Confutazione della teologia del dominio

(sostenuta in Italia dal Movimento socio politico 'PA.C.E.')

 

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Confutazione della teologia del dominio

 

 

Introduzione

 

Si chiama ‘la teologia del dominio’ (‘Dominion Theology’) perché afferma che i Cristiani hanno ricevuto il mandato divino di assumere il dominio del mondo intero (mettendosi a occupare o controllare le istituzioni secolari delle nazioni) in attesa del o per preparare il ritorno di Cristo.

Ecco per sommi capi cosa dicono coloro che sostengono questa dottrina. L’uomo perse il governo del mondo quando Adamo ed Eva peccarono nel Giardino dell’Eden, e lo consegnarono nelle mani di Satana. Dio perciò ‘perse il controllo’ della terra, ma da allora ha cercato un ‘popolo del patto’ che riprenda dalle mani di Satana quel dominio che ha perduto. Questo popolo lo ha trovato nella Chiesa, che deve quindi strappare dalle mani di Satana il dominio che esercita sul mondo. La Chiesa deve assumere il controllo dei regni della terra – cioè delle istituzioni educative, scientifiche, politiche, economiche, ecc – stabilendo così la giustizia di Dio sulla terra. In altre parole la Chiesa di Dio deve sottomettere la terra perché questo è quello che Dio comandò al primo uomo di fare (Genesi 1:28). Essi sostengono che dato che Cristo ha ogni autorità in cielo e in terra, anche i Suoi discepoli hanno ogni autorità in cielo e sulla terra, perché essi hanno lo stesso Spirito che era in Gesù. Come potrà la Chiesa raggiungere questo obbiettivo? Attraverso la santificazione (in particolare pregando) e l’evangelizzazione, ed attraverso un processo politico e riformatore. Questo significa che i Cristiani devono diventare politicamente e socialmente attivi, nel senso che devono darsi alla politica candidando alcuni d’infra loro alle varie cariche istituzionali ed eleggendoli, affinché questa profonda riforma sociale e politica possa avere luogo. I Cristiani devono cambiare le leggi della nazione dove vivono, eleggere altri Cristiani al governo nazionale e locale per assumere il governo del mondo. In questa maniera molte più persone si convertiranno a Cristo. Dio è con loro in questo progetto e perciò essi non potranno fallire. Nel periodo che il governo del mondo sarà nelle mani del Corpo di Cristo – che sarà una sorta di età dell’oro, Satana sarà quindi sotto i piedi della Chiesa. E tutti coloro che non si sottoporranno alle leggi del Regno saranno puniti. Qui c’è da fare però una distinzione tra le punizioni che saranno inflitte dalla Chiesa e quelle inflitte dallo stato. Perché solo lo Stato potrà mettere a morte i criminali (bestemmiatori, omicidi, adulteri, streghe, omosessuali, ecc.). - E’ vero che non tutti i sostenitori della teologia del Regno sono a favore della pena di morte perché questa è una posizione estrema, ma esiste questa posizione e molti che non dichiarano apertamente la loro posizione-pro pena di morte nutrono delle forte simpatie verso di essa. - Per quanto riguarda invece i crimini che ricadono sotto la giurisdizione del governo ecclesiale, la Chiesa potrà scomunicare i suoi membri e pronunciare delle maledizioni su coloro che peccano, ma la Chiesa non potrà metterli a morte. Dopo che questo mondo sarà purgato dal male, la terra sarà pronta per essere consegnata a Gesù al suo ritorno. Alla luce di questo insegnamento quindi la Chiesa ha fallito. La ragione di questo fallimento è che essa non ha capito cosa Gesù volle dire quando comandò ai suoi discepoli di andare e fare discepoli di tutte le nazioni e di essergli testimoni fino alle estremità della terra. Essere testimoni di Cristo significa dimostrare il Regno sulla terra, prendere il dominio, e sottoporre ogni cosa alla signoria di Cristo. E per dimostrare il Regno la Chiesa deve essere prospera.

Questa dottrina si è diffusa anche in Italia, e viene sostenuta da varie Chiese Evangeliche, tra cui delle Chiese Pentecostali. Adesso per dimostrarvi ciò vi citerò varie dichiarazioni prese da un libro dal titolo ‘Perché la chiesa va in politica’ presente sul sito http://www.peace.it/, che è il sito del Movimento sociopolitico ‘PA.C.E. che sta per Patto Cristiano Esteso, fondato nel 1994 da Gilberto Perri, attualmente pastore di una chiesa a Reggio Calabria. A questo movimento aderisce, tra gli altri, anche Lirio Porrello  pastore della comunità evangelica ‘Parola della grazia’ di Palermo e a capo del movimento di Chiese che porta il medesimo nome e che ha varie Chiese in tutta Italia. Qui nel Lazio alle ultime elezioni politiche sono stati candidati due pastori, uno di Roma, Stefano Bogliolo, pastore della Chiesa Evangelica di Torre Angela (Roma), e l’altro di Latina, Claudio Zappalà, pastore della chiesa evangelica di Sonnino. Questo movimento sociopolitico è in contatto con la Christian Coalition of America, fondata nel 1989 dall’evangelista americano Pat Robertson, che è bene tenere a mente è a favore della pena di morte, infatti nel 1988 quando era uno dei candidati Repubblicani alla presidenza degli Stati Uniti d’America affermò: “Non vedo francamente niente di sbagliato nella pena di morte contro i crimini federali’ (‘I can't see frankly anything wrong with a death penalty for federal crimes.’). Questo Pat Robertson agli inizi del 2007 (2 Gennaio) disse che mentre era in preghiera Dio gli aveva rivelato che gli Stati Uniti d’America avrebbero subito un attacco terroristico che avrebbe causato un massacro quantificato in milioni di vittime, e questo attacco si sarebbe verificato durante il 2007 dopo il mese di Settembre.

