Non è vero che chi fa il male è gradito a Dio

 

Non è vero che chi fa il male è gradito all’Eterno, perchè Dio è giusto ed ama la giustizia. Davide disse a Dio: "Tu non sei un Dio che prenda piacere nell’empietà; il malvagio non sarà tuo ospite" (Sal. 5:4), ed altrove è scritto: "L’Eterno ha in abominio l’uomo perverso" (Prov. 3:32), quindi è un errore pensare che i malvagi abbiano il favore di Dio, ma è pure un errore portare loro invidia perchè la sapienza dice: "Il tuo cuore non porti invidia ai peccatori" (Prov. 23:17) e Davide nei salmi dice: "Non portare invidia a quelli che operano perversamente; perchè saranno di subito falciati come il fieno e appassiranno come l’erba verde" (Sal. 37:1,2).

Vi fu un profeta nell’antichità che commise questo errore ma poi rientrò in sè stesso e comprese di avere agito male; egli scrisse un salmo le cui parole sono per noi di ammonimento. Ecco quello che scrisse il profeta Asaf: "Certo, Iddio è buono verso Israele, verso quelli che sono puri di cuore. Ma, quant’è a me, quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non sdrucciolassero. Poichè io portavo invidia agli orgogliosi, vedendo la prosperità degli empi. Poichè per loro non vi sono dolori, il loro corpo è sano e pingue. Non sono travagliati come gli altri mortali, nè sono colpiti come gli altri uomini. Perciò la superbia li cinge a guisa di collana, la violenza li copre a guisa di vestito. Dal loro cuore insensibile esce l’iniquità; le immaginazioni del loro cuore traboccano. Sbeffeggiano e malvagiamente ragionano d’opprimere; parlano altezzosamente. Mettono la loro bocca nel cielo, e la loro lingua passeggia per la terra. Perciò il popolo si volge dalla loro parte, e beve copiosamente alla loro sorgente, e dice: Com’è possibile che Dio sappia ogni cosa, che vi sia conoscenza nell’Altissimo? Ecco, costoro sono empi: eppure, tranquilli sempre, essi accrescono i loro averi. Invano dunque ho purificato il mio cuore, e ho lavato le mie mani nell’innocenza! Poichè sono percosso ogni giorno, e il mio castigo si rinnova ogni mattina" (Sal. 73:1-14).

Fratelli, quando vedete il malvagio accrescere i suoi beni con l’usura e con l’ingiustizia, quando vedete che gode buona salute, quando lo vedete contento assieme alla sua famiglia, quando vedete i suoi figli crescere sani e belli, quando lo vedete famoso, ascoltato e rispettato perchè ricco, quando vedete che ha molti amici che lo visitano del continuo, quando lo sentite burlarsi delle autorità e quando gli sentite dire: ‘Che è l’Onnipotente perchè io lo serva?’ Che guadagnerò a pregarlo? e: ‘È vano servire Dio ed osservare i suoi comandamenti’, non venite meno nell’animo, non vi crucciate e non gli portate nessuna invidia ma state fermi nella fede, rimanete attaccati alla fedel Parola e perseverate nel timore di Dio, perchè Dio vi mette alla prova per mezzo di quelli che operano perversamente, facendovi vedere lo spettacolo della perversità, per vedere se voi ubbidite ai suoi comandamenti o no. Questo è il modo di agire di Dio, ma non meravigliatevene perchè prima di noi sono stati provati in questa maniera molti altri.

Voglio ricordarvi che le sette nazioni che dimoravano nella terra di Canaan erano malvage nel cospetto di Dio infatti commettevano ogni sorta di iniquità; oltre l’idolatria praticavano la stregoneria, si abbandonavano a vizi contro natura e a molte altre abominazioni, eppure abitavano in un paese buono, dove scorreva il latte e il miele e di cui Dio rese questa testimonianza a Israele, mentre gli Hittei, i Ghirgasei, gli Amorei, i Cananei e i Ferezei, gli Hivvei e Gebusei abitavano in esso: "Il tuo Dio, l’Eterno, sta per farti entrare in un buon paese; paese di corsi d’acqua, di laghi e di sorgenti che nascono nelle valli e nei monti; paese di frumento, d’orzo, di vigne, di fichi e di melagrani; paese d’ulivi da olio e di miele...paese dove le pietre sono ferro" (Deut. 8:7-9). Però Dio non rimase indifferente dinnanzi all’iniquità di quelle nazioni, infatti quando la loro iniquità giunse al colmo, Dio cominciò a distruggere quei popoli davanti ad Israele come aveva promesso di fare. Ma il punto su cui voglio che riflettiate è questo; e cioè che fu per mezzo di queste nazioni malvage che Dio (dopo che Israele prese possesso del paese ed il paese fu diviso tra le tribù d’Israele) mise alla prova il popolo d’Israele, infatti è scritto: "Queste sono le nazioni che l’Eterno lasciò stare affin di mettere per mezzo d’esse alla prova Israele...i cinque principi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni e gli Hivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal - Hermon fino all’ingresso di Hamath. Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele ubbidirebbe ai comandamenti che l’Eterno aveva dati ai loro padri per mezzo di Mosè" (Giud. 3:1,3,4).

