Vero è che alcuni predicano Cristo anche per invidia e per contenzione

 

È scritto: "Vero è che alcuni predicano Cristo anche per invidia e per contenzione; ma ce ne sono anche altri che lo predicano di buon animo. Questi lo fanno per amore, sapendo che sono incaricato della difesa del Vangelo; ma quelli annunziano Cristo, con spirito di parte, non sinceramente, credendo cagionarmi afflizione nelle mie catene. Che importa? Comunque sia, o per pretesto o in sincerità, Cristo è annunziato; e io di questo mi rallegro..." (Fil. 1:15-18).

Paolo, quando scrisse queste parole ai santi di Filippi, era in prigione, in catene per Cristo, e la maggior parte dei fratelli, incoraggiati dai suoi legami, si erano messi ad annunziare senza paura la Parola di Dio; vi erano quelli che lo facevano sinceramente, di buon animo, perchè l’amore di Cristo li costringeva, ma vi erano pure coloro che annunziavano la Parola di Dio con spirito di parte, non sinceramente, credendo che così facendo avrebbero cagionato afflizione a Paolo. Certo, se uno considera che con la loro condotta, quelli che predicavano Cristo per invidia e contenzione, pensavano di affliggere e di rattristare Paolo che era incatenato e che stava patendo delle afflizioni ingiustamente, bisogna concludere che costoro non erano affatto spinti dall’amore di Cristo ad evangelizzare ma bensì da dei motivi impuri. Comunque essi non riuscirono nel loro intento, perchè Paolo dalla prigione fece sapere che egli si rallegrava perchè Cristo veniva annunziato; anche se non sinceramente, Cristo veniva annunziato e questo faceva rallegrare l’apostolo.

Anche oggi, dobbiamo riconoscerlo questo, ci sono alcuni che predicano Cristo per invidia e per contenzione; essi non lo predicano perchè l’amore di Cristo li costringe a farlo, ma perchè mossi d’invidia verso quelli che lo fanno sinceramente, ed anche perchè sono litigiosi, amanti delle contese. Ora, qualcuno dirà: ‘Ma allora Cristo può essere predicato anche per motivi impuri?’ Sì, proprio così, e questo lo vediamo. Se voi considerate queste espressioni di Paolo; "per invidia e per contenzione" (Fil. 1:15), "con spirito di parte" (Fil. 1:17), "non sinceramente" (Fil. 1:17), "per pretesto" (Fil. 1:18), capirete come l’Evangelo venga pure proclamato da persone che hanno dell’invidia amara nel loro cuore, le quali usano la Parola di Dio come pretesto per raggiungere i loro fini disonesti. Oggi, l’esortazione a credere nel Signore Gesù fatta da alcuni predicatori procede da dei motivi impuri ed è fatta con frode, ma ciò nonostante, bisogna dire che anche per mezzo della loro predicazione vi sono persone che (credendo in Cristo che loro predicano per invidia) vengono salvate e ottengono la remissione dei loro peccati. Ricordatevi che "la fede viene dall’udire e l’udire si ha per mezzo della Parola di Cristo" (Rom. 10:17); colui che ascolta la Parola di Dio, se crede in essa, viene salvato dal Signore, e questo anche se la Parola di Dio viene predicata da degli invidiosi e da dei contenziosi, perchè la sua efficacia non muta. Il peccatore che ascolta questi invidiosi parlare di Cristo, viene convinto dallo Spirito Santo quanto al peccato, e sotto questa convinzione invoca il Signore affinchè lo salvi, e il Signore nella sua fedeltà e bontà lo salva dai suoi peccati, perchè è scritto: "Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato" (Rom. 10:13; Gioe. 2:32); l’uditore non sa che quel determinato predicatore predica Cristo per invidia o per rivalità; questo, lui, non lo immagina neppure, è nascosto agli occhi suoi, e così, per la grazia di Dio, viene salvato mediante l’Evangelo. Forse in seguito scoprirà lo spirito di parte che animava chi gli ha annunziato Cristo, ma questa scoperta non lo distoglierà dal seguire il Signore, perchè conscio di avere trovato un tesoro di immenso valore; a lui il fatto che Dio per fargli trovare questo tesoro si è usato di un uomo che predica Cristo per invidia gli fa capire come Dio converte il male in bene. Vi sorprende quello che vi sto dicendo? Ma non le avete ancora vedute le cose che vi ho qui sopra dette? Basta guardarsi un pò attorno in mezzo al popolo di Dio, per accorgersi di questa realtà. Non è affatto difficile trovare degli uomini che predicano Cristo per invidia; lo so, ci sono alcuni che parlano come se gli uomini che predicano Cristo per invidia fossero delle persone che oggi non esistono più nella Chiesa di Dio, ma i loro discorsi sono smentiti dalla Scrittura e dai fatti di cui noi tutti siamo testimoni o di cui veniamo a conoscenza tramite altri. Io vi voglio parlare apertamente fratelli; perchè mai vi dovrei lusingare? Certo anch’io potrei lusingarvi come fanno molti, ma ho deciso di rinunziare a lusingarvi per amore della verità e della giustizia, ed anche per l’amore che nutro verso la fratellanza che Dio ha acquistato con il suo sangue. Nelle riunioni di alcuni di questi che predicano Cristo non sinceramente avvengono pure guarigioni, delle vere guarigioni, mediante il nome di Gesù Cristo; ma neppure questo deve meravigliare, perchè noi sappiamo che è per la potenza di Dio e per la fede nel nome di Gesù Cristo che il malato viene guarito dalla sua infermità, e non per la fede nel nome di chi gli predica Cristo o per la potenza e la pietà del predicatore.

