima del giorno della
Pentecoste – ma era tra quelli che erano radunati in quel giorno, per
comprendere questo. |
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Quindi Martella mente non solo
sui destinatari del comando di Cristo di non dipartirsi da Gerusalemme, ma
anche sulla promessa di ricevere potenza dall’alto. Perchè i destinatari non
furono solo gli apostoli del Signore. Lui ha escluso ‘tutti gli altri
credenti’, ma così facendo è andato contro la Parola di Dio. |
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A proposito degli altri credenti,
ma che fine hanno fatto quel centinaio di credenti con cui gli apostoli si
radunavano prima del giorno della Pentecoste, secondo che è scritto: “E in
que’ giorni, Pietro, levatosi in mezzo ai fratelli (il numero delle persone
adunate saliva a circa centoventi), disse: ….” (Atti 1:15), tra cui c’era
anche Barsabba? E che dire di Giacomo, il fratello del Signore? E che dire
degli altri fratelli del Signore, e per non parlare delle donne che erano
state testimoni della resurrezione di Cristo? Sono spariti tutti nel nulla
nei discorsi di Martella. Non erano forse anche loro dei veri discepoli di
Cristo? Per quale recondito motivo Dio non doveva spandere quindi lo Spirito
Santo anche su loro il giorno della Pentecoste e farli parlare in lingue, ma
escluderli da questa promessa? E poi, a questo punto, se anche questo
centinaio di credenti non parlarono in lingue il giorno della Pentecoste,
quando è che ricevettero lo Spirito Santo, o meglio il dono dello Spirito
come lo chiama Martella, senza parlare in lingue? Vorremmo proprio saperlo!
Dopo i circa tremila convertiti forse? Quindi quando la Scrittura dice:
“Quelli dunque i quali accettarono la sua parola, furon battezzati; e in quel
giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone” (Atti 2:41), chi sono i
‘loro’? Per logica dovrebbero essere i dodici apostoli, e allora questo
significherebbe che quel centinaio di credenti ricevettero lo Spirito dopo i
convertiti del giorno della Pentecoste!!!! Che confusione che fa questo Martella!
D’altronde, è lo stesso Martella a parlare di ‘solo due gruppi: gli apostoli
e i Giudei non-convertiti’. |
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E poi, non è una cosa strana che
gli apostoli perseveravano nella preghiera con gli altri discepoli prima del
giorno della Pentecoste, secondo che è scritto: “E come furono entrati,
salirono nella sala di sopra ove solevano trattenersi Pietro e Giovanni e
Giacomo e Andrea, Filippo e Toma, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo, e
Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti costoro perseveravano di pari
consentimento nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e
coi fratelli di lui” (Atti 1:13-14), e proprio la mattina del giorno della
Pentecoste, invece, non perseveravano nella preghiera con essi, perchè ci fu
‘un incontro particolare’ come lo chiama Martella, a cui guarda caso
partecipavano solo gli apostoli? E poi possibile che proprio il giorno della
Pentecoste, quando secondo la legge i Giudei si devono riposare (Levitico
23:21) e quindi era ancora più facile incontrarsi, in quella mattina gli
apostoli non erano assieme agli altri discepoli quando ci fu la discesa dello
Spirito Santo? |
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Seconda osservazione |
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La seconda osservazione riguarda sempre quello che avvenne il giorno
