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La spudorata menzogna diffusa dagli antipentecostali
sulle lingue |
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Le Chiese Evangeliche cessazioniste – Chiese Battiste,
Riformate, Presbiteriane, Chiese dei Fratelli, Chiese Valdesi ed altre –
dicono che con la morte degli apostoli cessarono nella Chiesa sia il parlare
in lingue che le altre manifestazioni dello Spirito, come miracoli e
guarigioni compiuti nel nome di Gesù; e la data di questa cessazione sarebbe
la fine del primo secolo dopo Cristo, in quanto l’apostolo Giovanni morì in
quel periodo. |
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Ora, io voglio sottolineare quello che dicono i
cessazionisti sulle lingue, citando uno dei loro massimi esponenti a livello
mondiale, vale a dire John F. MacArthur Jr. Per farvi capire di chi sto
parlando – cioè che sto parlando di un predicatore di fama mondiale – vi
trascrivo una breve presentazione di questo predicatore così come si trova
sul sito http://www.zam.it/ : |
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‘Conosciuto per il suo approccio completo e franco
all’insegnamento della Parola di Dio, la Bibbia, John MacArthur è un pastore
evangelico di quinta generazione, autore e oratore di fama internazionale. Dal
1969 è impegnato come pastore e insegnante presso la Grace Community Church a
Sun Valley, California. Le predicazioni di John raggiungono la maggior parte
del mondo tramite il suo lavoro multimediale Grace To You, con uffici in
Australia, Canada, Europa, India, Nuova Zelanda, Singapore, e Sud Africa.
Grace To You non solo produce programmi radiofonici per oltre 2000 radio (in
lingua inglese e spagnola), ma distribuisce libri, software, cassette e CD
con studi e sermoni di John MacArthur. In 36 anni, Grace To You ha
distribuito più di 13 milioni di CD e audiocassette. John è presidente di The
Master’s College e The Master’s Seminary. Ha scritto centinaia di libri e
manuali di studio biblico, molto utili e pratici per la vita quotidiana. I
suoi lavori pubblicati in italiano includono “Al Sicuro Fra Le Braccia di
Dio”, “La Verità Celeste Sulla Morte di Un Bambino”, e “Il Commentario del
Nuovo Testamento”. |
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Ora, questo pastore evangelico ha scritto un libro molto
noto soprattutto tra gli antipentecostali che si intitola ‘I Carismatici:
prospettiva dottrinale del movimento carismatico’ pubblicato da Edizioni
Centro Biblico, in cui vengono espresse le ben note obiezioni al battesimo
con lo Spirito Santo con l’evidenza del parlare in lingue, e ai doni
spirituali. E naturalmente tra le tante obiezioni mosse all’attualità delle
lingue c’è pure quella che esse sono cessate. |
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Ora, ascoltate cosa afferma questo predicatore sulla
cessazione delle lingue: |
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’5. Le lingue sono
menzionate soltanto nei primi libri del Nuovo Testamento. L’unica epistola in
cui si parli delle lingue è 1 Corinzi, mentre Paolo ne scrisse almeno altre
dodici e in nessun’altra fa cenno a questo dono, come non ne fanno mai nè
Pietro, nè Giacomo nè Giuda. Questo dono appare per un breve periodo, nei primi
anni della chiesa, quando veniva diffusa la nuova rivelazione di Dio e si
stabiliva la chiesa: una volta avvenuto questo, le lingue scomparvero,
cessarono. 6. La storia dice che le lingue cessarono. In 1 Corinzi 13:8 il
verbo pauo ci dice che le lingue dovevano cessare, significando che non
sarebbero più ricominciate, e gli ultimi libri del Nuovo Testamento non ne
fanno più menzione. Cleon Rogers, uno studioso missionario, ha scritto: «E’
significativo che in nessuno scritto dei Padri post-apostolici si trovi il
minimo riferimento, la minima allusione e il minimo accenno al dono delle
lingue» (Cleon L. Rogers, Jr. «The Gift of Tongues in the Post Apostolic
Church»). …. Nei primi quattro-cinquecento anni della chiesa, gli unici a
parlare in «lingue» di cui si abbia notizia furono i seguaci di Montano,
dichiarato eretico (vedi capitolo 3), e del suo discepolo Tertulliano’ (John
MacArthur, ‘I Carismatici: prospettiva dottrinale del movimento carismatico’,
Edizioni Centro Biblico, 1987, pag. 197). |

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Ma questa è una spudorata menzogna, in quanto Ireneo
(115-150 – 202 circa), vescovo di Lione, che non era un eretico ma combatteva
gli eretici, – e che è tra i cosiddetti padri post-apostolici
http://www.catholicapologetics.org/ap040600.htm – nella sua famosa opera
apologetica Contro le Eresie che risale al 180 circa, scrisse quanto segue:
‘Dunque, anche, coloro che sono veramente Suoi discepoli, ricevendo grazia da
Lui, fanno nel suo Nome [miracoli], in maniera da promuovere il benessere di
altri uomini, secondo il dono che ognuno ha ricevuto da Lui. Perché alcuni
cacciano certamente e veramente diavoli, cosicché frequentemente quelli che
sono stati in questa maniera purificati dagli spiriti malvagi credono [in
Cristo] e si uniscono alla Chiesa. Altri hanno preconoscenza di cose a
venire: essi vedono visioni, ed emettono delle espressioni profetiche. Altri
ancora guariscono gli ammalati imponendo loro le mani, ed essi sono guariti.