L’apostolo Pietro, circa la guarigione dello zoppo alla porta del tempio detta ‘Bella’, disse ai Giudei che, attoniti, erano accorsi al portico detto di Salomone: "Uomini israeliti, perchè vi meravigliate di questo? O perchè fissate gli occhi su noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest’uomo?....E per la fede nel suo nome (quello di Cristo), il suo nome ha raffermato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti" (Atti 3:12,16). Pietro, un apostolo che predicava Cristo sinceramente, attribuì la guarigione di quello zoppo al nome di Gesù Cristo ed alla fede che lo zoppo aveva avuto nel nome di Gesù, e non alla sua propria potenza o alla sua propria pietà.

Il fatto che uno che predica Cristo preghi sugli ammalati nel nome di Gesù Cristo, ungendoli d’olio nel nome del Signore, ed il fatto che dei malati vengano guariti o in seguito all’imposizione delle sue mani o dopo che egli ha pregato per loro, non significa affatto che egli sia per forza di cose un santo uomo di Dio, umile e sincero; anzi, diverse volte (non tutte grazie a Dio), si è poi scoperto che era proprio il contrario, perchè era un uomo carico di male azioni, in altre parole un operatore di scandali. Giacomo ha detto che "dove sono invidia e contenzione, quivi è disordine ed ogni mala azione" (Giac. 3:16); quindi non c’è da meravigliarsi un gran che se la vita di questi uomini contenziosi che predicano Cristo per invidia e pregano per gli ammalati sempre per invidia, è una vita disordinata e piena di ogni mala azione. Non illudetevi; non c’è sulla terra un solo uomo che predica Cristo per invidia e con spirito di parte, la cui condotta sia d’esempio ai fedeli e questo perchè lo spirito di parte e l’invidia portano, chi è da essi animato anche nella predicazione del Vangelo, ad agire disonestamente, con frode; per questo non c’è da meravigliarsi nel sentire o nel vedere questi predicatori operare scandali di ogni specie. Di tanto in tanto, veniamo a sentire che alcuni predicatori più o meno famosi (anche qui in Italia) hanno operato dei gravi scandali o hanno detto delle cose per annullare la sana dottrina; noi non ce ne meravigliamo, sappiamo che non può essere altrimenti, perchè è scritto chiaramente che "dove sono invidia e contenzione, quivi è disordine ed ogni mala azione" (Giac. 3:16).

Qualcuno dirà: ‘Ma allora, per sapere se uno predica Cristo per invidia o se lo predica sinceramente è sufficiente accertarsi della condotta e del modo di parlare che costui tiene soprattutto in privato?’ Sì, proprio così, fratello. Certamente, non capirai se uno predica Cristo sinceramente dal numero di persone che lo vanno ad ascoltare, o dai titoli che possiede, o dal vedere delle persone accettare Cristo ed essere guarite nelle sue riunioni. Alcuni dicono, per giustificare la condotta e il modo di parlare di questi che predicano Cristo per invidia: ‘Ma fratello, tutti sbagliamo!’ Certo, "tutti falliamo in molte cose" (Giac. 3:2); ma il fatto è che questi sono degli operatori di scandali che prendono piacere nelle loro male azioni e nelle loro male parole e si gloriano pure di esse, e non vogliono per nulla riconoscere i loro sbagli perchè sono pieni di orgoglio.