Ora, partendo dal presupposto che Gesù ha portato il regno di Dio sulla terra, e che il tema centrale dell’Evangelo è il Regno di Dio, ci viene detto nel suddetto libro:

‘Il Regno di Dio mette tutta la Chiesa e tutti i credenti al servizio di Cristo, per giungere ad un obiettivo corale che consiste nel togliere a satana il governo del mondo e consegnare l’umanità nelle mani di Gesù Cristo. Per la realizzazione del Regno di Dio occorre certamente la santità dell’uomo e la spinta evangelistica della Chiesa, che in quanto mamma partorisce figli a Dio. Dopo la nascita dei figli di Dio, resta come e dove collocare questi figli: per questo il Signore ha fondato il Regno di Dio sulla terra, ovvero ambito del governo di Dio. Dio manda il Re per il Regno e sta a noi espandere il regno per il Re. I Nati di nuovo devono essere preparati al Regno e devono vivere per la realizzazione del Regno di Dio, nel quale invitare il Re a regnare. Cosa abbiamo fatto fino ad oggi per questo Regno? Molti si sono soffermati all’obiettivo personale e personalistico della “santità”, altri più audaci si sono spinti nell’evangelizzazione, ma ancora pochi, molto pochi, sono coloro che sono entrati nel mondo per essere sale e luce: per dare sapore, per illuminare, per fare regnare Gesù Cristo’ (pag. 7) ‘Edificare il Regno significa smettere di pensare che questo sia qualcosa che Lui stesso dovrà fare alla Sua seconda venuta ed accettare la responsabilità di .…. essere elemento di cambiamento nella nostra società’ (pag. 12), in altre parole la responsabilità di mettersi a fare politica e cambiare la società per metterla sotto il governo della Chiesa. Chi non accetta questa responsabilità ignora ‘il mandato chiaro e diretto che il re Gesù lasciò ai cittadini del suo Regno’ (pag. 13), e quindi non ubbidisce all’Evangelo del Regno, perché l’Evangelo del Regno abbraccia e implica questo aspetto. L’Evangelo che dunque viene predicato dalla maggioranza dei Cristiani non è completo, perché ‘viene predicato un solo aspetto dell’evangelo: la redenzione dell’uomo caduto’ (pag. 17). Bisogna dunque che noi Cristiani ampliamo la visione dell’evangelo, in altre parole noi dobbiamo ‘comprendere che la nostra funzione non è solo predicare il perdono dei peccati dell’individuo’ (pag. 18). L’Evangelo deve includere oltre all’aspetto di redimere l’uomo caduto, quello di ‘ridare giustizia alle istituzioni cadute, cioè, farle ritornare alle funzioni ed al proposito originale per i quali furono istituiti,’ e ‘smettere la ribellione spirituale, abbassando i principati e le potestà ribelli’ (pag. 21). Questo richiede che noi comprendiamo che dal principio Dio desiderava che l’uomo signoreggiasse con Lui e questo continua ad essere il suo piano. Dunque, dato che è la volontà di Dio che noi governiamo sul mondo ‘la presente separazione tra Chiesa e Stato, o governo Civile, non è prodotto da Dio né dalla sua Parola, ma dall’astuzia satanica per evitare che compiamo la funzione dell’Evangelo del Regno’ (pag. 25-26). Una volta che il governo di Dio sarà restaurato, la Chiesa sarà responsabile dell’insegnamento della Parola di Dio, mentre lo Stato avrà la responsabilità di ‘eseguire la vendetta per un’ingiustizia’ (pag. 26). Noi Cristiani dobbiamo dunque acquisire la cultura della Gerusalemme celeste, ovvero la cultura del Regno di Dio che è ‘inclusivista, tollerante, alla ricerca del bene altrui e comunque alla realizzazione della giustizia in ogni campo’ (pag. 29), cultura che aveva il defunto Giovanni Paolo II, ‘ “il grande”, il Credente che, andando oltre i limiti della sua dottrina, seppe pentirsi ed avviare il confronto alla ricerca della comunione dei cristiani nella sempre eterna Parola di Dio, rompendo l’orgoglio della cultura integralista e cercando la volontà di Dio in tutta la cristianità. Un meraviglioso percorso era stato avviato, era l’inizio e l’avvio della cultura che si proiettava verso la civiltà Cristiana, ma i limiti dell’uomo e la vittoria della morte l’hanno interrotto’ (pag. 30). Dunque viene lanciato a noi Cristiani il seguente appello: ‘E’ giunta l’ora dell’azione più forte e decisa che il cristianesimo abbia mai intrapreso. Gesù sta per ritornare, cosa abbiamo fatto per preparargli il Regno? Possiamo rispondergli che aspettavamo affinché fosse lui a prenderlo per consegnarcelo? Pensare questo significa travisare la volontà del Padre, per consegnarcelo? Pensare questo significa travisare la volontà del Padre, il quale sta aspettando affinché tutto sia sottomesso a Cristo; a fare questo devono essere i cristiani e non gli uomini. Paolo ha combattuto con coraggio e sacrificio, spesse volte solo, per affermare nel mondo di allora la cultura del cristianesimo contro quella del paganesimo. Oggi è il tempo nostro per combattere; ciascuno con le proprie armi e con le proprie forze, ma tutti per sottomettere il mondo a Cristo, togliendolo dal potere delle tenebre e dell’ingiustizia’ (pag. 35). E per concludere, cito queste parole di Gilberto Perri, pronunciate a Palermo nel 2007, che esprimono molto bene quale sia il sentimento e l’obbiettivo di tutto coloro che hanno aderito al partito PA.CE: ‘Un domani, e ci sarà un domani, in Italia governerà PA.CE.’

 

Confutazione

 

 

Il regno di Dio sarà instaurato da Cristo quando ritornerà dal cielo

 

La Chiesa dell’Iddio vivente non è affatto chiamata a prendere il controllo dei regni di questo mondo. In altre parole, la Chiesa non è chiamata a stabilire il Regno di Dio sulla terra assumendo il governo di ogni sfera della vita attraverso l’instaurazione di un governo teocratico o democratico. Perché il Regno di Dio sarà instaurato sulla terra da Gesù Cristo quando Egli ritornerà dal cielo.

Questo è quello che l’apostolo Giovanni dice nel libro dell’Apocalisse: “Poi vidi un angelo che scendeva dal cielo e avea la chiave dell’abisso e una gran catena in mano. Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico, che è il Diavolo e Satana e lo legò per mille anni, lo gettò nell’abisso che chiuse e suggellò sopra di lui onde non seducesse più le nazioni finché fossero compiti i mille anni; dopo di che egli ha da essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi dei troni; e a coloro che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. E vidi le anime di quelli che erano stati decollati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non aveano adorata la bestia né la sua immagine, e non aveano preso il marchio sulla loro fronte e sulla loro mano; ed essi tornarono in vita, e regnarono con Cristo mille anni. Il rimanente dei morti non tornò in vita prima che fosser compiti i mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su loro non ha potestà la morte seconda ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni” (Apocalisse 20:1-6).