Inoltre, sì, come ho detto, persino i morti sono stati risuscitati, e sono
rimasti in mezzo a noi per molti anni. E che dirò di più? Non è possibile
nominare il numero dei doni che la Chiesa [sparsa] per tutto il mondo ha
ricevuto da Dio nel nome di Gesù Cristo’ (Contro le Eresie, Libro II, cap.
32,4), |

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ed ancora:
‘Similmente, sentiamo molti fratelli nella Chiesa, i quali possiedono doni
profetici e che, per mezzo dello Spirito, parlano ogni genere di lingue e
manifestano [o portano alla luce] per l’utile comune le cose nascoste degli
uomini e dichiarano i misteri di Dio …’ (Contro le Eresie, Libro V, cap.
6,1). |

Da: http://www.newadvent.org/fathers/0103.htm
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Come si può vedere, la testimonianza di Ireneo è molto
chiara. Ai suoi giorni c’erano dei fratelli che parlavano in lingue per lo
Spirito. E si noti che non c’erano solo fratelli che parlavano in lingue, ma
anche credenti che profetizzavano, ricevevano rivelazioni divine, e che
compivano miracoli e guarigioni nel nome di Gesù. |
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Ireneo infatti usò i verbi AL PRESENTE e non AL PASSATO: |
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- fanno nel suo Nome
[miracoli] |
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- alcuni cacciano
certamente e veramente diavoli, cosicché frequentemente quelli che sono stati
in questa maniera purificati dagli spiriti malvagi credono [in Cristo] e si
uniscono alla Chiesa |
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- altri hanno
preconoscenza di cose a venire: essi vedono visioni, ed emettono delle
espressioni profetiche. |
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- altri ancora
guariscono gli ammalati imponendo loro le mani, ed essi sono guariti. |
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- molti fratelli
nella Chiesa possiedono doni profetici e per mezzo dello Spirito, parlano
ogni genere di lingue e manifestano [o portano alla luce] per l’utile comune
le cose nascoste degli uomini e dichiarano i misteri di Dio … |
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Questo dimostra che ai suoi giorni quelle manifestazioni
spirituali esistevano ancora e non si credeva affatto che con la morte degli
apostoli o con il completamento del canone del Nuovo Testamento fossero
cessate. |
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Se quindi si rileggono le parole di MacArthur alla luce di
quanto afferma Ireneo, non si può che gridare allo scandalo, perchè con le
sue parole lui ha voluto ingannare i fratelli. Non è solo la Bibbia infatti a
dargli torto, ma anche una testimonianza extra-biblica. Giudicate voi da
persone intelligenti. Questo dimostra che quando si vuole difendere una
menzogna si usano altre menzogne per soffocare la verità. |
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In merito poi alle parole di Paolo “quanto alle lingue,
esse cesseranno”, voglio darvi la corretta spiegazione biblica, che è
presente nel mio libro ‘Perchè un Cristiano non può e non deve essere un
cessazionista’. |
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‘Le lingue un giorno
cesseranno, infatti Paolo dice ai santi di Corinto: “La carità non verrà mai
meno. Quanto alle profezie, esse verranno abolite; quanto alle lingue, esse
cesseranno; quanto alla conoscenza, essa verrà abolita; poiché noi conosciamo
in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sarà venuta,
quello che è solo in parte, sarà abolito. Quand’ero fanciullo, parlavo da
fanciullo, pensavo da fanciullo, ragionavo da fanciullo; ma quando son
diventato uomo, ho smesso le cose da fanciullo. Poiché ora vediamo come in
uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco
in parte; ma allora conoscerò appieno, come anche sono stato appieno
conosciuto. Or dunque queste tre cose durano: fede, speranza, carità; ma la
più grande di esse è la carità” (1 Corinzi 13:8-13). |
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Ma avete notato
quando cesseranno? Quando la perfezione sarà venuta, difatti allora verranno
abolite le profezie, come anche verrà abolita la conoscenza. E quando verrà
la perfezione per i santi? Quando essi otterranno un corpo perfetto, cosa che
avverrà alla resurrezione dei giusti al ritorno di Cristo. |
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In merito alla
perfezione che ha da venire vorrei farvi notare questo. Noi abbiamo già
ottenuto una perfezione, quella quanto alla coscienza, secondo che è scritto:
“Poiché la legge, avendo un’ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle
cose, non può mai con quegli stessi sacrificî, che sono offerti
continuamente, anno dopo anno, render perfetti quelli che s’accostano a Dio.