Ascoltate quello che disse Paolo ai Corinzi: "Quel che v’ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppure mangiare" (1 Cor. 5:11). Ci sono uomini che si chiamano fratelli, predicano Cristo, anche a tante persone, però è risaputo nell’ambito delle chiese che sono o fornicatori (frequentano le meretrici, o vivono nell’adulterio), avari (amano il danaro), idolatri (hanno innalzato degli idoli nei loro cuori), oltraggiatori (prendono piacere nel dire male di tutti e di tutto; anche della dignità), ubriaconi (sono dediti al vino), rapaci (bramano le cose degli altri e se ne impossessano con l’astuzia e la forza), e noi con costoro non dobbiamo mischiarci. Ditemi, Paolo sapeva che sbagliamo tutti, ma allora perchè ci ha detto che con un tale noi non dobbiamo neppure mangiare? Perchè con un tale non dobbiamo collaborare? La ragione è questa: noi non ci dobbiamo mischiare con un tale uomo per non corromperci pure noi perchè è scritto: "Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi" (1 Cor. 15:33), ed ancora: "Il compagno degl’insensati diventa cattivo" (Prov. 13:20). Vi dico qualcosa: Oggi se un prete cattolico romano si presenta presso i santi e chiede la loro mano d’associazione nell’evangelizzazione, molti di loro (non dico tutti perchè oggi certi preti cattolici sono riusciti a farsi strada pure in certe chiese dei santi) si rifiutano di collaborare con un tale uomo, anche se predica Cristo, la guarigione per fede, ed il battesimo con lo Spirito Santo. Perchè avviene questo rifiuto? Perchè il prete cattolico romano quantunque vuole che lo si chiami fratello perchè predica che Cristo salva, guarisce e battezza, ancora va a prostrarsi davanti alle statue, ancora dice il rosario, ancora porta il crocifisso appeso al collo, ancora si vuole tenere legato al Vaticano ed alla tradizione cattolica romana. È giusto non mettersi con lui perchè ci è comandato di non mischiarci con alcuno che chiamandosi fratello, sia un idolatra. Ma che avviene invece quando si presenta un predicatore che ha un certo nome e posizione nell’ambito di una denominazione evangelica, ma nello stesso tempo è risaputo (perchè ci sono svariate prove e testimoni che lo confermano) che è un adultero, un’amante del danaro, un rapace, un oltraggiatore, un ubriacone? Ci si deve mischiare con costui che non ha un crocifisso appeso al collo e non va a prostrarsi davanti alla statua raffigurante Maria o Pietro o Paolo, ma rientra pur sempre nella lista di quelli enumerati da Paolo con i quali non dobbiamo neppure mangiare?

Alla prima domanda rispondo dicendo che la maggior parte delle chiese gli apre il locale di culto e gli dà tanta libertà, fino a dirgli: ‘Fratello, sentiti come a casa tua!’ Alla seconda domanda rispondo che non ci si deve mischiare con costui. Lo so, è ‘impopolare’ dire queste cose; ma d’altronde quando si vuole piacere al Signore non si può piacere agli uomini; ed io, "se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo" (Gal. 1:10). Oggi, se non state attenti, andrete a finire con il passare del tempo, trascinati dai vani ragionamenti di alcuni, col collaborare pure con i preti cattolici nell’evangelizzazione, sì, con quelli che ci chiamano ‘i fratelli separati’, di cui fratelli non siamo, perchè loro non sono nati da Dio. Non ci manca molto; d’altronde continuando a dire: ‘Sbagliamo tutti’, per giustificare la caparbietà e gli scandali di alcuni, arriverete al punto di dire che anche i preti e le suore che dicono di aver creduto ma non mostrano frutti degni del ravvedimento, sono dei nostri; anche se sapete che non mancano ad una messa, e che continuano a dire il rosario ed a chiamare ‘il papa’, ‘padre santo’, ed a attenersi scrupolosamente alla tradizione dell’organizzazione cattolica romana. Fratelli, nessuno vi seduca, perchè la Parola di Dio parla in modo chiaro a riguardo di coloro con i quali non dobbiamo mischiarci. Studiatevi di non collaborare con gli operatori di scandali, anche se sono famosi e capaci di tenere un discorso attorno al Vangelo davanti ad una folla. Il fatto che, nelle riunioni di quelli che predicano Cristo per invidia e per contenzione, delle anime si ravvedono e credono nel Signore o che degli ammalati vengano guariti, non significa che Dio prenda piacere nell’invidia e nello spirito di parte di cui sono pieni questi predicatori, tanto è vero che a suo tempo Dio fa trovare loro il salario della loro condotta.

