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Mancano nel libro però gli scritti di questa quinta parte

 

  Quinta parte

 

 Parte prima

Parte seconda

Parte terza

Parte quarta

 

 

'A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?'

 

'A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?', sono le parole di Giuseppe Fava, giornalista siciliano ucciso dalla mafia anni fa, perchè ebbe il coraggio di lottare contro la mafia.

Questa frase mi ha colpito, e spero che colpisca anche tutti quei Cristiani che non hanno il coraggio di lottare CONTRO la malvagità, le menzogne, la mondanità, presenti in mezzo alla Chiesa di Dio e che si stanno sempre di più diffondendo come una cancrena. Vi domando: 'Ma che vivete a fare? Ma non vi vergognate di questo vostro silenzio?' Lo sapete come la Bibbia chiama le persone come voi? 'CODARDI.

Gli impostori, i falsi dottori, i falsi profeti, i servi di mammona, gli ipocriti, gridano la loro arroganza, le loro follie, le loro false dottrine, e LO FANNO PUBBLICAMENTE, e voi invece state in silenzio e non dite una parola PUBBLICAMENTE contro di loro per smascherarli e mettere in guardia i fratelli. Perché? Avete paura di farvi dei nemici, avete paura delle loro minacce o delle loro maledizioni, o avete paura di morire? Vi dovete solo ravvedere, perché la Bibbia dice che chi sa fare il bene e non lo fa commette peccato (Giacomo 4:17). O forse non avete tempo per gridare la vostra disapprovazione, perché siete occupati con le vostre concupiscenze mondane, la partita di calcio, le canzoni del mondo, e altri divertimenti, ecc. ecc.? Anche in questo caso vi dovete ravvedere, perché siete diventati degli adulteri, dei nemici di Dio, in quanto l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio (Giacomo 4:4).

E’ ora che vi svegliate, è veramente ora, il tempo è ormai abbreviato, e Dio è stanco del vostro silenzio.

 

 

Un’incoraggiamento in questi tempi così difficili

 

Cari fratelli nel Signore, le cose stanno andando di male in peggio in seno alla Chiesa di Dio. Capisco che tutto ciò che di scandaloso e di vergognoso stiamo vedendo e sentendo in questi tempi, scoraggia dal procacciare la santificazione e la giustizia di Dio, ma sappiate che Dio ci mette alla prova facendoci vedere e sentire queste cose, per vedere se lo amiamo con tutto il cuore e tutta la nostra anima. Quindi rimanete fermi e attaccati alla Parola, e continuate a santificarvi nel timore di Dio. Chi fa la volontà di Dio non si sta affaticando invano, ricordatevelo sempre questo.

Chi fa la volontà di Dio dimora in eterno, dice la Scrittura (1 Giovanni 2:17), ed anche: "Perciò, fratelli miei diletti, state saldi, incrollabili, abbondanti sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore" (1 Corinzi 15:58).

 

 

Giovanni 3:16 e Atti 13:48

 

“Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”, ha detto Gesù, e noi questo lo crediamo e lo proclamiamo con forza.

Detto questo però, bisogna domandarsi, come mai alcuni credono e altri no? Come mai solo una piccola parte di coloro che ascoltano il Vangelo credono nel Signore Gesù? La Bibbia risponde a questa domanda con queste parole scritte nel libro degli Atti, che sono anch’esse ISPIRATE DA DIO, E QUINDI SACRE: “E tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (Atti 13:48). Quindi coloro che credono, credono, in quanto sono stati ordinati a vita eterna da Dio e questo è avvenuto prima del loro credere, e siccome non tutti sono stati ordinati a vita eterna NON TUTTI CREDONO.

Ora, c’è un’altra domanda da porsi: ‘Come mai noi proclamiamo Giovanni 3:16, mentre coloro che negano la predestinazione non proclamano e non citano neppure mai Atti 13:48?’ Semplice, perché queste parole attestano chiaramente che non tutti credono perché non tutti sono stati ordinati a vita eterna; in altre parole perché il non credere degli increduli (che persistono nella loro incredulità fino alla fine e vanno in perdizione) è dovuto al fatto che non sono tra coloro che sono stati ordinati da Dio a vita eterna.

Noi credenti dunque siamo stati ordinati a vita eterna prima di credere, e non quando abbiamo creduto. E questo ci riempie di gioia e pace. Considerate, fratelli, l’Iddio Onnipotente ha emanato un ordine a vita eterna nei nostri confronti ancora prima che credessimo, ma che dico? Ancora prima che nascessimo. Ma che dico? Prima della fondazione del mondo. Gloria al Suo Nome in eterno. Amen.

Se c’è qualcuno dei contenziosi a cui questo dispiace, ce lo faccia sapere. E non solo, ci faccia anche sapere come spiega Atti 13:48

 

 

Dio sapeva che si sarebbero ravvedute, ma …

 

Questa mia meditazione è per coloro che affermano che Dio vuole salvare tutti, nessuno escluso, e che noi siamo stati salvati perché Dio sapeva che noi ci saremmo ravveduti e avremmo creduto, e non perché Dio ci aveva innanzi predestinato a salvezza.

Gesù ha detto: “Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute. Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua” (Matteo 11:20-24).

Gesù dunque ha affermato che Dio sapeva che se nelle città di Tiro e Sidone fossero state compiute le opere potenti che poi fece Gesù in Corazin e Betsaida, esse si sarebbero ravvedute; come anche che se nella città di Sodoma fossero state fatte le opere potenti che Gesù fece poi in Capernaum, essa non sarebbe stata distrutta.

Perché dunque Dio non fece sì che quelle opere potenti fossero compiute in quelle città? Evidentemente perché aveva decretato la loro distruzione. Non c’è un’altra risposta. Annulla questo il Suo amore? Così non sia. E’ stato Dio ingiusto per avere agito così? Così non sia, perché Egli ha detto: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19)

Io spero che coloro che non hanno mai riflettuto su queste parole di Gesù ci riflettano.

La grazia del Signore sia con coloro che lo amano con purità incorrotta

 

 

Quando Dio apre la mente per intendere le Scritture sulla predestinazione e le menzogne ADI svaniscono dalla mente

 

Voglio condividere con voi alcuni fatti accadutimi che mi hanno fatto riflettere, gioire e rendere grazie a Dio.

Molti anni fa mi chiamò al telefono un fratello che frequentava una chiesa ADI, che mi contattò perché aveva trovato il nostro sito molto utile, in quanto gli era stato di stimolo a studiare le Scritture ancora più approfonditamene di quanto avesse mai fatto prima, traendone grande giovamento. In particolare le confutazioni del cattolicesimo furono gli scritti che lo entusiasmarono di più in quel tempo. Cominciò a telefonarmi spesso questo fratello e ogni volta mi raccontava come si era messo a studiare ora questo ora quell’altro insegnamento da me trattato sul sito, e come stava crescendo. Ma in queste telefonate mi diceva: ‘Giacinto, c’è però una cosa che non riesco ancora ad accettare, ed è la predestinazione, perché nelle ADI non insegnano affatto queste cose che dici tu’. Allora io gli dicevo: ‘Fratello, fai così, prega e continua a investigare le Scritture!’ Tempo dopo mi chiamò molto contento e mi disse che dopo avere studiato approfonditamente le Scritture era giunto alla conclusione che la dottrina della predestinazione è biblica. Da allora molto spesso quando ci siamo sentiti al telefono mi ha detto: ‘Ma come ho fatto per tanti anni, eppure leggevo le Scritture come ora e quei passi li avevo letti tante volte, a non capire che le cose stavano così e non come mi avevano insegnato nelle ADI?’ E’ diventato questo fratello uno che sa esporre la dottrina dell’elezione e difenderla come pochi sanno fare.

Con questo fratello ormai ci conosciamo da anni. Ma non molti mesi fa è accaduto questo. Era sera, tardi, se non ricordo male, erano le dieci di sera passate, ed ero a letto. Mi arriva una telefonata, mi preoccupo per l’orario, e vado a rispondere. Era lui: mi dice di scusarlo per l’orario, ma si era sentito di chiamarmi. E mi spiega perché. Il motivo era che stava studiando la dottrina della predestinazione e nello studiarla per l’ennesima volta aveva sentito una gioia così forte nel considerare che Dio lo aveva eletto in Cristo prima della fondazione del mondo, e quindi lo aveva salvato secondo il beneplacito della Sua volontà, e difatti dalla voce era commosso e molto grato a Dio, che si era sentito mosso a chiamarmi. E mi disse: ‘Giacinto, ti voglio quindi ringraziare per avermi fatto conoscere questa dottrina’, al che io gli dissi di ringraziare Dio e non me, al che lui disse: ‘Certo io ringrazio prima Dio, ma volevo ringraziare pure te’. Quelle parole dettemi con quel tono commosso e nello stesso tempo gioioso mi hanno colpito tanto. Ed ho detto fra me e me: ‘Ecco cosa succede quando Dio apre la mente per intendere le Scritture! Ecco cosa succede quando un figliuolo di Dio scopre il proponimento dell’elezione di Dio, si sente riconoscente a Dio per averlo eletto prima della fondazione del mondo, e si sente riempito di una gioia ineffabile e gloriosa’

Spero e prego che molti altri fratelli si sentano spinti ad investigare le Scritture, e solo le Scritture, in relazione alla predestinazione, e che Dio gli dia intendimento come lo ha dato a questo fratello, e questo perché ne avranno solo del bene dall’accettare il proponimento dell’elezione di Dio.

A Dio, Colui che opera in noi il volere e l’operare secondo la sua benevolenza, sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

 

 

Continuiamo a suonare la tromba

 

Come disse Dio tramite il profeta Geremia: "Cose spaventevoli e orride si fanno nel paese: i profeti profetano bugiardamente; i sacerdoti governano agli ordini de’ profeti; e il mio popolo ha piacere che sia così" (Geremia 5:30-31).

Questo è triste, si sta ripetendo quello che avvenne ai giorni di Geremia. il popolo prende piacere nel male anzichè nel bene, e chi riprova il male viene accusato di portare disordine e confusione.

Ma non badiamo a queste accuse ingiuste, non lasciamoci spaventare da esse. Sono solo menzogne costruite ad arte da colui che ha introdotto la confusione nella chiesa e la vuole mantenere e incrementare, cioè il diavolo.

Avanti, fratelli e sorelle, avanti, con coraggio, dobbiamo insistere tutti quanti, ognuno facendo la sua parte, affinchè più anime possibili siano raggiunte dal suono della tromba. SUONIAMO FORTE LA TROMBA, SUONIAMOLA, LA NOTTE E' AVANZATA, IL GIORNO E' VICINO. Siate forti, siate forti.

 

 

Una lettera arrivatami che fa riflettere molto

 

Alcuni giorni fa mi è arrivata questa lettera da parte di un fratello dal titolo 'saluti e ringraziamenti' e il cui contenuto è il seguente:

E' una cosa incredibile che dopo circa 15 anni dalla chiamata divina mi siano giunti negli ultimi mesi ammaestramenti in riguardo al proponimento dell'elezione divina. E' STATO UNA BENEDIZIONEINCREDIBILE che mi ha fatto superare una grossa crisi spirituale, finalmente mi sento importante agli occhi d DIO nonostante me stesso.

Che dire? Queste poche parole fanno capire di quale importanza sia quella parte del consiglio di Dio che si chiama 'proponimento dell'elezione di Dio' di cui purtroppo la maggior parte delle chiese pentecostali vengono private per colpa dei loro pastori. 

Io sono grato a Dio naturalmente di essersi usato di me per trasmettere questo insegnamento a questo fratello, ma esorto tutti i fratelli a fare anche loro quello che faccio io, cioè trasmettete anche voi ad altri fratelli questo insegnamento secondo la grazia di Dio che è con voi. Esso non può che edificare e fortificare i santi, perchè basato sulle sacre Scritture. Non temete l'opposizione che incontrerete, perchè Dio è con voi.

 

 

Siate come i credenti di Berea

 

Dopo quello che ho sentito ieri, mi verrebbe da dirvi: ma la sapete l’ultima? Un fratello sta spiegando ad alcuni credenti pentecostali ADI come lui deve verificare con la Bibbia quello che gli viene detto per accettarlo come vero.

Una ‘sorella’ gli dice allora: ‘Che sei allora? Come San Tommaso che per credere ha dovuto vedere?’ Questa battuta tradotta nella pratica vuole dire: ‘Fidati di noi, anche se alcune cose che sosteniamo non sono dimostrabili con la Bibbia perché tanto le ha dette il nostro pastore!!’

Attenzione fratelli, perché questo atteggiamento e sentimento verso coloro che sono attaccati alla Parola di Dio è molto diffuso, ed è palesemente dal diavolo perché si propone di fare accettare dottrine e pratiche estranee alla Parola di Dio.

Siate come i credenti di Berea che prima di accettare per vero quello che insegnava loro l’apostolo Paolo andarono ad esaminare le Scritture per vedere se le cose stavano così! (Atti 17:10-11)

Alla Parola, alla Parola, fratelli, non accettate nulla se non è provato dalla Scrittura. Ricordatevi che la situazione generale delle Chiese Pentecostali (ADI e non ADI) è quella che è proprio in virtù di questo perverso sentimento che si è fatto strada nelle menti di tanti credenti per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore.

 

 

Distruggiamo le fortezze …

 

Dice l’apostolo Paolo: “Perché sebbene camminiamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti nel cospetto di Dio a distruggere le fortezze; poiché distruggiamo i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio, e facciam prigione ogni pensiero traendolo all’ubbidienza di Cristo” (2 Corinzi 10:3-5).

Questo è quello che dobbiamo fare noi Cristiani, e questo si fa smascherando e confutando le false dottrine esistenti in mezzo alla Chiesa di Dio. Solo in questa maniera si possono distruggere i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio e si fanno prigioni i pensieri traendoli all’ubbidienza di Cristo.

Fratello che leggi, ti domando dunque: stai facendo questa importante opera e quindi partecipando all’abbattimento e distruzione delle fortezze del nemico? O sei solo uno spettatore, o magari uno che sprezza quello che noi e altri stiamo facendo per il bene della Chiesa di Dio?

Se stai partecipando a questa opera, ti incoraggio a proseguire sempre con maggior vigore, perché è una opera che porta frutto ed ha una sicura ricompensa da parte di Dio essendo qualcosa che si fa in difesa e a conferma del Vangelo e della sana dottrina di Dio.

Se invece sei solo uno spettatore o ancora non hai capito l’importanza e l’utilità di questa opera di demolimento, ti esorto ad investigare diligentemente le Sacre Scritture, per capire che prima di noi questo è quello che hanno fatto i profeti, poi Gesù e dopo gli apostoli del Signore.

 

 

Come il serpente sedusse Eva ….

 

“Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti siano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purità rispetto a Cristo. Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno Spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un Vangelo diverso da quello che avete accettato, voi ben lo sopportate!” (2 Corinzi 11:3-4).

Quanto sono attuali queste parole dell’apostolo Paolo a distanza di tanti secoli. Oggi infatti molti credenti sono rimasti sedotti dall’antico serpente, che è riuscito con la sua astuzia a corrompere le loro menti e a farli sviare dalla semplicità e dalla purità rispetto a Cristo.

Ma noi continueremo ad opporci alle macchinazioni di Satana ordite contro la Chiesa di Dio e a smascherarle, nella speranza che costoro rientrino in loro stessi e riconoscano la verità. La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con coloro che lo amano con purità incorrotta. Amen.

 

 

 

I saggiatori di metalli e i ribelli

 

Dio disse a Geremia: “Io t’avevo messo fra il mio popolo come un saggiatore di metalli, perché tu conoscessi e saggiassi la loro via. Essi son tutti de’ ribelli fra i ribelli, vanno attorno seminando calunnie, son rame e ferro, son tutti dei corrotti. Il mantice soffia con forza, il piombo è consumato dal fuoco; invano si cerca di raffinare, ché le scorie non si staccano. Saranno chiamati: argento di rifiuto, perché l’Eterno li ha rigettati” (Geremia 6:27-30).

Ecco a chi sono paragonati coloro che in mezzo al popolo di Dio temono Dio e tremano nel Suo cospetto, e suonano la tromba, riprovando le opere infruttuose delle tenebre ed esortando coloro che le compiono a tornare a camminare sui sentieri antichi: a dei saggiatori di metalli. Essi servono a saggiare la via dei ribelli, e a farli manifestare per quello che sono. Così tutti possono vedere chi sono veramente i ribelli.

I ribelli sono argento di rifiuto perché è impossibile raffinarli, in quanto le scorie non si staccano (in altre parole perché RIFIUTANO DI PROCACCIARE LA SANTIFICAZIONE E LA GIUSTIZIA). La Parola di Dio per questa gente non ha valore, o ne ha pochissimo.

 

Prendono piacere nel calpestarla e vederla calpestare. Costoro sono amici degli operatori di scandali, stanno bene in compagnia di altri ribelli, ma si trovano a disagio con i giusti, con i timorati di Dio, e il loro disagio è manifesto. Perché non sanno fare altro che difendere i ribelli fra i ribelli.

 

 

 

 

 

 

Cani e Porci

 

Gesù disse: "Non date ciò ch’è santo ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, che talora non le pestino co’ piedi e rivolti contro a voi non vi sbranino" (Matteo 7:6). Ricordiamocelo, e osserviamo anche questo comandamento.

Le cose di Dio, che sono sante e preziose come perle, non vanno date a persone che hanno le caratteristiche dei cani e dei porci.

I cani sono conosciuti per la loro brutalità (e difatti spesso si sentono notizie di bambini ed anche adulti sbranati o feriti brutalmente da cani, che apparentemente sembravano bravi e invece all’improvviso senza un apparente spiegazione hanno fatto tanto male), e qui rappresentano coloro che sono degli strenui oppositori e schernitori del Vangelo i quali hanno una mente brutale.

I porci sono coloro che sono imbruttiti, induriti, ottusi, e quindi incapaci di apprezzare le preziose perle della Parola di Dio, e difatti le calpestano.

Dunque, a coloro che mostrano apertamente odio, indurimento e disprezzo nei confronti delle cose che concernono il regno di Dio, non bisogna dare niente. E quindi non bisogna insistere con il volergli annunciare la Parola di Dio, perché è inutile farlo, anzi controproducente.

Ricordiamoci che gli apostoli si ritiravano da coloro che si indurivano, e che bestemmiando contraddicevano alle cose che annunziavano (Atti 13:45-46; 19:9).

 

 

Ecumenismo con i Cattolici Romani: un giogo che non è per noi

 

Fratelli nel Signore, vi ricordo che Paolo disse ai santi di Corinto:"Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente" (2 Corinzi 6:14-18). Ve lo ricordo per farvi capire che tra noi figliuoli di Dio, che siamo il tempio di Dio, e coloro che pur dicendosi Cristiani sono idolatri (cioè i Cattolici Romani) non c'è nessuna comunione, e che unirsi a loro per pregare, evangelizzare, e fare altre attività quasi fossero dei fratelli, costituisce un giogo che non è per noi, e che porta inevitabilmente quei figliuoli di Dio che invece ci si mettono assieme a corrompersi spiritualmente, perchè le cattive compagnie corrompono i buoni costumi. Non vi illudete, tutti coloro che si sono dati all'ecumenismo si sono corrotti profondamente, tra cui vi ricordo il famoso predicatore pentecostale David Du Plessis, che fu un pioniere del dialogo ecumenico tra Pentecostali e Cattolici Romani.

Ecco come iniziò il dialogo ecumenico internazionale tra 'Pentecostali e Cattolici Romani'. Dopo alcune discussioni preliminari iniziate nel 1970, discussioni che ebbero come interlocutori da una parte il Segretariato per l’Unione dei Cristiani fondato da Giovanni XXIII nel 1960 e dall’altra singoli membri di chiese pentecostali, nel 1972 iniziarono i dialoghi internazionali tra Cattolici e Pentecostali. Originariamente, la delegazione pentecostale fu scelta personalmente da David Du Plessis, il quale era stato invitato anni prima a partecipare come osservatore al concilio Vaticano II, e più tardi da suo fratello Justus, ma gradualmente alcune denominazioni pentecostali hanno cominciato a mandare dei delegati ufficiali. David Du Plessis (morto nel 1987) nel 1962, a motivo della sua attività ecumenica, fu rimosso dalle Assemblee di Dio americane che gli ritirarono le credenziali presso quella denominazione. Ma egli fu completamente riammesso nelle Assemblee di Dio americane nel 1979 quando gli furono restituite le credenziali. Nel 1981 David Du Plessis scrisse che si era messo a pregare per il papa alla notizia che il ‘Vicario’ di Cristo era stato sparato. Nel 1983 Du Plessis fu invitato a Roma per ricevere la medaglia Benemerenti da Giovanni Paolo II e dal cardinale Willebrands. Nel suo libro Simple and Profound (Semplice e Profondo) egli è arrivato a dire che dopo essere andato a Medjugorje ed avere parlato con i bambini che ricevevano apparizioni di Maria ‘non ebbi più alcun dubbio sulla autenticità e sulla validità dell’apparizione’ (David Du Plessis, Simple & Profound, Orleans Mass., 1986, pag. 202).

Dispiace veramente constatare che un uomo come David Du Plessis che un giorno era nato di nuovo ed aveva pure ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo e visto il Signore operare potentemente in Sud Africa sia rimasto sedotto dalle dolci parole ecumeniche del papato e per amore di ‘unità’ si sia gettato alle sue spalle parte del consiglio di Dio. Ma questo è avvenuto per servirci d’esempio, affinché comprendiamo quanto sia pericoloso e dannoso mettersi a dialogare (nella maniera in cui vuole la chiesa cattolica naturalmente) con i teologi papisti partendo dal presupposto che anche loro sono dei fratelli in Cristo.

Ai Cattolici Romani l'unico messaggio da portare è: 'Ravvedetevi, e convertitevi dagli idoli all'Iddio vivente e vero, credendo che Cristo è morto per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione. Altrimenti andrete all'inferno. E poi, una volta che vi siete ravveduti, uscite immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana e unitevi al popolo di Dio'. Con essi non è lecita alcuna collaborazione, non esiste alcuna comunione, e nessuna unità è possibile. Chi ha orecchi da udire oda.

 

 

Rifiutano di ascoltare il suono della tromba: ecco cosa gli accadrà

 

Queste sono le parole che Dio pronunciò tramite il profeta Geremia:  “Fermatevi sulle vie, e guardate, e domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre! Ma quelli rispondono: ‘Non c’incammineremo per essa!’ Io ho posto presso a voi delle sentinelle: ‘State attenti al suon della tromba!’ Ma quelli rispondono: ‘Non staremo attenti’.

Perciò, ascoltate, o nazioni! Sappiate, o assemblea de’ popoli, quello che avverrà loro. Ascolta, o terra! Ecco, io fo venire su questo popolo una calamità, frutto de’ loro pensieri; perché non hanno prestato attenzione alle mie parole; e quanto alla mia legge, l’hanno rigettata. Che m’importa dell’incenso che viene da Seba, della canna odorosa che vien dal paese lontano? I vostri olocausti non mi sono graditi, e i vostri sacrifizi non mi piacciono. Perciò così parla l’Eterno: Ecco, io porrò dinanzi a questo popolo delle pietre d’intoppo, nelle quali inciamperanno assieme padri e figliuoli, vicini ed amici, e periranno” (Geremia 6:16-21)

Attenzione dunque, voi tutti che rifiutate di abbandonare i vostri compromessi, la vostra caparbietà di cuore, la vostra mondanità, la vostra carnalità, e che siete pronti a lanciare offese e ingiurie, e accuse ingiuste di ogni genere, contro coloro che vi avvertono da parte di Dio, esattamente come facevano i ribelli contro gli antichi profeti, perché andrete di male in peggio, come è sempre avvenuto ai ribelli. Dio infatti vi farà inciampare tramite delle pietre che Lui stesso metterà dinnanzi a voi e perirete.

E’ cosa spaventevole e orrenda mettersi contro la Parola di Dio; come disse Dio tramite il profeta Osea: “È la tua perdizione, o Israele, l’essere contro di me, contro il tuo aiuto” (Osea 13:9). Vi scongiuro a non continuare a ribellarvi contro Dio, prima che sia troppo tardi. Chi ha orecchi da udire oda

 

 

Pagliuzza e trave

 

Gesù disse: "E perché guardi tu il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la trave che è nell’occhio tuo? Ovvero, come potrai tu dire al tuo fratello: Lascia ch’io ti tragga dall’occhio il bruscolo, mentre ecco la trave è nell’occhio tuo? Ipocrita, trai prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo dall’occhio del tuo fratello" (Matteo 7:3-5).

Ora, dato che spesso - quando riprovo le opere infruttuose delle tenebre - mi vengono citate queste parole di Gesù, e quindi vengo accusato di essere un ipocrita, vorrei dire queste cose per i miei accusatori. Ancora devo capire perchè una menzogna (per fare un esempio) è una pagliuzza, e qual'è la trave che è ancora nei miei occhi che mi impedisce di vedere chiaramente, dato che grazie a Dio ci vedo bene. Ma è possibile che tutti coloro che fanno notare o vogliono rimuovere la 'pagliuzza' (ammesso e non concesso che le cose che riprovo siano pagliuzze) dall'occhio del proprio fratello, hanno tutti una trave negli occhio? Non è che magari qualcuno senza la trave negli occhi c'è ancora, essendosi preoccupato di togliersela, e quindi è in grado di rimuovere la pagliuzza dall'occhio del fratello? Infatti Gesù ha ammesso questa eventualità dicendo 'Ipocrita, trai prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo dall’occhio del tuo fratello'. Certo che se tutti i credenti hanno la trave negli occhi, allora a nessun fratello si potrà togliere la pagliuzza che ha nell'occhio. Non ci sarebbe da preoccuparsi per questo?

E poi costoro non pensano mai che magari ci possa essere un fratello che ha la pagliuzza nell'occhio, ma che ci vede comunque meglio di chi ha la trave negli occhio?

Sono indignato e nauseato a motivo dei discorsi dei ribelli. RIBELLI, SVEGLIATEVI.

 

 

La ribellione contro Dio mascherata da finta carità

 

In mezzo a molte Chiese Evangeliche c'è una aperta avversione e odio verso tanti comandamenti della Bibbia, come quello di non mettersi con gli infedeli, o quello di non partecipare alle opere infruttuose delle tenebre, o quello ancora di riprendere le opere infruttuose delle tenebre, o quello di non mischiarci con alcuno che chiamandosi fratello sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare.

Io credo che questi ultimi tristi fatti (cioè la sollevazione da parte di molti a favore di quello che ha fatto Corrado Salmè a Barletta nel 2008 collaborando con dei Cattolici Romani per far rientrare le pecore perdute della Chiesa Cattolica Romana nella Parrocchia) lo dimostrano chiaramente.

Quindi vi esorto fratelli a guardarvi da tutti coloro che sprezzano questi ordini, perchè sono ordini che Cristo ha dato tramite gli apostoli, e chi sprezza questi comandamenti sprezza Cristo. Non dice forse Paolo ai santi di Tessalonica: "Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell’Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito" (1 Tessalonicesi 4:8)? Come si fa dunque a dire di amare Dio, e di amare i fratelli, quando si sprezzano le parole di Dio? Badate a voi stessi, fratelli, perchè esiste una finta carità, che è quella che a parole dice di amare Dio, i fratelli, di predicare il Vangelo, ma nei fatti rinnega e calpesta la Parola di Dio.

Ricordatevi che lo stesso Spirito che tramite Cristo ha detto: “Predicate il Vangelo ad ogni creatura" ha detto anche tramite gli apostoli le cose che vi ho citato prima. Quindi lo spirito che si oppone a questi altri comandamenti di Cristo, giustificando la violazione di essi, è uno spirito seduttore, uno spirito contrario alla Parola di Dio. Lo Spirito di Cristo infatti non va contro lo Spirito di Cristo. E perciò non importa quali siano i ragionamenti fatti da coloro che apertamente e volutamente violano questi comandamenti, essi hanno una falsa carità, perchè la vera carità è quella che CREDE OGNI COSA che ha detto Cristo, e che quindi si studia di osservare tutti i comandamenti di Cristo. Questa carità è “la carità dello Spirito” di Cristo (Romani 15:30), mentre l’altra è ‘la carità dello spirito seduttore’, che appunto perché viene da quello spirito è finta.

Attenzione fratelli, non vi lasciate sedurre dai vani ragionamenti di costoro, che sono una massa di ribelli fra i ribelli, ma riescono a mascherare la loro ribellione con parole melate, dolci, e seducenti.

Roma, il 26 Aprile 2010

 

 

Servono il loro stomaco: ritiratevi da essi

 

Paolo dice: "Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici" (Romani 16:17-18).

Fratelli, questa gente, che ha come loro dio il loro stomaco che essi servono, si riconosce, eccome se si riconosce. Come si riconoscono i ladri, i bugiardi, i fornicatori, gli stregoni, e così via. Costoro infatti sono rapaci, e avidi di disonesto guadagno. Ed è per questo che insegnano cose che si oppongono alla sana dottrina, proprio per amore di disonesto guadagno (Tito 1:11).

Insegnano il messaggio della prosperità, assillano del continuo i credenti con predicazioni sul dare denaro per i loro progetti, minacciano e maledicono chi non gli mette nulla (o poco) in bocca o meglio nelle tasche. Fanno una vita lussuosa, sono dati ai piaceri della vita, hanno l'animo alle cose della terra e non a quelle di sopra.

Sono famosi, hanno pulpiti importanti, hanno il volto lucente, ma non agiscono con fedeltà. Sono servi di Mammona. Ritiratevi da essi.

La grazia sia con coloro che amano il Signore con purità incorrotta.

 

 

Sono dei pastori che non capiscono nulla, dei cani muti che amano sonnecchiare

 

 

Isaia disse: “I guardiani d’Israele son tutti ciechi, senza intelligenza; son tutti de’ cani muti, incapaci d’abbaiare; sognano, stanno sdraiati, amano sonnecchiare. Son cani ingordi, che non sanno cosa sia l’esser satolli; son dei pastori che non capiscono nulla; son tutti vòlti alla loro propria via, ognuno mira al proprio interesse, dal primo all’ultimo. ‘Venite’, dicono, ‘io andrò a cercare del vino, e c’inebrieremo di bevande forti! E il giorno di domani sarà come questo, anzi sarà più grandioso ancora!’ (Isaia 56:10-12)

Non è forse così ancora oggi? Certo che lo è. Infatti tanti pastori sono esattamente come i guardiani d’Israele ai giorni di Isaia. Sono ciechi, senza intelligenza, sono dei pastori che non capiscono nulla. Non temono Dio, come possono avere sapienza a capire?

Una delle cose che non capiscono e che rifiutano di capire è che quando si riprovano le opere infruttuose delle tenebre (cioè gli scandali), quando si riprendono gli operatori di iniquità, quando si confutano le false dottrine facendo anche i nomi di coloro che le insegnano, quando si mette in guardia la fratellanza da questa gente, non si sta trasgredendo il comandamento: “Non giudicate” (Matteo 7:1), perché in questo caso per poter riprovare, riprendere, confutare e mettere in guardia si è obbligati ad esprimere un giudizio negativo contro le cose sbagliate e contro coloro che le dicono e fanno, ma un giudizio giusto, e quindi a mettere in pratica il comando di Cristo: “Giudicate con giusto giudizio” (Giovanni 7:24).

Ma il punto è proprio questo, siccome quelli di cui confutiamo le false dottrine e riproviamo le opere infruttuose delle tenebre sono proprio questi pastori corrotti e senza timore di Dio, allora essi sfoderano a più non posso queste parole per cercare di mettere a tacere le voci che smascherano le loro falsità e imposture e i loro comportamenti scandalosi.

In altre parole, essi pensano che dicendo: “Non giudicate” si metteranno al riparo dalle riprensioni giuste che essi meritano. Già perché questi pastori odiano la riprensione, e di conseguenza chi li riprende. Dunque quello che si prefiggono di fare queste volpi è di evitare di essere ripresi. In altre parole, quando loro dicono: ‘Non giudicate’ vogliono dire: ‘Non riprendete’. Avete capito dunque dove sta la loro furbizia? E così possono continuare a fare i loro comodi, indisturbati come sempre!!

Fratelli nel Signore, non ignorate le macchinazioni e i complotti di questi uomini corrotti che stanno dietro i pulpiti e che pensano di poter fare e dire tutto quello che vogliono loro.

E a voi pastori corrotti dico questo: ‘Dovete ravvedervi e convertirvi dalle vostre vie malvagie. Avete finito di dormire tranquilli, perché adesso tanti fratelli hanno capito i vostri inganni, e le vostre menzogne, e non se ne staranno zitti come facevano prima dinnanzi alle vostre eresie e ai vostri scandali, soprusi e arroganze, ma vi riprenderanno. Quindi invece di inveire contro di noi con le vostre solite accuse mendaci e i vostri insulti (già proprio da voi arrivano queste parole, proprio da voi che siete i primi a dire che non dobbiamo giudicare), stracciatevi il cuore davanti a Dio e cominciate a fare frutti degni di ravvedimento’.

 

 

Per questo avvampa l’ira dell’Eterno contro il suo popolo

 

Dice il profeta Isaia: "Guai a quelli che chiaman bene il male, e male il bene, che mutan le tenebre in luce e la luce in tenebre, che mutan l’amaro in dolce e il dolce in amaro! Guai a quelli che si reputano savi e si credono intelligenti! Guai a quelli che son prodi nel bevere il vino, e valorosi nel mescolar le bevande alcooliche; che assolvono il malvagio per un regalo, e privano il giusto del suo diritto! Perciò, come una lingua di fuoco divora la stoppia e come la fiamma consuma l’erba secca, così la loro radice sarà come marciume, e il loro fiore sarà portato via come polvere, perché hanno rigettata la legge dell’Eterno degli eserciti, e hanno sprezzata la parola del Santo d’Israele. Per questo avvampa l’ira dell’Eterno contro il suo popolo; ed egli stende contr’esso la sua mano, e lo colpisce; tremano i monti, e i cadaveri son come spazzatura in mezzo alle vie; e, con tutto ciò, l’ira sua non si calma, e la sua mano rimane distesa" (Isaia 5:20-25).

Fratelli, Dio è indignato fortemente contro coloro che in mezzo al Suo popolo pervertono le diritte vie del Signore, e a suo tempo riverserà la sua ira su di essi. Rifiutano ogni correzione, ogni riprensione, la Parola di Dio se la gettano alle spalle e inducono gli altri a seguire le loro orme. Sappiate che Egli non mancherà di far trovare loro il salario della loro condotta, quello che meritano a motivo delle loro inique opere di cui non si vergognano affatto anzi ne vanno fieri.

Badate a voi stessi, fratelli, non lasciatevi sedurre da vani ragionamenti, non vi lasciate ingannare dalla vana apparenza di questa gente, che pur essendo malvagia agli occhi di Dio prospera. Ma piuttosto riprovate le loro opere infruttuose che portano discredito alla parola di verità, e ritiratevi da essi.

Temete Dio, e perseverate nel timore di Dio fino alla fine, e certamente otterrete una grande ricompensa.