Quindi, sarà solo alla venuta di Cristo che noi potremo dire: “Il regno del mondo è venuto ad essere del Signor nostro e del suo Cristo; ed egli regnerà ne’ secoli dei secoli.” (Apocalisse 11:15). Durante il regno milleniale Cristo darà ai Cristiani potere sulle nazioni, ed essi regneranno con Lui sopra i regni del mondo. Quando i mille anni saranno terminati, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e sedurrà le nazioni ai quattro canti della terra per radunarle per la battaglia, ed esse circonderanno il campo dei santi e la città diletta, ma il fuoco di Dio scenderà dal cielo e le divorerà (cfr. Apocalisse 20:7-9). Allora Satana sarà gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo (Apocalisse 20:10), ci sarà il giorno del giudizio (cfr. Apocalisse 20:11-15), e dopo il giudizio Dio creerà nuovi cieli e nuova terra, e la Nuova Gerusalemme – la città celeste – discenderà sopra la nuova terra, e là i santi regneranno nei secoli dei secoli (cfr. Apocalisse cap. 21-22). Queste cose devono ancora avvenire, e noi le aspettiamo.

A questo punto, però, per evitare ogni malinteso, è necessario dire che mentre da un lato il Regno di Dio sarà instaurato da Cristo al suo ritorno, dall’altro il Regno di Dio è già presente sulla terra. Queste cose non sono in contraddizione tra esse, perché secondo la Parola di Dio il Regno di Dio non è solo un ordine futuro in cui i figli di Dio entreranno quando tornerà Cristo, ma anche un regno o sfera attuale in cui le persone entrano ora. Paolo, per esempio, dice ai Colossesi: “Egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figliuolo, nel quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati” (Colossesi 1:13-14). Quindi quando uno si ravvede dei suoi peccati e crede nel Vangelo del Regno, egli entra nel Regno di Dio in quanto Dio lo fa entrare in esso. Che il Regno di Dio è di già presente sopra la terra è evidente anche dalle seguenti parole di Paolo ai Romani: “Il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo” (Romani 14:17), e da quest’altre da lui scritte ai Corinzi: “Il regno di Dio non consiste in parlare, ma in potenza” (1 Corinzi 4:20). Quindi è corretto affermare che il Regno di Dio è sopra la terra. Prima di Paolo, Gesù affermò in svariate maniere che il Regno di Dio era sopra la terra. Poiché Egli disse ai Farisei: “Il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi; né si dirà: Eccolo qui, o eccolo là; perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi” (Luca 17:20-21), ed ancora: “Ma se è per l’aiuto dello Spirito di Dio che io caccio i demonî, è dunque pervenuto fino a voi il regno di Dio” (Matteo 12:28), ed ai settanta disse: “E in qualunque città sarete entrati, se vi ricevono, mangiate di ciò che vi sarà messo dinanzi, guarite gl’infermi che saranno in essa, e dite loro: Il regno di Dio s’è avvicinato a voi” (Luca 10:8-9). Come potete vedere, in base ai suddetti passi della Scrittura, il Regno di Dio è sopra la terra, in quanto i Cristiani – che sono chiamati “i figliuoli del Regno” (Matteo 13:38) – ne fanno parte. Oltre a ciò, la pace, la gioia e la giustizia nello Spirito Santo e la proclamazione della Parola di Dio con i segni e i prodigi che la confermano sono delle caratteristiche o dei segni distintivi del Regno di Dio.

 

La Chiesa è chiamata ad evangelizzare il mondo e a soffrire per il nome di Gesù

 

Prima di essere assunto in cielo, Gesù comandò ai Suoi discepoli di predicare il Vangelo ad ogni creatura, secondo che è scritto: “E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:15-16), ed anche: “E Gesù accostatosi, parlò loro, dicendo: Ogni potestà m’è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:18-20).

I Suoi discepoli ubbidirono a Gesù, perché è scritto che “quelli se ne andarono a predicare da per tutto” (Marco 16:20). Essi non cercarono di assumere il governo del mondo, non tentarono di mettere tutte le sfere dell’attività umana sotto la signoria di Gesù Cristo, e neppure di trasformare la società di allora, ma essi predicarono il Vangelo di Dio ai peccatori affinché essi fossero salvati dal mondo malvagio. Quindi, quello che ogni ministro del Vangelo deve fare è predicare il Vangelo del Regno di Dio ai figli di questo secolo. Egli deve seguire le orme degli apostoli.

Anche gli altri discepoli del Signore evangelizzarono il mondo, secondo che è scritto: “Coloro dunque che erano stati dispersi se ne andarono di luogo in luogo, annunziando la Parola” (Atti 8:4), e: “Quelli dunque ch’erano stati dispersi dalla persecuzione avvenuta a motivo di Stefano, passarono fino in Fenicia, in Cipro e in Antiochia, non annunziando la Parola ad alcuno, se non ai Giudei soltanto” (Atti 11:19). Questo mostra che non solo coloro che hanno ricevuto un ministerio dal Signore, come gli apostoli, ma anche coloro che non hanno ricevuto un dono di ministerio sono chiamati a evangelizzare il mondo.

Quando il Vangelo del Regno sarà stato predicato a tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti, allora verrà la fine (cfr. Matteo 24:14).