Fratelli, Dio è giusto e non tollera l’invidia e la frode che ci sono in questi che predicano Cristo per pretesto. Certo, è vero che ci sono alcuni che predicano Cristo per invidia e per contenzione, ma che importa? Cristo è annunziato; rallegriamoci di questo come faceva Paolo.

Le parole che molti diranno al Signore in quel giorno

Gesù, un giorno, disse queste parole: "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Matt. 7:21).

Ora, da queste parole del Signore si capisce che per entrare nel regno dei cieli non è sufficiente chiamare Gesù, Signore, e che non tutti quelli che chiamano Gesù, Signore, entreranno un giorno nel regno di Dio. Se da un lato non tutti coloro che chiamano Gesù Signore entreranno nel regno dei cieli, dall’altro dobbiamo dire che tutti coloro che fanno la volontà di Dio entreranno nel regno dei cieli, nessuno escluso. Chiamare Gesù Signore e non volere fare quello che lui ci comanda di fare, significa illudere noi stessi. Quale Signore, Gesù, deve essere ascoltato ed ubbidito da ciascuno di noi; certo è buona cosa chiamarlo Signore, perchè egli lo è, infatti egli disse ai suoi discepoli: "Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perchè lo sono" (Giov. 13:13); ma se nello stesso tempo ci gettiamo le sue parole alle spalle, a che ci servirà un giorno averlo chiamato Signore? Nel regno dei cieli entreranno coloro che confessano con la loro bocca Gesù quale Signore, e fanno la volontà di Dio. Confrontando queste parole di Gesù: "Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre" (Mar. 3:35), con queste altre: "Mia madre e i miei fratelli son quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica" (Luca 8:21), noi comprendiamo che coloro che fanno la volontà di Dio sono quelli che sono facitori della Parola e non soltanto uditori. Fratelli, "l’osservanza dei comandamenti di Dio è tutto" (1 Cor. 7:19), e per mezzo di essa si entra nel Paradiso di Dio; ma siatene certi, non osservando i comandamenti di Dio, non entra nel cielo nessuno, neppure quelli che chiamano Gesù Signore, cacciano i demoni nel nome di Gesù, profetizzano nel suo nome e guariscono gli ammalati imponendo loro le mani nel nome di Gesù. Non è compiendo opere potenti, profetizzando e cacciando i demoni (ma nello stesso tempo non volendosi santificare) che coloro che hanno creduto entreranno nel cielo; ed a conferma di questo citiamo le parole del Signore che disse: "Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciato demoni, e fatte in nome tuo molte opere potenti? E allora dichiarerò loro: Io non vi conobbi mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d’iniquità" (Matt. 7:22,23). Vorrei che notaste queste cose attorno a queste parole:

Ÿ Noi sappiamo che per cacciare i demoni è necessario avere creduto, infatti Gesù ha detto: "Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni.." (Mar. 16:17), e che essi vengono cacciati per l’aiuto dello Spirito di Dio e non possono essere cacciati per l’aiuto di Satana perchè Gesù ha detto: "Come può Satana cacciar Satana?" (Mar. 3:23); quindi, questi che in quel giorno verranno respinti dalla presenza del Signore, un giorno, avevano creduto nel nome del Signore, e non erano delle persone che non avevano mai creduto, come invece ad alcuni piace pensare.

Ÿ Per profetizzare nel nome del Signore è necessario avere creduto ed essere stati riempiti di Spirito Santo ed aver ricevuto il dono di profezia; quindi questo conferma come questi ‘molti’ un giorno avevano pure loro creduto nel Signore.

Ÿ Anche per compiere opere potenti nel nome del Signore è necessario avere fede nel nome del Signor Gesù; un incredulo non può compiere opere potenti nel nome di Gesù; perciò anche questo conferma che costoro inizialmente avevano creduto.

Ÿ Quelli che in quel giorno diranno a Gesù quelle parole saranno molti e non pochi.

Ÿ Chiunque profetizza nel nome del Signore, caccia i demoni nel suo nome e compie molte opere potenti nel suo nome non può rimanere inosservato sulla terra, perchè la sua fama si sparge per i paesi e per le chiese; quindi, siccome che tra coloro che profetizzano, cacciano i demoni, compiono opere potenti nel nome di Gesù su questa terra ci sono anche quelli a cui Gesù in quel giorno dirà di andare via da lui, essi sono conosciuti, in altre parole hanno una certa fama.