Altrimenti non si sarebb’egli cessato d’offrirli, non avendo più gli
adoratori, una volta purificati, alcuna coscienza di peccati? Invece in quei
sacrificî è rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati; perché è impossibile
che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati. (Ebrei 10:1-4), ed anche:
“… noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo
fatta una volta per sempre. E mentre ogni sacerdote è in piè ogni giorno
ministrando e offrendo spesse volte gli stessi sacrificî che non possono mai
togliere i peccati, questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i
peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio, aspettando
solo più che i suoi nemici sian ridotti ad essere lo sgabello dei suoi piedi.
Perché con un’unica offerta egli ha per sempre resi perfetti quelli che son
santificati” (Ebrei 10:10-14). E’ di questa perfezione che parla sempre lo
scrittore agli Ebrei più avanti quando, dopo avere elencato tanti esempi di
fede, dice: “E tutti costoro, pur avendo avuta buona testimonianza per la
loro fede, non ottennero quello ch’era stato promesso, perché Iddio aveva in
vista per noi qualcosa di meglio, ond’essi non giungessero alla perfezione
senza di noi” (Ebrei 11:39-40). Quindi, questa perfezione quanto alla
coscienza è giunta con la venuta di Cristo, perchè è stato grazie al suo
sacrificio che noi siamo stati resi perfetti quanto alla coscienza. |
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Ma come abbiamo
visto, Paolo parla di un’altra perfezione, che ha da venire, e questa è quella
del corpo, che noi sperimenteremo alla resurrezione dei morti, in quanto in
quel giorno otterremo la redenzione del corpo, o meglio la piena redenzione.
E difatti Paolo nello scrivere ai santi di Filippi, mette la perfezione in
relazione alla resurrezione dei morti, secondo che dice: “Ma le cose che
m’eran guadagni, io le ho reputate danno a cagion di Cristo. Anzi, a dir
vero, io reputo anche ogni cosa essere un danno di fronte alla eccellenza
della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale rinunziai a tutte
codeste cose e le reputo tanta spazzatura affin di guadagnare Cristo, e
d’esser trovato in lui avendo non una giustizia mia, derivante dalla legge,
ma quella che si ha mediante la fede in Cristo; la giustizia che vien da Dio,
basata sulla fede; in guisa ch’io possa conoscere esso Cristo, e la potenza
della sua risurrezione, e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso
conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla
risurrezione dai morti. Non ch’io abbia già ottenuto il premio o che sia già
arrivato alla perfezione; ma proseguo il corso se mai io possa afferrare il
premio; poiché anch’io sono stato afferrato da Cristo Gesù. Fratelli, io non
reputo d’avere ancora ottenuto il premio; ma una cosa fo: dimenticando le cose
che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno dinanzi, proseguo
il corso verso la mèta per ottenere il premio della superna vocazione di Dio
in Cristo Gesù” (Filippesi 3:7-14). Avete notato che Paolo immediatamente
dopo avere detto “per giungere in qualche modo alla risurrezione dai morti”
dice: “Non ch’io abbia già ottenuto il premio o che sia già arrivato alla
perfezione; ma proseguo il corso se mai io possa afferrare il premio”? E
quando otterremo il premio? Non è forse al ritorno di Cristo, in quanto Gesù
dice: “Ecco, io vengo tosto, e il mio premio è meco per rendere a ciascuno
secondo che sarà l’opera sua” (Apocalisse 22:12)? E quindi vedete che anche
la perfezione a cui Paolo riteneva di non essere ancora giunto, l’avrebbe
ottenuta alla resurrezione dei giusti che si verificherà al ritorno di
Cristo. |
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Che la perfezione di
cui parla Paolo quando dice “ma quando la perfezione sarà venuta, quello che
è solo in parte, sarà abolito”, è quella che otterremo alla resurrezione dei
morti perchè è in quel giorno che si compirà la nostra piena redenzione, e
quindi le lingue dureranno fino ad allora, è confermato sempre da Paolo
quando dice ai santi di Efeso: “In lui voi pure, dopo aver udito la parola
della verità, l’evangelo della vostra salvazione, in lui avendo creduto,
avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il
quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che
Dio s’è acquistati, a lode della sua gloria” (Efesini 1:13-14). Qualcuno
dirà: ‘Cosa c’entra questo passo con il parlare in lingue?’ C’entra, perchè
quando Paolo parla del suggello dello Spirito Santo che era stato promesso si