Oggi, le cose non sono diverse per molti versi da quelle di allora, infatti noi che siamo il popolo di Dio riscattato dalle mani dell’avversario viviamo in mezzo ad una generazione storta e peccatrice che non ha nessun timore di Dio. La triste realtà è davanti agli occhi nostri perchè i peccatori pubblicano il loro peccato come Sodoma e non lo nascondono; è alla luce del sole che la gente si mette a dire e a fare quello che Dio detesta e non in un cantuccio, in qualche luogo isolato. Gli uomini di questa generazione sono come li ha descritti Paolo a Timoteo; "egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senz’affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerari, gonfi, amanti del piacere anzichè di Dio, aventi le forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza" (2Tim. 3:2-5). Tante volte siamo tentati a pensare che queste persone non servano a nulla sulla terra (o che sarebbe meglio che Dio le togliesse subito di mezzo tutte assieme), mentre invece esse servono a metterci alla prova per vedere se noi osserviamo i comandamenti di Dio o no. Non è forse vero che quando noi vediamo l’empio prosperare e riuscire nei suoi malvagi disegni siamo tentati a lasciare perdere tutto? Non è forse vero che il nostro cuore è provato alla vista del male perchè è come se qualcuno ci sussurrasse che è vano affaticarsi a fare il bene in un mondo così malvagio? Vedete fratelli, Dio prova i nostri cuori e le nostre reni anche per mezzo di gente che non ha nessun timore di Lui; ma rimane il fatto che noi non dobbiamo portare invidia ai malvagi pensando che è meglio servire il peccato che servire Dio. Asaf, dopo avere detto quelle cose proseguì il suo discorso dicendo: "Se avessi detto: Parlerò a quel modo, ecco, sarei stato infedele alla schiatta dei tuoi figliuoli. Ho voluto riflettere per intendere questo, ma la cosa mi è parsa molto ardua, finchè non sono entrato nel santuario di Dio, e non ho considerata la fine di costoro. Certo, tu li metti in luoghi sdrucciolevoli, tu li fai cadere in rovina. Come sono stati distrutti in un momento, portati via, consumati per casi spaventevoli! Come avviene d’un sogno quand’uno si sveglia, così tu, o Signore, quando ti desterai, sprezzerai la loro vana apparenza" (Sal. 73:15-20); il profeta, quando entrò nel santuario di Dio e si mise a considerare la fine che aspetta i malvagi, capì che non doveva pensare di avere lavato invano le sue mani nell’innocenza. E noi pure ci dobbiamo mettere a considerare la sorte che aspetta i malvagi per evitare di metterci a parlare come Dio non gradisce. Ma qual’è la fine che aspetta tutti i malvagi che non si convertono a Dio? Potrei rispondere a questa domanda dicendo solamente: ‘Ciò che attende il peccatore che segue il suo cuore impenitente è un eterna distruzione ed infamia’, mentre voglio parlarvi in maniera un po’ più estesa della fine che faranno i peccatori impenitenti; parlerò di ciò che li aspetta quando muoiono. Gli empi, quando muoiono scendono in un attimo nel soggiorno dei morti, dove c’è un fuoco non attizzato da mano d’uomo, che brucia del continuo, le cui fiamme avvolgono le anime dei peccatori che ci sono e fanno stridere loro i denti e li fanno piangere del continuo. Gesù ha detto che "quivi sarà il pianto e lo stridore dei denti" (Matt. 13:42); quindi nell’Ades non vi è nessun ristoro e nessuna consolazione per i peccatori, ma solo tormento ed angoscia. Ma non c’è solo fuoco ardente nell’Ades, ma anche buio; ma un buio che non esiste sulla faccia della terra. Giobbe parlò di questo luogo infernale chiamandolo "terra delle tenebre e dell’ombra di morte; terra oscura come notte profonda, ove regnano l’ombra di morte ed il caos, il cui chiarore è come notte oscura" (Giob. 10:21,22). Come potete vedere il soggiorno dei morti è un luogo spaventevole, la cui descrizione fatta dalla Scrittura è sufficiente per fare rabbrividire l’uomo che vive lontano da Dio e per fare nascere nel credente un santo timore di Dio. I fratelli che hanno veduto l’Ades o in visione o perchè dopo essere morti sono tornati in vita (quando erano ancora morti nei loro falli), hanno confermato pienamente l’esistenza dell’Ades e la sua descrizione fatta dalla Scrittura; essi, non trovano mai le parole adatte per descrivere gli orrori dell’inferno che i loro occhi hanno visto negli antri della terra. Il modo migliore per loro per parlare di ciò che essi hanno visto nelle profondità della terra è menzionando le scritture che parlano di questo luogo. Questa è una ulteriore conferma dell’attendibilità della Parola di Dio e della sua veracità. Noi crediamo nell’esistenza del soggiorno dei morti nel cuore della terra perchè le Scritture parlano in molte maniere e numerose volte di questo luogo; e siamo pure confortati nel sapere che là scendono gli empi perchè da questo riconosciamo come Dio non lasci impunito il peccatore impenitente che muore. D’altronde, se non esistesse questo luogo di tormento dove vanno i peccatori alla loro morte, perchè mai essi si dovrebbero ravvedere mentre sono sulla terra? Noi non prendiamo piacere nella morte dell’empio ma nella sua conversione, ma altresì siamo in obbligo di celebrare Dio per la sua giustizia eccelsa; per noi il fatto che gli empi siano fatti scendere da Dio nel soggiorno dei morti è un’ulteriore prova della giustizia di Dio, e di come il nostro Dio aborrisce il perverso e non lo tiene affatto per innocente. Il fatto è che noi mentre viviamo sulla terra vediamo che "vi sono dei giusti i quali sono trattati come se avessero fatto l’opera degli empi, e vi sono degli empi i quali sono trattati come se avessero fatto l’opera dei giusti" (Ecc. 8:14), e questo ci rattrista vederlo e ci fa pure indignare e piangere. Noi sulla terra non vediamo ancora la giustizia di Dio manifestata appieno (per questo siamo tentati a pensare che Dio prenda piacere nei malvagi); ma benchè ciò, sappiamo che c’è un Dio che giudica sulla terra di cui nessuno si può fare beffe perchè Egli farà mietere ad ognuno quello che ha seminato. Se noi camminassimo per visione, e vedessimo del continuo davanti a noi l’Ades con le anime dei peccatori morti nel tormento, mentre stridono i loro denti e piangono, io credo che noi non ci penseremmo neppure per un momento a portare invidia ai malvagi nel vederli prosperare sulla terra, ma è anche vero che cesseremmo di camminare per fede, e questo non è possibile perchè noi dobbiamo andare avanti per fede e non per visione.