Ÿ Gesù li chiamerà ‘operatori d’iniquità’, benchè abbiano profetizzato, cacciato i demoni e compiuto molte opere potenti nel suo nome, perchè hanno udito la sua parola ma non l’hanno messa in pratica, in altre parole perchè non si sono voluti santificare. Paolo dice: "Questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v’asteniate dalla fornicazione, che ciascuno di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio; e che nessuno soverchi il fratello nè lo sfrutti negli affari" (1 Tess. 4:3-6); quindi, nel cielo entreranno coloro che si sono santificati e si sono astenuti da ogni specie di male (coloro che avranno fatto la volontà di Dio) e non quelli che non hanno procacciato la santificazione, difatti è scritto che senza la santificazione "nessuno vedrà il Signore" (Ebr. 12:14).

Ÿ Da quello che insegna la Scrittura, Giuda Iscariota sarà uno di quei ‘molti’ a cui Gesù dirà di andare via da lui. Giuda Iscariota fu eletto dal Signore apostolo, fu mandato a predicare il regno di Dio con la potestà di cacciare gli spiriti immondi e di guarire gli infermi. Egli fece queste cose nel nome del Signore, ma dopo che Satana entrò in lui, Gesù disse di lui: "Guai a quell’uomo per cui il Figliuol dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per codest’uomo, se non fosse mai nato" (Matt. 26:24), e quando pregò il Padre suo disse: "Niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinchè la Scrittura fosse adempiuta" (Giov. 17:12), perciò noi sappiamo che Giuda è perito perchè lo ha detto Gesù. Inizialmente aveva creduto pure lui nel Signore, lo aveva chiamato pure lui Signore, ma poi tradì il Signore vendendolo per trenta sicli d’argento, e quando vide che Gesù fu condannato riportò i denari ai capi sacerdoti e si andò ad impiccare.

Ÿ Il fatto che Gesù dirà a costoro: "Non vi conobbi giammai" (Matt. 7:23 Diod.), non significa che costoro non erano stati conosciuti da Lui, ma che Egli in quel giorno negherà di averli conosciuti perchè essi si sono rifiutati di osservare le sue parole. Nella parabola delle dieci vergini è scritto che lo sposo disse a cinque di esse (a quelle stolte), quando queste vennero alla porta della sala delle nozze a supplicarlo di aprire loro la porta: "Io vi dico in verità: Non vi conosco" (Matt. 25:12), ma lo sposo sapeva chi esse fossero perchè pure esse avevano preso le loro lampade per andare ad incontrare lo sposo; notate che lo sposo negò di conoscere quelle vergini disubbidienti. Un altro esempio che ci fa capire come quando si rinnega una persona o si nega di avere conosciuto una persona (benchè la si abbia innanzi conosciuta) si afferma di non conoscere quella persona è quello di Pietro. Ora, il Signore Gesù, nella notte che fu tradito, disse a Pietro: "In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte" (Matt. 26:34); in Luca è scritto: "Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi" (Luca 22:34); perciò il fatto che Gesù disse a Pietro che egli avrebbe negato di conoscerlo significa che Pietro aveva conosciuto Gesù (Gesù disse: "Se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio" [Giov. 8:19] ed ai suoi discepoli disse: "Fin da ora lo conoscete" [Giov. 14:7] quindi i discepoli del Signore avevano conosciuto sia Gesù che il Padre suo). Ma in che maniera Pietro rinnegò il Signore? Dicendo a quelli che affermarono che egli era dei discepoli di Gesù: "Non conosco quell’uomo che voi dite" (Mar. 14:71). Il Signore rinnegherà o detto in altre parole negherà di conoscere quelli che hanno profetizzato ed operato opere potenti nel suo nome e non hanno voluto osservare i suoi comandamenti nella stessa maniera, cioè affermando di non averli mai conosciuti. Quindi, sappiate che quelli che fanno professione di conoscere Cristo "ma lo rinnegano con le loro opere, essendo abominevoli, e ribelli, e incapaci di qualsiasi opera buona" (Tito 1:16) saranno a loro volta rinnegati dal Signore perchè Gesù ha detto: "Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli" (Matt. 10:33).