riferisce alla promessa dello Spirito Santo, che nella vita del credente si
adempie quando viene battezzato con lo Spirito e parla in lingue. Vi ricordo
infatti che l’apostolo Pietro quando il giorno della Pentecoste parlò ai
Giudei, disse loro: “Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti
siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e
avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora
vedete e udite” (Atti 2:32-33). Per cui il parlare in lingue che avevano
sentito quei Giudei faceva parte della promessa dello Spirito, o meglio del
suggello dello Spirito Santo che era stato promesso. Cosa dice Paolo di
questo suggello? Che esso è pegno della nostra eredità fino alla nostra piena
redenzione. Se dunque questo pegno durerà fino alla piena redenzione,
significa che durerà fino alla resurrezione dei morti in Cristo che si
verificherà al ritorno di Cristo, e se durerà fino ad allora è evidente che
anche il parlare in lingua che fa parte del suggello dello Spirito Santo che
era stato promesso, durerà fino ad allora. Dunque, quando i santi di Efeso
che avevano ricevuto il suggello dello Spirito dopo avere creduto lessero
queste parole, compresero immediatamente che il parlare in altra lingua
sarebbe durato fino al ritorno di Cristo. |
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E tra quei santi
c’erano pure i circa dodici discepoli che Paolo incontrò ad Efeso, incontro
del quale negli Atti leggiamo quanto segue: “Or avvenne, mentre Apollo era a
Corinto, che Paolo, avendo traversato la parte alta del paese, venne ad
Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, ai quali disse: Riceveste voi lo Spirito
Santo quando credeste? Ed essi a lui: Non abbiamo neppur sentito dire che ci
sia lo Spirito Santo. Ed egli disse loro: Di che battesimo siete dunque stati
battezzati? Ed essi risposero: Del battesimo di Giovanni. E Paolo disse:
Giovanni battezzò col battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che
credesse in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù. Udito questo, furon
battezzati nel nome del Signor Gesù; e dopo che Paolo ebbe loro imposto le
mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano.
Erano, in tutto, circa dodici uomini” (Atti 19:1-7). |
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Ora, vi domando: ‘Ma
quando quei discepoli, che parlavano in altra lingua, lessero nell’epistola
di Paolo “In lui voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l’evangelo
della vostra salvazione, in lui avendo creduto, avete ricevuto il suggello
dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra
eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio s’è acquistati, a lode
della sua gloria” (Efesini 1:13-14), pensate voi che essi abbiano pensato che
il parlare in lingue – che faceva parte del suggello dello Spirito Santo che
era stato promesso e che essi avevano ricevuto dopo che avevano creduto –
sarebbe cessato con il completamento del canone del Nuovo Testamento?’ Io credo
che una cosa del genere non gli sia venuta minimamente in mente, perchè le
parole di Paolo fecero loro chiaramente intendere che invece esse dureranno
fino alla resurrezione dei giusti (che vi ricordo nelle epistole di Paolo in
alcuni punti poteva sembrare che si sarebbe verificata in quella generazione
o comunque che non era poi così distante nel tempo, come quando dice ai
Tessalonicesi: “Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi
viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo
quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con potente grido,
con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in
Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo
insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e
così saremo sempre col Signore” 1 Tessalonicesi 4:15-17). Se questo dunque fu
quello che compresero i santi di Efeso, anche noi oggi dobbiamo intendere che
le lingue cesseranno alla nostra piena redenzione. |
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Inoltre, se le
lingue fossero cessate perchè la perfezione è già giunta (e questa sarebbe
costituita dal completamento del canone della Bibbia come affermano i
cessazionisti), di conseguenza dovrebbe essere stata abolita pure la conoscenza,
perchè la parziale conoscenza sarebbe stata abolita alla perfezione. Ma non
mi risulta che noi attualmente possiamo dire di conoscere appieno. |
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E poi, se la