Quante persone saranno salvate e trasportate nel Regno attraverso la testimonianza della Chiesa? Solo un piccolo numero. Perché la Scrittura dice che “molti sono chiamati, ma pochi eletti” (Matteo 22:14), e pochi sono coloro che trovano la via che mena alla vita (cfr. Matteo 7:14). Il gregge del Signore era un piccolo gregge ai giorni di Gesù e degli apostoli, e sarà sempre un piccolo gregge (cfr. Luca 12:32) fino alla venuta del Signore. In ogni nazione saranno pochi i figli del Regno; in alcune nazioni saranno più numerosi che in altre, ma nella loro globalità saranno sempre pochi. Questo significa che la maggior parte delle persone che vivono sulla terra non saranno salvate. Cosicché il mondo continuerà ad essere un mondo malvagio fino alla venuta di Cristo. La Chiesa non porterà a compimento nessuna trasformazione della società. Piuttosto va detto che le cose andranno di male in peggio, perché Gesù ha detto: “E perché l’iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà” (Matteo 24:12), e Paolo ha detto: “Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del danaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senz’affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerarî, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi le forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza” (2 Timoteo 3:1-5). Che il mondo sarà estremamente malvagio al ritorno di Cristo, si evince anche dalle seguenti parole di Gesù: “E come avvenne a’ giorni di Noè, così pure avverrà a’ giorni del Figliuol dell’uomo. Si mangiava, si beveva, si prendea moglie, s’andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio che li fece tutti perire. Nello stesso modo che avvenne anche ai giorni di Lot; si mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si edificava; ma nel giorno che Lot uscì di Sodoma piovve dal cielo fuoco e zolfo, che li fece tutti perire. Lo stesso avverrà nel giorno che il Figliuol dell’uomo sarà manifestato” (Luca 17:26-30). Come si comportavano gli uomini ai giorni di Noè? Come si comportavano gli abitanti di Sodoma ai giorni di Lot? In maniera malvagia, perché è scritto che ai giorni di Noè “l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra, e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo” (Genesi 6:5), e che ai giorni di Lot gli abitanti di Sodoma erano altezzosi e commettevano abominazioni (Ezechiele 16:50) e che “la gente di Sodoma era scellerata e oltremodo peccatrice contro l’Eterno” (Genesi 13:13). Come potete vedere il ritorno di Cristo non sarà preceduto da nessun’età dell’oro perché il mondo sarà ripieno di malvagità e violenza alla venuta del Figliuol dell’uomo.

Dunque siccome il mondo continuerà ad essere un mondo malvagio fino al ritorno di Cristo, la Chiesa sarà odiata e perseguitata dalle persone di questo mondo fino al ritorno di Gesù. Non ha forse detto Gesù: “E sarete odiati da tutte le genti a cagion del mio nome” (Matteo 24:9)? Non disse forse ai suoi discepoli: “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Giovanni 15:20)? E non disse forse Paolo che “tutti quelli che voglion vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (2 Timoteo 3:12)? Oltre a ciò, secondo le Scritture, poco prima che Gesù ritornerà dal cielo sarà manifestato l’anticristo, che è l’uomo del peccato, “colui che s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio” (2 Tessalonicesi 2:4), a cui sarà dato di far guerra ai santi e di vincerli; e gli sarà data potestà sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione (cfr. Apocalisse 13:7). Quindi, prima del ritorno di Cristo il mondo sarà sotto il governo dell’anticristo, che perseguiterà a morte la Chiesa, e non sotto il governo della Chiesa. Però quando Gesù ritornerà dal cielo Egli distruggerà l’uomo del peccato col soffio della sua bocca, e lo annienterà con l’apparizione della sua venuta (cfr. 2 Tessalonicesi 2:8), e “il regno e il dominio e la grandezza dei regni che sono sotto tutti i cieli saranno dati al popolo dei santi dell’Altissimo; il suo regno è un regno eterno, e tutti i dominî lo serviranno e gli ubbidiranno” (Daniele 7:27).       

 

 

I Cristiani sono chiamati a vivere una vita santa e pia affinché il nome del Signore sia glorificato in loro

 

Secondo le Scritture, tutti i seguaci di Gesù Cristo sono chiamati a vivere in maniera degna del Vangelo nel mezzo di questo presente secolo malvagio. Ciò significa che i Cristiani devono essere umili, mansueti, buoni, amanti di Dio, temperati, giusti, pazienti, e pronti ad aiutare coloro che sono nel bisogno e a fare ogni sorta di opera buona, e perciò essi si devono astenere da ogni forma di male. Paolo scrisse a Tito: “Poiché la grazia di Dio, salutare per tutti gli uomini, è apparsa e ci ammaestra a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente” (Tito 2:11-12). Che cosa succederà se noi viviamo in maniera degna del Vangelo? Succederà che il nome di Dio sarà glorificato, perché Gesù disse ai suoi discepoli: “Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli” (Matteo 5:16) ed ancora: “In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli” (Giovanni 15:8).

Succederà però anche un'altra cosa, che è questa: noi saremo perseguitati dalle persone del mondo. Ecco quello che Paolo scrisse a Timoteo: “E d’altronde tutti quelli che voglion vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati” (2 Timoteo 3:12). Perché le persone del mondo perseguiteranno coloro che vogliono vivere piamente in Cristo? Perché le persone del mondo camminano nelle tenebre e sono tenebre, e odiano coloro che sono nella luce e sono luce nel Signore, cioè i figli della luce. Come il mondo odiò la luce del mondo, cioè Gesù Cristo, secondo che è scritto: “E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage” (Giovanni 3:19), così il mondo odia noi, che siamo figli della luce. Non dobbiamo però meravigliarci di ciò, in quanto Gesù disse: “Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me” (Giovanni 15:18). L’odio delle persone del mondo verso noi figli del Signore, è prodotto nei loro cuori dal diavolo, che è il loro padre e principe, che è un essere spirituale malvagio che odia tutti noi figli di Dio e vuole farci del male. Ecco perché tutte le nazioni ci odieranno a cagione del nome di Gesù, perché esse giacciono nel diavolo.

In alcuni casi i Cristiani sono perseguitati anche dalle autorità governative. Considerate quello che succede in alcune nazioni mussulmane dove se un mussulmano si converte a Cristo viene accusato di apostasia e secondo la legge dell’Islam merita la morte. Considerate anche quello che è accaduto a molti Cristiani diversi secoli fa in Europa: essi furono messi a morte dalle autorità governative  a motivo della loro fede nel Vangelo. Quindi noi non dobbiamo sorprenderci nel vedere i santi perseguitati dalle persone del mondo: la persecuzione dei santi sulla terra non è altro che l’adempimento della Parola di Dio.