 

 

I salvati sono pochi

 

Gesù ha detto: "Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa. Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano" (Matt. 7:13,14); da ciò si comprende che quelli che trovano la via che mena alla vita, cioè Cristo Gesù, sono pochi e non molti in confronto alla popolazione mondiale.

Gesù disse ai suoi: "Non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno" (Luca 12:32); anche da queste parole si intende che il gregge di Dio è formato da poche persone e non da moltitudini.

Gesù disse: "Molti son chiamati, ma pochi eletti" (Matt. 22:14); ed un giorno alla domanda: "Signore, son pochi i salvati?" (Luca 13:23), rispose così: "Sforzatevi d’entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno d’entrare e non potranno" (Luca 13:24). Come si può vedere, ancora una volta il Signore spiegò che i salvati sono pochi e non molti.

Se poi queste Scritture non bastano per convincersi che i salvati dal Signore sono pochi allora ricordiamo che è scritto che ai giorni di Noè, nell’arca "poche anime, cioè otto, furon salvate tra mezzo all’acqua" (1 Piet. 3:20), e che dalla distruzione di Sodoma e Gomorra e delle città circonvicine Dio salvò solo Lot, sua moglie (che poi divenne una statua di sale) e due sue figliuole.

Quindi non è affatto vero che la caratteristica della vera Chiesa è la moltitudine dei suoi membri o dei suoi iscritti.

Chi ha orecchi da udire, oda

 

 

Questa iniquità sarà per voi come una breccia che minaccia rovina, che fa pancia in un alto muro

 

Dio disse tramite il profeta Isaia ai ribelli che erano in mezzo al suo popolo: “Giacché questo è un popolo ribelle, son de’ figliuoli bugiardi, de’ figliuoli che non vogliono ascoltare la legge dell’Eterno, che dicono ai veggenti: ‘Non vedete!’ e a quelli che han delle visioni: ‘Non ci annunziate visioni di cose vere! Diteci delle cose piacevoli, profetateci delle chimere! Uscite fuor di strada, abbandonate il sentiero retto, toglieteci d’innanzi agli occhi il Santo d’Israele!’ Perciò così dice il Santo d’Israele: Giacché voi disprezzate questa parola e confidate nell’oppressione e nelle vie oblique, e ne fate il vostro appoggio, questa iniquità sarà per voi come una breccia che minaccia rovina, che fa pancia in un alto muro, il cui crollo avviene a un tratto, in un istante, e che si spezza come si spezza un vaso del vasaio che uno frantuma senza pietà, e tra i rottami del quale non si trova frammento che serva a prender del fuoco dal focolare o ad attinger dell’acqua dalla cisterna. Poiché così avea detto il Signore, l’Eterno, il Santo d’Israele: Nel tornare a me e nel tenervi in riposo starà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia starà la vostra forza; ma voi non l’avete voluto! Avete detto: ‘No, noi galopperemo sui nostri cavalli!’ E per questo galopperete!... E: ‘Cavalcheremo su veloci destrieri!’ E per questo quelli che v’inseguiranno saranno veloci!... Mille di voi fuggiranno alla minaccia d’un solo; alla minaccia di cinque vi darete alla fuga, finché rimaniate come un palo in vetta a un monte, come un’antenna sopra un colle” (Isaia 30:9-17).

Queste sono parole che Dio dice ancora contro coloro che in mezzo al suo popolo rifiutano di santificarsi, e che giustificano la mondanità e la carnalità con ogni sorta di sofismi. Questa gente ha fatto della menzogna e dell’oppressione il loro rifugio, camminano per sentieri tortuosi pensando di essere al sicuro, ma si illudono. Vogliono solo sentire parlare di cose piacevoli, ecco perché con loro hanno buon gioco i ciarlatani e i seduttori di menti, perché questi usano un parlare dolce e lusinghiero nei loro confronti. Ma questa è anche la ragione per cui costoro si scagliano con violenza e forza contro coloro che suonano la tromba affinché essi tornino sulla buona strada nella quale ci si santifica nel timore di Dio.

Oggi se udite la sua voce non indurate il vostro cuore.

 

 

L’immondizia è oro … ma non per noi che temiamo e serviamo Dio

 

In mezzo alla Chiesa dell’Iddio vivente sta accadendo una cosa che purtroppo ancora molti non hanno capito, e cioè che molti pastori e predicatori introducono e favoriscono l’entrata di immondizia a non finire in seno al popolo di Dio - e per immondizia intendo peccati e concupiscenze di vario genere, false dottrine di vario genere, e pratiche antibibliche – per dei loro tornaconti personali, quali fama, potere, denaro, e prestigio personale.

E dato che sono loro ad averla voluta questa immondizia, ci tengono a che essa rimanga. Non importa se c’è un odore nauseabondo, non importa se il popolo di Dio a motivo di questa immondizia si è contaminato ed addormentato, non importa se questa immondizia è di intoppo agli infedeli, non importa nulla tutto ciò, essa deve rimanere al suo posto, perché l’impero di questi uomini senza scrupoli si fonda su questa immondizia. Questi uomini corrotti e riprovati quanto alla fede tirano fuori da questa immondizia tanto oro, o meglio qualcosa che per loro è oro, ma che per coloro che temono Dio è qualcosa di senza valore.

Alla luce di questa situazione dunque, non c’è di che meravigliarsi se coloro che Dio ha costituito per eliminare questa immondizia, cioè per far abbandonare al popolo di Dio questi peccati, queste concupiscenze mondane, queste false dottrine e queste pratiche antibibliche, e farlo santificare nel timore di Dio, vengono sprezzati, derisi, calunniati, ingiuriati proprio da questi cosidetti ministri di Chiesa, che invece di servire Dio servono il loro stomaco.

Sta accadendo la stessa cosa che accadde ai giorni dei profeti, quando i profeti a motivo della riprensione che davano al popolo ribelle, affinché abbandonasse le sue inique opere e le sue menzogne e scampasse così ai castighi di Dio, vennero odiati, derisi, diffamati, ed anche uccisi. Gli antichi profeti vennero accusati di cercare il male del popolo di Dio, come lo fu Geremia, secondo che dissero di lui i capi: “Quest’uomo non cerca il bene, ma il male di questo popolo” (Geremia 38:4).

Il male del popolo invece lo cercavano i falsi profeti, che lusingavano i ribelli; e i sacerdoti, che governavano agli ordini dei profeti. E questo fu appieno manifesto nel giorno che sul popolo d’Israele si abbatterono i tremendi e giusti castighi di Dio.

Dunque, fratelli amati dal Signore, sappiate che l’opera di coloro che rimuovono e distruggono l’immondizia non è ben vista da questi uomini corrotti, ma quello che conta è che sia ben vista dall’Iddio Onnipotente. Quindi vi incoraggio non solo a sbarazzarvi dell’immondizia che questi uomini corrotti hanno introdotto con la loro astuzia nella vostra vita, ma anche a far sì che altri fratelli si sbarazzino di essa. E naturalmente per far ciò dovete parlare agli altri fratelli, nella speranza che essi rientrino in loro stessi e capiscano qual è questa immondizia.

Siate forti, non vi lasciate sedurre dai vani ragionamenti di quelli che amano sguazzare nell’immondizia, e perseverate nel santificarvi e nell’incoraggiare gli altri sia con il vostro esempio che con le vostre parole a purificarsi da ogni contaminazione di carne e di spirito.

La grazia del nostro Signore Gesù sia con il vostro spirito.

 

 

Pensieri vani che inducono a vivere vanamente

 

Fratelli nel Signore, considerate questa esortazione di Paolo: "Questo dunque io dico ed attesto nel Signore, che non vi conduciate più come si conducono i pagani nella vanità dei loro pensieri" (Efesini 4:17).

Ora, quelli che non conoscono Dio non hanno solo vani pensieri nella loro mente, ma hanno anche un vano modo di vivere e questo perché il modo di pensare di una persona influisce sul suo modo di comportarsi.

Fratelli, tenete dunque lungi da voi il modo di pensare inutile della gente del mondo e non permettetegli di insinuarsi nella vostra mente perchè esso vi danneggerebbe; ma piuttosto, "siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la volontà di Dio, la buona, accettevole e perfetta volontà" (Romani 12:2). Lo vedete? Per conoscere la volontà di Dio è indispensabile essere rinnovati nello spirito della propria mente. Ecco perché molti credenti non conoscono e non intendono la volontà di Dio verso di loro, perchè si conformano a questo secolo, in altre parole perchè si conducono seguendo i pensieri vani di quelli che non conoscono Dio.

Cosa pensano quelli del mondo? Essi pensano ad arricchire, a diventare famosi, a divertirsi, ad abbandonarsi all’impurità ed alla dissolutezza.

Rifiutiamoci di avere queste cose come oggetto dei nostri pensieri, e pensiamo invece a vivere una vita santa, giusta e pia, per glorificare tramite le nostre membra Colui che ci ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo Gesù. Amen.

 

 

Giusti trattati come se stessero facendo l'opera degli empi

 

“Vi son dei giusti i quali son trattati come se avessero fatto l’opera degli empi” (Ecclesiaste 8:14).

Ho visto pure questo in mezzo al popolo di Dio. Perché avviene questo? Perché molti non amano la giustizia, disprezzano la santità, ed hanno in avversione la verità. Ed a capo di questi molti ci sono tanti pastori di Chiesa, che sono amici di questa di gente.

Per costoro mentire, diffamare, agire in maniera disonesta, frodare il proprio prossimo, corrompersi dietro le concupiscenze di questo mondo, essere doppi nel parlare e nell’operare, è come respirare, cioè è del tutto naturale. E quindi si cercano, e difatti stanno bene assieme. Ed assieme naturalmente fanno la guerra a quelli che invece temono Dio e osservano i suoi comandamenti, e li considerano come persone empie e settarie, che stanno cercando di distruggere o dividere la Chiesa, e quindi sono da ammonire e allontanare subito.

Sono due gruppi di persone che a livello spirituale si sentono lontano l’un dall’altro. Ciò che li divide è il timore di Dio: infatti i primi non ce l’hanno mentre i secondi sì, e quindi i primi sono insensati, mentre i secondi sono savi di cuore.

E’ vero che il primo gruppo è più numeroso, ma questo poco importa. La verità, la giustizia, e la santità non hanno mai avuto la maggioranza dalla loro parte. Meglio essere tra i pochi, ma approvati da Dio, anziché tra i tanti e disapprovati da Dio.

Chi ha orecchi da udire oda.

 

 

Fratelli, temiamo Dio

 

Diletti nel Signore, Dio è un vendicatore, e non terrà il colpevole per innocente.

Questo è quello che dice la Scrittura, e noi lo crediamo. Dio non è un Dio che non guarda o che non sente quello che facciamo o diciamo, nessuno di noi si illuda. Egli vede e sente tutto. Conosce persino i nostri pensieri, e sa appieno quello che diremo ancora prima che la parola è sulle nostre labbra.

Non diciamo menzogne, non agiamo con doppiezza, non agiamo con frode, non approfittiamoci dei fratelli, non diamoci alle mondane concupiscenze, non giustifichiamo le opere della carne, non parliamo contro la Parola di Dio, non persistiamo in cose cattive ma ravvediamoci dalle nostre vie malvagie, altrimenti Dio ci castigherà come meritiamo.

 

 

Un altro Gesù, uno Spirito diverso, un Vangelo diverso

 

Paolo disse ai santi di Corinto: “Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti siano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purità rispetto a Cristo. Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno Spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un Vangelo diverso da quello che avete accettato, voi ben lo sopportate!” (2 Corinzi 11:3-4)

Quanto sono attuali queste parole dell’apostolo. Tanti hanno le loro menti corrotte e sviate dalla semplicità rispetto a Cristo nelle Chiese, infatti sopportano molto volentieri coloro che predicano un altro Gesù, cioè quello che doveva morire spiritualmente oltre che fisicamente, o quello che era ricco materialmente, o quello che era contemporaneamente sia il Padre che il Figliuolo che lo Spirito Santo; o che inducono a ricevere uno spirito diverso, cioè quello che fa fare i versi degli animali o ridere in maniera incontrollata o altre cose insensate; o predicano un Vangelo diverso, cioè quello che dice che oltre alla salvezza dal peccato Cristo è venuto per farci diventare ricchi materialmente.

Vegliamo e preghiamo, fratelli, al fine di non cadere vittime della seduzione del serpente antico. Ma impegniamoci anche affinché quei credenti che sono rimasti sedotti siano liberati da questo laccio del nemico, e in che maniera? Confutando queste menzogne, ed esortandoli a rigettarle.

 

 

Lo spirito di prostituzione

 

Fratelli nel Signore, Dio disse del suo popolo Israele tramite il profeta Osea: “… lo spirito della prostituzione lo svia, egli si prostituisce, sottraendosi al suo Dio …. Le loro azioni non permetton loro di tornare al loro Dio; poiché lo spirito di prostituzione è in loro, e non conoscono l’Eterno”(Osea 4:12; 5:4).

Ecco dunque spiegato che cosa porta oggi tanti Cristiani a prostituirsi al mondo o meglio a commettere adulterio con il mondo, e commettere ogni sorta di infedeltà contro Dio: uno spirito che la Scrittura chiama ‘lo spirito di prostituzione’. Costoro hanno rotto il giogo, non vogliono servire il Signore con tutte le loro membra, ma vogliono prestare le loro membra ancora al servizio delle mondane concupiscenze come facevano prima di credere.

Ed oltre a ciò, quando qualcuno li ammonisce o li riprende, si rivoltano come bestie inferocite per difendere la loro ribellione, e lo fanno anche usando certi passi della Scrittura, a cui loro fanno dire quello che gli pare e piace.

E di chi è la colpa per questo? Certamente è di coloro che si sono prostituiti al mondo, e soprattutto la colpa è dei pastori di queste Chiese adultere, che invece che pascere il popolo, pascono loro stessi, invece che riprendere e sgridare lasciano sfrenare, invece che riprovare le mondane concupiscenze le giustificano, invece che santificarsi si contaminano, invece che dare il buon esempio danno il cattivo. Sono questi pastori la rovina del popolo di Dio, perchè stanno generando tanti figli di prostituzione, quindi tirando su una generazione di ribelli, una generazione adultera, e i loro seguaci sono soprattutto giovani.

Fratelli vi esorto a tenere alta la guardia, perché stanno moltiplicandosi questi pastori ribelli che generano e allevano figli di prostituzione.

Così molte Chiese sono come le prostitute, vendono loro stesse al peccato per un po’ di fama, per qualche soldo in più e per avere qualche membro in più. D’altronde una prostituta può generare solo figli di prostituzione. E questo è quello che fanno queste Chiese.

Non vi lasciate ingannare dai numeri che esibiscono, dalle loro parole melate, dalla loro voce graziosa, perché costoro hanno sette abominazioni in cuore.

Riprovate le loro opere infruttuose, confutate i loro vani ragionamenti, dando voi stessi come esempio di santità e opere buone in mezzo a questa generazione storta e perversa.

Ormai, il pericolo più grande non è costituito da quelli di fuori, ma da questi ‘figli di prostituzione’ che sono in mezzo al popolo di Dio.

Del resto, fratelli, siate forti e non vi stancate di santificarvi, perché a suo tempo otterrete il premio.

 

 

Avidi di guadagno

 

“Perché dal più piccolo al più grande, son tutti quanti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna. Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: ‘Pace, pace’, mentre pace non v’è. Saranno confusi perché commettono delle abominazioni; non si vergognano affatto, non sanno che cosa sia arrossire; perciò cadranno fra quelli che cadono; quand’io li visiterò saranno rovesciati, dice l’Eterno” (Geremia 6:13-15).

Questa è la testimonianza che rende Dio di tutti quei conduttori di Chiese, e dei ‘profeti’ che li ispirano con le loro false profezie, che invece di cercare di riportare il popolo sviato sui sentieri antichi, lo aiutano maggiormente a sviarsi.

Invece di preoccuparsi della salute spirituale del popolo di Dio, si preoccupano della loro borsa, dove mettono i loro disonesti guadagni.

Invece di rimuovere le pietre d’intoppo davanti al popolo di Dio, gliene mettono ancora di più. Invece di santificarsi, e insegnare la differenza che c’è tra il sacro e il profano, si corrompono loro stessi e inducono gli altri a corrompersi, facendo accettare ciò che è profano come se fosse santo.

Invece che avvertire dai tanti pericoli, dalle tante eresie, dalla enorme mondanità, dai tanti operatori di iniquità che ci sono in mezzo alla Chiesa, parlano come se nulla di tutto ciò esistesse, e tutto stesse andando bene, come se il popolo di Dio stesse sperimentando un risveglio a vita di giustizia e stesse camminando in maniera degna del vangelo.

Invece che suonare la tromba e avvertire che Dio punisce i ribelli in mezzo al suo popolo, dicono ai ribelli che Dio è con loro e nulla di male gli potrà dunque accadere.

Costoro sono corrotti, ribelli fra i ribelli, non cercano il bene del popolo di Dio, sono senza intelligenza, cani muti incapaci di abbagliare. Commettono nella loro vita ogni sorta di scandali, sono persone che amano e praticano la menzogna, e se qualcuno li riprende si gettano alle loro spalle la loro riprensione. Peraltro non si vergognano affatto delle loro inique opere, perché la loro cervice è indurita oltremisura.

Su di loro però pende il giudizio di Dio, che per certo verrà, gli piomberà addosso a suo tempo. Dio è un vendicatore, e coloro che si corrompono e curano alla leggera la piaga del suo popolo sono sempre stati da lui puniti.

Teneteli d’occhio, fratelli, e ritiratevi da costoro. Sono i peggiori nemici della Chiesa di Dio.

 

 

Si sono intrusi fra noi

 

 “Diletti, ponendo io ogni studio nello scrivervi della nostra comune salvazione, mi sono trovato costretto a scrivervi per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi. Poiché si sono intrusi fra noi certi uomini, (per i quali già ab antico è scritta questa condanna), empî che volgon in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo” (Giuda 3-4).

Come potete vedere una della caratteristiche di questi individui malvagi è quella di trasformare la grazia di Dio in dissolutezza. Cosa significa nella pratica? Significa che costoro incoraggiano il popolo di Dio a peccare, cioè a corrompersi dietro le carnali e mondane concupiscenze, invece che a santificarsi, dicendo che, essendo noi ora sotto la grazia e non più sotto la legge, siamo liberi.

Non ti dicono: ‘Pecca pure!’, perché il loro messaggio perverso lo presentano sotto forma di un messaggio che esalta la liberazione dal giogo della legge, come se noi oggi non fossimo più soggetti a nessuna legge, e quindi coloro che dicono per esempio alle sorelle: ‘Sorelle, non mettetevi la minigonna, o non vi mettete gioielli addosso, perché queste cose non si addicono a donne che fanno professione di pietà’, o ‘Sorelle, mettetevi il velo sul capo quando pregate o profetizzate’ o ancora dicono alla fratellanza ‘Non usate un linguaggio buffonesco o volgare o a doppio senso’ o ‘Non andate al teatro (e non fatelo neppure), al cinema, e neppure al mare’ e altre simili cose, che hanno lo scopo di far santificare il popolo, vengono da loro accusati di stare cercando di far ricadere il popolo sotto la legge di Mosè e quindi di voler mettere dei pesi gravi a portare sulle spalle dei discepoli.

I termini che costoro usano contro di noi che diamo queste esortazioni, che sono secondo il modello delle sane parole di Paolo, sono ‘talebani evangelici’, ‘farisei moderni’, e altri dello stesso tenore.

Fratelli, nessuno di questi cianciatori e ribelli vi seduca con i suoi vani ragionamenti, perché la vera grazia di Dio “ci ammaestra a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente” (Tito 2:11-12), e non a conformarci al presente secolo malvagio. E oltre a ciò, ricordatevi che noi siamo sotto la legge di Cristo (1 Corinzi 9:21), che è ancora più severa di quella di Mosè, ed è costituita dai comandamenti di Cristo e da quelli degli apostoli; e ricordatevi pure che Paolo immediatamente dopo avere detto “non siete sotto la legge, ma sotto la grazia” ha detto: “Che dunque? Peccheremo noi perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? Così non sia. Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite: o del peccato che mena alla morte o dell’ubbidienza che mena alla giustizia?” (Romani 6:15-16), e ai Galati dice che noi non dobbiamo fare della libertà un’occasione alla carne (Galati 5:13). E non afferma forse la stessa cosa anche l’apostolo Pietro quando dice che non dobbiamo usare della libertà “qual manto che copra la malizia, ma come servi di Dio” (1 Pietro 2:16)?

E oltre a tutto ciò vi ricordo che se è vero che noi abbiamo per fine la vita eterna, è altresì vero che noi abbiamo per frutto la santificazione (Romani 6:22), e quindi ci dobbiamo astenere dal male e da ogni apparenza di male, per essere santi. E la santità non è solo interiore, cioè quella dello spirito e dell’anima, ma anche esteriore, cioè quella del corpo, e questo perché il nostro corpo è il tempio di Dio (1 Corinzi 3:16; 6:19) , e noi lo dobbiamo conservare in santità ed onore, e quindi non possiamo fare di esso lo stesso uso che ne fanno i pagani, i quali usano il loro corpo per divertirsi, per dare sfogo alle loro passioni di concupiscenza vestendosi come vogliono, parlando come vogliono, e comportandosi come vogliono (1 Tessalonicesi 4:3-8).

Guai dunque a tutti coloro che, con la scusa che siamo sotto la grazia e non sotto la legge, incoraggiano a peccare, cioè a corrompersi e contaminarsi invece che a santificarsi!

Fratelli, guardatevi da costoro, che fanno diffamare la via della verità con il loro permissivismo, o meglio con le loro idee libertine, sì perché costoro nei fatti sono dei libertini, e incoraggiano il peccato, e questo lo si vede chiaramente in questi ultimi termini dei tempi nella Chiesa. Costoro ci accusano di essere dei ‘legalisti’, ma noi non facciamo altro che proclamare la legge di Cristo, – e non stiamo cercando di riportare i credenti sotto la legge di Mosè, ma semmai sotto la legge di Cristo il cui giogo essi hanno spezzato – ma loro assomigliano a dei veri e propri libertini, che ci accusano peraltro di vedere il peccato in ogni cosa.

Riprendeteli severamente, perché questo meritano. Resistetegli in faccia, difendendo strenuamente la sana dottrina che da costoro è sprezzata con un linguaggio dolce e lusinghevole, con il quale seducono il cuore dei semplici e adescano le anime instabili.

 

 

Il mondo perisce … ma anche parte del popolo di Dio

 

Quante volte ci sono state dette queste parole: ‘C’è un mondo che perisce e voi trovate il tempo per confutare tante chiese, tanti pastori, tante situazioni strane, e così via?’ ‘Ma pensate piuttosto a predicare il Vangelo al mondo!’

Ora, a parte il fatto che noi facciamo pure questo, cioè predichiamo il Vangelo ai peccatori; io vorrei dire a costoro che qui non c’è solo il mondo che perisce, ma anche parte del popolo di Dio, e come dice Dio tramite il profeta Osea “perisce per mancanza di conoscenza” (Osea 4:6)!

C’è una parte del popolo di Dio infatti che non sa discernere il sacro dal profano, la verità dalla menzogna, il vero dal falso, e per questa ragione si corrompe dietro le mondane concupiscenze, professa  dottrine false, e compie pratiche antibibliche di ogni genere, e corre dietro ad impostori di ogni genere di cui sono rimasti preda. E quindi pur dicendosi vivi, sono morti.

Dinnanzi a questa situazione, che è davanti agli occhi di tutti, come mai non c’è la medesima preoccupazione che c’è per quelli del mondo che periscono? Come mai quegli stessi credenti che dicono quelle cose sulle persone del mondo, poi non dicono niente a proposito del popolo di Dio che perisce per mancanza di conoscenza?’ Eppure Dio non vuole che il suo popolo perisca per mancanza di conoscenza! La risposta è che le stesse persone che ci dicono quelle cose sono ignoranti e corrotte.

Ecco spiegato dunque perché questi che pare si preoccupino così tanto per il mondo che perisce, poi non si preoccupano affatto della Chiesa che perisce, perché loro stessi stanno perendo per mancanza di conoscenza. Sono morti, ma non se ne rendono conto; sono ciechi, ma pensano di vederci.

I messaggi dei pastori che periscono assieme al gregge sono messaggi che lusingano il popolo di Dio, che gli fanno credere che in mezzo a loro c’è in atto un risveglio, quando in effetti c’è un risveglio di eresie, c’è un risveglio di mondanità impressionante, un risveglio di carnalità dilagante, c’è un risveglio di grande confusione. Se infatti ci fosse un vero risveglio, ci sarebbe un ritorno ad una vita santa, giusta, e pia, ma ciò non si vede. Se ci fosse un vero risveglio, il popolo di Dio sarebbe spinto ad attaccarsi alla Parola di Dio, ma qui invece si allontana da essa sempre di più. Se ci fosse un vero risveglio, il popolo prenderebbe piacere nel crescere nella conoscenza, mentre invece ha in avversione la conoscenza. Se ci fosse un vero risveglio, il popolo si santificherebbe e quindi si purificherebbe da contaminazioni spirituali e carnali, ma qui invece c’è da parte loro la ricerca della contaminazione. Se ci fosse un vero risveglio, smetterebbero di conformarsi al presente secolo malvagio, invece fanno di tutto per assomigliare sempre più al mondo. Se ci fosse un vero risveglio, si sentirebbero attirati a coloro che esortano il popolo a santificarsi, ma invece li sprezzano e li calunniano.

Dunque, nella stessa maniera che il mondo ha bisogno che gli si annunci il Vangelo della grazia di Dio, così in questi ultimi termini dei tempi c’è una gran parte del popolo di Dio a cui bisogna suonare la tromba per farlo rientrare in sé, e riconoscere la verità, affinché abbandoni la mondanità, la perversità, la malvagità, e la menzogna, e torni a camminare sui sentieri diritti.

E questo lo si può fare solo confutando le menzogne, e riprovando le opere infruttuose delle tenebre.

Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

Dobbiamo stare in guardia noi e poi avvertire gli altri

Fratelli nel Signore, sono sorti veramente molti impostori e malvagi in mezzo al popolo di Dio in questi ultimi termini dei tempi, che hanno portato confusione, disordine, e ogni sorta di falsa dottrina, e tanti sono rimasti vittime delle loro ciance e seguono le loro lascivie: sono giorni veramente difficili.

Ci troviamo davanti ad una situazione drammatica, molto grave. Ed è nostro dovere innanzi tutto stare in guardia da questa gente perversa, e poi avvertire quanti più fratelli della presenza di costoro, dicendo loro di guardarsi da essi e dalle loro false dottrine. Dobbiamo farlo, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù per noi.

Gesù Cristo esortò i suoi discepoli a guardarsi dalla dottrina dei Farisei come anche da quella dei Sadducei, e li mise in guardia dai falsi profeti e dai falsi cristi. E gli apostoli hanno continuato a mettere in guardia i santi sia dalle false dottrine, che dai falsi ministri. L’apostolo Pietro per esempio nella sua seconda epistola, dopo avere parlato molto dei falsi dottori che ci saranno fra noi, ha detto alla fine di essa: “Voi dunque, diletti, sapendo queste cose innanzi, state in guardia, che talora, trascinati anche voi dall’errore degli scellerati, non iscadiate dalla vostra fermezza; ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in sempiterno. Amen.” (2 Pietro 3:17-18). Noi non possiamo dunque che fare la stessa cosa che fecero loro.

Questo significa naturalmente farsi tanti nemici, e venire abbandonati e rigettati da tanti in mezzo alla Chiesa, ma questo non deve importare nulla. Noi dobbiamo piacere a Cristo e non agli uomini, perché come diceva Paolo: “Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo” (Galati 1:10).

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

 

 

Il Signore è un vendicatore in tutte queste cose

 

L’apostolo Paolo ha scritto ai santi di Tessalonica: “Del rimanente, fratelli, come avete imparato da noi il modo in cui vi dovete condurre e piacere a Dio (ed è così che già vi conducete), vi preghiamo e vi esortiamo nel Signor Gesù a vie più progredire. Poiché sapete quali comandamenti vi abbiamo dati per la grazia del Signor Gesù. Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v’asteniate dalla fornicazione, che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio; e che nessuno soverchi il fratello né lo sfrutti negli affari; perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose, siccome anche v’abbiamo innanzi detto e protestato. Poiché Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione. Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell’Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito” (1 Tessalonicesi 4:1-8).

Dunque i comandamenti che gli apostoli hanno dato ai santi costituiscono la volontà di Dio verso i santi, che messi in pratica fanno di loro delle persone che camminano in maniera degna del Vangelo, e quindi persone che piacciono a Dio in tutta la loro condotta. Dunque nel mettere in pratica questi comandamenti si piace a Dio.

E nello sprezzarli invece? Ci si costituisce dinnanzi ad essi debitori, e ci si attira l’ira di Dio, in quanto chi sprezza questi precetti sprezza non un uomo ma l’Iddio Onnipotente, il quale sappiamo che ha detto: “Quelli che mi sprezzano saranno avviliti” (1 Samuele 2:30). E come li avvilisce? Vendicandosi su di essi per la loro ribellione. Paolo è chiaro quando dice che il Signore è un vendicatore in tutte queste cose.

Ma perché Dio non tollera che noi sprezziamo i suoi precetti? Perché Lui ci ha chiamati ad essere santi, e violare questi comandamenti significa venire meno alla chiamata che ci ha rivolto, facendo biasimare così la Sua dottrina e diffamare la via della verità.

Badiamo a noi stessi fratelli, dunque, esaminiamo le nostre vie, per non subire la vendetta del nostro grande Iddio.

 

 

Jezabel non va tollerata

 

Nella lettera che Cristo Gesù ordinò a Giovanni di scrivere all’angelo della Chiesa di Tiatiri troviamo scritto quanto segue: “Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli. E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa. E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre” (Apocalisse 2:20-23).

Come potete vedere dunque, fratelli, c’era una donna nella chiesa di Tiatiri che si diceva profetessa e insegnava e seduceva dei servitori di Cristo affinché questi trasgredissero i comandamenti di Cristo, infatti li induceva con la sua astuzia, perché si seduce con l’astuzia, a commettere fornicazione con lei e a mangiare cose sacrificate agli idoli. Non sappiamo i ragionamenti che questa donna facesse per avallare sia la fornicazione che il mangiare le cose sacrificate agli idoli, ma sicuramente erano dei ragionamenti vani di cui però erano rimasti vittima dei servi di Cristo.

L’angelo di quella Chiesa però, cioè il suo conduttore, invece che ammonirla e riprenderla immediatamente e pubblicamente affinché riconoscesse i suoi peccati, la tollerò. Così facendo naturalmente permise a quella donna di perseverare indisturbata nella sua opera di seduzione in seno a quella Chiesa.

Il Signore Gesù, visto questo allora, riprese il conduttore di quella Chiesa per la sua colpa, perché agli occhi del Signore, tollerare coloro che insegnano eresie e seducono i credenti è una colpa.

Dunque, alla luce della Scrittura, coloro che in seno alle Chiese insegnano false dottrine e inducono con la loro astuzia i santi a peccare, VANNO AMMONITI E RIPRESI E NON TOLLERATI. Chi li tollera si attira l’ira di Dio perché non sta facendo altro che contribuire in una certa misura alla diffusione della menzogna e del peccato in mezzo al campo di Dio.

Ora, Jezabel era una donna, che essendo stata sedotta dal nemico, prima si era messa ad insegnare, cosa che è vietato alla donna di fare, e poi si era pure messa ad insegnare delle false dottrine, inducendo dei credenti a peccare.

Oggi ci sono molte donne come Jezabel, che si sono appropriate del pulpito – e molte di esse si dicono profetesse – e da esso diffondono le loro menzogne, e la dissolutezza presentata da loro come libertà in Cristo. E queste donne in tutto il mondo stanno facendo dei danni enormi, che sono sotto gli occhi di tutti. Ma come ai giorni dell’apostolo Giovanni, anche oggi queste moderne Jezabel sono tollerate da molti pastori e non pastori, i quali hanno paura di farsele nemiche assieme alle loro vittime.

No, fratelli, queste donne ribelli vanno ammonite pubblicamente, e da esse bisogna mettere in guardia i fratelli, perché cercano il male del popolo di Dio. Da quello che ho potuto appurare queste moderne Jezabel hanno molta presa sui giovani, in particolare le ragazze, perché assecondano i loro desideri carnali, cioè le loro passioni giovanili. Ecco perché sono seguite e osannate da tanti giovani.

Dunque, massima attenzione, bisogna ammonire queste Jezabel a motivo delle loro menzogne e lascivie, non stare in silenzio. Dobbiamo farlo, per amore della verità e degli eletti.

Ricordatevi che chi sa fare il bene e non lo fa, commette peccato (Giacomo 4:17)

Naturalmente, se queste donne poi non si ravvederanno delle loro menzogne e inique opere, saranno punite da Dio come meritano, assieme a coloro che sono stati sedotti da esse e che anch’essi non hanno voluto saperne di ravvedersi.

 

 

Paurosi come conigli

 

Nel libro dei Proverbi è scritto: “La paura degli uomini costituisce un laccio” (Proverbi 29:25). E che cosa è un laccio? E’ un legame che ti impedisce di muoverti liberamente, che ti paralizza e immobilizza.

Vediamo la realtà descritta da queste parole oggi in mezzo alla Chiesa dell’Iddio vivente. Ci sono infatti tanti credenti PAUROSI, in quanto hanno paura di essere perseguitati, offesi, e abbandonati dagli uomini, a motivo di Cristo, a motivo della Parola di Dio. Tremano come una foglia dinnanzi al pensiero di suscitare contro di loro maldicenze, insinuazioni, offese e quanto altro. E quando dico ‘dagli uomini’ mi riferisco sia a persone di fuori che a persone di dentro.

Questa è la ragione per cui tanti e tanti predicatori presentano al mondo un Vangelo annacquato, e non esortano gli uomini a ravvedersi e a convertirsi dalle loro vie malvagie, e non annunciano loro il tormento eterno in mezzo ad un vero fuoco se non si ravvedono e convertono. Ed ecco perché non insegnano la sana dottrina e non la difendono, e non denunciano apertamente le opere infruttuose delle tenebre e gli scandali che vengono perpetrati in mezzo alla Chiesa, e non mettono in guardia le pecore del Signore dagli impostori e le loro menzogne. Hanno paura di essere etichettati ‘settari’, ‘santoni’, ‘accusatori dei fratelli’, ‘farisei moderni’, e così via. Hanno paura di perdere il pulpito, riconoscimenti vari, la stima del ‘papa’ della loro denominazione, eventualmente anche lo stipendio, o magari le offerte dei credenti, hanno paura di ritrovarsi da soli, di non poter più frequentare i concerti cristiani, i campeggi estivi, i vari incontri periodici a livello nazionale, e le campagne di evangelizzazione con i ‘big’ dell’evangelismo mondiale.

Costoro hanno bisogno di essere liberati, sono infatti diventati schiavi degli uomini. Dicono di essere liberi, ma in realtà sono schiavi. Vogliono far credere che sono coraggiosi, ma in effetti sono dei codardi. Porteranno la pena della loro paura.