della Pentecoste, quando solo gli apostoli secondo Martella parlarono in
altre lingue. Egli dice: ‘Furono gli apostoli soltanto a «parlare in altre
lingue» e furono solo loro, che ciascuno dei Giudei indigeni o della diaspora
«udiva parlare nel suo proprio linguaggio» (v. 6), ossia quello del luogo di
provenienza (v. 8). Si noti, poi, che «Pietro, alzatosi in piè con gli
undici, alzò la voce e parlò loro in questa maniera» (v. 14); nessun altro
credente fu menzionato con loro, ma solo due gruppi: gli apostoli e i Giudei
non-convertiti. Perché quel giorno si convertissero 3.000 Giudei d’ogni
nazione menzionata (vv. 9-11), era necessario che il messaggio di Pietro
arrivasse fino a loro. Per questo è scritto che Pietro si alzò in piedi
«insieme con gli undici», poiché essi tradussero a mano a mano il discorso di
Pietro nelle lingue di provenienza dei Giudei della diaspora’. |
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Ma le cose non stanno affatto
così, perchè Martella ha dimenticato che quando Pietro si levò assieme agli
undici disse alla folla di Giudei: “Uomini giudei, e voi tutti che abitate in
Gerusalemme, siavi noto questo, e prestate orecchio alle mie parole. Perché
costoro non sono ebbri, come voi supponete, poiché non è che la terza ora del
giorno” (Atti 2:14-15), il che significa che i ‘costoro’ che non erano ebbri
erano gli altri credenti che erano con i dodici in quella casa che stavano
continuando a parlare in lingue secondo che lo Spirito dava loro
d’esprimersi. E che sia così Pietro stesso lo conferma poco dopo quando dice
a quegli stessi Giudei: “Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio,
e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che
ora vedete e udite” (Atti 2:33). Quindi quei Giudei potevano ancora vedere ed
ascoltare quello che avevano visto e sentito prima che Pietro si levasse in
piedi con gli undici, cioè dei Galilei parlare in altre lingue dai quali
temporaneamente erano esclusi Pietro e gli altri apostoli, appunto perchè
Pietro si era levato con gli undici per predicare ai Giudei radunati. |
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Alcune parole poi
sull’affermazione: ‘Per questo è scritto che Pietro si alzò in piedi «insieme
con gli undici», poiché essi tradussero a mano a mano il discorso di Pietro
nelle lingue di provenienza dei Giudei della diaspora’. Un ragionamento vano,
uno dei tanti ragionamenti vani di Martella. Una delle sue tante invenzioni.
Ma io dico: ‘Ma se gli undici traducevano il discorso di Pietro nelle lingue
natie dei Giudei della diaspora che si erano radunati, questo vuol dire che
essi conoscevano quelle lingue natie parlate da quei Giudei. E allora
domandiamo: ‘Ma se fino a che Pietro e gli undici non si alzarono, essi
parlavano in lingue – lingue che erano in grado di parlare e capire i Giudei
che ascoltavano perchè erano le loro lingue natie – secondo che lo Spirito
dava loro d’esprimersi, parlando delle cose grandi di Dio, evidentemente non
c’era nulla di soprannaturale in quel loro parlare in lingue, perchè essi
sapevano parlare in quelle lingue!’ Non vi pare? Gli undici fecero i
traduttori del discorso di Pietro!! Veramente assurdo! Ecco cosa questi
cianciatori antipentecostali riescono a far dire alla Bibbia. Ma quel
discorso di Pietro non c’è la minima traccia che fu tradotto dagli undici,
dico non c’è la minima traccia. Riteniamo infatti che Pietro parlò loro in
lingua ebraica, che era conosciuta anche dagli Ebrei della diaspora.