Dio non ha dichiarato che noi conquisteremo il mondo, e neppure che noi assumeremo il controllo dei regni del mondo durante questo presente secolo, ma ha dichiarato che noi saremo perseguitati dal mondo. Da un punto di vista umano saremo considerati dei perdenti, persone che non hanno successo. Ma secondo le Sacre Scritture in tutte le persecuzioni che noi patiamo a cagione del nome del Signore, “noi siam più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati” (Romani 8:37). Non importa dunque se noi siamo perseguitati, noi sappiamo di essere più vincitori in quanto sappiamo che “né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potestà, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:38-39). In mezzo a tutte le nostre afflizioni noi siamo vincitori perché “tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. Chi è colui che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figliuol di Dio?” (1 Giovanni 5:4-5). Noi siamo dalla parte dei vincenti perché abbiamo creduto in Colui che ha vinto il mondo (cfr. Giovanni 16:33), cioè Colui che tramite la Sua morte e la sua resurrezione distrusse la morte (cfr. 2 Timoteo 1:10) e colui che aveva l’impero della morte (cfr. Ebrei 2:14). E in virtù della vittoria di Gesù, noi Suoi seguaci abbiamo vinto il mondo e il diavolo, che è il principe del mondo. E sappiamo che quando moriremo – non importa se moriremo una morte naturale o uccisi dai nemici della croce – noi andremo in cielo ad abitare con il nostro Salvatore e Signore. E sappiamo anche che quando Gesù ritornerà, Dio ci risusciterà dai morti e noi regneremo con Cristo per mille anni, e dopo quei mille anni noi vivremo per sempre con Lui sulla nuova terra. Quale gloria ci aspetta, diletti! Ecco perché Paolo scrisse ai Romani: “Perché io stimo che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo” (Romani 8:18). Ricordatevi però che noi regneremo con Cristo se abbiamo costanza nella prova (cfr. 2 Timoteo 2:12). Quindi sopportiamo pazientemente le persecuzioni affinché noi possiamo essere glorificati in quel giorno, non perdiamoci d’animo perché il Signore è fedele e manterrà la Sua parola.

I perdenti sono tutti coloro che non appartengono a Cristo, perché quando moriranno essi se ne andranno all’inferno, cioè, perderanno la loro anima. Sono dalla parte dei perdenti perché essi sono schiavi del peccato, essi sono figli del diavolo, che è stato sconfitto da Cristo. Non importa se essi sono uomini di successo da un punto di vista umano, essi sono dei perdenti agli occhi di Dio. Non hanno speranza, sono senza Dio e Cristo nel mondo, non sanno dove stanno andando, le loro menti sono state accecate dal diavolo, come possono essere considerati dei vincenti?

 

 

Che cosa ci insegna la storia della Chiesa

 

La storia della Chiesa ci insegna un importante lezione che è questa: ogni qualvolta la Chiesa ha cercato di stabilire una manifestazione terrena del Regno di Dio – o ha cercato di prendere il dominio delle funzioni politiche o statali – ha calpestato la Parola di Cristo perché ha perseguitato e oppresso coloro che essa considerava degli eretici (e alcune volte i cosiddetti eretici non erano affatto degli eretici) o coloro che si erano dati all’idolatria o alla stregoneria o altri peccati. Questo perché essa ha applicato delle regole del Vecchio Testamento alla disciplina della Chiesa, alla santificazione e ai suoi rapporti con le persone del mondo.

Il papato è un eloquente esempio, in quanto i papi perseguitarono a morte per lungo tempo coloro che lasciavano la Chiesa Cattolica Romana e in certe nazioni persino coloro che rifiutavano di aderire ad essa. Al tempo della Riforma, per esempio, molte persone furono messe a morte dai papi (i quali usarono naturalmente il braccio secolare per fare ciò) perché avevano lasciato la Chiesa Cattolica Romana ed erano diventate Protestanti, e quindi – secondo la dottrina cattolica romana – esse erano degne di essere sterminate dalla faccia della terra. E purtroppo anche i Riformatori perseguitarono i loro nemici. Per esempio, nel sedicesimo secolo la Ginevra di Calvino – che era sindaco di Ginevra – fece mettere a morte Serveto perché era antitrinitariano. E molti Anabattisti furono messi a morte dai Luterani perché dichiararono nullo il pedobattesimo dei Luterani.

Noi come Cristiani siamo chiamati a opporci agli eretici (coloro che abbandonano la sana dottrina per volgersi alle eresie di perdizione) e a tutti quei Cristiani che si abbandonano all’idolatria o alla fornicazione o all’omosessualità o alla stregoneria) ma lo dobbiamo fare non ricorrendo ad armi carnali ma ricorrendo alle armi forniteci da Dio, che sono spirituali. Dobbiamo riprenderli, confutarli, espellerli dal nostro mezzo, dobbiamo avvertire i nostri fratelli da essi, ma non dobbiamo mai perseguitarli né percuoterli e neppure ucciderli, perché questo è contrario al Vangelo del Regno. La stessa cosa va detta a proposito delle persone del mondo che si rifiutano di ravvedersi e credere nel Vangelo che gli annunziamo: non siamo per nulla autorizzati a perseguitarli, perché il Signore ci ha comandato di amare i nostri nemici e di fare del bene a coloro che ci odiano. Forse tu mi dirai: ‘Sono d’accordo con te su questo. Però noi possiamo stabilire dei Cristiani nei posti di autorità nella nostra nazione che hanno l’autorità di sopprimere tutti coloro che si sviano dalla fede o rifiutano di credere nel Vangelo’. Il fatto è però che tra le funzioni delle autorità governative non c’è quella di imporre la fede in Cristo alla società, o quella di supervisionare la disciplina all’interno della Chiesa. Perché la Scrittura ci insegna che c’è una netta separazione tra la Chiesa e lo Stato: la Chiesa non deve mai interferire nelle faccende del governo di una nazione, cosicché la Chiesa non è autorizzata a stabilire alcuni dei suoi membri al governo della nazione. I membri della Chiesa di Dio non sono di questo mondo, quindi non devono entrare in politica o darsi ad essa.

