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Lettera di una sorella a cui Dio ha fatto capire l’errore che fa la Chiesa dei Fratelli nel rigettare le lingue, e mia risposta ad un suo quesito |
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In
data 18 Aprile 2010 ho ricevuto questa lettera da parte di una sorella che è
nata di nuovo in seno ad una Chiesa Pentecostale, ma che essendosi trasferita
in un altro luogo, si era messa a frequentare una Chiesa dei Fratelli, che
rigetta le lingue come manifestazione procedente dallo Spirito Santo. Ecco la lettera: Caro
fratello, sono felice di essermi iscritta alla tua lista … questo articolo
sulle lingue (n.d.e. ‘Le
lingue a Pentecoste non furono date per evangelizzare’) ci voleva
proprio! Sono nata di nuovo nel SIGNORE GESU’ CRISTO in una Chiesa
Pentecostale, ma mi sono trasferita dopo qualche anno frequentando per quasi
quattro anni la Chiesa dei Fratelli fino a che DIO ha chiamato me e la mia
famiglia a tornare “a casa”, nella Chiesa pentecostale. La cosa che mi ha più
stupita è che, nonostante le mie resistenze, ho subito realizzato che il dono
delle lingue (o battesimo in Spirito Santo) (non so ancora bene fare la
differenza fra i due a dire il vero…) non mi aveva mai lasciato, nonostante
per 4 anni non l’avessi mai esercitato, anzi la Chiesa dei fratelli mi avesse
convinto a “rigettarlo” e quindi avevo cercato di abbandonarlo. Ma IL SIGNORE
mi ha concesso di lasciarmelo, e, una volta che GESU’ IL SIGNORE ha vinto in
me le resistenze, ho ricominciato a lodare in lingue come se quattro anni di
“stacco” non fossero mai avvenuti… questo mi ha convinto il dono venga
realmente da DIO, in base a quel passo che dice che “i doni e la vocazione di
DIO sono senza pentimento” . Se ti è possibile caro fratello ti chiederei di
aiutarmi a fare chiarezza fra la differenza fra “dono lingue” e “battesimo in
Spirito Santo”. TI RINGRAZIO MOLTO. IL SIGNORE TI GUIDI SEMPRE. UNITI IN
CRISTO. Ecco la mia
risposta: Sorella
nel Signore, innanzi tutto sono grato a Dio per averti salvata, che è la cosa
più importante, e poi perché ti ha dato la grazia di sperimentare il
battesimo con lo Spirito Santo (così lo chiama la Scrittura) con l’evidenza
del parlare in altra lingua. Sono
anche grato a Dio che ti ha fatto capire che le lingue non le dovevi
rigettare, essendo una manifestazione dello Spirito concessa a tutti coloro
che vengono battezzati con lo Spirito Santo. Hai fatto quindi proprio bene a
lasciare la Chiesa dei Fratelli per tornare in una Chiesa Pentecostale,
perché purtroppo in seno alla Chiesa dei Fratelli le lingue – a prescindere
che siano vere o false - vengono praticamente tutte rigettate, anche se loro
dicono di rigettare solo le false lingue. Ora,
in merito alla tua domanda, ti dico questo. Il battesimo con lo Spirito Santo
è legato strettamente al parlare in altra lingua, in quanto secondo quanto
insegna la Scrittura il parlare in altre lingue è un fenomeno spirituale
prodotto dallo Spirito Santo nel credente quando questi viene battezzato (da
Cristo) con lo Spirito Santo, in altre parole quando il credente viene
riempito di Spirito Santo. Che essere battezzati con lo Spirito Santo ed
essere riempiti con lo Spirito sia la stessa esperienza è confermato dal
fatto che prima che Gesù ascendesse in cielo disse ai suoi discepoli:
“Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo
fra non molti giorni” (Atti 1:5) e poi, pochi giorni dopo quando si adempì
questa promessa di Cristo essi furono ripieni di Spirito Santo secondo che è
scritto: "E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano
insieme nel medesimo luogo. E di subito si fece dal cielo un suono come di
vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano. E
apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una
su ciascuno di loro. E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e
cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro
d’esprimersi" (Atti 2:1-4). Ora, che cosa avvenne quando essi furono
ripieni di Spirito Santo? Essi cominciarono (il che significa che prima ciò
non avveniva) a parlare in altre lingue secondo che lo Spirito dava loro
d’esprimersi. Ecco dunque comparire per la prima volta il parlare in altre
lingue nella vita dei discepoli del Signore. Stabilito che il parlare in
altre lingue segue immediatamente il riempimento di Spirito Santo, è evidente
che esso è un segno che attesta che il credente ha sperimentato il
riempimento di Spirito Santo. Se dunque questo fenomeno spirituale manca, ciò
vuol dire che ancora il credente in questione non è ancora riempito di
Spirito Santo o battezzato con lo Spirito Santo. Viene
quindi da domandarsi: ‘Ma allora il credente che ancora non parla in altra
lingua non ha ancora lo Spirito Santo perché non ne è ripieno?’ No, qui
bisogna fare una precisazione, non è che lui non ha lo Spirito Santo, lui non
ne è ripieno, il che è differente. Facciamo un esempio; se io dico che il mio
bicchiere non è pieno di acqua, non voglio certo dire con questo che dentro
di esso non c’è una goccia di acqua, ma solo che non c’è abbastanza acqua
all’interno da poterlo definire pieno. Un po’ d’acqua c’è dunque, ma non fino
all’orlo o quasi. La stessa cosa vale per un cristiano che ancora non è
ripieno di Spirito Santo, egli ha una certa misura di Spirito Santo ma non ne
è ancora pieno. Tutto qua quindi. E che il credente che ancora non è
battezzato con lo Spirito Santo, o ripieno di Spirito Santo, ha una misura di
Spirito Santo in lui è attestato dal fatto che lui si sente di essere di
Cristo, di essere un figlio di Dio e difatti chiama Dio Padre. Come può avere
questa sicurezza al suo interno? In virtù della testimonianza dello Spirito
Santo che è nel suo cuore. Paolo spiega questo ai Romani quando dice:
"Poiché voi non avete ricevuto lo spirito di servitù per ricader nella
paura; ma avete ricevuto lo spirito d’adozione, per il quale gridiamo: Abba!
Padre! Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo
figliuoli di Dio; e se siamo figliuoli, siamo anche eredi; eredi di Dio e
coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati
con lui" (Romani 8:15-17). Stando dunque così le cose, il credente non
ancora ripieno di Spirito Santo, è di Cristo, è un figlio di Dio, e ciò in
virtù di quella misura di Spirito Santo che è in lui dal momento in cui ha
creduto. Se egli non avesse neppure questa misura di Spirito Santo, allora sì
non sarebbe di Cristo secondo che è scritto: "Or voi non siete nella
carne ma nello spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi; ma se uno non
ha lo Spirito di Cristo, egli non è di lui" (Rom. 8:9), ma dato che Egli
ce l’ha perché nel momento in cui si è pentito dei suoi peccati ed ha creduto
in Cristo lo Spirito Santo è venuto in una certa misura ad abitare in lui,
allora egli è di Cristo. A
questo punto sorge spontanea un’altra domanda: ‘Se egli ha lo stesso una
certa misura di Spirito Santo, che cosa gli serve il battesimo con lo Spirito
Santo?’ o in altre parole: ‘Che cosa ha di più di lui un credente che invece
è ripieno di Spirito Santo?’ La risposta è la seguente: il battesimo con lo
Spirito Santo gli è necessario per ricevere potenza dall’alto e questo perché
Gesù disse ai suoi a riguardo del battesimo con lo Spirito Santo che
avrebbero ricevuto: "Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo
verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e
Samaria, e fino all’estremità della terra" (Atti 1:8). Ecco dunque la
cosa che contraddistingue chi ha ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo
da chi ancora non lo ha ricevuto, la potenza. Su questo non c’è il benchè
minimo dubbio. E le lingue? Evidentemente anche le lingue saranno un segno