Ricordatevi infatti che quando Paolo decise di rendere la sua testimonianza
davanti ai Giudei che volevano ucciderlo (dopo averlo preso nel tempio a
Gerusalemme), parlò loro in lingua ebraica, secondo che è scritto: “Paolo,
stando in piè sulla gradinata, fece cenno con la mano al popolo. E fattosi
gran silenzio, parlò loro in lingua ebraica, dicendo: Fratelli e padri,
ascoltate ciò che ora vi dico a mia difesa. E quand’ebbero udito ch’egli
parlava loro in lingua ebraica, tanto più fecero silenzio” (Atti 21:40;
22:1-2). E vi ricordo che tra quegli Ebrei c’erano pure dei Giudei dell’Asia,
che erano quelli che avevano sollevato la moltitudine contro di lui, secondo
che è scritto: “Or come i sette giorni eran presso che compiuti, i Giudei
dell’Asia, vedutolo nel tempio, sollevarono tutta la moltitudine, e gli
misero le mani addosso ….” (Atti 21:27). Dunque, Pietro non ebbe bisogno di
traduttori. Non ci fu nessuna traduzione seduta stante! Ma che va cianciando
Martella? |
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Terza osservazione |
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La terza osservazione lui la fa in merito a queste parole dell’apostolo
Pietro: “E come avevo cominciato a parlare, lo Spirito Santo scese su loro,
com’era sceso su noi da principio. Mi ricordai allora della parola del
Signore, che diceva: ‘Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete
battezzati con lo Spirito Santo’. Se dunque Iddio ha dato a loro lo stesso
dono che ha dato anche a noi che abbiam creduto nel Signor Gesù Cristo, chi
ero io da potermi opporre a Dio?” (Atti 11:15-17). Sempre naturalmente per
dimostrare che solo gli apostoli a Pentecoste parlarono in lingue. |
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Ora, lui dice infatti: ‘Si noti
che Pietro riferendosi alla discesa dello Spirito, parlò di «loro» Gentili e
di «noi»; qui si riferiva ai dodici apostoli, cosa che era conosciuta e
chiara ai credenti di Gerusalemme’. |
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Ora, è evidente che dato che
abbiamo dimostrato che i destinatari dell’ordine di Gesù di non dipartirsi da
Gerusalemme finchè dall’alto sarebbero stati rivestiti di potenza, e quindi
la promessa di ricevere potenza dall’alto, non furono solo gli apostoli, è
evidente che il giorno della Pentecoste in quella casa non c’erano solo gli
apostoli ma anche altri credenti. Quindi quando Pietro parlò a coloro che si
erano messi a disputare con lui perchè era entrato in casa di incirconcisi ed
aveva mangiato con loro, quel ‘noi’ usato da Pietro non si riferisce solo ai
dodici, ma anche a tutti gli altri che erano presenti in quella circostanza
che erano tutti Ebrei di nascita. Ecco infatti il punto su cui volle porre
enfasi Pietro in quel discorso fatto a “quelli della circoncisione” (Atti
11:2), che Dio aveva visitato i Gentili non solo salvandoli, ma anche
donandogli lo Spirito Santo con l’evidenza del parlare in lingue, esattamente
come aveva fatto con loro che erano Ebrei di nascita. Infatti subito dopo
dice: “Se dunque Iddio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi
che abbiam creduto nel Signor Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a
Dio?”. Qui Pietro non fa per niente riferimento solo a lui e agli undici
apostoli, ma a loro in quanto Ebrei di nascita che hanno creduto nel Signore
Gesù Cristo. Quindi egli incluse tra questi anche quelli della circoncisione
che si erano messi a questionare con lui. |
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E che sia così, è confermato da
quello che Pietro disse in seguito all’assemblea di Gerusalemme dinnanzi ad
una moltitudine di credenti che erano tutti Ebrei di nascita. Ecco cosa è
scritto: “Allora gli apostoli e gli anziani si raunarono per esaminar la
questione. Ed essendone nata una gran discussione, Pietro si levò in piè, e disse
loro: Fratelli, voi sapete che fin dai primi giorni Iddio scelse fra voi me,
affinché dalla bocca mia i Gentili udissero la parola del Vangelo e
credessero. E Dio, conoscitore dei cuori, rese loro testimonianza, dando lo
Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna differenza fra noi e
loro, purificando i cuori loro mediante la fede. Perché dunque tentate adesso
Iddio mettendo sul collo de’ discepoli un giogo che né i padri nostri né noi