Per riassumere, se la Chiesa assumesse il controllo di una nazione e stabilisse una teocrazia essa si metterebbe a comportarsi esattamente come il Papato si comportò nei secoli passati, cioè si metterebbe a perseguitare i suoi nemici e a mettere a morte tante persone. Non c’è il minimo dubbio su ciò. Quindi si metterebbe a disprezzare e calpestare la legge di Cristo. Ecco perché la teologia del dominio va rigettata, perché se messa in pratica ha degli effetti dannosi sulla Chiesa. In altre parole porta i Cristiani a diventare spietati mentre Cristo ci ha comandato di essere pietosi come lo è il nostro Padre celeste (cfr. Luca 6:36). Sappiate questo, che questa teologia del dominio porta ad una regressione spirituale, porta il credente che l’accetta a sviarsi.

 

 

I Cristiani non sono chiamati a diventare attivisti politici e sociali

 

I Cristiani sono persone che vivono in questo mondo ma non appartengono a questo mondo, questo è quello che insegna la Scrittura. Essi sono pellegrini e forestieri su questa terra, perché sono sulla via che conduce nella patria celeste, che è di gran lunga migliore della loro patria terrena in cui vivono adesso. Essi sanno che il loro Salvatore e Signore dichiarò davanti a Pilato che il suo Regno non è di questo mondo (cfr. Giovanni 18:36), quindi non cercano di stabilire un regno terreno sulla terra. Se il loro Maestro non cercò in nessuna maniera di stabilirlo perché lo dovrebbero fare loro? Ma non è forse scritto che dopo che Gesù sfamò una moltitudine di persone con solo cinque pani e due pesci: “La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo. Gesù quindi, sapendo che stavan per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo.” (Giovanni 6:14-15)? Perché Gesù rifiutò di essere fatto re tramite una elezione democratica? Avrebbe potuto accettare e dare vita al Regno di Dio di cui parlano quelli della teologia del dominio, non vi pare? Un regno in cui avrebbe regnato la pace, e la giustizia, in cui avrebbe avuto la collaborazione dei suoi apostoli, uomini santi e giusti. Eppure non fece niente di tutto ciò. Che occasione aveva Gesù per stabilire il Suo Regno sopra la terra, eppure non la colse!! La ragione fu questa: perché Lui non venne a stabilire un Regno terreno. Per quale recondito motivo dunque noi suoi discepoli dovremmo metterci in testa di ambire al governo di un paese, di una regione, di una nazione, e del mondo intero, se questa cosa non cercò di farla il Figlio di Dio nei giorni della sua carne?

Ascoltate, fratelli, Gesù Cristo non cercò di trasformare la società ebraica ai suoi giorni, e neppure le leggi dell’Impero Romano, e non si diede neppure a attività politiche e sociali, perché Lui predicò il Vangelo della grazia di Dio, esortando le persone a ravvedersi e a credere nel Vangelo. Guarì i malati, cacciò i demoni, fece molti segni e prodigi, ma non cercò di stabilire una teocrazia o una democrazia sulla terra. Egli venne per liberare le persone dai loro peccati, e dal giogo della legge; Egli non venne nel mondo per trasformare il mondo. Noi siamo discepoli di Cristo e siamo chiamati a seguire le Sue orme, quindi non dobbiamo darci alla politica per compiere delle riforme sociali. Noi dobbiamo portare agli uomini la Buona Novella della grazia di Dio, affinché essi si ravvedano e credano nel Vangelo, e la loro vita sia così trasformata. Dobbiamo anche compiere ogni opera buona affinché il nome di Dio sia glorificato in noi, ma da nessuna parte la Bibbia ci comanda di cambiare la società in cui viviamo cambiando le leggi della nazione o facendo eleggere dei Cristiani nei posti di governo o prendendo il controllo del mondo. Un tale comando è estraneo alla Parola di Dio. Il nostro compito non è cambiare la società attraverso una riforma sociale o attivismo politico, ma predicare il Vangelo della salvezza che è in grado di cambiare la vita di coloro che lo accettano. Guardatevi da tutti coloro che insegnano la teologia del dominio, perché questo loro insegnamento contrasta la sana dottrina. La Scrittura afferma: “Abbiate l’animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla terra; poiché voi moriste, e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio” (Colossesi 3:2-3), mentre coloro che insegnano la teologia del dominio ci esortano praticamente ad avere l’animo alle cose che sono sulla terra e non a quelle di sopra. Costoro hanno voltato le spalle alla sana dottrina, e si sono rivolti alle favole profane che vi ricordo vanno rodendo come fa la cancrena.

Leggete attentamente il libro degli Atti degli apostoli e tutte le epistole, e voi vedrete che né gli apostoli e neppure gli altri Cristiani che vissero in quel tempo cercarono di cambiare la società attraverso una riforma sociale o dandosi alla politica. Sapete perché? Perché essi sapevano che Cristo non li aveva chiamati a fare una simile cosa. Essi non si impacciarono nella politica o nell’attivismo sociale, al fine di piacere al Signore. Non ha forse detto Paolo che “uno che va alla guerra non s’impaccia delle faccende della vita; e ciò, affin di piacere a colui che l’ha arruolato” (2 Timoteo 2:4)? Ma ditemi un po’: avete mai visto uno che è al fronte candidarsi a delle elezioni politiche, o darsi ad attivismo sociale? Io no. Non capisco dunque in virtù di quale recondito motivo un soldato di Cristo Gesù – che è in guerra contro il diavolo - si deve dare alla politica, candidandosi a delle elezioni politiche o amministrative, o si deve impegnare affinché la società in cui vive sia trasformata. Come potrebbe un soldato di Cristo continuare a piacere a Dio che lo ha arruolato nel suo esercito se sì impacciasse in faccende che non lo riguardano?

Imitiamo dunque gli apostoli, viviamo una vita sobria, pia e giusta, come fecero i primi discepoli, aspettando la beata speranza e la gloriosa apparizione del nostro grande Iddio e Salvatore Gesù Cristo. Amen.

 

 

La nostra attitudine nei confronti delle autorità

 

Forse mi domanderete adesso: ‘Ma allora, dato che noi non siamo chiamati a darci alla politica o a riformare la società cambiando le leggi della nostra nazione o cambiando le persone che sono al governo, quale deve essere la nostra attitudine verso le autorità che governano la nostra nazione, sapendo che molte leggi sono contrarie alla morale biblica? Per esempio, ci sono leggi che permettono alle persone di adorare gli idoli, di prostituirsi, divorziare e passare a seconde nozze, abortire, sposare persone dello stesso sesso (questa legge è già in vigore solo in poche nazioni), insegnare la teoria dell’evoluzione nelle scuole, pubblicare giornali che esaltano l’immoralità, e ci sono persino leggi che puniscono coloro che predicano il Vangelo e coloro che si convertono a Cristo (queste leggi sono in alcune nazioni mussulmane), ecc.’