che contraddistinguerà il credente ripieno di Spirito Santo da quello che non
lo è ancora. Ma a questo punto è necessario spiegare qualche cosa sulle
lingue e precisamente sulla loro utilità che non viene quasi mai detta, e
cioè che chi parla in altra lingua parla a Dio (cfr. 1 Corinzi 14:2). E che
cosa dice a Dio? L’apostolo Paolo spiega che egli in ispirito proferisce
misteri (cfr. 1 Corinzi 14:2). E di che specie siano questi misteri egli lo
spiega quando fa capire che egli prega e intercede in altra lingua, rende
grazie a Dio in altra lingua, canta in altra lingua. Non importa se il
credente parla in una sola altra lingua straniera o in più lingue straniere
(in questo caso egli ha anche il dono della diversità delle lingue), il
credente parla a Dio. E’ utile parlare a Dio? Certo che lo è. In questo caso
il credente intercede per i santi in altra lingua chiedendo a Dio delle cose
per mezzo dello Spirito Santo (a lui sconosciute ma conosciute dallo
Spirito), rende grazie a Dio per i suoi benefici, canta le sue lodi in lingue
straniere con parole spirituali. Tutto ciò dunque avviene per lo Spirito
Santo per bocca del credente; tutto questo in altra lingua, sì, in altra
lingua. Chi può dire che queste cose non siano utili? Nessuno. Dunque la
mancanza della capacità di parlare in altre lingue non fa altro che impedire
al credente di pregare in altra lingua, di cantare in altra lingua, di
rendere grazie in altra lingua. Qualcuno forse dirà: ‘Ma a me basta pregare e
intercedere, rendere grazie e cantare a Dio in italiano in modo che capisco
tutto’. Ma questo parlare non è retto, perché se Dio ha voluto provvedere ai
suoi figliuoli la maniera per pregarlo, rendergli grazie e cantargli in altra
o altre lingue, non si può dire che basta parlare a Dio in italiano. E bada
bene che chi ha stabilito ciò è Dio, quello stesso Dio che ha fatto tutte le
cose con la sua infinita sapienza. Sarebbe come dire che io posso camminare
anche con una gamba sola! Non dico che non posso farcela lo stesso a
camminare, mi procuro delle stampelle e camminerò poi anch’io. Ma certamente
non potrò correre, non avrò le stesse capacità di chi ha due gambe. Dunque,
volendo, un credente può pure continuare a pregare, rendere grazie a Dio e
cantare a Dio solo in italiano, ma certamente avrà dei limiti, perché oltre
un limite non potrà andare, cosa che invece potrà chi parla in altra lingua. Dunque,
non è l’appartenenza a Cristo che contraddistingue chi parla in altre lingue
per lo Spirito da chi ancora non parla in lingue; non è la salvezza per cui
il primo la possiede mentre il secondo no, ma tutt’altra cosa, cioè la
potenza e la capacità di pregare, rendere grazie e cantare in altra lingua;
in altre parole il pregare, rendere grazie e cantare per lo Spirito. La
giusta espressione dunque da usare nei confronti dei fratelli che ancora non
parlano in altre lingue (come quelli delle Chiese dei Fratelli, Chiese
Battiste, Chiese Riformate, ecc.) è: ‘Questi fratelli ancora non sono
battezzati con lo Spirito Santo per cui ancora non hanno ricevuto potenza
dall'alto, e la capacità di pregare, rendere grazie e cantare a Dio in altre
lingue per lo Spirito Santo’. Inoltre
ti voglio dire pure questo: chi è battezzato con lo Spirito Santo non è più
salvato di chi ancora non è battezzato con lo Spirito; chi è battezzato con
lo Spirito non è più importante agli occhi di Dio di chi ancora non lo è; chi
è battezzato con lo Spirito non è un credente di prima categoria mentre chi
non è ancora battezzato è di seconda categoria; il primo e il secondo sono
ambedue fratelli, si devono accogliere in Cristo e rispettare, amare ed
aiutare. Chi è già battezzato con lo Spirito deve però dire la verità anche
su questa parte del consiglio di Dio e cioè che chi non parla in altra lingua
non è ancora battezzato con lo Spirito. Adesso
voglio parlarti della differenza tra segno delle lingue e dono delle lingue.
