Don Francesco Fruscio, 'fratello in Cristo' di Corrado Salmè, rende il culto a San Ruggiero

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Foto: La benedizione della Cittadella di Canne dall'Oasi di pace del Santuario con la reliquia del braccio di San Ruggiero da parte di don Francesco Fruscio (foto esclusiva La Gazzetta dell'Archeologia on line)

 

 

 

Fratelli nel Signore, in base alle parole di Corrado Salmè, tra lui e Don Francesco Fruscio e il gruppo ‘Infuocati per Dio’ di Barletta è nato un bellissimo rapporto di amicizia e di stima, e nel 2008 Corrado Salmè è stato invitato da Don Francesco tramite altri cattolici romani, che lui chiama fratelli ‘io li chiamo fratelli perché tali sono all’interno della Chiesa Cattolica’, a partecipare ad una evangelizzazione che come dimostrato aveva lo scopo di far rientrare nella Parrocchia le pecore perdute.

Ora in questo articolo viene raccontato e documentato come Don Francesco Fruscio, ‘il fratello in Cristo’ di Corrado Salmè, non molti giorni fa ha partecipato all’anniversario della traslazione di ‘San Ruggiero’. Giudicate voi da persone intelligenti se un tale uomo è degno di essere chiamato figlio di Dio e quindi nostro fratello quando è immerso nell’idolatria con tutto sé stesso.

E’ veramente sconcertante che un pastore evangelico chiami un idolatra ‘fratello in Cristo’, ed anche molto preoccupante perché molti si fideranno di queste sue parole che sono bugiarde perchè secondo la Scrittura gli idolatri non sono nostri fratelli in Cristo.

 

Chi ha orecchi da udire oda

 

Giacinto Butindaro

 

 

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29/04/2010. CANNE DELLA BATTAGLIA - IL BUSTO DI SAN RUGGIERO AL SANTUARIO PER IL 734° ANNIVERSARIO DELLA TRASLAZIONE.

 

Grande partecipazione popolare di fedeli alla “due giorni” di manifestazioni liturgiche e folcloristiche organizzate in occasione del 734° anniversario (1276-2010) della traslazione del corpo di San Ruggiero, Vescovo di Canne, patrono principale di Barletta e co-patrono dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, a cura della omonima Parrocchia Santuario a Canne della Battaglia, località Boccuta.

 

Il momento più suggestivo e spirituale è certamente consistito martedì 27 aprile, festa liturgica, nell’arrivo verso il tramonto del busto argenteo raffigurante San Ruggiero al Santuario dopo il trasferimento dalla clausura del monastero di via Cialdini: processione, preghiere ed infine la sosta nel belvedere (battezzato come Oasi della pace) per la benedizione particolare rivolta alla dirimpettaia Cittadella di Canne, distante in linea d’aria poche centinaia di metri e dove ancora oggi si possono visitare i resti della “maior cannensis ecclesia”, la basilica dove ebbe la sede vescovile e fu ai suoi tempi una forte personalità carismatica di grande autorità sia nella Chiesa che nell’autorità politica dell’epoca.

Davvero una “prima volta” di assoluta importanza anche storica per il Santuario, a distanza di decenni da quella “ultima volta” che si svolse invece in altre circostanze proprio nella Cittadella, con la lunghissima processione attraverso il decumano, la strada principale dell’antichissima Canne, verso la colonna che domina tuttora la vallata ofantina fino al Gargano.

 

Dal sarcofago di pietra, purtroppo rovinato e tuttora con la lastra spezzata da un incivile atto vandalico, le reliquie furono traslate nel 1276 durante il tempo di Pasqua a Barletta, prima nella Cattedrale e poi nell’attuale convento delle monache benedettine celestine di via Cialdini, dove sono oggetto di un culto ancora sinceramente popolare benché a “presidiare” le ossa e l’intero complesso abbaziale via sia ormai una comunità monacale recentemente… rinforzata dall’arrivo di tre suore filippine, presenti alle liturgie a Canne. Una presenza di speranza e di fiducia, come sottolineato dall’arcivescovo mons. Pichierri nella sua omelia davanti ad un foltissimo pubblico, col sindaco Maffei e le autorità civili e militari.

L’occasione è stata propizia per presentare alla cittadinanza il neonato Centro di accoglienza avviatosi a diventare una vera e propria “fraternità” di numerose famiglie sotto la guida pastorale del parroco e rettore don Francesco Fruscio, giovane e zelante canonico animato dall’impegno di fare del Santuario diocesano dedicato al nome di San Ruggiero un punto di riferimento per i ritiri e gli esercizi spirituali pienamente immerso nel silenzio e nella quiete della Boccuta a Canne della Battaglia.

Domenica 25, si è svolto lo spettacolo folcloristico con animazione nel Santuario di gruppi storici a tema (giullari, saltimbanchi, mangia fuochi e costumi a tema), ideato dal Presidente dell’Associazione Phoenix Paolo Mancini e dallo scenografo Francesco Gorgoglione.

Scheda storica a cura di Paolo Mancini, presidente dell’Associazione Phoenix, che curerà la rievocazione storica della traslazione.

Si è intesa realizzare la rievocazione dell’ evento storico inerente alla dolorosa migrazione dagli abitanti dell’ antica Canne della Battaglia, costretti ad abbandonare in massa quella terra , portando con sè le preziose Reliquie del loro venerato Patrono, San Ruggero Vescovo.

Gli antichi Cannensi, infatti, reduci della devastante distruzione della loro città avvenuta nel 1083 per mano del normanno Roberto il Guiscardo, tentarono più volte di riprendere le sorti della loro città, grazie soprattutto all’ instancabile lavoro dell’umile vescovo Ruggero. Però, la morte dell’amato Vescovo, avvenuta il 30 dicembre 1060/1070, infranse tutte le speranze di rinascita della città. Infatti il 27 aprile del 1276 i Cannensi migrarono nella vicina Barletta. Anche le spoglie del loro tanto amato Vescovo furono traslate a Barletta presso la chiesa di S. Stefano del monastero delle suore Benedettine Celestine.

 

A distanza di oltre sette secoli, si intende “richiamare” questo antico evento, per ridare memoria storica ai figli di Barletta, che spesso non conoscono l’evento medesimo e il santuario stesso, valorizzando così anche il sito archeologico di Canne della Battaglia e restituendo al contempo al Santuario di S. Ruggero, sito attualmente nella stessa Canne, la sua giusta importanza, rinnovando cosi la cultura storica, l’arte, la spiritualità e la fede che nel tempo si era affievolita. Infatti, purtroppo è risaputo che il Santuario è stato per diversi anni trascurato e dimenticato. La rievocazione storica è stata così attuata. In primis, la celebrazione di una messa solenne in onore di S. Ruggiero officiata dal Rev. Canonico Don Francesco Fruscio, che ha riunito il popolo presente per la cerimonia liturgica.

La solenne cerimonia si è svolta all’aperto, nel sito antistante il Santuario. Al termine della cerimonia è partito in corteo storico in abiti medievali, che arriverà ,“tra mille difficoltà”, sul sagrato del Santuario, dove sono state portate le reliquie del Santo per la venerazione del popolo. Tutto il corteo ha presentato una caratteristica particolare per la presenza di molti figuranti che indossavano abiti del tempo, secondo la loro condizione: mendicanti, monaci, armigeri, nomadi, dame, cavalieri ecc.

 

 

Notizia tratta da: http://www.comitatoprocanne.com/newsDett.asp?news=5745

 

 

 

 

 

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