Bene, la nostra attitudine deve essere una attitudine di sottomissione e di rispetto, perché Paolo dice: “Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori; perché non v’è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono ordinate da Dio; talché chi resiste all’autorità, si oppone all’ordine di Dio; e quelli che vi si oppongono, si attireranno addosso una pena; poiché i magistrati non son di spavento alle opere buone, ma alle cattive. Vuoi tu non aver paura dell’autorità? Fa’ quel ch’è bene, e avrai lode da essa; perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai quel ch’è male, temi, perché egli non porta la spada invano; poich’egli è un ministro di Dio, per infliggere una giusta punizione contro colui che fa il male. Perciò è necessario star soggetti non soltanto a motivo della punizione, ma anche per motivo di coscienza” (Romani 13:1-5), e Pietro dice: “Siate soggetti, per amor del Signore, ad ogni autorità creata dagli uomini: al re, come al sovrano; ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per dar lode a quelli che fanno il bene” (1 Pietro 2:13-14). Certamente questo non significa che noi siamo chiamati a rispettare le leggi che si oppongono al Vangelo e alla sana dottrina, perché quando le autorità ci comandano di fare qualcosa che va contro la Parola di Dio noi dobbiamo disubbidirgli. Quando il Sinedrio disse agli apostoli: ‘Noi vi abbiamo del tutto vietato di insegnare in cotesto nome; ed ecco, avete riempita Gerusalemme della vostra dottrina, e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo’, gli apostoli risposero: “Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini” (Atti 5:29). Quando a Shadrac, Meshac e Abed-nego, fu ordinato di adorare la statua d’oro che il re aveva eretto nella pianura di Dura, essi si rifiutarono di prostrarsi e di adorarla, per non trasgredire la Parola di Dio (cfr. Daniele 3:1-30). Quando il re d’Egitto comandò alle levatrici degli Ebrei di uccidere i maschi che nascevano alle donne ebree, esse si rifiutarono di ubbidire a quell’ordine (cfr. Esodo 1:15-21). Un'altra cosa che bisogna dire è che noi Cristiani siamo chiamati a riprovare e a confutare ogni legge che va contro la Parola di Dio. Per esempio, se la legge della nostra nazione permette agli omosessuali di sposarsi noi siamo chiamati a confutare quella legge, o se la legge permette l’aborto noi siamo chiamati a confutare quella legge.

Ed infine, ma non meno importante per questo, noi siamo chiamati a pregare per le autorità, affinché Dio li salvi, dia loro sapienza e li benedica, affinché noi possiamo menare una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e onestà (cfr. 1 Timoteo 2:1-2).

 

 

Guardatevi dal lievito dei dominionisti

 

La teologia del dominio è un falso insegnamento che quindi deve essere rigettato per le seguenti ragioni:

 

1) Come ho già detto, da nessuna parte della Scrittura ci è comandato di assumere il controllo dei regni del mondo. Tu mi dirai: ‘E allora che dici del comando dato da Dio all’uomo e alla donna di sottomettere la terra (cfr. Genesi 1:28)? Bene, ti dico questo: quando Dio comandò al primo uomo di sottomettere la terra, Egli non volle dire che l’uomo doveva assumere il governo di tutti i regni del mondo o che la legge di Dio doveva regolare tutte le sfere della società, perché i regni del mondo non esistevano a quel tempo e la legge ancora non era stata data all’uomo, ma Egli volle dire che l’uomo doveva lavorare la terra affinché producesse erbe utili, tagliare gli alberi quando costituivano un ostacolo per lui o quando aveva bisogno di legna per costruire una casa o una nave ecc. bruciare le spine e i triboli, scavare un pozzo per prenderne l’acqua, e fare altre cose utili. L’uomo doveva anche sottomettere i pesci del mare, gli uccelli del cielo, e ogni altra creatura vivente che si muoveva sulla terra.  Questo è quello che l’uomo fece e che sta tuttora facendo.

Gesù comandò ai suoi discepoli di andare per tutto il mondo e predicare il Vangelo ad ogni creatura (cfr. Marco 16:15), e fare discepoli di tutte le nazioni (cfr. Matteo 28:19), ed Egli disse ai suoi discepoli che “nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme” (Luca 24:47). Ma Egli non disse mai ai suoi discepoli che dovevano assumere il governo dei regni del mondo o che i regni del mondo dovevano essere fatti ubbidire alla fede. I sostenitori della teologia del dominio sostengono che la Chiesa ha fallito la sua missione perché non ha capito cosa Gesù volle dire ai suoi discepoli quando disse loro che sarebbero stati Suoi testimoni fino alle estremità della terra: questa è una menzogna, perché la Chiesa ha invece compreso correttamente le parole di Gesù. Perché essere un testimone di Cristo non significa assumere il governo del mondo, e neppure cercare di mettere tutte le cose sotto la signoria di Cristo, ma significa annunziare agli uomini la Sua vita, il Suo ministerio, la Sua morte e la Sua resurrezione, e la Sua ascensione in cielo e il suo futuro ritorno, affinché essi credano in Lui. Questo è quello che i Cristiani hanno fatto durante tutti i secoli. Fare discepoli di tutte le nazioni non significa che ogni nazione deve essere portata sotto la signoria di Cristo, ma che il Vangelo deve essere predicato a tutte le genti affinché coloro che lo accettano diventino discepoli di Cristo. Quante persone accetteranno il Vangelo? Solo un piccolo numero, perché pochi sono coloro che trovano la via che mena alla vita (cfr. Matteo 7:14); essi sono coloro che sono stati preordinati a vita eterna (cfr. Atti 13:48) e che Dio Padre attira a Cristo (cfr. Giovanni 6:44). Questo perché la salvezza degli uomini non dipende dal desiderio dell’uomo o dai suoi sforzi, ma dalla volontà di Dio. Perché Dio fa misericordia a chi vuole avere misericordia, e indura chi vuole indurare (cfr. Romani 9:16-18). Ecco perché noi non affermiamo che la Chiesa ha fallito, perché noi sappiamo che solo pochi crederanno in Gesù Cristo, vale a dire, Dio concederà il ravvedimento e la fede solo ad alcuni. Quindi noi non aspettiamo che ogni persona si converta, come neppure che la nostra società si conformi ai principi Cristiani o sia trasformata dai Cristiani. Perché noi sappiamo che l’iniquità moltiplicherà e l’amore dei più si raffredderà (cfr. Matteo 24:12), molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti (cfr. Matteo 24:11), i discepoli di Cristo saranno odiati da tutti gli uomini (cfr. Matteo 24:9), e al ritorno di Gesù il mondo sarà sotto il governo dell’anticristo (cfr. 2 Tessalonicesi 2:1-12; Apocalisse 13:1-18), e non sotto il governo della Chiesa. Questo è quello che la Scrittura ci insegna. Tuttavia, la Scrittura ci insegna anche che quando Gesù ritornerà e distruggerà l’anticristo i regni del mondo saranno dati ai santi (cfr. Daniele 7:24-27). In altre parole, quando Gesù ritornerà  Egli instaurerà il Regno di Dio sulla terra e regnerà con i Suoi santi per mille anni. Sarà al ritorno di Cristo che i santi assumeranno il governo di tutti i regni del mondo, in quanto Cristo concederà loro autorità sulle nazioni (cfr. Apocalisse 2:26).