Ora, come ti ho detto poco fa, chi viene battezzato con lo Spirito Santo si
mette a parlare in altra lingua secondo che gli dà lo Spirito Santo. Ma tra
coloro che sono stati battezzati con lo Spirito Santo ci sono coloro a cui lo
Spirito concede di parlare più lingue straniere e non solo una. In questi
casi si deve parlare di dono della diversità delle lingue. Dunque la
differenza per ciò che concerne le lingue, è quella tra chi parla in una sola
lingua straniera e chi parla in più lingue straniere perché in questo secondo
caso ci troviamo davanti ad un credente che oltre ad essere battezzato con lo
Spirito ha il dono della diversità delle lingue (cfr. 1 Corinzi 12:10) che è
una capacità soprannaturale mediante la quale il credente parla varie lingue
straniere, capacità che non tutti coloro che sono battezzati con lo Spirito
hanno, ecco perché Paolo dice: "Parlano tutti in altre lingue?" (1
Corinzi 12:30). Che qui Paolo si riferisca alla capacità di parlare più
lingue straniere è evidente dal fatto che poco prima egli dice che Dio ha
costituito nella Chiesa tra le altre cose “la diversità delle lingue” (1
Corinzi 12:28). Naturalmente,
se questa capacità o questo dono il credente lo riceve quando viene
battezzato con lo Spirito Santo egli comincerà a parlare varie lingue
straniere sin dal momento in cui viene battezzato con lo Spirito Santo, per
cui nel suo caso specifico il segno e il dono saranno considerati ‘uguali’
perché egli verrà sentito parlare più lingue straniere invece che una
soltanto. Nel caso però il credente quando viene battezzato con lo Spirito
Santo comincia a parlare in una sola altra lingua allora si deve parlare solo
di segno perché è assente il dono della diversità delle lingue. Tuttavia
una cosa deve essere chiara, il parlare in altra lingua, non importa se in
una sola lingua o in più lingue, in sé stesso costituisce un segno per gli
increduli perché Paolo dice che “le lingue servono di segno non per i
credenti ma per i non credenti” (1 Corinzi 14:22). E’ evidente infatti che se
un non credente che conosce sia l’arabo che l’ebraico, sente un credente
italiano, che non conosce nessuna di queste lingue, lodare Dio in una sola di
queste lingue o in ambedue le lingue, la cosa susciterà in lui eguale
meraviglia. Ti faccio un altro esempio; è evidente che una guarigione di un
credente malato non importa se fatta tramite un singolo fratello che ha i
doni di guarigione o tramite gli anziani di una Chiesa che lo ungono d’olio
nel nome del Signore e pregano su lui (e quindi anche se nessuno degli
anziani ha dei doni di guarigione) costituisce un segno per un non credente
che è testimone della guarigione e questo perché la guarigione di un infermo nel
nome di Gesù Cristo è un segno. Gesù non ha forse detto che tra i segni che
accompagneranno coloro che credono c’è quello che essi imporranno le mani
agli infermi ed essi guariranno (cfr. Marco 16:18)? Ha forse fatto
distinzione tra un imposizione delle mani sull’infermo fatta da un credente
con dei doni di guarigione e quella fatta da un credente che non ha questi
doni? No, eppure il segno rimane. Così è nel campo delle lingue, o un
credente parla per lo Spirito in una sola lingua straniera o in più lingue
straniere con il dono della diversità delle lingue, quel parlare è un segno
per i non credenti. Fiducioso
nel Signore che Egli ti darà intelligenza in ogni cosa, ti saluto nel
Signore. Stai
salda nella fede, e attaccata al sano insegnamento guardandoti da tutti
coloro che impediscono il parlare in altra lingua. La
grazia del Signore sia con te Giacinto
Butindaro |
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