Fratelli, temete Dio, e solo Lui. Parlate dunque liberamente proclamando ciò che è giusto nel cospetto di Dio, non curanti di quello che gli uomini potranno farvi o dirvi.

Ricordatevi che Gesù era disposto a rimanere anche senza i dodici pur di continuare a dire TUTTA la verità che il Padre gli aveva ordinato di proclamare. Sia dunque questo il sentimento in voi: siate pronti a rimanere finanche da soli contro tutti pur di proclamare tutto il consiglio di Dio. Di certo Dio continuerà a stare al vostro fianco, quand’anche foste abbandonati da tutti. Siate forti, siate forti. La vostra fiducia sia in Dio soltanto, appoggiatevi solo a Lui.

 

 

Il savio e il beffardo

 

Esistono due categorie di persone che reagiscono in maniera totalmente differente quando vengono riprese o corrette: sono i savi e i beffardi.

Il savio è colui che è savio di cuore, e quindi ha trovato la sapienza di Dio, e siccome è savio teme Dio ed evita il male. Non è perfetto, in quanto fallisce anche lui in molte cose, anche lui non è esente da peccati, ma procaccia la perfezione, e quindi è proteso in avanti, ed esamina del continuo le sue vie per vedere se in esse ce n’è ancora qualcuna malvagia per abbandonarla. Quando pecca, riconosce il suo peccato, lo confessa e lo abbandona. E questo perché egli vuole piacere a Dio in tutta la sua condotta. Non gli importa nulla di piacere agli uomini, in quanto sa di essere stato comprato a prezzo da Dio, e quindi di dover glorificare Dio nel suo corpo e nel suo spirito. Come reagisce quando viene ripreso o corretto? Si mostra riconoscente verso colui che lo riprende, e lo ama, perché con quella riprensione ha modo di migliorarsi, o meglio di perfezionarsi. Ecco perché è scritto: “Riprendi il savio, e t’amerà” (Proverbi 9:8), perché il savio ama la correzione, e quindi la scienza secondo che è scritto: “Chi ama la correzione ama la scienza” (Proverbi 12:1).

Il beffardo invece è colui che “non ama che altri lo riprenda” (Proverbi 15:12) e “ non ascolta rimproveri” (Proverbi 13:1), perché è un superbo insolente (Proverbi 21:24), e difatti lui non va dai savi, non ama la loro presenza, e non li frequenta. Ma nonostante ciò, egli cerca la sapienza, ma non la trova (Proverbi 14:6), appunto perché non ne vuol sapere della correzione. E come si comporta verso chi lo riprende? Lo odia e lo vitupera, e difatti lo offende e lo diffama. Ecco perché è scritto: “Non riprendere il beffardo, per tema che t’odi” (Proverbi 9:8), ed anche: “Chi corregge il beffardo s’attira vituperio” (Proverbi 9:7).

Sei un savio o un beffardo? Se sei savio, ti esorto a continuare ad esserlo, perché c’è una ricompensa ed un avvenire per i savi di cuore. Ma se non lo sei ancora, diventalo, per la gloria di Dio, affinché Dio sia glorificato in te, altrimenti, come dice la Sapienza, “tu solo ne porterai la pena” (Proverbi 9:12).

Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

Bisogna turare loro la bocca

 

L’apostolo Paolo dice a Tito che uno dei requisiti di colui che ambisce all’ufficio di vescovo o anziano nella Chiesa, deve essere questo: “Attaccato alla fedel Parola quale gli è stata insegnata, onde sia capace d’esortare nella sana dottrina e di convincere i contraddittori” (Tito 1:9).

Quindi egli deve essere un credente che ha il suo diletto nella Parola di Dio, che fa riferimento del continuo ad essa, che la conosce, e che è in grado quindi di esortare i fratelli ad attenersi alla sana dottrina, e di convincere i contraddittori. E sì, perché esistono anche coloro che contraddicono la sana dottrina, e sono pure molti di numero.

Infatti subito dopo l’apostolo Paolo afferma in relazione ai contraddittori: “Poiché vi son molti ribelli, cianciatori e seduttori di menti, specialmente fra quelli della circoncisione, ai quali bisogna turar la bocca; uomini che sovvertono le case intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amor di disonesto guadagno” (Tito 1:10-11).

Notate come Paolo chiama i contradditori, ‘ribelli’, ‘cianciatori’, e ‘seduttori di menti’. Ribelli perché rifiutano di attenersi al modello delle sane parole di Paolo; cianciatori perché hanno dato retta a profane ciance e le trasmettono ad altri; seduttori di menti, perché seducono le menti dei semplici.

Costoro sono pericolosi, in quanto sovvertono le case intere, cioè mettono sottosopra gli animi dei discepoli. In che maniera? Insegnando cose che non dovrebbero, e queste cose le insegnano per amore di disonesto guadagno. Quindi costoro sono avidi di disonesto guadagno. Sono amanti del denaro.

Ma che cosa insegnano per amore di disonesto guadagno? Per esempio che i credenti devono pagare la decima di tutte le loro entrate, e che il pagamento della decima è una delle chiavi per diventare ricchi, e sì, perché per questi cianciatori Dio vuole che i suoi figliuoli siano ricchi materialmente (questo messaggio si chiama ‘messaggio della prosperità’), e per diventare ricchi devono dare tanto denaro a questi presunti servi di Cristo, dico presunti, perché in realtà questi sono servi di Mammona, servi del loro stomaco.

Come si deve porre l’anziano o il pastore nei confronti di questi uomini? Gli deve turare la bocca, e quindi li deve confutare e riprendere severamente affinché smettano di insegnare queste cose.

Ma ogni Cristiano ha il dovere quando ne ha l’opportunità di turare la bocca a questi ribelli, perché costoro aprono la bocca per sedurre le anime, essendo persone dal cuore esercitato alla cupidigia che seducono le anime instabili. E naturalmente per poter fare ciò, il Cristiano deve essere attaccato alla Parola di Dio; quindi se non siete ancora attaccati alla Parola, diventatelo.

Non bisogna tollerarli, non bisogna fare finta di niente, non bisogna dire ‘Preghiamo per loro affinché Dio gli faccia capire i loro errori’, ma bisogna TURARGLI LA BOCCA. Questo ha detto doversi fare l’apostolo Paolo nei loro confronti, e quindi faremo bene a mettere in pratica quello che egli dice, per il bene dei santi.

Non vi lasciate ingannare dai vani ragionamenti di quei molti che ancora non hanno capito, o non sanno, come bisogna comportarsi verso queste persone che insegnano cose che non dovrebbero per amore di disonesto guadagno. Ma prendete la Parola di Dio e distruggete le loro ciance sia privatamente che pubblicamente, affinché i santi si guardino dal lievito malvagio di questi seduttori di menti, che trovano la loro forza nel silenzio dei pastori, come anche nel silenzio delle pecore, per continuare spavaldi a insegnare le loro menzogne.

Lo ripeto, non vi lasciate ingannare da vani ragionamenti. La Bibbia dice chiaramente quello che si deve fare nei confronti di costoro, quindi fatelo. TAPPATEGLI LA BOCCA!

Chi ha orecchi da udire, oda

 

 

Opere degne del ravvedimento

 

L’apostolo Paolo quando si trovò a testimoniare davanti al re Agrippa disse tra le altre cose: “Perciò, o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla celeste visione; ma, prima a que’ di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e ai Gentili, ho annunziato che si ravveggano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento” (Atti 26:19-20)

Dunque Paolo, che era stato mandato da Cristo ad evangelizzare, annunziava agli uomini il ravvedimento dalle opere morte e la conversione, che devono essere dimostrati con opere degne del ravvedimento. Vediamo quindi di spiegare cosa significa ravvedersi e convertirsi.

Ravvedersi significa ‘cambiare mente’ e quindi il modo di pensare, perché il termine greco metanoia, tradotto con ravvedimento, significa ‘cambiamento di mente’. E questo cambiamento di mente implica la sperimentazione di una tristezza o un dolore per i peccati commessi contro Dio, appunto perché quando uno si ravvede smette di pensarla come prima a riguardo del peccato, per cui ciò che prima per lui era una cosa bella diventa improvvisamente orribile, le cose in cui lui prima prendeva piacere adesso gli procurano solo vergogna e dispiacere al solo pensiero.

Convertirsi significa invece cambiare direzione nella vita, ma con una vera e propria inversione di marcia. E quindi convertirsi a Dio significa accettare l’Evangelo di Dio che è l’annuncio della morte espiatoria di Gesù Cristo e la Sua resurrezione, e abbandonare le proprie vie malvagie e mettersi al servizio della giustizia, e questo implica l’andare contro corrente, cioè contro l’andazzo di questo mondo, che è fatto di tante opere morte.

Ora, si dà prova di essersi ravveduti e convertiti a Dio facendo opere degne del ravvedimento, che sono chiamate anche frutti degni del ravvedimento. Queste opere naturalmente sono l’opposto di quelle morte da cui uno si è ravveduto.

Facciamo degli esempi pratici: chi prima seguiva gli idoli muti, abbandona gli idoli e il loro culto per mettersi ad adorare Iddio in spirito e verità, e quindi senza fare uso di alcuna immagine o statua. Chi prima praticava la magia o qualche arte divinatoria, abbandona queste pratiche, bruciando tutto quello che possiede che ha a che fare con la magia, perché in abominio a Dio, e comincia a desiderare i doni spirituali che vengono da Dio e che sono chiamati ‘potenze del mondo a venire’. Chi prima frequentava le meretrici, smette di andarci, perché è consapevole che il suo corpo è diventato il tempio di Dio, che è santo, e quindi va conservato in santità ed onore; e quindi se è sposato, si giacerà carnalmente solo con la propria moglie, e se non è ancora sposato, aspetterà con fede e pazienza il matrimonio. Chi prima era un omosessuale, smette di commettere cose turpi con altri uomini, perché l’omosessuale oltre che peccare contro natura pecca contro il proprio corpo. Chi prima rubava, smette di farlo, perché si mette a lavorare onestamente con le proprie mani per provvedere ai suoi bisogni e a quelli della sua famiglia. Chi prima bestemmiava, non bestemmia più, perché ora usa la sua bocca per ringraziare e lodare Colui che lo ha salvato, che è degno di somma lode. Chi prima si ubriacava, non si ubriaca più, perché sa che ubriacandosi rovinerebbe il suo corpo, e sarebbe trascinato alla dissolutezza; e quindi beve con moderazione. Chi prima odiava il suo prossimo, non lo odia più anzi lo ama, pregando per lui, e facendogli del bene. Chi prima amava e praticava la menzogna, dice solo la verità. Chi prima amava litigare e contendere, smette di farlo, perché sa che deve essere umile e paziente verso il suo prossimo, pronto a sopportare ogni afflizione per amore di Cristo.

Ma il ravvedimento e la conversione implicano anche l’abbandono delle mondane concupiscenze quali giochi d’azzardo, andare a ballare, al teatro, al cinema, allo stadio a vedere la partita, in spiaggia al mare a prendere la tintarella, ed anche la musica mondana, e certi modi di vestire che non si addicono ai santi perché inverecondi; come anche l’abbandono delle barzellette, del parlare scurrile, volgare, e ambiguo, e delle buffonerie. In altre parole, l’abbandono di tutto ciò che è contrario alla sana dottrina.

Le opere degne del ravvedimento sono costituite anche dalle opere di carità, come supplire con i propri beni materiali ai bisogni dei poveri, fare partecipi dei propri beni a coloro che ammaestrano i santi nella Parola, visitare le vedove e gli orfani nelle loro afflizioni, e visitare i carcerati a motivo di Cristo, gli ammalati; e da qualsiasi altro tipo di opere buona, che appunto perché buona non fa male alcuno al prossimo.

Chi si è ravveduto e convertito a Dio si comporta così per condursi in maniera degna del Vangelo, e quindi per onorare il Vangelo tramite il quale è stato salvato da questo presente secolo malvagio e dalla perdizione eterna.

Ora, fratello, stai facendo opere degne del ravvedimento, o sei ancora immerso nella mondanità e carnalità, e quindi stai seguendo l’andazzo di questo mondo, tanto da non distinguerti quasi in niente da quelli di fuori nel tuo modo di comportarti? Se la risposta è la seconda, allora vuole dire che hai pensato, e molto probabilmente sei stato indotto a pensarlo da coloro che ti hanno parlato di Gesù Cristo, che convertirsi a Dio significava solo credere in Gesù e mettersi a frequentare le riunioni di una Chiesa Evangelica, leggere la Bibbia, pregare e cantare cantici, e parlare di Gesù alle persone del mondo, non curandoti della tua condotta. Tu devi quindi ravvederti e convertirti dalle tue vie malvagie. Fallo, non indugiare: per riconciliarti immediatamente con Dio, perché tenendo questa condotta carnale e mondana sei un nemico di Dio.

Chi ha orecchi da udire, oda

 

 

I giorni della punizione vengono

 

Il profeta Osea disse: “I giorni della punizione vengono; vengono i giorni della retribuzione; Israele lo saprà! Il profeta è fuor de’ sensi, l’uomo ispirato è in delirio, a motivo della grandezza della tua iniquità e della grandezza della tua ostilità. Efraim sta alla vedetta contro il mio Dio; il profeta trova un laccio d’uccellatore su tutte le sue vie, e ostilità nella casa del suo Dio. Essi si sono profondamente corrotti come ai giorni di Ghibea! L’Eterno si ricorderà della loro iniquità, punirà i loro peccati” (Osea 9:7-9)

La Chiesa è oltremodo corrotta anche in qui in Italia, le cose stanno andando di male in peggio. I promotori di questa corruzione sono uomini corrotti, senza timore di Dio, che stanno dietro i pulpiti. I quali invece che incitare il popolo alla santificazione, dando il buon esempio, incitano il popolo alla ribellione contro Dio, a trasgredire i comandamenti di Dio tramite cui si procaccia la santificazione. E il popolo prende piacere a corrompersi.

I credenti quindi si abbandonano a quasi tutti le concupiscenze mondane. È normale infatti per costoro essere mondani. Si può essere mondani, o meglio amare il mondo, e nello stesso tempo amare Dio.

Le assemblee dei santi sono state trasformate in teatri, in luoghi di intrattenimento, in sale da ballo. Ciò che è profano viene accettato e difeso quasi fosse qualcosa di sacro. La differenza tra sacro e profano dunque è caduta.

La giustizia è calpestata: chi infatti riceve torti a non finire è chiamato a chiedere perdono a chi gli ha fatto i torti.

I presuntuosi, gli arroganti, i carnali, gli operatori di scandali sono elogiati come se stessero facendo opere meritevoli, quando invece sono di intoppo a tutti.

Credenti che sono diventati adulteri, e fornicatori, vengono tollerati nell’assemblea dei santi, come se niente fosse, quando invece sono da togliere dal mezzo della Chiesa.

Comandamenti come quelli su velo, e sull’ornamento esteriore della donna, sono ignorati, derisi, sprezzati, rigettati.

E chi riprova questa così diffusa ribellione, e ammonisce a tornare al Signore, riceve scherni, insulti, e una forte ostilità. Esattamente come i profeti antichi.

Ma attenzione, perché vengono i giorni della punizione, perché Dio punisce i ribelli. Non li lascerà impuniti, perché Egli è giusto. Lo sappia la Chiesa di Dio. I ribelli seminano vento, e mieteranno tempesta.

Chi ha orecchi da udire, oda

 

 

Contro i ponti degli sprezzatori

 

E’ il periodo della costruzione di tanti ponti da parte di tante Chiese Pentecostali. C’è chi ha costruito o sta costruendo ponti con lo Stato Italiano, chi con la Chiesa Cattolica Romana, chi li costruisce con i Valdesi, o i Battisti, o i Metodisti, o la Chiesa dei Fratelli, o la Chiesa Riformata, e chi anche con gli Avventisti e i ‘Gesù solo’. E quasi tutti hanno costruito ponti con il mondo, con questo presente secolo malvagio, introducendo quindi all’interno delle Chiese ogni sorta di mondane concupiscenze, divertimenti, piaceri, e pratiche pagane, con il pretesto che in Cristo siamo liberi!

Il materiale usato per costruire questi ponti si chiama ‘compromesso’, in quanto tutte queste alleanze vengono fatte a scapito della verità, della giustizia, e della santità; in una parola, a danno della Parola di Dio.

Se si esaminano attentamente infatti queste alleanze, si nota chiaramente una rinuncia ad una parte del consiglio di Dio, e questo per poter soddisfare l’alleato di turno. In certi casi infatti sono stati accantonati degli insegnamenti della Bibbia, che sono letteralmente spariti dalle dottrine insegnate da questa o quest’altra chiesa pentecostale. In altri casi, si decide di non parlare di un certo insegnamento pur accettandolo, o di non dire che chi non lo accetta è nell’errore, o di non affermare che questo o quest’altro atto o comportamento è peccato, e questo perché non si può far sentire il proprio amico nell’errore! E quindi viene tollerato il disprezzo di questo o di quest’altro insegnamento biblico, la trasgressione di questo o quest’altro comandamento di Cristo. E tutto ciò per non dire addio all’amicizia, addio all’alleanza, che equivarrebbe a dire addio a soldi, titoli, privilegi, favori, gloria umana!

Queste sono alleanze che Dio detesta, e questo perché vengono contratte sprezzando la Sua Parola. E già perché quelli che le contraggono sono degli sprezzatori della Parola di Dio, e non degli estimatori. A parole dicono che considerano la Scrittura quale essa è veramente, cioè quale Parola di Dio, unica fonte autorevole in materia di dottrina e di fede e morale, ma nei fatti la disprezzano, e noi consideriamo proprio i fatti di costoro che hanno una voce più forte delle loro parole.

Costoro rientrano tra gli ipocriti, di cui Dio disse tramite Isaia: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che son precetti d’uomini” (Matteo 15:8-9).

E cosa disse Gesù ai suoi discepoli a proposito di costoro? “Lasciateli” (Matteo 15:14). Ecco cosa bisogna fare nei confronti di costoro dunque, fratelli, LASCIARLI. Questo significa ritirarsi da costoro, e lasciarli alla loro caparbietà di cuore, alla loro ribellione da cui non vogliono ravvedersi. Sì, perché la caratteristica di queste ‘guide cieche’ è che non vogliono ravvedersi. Rifiutano di riconoscere i loro errori dottrinali e comportamentali, i loro compromessi. Sono persone ostinate, che non fanno altro che far biasimare la dottrina di Dio e la via della verità.

E allora non rimane altro da fare che separarsi da questi pastori ribelli e dai loro seguaci. Che disse Paolo ai santi di Roma infatti? “Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18).

Io vi posso dire per esperienza personale che rimanere con costoro è dannoso oltre che inutile, perché sono conduttori e Chiese RIBELLI, che RIFIUTANO DI CONFORMARE IL LORO PARLARE E IL LORO MODO DI VIVERE ALLA PAROLA DI DIO IN QUANTO HANNO DECISO DI PIACERE AGLI UOMINI.

E quindi, fratelli, se state frequentando ancora questo tipo di Chiese, vi esorto a ritirarvi dagli sprezzatori della Parola di Dio. Fatelo, per amore del Signore. Non ve ne pentirete mai.

Ricordatevi che l’apostolo Paolo ha detto a Timoteo: “Procaccia giustizia, fede, amore, pace con quelli che di cuor puro invocano il Signore” (2 Timoteo 2:22). Quindi non con coloro che invocano il Signore con un cuore doppio, con un cuore che non teme Dio e non trema dinnanzi alla Sua Parola, con un cuore lontano da Dio; ma solo con coloro che di cuore puro invocano il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.

Fratelli, pregate dunque Dio che vi metta sul vostro cammino persone che invocano il Signore con un cuore puro, con i quali adorarlo e servirlo nella purità e semplicità rispetto a Cristo. Badate bene, non ho detto ‘persone perfette’, perché abbiamo tutti delle imperfezioni dinnanzi a Dio. Egli trova difetti nei suoi angeli, pensate se non li trova in noi. Ma ho detto persone che invocano di puro cuore il Signore, e quindi persone che amano e temono Dio veramente, e non solo a parole. Hanno anche loro i loro difetti, sbagliano pure loro, non sono senza peccato, ma sono persone sincere e oneste, umili e fedeli.

Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

“Coi Giudei mi sono fatto Giudeo”

 

L’odierna generazione di credenti ribelli, con a capo i loro pastori, – con il pretesto di evangelizzare, cioè di portare il Vangelo al mondo – ha introdotto nella Chiesa le scene teatrali, i mimi, pupazzi, clowns, svariati tipi di musica mondana e diabolica, danze moderne, e tante altre mondane concupiscenze, che fino a qualche decennio fa anche qui in Italia erano considerate cose sconvenienti per i santi. E prendono alcune parole scritte dall’apostolo Paolo a supporto di quello che fanno, o meglio di queste cosiddette moderne tecniche di evangelizzazione (già perché in primis queste cose servono ad evangelizzare!). Le parole sono queste: “Poiché, pur essendo libero da tutti, mi son fatto servo a tutti, per guadagnarne il maggior numero; e coi Giudei, mi son fatto Giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che son sotto la legge, mi son fatto come uno sotto la legge (benché io stesso non sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che son sotto la legge; con quelli che son senza legge, mi son fatto come se fossi senza legge (benché io non sia senza legge riguardo a Dio, ma sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che son senza legge. Coi deboli mi son fatto debole, per guadagnare i deboli; mi faccio ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni. E tutto fo a motivo dell’Evangelo, affin d’esserne partecipe anch’io” (1 Corinzi 9:19-23).

Ora, a questo punto è doveroso vedere quale era il metodo usato da Paolo per evangelizzare il mondo, cioè sia i Giudei che i Gentili, perché dato che le sue parole vengono usate per giustificare i suddetti modi di evangelizzazione, dobbiamo vedere se Paolo usava dei particolari metodi di evangelizzazione a secondo che evangelizzava i Giudei o i Gentili.

Alcuni esempi di evangelizzazione diretta ai Giudei.

Ad Iconio: “Or avvenne che in Iconio pure, Paolo e Barnaba entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in maniera, che una gran moltitudine di Giudei e di Greci credette” (Atti 14:1) – la città precedente era stata Antiochia di Pisidia.

A Tessalonica: “Ed essendo passati per Amfipoli e per Apollonia, vennero a Tessalonica, dov’era una sinagoga de’ Giudei; e Paolo, secondo la sua usanza, entrò da loro, e per tre sabati tenne loro ragionamenti tratti dalle Scritture, spiegando e dimostrando ch’era stato necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti; e il Cristo, egli diceva, è quel Gesù che io v’annunzio” (Atti 17:1-3).

A Corinto: “E ogni sabato discorreva nella sinagoga, e persuadeva Giudei e Greci” (Atti 18:4)

A Efeso: “Poi entrò nella sinagoga, e quivi seguitò a parlare francamente per lo spazio di tre mesi, discorrendo con parole persuasive delle cose relative al regno di Dio” (Atti 19:8)

Un esempio di evangelizzazione diretta ai Gentili.

Ad Atene: “Egli dunque ragionava nella sinagoga coi Giudei e con le persone pie; e sulla piazza, ogni giorno, con quelli che vi si trovavano. E anche certi filosofi epicurei e stoici conferivan con lui. E alcuni dicevano: Che vuol dire questo cianciatore? E altri: Egli pare essere un predicatore di divinità straniere; perché annunziava Gesù e la risurrezione. E presolo con sé, lo condussero su nell’Areopàgo, dicendo: Potremmo noi sapere qual sia questa nuova dottrina che tu proponi? Poiché tu ci rechi agli orecchi delle cose strane. Noi vorremmo dunque sapere che cosa voglian dire queste cose. Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che dimoravan quivi, non passavano il tempo in altro modo, che a dire o ad ascoltare quel che c’era di più nuovo. E Paolo, stando in piè in mezzo all’Areopàgo, disse: Ateniesi, io veggo che siete in ogni cosa quasi troppo religiosi. Poiché, passando, e considerando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: Al dio sconosciuto. Ciò dunque che voi adorate senza conoscerlo, io ve l’annunzio. L’Iddio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti d’opera di mano; e non è servito da mani d’uomini; come se avesse bisogno di alcuna cosa; Egli, che dà a tutti la vita, il fiato ed ogni cosa. Egli ha tratto da un solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione, affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché Egli non sia lungi da ciascun di noi. Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni de’ vostri poeti han detto: ‘Poiché siamo anche sua progenie’. Essendo dunque progenie di Dio, non dobbiam credere che la Divinità sia simile ad oro, ad argento, o a pietra scolpiti dall’arte e dall’immaginazione umana. Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell’uomo ch’Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti. Quando udiron mentovar la risurrezione de’ morti, alcuni se ne facevano beffe; ed altri dicevano: Su questo noi ti sentiremo un’altra volta. Così Paolo uscì dal mezzo di loro. Ma alcuni si unirono a lui e credettero; fra i quali anche Dionisio l’Areopagita, una donna chiamata Damaris, e altri con loro” (Atti 17:17-34).

Ora, io non vedo nessuna differenza nel modo di evangelizzare usato da Paolo. Voi la vedete? Non credo.

Dunque, l’apostolo Paolo usava solo un metodo di evangelizzazione sia verso i Giudei che verso i Gentili, che era quello della predicazione della croce fatta con ogni franchezza, come si conviene, ed infatti era per questo che esortava i santi a pregare per lui “acciocché mi sia dato di parlare apertamente per far conoscere con franchezza il mistero dell’Evangelo, per il quale io sono ambasciatore in catena; affinché io l’annunzî francamente, come convien ch’io ne parli” (Efesini 6:19-20). E questo perché il Vangelo non va predicato con sapienza di parola, o mediante la sapienza di questo mondo, affinché la croce di Cristo non sia resa vana.

Paolo dunque non cambiava il suo metodo di evangelizzare a secondo che evangelizzava i Giudei o i Gentili. Ed oltre a ciò non usava altri mezzi, all’infuori della predicazione della croce. Eppure anche a quel tempo esisteva il teatro, e la musica mondana, e le buffonerie! Perché allora Paolo, come anche gli altri apostoli, non adottarono altri metodi di evangelizzazione? Perché essi credevano fermamente che l’Evangelo è potenza di Dio per ognuno che crede, e che coloro che Dio ha ordinato a vita eterna crederanno appunto tramite la predicazione del Vangelo! E quindi si limitavano ad annunciare agli uomini il Vangelo secondo l’esempio che aveva loro lasciato Gesù Cristo, pienamente persuasi e fiduciosi che Dio avrebbe concesso il ravvedimento e la fede a coloro che Egli aveva eletti fin dalla fondazione del mondo. Ricordatevi poi che la predicazione di Paolo era spesso accompagnata da segni e prodigi fatti nel nome di Gesù, che erano la testimonianza che Dio aggiungeva a quella degli apostoli per confermare la sua Parola. E questi segni e prodigi servivano anche per attirare le anime.

Purtroppo però oggi in molte Chiese manca proprio questa fiducia, come anche la franchezza e la potenza di Dio, e allora tanti ricorrono a moderne tecniche di evangelizzazione, che sono ormai dei veri e propri spettacoli mondani, che non hanno nulla di diverso da quelli organizzati dai pagani, tranne che cambia il tema. E quindi assistiamo alla profanazione del messaggio del Vangelo, perché si unisce il sacro al profano, invece di tenere le due cose ben separate. Il messaggio della croce viene presentato sotto forma di scene teatrali e mimi, con clowns e pupazzi, e quindi non con franchezza ma in maniera che la rappresentazione deve essere interpretata, e non solo, ma in questa maniera la si riduce ad una sorta di favola o storiella, perché il messaggio viene spogliato della sua gravità e della sua potenza. E poi che dire dei vari tipi di musica moderna, come rap, hip hop, rock, house, techno, e così via, che vengono usati per portare il Vangelo ai giovani? Anche qui assistiamo ad una unione tra sacro e profano, che non deve esistere. E poi queste musiche inducono a ballare, a divertirsi, a muoversi sensualmente, anziché a riflettere sulla parola della croce. Senza poi parlare della maniera indecente in cui si vestono quelli che suonano questo tipo di musica, che in nulla si distingue dal modo di vestire di quelli del mondo. Molti cantanti si presentano con dei capelli così lunghi che a prima vista sembrano donne, hanno l’orecchino e sono vestiti in modo indecente; se poi vedete le cantanti rock definite ‘cristiane’, esse non mostrano affatto di procacciare la santificazione perchè mostrano di essersi conformate in modo perfetto alla moda perversa di questo secolo malvagio. Sono vestite indecentemente, si muovono, si contorcono, aprono larga la bocca, gridano e schiamazzano, esattamente come i cantanti rock del mondo. Non v’è nessuna differenza tra loro, tranne che ogni tanto parlano di Gesù, citano qualche parola di Gesù e alcune distribuiscono pure dei vangeli. E tutto questo, loro dicono, serve ad attirare i giovani del mondo al Signore! Queste persone si devono convertire prima loro dalle loro vie tortuose al Signore prima di poter dire che vogliono convertire i giovani del mondo.

E’ evidente dunque che costoro che usano in questa maniera le parole di Paolo ‘coi Giudei mi sono fatto Giudeo’, le hanno interpretate male, perché esse non vogliono dire che con quelli del mondo ho adottato metodi di evangelizzazione diversi da quello della semplice predicazione della croce, come neppure che ho cominciato a comportarmi da persona mondana, a vestirmi da persona mondana, a muovermi da persona mondana, ad atteggiarmi da persona mondana, per avvicinarli ed annunciargli il Vangelo. Se infatti Paolo avesse agito così, non avrebbe potuto dire ai Corinzi: “Noi non diamo motivo di scandalo in cosa alcuna, onde il ministerio non sia vituperato; ma in ogni cosa ci raccomandiamo come ministri di Dio per una grande costanza, per afflizioni, necessità, angustie, battiture, prigionie, sommosse, fatiche, veglie, digiuni; per purità, conoscenza, longanimità, benignità, per lo Spirito Santo, per carità non finta; per la parola di verità, per la potenza di Dio; per le armi di giustizia a destra e a sinistra…” (2 Corinzi 6:3-7), ed ai Filippesi: “Siate miei imitatori, fratelli, e riguardate a coloro che camminano secondo l’esempio che avete in noi” (Filippesi 3:17).

Ma allora cosa ha inteso dire Paolo con le parole ‘coi Giudei mi sono fatto Giudeo’? Ha inteso dire che lui quando era con i Giudei si studiava di non essere loro d’intoppo andando contro la legge di Mosè. Vi faccio un esempio pratico trascritto nel libro degli Atti, dove leggiamo quanto segue: “E venne anche a Derba e a Listra; ed ecco, quivi era un certo discepolo, di nome Timoteo, figliuolo di una donna giudea credente, ma di padre greco. Di lui rendevano buona testimonianza i fratelli che erano in Listra ed in Iconio. Paolo volle ch’egli partisse con lui; e presolo, lo circoncise a cagione de’ Giudei che erano in quei luoghi; perché tutti sapevano che il padre di lui era greco” (Atti 16:1-3). Come potete vedere, quantunque Paolo non predicasse la circoncisione, in quella occasione volle circoncidere un giovane Ebreo credente, e questo a motivo dei Giudei di quel posto, che sapevano che il padre di questo ragazzo era greco, e quindi per non essere d’intoppo ai Giudei, cioè per non creare nessun ostacolo all’evangelizzazione dei Giudei. Ma Paolo non commise peccato circoncidendo Timoteo, perché lo fece solo per non essere d’intoppo ai Giudei.

Si potrebbe pure dire che Paolo quando si trovava ad evangelizzare i Giudei si studiava di non violare il sabato, di non mangiare cibi impuri secondo la legge, e così via. E questo sempre per non essere d’intoppo ai Giudei. Ma agire in questa maniera non costituisce peccato agli occhi di Dio, perché non c’è nessuna violazione della legge in questo comportamento. Anch’io coi Giudei mi farei Giudeo, per guadagnarli a Cristo, e quindi in giorno di sabato mi studierei di non violare il sabato, di non mangiare cibi da loro considerati impuri, e così via. E tutto questo a motivo del Vangelo, ma così agendo non commetterei nessun peccato.

Commetterei peccato invece se per evangelizzare cominciassi a pitturarmi la faccia di bianco o di nero, se interpretassi la parte del diavolo o di Gesù in una scena teatrale, se mi vestissi in maniera sconveniente, se mi mettessi a usare musica diabolica, se mi mettessi a compiere delle buffonerie, perché questi comportamenti sono una violazione dei comandamenti di Dio.

Dunque, fratelli, stabilito che le parole di Paolo non hanno nulla a che fare con metodi di evangelizzazione, non vi lasciate sedurre da coloro che le usano per giustificare e promuovere svariate cose storte in mezzo alla Chiesa.

L’Evangelo va predicato con franchezza, con pienezza di convinzione e con lo Spirito Santo. Per cui non va rappresentato, perché in questo caso non solo la rappresentazione teatrale esige la finzione, che la Bibbia condanna, ma anche una interpretazione, che non ci deve essere appunto perché questo significherebbe che il messaggio non è franco, non è diretto, non è facilmente comprensibile.

L’Evangelo non va portato usando concupiscenze carnali, perché questo significa usare l’astuzia verso le persone, in quanto si usano metodi umani come esche, appunto per adescare le persone. E noi siamo chiamati a pescare gli uomini, non ad adescarli facendogli vedere danzatrici del ventre, o danzatrici sensuali, o facendogli sentire musica rock o rap, o facendogli vedere qualche rappresentazione teatrale o qualche altra buffoneria.

Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

“Se piace al Signore”

 

Giacomo dice: “Ed ora a voi che dite: Oggi o domani andremo nella tal città e vi staremo un anno, e trafficheremo, e guadagneremo; mentre non sapete quel che avverrà domani! Che cos’è la vita vostra? Poiché siete un vapore che appare per un po’ di tempo e poi svanisce. Invece di dire: Se piace al Signore, saremo in vita e faremo questo o quest’altro. Ma ora vi vantate con le vostre millanterie. Ogni cotal vanto è cattivo. Colui dunque che sa fare il bene, e non lo fa, commette peccato” (Giacomo 4:13-17).

Dunque, fratelli, quando noi parliamo di qualche cosa che abbiamo intenzione di fare nel futuro, dobbiamo ricordarci di dire ‘Se piace al Signore’, e questo perché non sappiamo cosa avverrà domani. Domani potremmo non esserci più sulla terra, e questo perché la nostra vita è nelle mani di Dio, e Lui potrebbe avere deciso di prenderci con sé in gloria proprio in questa notte o tra qualche minuto, e quindi noi non potremmo fare quello che ci eravamo preposti di fare. Ma potrebbe pure accadere, che nonostante saremo in vita, Dio opererà in tale maniera da impedirci di andare in un certo luogo o di fare una certa cosa. Quindi noi potremo fare o questo o quest’altro, domani o dopo domani, solo se piace al Signore.