 

2) I Cristiani non possono prendere il dominio di questo mondo ribelle, perché questo mondo giace nel maligno (cfr. 1 Giovanni 5:19), cioè il diavolo. Egli è il principe di questo mondo e il principe della potestà dell’aria ed egli continuerà a sedurre il mondo e far sì che le persone commettano ogni sorta di cose malvage fino al ritorno di Cristo. Poiché quando Gesù ritornerà dal cielo il diavolo sarà legato per mille anni, gettato nell’abisso che sarà chiuso e suggellato sopra lui. Quando poi i mille anni saranno terminati il diavolo sarà liberato dalla sua prigione e uscirà a sedurre le nazioni che saranno divorate dal fuoco e il diavolo sarà gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo (cfr. Apocalisse 20:1-10). Quindi, fino al ritorno di Cristo il diavolo sarà all’opera nei figli della disobbedienza e andrà attorno ai santi a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare (cfr. 1 Pietro 5:8). E conseguentemente i Cristiani fino a quel giorno dovranno resistere al diavolo, per non cadere nel laccio del nemico. Quindi alla luce dell’insegnamento della Scrittura, il diavolo non sarà posto sotto i piedi di Cristo fino a che non sarà gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, cioè, fino a che il Millennio non sarà terminato. Solo quando il regno millenario sarà terminato, allora il diavolo sarà posto sotto i piedi di Cristo e schiacciato sotto i nostri piedi (cfr. Romani 16:20). Certamente Cristo ha distrutto il diavolo e ha trionfato sopra di lui attraverso la Sua morte e la Sua resurrezione, e noi che siamo discepoli di Cristo abbiamo vinto il diavolo per il sangue di Cristo e per la parola della nostra testimonianza (cfr. Apocalisse 12:11), ma questo non significa che prima del ritorno di Cristo noi saremo in grado di mettere Satana sotto i nostri piedi, perché come ho detto il diavolo sarà libero di sedurre le nazioni fino al ritorno di Cristo, ed anche per un breve periodo dopo il termine del regno Millenario. Noi possiamo resistere al diavolo, e sappiamo che quando gli resistiamo lui fugge da noi (cfr. Giacomo 4:7), ma noi non possiamo mettere il diavolo sotto i nostri piedi. Noi possiamo cacciare i demoni ma non possiamo gettarli nello stagno di fuoco affinché essi non facciano più alcun male alle persone. Ecco perché noi non possiamo stabilire il Regno di Dio sulla terra: perché Dio permetterà al diavolo di sedurre le persone del mondo e di operare in esse fino al ritorno di Cristo, e per un breve periodo dopo il regno millenario. Non è affatto vero, dunque, che la Chiesa ha ogni autorità in cielo e sulla terra. La Chiesa ha autorità, ma la sua autorità è soggetta alla volontà di Dio. In altre parole, la Chiesa non può legare Satana e neppure può metterlo sotto i suoi piedi, perché al presente Dio non vuole mettere Satana sotto i piedi della Chiesa. Vi faccio un esempio pratico: la Chiesa non può dire al diavolo: ‘Noi ti leghiamo e ti gettiamo nello stagno di fuoco, così tu non potrai più sedurre il mondo!’ perché a questo comando il diavolo non ubbidirà. Poiché Dio ha stabilito che il diavolo deve essere legato al ritorno di Cristo da un angelo, e gettato nello stagno di fuoco alla fine del millennio. La Chiesa non è autorizzata ad andare contro la Parola di Dio, ma deve rimanere soggetta alla Parola di Dio.

Quindi, fratelli, guardatevi non solo da questo insegnamento ma anche da tutte quelle profezie o rivelazioni che in queste chiese dove viene insegnata la teologia del dominio vengono proferite ‘nel nome del Signore’ per confermare questa eresia, perché di eresia si tratta. Sappiate che ogni profezia o rivelazione che conferma la teologia del dominio viene dal padre delle menzogne, e va dunque rigettata. Quand’anche vedeste dei miracoli o delle guarigioni compiute nel nome di Gesù dai sostenitori della teologia del dominio che profetizzano e danno rivelazioni a favore di questa dottrina, queste loro profezie e rivelazioni vanno rigettate. Perché queste profezie e rivelazioni si propongono di farvi diventare carnali cioè vi incitano ad avere l’animo alle cose della carne, e voi sapete che chi ha l’animo alle cose della carne è un nemico di Dio, secondo che è scritto: “Poiché ciò a cui la carne ha l’animo è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio, e neppure può esserlo; e quelli che sono nella carne, non possono piacere a Dio” (Romani 8:7-8). Il loro scopo è uno scopo malvagio.

Vi ho dunque avvertito, fratelli: prestate molta attenzione a questo avvertimento.

 
 

Giacinto Butindaro

 

 

 

Ecco cosa succede quando la Chiesa va in politica

 

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