Certo, sono utili le visioni che Dio concede ancora oggi attorno all’Ades, perchè esse risvegliano in noi la memoria della Parola di Dio e ci scuotono; ma rimane il fatto che anche senza avere visto l’Ades o senza vederlo del continuo noi dobbiamo credere che esiste e che coloro che ci vanno hanno smesso di ridere e di godere per l’eternità. Sappiate che tutti coloro che sono morti facendosi beffe del Vangelo o bestemmiando o dopo essersi rifiutati di credere nel nostro Signore Gesù Cristo sono sotto i nostri piedi, nel cuore della terra, che piangono e urlano dall’angoscia del cuore loro, i quali non solo hanno perso ogni speranza, ma se solo potessero uscire da dove sono e tornare su questa terra si convertirebbero al Signore e si metterebbero a gridare agli uomini: "Salvatevi da questa perversa generazione" (Atti 2:40). Gli adoratori di Maria distruggerebbero le statue di Maria e non la invocherebbero più per il resto dei loro giorni; quelli che pregavano per i defunti comincerebbero a pregare solo per i vivi affinchè Dio li salvi; quelli che avevano creduto di fare parte della vera e unica chiesa che esiste sulla terra (mi riferisco alla Chiesa Cattolica Romana) ne uscirebbero subito senza indugiare cercando di trascinare con sè più anime possibili fuori dalle segrete di questa organizzazione; pure quelli che si dicevano o si facevano passare per cristiani perchè facenti parte di una denominazione cristiana evangelica, ma in realtà non erano mai nati di nuovo, si convertirebbero al Signore; ma ahimè! per tutti costoro oramai è tolta ogni speranza di convertirsi. Rimane loro solo d’attendere il giorno del giudizio di Dio per ricevere la condanna che meritano. Lo so fratelli, è triste sapere che i peccatori impenitenti che prima si ridevano di noi e del Vangelo ora sono nel fuoco a gridare dal dolore, ma non siamo noi che li abbiamo fatti andare nell’Ades. Loro hanno rifiutato di rispondere affermativamente all’appello al ravvedimento datogli da Dio e si sono condannati da loro stessi.

Ho voluto parlarvi in questa maniera per farvi capire come per noi l’esistenza dell’inferno è reale e come noi non portiamo nessuna invidia ai peccatori proprio per questa ragione, perchè sappiamo che la via che essi battono, anche se sono pieni di salute e ricchi e famosi, porta alla perdizione.