L’apostolo Paolo, che vi ricordo esortava Timoteo ad attenersi al modello delle sane parole che aveva udito da Lui (2 Timoteo 1:13), parlava proprio in questa maniera in merito al futuro, infatti Luca ha scritto negli Atti: “Come furon giunti ad Efeso, Paolo li lasciò quivi; egli, intanto, entrato nella sinagoga, si pose a discorrere coi Giudei. E pregandolo essi di dimorare da loro più a lungo, non acconsentì; ma dopo aver preso commiato e aver detto che, Dio volendo, sarebbe tornato da loro un’altra volta, salpò da Efeso” (Atti 18:19-21), e Paolo scrisse nell’epistola ai Romani: “Quando dunque avrò compiuto questo servizio e consegnato questo frutto, andrò in Ispagna passando da voi; e so che, recandomi da voi, verrò con la pienezza delle benedizioni di Cristo. Ora, fratelli, io v’esorto, per il Signor nostro Gesù Cristo e per la carità dello Spirito, a combatter meco nelle vostre preghiere a Dio per me, affinché io sia liberato dai disubbidienti di Giudea, e la sovvenzione che porto a Gerusalemme sia accettevole ai santi, in modo che, se piace a Dio, io possa recarmi da voi con allegrezza e possa con voi ricrearmi” (Romani 15:28-32), e nella prima epistola ai Corinzi: “Perché, questa volta, io non voglio vedervi di passaggio; poiché spero di fermarmi qualche tempo da voi, se il Signore lo permette” (1 Corinzi 16:7).

Notate queste espressioni di Paolo: “Dio volendo”, “se piace a Dio”, “se il Signore lo permette”, che vogliono dire tutte la medesima cosa.

Questo modo di esprimersi mostra sottomissione nei confronti di Dio, perché il credente parlando così riconosce la Sua sovranità, che tutto è nelle mani di Dio, e che una certa cosa noi potremo farla solo, e ripeto solo, se Dio vuole o se a Lui piace. In questa maniera si antepone quello che piace a Dio a quello che piace a noi, quello che vuole Dio a quello che vogliamo noi, come fece il Figlio di Dio nel Getsemani quando disse: “Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Luca 22:42).

Invece, omettere di dire ‘se piace al Signore’ è una forma di vanto nei confronti di Dio, vanto che è cattivo. Non è forse scritto: “Non ti vantare del domani, poiché non sai quel che un giorno possa produrre” (Proverbi 27:1)?

Ma c’è persino chi non omette di dire ‘se piace al Signore’, ma aggiunge ‘ed anche se non piace al Signore’. Ricordo molti anni fa che mi trovavo alla Biblioteca Nazionale di Roma al grande bancone dove si consegna la cedola per i libri che si vogliono richiedere e dove si restituiscono, e mentre ero lì ad aspettare ascoltai parte di un discorso tra un ragazzo e una ragazza, che frequentavano l’università. Il ragazzo disse alla ragazza che avrebbe fatto una certa cosa – che non ricordo se era il dare degli esami o il laurearsi – ‘Se Dio vuole, e anche se Dio non vuole!’ Quando sentii quelle sue parole, provai un profondo disgusto verso di esse, e mi resi conto di quanta arroganza ci sia nell’essere umano.

Dunque, fratelli, sottomettiamoci dinnanzi a Dio, e ricordiamoci che chi sa fare il bene e non lo fa commette peccato.

 

 

Non amate il mondo

 

L’apostolo Giovanni dice: “Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amor del Padre non è in lui. Poiché tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita non è dal Padre, ma è dal mondo. E il mondo passa via con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio dimora in eterno” (1 Giovanni 2:15-17).

Per mondo quindi qua bisogna intendere la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita. Entrando nello specifico, alcune cose che fanno parte delle cose del mondo sono la fornicazione, le lascivie, le abbuffate, le ubriachezze, il modo di vestire sfarzoso, indecente e provocante sia per l’uomo che la donna (in particolare per la donna menziono le minigonne, i pantaloni, le camicie trasparenti e scollate e attillate, i gioielli, il trucco); giocare al totocalcio e al lotto, andare al mare a mettersi mezzi nudi, amare il danaro e le ricchezze come anche il lusso, cibarsi delle perversioni e frivolezze televisive, andare al cinema, al teatro, in discoteca, nei locali notturni, al ‘casinò’, andare a vedere o guardare la partita di calcio, andare dietro la musica mondana.

Che dice l’apostolo? Che non dobbiamo amare il mondo. Perché? Perché tutto quello che è nel mondo non è da Dio ma dal mondo, e noi sappiamo che “tutto il mondo giace nel maligno” (1 Giovanni 5:19), che è il nemico di Dio.

Ecco perché a noi che siamo stati riscattati dal presente secolo malvagio è comandato di non amare il mondo, perché se lo facciamo ci mettiamo ad amare ciò che è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio, e diventiamo nemici di Dio. Vi ricordate Giacomo come chiamò i credenti che amavano il mondo? “Gente adultera”, e disse loro anche: “Non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4).

Guardatevi dunque da tutti coloro che con le loro parole o con il loro esempio vi incoraggiano ad amare il mondo, perché non cercano il vostro bene anzi il vostro male. Costoro non vi amano, perché l’amore del Padre non è in loro in quanto essi amano il mondo. Non vi lasciate sedurre dalle loro parole dolci e lusinghevoli, perché dietro di esse si nasconde una macchinazione del diavolo. Vogliono infatti portarvi lontani da Dio, e quindi lontani dalla sua santità. I loro discorsi che si concentrano sulla libertà che noi ora abbiamo in Cristo, sono discorsi perversi di gente perversa, che ha mutato la grazia in dissolutezza.

La grazia sia con voi

 

 

L’importanza dei ‘dettagli’

 

Una volta un credente mi ha detto: ‘Cristo è tutto, il resto sono dettagli!’ I dettagli secondo lui sono il velo, l’ornamento esteriore della donna convenevole a santità, e altre cose presenti nel Nuovo Testamento.

Già, ma ammesso e non concesso che siano dettagli, sono dei dettagli che sono scritti nella Bibbia! Non è meglio forse porci attenzione quindi, invece che ignorarli o sprezzarli? E poi, se persino in un contratto tra uomini sono importanti i dettagli, non si capisce dunque perché questi non dovrebbero essere importanti quando fanno parte del Nuovo Patto che Dio, il Creatore di tutte le cose, ha fatto con noi, e il cui mediatore è il Suo Figliuolo! E poi non dimenticate che Gesù disse: “Chi è fedele nelle cose minime, è pur fedele nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è pure ingiusto nelle grandi” (Luca 16:10). Per cui il discepolo che è fedele nelle minime cose della Parola di Dio, è anche fedele nelle cose grandi. Per il Signore infatti la fedeltà nelle cose piccole, mostra la fedeltà nelle cose grandi. E’ un ottimo segno dunque prestare attenzione ai dettagli! E poi tanti dettagli messi assieme formano qualcosa di grande! E potrei pure dire che anche i dettagli parlano: per esempio la bandana sulla testa di un uomo, o un orecchino sull’orecchio di un uomo sono dei dettagli, ma trasmettono un certo messaggio sbagliato; come costituisce un dettaglio un braccialetto alla caviglia di una donna, ed anche questo dettaglio trasmette il suo messaggio sbagliato. E che dire di un decolté basso? Non è anche questo un dettaglio che trasmette un messaggio negativo? Pensate voi dunque che in obbedienza alla Parola una sorella che prega o profetizza con il capo coperto da un velo non trasmette un buon messaggio? Come anche una sorella che si veste con verecondia e modestia, senza trucco, gioielli e vesti indecenti? Certo che sì.

Alcuni forse diranno: ‘Ma in fondo in fondo sono dei minimi comandamenti!’ Sì, ma sempre di comandamenti si tratta, e quindi non pensate voi che è meglio osservarli anziché non osservarli?

Voglio a tal proposito ricordarvi che Gesù ha parlato di minimi comandamenti nel suo cosiddetto ‘sermone sul monte’, ma ascoltate cosa ha detto ai suoi discepoli: “Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli” (Matteo 5:19). Dunque se la violazione di uno dei Suoi minimi comandamenti e il relativo insegnamento a violarlo, costerà qualcosa a quei suoi discepoli che terranno questo comportamento, perché si vedranno chiamare ‘minimi’ nel regno dei cieli: non pensate che anche la violazione di questi altri comandamenti di Cristo, che ha trasmesso tramite gli apostoli, costerà qualcosa a chi li violerà?

Riflettiamo dunque fratelli all’importanza che hanno anche i minimi comandamenti: non sottovalutiamola.

“Alleluia. Beato l’uomo che teme l’Eterno, che si diletta grandemente ne’ suoi comandamenti” (Salmo 112:1).

 

 

Non vollero perché non gli fu dato di volere

 

Gesù un giorno disse ai Giudei: “Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendon testimonianza di me; eppure non volete venire a me per aver la vita!” (Giovanni 5:39-40).

Dunque a quei Giudei, quantunque essi avessero una volontà, non venne la voglia di andare a Gesù per essere da Lui salvati. Ci fu un chiaro rifiuto di venire a Gesù.

Perché avvenne questo? Per la seguente ragione, detta da Gesù in seguito sempre ai Giudei: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno …. niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre” (Giovanni 6:44).

Quindi, se da un lato è vero che bisogna volere andare a Gesù per avere la vita, dall’altro lato è anche vero che questa voglia viene solo a coloro a cui viene dato da Dio di volere andare a Gesù, perché Egli li attira a Cristo. Il fatto che Dio li attiri a Cristo vuol dire che esercita la sua volontà sulla loro volontà, e la Sua volontà finisce con il vincerli in quanto essi poi vengono a Gesù. Alla luce di ciò, il venire a Gesù viene o dipende da Dio.

E’ interessante notare queste altre parole di Gesù per spiegare chi sono coloro che vanno a lui: “Ogni uomo che ha udito il Padre ed ha imparato da lui, viene a me” (Giovanni 6:45). Dunque, ecco spiegato perché solo alcuni vanno a Gesù: perché essi hanno udito il Padre ed hanno imparato da Lui. Questa dunque è una sorta di scuola segreta che Dio impartisce a queste anime, una scuola che li porta a suo tempo a venire a Gesù.

Quindi, il venire a Gesù dipende in definitiva dalla volontà di Dio. Quindi noi abbiamo voluto venire a Gesù perché Dio ha voluto operare in noi il volere.

Noi dunque siamo in obbligo di rendere grazie a Dio per averci dato di voler venire a Gesù, per averci voluto attirare a Cristo.

A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

L’adultera

 

La maggior parte dei pastori quando predicano sulla donna adultera (Giovanni 8), mettono sempre e solo enfasi sugli scribi e i Farisei che la portarono a Gesù, i quali erano pronti a condannarla a morte, e fanno risaltare il fatto che invece Gesù non volle condannare quella donna.

Ma c’è un’altra cosa su cui bisogna porre enfasi in merito a questa storia, e cioè che Gesù ricevette l’accusa di adulterio che era stata mossa a quella donna, e in questo Gesù si attenne alla legge che dice: “Un solo testimone non sarà sufficiente contro ad alcuno, qualunque sia il delitto o il peccato che questi abbia commesso; il fatto sarà stabilito sulla deposizione di due o di tre testimoni” (Deuteronomio 19:15).

Quindi Gesù accettò l‘accusa di adulterio mossa contro quella donna, ma quello che non accettò fu di sentenziare la sua morte, e difatti le disse – dopo che i suoi accusatori se ne erano andati ripresi dalla loro coscienza dopo le parole di Gesù: “Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei” (Giovanni 8:7) – che neppure lui la condannava.

Che Gesù credette all’accusa che era stata mossa a quella donna è confermato dal fatto che alla fine le disse: “Va’ e non peccar più” (Giovanni 8:11).

Invece che fanno molti oggi? Non ricevono l’accusa mossa da due o tre fedeli testimoni contro un altro credente o il pastore stesso, e di conseguenza invece che esortare l’accusato ad abbandonare il suo peccato, come fece Gesù nei confronti di quella donna, lo incoraggiano a perseverare nel suo peccato.

Ecco perché abbondano sempre di più nei locali di culto uomini fornicatori, adulteri, ladri, bugiardi, maneschi, spietati, ubriachi, e omosessuali – che sono liberi di comportarsi come vogliono loro – perché anche se alcuni muovono qualche accusa, l’accusa viene recepita come una opera del diavolo, come il tentativo di alcuni maldicenti di porre in cattiva luce un altro credente.

Praticamente, oggi i ribelli in molte chiese possono stare tranquilli, perché ogni accusa contro di loro – dimostrata con delle prove inconfutabili e fatta nella speranza che l’accusato si penta (e non che venga condannato a morte) – viene considerata come proveniente dal diavolo, e l’accusato è semplicemente una vittima di una macchinazione del diavolo contro di lui. E quindi i ‘carnefici’ vengono assolti e giustificati, compresi e confortati; mentre le ‘vittime’ dei loro soprusi, torti, delle ingiustizie, delle menzogne e delle violenze vengono accusati di maldicenza e oltraggio e quando non si riesce a estorcere loro una ammissione di colpa (perché succede pure questo) allora si ricorre alla loro espulsione con relativa diffamazione.

Questi comportamenti sono molto diffusi, è mostrano semplicemente una cosa: odio per la verità e la giustizia.

Io, fratelli, vi esorto a denunciare questo andazzo, e a turare la bocca a coloro che lo difendono.

 

 

Pastori corrotti

 

Una delle piaghe che affliggeva il popolo di Dio ai giorni dei profeti era la presenza di pastori corrotti, che oltre a corrompersi loro stessi facevano corrompere il popolo. E difatti Dio tante volte tramite i suoi profeti denunciò il loro comportamento malvagio e i gravi danni che essi causavano al suo popolo. Qui di seguito ecco alcune delle parole che l’Iddio Onnipotente pronunciò contro di loro.

Dio disse tramite il profeta Isaia: “I guardiani d’Israele son tutti ciechi, senza intelligenza; son tutti de’ cani muti, incapaci d’abbaiare; sognano, stanno sdraiati, amano sonnecchiare. Son cani ingordi, che non sanno cosa sia l’esser satolli; son dei pastori che non capiscono nulla; son tutti vòlti alla loro propria via, ognuno mira al proprio interesse, dal primo all’ultimo. ‘Venite’, dicono, ‘io andrò a cercare del vino, e c’inebrieremo di bevande forti! E il giorno di domani sarà come questo, anzi sarà più grandioso ancora!’ ….. O popolo mio, quei che ti guidano ti sviano, e distruggono il sentiero per cui devi passare!” (Isaia 56:10-12; 3:12), e tramite Geremia: “Molti pastori guastano la mia vigna, calpestano la porzione che m’è toccata, riducono la mia deliziosa porzione in un deserto desolato …. i pastori mi sono stati infedeli …. Le mie tende son guaste, e tutto il mio cordame è rotto; i miei figliuoli sono andati lungi da me e non sono più; non v’è più alcuno che stenda la mia tenda, che drizzi i miei padiglioni. Perché i pastori sono stati stupidi, e non hanno cercato l’Eterno; perciò non hanno prosperato, e tutto il loro gregge è stato disperso. …. Il mio popolo era un gregge di pecore smarrite; i loro pastori le aveano sviate, sui monti dell’infedeltà;” (Geremia 12:10; 2:8; 10:20-21; 50:6), e tramite Ezechiele: “Guai ai pastori d’Israele, che non han fatto se non pascer se stessi! Non è forse il gregge quello che i pastori debbon pascere? Voi mangiate il latte, vi vestite della lana, ammazzate ciò ch’è ingrassato, ma non pascete il gregge. Voi non avete fortificato le pecore deboli, non avete guarito la malata, non avete fasciato quella ch’era ferita, non avete ricondotto la smarrita, non avete cercato la perduta, ma avete dominato su loro con violenza e con asprezza. Ed esse, per mancanza di pastore, si sono disperse, son diventate pasto a tutte le fiere dei campi, e si sono disperse. Le mie pecore vanno errando per tutti i monti e per ogni alto colle; le mie pecore si disperdono su tutta la faccia del paese, e non v’è alcuno che ne domandi, alcuno che le cerchi!” (Ezechiele 34:2-6)

In questi ultimi termini dei tempi, questa medesima piaga affligge la Chiesa dell’Iddio vivente sparsa sulla faccia della terra, perché tanti conduttori di Chiese Evangeliche si sono corrotti e stanno guastando la vigna di Dio.

Ora vi traccerò brevemente il loro carattere e i loro comportamenti, affinché li possiate riconoscere.

Insegnano tante cose contrarie alla sana dottrina. Alcuni di questi loro falsi insegnamenti: Dio vuole che noi siamo ricchi materialmente (e per ottenere questa prosperità si deve dare la decima e chi non la dà è un ladro); Dio si aspetta da noi che entriamo in politica per metterci a governare sul mondo; la donna può insegnare e quindi può fare il pastore; la donna non si deve velare il capo quando prega o profetizza, e si può vestire come vuole perché ‘Dio guarda al cuore’; ogni tipo di musica va bene per adorare il Signore; ci possiamo divertire come fanno quelli del mondo; Dio non ci punisce e non ci castiga perché è amore; possiamo mangiare il sangue, le cose sacrificate agli idoli, e le cose soffocate; i divorziati possono risposarsi senza per questo commettere adulterio; il battesimo con lo Spirito Santo non è affatto seguito dal parlare in lingue come ai giorni degli apostoli e quindi il parlare in lingue odierno è dal diavolo, e il tempo in cui Dio distribuiva i suoi doni miracolosi è terminato con la morte degli apostoli; chi accusa i pastori di fare delle cose sbagliate o di insegnare delle dottrine false, quand’anche lo dimostrasse, non è da Dio ma da Satana.

Non conoscono le Scritture. Quantunque predicano e citano qualche passo della Scrittura e fanno dei discorsi, non conoscono le Scritture, infatti non conoscono le dottrine della Bibbia, e per capire questo basta prenderli in un momento qualsiasi fuori dal locale di culto per chiedergli di spiegarti una dottrina biblica e vedere come ti rispondono. Quando non ti dicono che non hanno tempo e che se ne parla un’altra volta, ti dicono che non sono cose importanti, o che capirai certe cose più avanti, o ti spiegano le cose al contrario o in maniera distorta, per cui invece di toglierti la confusione dalla mente te l’aumentano.

Non sono attaccati alla Parola di Dio, e difatti non sono capaci di esortare nella sana dottrina e di convincere i contradditori. Ma mascherano questo loro non attaccamento alla Parola con parole come ‘Non voglio fare polemica, io mi limito a parlare di Gesù’ o ‘Io non sono un teologo’ ecc. La realtà è che a costoro la dottrina di Dio non interessa.

I sermoni che portano sono copiati da altri, e loro sono bravi a recitarli dietro il pulpito. Quando riescono da loro stessi ad imbastire dei sermoni non hanno né capo né coda, sono incomprensibili, contorti, e confusi. E questo perché costoro sono nuvole senz’acqua.

Sanno intrattenere le capre: battute, barzellette, e altre cose sconvenienti, sono infatti presenti nei loro aridi discorsi. Hanno un parlare dolce e lusinghevole con il quale adescano le anime instabili.

Quando evangelizzano parlano solo ed esclusivamente dell’amore di Dio, e mai del giudizio a venire sui peccatori che si manifesterà anche facendoli scendere nelle fiamme dell’inferno dopo la morte, e il loro messaggio non è ‘Ravvedetevi e credete al Vangelo’, ma ‘Accettate Gesù e risolverà ogni vostro problema’. Non devono spaventare chi li ascolta, e quindi adottano questo parlare. E poi molti di loro non ci credono neppure all’esistenza del fuoco all’inferno, ecco perché non ne parlano mai.

E oltre a ciò adottano tecniche di evangelizzazione (quali scene teatrali, mimi, pupazzi, ecc.) che nulla hanno a che fare con la Parola di Dio.

Sanno – da qui mi riferisco solo a pastori pentecostali – abilmente suggestionare le persone, inducendole a proferire parole incomprensibili per far credere che hanno ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo con l’evidenza del parlare in lingue, come anche a fargli confessare di essere state guarite quando invece sono ancora malate.

Buttano a terra le persone in svariate maniere, volendo far credere in questa maniera che Dio è con loro e che quella è la manifestazione dello Spirito che accompagna la loro predicazione. Oltre a ciò si mettono a ridere e a far ridere in maniera incontrollata, e dicono che quella è la gioia del Signore che sgorga dal loro ventre; ma in effetti si tratta solo della follia che hanno nel cuore.

Fanno profezie false e predicono grandi risvegli.

Dicono che Dio sta facendo una cosa nuova, e questa cosa nuova sarebbe praticamente che Dio sta spingendo i suoi figliuoli a trasgredire certi suoi comandamenti del Nuovo Testamento (il comandamento sul velo per le donne, il comandamento che vieta alla donna di insegnare, il comandamento sull’ornamento esteriore verecondo e modesto della donna, quello che vieta le seconde nozze ai divorziati, ed il comandamento a rinunciare alle mondane concupiscenze, per citarne solo alcuni). La verità è che Satana si sta usando di costoro per fare una cosa vecchia.

Con le loro false profezie promettono benedizioni ai ribelli, e minacciano i timorati di Dio che vengono addirittura chiamati incirconcisi. Una delle loro caratteristiche è di parlare male di coloro che si santificano veramente, che sono oggetto delle loro battute e barzellette; e di parlare invece bene di coloro che si conformano al mondo e con la loro condotta scandalosa sono di intoppo a molti.

Sono amici di gente che non teme Dio, con i quali fanno spesso degli affari. Questi loro amici spesso hanno il titolo di ‘apostoli’, e ‘profeti’, ma sono solo impostori che con le loro menzogne aiutano questi pastori corrotti a farsi rispettare – fino a qui mi riferisco solo a pastori pentecostali.

Introducono nelle Chiese cosiddette danze di adorazione e profetiche con danzatrici sensuali e provocanti, e veri e propri balli di gruppo, come anche scene teatrali, mimi, e pupazzi, ed altre cose sconvenienti, per far divertire e intrattenere. Il loro messaggio è ‘il popolo di Dio deve gioire’, ma in effetti vogliono dire che deve divertirsi.

Non sono un esempio di santità nella loro condotta (assieme alle loro famiglie): sono infatti maneschi, violenti, doppi nel parlare, amanti del denaro infatti stanno continuamente a chiedere denaro usando i pretesti più svariati, hanno un cuore esercitato alla cupidigia che brama impossessarsi dei beni altrui e questo fanno con ogni sorta di frode quando gli si presenta l’occasione, sono ingiusti perché invece di ammonire i disordinati ammoniscono chi riprova il disordine, volgari nel loro linguaggio (ti dicono tranquillamente delle parolacce in privato), dicono male delle dignità, sono amanti del lusso infatti ricercano le cose alte, e dei piaceri della vita infatti si vanno a divertire come i pagani, e c’è anche chi è dato alla fornicazione o a peccati contro natura.

Non sono un esempio di santità perchè non amano la santità nella casa di Dio, e quindi tollerano ogni forma di male: divertimenti, piaceri della vita, giochi d’azzardo, vesti femminili indecenti, musica moderna, scene teatrali, mimi, clowns, pupazzi, parlare volgare, e pressoché ogni peccato, tra cui la fornicazione, l’adulterio, l’omosessualità, l’aborto e così via. E difatti non li sentite mai predicare contro queste cose. Qual’è ragione? Non amano la santità, eppure la Bibbia dice che la santità si addice alla casa di Dio.

Sono superbi e arroganti, e infatti signoreggiano il popolo di Dio. Sono quasi inavvicinabili. Cercano di mantenere una certa distanza tra loro e le pecore. E’ pressoché impossibile essere visitati da loro, anche quando sei malato, e questo perché per loro sei un numero e non una pecora del Signore di cui prendersi cura. Se gli fai una minima osservazione giusta, o li correggi, ti cominciano a disprezzare e mettono tutti contro di te. E naturalmente ti diffamano. Sono persone che non amano la correzione, e questo perché sono degli insensati.

Sono capaci di minacciarti fisicamente, e di metterti le mani addosso all’occorrenza.

Sono ecumenici, alcuni apertamente altri sotto sotto.

Amano e praticano la menzogna. Oggi dicono una cosa, domani un’altra, e se glielo fai notare ti dicono che tu hai capito male. Dicono svariate menzogne per coprire i loro misfatti e i loro affari.

Arrivano a cacciare dalla comunità coloro che si santificano, mentre si tengono stretti i fornicatori, gli adulteri, gli omosessuali, i ladri, i bugiardi, e altri che si comportano in maniera indegna.

“Guai ai pastori che distruggono e disperdono il gregge del mio pascolo! dice l’Eterno” (Geremia 23:1).

Chi ha orecchi da udire oda

 

 

Donnicciuole cariche di peccati

 

L’apostolo Paolo dice a Timoteo: “Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del danaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senz’affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerarî, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi le forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza. Anche costoro schiva! Poiché del numero di costoro son quelli che s’insinuano nelle case e cattivano donnicciuole cariche di peccati, agitate da varie cupidigie, che imparan sempre e non possono mai pervenire alla conoscenza della verità. E come Jannè e Iambrè contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità: uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede. Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini” (2 Timoteo 3:1-9).

Dunque ci sono uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede, che hanno le forme della pietà ma ne hanno rinnegato la potenza, in quanto sono servi di Mammona, i quali contrastano la verità. E qui vorrei sottolineare che per verità non va intesa solo il Vangelo, cioè l’annuncio della morte e della resurrezione di Gesù Cristo, ma anche la sana dottrina trasmessaci dagli apostoli: sana dottrina che vi ricordo comprende il comandamento sul velo per le donne quando pregano o profetizzano, quello sull’ornamento esteriore verecondo e modesto della donna, quello sul divieto di insegnare per la donna, quello sul divieto di mangiare cose sacrificate agli idoli, il sangue e le cose soffocate, e poi a seguire tutti gli altri comandamenti che concernono il come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la Chiesa dell’Iddio vivente, colonna e base della verità. Anche coloro che contrastano questi comandamenti – anche se magari non contrastano il Vangelo – sono dunque tra coloro che sono corrotti di mente, riprovati quanto alla fede; nessuno si illuda, pensando il contrario. La vita disordinata e peccaminosa di questi uomini sta a dimostrare che a questi della sana dottrina non importa proprio niente: loro prendono piacere a vivere una vita dissoluta e ribelle, che è di cattiva anzi cattivissima testimonianza a quelli di fuori, e per colpa loro il nome e la dottrina di Dio vengono biasimati.

Veniamo ora alle donne che questi uomini riescono a sedurre e a trascinare dietro a sé. Paolo dice che sono cariche di peccati e agitate da varie cupidigie, quindi sono donne sensuali, provocanti, maldicenti, e ribelli. E difatti queste rigettano l’ornamento esteriore verecondo e modesto, e deridono quelle sorelle che si conformano alla Parola di Dio definendole ‘bigotte’, ‘religiose’, ‘legaliste’, e così via. Rigettano pure il velo, definendolo una ‘stupidaggine’. Sul divieto per la donna di insegnare, dicono che è inammissibile una cosa del genere oggi, essendosi la donna emancipata. Se poi dici loro di non andare al mare a mettersi mezze nude per prendere la tintarella o fare il bagno, o che ci dobbiamo astenere dalle concupiscenze di questo presente secolo malvagio, ti aggrediscono offendendoti in ogni maniera. Ma queste donne, essendo corrotte di mente come i loro beneamati ‘dottori’, che assecondano le loro voglie, pur imparando sempre non riescono mai a pervenire alla conoscenza della verità. E difatti sono ignoranti. Queste donne sono vuote: parlano, parlano, ma si avverte che sono prive della sapienza di Dio, della conoscenza di Dio, e del timore di Dio. La stessa cosa che si avverte quando parlano i loro istruttori.

Sia esse che i loro maestri corruttori porteranno la pena della loro ribellione e stoltezza. Guardatevi da queste persone e ritiratevi da esse.

 

 

Favole spacciate per rivelazioni divine

 

Fratelli, guardatevi da tutti coloro che in mezzo alla Chiesa diffondono immaginazioni del loro cuore facendole passare per rivelazioni divine accordategli. Le loro sono profane ciance, che vanno rodendo come fa la cancrena, e fanno sviare dalla verità coloro che le accettano. Le loro menzogne assomigliano molto a quelle degli Gnostici dei primi secoli dopo Cristo. Niente di nuovo sotto il sole dunque.

Dio non può rivelare niente che vada contro la Scrittura, ogni sua rivelazione è perfettamente in accordo con la Parola di Dio. Qualsiasi ‘rivelazione’ dunque che annulla un racconto biblico o una dottrina biblica, non è da Dio, ma procede da spiriti seduttori.

Ricordatevi delle parole di Paolo ai Colossesi: “Guardate che non vi sia alcuno che faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo, e non secondo Cristo” (Colossesi 2:8), e a Timoteo: “Ma schiva le favole profane e da vecchie” (1 Timoteo 4:7).

Un ultima cosa, questi cianciatori e seduttori, si presentano umili, con un parlare dolce e lusinghevole, ma dietro tutto ciò si nasconde il loro veleno.

Non vi lasciate dunque sedurre né dalle loro ciance e neppure da questa loro apparente umiltà e dolcezza. Sono uomini corrotti, riprovati quanto alla fede, che amano e praticano la menzogna.

Riprendeteli severamente, e ritiratevi da essi.

 

 

Le parabole di Gesù e le scenette teatrali di evangelizzazione si possono paragonare?

 

Ci sono molti credenti che quando gli si fa presente che presentare il Vangelo tramite scenette e mimi, non è biblico, tirano fuori le parabole di Gesù domandandoci: ‘Che differenza c’è?’ Ecco la risposta.

Innanzi tutto le parabole venivano raccontate da Gesù, e non interpretate da lui o fatte interpretare ai suoi discepoli tramite scenette. In altre parole, Gesù non si metteva a interpretare la parte di un seminatore, o la parte di un pastore che perdeva una pecora e andava a cercarla, come neppure diceva a uno dei suoi discepoli: ‘Vestiti da seminatore, e prendi del seme e comincialo a spargere in quel campo’, o: ‘Vestiti da pastore, e fa finta che hai perso una pecora e che la stai cercando, e poi quando la trovi, mettitela sulle spalle tutto contento’, e così via.

In secondo luogo, Gesù non raccontò le parabole alle turbe affinché si convertissero, ma affinché non intendessero e non si convertissero, secondo che Egli disse ai Suoi discepoli: “A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a quelli che son di fuori, tutto è presentato per via di parabole, affinché: Vedendo, vedano sì, ma non discernano; udendo, odano sì, ma non intendano; che talora non si convertano, e i peccati non siano loro rimessi” (Marco 4:11-12). E difatti Gesù non spiegava le parabole alle turbe, ma ai suoi discepoli in privato secondo che è scritto: “E con molte cosiffatte parabole esponeva loro la Parola, secondo che potevano intendere; e non parlava loro senza parabola; ma in privato spiegava ogni cosa ai suoi discepoli” (Marco 4:33-34). Come possiamo dunque metterci a rappresentare delle parabole di Gesù con scenette teatrali, quando esse stesse non avevano lo scopo di convertire le anime, e noi invece ci proponiamo la conversione delle anime che ci ascoltano?

E poi noi non dobbiamo predicare al mondo le parabole di Gesù e neppure il Vangelo tramite parabole, ma il Vangelo così come lo troviamo scritto nella lettera di Paolo ai Corinzi, e cioè che “Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche” a Paolo (1 Corinzi 15:3-8). E la predicazione di questo messaggio va compiuta con ogni franchezza; quella che manca nelle scene teatrali e nei mimi, perché hanno bisogno dell’interpretazione.

Dunque, giustificare le scenette teatrali o i mimi con le parabole raccontate da Gesù, è segno di grande ignoranza delle Scritture.

 

 

‘Il medico pietoso fa la piaga puzzolente’

 

 ‘Il medico pietoso fa la piaga puzzolente’, è un proverbio popolare col quale viene segnalata l’opportunità che il medico intervenga come è necessario nel curare il paziente, senza risparmiargli eventuali sofferenze se queste si rendessero indispensabili per il raggiungimento della guarigione.

Purtroppo, in mezzo alla Chiesa di Dio ci sono tanti ‘medici pietosi’, che invece di curare la piaga del popolo di Dio come si deve, con severità e giustizia, in accordo con la Parola di Dio, la curano alla leggera, proclamando che va tutto bene, quando quasi tutto va male; che c’è in atto un grande risveglio o che sta per arrivare un grande risveglio, quando è in atto un grande risveglio di false dottrine e mondanità impressionante che culmineranno nell’apostasia che deve precedere il ritorno di Cristo; che le benedizioni di Dio stanno scendendo copiose dal cielo, quando invece stanno scendendo copiosi i suoi tremendi giudizi sui ribelli! Ma di queste cose si avvedono solo coloro che temono Dio, che vivono vicini a Dio, che cercano del continuo la sua faccia, e non i ribelli!

Dio dice di costoro: “Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: ‘Pace, pace’, mentre pace non v’è. Saranno confusi perché commettono delle abominazioni; non si vergognano affatto, non sanno che cosa sia arrossire; perciò cadranno fra quelli che cadono; quand’io li visiterò saranno rovesciati, dice l’Eterno” (Geremia 6:14-15).

Questi ‘medici pietosi’ non fanno altro dunque che ingannare il popolo, facendolo illudere che le cose stanno come dicono loro, e mentre i giusti sono contristati dalle loro menzogne, gli empi sono fortificati e vanno sempre più aumentando.

E la piaga va diffondendosi sempre di più come anche la sua puzza. Ma coloro che sono responsabili di ciò saranno confusi e puniti da Dio, mentre coloro che parlano e operano in maniera tale da voler eliminare questa piaga saranno onorati e ricompensati da Dio.

Dunque fratelli, non tiriamoci indietro dal dire come stanno realmente le cose, cioè dal proclamare la gravità e la drammaticità della situazione in mezzo alla Chiesa, e quali sono i giusti provvedimenti da prendere per il bene dei santi, non curanti delle accuse che ci rivolgeranno i ‘medici pietosi’ di essere spietati, senza amore, terroristi e settari.

 

 

Guarigioni per metterci alla prova

 

Nel libro del Deuteronomio troviamo scritto: “Quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti mostri un segno o un prodigio, e il segno o il prodigio di cui t’avrà parlato succeda, ed egli ti dica: ‘Andiamo dietro a dèi stranieri (che tu non hai mai conosciuto) e ad essi serviamo’, tu non darai retta alle parole di quel profeta o di quel sognatore; perché l’Eterno, il vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate l’Eterno, il vostro Dio, con tutto il vostro cuore e con tutta l’anima vostra. Seguirete l’Eterno, l’Iddio vostro, temerete lui, osserverete i suoi comandamenti, ubbidirete alla sua voce, a lui servirete e vi terrete stretti” (Deuteronomio 13:1-4).

Dunque, Dio aveva deciso di provare il suo popolo tramite uomini che si erano gettati la sua legge dietro le spalle, perché uno che incita a servire dèi stranieri la legge di Dio l’ha rinnegata, ma che facevano dei segni o prodigi. Da un lato dunque c’erano dei segni reali, che accadevano realmente, ma dall’altro delle parole che incitavano a ribellarsi a Dio.

Molti credenti ancora non hanno capito una cosa molto importante, e cioè che Dio, per metterci alla prova, si usa anche di predicatori che annunciano il Vangelo e fanno guarigioni nel nome di Gesù. Spieghiamo meglio questo concetto.