Dopo avere detto ciò, nasce inevitabile la domanda: ‘Ma come è possibile che degli uomini profetizzino, caccino i demoni e facciano opere potenti nel nome del Signore e poi in quel giorno verranno rinnegati dal Signore e respinti dalla sua presenza? Ora, dall’esempio che abbiamo in Giuda Iscariota possiamo dire che un uomo può credere nel Signore, predicare e operare nel nome del Signore per un certo periodo della sua vita, e poi andare in perdizione, perchè fa posto al diavolo. Questo non soltanto può avvenire, ma è avvenuto; ci sono stati casi di ministri di Dio che dopo aver esercitato un ministerio per un certo tempo, hanno abbandonato il Signore e si sono corrotti talmente tanto che la loro condizione ultima è divenuta peggiore della prima (Cfr. 2 Piet. 2:20), e sono morti carichi di peccati andandosene nel soggiorno dei morti.

Se consideriamo pure l’esempio che abbiamo nel profeta Balaam noteremo che egli inizialmente pronunziò degli oracoli di Dio perchè lo Spirito di Dio venne su lui, ma poi per amore di lucro lasciò la diritta strada e si gettò nei traviamenti tanto che si mise ad insegnare a Balak, re di Moab, a porre un intoppo davanti ai figliuoli d’Israele, inducendoli a mangiare delle cose sacrificate agli idoli e a fornicare. In questo caso notiamo come qualcuno che inizialmente parlò nel nome del Signore, riferendo fedelmente le parole di Dio che aveva udite, in seguito si sviò fino al punto di insegnare a peccare. Anche in questa generazione vi sono stati degli uomini che hanno profetizzato nel nome del Signore e poi si sono sviati fino al punto di corrompersi come Balaam. In verità dobbiamo dire che "non v’è nulla di nuovo sotto il sole" (Ecc. 1:9).

Ma vi è un’altra cosa da dire e cioè che ci sono alcuni che sono vivi e predicano l’Evangelo e impongono le mani agli infermi che conducono una vita dissoluta; alcuni sono sodomiti, altri adulteri, altri avari e rapaci (sono simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia). La loro vita privata non è conosciuta dalle folle che li vanno ad ascoltare; poi, quando vengono scoperti, tutti, tranne coloro che li conoscevano bene, rimangono meravigliati, perchè non avrebbero mai pensato che un uomo di cui Dio si usava e tramite cui tante persone erano state salvate e guarite fosse di una tale perversità. Le cose che vi dico trovano riscontro nei fatti; perchè, anche in questa generazione, di predicatori famosi che sono diventati più famosi ancora a motivo dei loro scandali, dei loro inganni, e delle cose turpi che commettevano di nascosto, ce ne sono tanti in mezzo al popolo di Dio. Vorrei citarvi un esempio nella Scrittura che fa capire come è possibile mettersi a profetizzare anche mentre si vive una vita in ribellione a Dio; è il caso di Saul, re d’Israele.

Saul, figliuolo di Kis, fu unto re d’Israele per ordine di Dio; dopo che diventò re disubbidì a Dio, talchè Samuele gli disse: "Io non ritornerò con te, poichè hai rigettato la parola dell’Eterno, e l’Eterno ha rigettato te perchè tu non sia più re sopra Israele" (1 Sam. 15:26). Dio disse a Samuele circa Saul: "Io mi pento d’aver stabilito re Saul, perchè si è sviato da me e non ha eseguito i miei ordini" (1 Sam. 15:11); ed oltre a ciò, la Scrittura dice che "lo Spirito dell’Eterno s’era ritirato da Saul, ch’era turbato da un cattivo spirito suscitato dall’Eterno" (1 Sam. 16:14). Come potete vedere, Saul, che era stato unto da Dio, si ribellò a Dio e si sviò da lui; e mentre si trovava in questa condizione cercò pure di uccidere Davide, figlio di Isai, il quale non gli aveva fatto alcun male, ma si era sempre mostrato leale nei suoi confronti. Lo cercò per ucciderlo diverse volte; in una di queste occasioni, mentre si trovava in viaggio alla volta di Naioth, presso Rama, prima che arrivasse in questo luogo, avvenne qualcosa che ci lascia meravigliati, infatti è scritto che "lo Spirito di Dio investì anche lui; ed egli continuò il viaggio, profetando, finchè giunse a Naioth, presso Rama" (1 Sam. 19:23). Qualcuno dirà: ‘Come è possibile che lo Spirito di Dio che è santo, investì un uomo che stava andando a prendere un innocente per metterlo a morte, e lo fece profetizzare?’ A questa domanda non siamo in grado di rispondere; sta di fatto che un uomo sviato da Dio e rigettato da Dio, profetò per lo Spirito.

 

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