abbiam potuto portare? Anzi, noi crediamo d’esser salvati per la grazia del
Signor Gesù, nello stesso modo che loro” (Atti 15:6-11). |
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Notate infatti che anche qui
Pietro mette enfasi sul fatto che Dio diede lo Spirito Santo ai Gentili
(Cornelio e i suoi presso i quali Dio lo aveva mandato per predicargli il
Vangelo), come lo aveva donato a loro che erano Ebrei di nascita che avevano
creduto, infatti dice: “E Dio, conoscitore dei cuori, rese loro
testimonianza, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna
differenza fra noi e loro, purificando i cuori loro mediante la fede”. Quindi
Pietro accennò anche alla purificazione dei peccati che fu mediante la fede
sia per ‘noi’ (loro Ebrei di nascita) che per ‘loro’ (i Gentili). E difatti
ecco cosa dice immediatamente dopo: “Noi crediamo d’esser salvati per la
grazia del Signor Gesù, nello stesso modo che loro”. A chi si riferisce qua
Pietro quando dice ‘noi crediamo …’, solo ai dodici apostoli? No, ma a loro
che erano Ebrei di nascita, che erano stati giustificati mediante la fede,
esattamente come lo erano stati i Gentili. Dio dunque non mostrò nessuna
differenza, nessun riguardo personale tra loro che erano Ebrei di nascita e i
Gentili, giustificando sia gli uni che gli altri mediante la fede, e donando
loro lo Spirito Santo con l’evidenza del parlare in lingue. |
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Quarta osservazione |
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C’è una quarta osservazione che fa Martella, che è questa, e cioè che il
dono dello Spirito con l’evidenza del parlare in lingue, così come lo
ricevettero ‘solo’ gli apostoli a Gerusalemme, fu limitato solo a loro,
perchè tutti gli altri Giudei che si convertirono non fecero l’esperienza del
parlare in lingue, ma ricevettero lo Spirito Santo come dono al momento della
loro conversione senza dunque parlare in altre lingue. Ecco cosa dice: ‘E i
tremila?: Che cosa ricevettero a Pentecoste allora i Giudei, che si erano
convertiti? Non un sedicente «battesimo di Spirito Santo», ma solo il «dono
dello Spirito Santo» nel momento della conversione, espressione che significa
«lo Spirito Santo come dono» (altrove si parla similmente dello Spirito come
caparra: 2 Cor 1,22; 2 Cor 5,5; come pegno: Ef 1,13s; come suggello: Ef 1,13;
4,30). A Pentecoste Pietro disse ai Giudei: «Ravvedetevi, e ciascuno di voi
sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, in vista della remissione dei vostri
peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo» (At 2,38); qui ricorre
doreà e non chárisma e mostra che lo Spirito Santo stesso era tale dono
divino, e non una presunta esperienza mistica’. |
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Ma le cose non stanno affatto
così, innanzi tutto perchè Martella ha dimenticato un piccolo particolare che
demolisce tutto questo castello che ha costruito, che è questo: il dono dello
Spirito di cui parlò Pietro a quei Giudei non è altro che la promessa dello
Spirito Santo che Gesù fece ai suoi discepoli da parte di Dio, secondo che
Egli disse agli undici e agli altri che erano con loro quando apparve loro:
“Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi,
rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza” (Luca
24:49). Quella promessa era in altre parole la promessa di spandere sopra di
loro lo Spirito Santo, e quindi di rivestirli di potenza. Promessa che Gesù
gli confermò immediatamente prima di essere assunto in cielo quando “ordinò
loro di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della
promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Poiché Giovanni
battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non
molti giorni” (Atti 1:4-5). Quella promessa dunque era il battesimo con lo
Spirito Santo che i discepoli ricevettero poi il giorno della Pentecoste,
parlando in lingue. Promessa che secoli prima Dio aveva fatto agli Ebrei
tramite il profeta Gioele, dicendo: “E avverrà negli ultimi giorni, dice
Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli
e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle
visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. E anche sui miei servi e
sulle mie serventi, in quei giorni, spanderò del mio Spirito, e profeteranno.
E farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra; sangue, e fuoco, e
vapor di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che
venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore. Ed avverrà
che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato” (Atti 2:17-21). |
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Ora, cosa disse Pietro a quei
Giudei: “Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù
Cristo, per la remission de’ vostri peccati, e voi riceverete il dono dello
Spirito Santo. Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per
tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà”
(Atti 2:38-39). Se dunque Pietro, nel suo discorso che fece a quei Giudei gli
fece innanzi tutto presente che quello che vedevano, cioè il fatto di vedere
dei Galilei parlare in altre lingue, era quello che aveva detto il profeta
Gioele che sarebbe avvenuto, quindi era l’adempimento della promessa di Dio
fatta tramite il profeta Gioele, è del tutto evidente che la promessa di cui
parlò loro quando disse “per voi è la promessa ….” è la stessa promessa. E
quindi il parlare in lingue, dato che era associato a quella promessa, era
anche per loro, come anche per i loro figliuoli, per tutti quelli che sono
lontani, per quanti Dio ne chiamerà. |
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E poi, c’è un’altra cosa che
smonta tutto il discorso di Martella, che è questa: quando lo Spirito Santo
scese su Cornelio e i suoi, è scritto: “Mentre Pietro parlava così, lo
Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti
circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello
Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in
altre lingue, e magnificare Iddio. Allora Pietro prese a dire: Può alcuno
vietar l’acqua perché non siano battezzati questi che hanno ricevuto lo
Spirito Santo come noi stessi?” (Atti 10:44-47). Domandiamo a Martella
dunque: ‘A chi stava parlando Pietro?’ Non stava forse parlando a quei
credenti circoncisi, e quindi Ebrei di nascita, che erano con lui a casa di
Cornelio e che lo avevano accompagnato da Ioppe a Cesarea, secondo che è
scritto: ” E il giorno seguente andò con loro; e alcuni dei fratelli di Ioppe
l’accompagnarono” (Atti 10:23)? E perchè Pietro in riferimento ai Gentili che
avevano ricevuto lo Spirito Santo con l’evidenza del parlare in lingue, disse
a questi credenti circoncisi “hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi
stessi”? Non è forse perchè anche quei credenti che erano con Pietro, che non
facevano parte del numero dei dodici apostoli, avevano fatto la stessa
esperienza di Pietro il giorno della Pentecoste, cioè erano stati riempiti di
Spirito e avevano parlato in altre lingue? E difatti questi credenti Ebrei
quando videro e sentirono parlare in lingue quei Gentili, capirono cosa era
avvenuto, capirono che anche i Gentili avevano ricevuto il dono dello Spirito
Santo o la promessa dello Spirito Santo. |
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Ora, noi non sappiamo se quei
credenti circoncisi che erano con Pietro, avevano ricevuto lo Spirito Santo
il giorno della Pentecoste assieme agli apostoli, o in qualche altra
successiva circostanza, ma una cosa per certo la sappiamo, che Pietro
asserisce che anche loro avevano ricevuto lo Spirito Santo ESATTAMENTE come
Cornelio e i suoi, e quindi anch’essi parlavano in lingue. |
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Conclusione |
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Veramente assurdo quello che dice Martella, veramente assurdo.
Quest’uomo si inventa assurdità dopo assurdità, e non riusciamo a capire come
possa ricoprire la posizione che ha in mezzo alle Chiese dei fratelli.
Evidentemente nelle Chiese dei fratelli (e non solo in queste Chiese)
prendono piacere nelle cose assurde che lui dice, o meglio nelle cose che
vanno contro la Parola di Dio. Prendono piacere nel contrastare fortemente
alla Parola di Dio. Peggio per loro. Il Signore gli renderà secondo le loro
opere. |
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Dunque alla luce delle Scritture,
dobbiamo ancora una volta riscontrare come Nicola Martella mente contro la
verità e assieme a lui mentono contro la verità tutti coloro che dicono le
stesse cose. Ormai credo che sia palese a tutti che egli non conosce le
Scritture, e che quando parla di queste cose mostra di avere una intelligenza
ottenebrata. Guardatevi da lui e dal suo lievito dunque. |
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Chi ha orecchi da udire, oda. |
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Giacinto Butindaro |