Dio permette che in mezzo al suo popolo ci siano uomini che predicano il Vangelo per invidia e contenzione, e quindi con una vita disordinata, perché dice la Scrittura che “dove sono invidia e contenzione, quivi è disordine ed ogni mala azione” (Giacomo 3:16). Possono essere quindi amanti del denaro, dei piaceri della vita, adulteri, fornicatori, ubriaconi, violenti, maneschi, e così via. Ma nonostante ciò tramite la loro predicazione si convertono delle anime, e nelle loro riunioni possono pure verificarsi delle guarigioni nel nome di Gesù, perché Dio in fin dei conti manda ad effetto la Sua parola anche quando viene annunciata da un malvagio, perché quella rimane la sua Parola. Dunque costoro annunciano che Cristo salva e guarisce, e impongono pure le mani sugli ammalati nel nome di Gesù, ma loro sono degli operatori di iniquità, come anche portatori di false dottrine di svariato tipo.

Ora, cosa accade nel momento che un credente vede delle anime convertirsi tramite la predicazione di costoro e dei malati guariti tramite l’imposizione delle loro mani? Che egli viene tentato ad accettare tutto quello che costui dice, perché è indotto a pensare: ‘Se ci sono conversioni e guarigioni, vuol dire che costui è da Dio, e quindi bisogna accettare tutto quello che egli dice!’ Ma è proprio questo che non bisogna fare, cioè non bisogna accettare tutto quello che egli dice, perché costui predica che Cristo salva e guarisce ma insegna anche false dottrine.

Facciamo degli esempi pratici: costui insegna che i divorziati possono risposarsi, che Dio ci vuole ricchi materialmente, che la donna può insegnare e adornarsi di gioielli d’oro, che non si deve mettere il velo quando prega o profetizza, che i santi sono chiamati ad entrare in politica per governare il mondo, che possono andare a divertirsi, che possiamo mangiare il sangue, le cose soffocate e le cose contaminate nei sacrifici agli idoli, e altre simili cose. Che faremo? Ci metteremo a professare queste dottrine di uomini, che voltano le spalle alla verità, semplicemente perché chi le insegna predica e guarisce gli ammalati nel nome di Gesù? Così non sia. Perché Dio ci mette alla prova tramite costui per vedere se noi – alla vista di guarigioni – ci lasciamo travolgere la mente e trascinare da costui dietro queste menzogne, che appunto perché menzogne contrastano la verità che è in Cristo Gesù.

Dunque, attenzione fratelli a non farvi sedurre da questi predicatori. Vegliate e pregate per non cadere nelle loro grinfie. Rimanete attaccati alla fedel Parola, e ritiratevi da qualsiasi predicatore che pur predicando il Vangelo, vi incita a rigettare parte della sana dottrina. Non li seguite, perché vi portano a ribellarvi a Dio e a diventare suoi nemici.

“Beato l’uomo che sostiene la prova; perché, essendosi reso approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che l’amano” (Giacomo 1:12).

 

 

Noi ci gloriamo nel Signore

 

Paolo dice ai santi di Corinto: “E a lui voi dovete d’essere in Cristo Gesù, il quale ci è stato fatto da Dio sapienza, e giustizia, e santificazione, e redenzione, affinché, com’è scritto: Chi si gloria, si glorî nel Signore” (1 Corinzi 1:30-31).

In Lui infatti sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza e mediante di Lui siamo diventati savi ed abbiamo conosciuto Dio Padre; in Lui siamo stati giustificati, perché il suo nome è ‘L’Eterno nostra giustizia’, e quindi siamo giusti; in Lui siamo stati santificati mediante l’offerta del suo corpo fatta una volta per sempre e quindi siamo santi; e in Lui siamo stati redenti, perché mediante il suo prezioso sangue siamo stati riscattati dal presente secolo malvagio.

Da Lui quindi sono tutte le cose, e perciò ci gloriamo nel Signore. Non abbiamo proprio nulla di che gloriarci nel cospetto di Dio, come se qualcosa venisse da noi.

A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

Hanno l’apparenza di pecore

 

Gesù Cristo ha detto: “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti. Si colgon forse delle uve dalle spine, o de’ fichi dai triboli? Così, ogni albero buono fa frutti buoni; ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può far frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto, è tagliato e gettato nel fuoco. Voi li riconoscerete dunque dai loro frutti” (Matteo 7:15-20).

Molti credenti ancora non hanno capito che il falso profeta non si presenta nell’apparenza come una persona palesemente falsa o malvagia; no, affatto, ma come una persona apparentemente umile e mansueta. Ecco perché Gesù ci ha detto che i falsi profeti vengono a noi vestiti da pecore. Dunque il suo vestiario è quello di una pecora, e quindi ha l’apparenza di una pecora. Apparentemente è umile, amorevole, e buono. E deve assumere questa apparenza per potersi infiltrare tra le pecore ed essere da loro accettato come una pecora, dato che una pecora ha questo carattere.

Ma la sua è solo apparenza, perché Gesù ha detto che i falsi profeti dentro sono lupi rapaci. E perciò nella loro vita manifestano la loro natura malvagia e distruttiva, sì perché questi distruggono il gregge del Signore. Infatti i loro frutti sono malvagi. Per frutti si devono intendere sia le opere che le parole. Queste persone sono superbe, rapaci, sensuali, amanti del denaro, e amanti della menzogna che loro praticano, usando il nome di Dio invano dicendo: ‘Dio mi ha detto’, quando Dio non gli ha detto proprio nulla.

Una delle loro caratteristiche infatti è quella di diffondere false rivelazioni, dove per false rivelazioni non si devono intendere solo predizioni future false, ma anche rivelazioni false sulle persone infatti costoro per screditare dei servi di Dio si inventano falsi sogni e false visioni su di essi, e oltre a ciò dicono di avere ricevuto da Dio delle rivelazioni su delle parti della Bibbia.

Io per esperienza personale, in quanto nel corso delle mie ricerche sulle sette ho studiato le opere letterarie di diversi falsi profeti, posso dirvi che uno dei libri su cui i falsi profeti dicono di ricevere delle rivelazioni da Dio è il libro della Genesi, dove riescono con la loro astuzia a far dire alla Bibbia il contrario di quello che essa dice inventandosi storie fantastiche o mitologiche, che la Bibbia chiama profane ciance, o magari interpretando dei passi così chiari in modo totalmente contrario al senso letterale.

I falsi profeti spesso si presentano anche come uomini che credono che Gesù guarisce e libera, e difatti pregano per gli ammalati nel nome di Gesù e sgridano pure i demoni nel nome di Gesù. E questo serve loro per farsi approvare da quei Cristiani che giustamente credono che nel nome di Gesù si possono guarire gli ammalati imponendo loro le mani, e cacciare anche i demoni. Possono quindi anche accadere guarigioni e liberazioni tramite di essi. Ma loro rimangono pur sempre falsi profeti.

Che bisogna fare dunque? Guardarsi da loro. E se Gesù ha detto che dobbiamo guardarci da essi vuol dire che sono pericolosi. Ci avrebbe mai detto Gesù di guardarci da persone che non costituiscono un pericolo per la Sua Chiesa?

Purtroppo però tanti credenti non riescono a discernere i falsi profeti, – perché per loro basta che un predicatore dica: ‘Dio mi ha detto o rivelato che’, o imponga le mani sugli ammalati nel nome di Gesù e sgridi i demoni nel nome di Gesù, quello è automaticamente un uomo di Dio, e quindi può essere pure sensuale, bugiardo, amante del denaro e così via, non gli importa proprio nulla – e quindi non si guardano da essi ma gli si vanno a buttare in bocca. Mostrano in questa maniera di non tenere in nessuna considerazione le parole di Gesù Cristo.

Costoro porteranno la pena della loro ribellione. Siatene certi.

Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

Abbassò se stesso: imitiamolo

 

L’apostolo Paolo dice ai santi di Filippi: “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù; il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini; ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce. Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Filippesi 2:5-11).

E’ in Gesù Cristo, il Figlio di Dio, dunque che noi abbiamo il perfetto esempio di umiltà da imitare. Egli era nella gloria con Dio Padre da ogni eternità, era in forma di Dio ed uguale a Dio, ma non ritenne cosa da ritenere con avidità l’essere uguale a Dio, infatti si umiliò prima prendendo forma di servo e diventando simile agli uomini, e poi da uomo facendosi ubbidiente fino alla morte della croce. Da ricco che era, si fece povero per amore nostro, affinché mediante la sua povertà noi diventassimo ricchi in Lui. Venne per servire, e non per essere servito, e per offrire sé stesso in sacrificio espiatorio per i nostri peccati. E difatti si mise al servizio degli uomini, ammaestrando, consolando, guarendo, liberando gli uomini dal dominio di Satana, e all’occorrenza supplendo anche ai loro bisogni materiali (quando moltiplicò i pani e i pesci per delle moltitudini); e quando venne per lui la sua ora, sebbene avrebbe potuto invocare il Padre suo affinché gli mandasse delle legioni di angeli per liberarlo dalle mani dei peccatori, egli si rifiutò di farlo in vista della nostra salvezza, perché sapeva che una volta arrestato sarebbe stato prima condannato a morte e poi ucciso per i nostri peccati. E quindi si fece arrestare e si sottopose a tutte le sofferenze che seguirono il suo arresto, sofferenze che culminarono nella sua morte sulla croce.

E fu proprio in virtù di questo suo abbassamento, che Dio lo ha innalzato sopra tutto e tutti, e difatti Egli ha il primato in ogni cosa, il Suo nome è al di sopra di ogni nome. Dio innalza coloro che si abbassano, e Gesù fu sovranamente innalzato perché si abbassò profondamente.

Anche noi dobbiamo seguire le orme di Cristo, abbassando noi stessi e mettendoci al servizio dei fratelli, secondo che è scritto: “Non facendo nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascun di voi, con umiltà, stimando altrui da più di se stesso, avendo ciascun di voi riguardo non alle cose proprie, ma anche a quelle degli altri” (Filippesi 2:3-4). Dobbiamo abbassare noi stessi, affinché i fratelli siano innalzati; dare la nostra vita per i fratelli, come Cristo ha dato la sua vita per noi; questo è quello che dobbiamo fare, affinché Dio sia glorificato in noi.

Beati coloro che si abbassano, perché a suo tempo saranno innalzati dall’Iddio vivente e vero.

 

 

Devo riprenderli prima in privato?

 

Taluni mi accusano di non procedere biblicamente nei confronti di quei pastori e credenti che insegnano false dottrine od operano degli scandali pubblicamente. E per avvalorare biblicamente questa accusa, si appoggiano su alcuni passi della Bibbia, che sono questi: “Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo. Se t’ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello; ma, se non t’ascolta, prendi teco ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni. E se rifiuta d’ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano” (Matteo 18:15-17).

Ora, fermo restando la veracità delle parole dette da Gesù, io vorrei domandare a costoro che mi accusano: ‘Ma che c’entrano queste parole con quello che sto facendo io?’ Infatti queste parole non si riferiscono al mio caso perché i fratelli le cui false dottrine confuto pubblicamente o i cui comportamenti sconvenienti pubblici io riprovo e confuto, NON HANNO PECCATO CONTRO DI ME. In altre parole, non mi hanno fatto un torto o del male a livello personale, non mi hanno rubato del denaro, non mi hanno mentito, non mi hanno dato un pugno in faccia, non mi hanno dato un calcio, non mi hanno sputato in faccia, e così via, e quindi io non ho nulla contro di loro da doverli andare a riprendere tra me e loro solamente. Se invece un fratello pecca contro di me, allora lo riprendo fra me e lui solo, come ho già fatto, e nel caso non mi ascolta procedo con i passi successivi ordinati da Cristo.

Ma qui le cose sono totalmente diverse, perché siamo di fronte a credenti che diffondono false dottrine o mettono in mostra pubblicamente dei comportamenti che sono d’intoppo al Vangelo e agli increduli, come anche ad altri credenti, e quindi sono obbligato a riprenderli pubblicamente (ossia davanti a tutti o comunque in maniera che più persone possibili ascoltino la riprensione). Ora, affinché comprendiate che la maniera in cui mi comporto non è assolutamente antibiblica, ma perfettamente in armonia con la Bibbia, prenderò l’esempio di Paolo, e voglio che teniate ben presente questo sin dall’inizio, che quando Paolo in una sua lettera ad una Chiesa riprovava uno scandalo o un falso insegnamento e riprendeva chi faceva lo scandalo o insegnava il falso insegnamento, quella riprovazione e riprensione erano PUBBLICHE, perché ogni lettera di Paolo ad una Chiesa DOVEVA ESSERE LETTA A TUTTA LA CHIESA A CUI ERA INDIRIZZATA, secondo che egli disse ai Tessalonicesi: “Io vi scongiuro per il Signore a far sì che questa epistola sia letta a tutti i fratelli” (1 Tessalonicesi 5:27).

Ora, Paolo mentre si trovava lontano da Corinto venne a sapere che nella Chiesa di Corinto c’era uno che si teneva la moglie di suo padre, secondo che è scritto: “Si ode addirittura affermare che v’è tra voi fornicazione; e tale fornicazione, che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre” (1 Corinzi 5:1). Ora, che fece Paolo dinnanzi a questo comportamento scandaloso di quel membro della Chiesa di Corinto di cui tutti erano a conoscenza? Andò prima a trovarlo privatamente per riprenderlo, o gli scrisse prima una lettera privata di riprensione? Non mi risulta, perché Paolo riprese subito la Chiesa per non avere tolto di mezzo quel tale, dicendogli: “E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi! …. Il vostro vantarvi non è buono. Non sapete voi che un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta? Purificatevi dal vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, come già siete senza lievito.” (1 Corinzi 5:2,6-7), e giudicò subito quel tale dandolo in mano di Satana, secondo che è scritto: “Quanto a me, assente di persona ma presente in ispirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha perpetrato un tale atto. Nel nome del Signor Gesù, essendo insieme adunati voi e lo spirito mio, con la potestà del Signor nostro Gesù, ho deciso che quel tale sia dato in man di Satana, a perdizione della carne, onde lo spirito sia salvo nel giorno del Signor Gesù” (1 Corinzi 5:3-5). Ci fu qualcosa di privato con qualcuno? No, fu tutto pubblico e subito.

Paolo venne a sapere anche che c’erano credenti di quella Chiesa che portavano altri credenti dinnanzi ai tribunali degli infedeli per esservi giudicati. Il loro dunque era un comportamento pubblico scandaloso che era di cattiva testimonianza al Vangelo, come quello di quel credente che si teneva la moglie di suo padre. Anche in questo caso che fece Paolo? Scrisse prima loro privatamente per ammonirli? Non mi risulta, ma li riprese subito pubblicamente, secondo che è scritto: “Ardisce alcun di voi, quando ha una lite con un altro, chiamarlo in giudizio dinanzi agli ingiusti anziché dinanzi ai santi? Non sapete voi che i santi giudicheranno il mondo? E se il mondo è giudicato da voi, siete voi indegni di giudicar delle cose minime? Non sapete voi che giudicheremo gli angeli? Quanto più possiamo giudicare delle cose di questa vita! Quando dunque avete da giudicar di cose di questa vita, costituitene giudici quelli che sono i meno stimati nella chiesa. Io dico questo per farvi vergogna. Così non v’è egli tra voi neppure un savio che sia capace di pronunziare un giudizio fra un fratello e l’altro? Ma il fratello processa il fratello, e lo fa dinanzi agl’infedeli. Certo è già in ogni modo un vostro difetto l’aver fra voi dei processi. Perché non patite piuttosto qualche torto? Perché non patite piuttosto qualche danno? Invece, siete voi che fate torto e danno; e ciò a dei fratelli. Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio?” (1 Corinzi 6:1-9).

Sempre Paolo un giorno venne a sapere che nella Chiesa di Tessalonica c’erano alcuni che non volevano lavorare e si affaticavano in cose vane, e quindi erano di cattiva testimonianza. Che fece Paolo? Li andò prima a trovare privatamente o li riprese prima privatamente? Non mi risulta, perché anche qui li ammonì subito pubblicamente, secondo che disse: “Perché sentiamo che alcuni si conducono fra voi disordinatamente, non lavorando affatto, ma affaccendandosi in cose vane. A quei tali noi ordiniamo e li esortiamo nel Signor Gesù Cristo che mangino il loro proprio pane, quietamente lavorando” (2 Tessalonicesi 3:11-12). Dico pubblicamente perché come abbiamo visto prima, quella lettera fu letta a tutti i fratelli, secondo che disse Paolo: “Io vi scongiuro per il Signore a far sì che questa epistola sia letta a tutti i fratelli” (1 Tessalonicesi 5:27).

Ma proseguiamo, e vediamo cosa scrisse Paolo ai Galati quando seppe che nel loro mezzo c’erano alcuni che li turbavano e volevano sovvertire l’Evangelo di Cristo, imponendo loro l’osservanza di giorni, mesi, e stagioni ed anni, e la circoncisione nella carne. Egli disse: “Tutti coloro che vogliono far bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, e ciò al solo fine di non esser perseguitati per la croce di Cristo. Poiché neppur quelli stessi che son circoncisi, osservano la legge; ma vogliono che siate circoncisi per potersi gloriare della vostra carne” (Galati 6:12-13), ed ancora: “Si facessero pur anche evirare quelli che vi mettono sottosopra!” (Galati 5:12). Ora, domando anche qui: ‘Paolo forse andò prima a trovare quelle persone per riprenderle prima privatamente tra lui e esse solamente? Scrisse loro prima una lettera di riprensione privata?’ Non mi risulta, perché anche qui la riprovazione e la riprensione furono subito pubbliche.

E terminiamo con la riprensione che Paolo fece a Pietro ad Antiochia, secondo che è scritto: “Ma quando Cefa fu venuto ad Antiochia, io gli resistei in faccia perch’egli era da condannare. Difatti, prima che fossero venuti certuni provenienti da Giacomo, egli mangiava coi Gentili; ma quando costoro furono arrivati, egli prese a ritrarsi e a separarsi per timor di quelli della circoncisione. E gli altri Giudei si misero a simulare anch’essi con lui; talché perfino Barnaba fu trascinato dalla loro simulazione. Ma quando vidi che non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo, io dissi a Cefa in presenza di tutti: Se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare? Noi che siam Giudei di nascita e non peccatori di fra i Gentili, avendo pur nondimeno riconosciuto che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin d’esser giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della legge; poiché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata. Ma se nel cercare d’esser giustificati in Cristo, siamo anche noi trovati peccatori, Cristo è egli un ministro di peccato? Così non sia. Perché se io riedifico le cose che ho distrutte, mi dimostro trasgressore. Poiché per mezzo della legge io son morto alla legge per vivere a Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale m’ha amato, e ha dato se stesso per me. Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente” (Galati 2:11-21).

Ecco dunque l’apostolo Pietro, che ad un certo punto si mette a costringere i Gentili a giudaizzare, e quindi ad insegnare che si viene giustificati per le opere della legge, e riesce a trascinare dietro a sé diversi credenti. Paolo lo vede, che fa? Lo prende prima in privato e lo riprende? Va da lui e gli dice: ‘Senti Pietro, tu sei fuori dottrina, te lo dico in privato prima perché così ha insegnato Gesù, ma se persisti mi prenderò dei testimoni, e poi se non mi ascolterai neppure allora, ti ammonirò davanti a tutti pubblicamente’? No, affatto, perché Paolo lo riprese subito davanti a tutti. La Bibbia dice infatti: io dissi a Cefa IN PRESENZA DI TUTTI.

Credo che un esempio più chiaro di questo non ci sia, che mostri come i miei accusatori dicono delle menzogne. Ma credo che costoro avrebbero pure accusato Paolo come accusano me, se fossero stati presenti ad Antiochia a quello che avvenne. Gli avrebbero detto infatti: ‘Come ti sei permesso di riprendere il caro fratello Pietro davanti a tutti, senza ammonirlo prima privatamente?’

E’ evidente dunque che alla luce della Scrittura, del modo di agire dell’apostolo Paolo, io non sto andando contro quello che è scritto, perchè anche l’apostolo Paolo riprese subito dei fratelli pubblicamente per dei loro peccati (senza passare dunque prima per via di una riprensione fraterna privata), e questo perchè quei peccati non erano dei peccati che quei credenti avevano commesso contro di lui.

Semmai sono ancora una volta i miei accusatori ad andare contro quello che è scritto, e perché questo? Perché la mia riprovazione e riprensione pubblica sta dando loro molto fastidio, perché mette in evidenza dei loro palesi errori dottrinali e dei loro comportamenti carnali, da cui non vogliono ravvedersi a motivo del loro orgoglio. Già, da cui non vogliono ravvedersi, perché costoro in fin dei conti sono dei beffardi che la riprensione se la gettano alle spalle. Gliela puoi fare privatamente su una montagna, gliela puoi fare davanti a milioni di persone, la loro reazione è sempre la stessa, perché sono dei beffardi, degli insensati. Ma siccome sono furbi come le volpi, allora che hanno tirato fuori? La riprensione fraterna privata anche nel caso di insegnamenti e scandali pubblici, perché così possono gettare del fumo negli occhi dei semplici, e apparire come una sorta di vittime. E quindi questo è un abile sofisma escogitato per mettere in cattiva luce coloro che con la grazia di Dio smascherano le loro menzogne e i loro scandali.

Peraltro questa regola della riprensione fatta prima privatamente e poi pubblicamente, pare che per loro non valga infatti proprio loro scrivono riprendendo e confutando pubblicamente dei predicatori, senza averli minimamente ammoniti in privato. A proposito, non lo fanno neppure con me, perché loro scrivono contro di me, senza avermi ripreso prima privatamente tra loro e me. Sono i soliti ipocriti, che accusano gli altri di fare qualcosa che poi se vai a vedere da vicino non fanno neppure loro. E poi la caratteristica di questi ipocriti è che con molta disinvoltura ti attaccano a livello personale, facendo insinuazioni di ogni genere, e non solo insinuazioni, perché spesso si tratta di offese personali. Ah, come vorrei tanto che coloro che leggono gli scritti di costoro conoscessero PERSONALMENTE questi individui, e allora potrebbero scoprire chi sono veramente. Ma Dio è giusto, e dice la Sua Parola che fa giustizia ad ognuno; quindi chi fa torto riceverà la retribuzione del torto che ha fatto.

Poi voglio ribadire anche in questa occasione un concetto molto semplice: la falsa dottrina o lo scandalo diffuso tramite Internet o la radio o la televisione o a mezzo stampa sono come dei virus che si diffondono molto velocemente, e che fanno delle vittime poche o tante che siano. Quello che voglio dire è che fanno comunque un danno al Vangelo e alla Chiesa. E’ quindi doveroso che la riprovazione e la riprensione siano subito pubbliche, affinché tutti coloro che hanno ascoltato, visto, guardato, letto la cosa storta, possano avere subito la possibilità di sapere che quella cosa è sbagliata e non si deve fare o insegnare. In altre parole, il veleno diffuso pubblicamente, deve avere subito un antidoto pubblico. E poi, la immediata riprensione pubblica serve a suscitare timore in coloro che sono tentati a dire o fare le stesse cose, secondo che è scritto: “Quelli che peccano, riprendili in presenza di tutti, onde anche gli altri abbian timore” (1 Timoteo 5:20).

E poi se quello che i miei accusatori dicono fosse vero, io che dovrei fare prima di confutare pubblicamente una falsa dottrina insegnata da un predicatore? Dovrei prima rintracciarlo e parlargli privatamente? E se non potessi proprio rintracciarlo perché vive in un posto nascosto o si nasconde lui volutamente? E mettiamo il caso che questo predicatore sia molto malato, tanto che non è neppure in grado più di ricordare, o mettiamo il caso che sia morto, e quindi non è contattabile? Che dovrei fare? Soprassedere, e fare finta di niente, e quindi non confutarlo, e così i suoi errori dottrinali continuerebbero a diffondersi facendo dei danni, e io dovrei stare a guardare i danni fatti dai suoi errori dottrinali senza poter confutarli pubblicamente? Così non sia! Dunque, come potete vedere, quello che affermano i miei accusatori si dimostra falso; e non potrebbe essere altrimenti perché va contro la Parola di Dio.

Io ho fiducia nel Signore che queste poche righe serviranno a tanti fratelli a capire ancora una volta quanto astuti sono coloro che odiano la riprensione e detestano coloro che agiscono con integrità, che bisogna riconoscere oggi sono molto numerosi nelle Chiese.

Fratelli, nessuno di questi cianciatori vi seduca con vani ragionamenti.

 

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi

 

 

Dio ci ha scelti perché preconobbe che noi avremmo creduto?

 

Coloro che rigettano la dottrina biblica dell’elezione, dicendo che non è vero che Dio ci ha scelti prima della fondazione del mondo in virtù di un suo decreto o di una sua decisione, perché Egli non ha riguardi personali, stanno continuamente a dire fino alla noia che Dio ci ha scelti in quanto previde o preconobbe in noi la fede, ossia perché Egli sapeva innanzi che noi un giorno avremmo creduto.

Ora, che Dio previde o preconobbe che un giorno noi avremmo creduto è fuori discussione, perché è un concetto basato sulla Bibbia, ma è altrettanto fuori discussione che se è vero che Dio previde o preconobbe la nostra fede, egli previde e preconobbe anche tutte le nostre opere malvagie. La preconoscenza di Dio dunque, se la dobbiamo considerare nella maniera in cui la considerano costoro, va presa non solo in una direzione ma anche nell’altra. Non si può dire una cosa ed escludere l’altra, perché Dio conosce sin dall’inizio tutto quello che avverrà sia bene che male.

Stando così le cose dunque, è evidente che se c’era un merito o una virtù nella nostra fede, da costringere Dio a sceglierci, c’era anche tanto demerito nelle nostre opere malvagie da costringerlo a rigettarci. Mettendo le cose sulla bilancia di Dio, se Egli avesse dovuto sceglierci in base a qualcosa di buono che previde o preconobbe in noi, certamente la sua scelta sarebbe stata inesorabilmente una sola, quella di rigettarci.

Allora, la scelta di Dio non è avvenuta in base a qualcosa di buono che Dio previde ci sarebbe stato in noi, o che noi avremmo fatto, ma in base al suo proponimento eterno, che la Bibbia chiama “il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di Colui che chiama” (Romani 9:11-12). Sì, dalla volontà di Colui che chiama (e non dalla volontà del chiamato), secondo che Dio ha detto a Mosè: “E farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19).

In altre parole, Dio ci ha scelti, perché ha voluto sceglierci, o meglio perché così gli è piaciuto. Chi ardirà contestare le sue scelte? Chi è l’insensato che si metterà a questionare la sua volontà? Non è Egli libero di scegliere chi Vuole Lui?

Piuttosto studiamoci di glorificarlo per averci scelto a salvezza sin dal principio, secondo il beneplacito della sua volontà. E proprio in virtù di questa Sua scelta noi un giorno abbiamo creduto nel Vangelo. La nostra fede quindi è una conseguenza della scelta di Dio, e non la causa di essa.

O sublime verità; beati tutti coloro che hanno inteso questa parte del consiglio di Dio, perché nella loro bocca ci sarà piena riconoscenza verso l’Altissimo per averli scelti fin dalla fondazione del mondo.

O Eterno Dio nostro, noi vogliamo darti la lode, la gloria, e l’onore perché Tu, fin da principio, ci hai “eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità” (2 Tessalonicesi 2:13). E ti chiediamo di confermarci fino alla fine nella fede, e in ogni opera buona e buona parola, al fine di poter conservare fino alla fine questa fede preziosa che Tu ti sei compiaciuto di donarci, e accompagnare ad essa ogni buona opera e parola, tramite cui Tu sarai certamente glorificato in noi, e poter così in quel giorno da te stabilito, grande nostro Dio, entrare nel Tuo eterno regno di gloria.

 

La grazia del nostro Signore sia con tutti i santi

 

 

Proponimento e Grazia

 

L’apostolo Paolo, subito dopo avere detto a Timoteo: “Iddio ci ha dato uno spirito non di timidità, ma di forza e d’amore e di correzione. Non aver dunque vergogna della testimonianza del Signor nostro, né di me che sono in catene per lui; ma soffri anche tu per l’Evangelo, sorretto dalla potenza di Dio” (2 Timoteo 1:7-8), dice: “Il quale ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli, ma che è stata ora manifestata coll’apparizione del Salvator nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha prodotto in luce la vita e l’immortalità mediante l’Evangelo, in vista del quale io sono stato costituito banditore e apostolo e dottore” (2 Timoteo 1:9-11).

Vorrei porre l’attenzione su quel ‘ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli’, perché queste parole sono veramente sublimi.

Come potete vedere, l’apostolo Paolo attribuiva la salvezza sua e di Timoteo, come anche la loro chiamata ad essere apostoli (anche Timoteo era un apostolo – 1 Tessalonicesi 1:1; 2:6), perché qua per santa chiamata va intesa la chiamata ad essere apostolo, secondo che dice Paolo ai Corinti: “Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio” (1 Corinzi 1:1); al proponimento di Dio e alla Sua grazia.

Il proponimento di Dio, parola questa poco usata e ancor meno amata da molte Chiese, ci parla di proposito, di disegno, di piano, di decisione, in cui noi siamo diventati l’oggetto o i destinatari delle attenzioni di Dio, del suo amore, della sua benignità, della sua grazia, e tutto ciò non in base alla nostra propria volontà o alle nostre opere, ma in base alla volontà di Dio, il Sovrano Onnipotente, che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà (Efesini 1:11).

La grazia di Dio, perché il proponimento di Dio nei nostri riguardi era quello di farci grazia in Cristo Gesù, e quindi di giustificarci. Ma Paolo dice qualcosa di altro, che è a dir poco meraviglioso, e cioè che ci è stata fatta grazia in Cristo Gesù avanti i secoli, o come hanno messo alcune traduzioni, prima che il tempo iniziasse. Che diremo dinnanzi a ciò? Ci lamenteremo con Dio per non avere deciso questo nei confronti di tutti gli uomini ma solo verso una parte di essi? Così non sia. Piuttosto glorifichiamolo sia con le nostre parole che con le nostre opere.

Ma vi rendete conto, fratelli, di quello che dice Paolo? Che Dio ci ha fatto grazia in Cristo, avanti i secoli! Ma dove eravamo noi a quel tempo? Cosa facevamo? Cosa potevamo pensare? Non esistevamo e quindi non potevamo né fare alcunché e neppure pensare alcunché. Eppure Dio in base al suo proponimento ci fece grazia! Poi, è chiaro, la grazia è stata manifestata quando è venuto Gesù, perché è scritto che “la grazia e la verità son venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:17).

E’ evidente dunque, che la salvezza, come anche il ministerio per chi ha ricevuto anche un ministerio, sono concessi da Dio per grazia in base ad una sua decisione, che probabilmente a molti appare come ingiusta, ma che noi sappiamo è giusta, perché non c’è ingiustizia alcuna in Dio, altrimenti come potrà giudicare il mondo? E poi Dio è libero di fare quello che vuole. Non ha forse detto Dio a Mosè: “Farò grazia a chi vorrò far grazia” (Esodo 33:19)? Chi dunque ardirà contestare la volontà di Dio di far grazia solo ad alcuni? Solo un insensato potrebbe farlo.

Quanto a noi dunque, siamo in obbligo di rendere grazie a Dio in Cristo per averci voluto far grazia avanti i secoli.

Un’ultima cosa: queste parole di Paolo a Timoteo demoliscono fin dalle fondamenta quei ragionamenti fatti da taluni che dicono che la predestinazione riguarda solo il ministerio a cui uno è stato chiamato. Infatti notate che Paolo mette assieme la sua salvezza e il suo ministerio.

La grazia del nostro Signore sia con coloro che lo amano con purità incorrotta.

 

 

Ordinati a vita eterna: da chi, quando, e perché

 

Fratelli nel Signore, nel libro degli Atti degli Apostoli c’è un versetto che credo coloro che negano la predestinazione, se potessero cancellerebbero, e mi riferisco a questo: “… e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (Atti 13:48). E questo perché questo versetto demolisce interamente tutti i loro ragionamenti che fanno dipendere la salvezza dalla volontà dell’uomo o dal suo libero arbitrio. E’ evidente infatti che se dietro il credere di quelle persone ci fu un precedente ordine divino, allora ciò vuol dire che c’è la volontà di Dio dietro il credere di ognuno, o meglio uno crede per volontà di Dio, e non di sua volontà come invece ci vorrebbero far credere coloro che dicono che ‘il destino l’uomo se lo crea da sé’.

Ma andiamo per ordine, e spieghiamo tutto il contesto in cui Luca, l’autore del libro degli Atti, ha inserito quel passo, non di sua volontà, ma per volere di Dio, o meglio per ordine di Dio. Già, perché noi crediamo fermamente che anche questo passo è là per ordine di Dio, e quindi è stato scritto anch’esso per nostro ammaestramento.

Siamo ad Antiochia di Pisidia, una città dell’attuale Turchia che ora si chiama Yalvac, dove gli apostoli Paolo e Barnaba erano giunti durante il loro viaggio, che avevano intrapreso per ordine di Dio, in quanto ad Antiochia di Siria mentre celebravano il culto e digiunavano lo Spirito aveva detto: “Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati” (Atti 13:2), e dopo aver digiunato e pregato, erano state loro imposte le mani, e lasciati andare.

Mandati dallo Spirito Santo, gli apostoli erano scesi a Seleucia, e di là erano andati a Cipro, dove avevano annunciato la Parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei. Uno dei convertiti al Vangelo durante la loro permanenza sull’isola di Cipro fu il proconsole Sergio Paolo.

Lasciata Cipro, gli apostoli arrivarono a Perga di Panfilia, e passando oltre Perga, giunsero appunto ad Antiochia di Pisidia, dove in giorno di sabato si recarono nella sinagoga. Qui, i capi della sinagoga, dopo che ebbe luogo la lettura della legge e dei profeti, consuetudine giudaica molto antica, li invitarono a dare una parola d’esortazione, e allora Paolo si alzò ed annunciò loro la venuta di Gesù Cristo, la sua morte e la sua resurrezione, e la fede nel suo nome come mezzo per ottenere la giustificazione.