perfezione fosse stata il completamento del canone della Bibbia, allora ciò
vuol dire che l’apostolo Paolo non giunse alla perfezione mentre noi sì,
infatti Paolo sarebbe morto attorno all’anno 67 dopo Cristo, mentre la
perfezione sarebbe venuta attorno alla fine del primo secolo dopo Cristo (il
libro dell’Apocalisse infatti sarebbe stato scritto in quel periodo). E
questo è folle solo pensarlo. Seguendo il ragionamento dei cessazionisti, noi
conosceremmo appieno mentre Paolo conosceva in parte!! Ecco a quale assurda
conclusione si arriverebbe. |
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Ma io dico pure
questo: ‘Ma voi ve li immaginate i santi di Corinto quando lessero per la
prima volta questa epistola, cominciare a dire che Paolo aveva detto che
quando il canone sarebbe stato completato sarebbero cessate le lingue?’ Noi
proprio no, perchè i santi di Corinto non arrivarono a dire tale assurdità
sulle lingue. E poi, proseguo io, come avrebbero potuto pensare che una volta
completato il canone (completamento del canone del Nuovo Testamento di cui
peraltro nella Chiesa in quel tempo non si parlava affatto perchè il problema
di stabilire il canone completo del Nuovo Testamento sorse molto tempo dopo!)
Dio avrebbe smesso di concedere le lingue, quando Paolo aveva loro detto
all’inizio della sua epistola: “Io rendo del continuo grazie all’Iddio mio
per voi della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù; perché in lui
siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni
conoscenza, essendo stata la testimonianza di Cristo confermata tra voi; in
guisa che non difettate d’alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del
Signor nostro Gesù Cristo, il quale anche vi confermerà sino alla fine, onde
siate irreprensibili nel giorno del nostro Signor Gesù Cristo” (1 Corinzi
1:4-8)? Notate che Paolo gli dice che essi non difettavano d’alcun dono
mentre aspettavano la manifestazione del Signore Gesù Cristo (e questo era
dovuto al fatto che la testimonianza di Cristo era stata confermata tra
loro), il che vuol dire implicitamente che i doni sarebbero cessati quando
Cristo sarebbe tornato, infatti per manifestazione di Cristo si intende la
sua apparizione dal cielo, secondo che è scritto: “Diletti, ora siam
figliuoli di Dio, e non è ancora reso manifesto quel che saremo. Sappiamo che
quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli
è” (1 Giovanni 3:2). |
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Ora, noi sappiamo
che talvolta gli apostoli quando parlavano del ritorno di Cristo (o della sua
apparizione dal cielo), ne parlavano in maniera tale che apparentemente
sembrava che potesse verificarsi nella loro generazione, come per esempio – e
questo l’ho detto anche poco fa – quando Paolo dice ai Tessalonicesi: “Poiché
questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo
rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono
addormentati; perché il Signore stesso, con potente grido, con voce
d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo
risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem
con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così
saremo sempre col Signore” (1 Tessalonicesi 4:15-17). E’ evidente dunque che
quando i santi di Corinto sentirono parlare l’apostolo in quel modo,
compresero che i doni sarebbero durati fino al ritorno di Cristo: non importa
che lasso di tempo sarebbe rimasto fino al ritorno di Cristo, una cosa è
certa, Dio li avrebbe confermati fino a quell’evento, non privandoli d’alcuno
dei doni che essi possedevano, tra cui c’era quello delle lingue. |
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Quello che voglio
dire è che per l’apostolo che una Chiesa di Dio non difettasse d’alcun dono
nell’attesa del ritorno di Cristo era una cosa normale, che poteva accadere.
Ecco perchè i cessazionisti mentono contro la verità, quando dicono che le
lingue sono cessate’. |
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Quindi, mi rivolgo a voi Evangelici cessazionisti dicendovi
che siete rimasti vittime di un grande inganno perpetrato a vostro danno dal
padre della menzogna, cioè dal diavolo. Ravvedetevi quindi e accettate quello
che dice la Bibbia sulle lingue, e sulle altre manifestazioni dello Spirito,
e cioè che esse non sono cessate, ma sono ancora oggi per la Chiesa
dell’Iddio vivente e vero. |
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Chi ha orecchi da udire, oda. |
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Giacinto Butindaro |