Giobbe fu un uomo integro e retto nella sua generazione e durante la sua afflizione proferì delle parole contro Dio a cagione dell’amarezza dell’anima sua, infatti ardì dire a Dio: "Ti pare egli ben fatto d’opprimere, di sprezzare l’opera delle tue mani e di favorire i disegni dei malvagi?" (Giob. 10:3). Giobbe, colpito da Satana di un’ulcera maligna e privato dei suoi beni e dei suoi figli, durante la sua afflizione censurò Dio accusandolo di favorire i disegni dei malvagi e di non punirli, infatti disse: "La verga di Dio non li colpisce" (Giob. 21:9), mentre lui, che aveva praticato la giustizia si reputò ingiustamente colpito da Dio e da Lui tenuto per nemico; l’amarezza dell’anima sua lo trascinò a dire pure: "Non giova nulla all’uomo l’avere il suo diletto in Dio" (Giob. 34:9). Queste parole non piacquero a Dio che riprese Giobbe dicendogli: "Chi è costui che oscura i miei disegni con parole prive di senno?" (Giob. 38:2); quindi stiamo attenti a non dire, in mezzo alle nostre afflizioni che patiamo a cagione di giustizia: "Non giova nulla all’uomo avere il suo diletto in Dio" (Giob. 34:9), o: ‘Colui che fa il male è gradito all’Eterno il quale prende piacere in lui’, o: ‘Che guadagneremo a pregare Dio e ad osservare i suoi comandamenti?’, perchè queste parole stancano Dio e lo fanno adirare. Diciamo invece quello che disse Asaf dopo la sua riflessione: "Ma pure, io resto del continuo con te; tu m’hai preso per la mano destra; tu mi condurrai col tuo consiglio, e poi mi riceverai in gloria. Chi ho in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te. La mia carne e il mio cuore possono venire meno, ma Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte in eterno. Poichè, ecco, quelli che s’allontanano da te periranno; tu distruggi chiunque, fornicando, ti abbandona. Ma quanto a me, il mio bene è d’accostarmi a Dio; io ho fatto del Signore, dell’Eterno, il mio rifugio, per raccontare, o Dio, tutte le opere tue" (Sal. 73:23-28).

Fratelli, il Signore al quale ci siamo convertiti per servirlo è buono e farà sempre del bene a coloro che lo temono e osservano i suoi comandamenti sulla terra, di questo noi siamo certi; per questo noi siamo incoraggiati a proseguire per questa stessa via, senza guardare nè a destra e nè a sinistra, perchè sappiamo che la benedizione del Signore dimora nelle nostre tende, ma anche perchè sappiamo che alla fine di questo nostro corso il Signore ci prenderà con sè e ci riceverà nella gloria. Sì, questo pure dovete considerare diletti, perchè pure voi siete stati chiamati da Dio alla sua eterna gloria e pure voi assieme a noi comparirete alla sua presenza santi ed irreprensibili e con giubilo, se pure perseverate nella fede e nel buon operare fino alla fine.

Fratelli amati dal Signore, voglio che sappiate che quello che fate in favore dei santi che sono nel bisogno non è vano e Dio non lo dimentica perchè Egli non è ingiusto da dimenticare l’opera vostra e il vostro amore verso il suo nome; non è vero che le vostre preghiere non servono a nulla perchè esse fanno molto se fatte con efficacia; quelle di cui ancora non avete ottenuto la risposta sono giunte nel cospetto di Dio ed attendono solo di essere esaudite; e non è neppure vero che Dio trascura la vostra causa perchè essa è davanti a lui ed Egli a suo tempo vi farà giustizia. Non vi stancate di fare il bene perchè esso ha una grande ricompensa; la mietitura è vicina e pure voi entrerete nella Sion celeste cantando dalla gioia portando i vostri covoni. Siate forti, siate forti, continuate a sperare nel Signore; certo, Dio vi mette alla prova per sapere se lo amate con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima, ma Egli non ha distolto il suo sguardo da sopra voi e le sue orecchie sono ancora attente al vostro grido. Siate consolati; lo so, si passano dei momenti difficili in cui si è in grandi pensieri perchè l’afflizione è grande, ma non temete, pure voi uscirete dalle vostre distrette con l’aiuto di Dio e celebrerete ancora il Signore per la sua grande bontà e per la sua grande fedeltà perchè vedrete con i vostri occhi il Signore convertire in bene il male che i vostri nemici vi hanno fatto, e proclamerete ancora che "tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio" (Rom. 8:28). Fratelli, rimanete fermi nella fede, combattendo sempre il buon combattimento da buoni soldati di Cristo Gesù, perchè la vittoria appartiene all’Eterno; sì, la vittoria in mezzo alla distretta è nostra, in Cristo Gesù. A Lui sia la gloria in eterno. Amen.

 

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