Ecco tutto il messaggio: “Uomini israeliti, e voi che temete Iddio, udite. L’Iddio di questo popolo d’Israele elesse i nostri padri, e fece grande il popolo durante la sua dimora nel paese di Egitto, e con braccio levato, ne lo trasse fuori. E per lo spazio di circa quarant’anni, sopportò i loro modi nel deserto. Poi, dopo aver distrutte sette nazioni nel paese di Canaan, distribuì loro come eredità il paese di quelle. E dopo queste cose, per circa quattrocentocinquant’anni, diede loro de’ giudici fino al profeta Samuele. Dopo chiesero un re; e Dio diede loro Saul, figliuolo di Chis, della tribù di Beniamino, per lo spazio di quarant’anni. Poi, rimossolo, suscitò loro Davide per re, al quale rese anche questa testimonianza: Io ho trovato Davide, figliuolo di Iesse, un uomo secondo il mio cuore, che eseguirà ogni mio volere. Dalla progenie di lui Iddio, secondo la sua promessa, ha suscitato a Israele un Salvatore nella persona di Gesù, avendo Giovanni, prima della venuta di lui, predicato il battesimo del ravvedimento a tutto il popolo d’Israele. E come Giovanni terminava la sua carriera diceva: Che credete voi che io sia? Io non sono il Messia; ma ecco, dietro a me viene uno, del quale io non son degno di sciogliere i calzari. Fratelli miei, figliuoli della progenie d’Abramo, e voi tutti che temete Iddio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza. Poiché gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi, avendo disconosciuto questo Gesù e le dichiarazioni de’ profeti che si leggono ogni sabato, le adempirono, condannandolo. E benché non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato che fosse fatto morire. E dopo ch’ebber compiute tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno, e lo posero in un sepolcro. Ma Iddio lo risuscitò dai morti; e per molti giorni egli si fece vedere da coloro ch’eran con lui saliti dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora suoi testimoni presso il popolo. E noi vi rechiamo la buona novella che la promessa fatta ai padri, Iddio l’ha adempiuta per noi, loro figliuoli, risuscitando Gesù, siccome anche è scritto nel salmo secondo: Tu sei il mio Figliuolo, oggi Io ti ho generato. E siccome lo ha risuscitato dai morti per non tornar più nella corruzione, Egli ha detto così: Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide. Difatti egli dice anche in un altro luogo: Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Poiché Davide, dopo aver servito al consiglio di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato riunito coi suoi padri, e ha veduto la corruzione; ma colui che Dio ha risuscitato, non ha veduto la corruzione. Siavi dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui v’è annunziata la remissione dei peccati; e per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi non avete potuto esser giustificati per la legge di Mosè. Guardate dunque che non venga su voi quello che è detto nei profeti: Vedete, o sprezzatori, e maravigliatevi, e dileguatevi, perché io fo un’opera ai dì vostri, un’opera che voi non credereste, se qualcuno ve la narrasse” (Atti 13:16-41).

Il messaggio di Paolo persuase molti, infatti Luca dice: “E dopo che la raunanza si fu sciolta, molti de’ Giudei e de’ proseliti pii seguiron Paolo e Barnaba; i quali, parlando loro, li persuasero a perseverare nella grazia di Dio” (Atti 13:43).

Ora, gli apostoli, mentre uscivano dalla sinagoga, furon pregati di parlar di quelle medesime cose al popolo il sabato seguente. E così, il sabato dopo, “quasi tutta la città si radunò per udir la parola di Dio” (Atti 13:44).

Cosa avvenne però in quell’occasione? Che i Giudei, vedendo le moltitudini, furon ripieni d’invidia, e bestemmiando contraddicevano alle cose dette da Paolo.

Ma Paolo e Barnaba dissero loro francamente: “Era necessario che a voi per i primi si annunziasse la parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco, noi ci volgiamo ai Gentili. Perché così ci ha ordinato il Signore, dicendo: Io ti ho posto per esser luce de’ Gentili, affinché tu sia strumento di salvezza fino alle estremità della terra” (Atti 13:46-47).

Vorrei innanzi tutto farvi notare che qui ci troviamo davanti a Giudei che rifiutarono di credere che Gesù era il Messia promesso dagli antichi profeti, e quindi che rifiutarono di essere salvati. Gli apostoli li accusarono di respingere la Parola di Dio e di non giudicarsi degni della vita eterna che è in Cristo Gesù. Parole forti, ma corrispondenti al vero. Quei Giudei rifiutarono dunque di credere in Colui che è morto per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione.

Ma il rifiuto di credere in Gesù Cristo da parte dei Giudei, diede l’opportunità agli apostoli di rivolgersi ai Gentili, perché così aveva loro ordinato il Signore nella sua Parola, dicendo: “Io ti ho posto per esser luce de’ Gentili, affinché tu sia strumento di salvezza fino alle estremità della terra”. Ecco un altro ordine dato da Dio, che riguarda la predicazione del Vangelo ai Gentili, cioè a coloro che non sono Giudei di nascita. Ordine a cui gli apostoli ubbidirono.

Fu così che Dio durante quel viaggio aprì la porta della fede ai Gentili (Atti 14:27), anche se bisogna dire che il proconsole Sergio Paolo che aveva creduto in precedenza era anche lui un Gentile di nascita.

I Gentili udendo quelle parole degli apostoli ai Giudei, “si rallegravano e glorificavano la parola di Dio”, e “tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (Atti 13:48). Ora, Luca non dice che tutti i Gentili credettero, ma solo quelli che erano ordinati a vita eterna. E difatti poco dopo leggiamo che “i Giudei istigarono le donne pie e ragguardevoli e i principali uomini della città, e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba, e li scacciarono dai loro confini” (Atti 13:50).

Dunque, di fra i Gentili credettero quelli che erano ordinati a vita eterna (naturalmente anche di fra i Giudei di nascita avvenne la stessa cosa). E ancora oggi, a distanza di tanti secoli, credono quelli che sono ordinati a vita eterna.

La domanda sorge spontanea ‘ordinati da chi?’ Da Dio. Colui che ha stabilito le epoche e i confini delle nazioni, Colui che stabilisce sulle nazioni chi vuole lui, Colui che ordina alle nuvole di fare i giri che vuole Lui, Colui che stabilisce come ministri nella sua Chiesa chi vuole Lui, ha dunque anche ordinato alla vita eterna quelli che Lui vuole. Egli è libero di farlo e può farlo, perché è Dio, e nessuno glielo può impedire.

Un’altra domanda che sorge è ‘quando sono stati ordinati’? Certamente prima della fondazione del mondo, perché Dio li ha scelti in Cristo come suo possesso particolare prima della fondazione del mondo (Efesini 1:4), e difatti ha scritto il loro nome nel libro della vita sin dalla fondazione del mondo (Apocalisse 17:8).

Se quindi Dio li ha ordinati a vita eterna da prima della fondazione del mondo, ciò vuol dire che Egli nei loro riguardi ha deciso di farli vivere eternamente con Lui ancora prima che essi venissero all’esistenza. Quale manifestazione di amore da parte di Dio nei loro confronti! E’ proprio vero quello che dice Giovanni: “Noi amiamo perché Egli ci ha amati il primo” (1 Giovanni 4:19).

Ma affinché coloro che Egli ha ordinato a vita eterna, entrino in possesso della vita eterna, è indispensabile che essi credano nel nome del Figliuol di Dio, perché così Dio ha stabilito che gli uomini ottengano la vita eterna, secondo che ha detto il Suo Figliuolo nei giorni della sua carne: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:14-16).

E siccome che la fede procede da Dio, e non è qualcosa che viene dall’uomo, allora Dio dà la fede a quelli che Lui ha ordinato a vita eterna, o meglio, dà loro la capacità o li mette in grado di credere. Questo naturalmente avverrà nei tempi e nei modi stabiliti sempre da Dio, perché Dio è sovrano anche in questo. E nessuno glielo potrà impedire, perché Egli ha formato questo disegno benevolo nei loro confronti, e lo eseguirà; Egli ha formato questo piano, e lo eseguirà; Egli ha deciso di operare in questa maniera nei loro confronti, ed Egli opererà.

Paolo per esempio, essendo anche lui stato ordinato a vita eterna, benché fosse uno zelante persecutore della Chiesa, arrivò il giorno che credette, e questo avvenne dove, quando e come volle Dio.

Che credere in Cristo è una capacità concessa da Dio è evidente da queste parole di Paolo ai santi di Filippi: “Poiché a voi è stato dato, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui” (Filippesi 1:29), e anche da queste altre parole scritte dall’apostolo Giovanni in riferimento ai Giudei che non credettero in Gesù benché avessero visto tanti miracoli: “E sebbene avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:37-40). E d’altronde, anche quei Giudei che ad Antiochia di Pisidia, non credettero, non credettero perché Dio non diede loro di credere, in quanto non li aveva ordinati a vita eterna.

Forse qualcuno dirà che volere è potere, e quindi dipende dall’uomo, al che io rispondo che non è così, perché anche il volere dipende da Dio, secondo che è scritto che Dio opera in noi il volere e l’operare secondo la Sua benevolenza (Filippesi 2:13), per cui sia il volere credere che il credere è Dio che lo ha operato in noi. D’altronde, da Lui sono tutte le cose.

Adesso rispondiamo alla domanda ‘perché Dio li ha ordinati a vita eterna?’ A questa domanda c’è solo una risposta: ‘Perché così gli è piaciuto!’

Vi è forse ingiustizia in Dio per avere ordinato a vita eterna solo alcuni, escludendo gli altri? Così non sia, perché Egli ha detto: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19). Egli dunque fa misericordia a chi vuole.

E per quanto ci riguarda, Egli ha voluto farci misericordia ordinandoci a vita eterna prima, e poi dandoci la vita eterna che è in Cristo Gesù nostro Signore mediante la fede nel suo nome.

Che diremo a queste cose? Diremo ‘grazie siano rese a Dio in Cristo’, rallegrandoci e celebrandolo con alte lodi non solo nella vita presente, ma anche in quella a venire che durerà PER SEMPRE.

Fratelli, rallegratevi dunque e celebrate il nostro grande Dio, perché anche voi avete creduto perché da Lui ordinati a vita eterna.

Ma oltre a fare ciò, santificatevi e siate zelanti nelle opere buone, al fine di rendere sicura la vostra vocazione ed elezione. Ricordatevi infatti che noi siamo stati eletti in Cristo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinnanzi a Lui nell’amore (Efesini 1:4), e che Egli ci ha riscattati dal presente secolo malvagio per fare di noi un popolo suo proprio zelante nelle buone opere (Tito 2:14). Non rimanete infruttuosi, portate frutto, affinché il Suo santo nome sia glorificato in voi.

La grazia del nostro Signore Gesù sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta

 

 

Gesù Cristo ci ha scelti

 

Gesù Cristo, nella notte che fu tradito, prima che fosse arrestato, disse molte cose ai suoi discepoli, e una di queste fu: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v’ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia” (Giovanni 15:16).

A quale scelta si riferì il Signore? A quella tramite cui Egli li scelse tra la moltitudine dei suoi discepoli per farli apostoli, secondo che è scritto: “Or avvenne in que’ giorni ch’egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in orazione a Dio. E quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli, e ne elesse dodici, ai quali dette anche il nome di apostoli” (Luca 6:12-13)?

No, non a quella, che comunque rimane una scelta importante fatta da Cristo, ma quella fatta ancora prima quando li aveva scelti di mezzo al mondo. Infatti Gesù poco dopo, quando parlò loro dell’odio del mondo verso di essi, disse loro: “Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo” (Giovanni 15:18-19).

Stabilito di che scelta si trattò, voglio che poniate la vostra attenzione sul come due di questi suoi apostoli a cui Gesù disse quelle parole si misero al seguito di Cristo, o meglio come diventarono suoi discepoli. Mi riferisco ad Andrea e Pietro, che erano fratelli.

E’ scritto quanto segue: “Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due de’ suoi discepoli; e avendo fissato lo sguardo su Gesù che stava passando, disse: Ecco l’Agnello di Dio! E i suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. E Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: Che cercate? Ed essi gli dissero: Rabbì (che, interpretato, vuol dire: Maestro), ove dimori? Egli rispose loro: Venite e vedrete. Essi dunque andarono, e videro ove dimorava, e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora. Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveano udito Giovanni ed avean seguito Gesù. Egli pel primo trovò il proprio fratello Simone e gli disse: Abbiam trovato il Messia (che, interpretato, vuol dire: Cristo); e lo menò da Gesù. E Gesù, fissato in lui lo sguardo, disse: Tu se’ Simone, il figliuol di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa (che significa Pietro)” (Giovanni 1:35-42).

Dunque, Andrea era uno dei due discepoli che dopo avere sentito dire a Giovanni Battista ‘Ecco l’Agnello di Dio!’, si mise al seguito di Gesù, secondo che è scritto: ‘E i suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù’. Notate inoltre che Gesù si accorse che essi lo seguivano, e per questo gli rivolse la parola.

Quella fu la circostanza in cui Andrea incontrò Gesù Cristo. Non è forse vero che in base al resoconto biblico di quell’incontro pare che sia stato Andrea a scegliere Cristo? Infatti, Andrea era un discepolo di Giovanni Battista, e quando gli sentì dire quelle cose su Gesù che stava passando volle mettersi al seguito del Figlio di Dio. Le cose sono molto chiare, non possiamo contorcerle o spiegarle in un’altra maniera. Eppure, nonostante questo racconto che fa Giovanni non lasci spazio ad altro, rimane il fatto che non fu Andrea a scegliere Cristo ma Cristo a scegliere lui. E questo perché Cristo aveva scelto Andrea ancora prima che questo quel giorno lasciasse Giovanni e si mettesse a seguire Gesù Cristo. Per cui quell’essersi messo a seguire Cristo, non fu altro che la conseguenza della scelta operata da Cristo nei suoi confronti innanzi tempo, scelta naturalmente di cui Andrea non sapeva nulla, ma di cui venne a conoscenza in seguito.

Vi domando quindi: ‘Pensate che Andrea si sia lamentato con Gesù, o lo abbia contraddetto, quando poi tempo dopo Gesù disse a lui e agli altri apostoli: ‘Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi …. io v’ho scelti di mezzo al mondo’? Non penso proprio e questo perché sono pienamente convinto che Andrea era consapevole che in realtà era stato Cristo a scegliere lui e non il contrario come invece poteva sembrare dalla sua esperienza personale.

Veniamo adesso a Pietro. La Scrittura dice che Andrea lo trovò, gli disse: ‘Abbiam trovato il Messia’, e lo menò da Gesù. Dunque anche nel caso di Simon Pietro, pare che la scelta l’abbia fatta lui. Arriva Andrea, che gli parla di Gesù, e poi lui va a Gesù. Ma anche nel suo caso, la verità è che fu Cristo a sceglierlo innanzi, e che quel suo andare a Gesù non fu altro che la conseguenza della scelta operata da Cristo. E anche nel caso di Pietro, sono pienamente convinto che non si sia lamentato con Cristo e neppure lo abbia contraddetto quando gli sentì dire in quella notte che anche lui era stato scelto da Cristo.

Perché ho voluto parlarvi del come questi due uomini andarono a Gesù? Per farvi notare che quantunque apparentemente pare proprio che siamo stati noi a scegliere Cristo, la verità è il contrario, cioè che è stato Cristo a scegliere noi, e questo lo ha fatto ancora prima che noi andassimo a lui. E quindi il nostro andare a Cristo non è stato altro che consequenziale alla sua scelta di salvarci dal presente secolo malvagio.

Tu dirai: ‘Sì, ma io mi sono messo al seguito di Cristo, io sono andato a Cristo!’. Certo, ma lo hai fatto perché Cristo ti aveva scelto di mezzo alla massa degli uomini che sono sotto la potestà del diavolo, senza che tu ne sapessi niente di questa sua scelta nei tuoi confronti. E quando è giunto il tempo stabilito da Dio, Egli ha operato in te il volere e l’operare affinché tu venissi a Cristo. Tu infatti non avresti potuto giammai venire a Cristo con la tua propria volontà, perché essa era totalmente corrotta, essendo parte della nostra vecchia natura. La tua volontà infatti ti spingeva a rimanere nelle tenebre, ti spingeva a peccare, e a rifiutare la redenzione, e tu eri prigioniero di questa volontà corrotta e incline al peccato. E quindi era necessario un intervento di Dio su di te per farti volere andare a Cristo.

Hai compreso dunque perché siamo andati a Cristo? Perché Cristo ci ha scelti.

Signore, ma che cosa hai visto o previsto in noi di buono che ti spinse a sceglierci di mezzo al mondo? Proprio niente. Eppure ci hai scelti, perché così ti è piaciuto.

Ciò è meraviglioso e ci fa rallegrare nel Signore del continuo e ci spinge a glorificare il Suo nome rinunciando all’empietà e alle mondane concupiscenze per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente.

Che possiamo rimanere sempre consapevoli e pienamente convinti di questa grandiosa verità (che il Signore ci ha scelti) per il bene dell’anima nostra, perché da essa non si può che ricavarne tanto bene.

A Cristo Gesù, nostro Signore e Salvatore, che ci ha scelti di mezzo al mondo, sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

Tutto quello che il Padre dà a Cristo, verrà a Lui

 

Nel Vangelo secondo Giovanni è scritto: “Gesù disse loro: Io sono il pan della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avrà mai sete. Ma io ve l’ho detto: Voi m’avete veduto, eppur non credete! Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori; perché son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: ch’io non perda nulla di tutto quel ch’Egli m’ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giovanni 6:35-40).

Ora, Gesù qua sta parlando a delle persone che rifiutavano di credere in lui, benché lo avessero visto. Infatti egli disse loro: “Voi m’avete veduto, eppur non credete!”.

Nonostante ciò, però Gesù nel suo discorso fece un affermazione proprio subito dopo avere loro detto ‘eppure non credete’, sui cui voglio porre l’attenzione, perché fa chiaramente comprendere per l’ennesima volta, perché non tutti vanno a Gesù Cristo, o meglio perché non tutti credono in Lui. L’affermazione è la seguente ‘Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me ’.

Dunque vanno a Cristo solo coloro che Dio Padre dona al Figliuolo, e difatti nella notte che fu tradito Gesù disse dei suoi discepoli al Padre: “Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu m’hai dati dal mondo; erano tuoi, e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola” (Giovanni 17:6), ed ancora: “Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu m’hai dato, perché son tuoi” (Giovanni 17:9).

Avete notato? I discepoli erano del Padre, ed Egli li diede al Figliuolo, il quale fece loro conoscere il Suo nome, e diede loro la vita eterna perché questa è la potestà che aveva ed ha tuttora il Figliuolo, secondo che disse: “Padre, l’ora è venuta; glorifica il tuo Figliuolo, affinché il Figliuolo glorifichi te, poiché gli hai data potestà sopra ogni carne, onde egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dato” (Giovanni 17:1-2).

E’ evidente dunque, che siccome a Cristo vengono solo coloro che sono del Padre, non possono venire tutti a Cristo perché non tutti sono del Padre. Ecco dunque perché non tutti conosceranno il Suo nome, e non tutti riceveranno la vita eterna, perché non tutti verranno a Cristo, ma SOLO coloro che sono del Padre e che Egli gli dona come sua proprietà particolare.

Noi dunque, fratelli, siamo per la grazia di Dio tra coloro che il Padre ha dato al Figliuolo, perché siamo venuti a Cristo, e questa è la ragione per cui siamo profondamente grati a Dio. Ma ce ne sono tanti altri che sono del Padre, e che ancora devono venire a Cristo. Dico ‘devono’ perché sono ordinati a venire a Cristo, in quanto Dio li ha ordinati a vita eterna sin dalla fondazione del mondo, e quindi nel tempo stabilito da Dio, nei modi da Lui stabiliti, essi saranno costretti dal Padre a venire a Cristo; sì costretti, perché il nostro Dio è un Dio capace di costringere le persone, a loro insaputa, a fare quello che gli piace. Non importa quanto potranno recalcitrare, o magari resistere inizialmente, alla fine essi verranno a Cristo. Dio saprà persuaderli come solo Lui sa fare, Egli infatti opererà sulla loro coscienza, sul loro spirito, sul loro cuore, sulla loro mente, e finanche sul loro corpo, in maniera irresistibile, da costringerli a ravvedersi davanti al Signore della gloria e invocare il Suo nome per ricevere la remissione dei loro peccati, remissione che Cristo non rifiuterà loro perché Egli opera in accordo con il Padre; e per ricevere la vita eterna, che anche questa Cristo non gli rifiuterà loro perché è la Sua volontà che egli non perda nulla di quello che il Padre gli ha dato.

Che diremo dinnanzi a queste cose? Diremo che siamo fortemente incoraggiati nel sapere che tra la massa degli uomini a cui viene predicato il Vangelo, ci sono dei vasi di misericordia da Lui preparati per la gloria, che a suo tempo, VERRANNO a Cristo, perché così Dio ha innanzi determinato per loro.

Non ci preoccupiamo dunque quando evangelizziamo i peccatori, o preghiamo per loro, come se il loro venire a Cristo dipendesse da noi o da loro stessi. Perché non dipende né da noi, e neppure da coloro che verranno o dovranno venire a Cristo. Già, dobbiamo infatti dire anche questo, che non dipende neppure dalla loro volontà, ma dalla volontà di Dio, infatti verranno a Cristo solo coloro che Dio vuole che vengano a Cristo e non tutti.

Alla luce di quello che ha detto Cristo, dobbiamo dunque affermare con ogni franchezza che non tutti possono venire a Cristo, ma solo alcuni; quelli che Dio gli dà.

Sia ringraziato Dio per averci ordinato a vita eterna prima della fondazione del mondo, e averci dato a Cristo.

Studiamoci perciò di rimanere in Cristo fino alla fine della nostra vita, per poter ereditare la corona della vita che il Signore ha promesso a coloro che lo amano.

La grazia sia con tutti coloro che lo amano con purità incorrotta

 

 

Esaminate le Scritture

 

Fratelli nel Signore, voglio che sappiate che è buona cosa nel cospetto di Dio che voi esaminate le Scritture per vedere se le cose che vi vengono predicate o insegnate relativamente al Regno di Dio, stanno così come vi vengono dette.

E’ animato da un sentimento nobile chiunque agisce così, perché dimostra di essere disposto ad accettare solo quello che è biblico, e quindi conforme alla Parola di Dio che è verità, e pronto a rigettare quindi tutto ciò che non è confermato dalla Parola o la contrasta.

Questo atteggiamento mostra una cosa molto importante, e cioè il rispetto, la stima e l’amore per la Parola di Dio e la fiducia completa che si ha in essa, perché non si è disposti a professare dottrine extra o anti bibliche e neppure a praticare aldilà di quello che è scritto.

Che nessuno dunque, nel tentativo di distogliervi o allontanarvi dalla Parola, vi seduca con vani ragionamenti, ma prestate sempre attenzione alla Scrittura, “come a una lampada splendente in luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga ne’ vostri cuori” (2 Pietro 1:19), sapendo innanzi tutto che “ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l’uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:16-17), e che è proprio prestando attenzione alla Scrittura che si diventa savi a salute mediante la fede che è in Cristo Gesù.

La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con voi.

 

 

C’è un prezzo da pagare

 

Quanto costa piacere al Signore anziché agli uomini?

Molto, ma vale la pena pagare questo prezzo. Prima di noi lo hanno pagato i profeti e gli apostoli, che furono approvati da Dio e da Lui onorati e ricompensati.

Coloro che invece vogliono piacere agli uomini anziché a Dio, sono dei ribelli e non sono per nulla approvati da Dio, quantunque a molti danno l’impressione di esserlo.

Chi ha orecchi da udire oda.

 

 

Dio fa grazia a chi vuole far grazia

 

Dio disse a Mosè: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19), per cui noi abbiamo ricevuto grazia in Cristo non perchè abbiamo voluto ottenere grazia, ma perchè Dio ha voluto farci grazia; il che è totalmente differente.

L’iniziativa dunque l’ha presa Dio anche in merito alla nostra salvezza, perchè Egli ha voluto farci destinatari di questa così grande salvezza in base al Suo proponimento che risale a prima della fondazione del mondo, secondo che dice Paolo ai santi di Efeso: “In lui ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell’amore, avendoci predestinati ad essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figliuoli, secondo il beneplacito della sua volontà: a lode della gloria della sua grazia, la quale Egli ci ha largita nell’amato suo” (Efesini 1:4-6), ed ai santi di Tessalonica: “Ma noi siamo in obbligo di render del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità” (2 Tessalonicesi 2:13).

Questa è la ragione per cui i nostri nomi sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, e non dal momento che abbiamo creduto. In merito invece a coloro che non credono, e rifiuteranno di credere fino alla fine, va fatto il discorso inverso, e cioè che non credono e non crederanno perchè non sono stati eletti da Dio a salvezza fin dal principio, e difatti il loro nome non è stato scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo (cf. Apocalisse 13:8; 17:8).

Dunque se noi un giorno ci siamo ravveduti ed abbiamo creduto nel Vangelo, lo dobbiamo al proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere, ma dalla volontà di Colui che chiama (Romani 9:12) la quale ha operato in noi efficacemente dandoci il ravvedimento e la fede mediante cui abbiamo potuto rispondere ‘Sì’ alla chiamata divina. Egli ci ha dato di ravvederci e di credere: il ravvedimento e la fede non sono venuti da noi ma da Lui. Non è dunque dipeso dalla nostra volontà, ma dalla sua libera e sovrana volontà. Che diremo dunque? Che c’è ingiustizia in Dio per avere scelto noi, e non avere scelto gli altri? Così non sia, perchè come abbiamo visto prima Dio ha detto che farà grazia a chi vorrà far grazia. Egli è infatti libero di fare della Sua grazia quello che Lui vuole: farla ad alcuni, e rifiutarla agli altri. D’altronde Egli non è obbligato a fare grazia a nessuno, in quanto gli uomini non meritano nulla da Lui tranne che la condanna eterna. Se dunque Egli fa grazia ad alcuni, lo fa innanzi tutto in virtù della sua natura benevola e misericordiosa, e poi del Suo proponimento, che dipende dalla Sua volontà, perchè Egli “opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà” (Efesini 1:11).

Questo suo modo di operare nei confronti degli uomini è illustrato in maniera molto chiara in Esaù e Giacobbe, figli di Rebecca, secondo che è scritto che “prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù” (Romani 9:11-13); ma anche in Faraone, al quale Dio disse tramite Mosè: “Che se ora io avessi steso la mia mano e avessi percosso di peste te e il tuo popolo, tu saresti stato sterminato di sulla terra. Ma no; io t’ho lasciato sussistere per questo: per mostrarti la mia potenza, e perché il mio nome sia divulgato per tutta la terra” (Esodo 9:15-16), e difatti Dio indurò il cuore di Faraone affinchè lui si rifiutasse di lasciar partire il popolo d’Israele dall’Egitto e fosse così colpito dai giudizi di Dio, e forzato dalla Sua mano potente a lasciar partire gli Israeliti dal suo paese (cf. Esodo 4:21; 7:3-5).

Che diremo dunque? Che Dio fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole (cf. Romani 9:22).

Questo ovviamente non significa che gli uomini non hanno una volontà, ma che questa volontà non è libera in quanto anch’essa è sotto il dominio del peccato, e per volgersi a Cristo ha bisogno di essere resa ubbidiente da Dio alla Sua volontà. In altre parole, gli uomini per poter andar a Cristo hanno bisogno di essere attratti ad Esso da Dio (cf. Giovanni 6:44, 65), perchè da soli non potranno mai sentirsi attratti a Cristo, in quanto la loro volontà è corrotta e li spinge a stare lontani da Cristo.

 

 

Il timbro della voce di Dio

 

La voce di Dio ha un timbro unico e inconfondibile, descritto in termini molto chiari dalla Scrittura.

Nel libro del profeta Geremia infatti è scritto: “Ma l’Eterno è il vero Dio, egli è l’Iddio vivente, e il re eterno; per l’ira sua trema la terra, e le nazioni non posson reggere dinanzi al suo sdegno. Così direte loro: ‘Gli dèi che non han fatto i cieli e la terra, scompariranno di sulla terra e di sotto il cielo’. Egli, con la sua potenza, ha fatto la terra; con la sua sapienza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli. Quando fa udire la sua voce v’è un rumor d’acque nel cielo; ei fa salire i vapori dalle estremità della terra, fa guizzare i lampi per la pioggia e trae il vento dai suoi serbatoi; ogni uomo allora diventa stupido, privo di conoscenza; ogni orafo ha vergogna delle sue immagini scolpite; perché le sue immagini fuse sono una menzogna, e non v’è soffio vitale in loro” (Geremia 10:10-14). Come potete vedere, il profeta Geremia, che aveva sentito la voce di Dio, descrive in maniera chiara il timbro della voce di Dio, infatti dice che assomiglia ad un rumore d’acque nel cielo.

Nel libro di Ezechiele troviamo scritto in merito ad una celeste visione che il profeta Ezechiele ebbe e nella quale vide il trono di Dio e i cherubini, e poi sentì Dio parlargli: “Sopra le teste degli esseri viventi c’era come una distesa di cielo, di colore simile a cristallo d’ammirabile splendore, e s’espandeva su in alto, sopra alle loro teste. E sotto la distesa si drizzavano le loro ali, l’una verso l’altra; e ne avevano ciascuno due che coprivano loro il corpo. E quand’essi camminavano, io sentivo il rumore delle loro ali, come il rumore delle grandi acque, come la voce dell’Onnipotente: un rumore di gran tumulto, come il rumore d’un accampamento; quando si fermavano, abbassavano le loro ali; e s’udiva un rumore che veniva dall’alto della distesa ch’era sopra le loro teste” (Ezechiele 1:22-25). Notate come viene detto chiaramente che la voce di Dio è come il rumore delle grandi acque, come un rumore di gran tumulto, come il rumore d’un accampamento. Ezechiele dunque conferma quanto ha affermato Geremia.

Nel libro dei Salmi è scritto: “La voce dell’Eterno è sulle acque; l’Iddio di gloria tuona; l’Eterno è sulle grandi acque. La voce dell’Eterno è potente, la voce dell’Eterno è piena di maestà. La voce dell’Eterno rompe i cedri; l’Eterno spezza i cedri del Libano. Fa saltellare i monti come vitelli, il Libano e il Sirio come giovani bufali. La voce dell’Eterno fa guizzare fiamme di fuoco. La voce dell’Eterno fa tremare il deserto; l’Eterno fa tremare il deserto di Cades. La voce dell’Eterno fa partorire le cerve e sfronda le selve. E nel suo tempio tutto esclama: Gloria!” (Salmo 29:3-9). Queste parole del Salmista, come potete vedere, confermano le parole di Geremia e Ezechiele, e fanno capire molto bene cosa avviene quando Dio parla con la sua voce maestosa.

Il profeta Isaia dice: “Alla tua voce tonante fuggono i popoli, quando tu sorgi si disperdon le nazioni” (Isaia 33:3). Quindi la voce di Dio tuona, essa ha un timbro chiaramente tuonante. Ecco perchè quando Gesù disse: “Padre, glorifica il tuo nome!” (Giovanni 12:28) e venne quella voce dal cielo che disse: “E l’ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!” (Giovanni 12:28), che era la voce di Dio Padre, “la moltitudine ch’era quivi presente e aveva udito, diceva ch’era stato un tuono” (Giovanni 12:29). Ed ecco sempre perchè Dio quando riprese Giobbe gli disse: “Hai tu un braccio pari a quello di Dio? o una voce che tuoni come la sua?” (Giobbe 40:9).

La Scrittura dunque ci dice che Dio ha un timbro di voce, e ce lo descrive in termini molto chiari. E’ chiaro però che Dio talvolta può parlare anche con una voce non tonante, e difatti questo lo ha fatto anche ai tempi biblici.

A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

"Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto"

 

Nel Vangelo scritto da Giovanni troviamo scritto questo episodio della vita di Gesù, che avvenne dopo che fu arrestato mentre si trovava davanti al sommo sacerdote Anna.

"Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m’interroghi? Domanda a quelli che m’hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto. E com’ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote? Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?" (Giovanni 18:19-23).

Dunque, Gesù, essendo stato percosso da una guardia per avere dato quella risposta al sommo sacerdote in quanto quella risposta era stata da essa giudicata sbagliata, esortò quella guardia a dimostrare il male che aveva detto. Potè quella guardia dimostrare ciò? No, non potè farlo, perchè Gesù aveva risposto bene e non male al sommo sacerdote. Questo ci insegna che se uno dice una cosa giusta, o parla bene, quand'anche i suoi nemici lo percuotessero, lo perseguitassero, lo offendessero, quest'ultimi non potranno mai dimostrare che egli ha parlato male o ingiustamente o bugiardamente.

Ora, molto spesso io vengo accusato di parlare male di tutto e di tutti, rendendomi così colpevole dinnanzi a Dio. Ma come stanno realmente le cose?

Innanzi tutto voglio ricordare ai miei accusatori che io non parlo male di tutto e di tutti, ma parlo male del peccato e di coloro che in mezzo alle Chiese prendono piacere nel peccato. Faccio esattamente quello che facevano gli apostoli. Parlavano infatti forse bene gli apostoli dell'arroganza, della superbia, della vanagloria, del disordine, delle concupiscenze mondane, dell'ipocrisia, delle false dottrine, presenti tra i santi allora? Non mi pare che lo facessero. Come non mi pare che essi parlassero bene dei falsi apostoli, dei falsi dottori, e di coloro che mettevano sottosopra gli animi dei discepoli, sovvertendo la loro fede; persone che esistono ancora oggi in mezzo alla Chiesa, e che sono in maggior numero di quanto lo erano a quel tempo.

Ascoltate per esempio come parla l'apostolo Paolo dei falsi apostoli che erano in seno alla Chiesa di Corinto: "Poiché cotesti tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. E non c’è da maravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere" (2 Corinzi 11:13-15). Ed ascoltate sempre Paolo come parlava di coloro che camminavano seguendo le loro concupiscenze in mezzo alla Chiesa: "Perché molti camminano (ve l’ho detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo), da nemici della croce di Cristo; la fine de’ quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l’animo alle cose della terra" (Filippesi 3:18-19). E dato che ci siamo, ascoltate pure come parlava Paolo di coloro che cercavano di sedurre le anime del Signore con i loro vani ragionamenti e le concupiscenze mondane: "Poiché vi son molti ribelli, cianciatori e seduttori di menti, specialmente fra quelli della circoncisione, ai quali bisogna turar la bocca; uomini che sovvertono le case intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amor di disonesto guadagno. Uno dei loro, un loro proprio profeta, disse: ‘I Cretesi son sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri’. Questa testimonianza è verace. Riprendili perciò severamente, affinché siano sani nella fede, non dando retta a favole giudaiche né a comandamenti d’uomini che voltan le spalle alla verità. Tutto è puro per quelli che son puri; ma per i contaminati ed increduli niente è puro; anzi, tanto la mente che la coscienza loro son contaminate. Fanno professione di conoscere Iddio; ma lo rinnegano con le loro opere, essendo abominevoli, e ribelli, e incapaci di qualsiasi opera buona" (Tito 1:10-16), ed infine ascoltate le parole di Paolo ai santi di Roma su quelli che operavano scandali e contrastavano la sana dottrina: "Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici" (Romani 16:17-18)

Domando a questo punto ai miei accusatori: 'Paolo parlava male o bene di quegli individui?' Io ritengo che ne parlasse male, non vi pare?' Ma male nel senso che esprimeva la sua disapprovazione verso di essi, il suo rigetto di quelle persone e delle loro dottrine false e delle loro opere malvagie, mettendo in guardia i santi da essi. D'altro canto però egli parlava bene, nel senso che nelle sue parole non c'era niente di sbagliato detto contro quelle persone, niente di inventato, niente di diffamatorio, perchè egli diceva il vero di quelle persone. E quindi le parole di Paolo non erano le parole di un maldicente, perchè la maldicenza è un'altra cosa.

Ma ascoltate pure quello che l'apostolo Pietro dice dei falsi dottori presenti in mezzo alla Chiesa: "Ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina. E molti seguiranno le loro lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte; il loro giudicio già da tempo è all’opera, e la loro ruina non sonnecchia. Perché se Dio non risparmiò gli angeli che aveano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi pel giudizio; e se non risparmiò il mondo antico ma salvò Noè predicator di giustizia, con sette altri, quando fece venire il diluvio sul mondo degli empi; e se, riducendo in cenere le città di Sodoma e Gomorra, le condannò alla distruzione perché servissero d’esempio a quelli che in avvenire vivrebbero empiamente; e se salvò il giusto Lot che era contristato dalla lasciva condotta degli scellerati (perché quel giusto, che abitava fra loro, per quanto vedeva e udiva si tormentava ogni giorno l’anima giusta a motivo delle loro inique opere), il Signore sa trarre i pii dalla tentazione e riserbare gli ingiusti ad esser puniti nel giorno del giudizio; e massimamente quelli che van dietro alla carne nelle immonde concupiscenze, e sprezzano l’autorità. Audaci, arroganti, non hanno orrore di dir male delle dignità; mentre gli angeli, benché maggiori di loro per forza e potenza, non portano contro ad esse, dinanzi al Signore, alcun giudizio maldicente. Ma costoro, come bruti senza ragione, nati alla vita animale per esser presi e distrutti, dicendo male di quel che ignorano, periranno per la loro propria corruzione, ricevendo il salario della loro iniquità. Essi trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno; son macchie e vergogne, godendo dei loro inganni mentre partecipano ai vostri conviti; hanno occhi pieni d’adulterio e che non possono smetter di peccare; adescano le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; son figliuoli di maledizione. Lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via di Balaam, figliuolo di Beor, che amò il salario d’iniquità, ma fu ripreso per la sua prevaricazione: un’asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta. Costoro son fonti senz’acqua, e nuvole sospinte dal turbine; a loro è riserbata la caligine delle tenebre. Perché, con discorsi pomposi e vacui, adescano con le concupiscenze carnali e le lascivie quelli che si erano già un poco allontanati da coloro che vivono nell’errore, promettendo loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione; giacché uno diventa schiavo di ciò che l’ha vinto. Poiché, se dopo esser fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lascian di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. Perché meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuta la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento ch’era loro stato dato. È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata è tornata a voltolarsi nel fango" (2 Pietro 2:1-22). Ma vi pare che l'apostolo Pietro parla bene di questi individui che un giorno avevano conosciuto la verità e poi hanno rinnegato il Signore, pur rimanendo in mezzo alla Chiesa? A me non pare proprio, perchè dice che sono audaci, arroganti, adescatori di anime instabili, che sfruttano i santi con parole finte, che sono come bruti senza ragione, nati alla vita animale per esser presi e distrutti, che hanno occhi pieno di adulterio, che hanno il cuore esercitato alla cupidigia, che son figliuoli di maledizione, dati alle gozzoviglie e quindi dei dissoluti, e schiavi della corruzione. E' maldicenza questa? Se lo è, allora Pietro era un maldicente. Ma questa non è maldicenza, la maldicenza è un'altra cosa.

Ascoltate ora in che termini si espresse Giacomo su quei credenti che si erano messi ad amare il mondo: "Voi bramate e non avete; voi uccidete ed invidiate e non potete ottenere; voi contendete e guerreggiate; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere ne’ vostri piaceri. O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio. Ovvero pensate voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch’Egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia? Ma Egli dà maggior grazia; perciò la Scrittura dice: Iddio resiste ai superbi e dà grazia agli umili. Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Appressatevi a Dio, ed Egli si appresserà a voi. Nettate le vostre mani, o peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d’animo! Siate afflitti e fate cordoglio e piangete! Sia il vostro riso convertito in lutto, e la vostra allegrezza in mestizia! Umiliatevi nel cospetto del Signore, ed Egli vi innalzerà" (Giacomo 4:2-10). Ma vi pare che Giacomo parli bene di queste persone? A me non pare, in quanto li chiama 'gente adultera', 'peccatori', 'doppi d'animo', 'superbi', e implicitamente 'nemici di Dio'. E maldicenza questa? Se lo è, allora Giacomo era un maldicente. Ma questa non è maldicenza, in quanto lo ripeto la maldicenza è un'altra cosa.

Dunque se noi chiamiamo falsi apostoli i falsi apostoli; se noi chiamiamo 'nemici della croce di Cristo' coloro che in seno alla Chiesa hanno l'animo alle cose della terra, e il cui dio è il ventre e che si gloriano di ciò che torna a loro vergogna; se noi chiamiamo cianciatori, seduttori di menti, e ribelli coloro che insegnano per amore di disonesto guadagno cose che non dovrebbero; se chiamiamo i falsi dottori oltre che falsi dottori anche arroganti, audaci, figli della maledizione, corrotti, adescatori di anime instabili, sfruttatori dei santi con parole finte, bruti senza ragione, persone con il cuore esercitato alla cupidigia, dissoluti, e schiavi della corruzione; se noi chiamiamo 'gente adultera' coloro che sono diventati amici del mondo; noi non stiamo praticando nessuna forma di maldicenza nei confronti di queste persone, perchè stiamo dicendo il vero su di esse. Ma è chiaro che è proprio perchè diciamo il vero su di esse che non possiamo parlarne bene. Se parlassimo bene di queste persone, noi mentiremmo, perchè diremmo cose non vere di esse. Detto in altre parole, se noi dicessimo dei falsi apostoli e dei falsi dottori che costoro sono dei cari servi del Signore che dedicano la loro vita alla propagazione del Vangelo, e degli uomini santi, noi diremmo il falso perchè la verità è che essi sono riprovati quanto alla fede e servono il loro ventre. Come diremmo il falso se dicessimo di tutti quei credenti che sono apertamente superbi, mondani, disordinati e che rifiutano di rinunciare alle mondane e carnali concupiscenze che sono dei fratelli che fanno la volontà di Dio. E quindi se parlassimo in questa maniera, noi davanti a Dio saremmo colpevoli, e non solo inganneremmo noi stessi ma anche quelli che ci ascoltano.

Fratelli, la Bibbia ci insegna che coloro che sono dati al male e prendono piacere in esso vanno chiamati malvagi, e non buoni; che quelli che sono ingiusti vanno chiamati ingiusti e non giusti; che quelli che dicono menzogne vanno chiamati bugiardi e non veraci; che coloro che sono falsi ministri vanno chiamati falsi ministri;  che quelli che rifiutano di ubbidire ai comandamenti di Cristo vanno chiamati ribelli e non ubbidienti; che coloro che con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore dei semplici vanno chiamati 'seduttori di menti'; che coloro che proclamano profane ciance o si dono dati a vani ragionamenti vanno chiamati 'cianciatori'; che coloro che compiono scandali vanno chiamati 'operatori di scandali'; che coloro che sono diventati amici del mondo vanno chiamati 'gente adultera' e potrei proseguire con la lista ma mi fermo qui.

Cosa voglio dire con questo? Che noi non possiamo trattare i malvagi alla stessa stregua dei giusti, i ribelli alla stessa stregua degli ubbidienti, coloro che amano e praticano la menzogna alla stessa stregua di coloro che amano la verità e la mettono in pratica; e così via. Perchè Dio stesso non lo fa, infatti Egli li chiama come meritano di essere chiamati in base alle loro opere; e non mostra il Suo favore verso di essi e le loro opere. E quindi, come imitatori di Dio, noi non possiamo fare altrimenti.

Dunque, alla luce della Sacra Scrittura, coloro che ci accusano di essere dei maldicenti, non fanno altro che diffamarci, mettendo in giro contro di noi una accusa ingiusta e inventata. Perchè noi stiamo chiamando con il loro vero nome sia il male nelle sue svariate forme che coloro che sono dati ad esso e prendono piacere in esso. E quindi i veri maldicenti sono proprio coloro che ci accusano: sono proprio loro che parlano male di noi in quanto ci attribuiscono un qualcosa di falso. E che sia così è dimostrato dal fatto che non possono dimostrare che abbiamo parlato male di queste persone, nel senso che abbiamo detto delle cose non vere. Esaminate attentamente i loro discorsi e vi accorgerete che loro non dimostrano proprio niente, ma proprio niente. E' molto facile infatti da parte loro prendere i passi della Bibbia che parlano contro i maldicenti e contro la maldicenza, e usarli contro di noi: ma è impossibile da parte loro entrare nel merito della loro accusa e dimostrare che noi abbiamo sbagliato nel dire che Tizio o Caio è un servo di mammona, o un predicatore che insegna dottrine false, o che certi credenti sono amanti del mondo, e questo perchè essi mentono contro di noi. Già perchè i disonesti usano dei versi della Scrittura per mentire contro taluni, e ingannare così il prossimo.

Ma coloro che temono Dio e conoscono le Scritture non cadranno nella rete di queste volpi. 

Quindi fratelli, state molto attenti a tutti coloro che vorrebbero farvi credere che il parlare male di qualcuno significa automaticamente fare maldicenza, perchè si può parlare male di qualcuno come facevano gli apostoli parlando bene, nel senso di dire ciò che è giusto e vero. La maldicenza invece è un parlare diffamatorio, e quindi un parlare di cose inventate, di cose non vere, che non sono dimostrabili, e che non sono conformi alla realtà delle cose: questo sì che è un parlare condannato da Dio e coloro che lo praticano si attirano l'ira di Dio.

E questi nostri accusatori, che peraltro va detto spesso si nascondono dietro l'anonimato o dietro un nickname perchè codardi, sono colpevoli proprio di questo peccato davanti a Dio. E purtroppo ci sono tanti credenti che ancora non hanno capito che sono proprio costoro le persone da cui si devono guardare, perchè costoro oltre a chiamare male il bene, e bene il male, trattano i malvagi come se avessero fatto l'opera dei giusti, e i giusti come se avessero fatto l'opera dei malvagi (cfr. Ecclesiaste 8:14). Infatti, siccome loro non aprono bocca contro il male e i malvagi che ci sono in mezzo alle Chiese, ma se possono ci mettono una buona parola, pur di venire contro di noi, costituiscono un enorme pericolo per i santi, perchè con il loro modo di agire li distolgono dalla verità e dalla giustizia, facendoli piombare in un profondo sonno, per poterli manipolare a loro piacimento spillandogli così denaro a più non posso. Perchè una delle caratteristiche di costoro è che amano il denaro, e questo loro amore li porta ad agire ingiustamente, cioè nella maniera da me sopra descritta.

Ma non vi meravigliate di quello che sta accadendo, perchè è normale che dei predicatori che fino a poco tempo fa pensavano di avere il pieno controllo delle Chiese, o del loro personale orticello, in quanto seminavano nei cuori dei fedeli tutto quello che volevano, e operavano come gli pareva, senza temere di essere ripresi e confutati pubblicamente per le loro false dottrine e i loro comportamenti scandalosi, ora che si vedono smascherati pubblicamente, si infurino e si scatenino con le loro menzogne contro coloro che grazie a Dio li hanno smascherati e fatto vedere quello che costoro di falso insegnano e di scandaloso operano. Ma sappiate che il Signore li giudicherà secondo le loro opere, come giudicò coloro che diffamarono e perseguitarono i profeti del Signore, i quali non fecero altro che riprovare le opere malvagie del popolo di Israele e riprendere severamente coloro che le compivano, e per questa loro opera giusta si attirarono l'ira dei ribelli, tra cui c'erano sia i sacerdoti che il popolo che prendeva piacere nella corruzione e nella menzogna, che i falsi profeti che lusingavano con la loro temerarietà gli empi fortificando così le loro mani.

Dunque fratelli siate avveduti, e quanto ad intelligenza siate uomini fatti. Guardatevi da tutti coloro che con le loro parole e le loro opere dimostrano di non amare la verità e la giustizia.

 

 

Pastori che fanno inciampare

 

 

Dio rimprovera i sacerdoti in Israele ai giorni dei profeti in questa maniera: "I suoi sacerdoti violano la mia legge, e profanano le mie cose sante; non distinguono fra santo e profano, non fan conoscere la differenza che passa fra ciò ch’è impuro e ciò ch’è puro, chiudon gli occhi sui miei sabati, e io son profanato in mezzo a loro" (Ezechiele 22:26).

 

Ora i sacerdoti erano stati chiamati ad ammaestrare il popolo mediante la legge che Dio aveva dato sul monte Sinai, e difatti è scritto: "Poiché le labbra del sacerdote son le guardiane della scienza, e dalla sua bocca uno cerca la legge, perch’egli è il messaggero dell’Eterno degli eserciti" (Malachia 2:7).

 

E così facendo, avrebbero fatto conoscere al popolo la differenza tra ciò che era sacro e ciò che era profano, tra le cose impure e pure.

 

Invece, essendosi dati essi stessi al peccato si erano sviati, ed avevano perso il discernimento - perchè l'induramento per inganno del peccato produce la perdita del discernimento spirituale - e quindi non distinguevano più tra il sacro e il profano, che per loro era diventato un tutt'uno. E per colpa loro quindi molti erano stati indotti a trasgredire la santa legge di Dio. Ecco perchè Dio li biasimò dicendo: "Ma voi vi siete sviati, avete fatto intoppar molti nella legge, avete violato il patto di Levi, dice l’Eterno degli eserciti" (Malachia 2:8).

 

La stessa cosa accade oggi, perchè tanti pastori indurati per inganno del peccato a cui si sono abbandonati, hanno perso il discernimento, e non distinguono più tra sacro e profano, tra puro ed impuro. E tramite il loro cattivo esempio di condotta e i loro insegnamenti falsi, inducono tanti credenti ad intoppare o inciampare, e quindi a cadere nel peccato.

 

Ecco perchè Dio dice anche oggi: "Quelli che guidano questo popolo lo sviano, e quelli che si lascian guidare vanno in perdizione" (Isaia 9:15), ed anche: "O popolo mio, quei che ti guidano ti sviano, e distruggono il sentiero per cui devi passare!" (Isaia 3:12).

 

Fratelli, non lasciatevi traviare e sviare da queste guide cieche, che chiaman bene il male, e male il bene, che mutan le tenebre in luce e la luce in tenebre, che mutan l’amaro in dolce e il dolce in amaro; e per colpa dei quali le cose sacre di Dio vengono profanate e il nome e la dottrina di Dio vengono biasimati.

 

Vegliate e pregate, per non cadere vittime di costoro che tanto danno stanno facendo alla vigna del Signore.

 

Chi ha orecchi da udire oda

 

 

 

 

Cecità spirituale

 

Nel libro degli Atti è scritto quanto segue: “E avvenne, come andavamo al luogo d’orazione, che incontrammo una certa serva, che avea uno spirito indovino, e con l’indovinare procacciava molto guadagno ai suoi padroni. Costei, messasi a seguir Paolo e noi, gridava: Questi uomini son servitori dell’Iddio altissimo, e vi annunziano la via della salvezza. Così fece per molti giorni; ma essendone Paolo annoiato, si voltò e disse allo spirito: Io ti comando, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei. Ed esso uscì in quell’istante” (Atti 16:16-18).

Questo episodio mi ha fatto riflettere molto sul fatto che lo spirito maligno che era in quella donna indovina, sapeva che Paolo e i suoi compagni erano servitori dell’Iddio altissimo che annunciavano la via della salvezza. Nel regno di Satana quindi sanno chi sono i servi di Dio, li riconoscono come tali (ma li odiano e disprezzano naturalmente).

Che sta accadendo invece nella Chiesa? Che molti che si dicono Cristiani guidati dallo Spirito di Dio non riconoscono i servi di Dio che gli parlano da parte di Dio affinchè tornino a camminare sui sentieri antichi o a mettere in pratica la sana dottrina, infatti li accusano di essere servi di Satana o come essi dicono spesso ‘accusatori dei fratelli come il diavolo’ (e sono sicuro che se Paolo e i suoi compagni, come anche i profeti antichi, fossero oggi in vita questi ‘Cristiani’ non riconoscerebbero neppure loro come servi di Dio), mentre ci sono servi di Satana in mezzo alle Chiese (che sono tali in quanto uomini fraudolenti che procacciano il loro proprio interesse e seducono il cuore dei semplici con dolce e lusinghiero parlare) che sono da loro riconosciuti come servi di Dio. Considerate dunque quale sia la gravità della situazione.

Costoro sono ciechi, brancolano nel buio e non sanno discernere il vero dal falso. Porteranno la pena della loro ribellione.

 

 

 

 

 

 

 

Minacce ed intimidazioni

 

Queste sono alcune mie considerazioni che ho fatto prendendo spunto da queste parole di un noto giornalista italiano, che descrivono molto bene i rischi che corrono quei giornalisti coraggiosi che denunciano scandali, frodi, corruzione e menzogne soprattutto in certe parti d’Italia.

‘Svegliarsi di colpo la notte perchè la tua auto salta in aria, trovare in ufficio un foglio con su scritto “sei morto”, aprire un pacco con dentro la testa di un capretto. E’ quel che capita nel 2011 in Italia a decine e decine di giornalisti che si ostinano a fare il proprio mestiere in città e paesi dove l’abitudine è quella del silenzio e dell’omertà’ (di Attilio Bolzoni da http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/07/30/news/silenzio_stampa-19806491/?ref=HREC1-10).

Anche noi abbiamo ricevuto fino ad ora minacce ed intimidazioni (non di questo genere ma comunque si tratta sempre di minacce ed intimidazioni) per l’opera che stiamo facendo, e da chi? Da persone che si dicono ‘Cristiani Evangelici’. E per quale ragione? Perchè confutiamo le eresie, riproviamo la mondanità e la corruzione dilaganti nelle Chiese, le frodi e gli inganni perpetrati ai danni dei santi, e smascheriamo gli impostori, i cattivi operai, i lupi vestiti da pecore che scorazzano in mezzo alle Chiese Evangeliche. E costoro non vogliono che noi facciamo questo perchè fanno parte del regno del silenzio e dell’omertà, dove devono prevalere le imposture degli impostori, la mondanità dei mondani, gli inganni dei seduttori, gli interessi personali dei servi di Mammona, le eresie degli eretici, la malvagità dei malvagi; e i giusti devono stare in silenzio.

Ma noi abbiamo deciso di non far parte di questo regno di questa gente corrotta e riprovata quanto alla fede, e di alzare la nostra voce a guisa di tromba contro le loro menzogne e le loro frodi, affinchè quante più anime possibili escano dal laccio di questi uccellatori e diventino veramente libere.

In altre parole, abbiamo deciso di fare quello che hanno detto gli apostoli del Signore, secondo che è scritto: “Non siate dunque loro compagni; perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce (poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà e giustizia e verità), esaminando che cosa sia accetto al Signore. E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; anzi, piuttosto riprendetele; poiché egli è disonesto pur di dire le cose che si fanno da costoro in occulto” (Efesini 5:7-12), che gli apostoli stessi facevano, e che prima di loro fecero i santi profeti di Dio.

 Per quanto mi riguarda, Dio mi ha comandato: “Grida a piena gola, non ti rattenere, alza la tua voce a guisa di tromba, e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni, e alla casa di Giacobbe i suoi peccati!” (Isaia 58:1), e questo voglio fare fino alla fine del mio corso con l’aiuto e la grazia di Dio.

Concludo con alcune parole tratte dal Salmo 94:

 “Fino a quando gli empi, o Eterno, fino a quando gli empi trionferanno? Si espandono in discorsi arroganti, si vantano tutti questi operatori d’iniquità. Schiacciano il tuo popolo, o Eterno, e affliggono la tua eredità. …. Chi si leverà per me contro i malvagi? Chi si presenterà per me contro gli operatori d’iniquità? Se l’Eterno non fosse stato il mio aiuto, a quest’ora l’anima mia abiterebbe il luogo del silenzio. Quand’ho detto: Il mio piè vacilla, la tua benignità, o Eterno, m’ha sostenuto. Quando sono stato in grandi pensieri dentro di me, le tue consolazioni han rallegrato l’anima mia. Il trono della nequizia t’avrà egli per complice? esso, che ordisce oppressioni in nome della legge? Essi si gettano assieme contro l’anima del giusto, e condannano il sangue innocente. Ma l’Eterno è il mio alto ricetto, e il mio Dio è la ròcca in cui mi rifugio. Egli farà ricader sovr’essi la loro propria iniquità, e li distruggerà mediante la loro propria malizia; l’Eterno, il nostro Dio, li distruggerà” (Salmo 94:3-5, 16-23).

Pregate per noi, fratelli, affinchè Dio ci liberi dagli uomini malvagi e molesti, che abbondano in mezzo alle Chiese Evangeliche.

 

 

 

 

 

 

 

A coloro che vogliono una vita spericolata

 

‘Voglio una vita spericolata … voglio una vita maleducata, … la voglio piena di guai’, questo è il desiderio di molti di voi. Ma sappiate – voi che la volete così la vita – che questo tipo di vita in questo mondo ripaga con la morte spirituale (ecco perchè siete senza pace, infelici e depressi), perchè la Sacra Scrittura afferma che “il salario del peccato [e il peccato è la trasgressione della legge di Dio] è la morte” (Romani 6:23), e dopo la morte con il tormento nel fuoco del soggiorno dei morti.

C’è però un’altra vita, una vita conforme alla volontà di Dio in quanto consiste nell’osservare la Parola di Dio – quindi è una vita pia, giusta e temperata -, e coloro che fanno questa vita sono beati, perchè Gesù Cristo, il Figlio di Dio ha detto: “Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l’osservano!” (Luca 11:28). Essi hanno pace e sono felici quindi in questo mondo, nonostante le sofferenze, le afflizioni, e le persecuzioni che patiscono a motivo della Parola, da parte del mondo che li odia. E continueranno ad avere pace e gioia anche dopo la morte, in quanto Dio li prenderà con in gloria, cioè li farà entrare nel Regno dei cieli, che è il Regno di Dio, dove si riposeranno dalle loro opere.

Noi, per la grazia di Dio, siamo tra costoro, e desideriamo che anche voi entriate a far parte del numero di coloro che sono beati.

Vi esortiamo quindi innanzi tutto a ravvedervi e a credere che Gesù Cristo è il Figlio di Dio morto sulla croce per i nostri peccati e risorto il terzo giorno per la nostra giustificazione. E poi a fare frutti degni del ravvedimento, rinunciando all’empietà e alle mondane concupiscenze per vivere in questo mondo temperatamente, piamente e giustamente.

Volete continuare a vivere una vita spericolata e maleducata? Peggio per voi. Noi comunque vi abbiamo avvertiti.

 

 

 

 

 

 

Ecco per chi sono i guai

 

Ecco alcuni di coloro contro i quali la Parola di Dio pronuncia dei GUAI:

“Guai a colui ch’è solo, e cade senz’avere un altro che lo rialzi!” (Ecclesiaste 4:10)

“Guai a te, o paese, il cui re è un fanciullo, e i cui principi mangiano fin dal mattino!” (Ecclesiaste 10:16).

“L’aspetto del loro volto testimonia contr’essi, pubblicano il loro peccato, come Sodoma, e non lo nascondono. Guai all’anima loro! perché procurano a se stessi del male. …. Guai all’empio! male gl’incoglierà, perché gli sarà reso quel che le sue mani han fatto” (Isaia 3:9,11).

“Guai a quelli che aggiungon casa a casa, che uniscon campo a campo, finché non rimanga più spazio, e voi restiate soli ad abitare in mezzo al paese!” (Isaia 5:8).

“Guai a quelli che la mattina s’alzan di buon’ora per correr dietro alle bevande alcooliche, e fan tardi la sera, finché il vino l’infiammi!” (Isaia 5:11).

“Guai a quelli che tiran l’iniquità con le corde del vizio, e il peccato come con le corde d’un cocchio, e dicono: ‘Faccia presto, affretti l’opera sua, che noi la veggiamo! Venga e si eseguisca il disegno del Santo d’Israele, che noi lo conosciamo!’ ” (Isaia 5:18-19).

“Guai a quelli che chiaman bene il male, e male il bene, che mutan le tenebre in luce e la luce in tenebre, che mutan l’amaro in dolce e il dolce in amaro!” (Isaia 5:20)

“Guai a quelli che si reputano savi e si credono intelligenti! (Isaia 5:21)

“Guai a quelli che son prodi nel bevere il vino, e valorosi nel mescolar le bevande alcooliche; che assolvono il malvagio per un regalo, e privano il giusto del suo diritto!” (Isaia 5:22-23)

“Guai a quelli che fanno decreti iniqui e a quelli che redigono in iscritto sentenze ingiuste, per negare giustizia ai miseri, per spogliare del loro diritto i poveri del mio popolo, per far delle vedove la loro preda e degli orfani il loro bottino!” (Isaia 10:1-2)

“Guai a quelli che si ritraggono lungi dall’Eterno in luoghi profondi per nascondere i loro disegni, che fanno le opere loro nelle tenebre, e dicono: ‘Chi ci vede? chi ci conosce?’ (Isaia 29:15).

“Guai, dice l’Eterno, ai figliuoli ribelli che forman dei disegni, ma senza di me, che contraggono alleanze, ma senza il mio spirito, per accumulare peccato su peccato; che vanno giù in Egitto senz’aver consultato la mia bocca, per rifugiarsi sotto la protezione di Faraone, e cercar ricetto all’ombra dell’Egitto!” (Isaia 30:1-2).

“Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso, e s’appoggian su cavalli, e confidano ne’ carri perché son numerosi, e ne’ cavalieri, perché molto potenti, ma non guardano al Santo d’Israele, e non cercano l’Eterno!” (Isaia 31:1).

“Guai a te che devasti, e non sei stato devastato! che sei perfido, e non t’è stata usata perfidia! Quand’avrai finito di devastare sarai devastato; quand’avrai finito d’esser perfido, ti sarà usata perfidia” (Isaia 33:1).

“Guai a colui che contende col suo creatore, egli, rottame fra i rottami di vasi di terra! L’argilla dirà essa a colui che la forma: ‘Che fai?’ o l’opera tua dirà essa: ‘Ei non ha mani?’ ” (Isaia 45:9).

“Guai a colui che dice a suo padre: ‘Perché generi?’ e a sua madre: ‘Perché partorisci?’ ” (Isaia 45:10).

“Io ho visto le tue abominazioni, i tuoi adulterî, i tuoi nitriti, l’infamia della tua prostituzione sulle colline e per i campi. Guai a te, o Gerusalemme! Quando avverrà mai che tu ti purifichi?’ ” (Geremia 13:27).

“Guai a colui ch’edifica la sua casa senza giustizia, e le sue camere senza equità; che fa lavorare il prossimo per nulla, e non gli paga il suo salario; e dice: ‘Mi edificherò una casa grande e delle camere spaziose’, e vi fa eseguire delle finestre, la riveste di legno di cedro e la dipinge di rosso!” (Geremia 22:13:14).

“Guai ai pastori che distruggono e disperdono il gregge del mio pascolo! dice l’Eterno” (Geremia 23:1).

“Guai ai profeti stolti, che seguono il loro proprio spirito, e parlano di cose che non hanno vedute!” (Ezechiele 13:3).

“Guai alle donne che cuciono de’ cuscini per tutti i gomiti, e fanno de’ guanciali per le teste d’ogni altezza, per prendere le anime al laccio! Vorreste voi prendere al laccio le anime del mio popolo e salvare le vostre proprie anime?” (Ezechiele 13:18).

“Guai alla città sanguinaria, pentola piena di verderame, il cui verderame non si stacca! Vuotala de’ pezzi, uno a uno, senza tirare a sorte!” (Ezechiele 24:6).

“Guai ai pastori d’Israele, che non han fatto se non pascer se stessi! Non è forse il gregge quello che i pastori debbon pascere?” (Ezechiele 34:2).

“Guai a loro, perché si sono sviati da me! Ruina su loro perché mi si son ribellati! Io li redimerei, ma essi dicon menzogne contro di me. Essi non gridano a me col cuor loro, ma si lamentano sui loro letti; si radunano ansiosi per il grano ed il vino, e si ribellano a me! Io li ho educati, ho fortificato le loro braccia, ma essi macchinano del male contro di me. Essi tornano, ma non all’Altissimo; son diventati come un arco fallace; i loro capi cadranno per la spada, a motivo della rabbia della lor lingua; nel paese d’Egitto si faran beffe di loro” (Osea 7:13-16).

“Guai a voi che desiderate il giorno dell’Eterno! Che v’aspettate voi dal giorno dell’Eterno? Sarà un giorno di tenebre, non di luce. Sarà di voi come d’uno che fugge davanti a un leone, e lo incontra un orso; come d’uno ch’entra in casa, appoggia la mano alla parete, e un serpente lo morde. Il giorno dell’Eterno non è esso forse tenebre, e non luce? oscurissimo e senza splendore?” (Amos 5:18-20).

“Guai a quelli che vivon tranquilli in Sion, e fiduciosi sul monte di Samaria! Ai notabili della prima fra le nazioni, dietro ai quali va la casa d’Israele!” (Amos 6:1).

“Guai a quelli che meditano l’iniquità e macchinano il male sui loro letti, per metterlo ad effetto allo spuntar del giorno, quando ne hanno il potere in mano! Agognano dei campi, e li rapiscono; delle case, e se le prendono; così opprimono l’uomo e la sua casa, l’individuo e la sua proprietà” (Michea 2:1-2).

“Guai alla città di sangue, che è tutta piena di menzogna e di violenza e che non cessa di far preda!” (Nahum 3: 1).

“Guai a colui ch’è avido d’illecito guadagno per la sua casa, per porre il suo nido in alto e mettersi al sicuro dalla mano della sventura! (Habacuc 2:9).

“Guai a colui che edifica la città col sangue, e fonda una città sull’iniquità!” (Habacuc 2:12).

“Guai a colui che dà da bere al prossimo, a te che gli versi il tuo veleno e l’ubriachi, per guardare la sua nudità!” (Habacuc 2:15).

“Guai a chi dice al legno: ‘Svègliati!’ e alla pietra muta: ‘Lèvati!’ Può essa ammaestrare? Ecco, è ricoperta d’oro e d’argento, ma non v’è in lei spirito alcuno” (Habacuc 2:19).

“Guai alla città ribelle, contaminata, alla città d’oppressione! Essa non dà ascolto ad alcuna voce, non accetta correzione, non si confida nell’Eterno, non s’accosta al suo Dio. I suoi capi, in mezzo a lei, sono leoni ruggenti; i suoi giudici son lupi della sera, che non serban nulla per la mattina. I suoi profeti son millantatori, perfidi, i suoi sacerdoti profanano le cose sante, fanno violenza alla legge. L’Eterno è giusto in mezzo a lei; egli non commette iniquità; ogni mattina egli mette in luce i suoi giudizi, e non manca mai; ma il perverso non conosce vergogna” (Sofonia 3:1-5).

“Guai al pastore da nulla, che abbandona il gregge! La spada gli colpirà il braccio e l’occhio destro. Il braccio gli seccherà del tutto, e l’occhio destro gli si spegnerà interamente” (Zaccaria 11:17).

“Guai al mondo per gli scandali! Poiché, ben è necessario che avvengan degli scandali; ma guai all’uomo per cui lo scandalo avviene! ” (Matteo 18:7).

“Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare” (Matteo 23:13).

“Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della geenna il doppio di voi” (Matteo 23:15).

“Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre. Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello” (Matteo 23:23-24).

“Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto” (Matteo 23:25-26).

“Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia. Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità” (Matteo 23:27-28).

“Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione” (Luca 6:24).

“Guai a voi che siete ora satolli, perché avrete fame” (Luca 6:25).

“Guai a voi che ora ridete, perché farete cordoglio e piangerete” (Luca 6:25).

“Guai a voi quando tutti gli uomini diran bene di voi, perché i padri loro facean lo stesso coi falsi profeti” (Luca 6:26).

“Guai a voi, Farisei, perché amate i primi seggi nelle sinagoghe, e i saluti nelle piazze” (Luca 11:43).

“Guai anche a voi, dottori della legge, perché caricate le genti di pesi difficili a portare, e voi non toccate quei pesi neppur con un dito!” (Luca 11:46).

“Guai a voi, perché edificate i sepolcri de’ profeti, e i vostri padri li uccisero. Voi dunque testimoniate delle opere de’ vostri padri e le approvate; perché essi li uccisero, e voi edificate loro de’ sepolcri” (Luca 11:47-48).

“Guai a voi, dottori della legge, poiché avete tolta la chiave della scienza! Voi stessi non siete entrati, ed avete impedito quelli che entravano” (Luca 11:52).

“È impossibile che non avvengano scandali: ma guai a colui per cui avvengono!” (Luca 17:1).

“Ma costoro dicon male di tutte le cose che non sanno; e in quelle che sanno per natura, come le bestie senza ragione, si corrompono. Guai a loro! Perché si sono incamminati per la via di Caino, e per amor di lucro si son gettati nei traviamenti di Balaam, e son periti per la ribellione di Core” (Giuda 10-11).

 

Chi ha orecchi da udire, oda

 

 

 

 

 

 

Il messaggio da portare ai peccatori

 

Il messaggio che un predicatore deve portare al mondo non è ‘Gesù vi ama’, ma: ‘RAVVEDETEVI E CREDETE AL VANGELO’. E il Vangelo è l’annunzio della morte di Gesù Cristo avvenuta per i nostri peccati e della sua resurrezione corporale avvenuta per la nostra giustificazione. Questo è il messaggio della salvezza.

 

 

 

 

 

 

 

Gli Evangelici ‘antipentecostali’ mentono contro la verità

 

Attenzione a tutti quegli Evangelici (Battisti, Riformati, Presbiteriani, Valdesi, Chiesa dei Fratelli, Metodisti, ed altri) che per motivi interessati affermano di avere semplicemente una posizione diversa dalla nostra sulle lingue e sui doni spirituali, e che detestano essere soprannominati ‘antipentecostali’, perchè la posizione diversa che essi hanno sulle lingue e sui doni dello Spirito Santo, è una posizione CONTRO LA PAROLA DI DIO che è VERITA’. E quindi noi proclamiamo CON OGNI FRANCHEZZA che essi DICONO DELLE FALSITA’ sia sulle lingue che sui doni spirituali. Essi non conoscono le Scritture, e neppure la potenza di Dio, e per questo errano grandemente. Nessuno di costoro vi seduca con vani ragionamenti, perchè mentono contro la verità.

L’apostolo Paolo ci ha avvertiti della presenza nella Chiesa di uomini che contrastano la verità con queste parole: “E come Jannè e Iambrè contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità: uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede. Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini” (2 Timoteo 3:8-9).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

‘Cristiani conservatori’ delle cose vecchie

 

Molti dicono di essere diventati Cristiani, ma mondani erano prima e mondani sono adesso; buffoni erano prima, buffoni sono adesso; carnali erano prima, carnali sono adesso. E questo perchè il messaggio che hanno accettato non prevede l’abbandono della mondanità e della carnalità. Si definiscono addirittura ‘Cristiani conservatori’, e in effetti lo sono, perchè hanno deciso di conservare le cose vecchie, cioè la spazzatura!

La Scrittura dichiara: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove” (2 Corinzi 5:17). Ecco perchè noi siamo per la sparizione delle cose vecchie, e non per la loro conservazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Torcono le Sacre Scritture: guai a loro

 

L’apostolo Pietro nella sua seconda epistola scrive: “Perciò, diletti, aspettando queste cose, studiatevi d’esser trovati, agli occhi suoi, immacolati e irreprensibili nella pace; e ritenete che la pazienza del Signor nostro è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo ve l’ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; e questo egli fa in tutte le sue epistole, parlando in esse di questi argomenti; nelle quali epistole sono alcune cose difficili a capire, che gli uomini ignoranti e instabili torcono, come anche le altre Scritture, a loro propria perdizione” (2 Pietro 3:14-16).

Ora, voglio che prestiate la massima attenzione a queste parole dell’apostolo “nelle quali epistole sono alcune cose difficili a capire, che gli uomini ignoranti e instabili torcono, come anche le altre Scritture, a loro propria perdizione”.

Il soggetto è ‘gli uomini ignoranti e instabili’: perchè sono chiamati così dall’apostolo? Perchè non conoscono le Scritture e sono instabili in tutte le loro vie.

Non conoscono le Scritture perchè le leggono poco, e le investigano ancora meno. Gli Scritti Sacri per costoro sono piuttosto noiosi e neppure così importanti, e quindi basta sapere quattro cose. Il resto – dicono loro – lasciamolo ai teologi. Già ai teologi, termine che loro usano in maniera sprezzante. La conoscenza che hanno costoro delle Scritture è limitatissima quindi. Ci sono addirittura passi che essi non sanno neppure che sono scritti nella Bibbia! Immaginate dunque quale ignoranza regna in costoro. La loro dottrina quindi è formata da alcuni pochi versetti biblici e da molte congetture, supposizioni, e sofismi. A livello dottrinale ed anche morale errano grandemente, proprio a motivo della loro ignoranza. La loro dottrina quindi contrasta la dottrina di Dio.

Sono instabili nelle loro vie, e non potrebbe essere altrimenti, dato che sono ignoranti. Una persona ignorante delle Scritture è infatti una persona che non è attaccata alla fedel Parola, e quindi non può essere ferma nelle sue vie. Costoro sono le prede dei falsi dottori, secondo che dice sempre Pietro che i falsi dottori “adescano le anime instabili” (2 Pietro 2:14). Sono individui che vengono “sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l’astuzia loro nelle arti seduttrici dell’errore” (Efesini 4:14).

Costoro sono in mezzo alla Chiesa, quindi in mezzo ai santi. Filosofeggiano, usano sofismi e stratagemmi vari, sono gonfiati di vanità dalla loro mente carnale, i loro discorsi sono pomposi e vacui.

Che cosa fanno questi soggetti? Torcono alcune cose scritte nelle epistole di Paolo come anche le altre Scritture. Nelle epistole di Paolo infatti ci sono delle cose difficili a capire: quindi non tutte le cose scritte da Paolo sono difficili a capire, ma solo alcune. Ma loro non hanno voglia e tempo di investigare le Scritture nel loro insieme per capire queste cose difficili, e allora le contorcono per fare dire all’apostolo Paolo cose che lui pensava e neppure insegnava. Questo essi fanno anche con gli altri Scritti Sacri, sia del Nuovo che dell’Antico Testamento. Devono infatti adattare le Sacre Scritture alle loro perverse e strane dottrine!

Questa opera diabolica costoro la fanno nella maggior parte dei casi oralmente, nel senso che lasciano materialmente intatti gli Scritti Sacri, ma gli fanno dire quello che vogliono loro; ma talvolta anche materialmente in quanto vanno direttamente a manipolare gli Scritti Sacri.

E’ una opera diabolica questa che conduce alla distruzione, e quindi coloro che la compiono sono destinati ad andare incontro alla rovina di stessi.

Dobbiamo dunque vegliare fratelli nel Signore, e tenere d’occhio questi uomini ignoranti e instabili che contorcono le Scritture, e ritirarci da essi, per non andare anche noi incontro alla rovina come loro.

State attenti fratelli a non cadere nel laccio di costoro, e nel momento che li individuate ritiratevi da essi dopo averli ripresi severamente. Non abbiate niente a che fare con essi, perchè sono la rovina della Chiesa.

Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

 

 

 

 

 

Lettera di incoraggiamento per i nostri fratelli che vengono perseguitati dalle Chiese corrotte e mondane

 

Fratelli nel Signore, sappiate che vi aspettano momenti duri, perchè state tra serpenti e scorpioni pronti a lanciarvi contro il veleno che hanno sotto le loro lingue. Costoro sono quelli che parlano sempre e solo di amore, che vi dicono ‘non giudicare’, e altre cose, ma sono dediti alla diffamazione infatti inventano cose false contro coloro che li riprendono e li confutano mediante le Scritture. Ma Dio renderà loro secondo le loro opere.

Ma quanto a voi, amate la verità, annunziate la verità, e praticate la verità; ammonendoli ed essendo d’esempio ” ai credenti, nel parlare, nella condotta, nell’amore, nella fede, nella castità” (1 Timoteo 4:12).

Nelle afflizioni, siate pazienti, sopportate, sapendo che prima di voi hanno sofferto altri fratelli per la verità e la giustizia. Sapendo che Dio si compiace in coloro che sono veraci, onesti, buoni, leali; ma la sua faccia è contro coloro che sono duri di cuore e d’orecchi, che oltre a diffamare, si abbandonano ai piaceri della vita, essendo carnali e mondani. La santificazione la rigettano, perchè prendono piacere nelle concupiscenze mondane e nella superbia in quanto hanno l’animo alle cose alte e sfarzose. Ci sguazzano dentro a più non posso, ed infatti – spiritualmente parlando – emanano un fetore nauseabondo, che è salito nel cospetto di Dio, e a suo tempo Dio li giudicherà per questo loro compiacimento nella mondanità e nella superbia. Quando li si incontra o li si sente parlare senti un odore di morte, e non di vita; e questo perchè rifiutano di santificarsi.

Io all’inizio della mia conversione ancora certe cose non le capivo appieno, ma le ho capite per esperienza, perchè con il tempo ho sperimentato sulla mia pelle l’ipocrisia, la falsità, l’ingiustizia, la stoltezza, il prendere piacere nel male di questo tipo di persone. E quando ho capito quale era veramente la loro condotta, e il motivo quindi per cui non sentivo comunione con loro, mi sono ritirato da costoro, come ha ordinato di fare Paolo: “Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18).

Siate forti, fratelli, siate forti: vi faranno la guerra, ma se continuerete a stare dalla parte del Signore perseverando nel timore di Dio, non vi vinceranno. Torneranno essi a voi, ma voi non tornerete a loro.

Levatevi sempre in favore della verità, turando la bocca ai ribelli: non curanti di quello che potranno dire e fare contro di voi i nemici della verità.

La grazia sia con voi

 

 

 

 

 

 

Una donna astuta di cuore

 

Il modo di vestire di una donna riflette quello che lei è interiormente, infatti la Sapienza descrive la donna adultera in questa maniera: “Una donna in abito da meretrice e astuta di cuore, turbolenta e proterva, che non teneva piede in casa: ora in istrada, ora per le piazze, e in agguato presso ogni canto” (Proverbi 7:10-12). Notate che ella porta un abito da meretrice ed è chiamata astuta di cuore, proterva e turbolenta. L’astuzia che ha quindi nel suo cuore, la porta a vestirsi in maniera provocante e seducente appunto per acchiappare qualcuno.

 

 

 

 

 

 

 

 

Grande pace

 

La Bibbia dice: “Gran pace hanno quelli che amano la tua legge, e non c’è nulla che possa farli cadere” (Salmo 119:165); “A colui ch’è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida” (Isaia 26:3). Questo è lo stato spirituale (di grande pace quindi) in cui si trovano tutti coloro che amano la Parola di Dio, ma non a parole e con la lingua, ma a fatti e in verità. Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

Lottare secondo le leggi

 

“Parimente se uno lotta come atleta non è coronato, se non ha lottato secondo le leggi” (2 Timoteo 2:5).

In ogni competizione sportiva ci sono delle regole a cui gli atleti si devono attenere se vogliono partecipare ad essa ed essere poi premiati nel caso vincono. Si potrebbero fare molti esempi a tale proposito. Che succede a quelli che vogliono arrivare primi o vincere trasgredendo queste regole? Che vengono squalificati. E che succede a coloro che magari arrivano primi violando queste regole? Che gli viene tolto il premio, perchè riconosciuti colpevoli di slealtà sportiva.

Noi dunque che corriamo l’arringo posto dinnanzi a noi, dobbiamo correre attenendoci alle leggi stabilite da Dio per questa corsa, che sono le uniche regole valide, per poter essere poi premiati.

Non ci possiamo inventare nuove leggi durante la corsa, perchè non sarebbero valide. Questo significa che nel regno di Dio il fine non giustifica i mezzi. C’è il castigo di Dio per coloro che lottano secondo delle leggi tutte loro, sprezzando così le regole di Dio.

 

 

Il profeta Elia era ‘ecumenico’?

 

Sapete come giustificano alcuni ‘Evangelici’ la loro collaborazione o il loro fare ecumenismo con i Mussulmani? Dicendo che anche il profeta Elia ha pregato con i profeti di Baal !!! Ecco quale assurdità arrivano a dire taluni per giustificare questa loro opera diabolica in abominio a Dio!

Elia infatti fece radunare i profeti di Baal sul monte Carmelo, non per fare una riunione di preghiera interreligiosa con essi, ma per sfidarli e mostrare al popolo che zoppicava dai due lati che il vero Dio era il suo Dio!

Ecco quello che è scritto: “E, non appena Achab vide Elia, gli disse: ‘Sei tu colui che mette sossopra Israele?’ Elia rispose: ‘Non io metto sossopra Israele, ma tu e la casa di tuo padre, perché avete abbandonati i comandamenti dell’Eterno, e tu sei andato dietro ai Baali. Manda ora a far raunare tutto Israele presso di me sul monte Carmel, insieme ai quattrocentocinquanta profeti di Baal ed ai quattrocento profeti d’Astarte che mangiano alla mensa di Izebel’. E Achab mandò a chiamare tutti i figliuoli d’Israele, e radunò que’ profeti sul monte Carmel. Allora Elia s’accostò a tutto il popolo, e disse: ‘Fino a quando zoppicherete voi dai due lati? Se l’Eterno è Dio, seguitelo; se poi lo è Baal, seguite lui’. Il popolo non gli rispose verbo. Allora Elia disse al popolo: ‘Son rimasto io solo de’ profeti dell’Eterno, mentre i profeti di Baal sono in quattrocentocinquanta. Ci sian dunque dati due giovenchi; quelli ne scelgano uno per loro, lo facciano a pezzi e lo mettano sulle legna, senz’appiccarvi il fuoco; io pure preparerò l’altro giovenco, lo metterò sulle legna, e non v’appiccherò il fuoco. Quindi invocate voi il nome del vostro dio, e io invocherò il nome dell’Eterno; e il dio che risponderà mediante il fuoco, egli sia Dio’. Tutto il popolo rispose e disse: ‘Ben detto!’ Allora Elia disse ai profeti di Baal: ‘Sceglietevi uno de’ giovenchi; preparatelo i primi, giacché siete i più numerosi; e invocate il vostro dio, ma non appiccate il fuoco’. E quelli presero il giovenco che fu dato loro, e lo prepararono; poi invocarono il nome di Baal dalla mattina fino al mezzodì, dicendo: ‘O Baal, rispondici!’ Ma non s’udì né voce né risposta; e saltavano intorno all’altare che aveano fatto. A mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro, e a dire: ‘Gridate forte; poich’egli è dio, ma sta meditando, o è andato in disparte, o è in viaggio; fors’anche dorme, e si risveglierà’. E quelli si misero a gridare a gran voce, e a farsi delle incisioni addosso, secondo il loro costume, con delle spade e delle picche, finché grondavan sangue. E passato che fu il mezzogiorno, quelli profetarono fino all’ora in cui si offriva l’oblazione, senza che s’udisse voce o risposta o ci fosse chi desse loro retta. Allora Elia disse a tutto il popolo: ‘Accostatevi a me!’ E tutto il popolo s’accostò a lui; ed Elia restaurò l’altare dell’Eterno ch’era stato demolito. Poi prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù de’ figliuoli di Giacobbe, al quale l’Eterno avea detto: ‘Il tuo nome sarà Israele’. E con quelle pietre edificò un altare al nome dell’Eterno, e fece intorno all’altare un fosso, della capacità di due misure di grano. Poi vi accomodò le legna, fece a pezzi il giovenco, e lo pose sopra le legna. E disse: ‘Empite quattro vasi d’acqua, e versatela sull’olocausto e sulle legna’. Di nuovo disse: ‘Fatelo una seconda volta’. E quelli lo fecero una seconda volta. E disse ancora: ‘Fatelo per la terza volta’. E quelli lo fecero per la terza volta. L’acqua correva attorno all’altare, ed egli empì d’acqua anche il fosso. E sull’ora in cui si offriva l’oblazione, il profeta Elia si avvicinò e disse: ‘O Eterno, Dio d’Abrahamo, d’Isacco e d’Israele, fa’ che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatte tutte queste cose per ordine tuo. Rispondimi, o Eterno, rispondimi, affinché questo popolo riconosca che tu, o Eterno, sei Dio, e che tu sei quegli che converte il cuor loro!’ Allora cadde il fuoco dell’Eterno, e consumò l’olocausto, le legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l’acqua ch’era nel fosso. Tutto il popolo, veduto ciò, si gettò con la faccia a terra, e disse: ‘L’Eterno è Dio! L’Eterno è Dio!’ Ed Elia disse loro: ‘Pigliate i profeti di Baal; neppur uno ne scampi!’ Quelli li pigliarono, ed Elia li fece scendere al torrente Kison, e quivi li scannò” (1 Re 18:17-40).

Nessuno di questi cianciatori e ribelli vi seduca dunque con vani ragionamenti.

La Scrittura è chiara: “Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:14-18).

Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

Gli ipocriti e la loro sorte

 

Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal lievito de’ Farisei, che è ipocrisia. Ma non v’è niente di coperto che non abbia ad essere scoperto, né di occulto che non abbia ad esser conosciuto. Perciò tutto quel che avete detto nelle tenebre, sarà udito nella luce; e quel che avete detto all’orecchio nelle stanze interne, sarà proclamato sui tetti” (Luca 12:1-3).

Ora, come noi sappiamo molto bene i Farisei erano degli ipocriti, infatti è così che Gesù li chiamò a più riprese. Chi sono gli ipocriti? Sono coloro che portano una maschera, nel senso che recitano la parte di qualcuno che essi in realtà non sono. In altre parole, sono una sorta di attori. E difatti il termine ‘ipocrita’ deriva dalla parola greca ‘hypokrités’ che significa ‘attore’ – e difatti nel teatro dell’antica Grecia gli attori erano conosciuti come gli ‘ipocriti’ – e quindi un attore è un ipocrita perchè fa finta di essere qualcuno o qualcosa che in realtà non è. Gli scribi e i Farisei furono perciò definiti da Gesù ‘ipocriti’ perchè nella pratica recitavano la parte dei giusti, o meglio facevano credere alla gente indossando una maschera che essi erano giusti, quando invece erano pieni di iniquità ed ingiustizia. Essi non erano il tipo di persone che apparivano, ma tutt’altro tipo di persone.

Nella pratica gli ipocriti davanti ad alcuni recitano la parte di qualcuno che essi non sono, mentre davanti ad altri si tolgono questa maschera e parlano ed agiscono in base a quello che essi sono realmente. Che fanno gli attori di teatro o di cinema per esempio? Sul palco del teatro o sul set del cinema si impersonificano in un certo personaggio, e recitano quella parte: poi una volta terminata la recitazione, tornano ad essere quello che sono.

Vediamo gli ipocriti ai giorni di Gesù come si comportavano, per capire nella pratica in che cosa consiste l’ipocrisia da cui noi ci dobbiamo guardare.

Gesù disse: “Guardatevi dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli uomini per esser osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. E quando pregate, non siate come gl’ipocriti; poiché essi amano di fare orazione stando in piè nelle sinagoghe e ai canti delle piazze per esser veduti dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l’uscio fa’ orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. E nel pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano d’essere esauditi per la moltitudine delle loro parole. Non li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo. Dacci oggi il nostro pane cotidiano; e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno. Perché se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli. E quando digiunate, non siate mesti d’aspetto come gl’ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, affinché non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa” (Matteo 6:1-18).

Notate come gli ipocriti facevano delle cose giuste in stesse, ma le facevano per farsi vedere dagli uomini e da loro essere onorati. In altre parole le facevano non sinceramente, non con un cuore puro, non con una buona coscienza, ma solo per apparire giusti agli uomini e da essi quindi essere lodati e complimentati. Ecco dunque la parte che recitavano, la parte dei giusti.

Ma essi non erano giusti, perchè nel segreto o lontani dagli sguardi degli uomini non amavano e non praticavano la giustizia, non amavano e non praticavano la verità, infatti Gesù disse agli scribi e ai Farisei: “Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto. Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia. Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità” (Matteo 23:25-28), ed in un altro posto disse che gli scribi divoravano le case delle vedove (Marco 12:40).

Dunque gli scribi e i Farisei ammoniti severamente da Gesù, erano doppi perchè quella che mostravano agli uomini era solo una maschera che essi usavano per essere onorati dagli uomini. “Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini” (Matteo 23:5), disse Gesù di loro.

Anche oggi, in mezzo alla Chiesa, cioè il popolo di Dio, ci sono gli ipocriti.

Essi, quando sono in presenza dei Cristiani, recitano la parte dei Cristiani cioè indossano la maschera del Cristiano. Pregano, cantano, leggono la Bibbia, fanno offerte, si vestono da Cristiani, e con la bocca si mostrano favorevoli ai principi biblici. Ma fanno ciò solo per essere visti ed onorati dagli altri perchè poi quando sono in un altro contesto o sono in presenza dei peccatori e degli empi (ma anche non necessariamente in loro presenza), allora si tolgono quella maschera e si comportano esattamente come i peccatori e gli empi.

Quando dunque ci sono delle persone che nel locale di culto si comportano da Cristiani, ma fuori dal locale di culto in presenza dei peccatori si comportano da peccatori adottando il loro linguaggio scurrile, volgare, insensato, o comportandosi empiamente dandosi a gozzoviglie, ubriachezze, ed altre opere della carne, o andandosi a divertire come o con i peccatori, o essendo ingiusti, rapaci, spietati, fraudolenti, bugiardi, indifferenti alle cose relative al Regno di Dio, dovete sapere che siamo in presenza di ipocriti. Non importa se hanno degli incarichi nella Chiesa o dicono che sono stati battezzati in acqua o con lo Spirito Santo; essi sono degli ipocriti. Non lasciatevi ingannare dalla loro apparenza, perchè sono degli ipocriti.

Purtroppo oggi ci sono molti di costoro che frequentano i locali di culto delle Chiese Evangeliche, perchè quello che vale è apparire di essere Cristiani e non essere Cristiani. E a capo di questa schiera di ipocriti ci sono spesso i pastori, che quando sono al locale di culto o ai convegni o in altri assembramenti cristiani, indossano la maschera del Cristiano, ma nella vita di tutti i giorni sia quando sono in presenza dei peccatori che quando non lo sono si comportano esattamente come loro.

Ecco perchè ci sono tanti che si dicono Cristiani, che quando non sono in presenza di altri Cristiani sono irriconoscibili: perchè sono degli ipocriti.

E’ la triste realtà, fratelli, questa, e ci procura un grosso dolore, perchè per colpa di costoro il nome di Dio viene bestemmiato, e la dottrina di Dio biasimata.

E questa ipocrisia naturalmente non viene riprovata dal pulpito con ogni franchezza, proprio perchè è dietro il pulpito che spesso si annida per prima l’ipocrisia.

Ora, Gesù ci ha ordinato di guardarci dall’ipocrisia, e quindi noi dobbiamo rigettare la condotta degli ipocriti e badare a noi stessi affinchè non diventiamo degli ipocriti. L’apostolo Pietro infatti ce lo conferma dicendo: “Gettando dunque lungi da voi ogni malizia, e ogni frode, e le ipocrisie, e le invidie, ed ogni sorta di maldicenze, come bambini pur ora nati, appetite il puro latte spirituale, onde per esso cresciate per la salvezza, se pure avete gustato che il Signore è buono” (1 Pietro 2:1-3), come ce lo conferma pure l’apostolo Paolo quando dice: “L’amore sia senza ipocrisia” (Romani 12:9).

Noi che abbiamo conosciuto Dio, o meglio che siamo stati da Lui conosciuti, dobbiamo rigettare ogni ipocrisia, e comportarci in maniera degna del Vangelo, non solo quando siamo in presenza di altri fratelli, ma anche quando siamo in presenza dei peccatori. E lo dobbiamo fare sinceramente, onestamente, avendo una buona coscienza.

A che giova apparire santi al locale di culto, e poi essere empi nella vita di tutti i giorni? A che giova recitare la parte dei Cristiani? Si possono ingannare per un tempo i fratelli, ma certamente non si può ingannare Dio, dinnanzi al quale “tutte le cose sono nude e scoperte” (Ebrei 4:13) e difatti poi a suo tempo Egli manifesta pubblicamente l’ipocrisia degli ipocriti, secondo che ha detto Gesù: “Ma non v’è niente di coperto che non abbia ad essere scoperto, né di occulto che non abbia ad esser conosciuto”.

Non solo, arriva il giorno in cui gli ipocriti saranno puniti, secondo che ha detto Gesù: “Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figliuol dell’uomo verrà. Qual è mai il servitore fedele e prudente che il padrone abbia costituito sui domestici per dar loro il vitto a suo tempo? Beato quel servitore che il padrone, arrivando, troverà così occupato! Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni. Ma, s’egli è un malvagio servitore che dica in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire; e comincia a battere i suoi conservi, e a mangiare e bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servitore verrà nel giorno che non se l’aspetta, e nell’ora che non sa; e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà la sorte degl’ipocriti. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti” (Matteo 24:44-51).

Dunque, la sorte che attende gli ipocriti, è orribile, perchè sono destinati ad andare dove c’è il pianto e lo stridore dei denti.

Badiamo a noi stessi dunque, e conduciamoci in maniera degna di Cristo, guardandoci dall’ipocrisia, come ci ha comandato di fare il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.

Concludo dicendovi questo fratelli: guardatevi dal praticare la vostra giustizia (elemosine, preghiere e digiuni) nel cospetto degli uomini per essere visti ed onorati da loro e seguite i comandamenti di Cristo a tal proposito, altrimenti non riceverete alcun premio da Dio. L’ipocrisia è lievito, e un di lievito fa lievitare tutta la pasta (1 Corinzi 5:6).

A coloro che invece fingono di essere Cristiani dico questo: sappiate che siete nemici di Dio, e quindi avete bisogno di ravvedervi dei vostri peccati e credere nel Vangelo altrimenti incorrerete nell’ira ardente di Dio e perirete.

 

 

Tempi difficili

 

Quando la Guardia di Finanza scopre qualche frode commerciale o finanziaria a danno dei cittadini o dei contribuenti, non mi risulta che le persone frodate o ingannate si arrabbino con la Guardia di Finanza, anzi si rallegrano e mostrano gratitudine verso questo speciale Corpo di Polizia, che vi ricordo fa parte delle autorità stabilite da Dio e quindi stabilite per il nostro bene, secondo che dice Paolo a proposito dei magistrati “i magistrati non son di spavento alle opere buone, ma alle cattive ….. perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene” (Romani 13:3,4).

Quando invece nella Chiesa vengono smascherati gli operai fraudolenti e le loro frodi a danno dei Cristiani, molti cosiddetti Cristiani si arrabbiano con gli smascheratori e non con gli smascherati; difendono gli smascherati anzichè gli smascheratori; mostrano gratitudine verso gli smascherati anzichè verso gli smascheratori. In altre parole, costoro se la prendono con coloro che sono stati stabiliti da Dio nella Sua Chiesa, “per il perfezionamento de’ santi, per l’opera del ministerio, per la edificazione del corpo di Cristo, finché tutti siamo arrivati all’unità della fede e della piena conoscenza del Figliuol di Dio, allo stato d’uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo” (Efesini 4:12-13); anzichè prendersela con i cattivi operai, con gli impostori, con i falsi ministri del Vangelo, che con la loro astuzia e le loro arti seduttrici dell’errore, seducono il cuore dei semplici, li frodano e li sfruttano estorcendo loro denaro a più non posso usando i pretesti più svariati.

Costoro non amano la verità, ma la menzogna: non amano la giustizia, ma l’ingiustizia: non amano l’onestà, ma la disonestà; non temono Dio, ma gli uomini. Sono corrotti, riprovati quanto alla fede, gente da cui guardarsi e ritirarsi.

Diceva bene l’apostolo Paolo a Timoteo: “Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del danaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senz’affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerarî, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi le forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza. Anche costoro schiva! Poiché del numero di costoro son quelli che s’insinuano nelle case e cattivano donnicciuole cariche di peccati, agitate da varie cupidigie, che imparan sempre e non possono mai pervenire alla conoscenza della verità. E come Jannè e Iambrè contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità: uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede. Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini” (2 Timoteo 3:1-9).

 

 

Hanno dimenticato che …

 

Molti che affermano di essere Cristiani hanno dimenticato che “Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi ….” (Galati 5:1) e non libertini; che siamo stati chiamati a libertà (Galati 5:13), e non al libertinaggio. E difatti questo si vede dal modo dissoluto e disordinato in cui vivono. Tra loro e i pagani che non conoscono Dio non c’è alcuna differenza, o meglio una differenza c’è, ed è che essi frequentano le riunioni presso un locale di culto di una Chiesa Evangelica; per il resto parlano, pensano, ragionano, e vivono nella stessa maniera.

Costoro sono sale insipido, e una luce spenta, e quindi non servono a niente. Oltretutto sprezzano e odiano coloro che li riprendono affinché si ravvedano e si riconcilino con Dio.

 A suo tempo mieteranno quello che hanno seminato, secondo che è scritto: “Non v’ingannate; non si può beffarsi di Dio; poiché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. Perché chi semina per la propria carne, mieterà dalla carne corruzione; ma chi semina per lo Spirito, mieterà dallo Spirito vita eterna” (Galati 6:7-8).

 

 

 

Ma quali missionari!

 

Attenzione, perchè ci sono qui in Italia cosiddetti missionari provenienti dall’America, che come missione hanno quella di far emancipare il popolo di Dio dai comandamenti di Cristo, e renderlo quindi dissoluto come sono loro. Una volta individuati, ritiratevi da loro. E’ molto facile individuarli. Andate sulle loro bacheche di Facebook per esempio.

Missionari? Sono dei buffoni, altro che missionari. Se guardate le loro foto che loro pubblicano sulle loro bacheche quasi che fossero dei trofei di guerra o di caccia, di cui vanno fieri, capirete meglio. E poi leggete le insensatezze che dicono, i ragionamenti che fanno, i loro interessi personali, ecc. Sono cose pubbliche, che tutti possono vedere.

Non vi fate ingannare dai loro sorrisi e dai loro abbracci, e dalle loro parole melate; e neppure dal loro ‘curriculum missionario’. E’ gente che dovrebbe essere cacciata via dalle assemblee dei santi, perchè hanno mutato la grazia di Dio in dissolutezza. Sono la rovina della Chiesa, sono la rovina della Chiesa, sono la rovina della Chiesa.

Voglio dirvi una altra cosa per aiutarvi a riconoscerli: sono quelli che ci chiamano ‘religiosi’, ‘farisei’, ‘bigotti’, e soprattutto ‘legalisti’. Non potete sbagliare quindi.

 

 

 

Il Vangelo dell’intrattenimento

 

 

Ormai in questi ultimi tempi molte Chiese hanno adottato il Vangelo del divertimento per raggiungere il mondo. In che cosa consiste questo Vangelo del divertimento? In spettacoli e intrattenimenti vari per i peccatori affinché assistendo ad essi si possano sentire attirati ad accettare il Vangelo. Ormai c’è di tutto e di più nelle Chiese, ce n’è per tutti i gusti, come si suole dire. Concerti di musica ‘cristiana’ moderna, rave party, mimi, rappresentazioni teatrali, balletti, cabaret, spettacoli di clown, e tanto altro ancora. In realtà tanti luoghi di culto sono diventati dei veri e propri luoghi di intrattenimento e divertimento. Tutto naturalmente sotto l’insegna ‘Gesù ti ama’ e ‘Dio è amore’, e con il pretesto di raggiungere le masse con il Vangelo di Dio. I peccatori si devono sentire a casa loro nei locali di culto dove si riuniscono i santi, si devono sentire a loro agio quando ci sentono parlare di Gesù nelle piazze e nelle strade, e quindi si devono adottare speciali tecniche di evangelizzazione, ci vengono a dire costoro!

Ma tutto ciò non ha nulla a che fare con la predicazione del Vangelo, che Cristo ha ordinato ai suoi discepoli quando disse loro: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura” (Marco 16:15), appunto perchè il Vangelo va presentato al mondo mediante la predicazione. E difatti sia il Signore Gesù che gli apostoli non cercarono mai di raggiungere le anime divertendo o intrattenendo il mondo, ma si limitarono a predicare il Vangelo della grazia di Dio, predicazione che fu accompagnata da segni, prodigi e opere potenti, che erano le cose che spesso attiravano le anime ad ascoltarli o che servivano a trarle all’ubbidienza della fede.

E badate che anche ai giorni di Gesù Cristo e degli apostoli esistevano forme di divertimento o intrattenimento simili a quelle che esistono oggi. Avrebbero potuto adottarle per raggiungere le masse, non vi pare? Eppure non lo fecero. Perchè? Perchè lo Spirito di Dio non li spinse a farlo, in quanto quelle manifestazioni contrastavano la volontà di Dio, che è quella che il Vangelo sia predicato con lo Spirito Santo, con potenza e con gran pienezza di convinzione E NON CON FORME DI INTRATTENIMENTO.

Vi siete mai chiesti perchè i discepoli del Signore in preghiera un giorno dissero: “E adesso, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servitori di annunziar la tua parola con ogni franchezza, stendendo la tua mano per guarire, e perché si faccian segni e prodigî mediante il nome del tuo santo Servitore Gesù” (Atti 4:29-30)? Vi siete mai chiesti perchè l’apostolo Paolo esortava i santi affinché Dio gli desse di predicare il Vangelo con ogni franchezza (Efesini 6:19), ovvero come si conviene che si annunzi? Perchè loro avevano capito come doveva essere trasmesso il Vangelo al mondo! Oggi invece molti cosiddetti Cristiani non lo hanno ancora capito, e questo anche dopo decine di anni di fede o addirittura di ‘ministerio’, di cui vanno orgogliosi e che non perdono occasione di far notare.

Ma c’è un’altra cosa da dire, e cioè che il divertimento o l’intrattenimento contrasta quella che è la ragione per cui si predica il Vangelo al mondo. Cosa intendo dire? Che il Vangelo si predica affinché gli uomini siano riscattati dal presente secolo malvagio, e quindi anche dalle mondane concupiscenze (divertimenti e intrattenimenti vari) che fanno parte di questo mondo; e quindi affinché gli uomini si separino dalla mondanità, affinché tronchino con la mondanità. Non dice forse l’apostolo Paolo: “Poiché la grazia di Dio, salutare per tutti gli uomini, è apparsa e ci ammaestra a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente” (Tito 2:11-12)? Ma se il Vangelo viene presentato agli uomini usandosi delle mondane concupiscenze o appoggiandosi alla mondanità (approvandola quindi) è evidente che è un controsenso portarlo, perchè da un lato gli si presenta il Vangelo che è potenza di Dio per la salvezza di ognuno che crede e dall’altro è come se gli si dicesse: ‘Comunque, non vi preoccupate, dal divertimento non avete bisogno di separarvi!’ E dunque, il messaggio è come se fosse questo: ‘Potete accettare Gesù, senza rinunciare al mondo!’ Questo è un messaggio falso, è un messaggio perverso che non viene da Dio! Se infatti la grazia di Dio ci ammaestra a rinunciare alle mondane concupiscenze, la stessa grazia di Dio non ci può ammaestrare ad accettare le mondane concupiscenze, vale a dire i divertimenti! Dio non si contraddice! E allora quella che ammaestra i membri di queste Chiese non è la grazia di Dio, ma la falsa grazia di Dio, cioè la grazia di Dio trasformata da queste Chiese in dissolutezza. E quindi possiamo dire che è la dissolutezza che li ammaestra ad abbracciare le mondane concupiscenze, e certamente non la grazia di Dio! Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, fratelli.

Non ci si deve meravigliare quindi nel constatare che gli intrattenimenti per i peccatori stanno producendo tante adesioni alle varie Chiese, ma non reali conversioni. Le persone cambiano Chiesa, cambiano locale di culto, ma non cambiano tipo di vita. Mondani erano prima, mondani sono adesso perchè continuano ad amare il mondo. Si divertivano prima, e si divertono anche adesso, ma con il pretesto di parlare di Gesù al mondo! Ma tutto questo a tanti pastori non li turba affatto, anzi sono contentissimi, perchè i loro locali di culto si riempiono, o meglio si riempiono le casse delle offerte, e quindi le loro tasche.

Anzi c’è da dire anche questo, che in molti casi ci sono persone che sono peggiorate entrando a far parte di queste Chiese mondane date al divertimento, nel senso che se prima non si interessavano di teatro dopo hanno cominciato a interessarsi, se prima non gli piaceva un certo tipo di musica diabolica, poi hanno cominciato ad amarla, se prima certi luoghi di divertimento non li frequentavano poi hanno cominciato a frequentarli. Considerate dunque queste Chiese che cosa portano al mondo, il messaggio dell’amore di Dio verso gli uomini e implicitamente anche l’amore che i credenti secondo costoro devono continuare a nutrire per il mondo e le cose che sono nel mondo.

I conduttori di queste Chiese date all’intrattenimento stanno rovinando in particolare i giovani, stanno facendo di tutto per corromperli spiritualmente. Dice bene Dio tramite il profeta: “O popolo mio, quei che ti guidano ti sviano, e distruggono il sentiero per cui devi passare!” (Isaia 3:12).

Al bando dunque queste moderne tecniche di evangelizzazione che stanno corrompendo tante Chiese, ed hanno falsato il messaggio di Dio ai peccatori. Si predichi al mondo il Vangelo della grazia di Dio come si conviene, senza omettere quindi di predicare il ravvedimento dalle opere morte, e il giudizio a venire su coloro che non conoscono Dio e non ubbidiscono al Vangelo di Cristo. Questo significa predicare contro il peccato, chiamando dunque i divertimenti con il loro nome, ed esortare ad abbandonarlo. Perchè la grazia di Dio ci ammaestra a rinunciare all’empietà e alle mondane concupiscenze, e non a perseverare in queste cose malvagie. E si preghi come fecero gli antichi discepoli affinchè Dio aggiunga la Sua testimonianza con segni, prodigi e guarigioni.

 Concludo con queste parole dell’apostolo Paolo: “Che direm dunque? Rimarremo noi nel peccato onde la grazia abbondi? Così non sia. Noi che siam morti al peccato, come vivremmo ancora in esso? O ignorate voi che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi siam dunque stati con lui seppelliti mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita” (Romani 6:1-4).

Noi dunque siamo stati salvati per vivere una nuova vita, non per continuare a vivere come prima. Se quindi questa vita è nuova, deve essere totalmente diversa da quella vecchia che vivevamo prima: non vi pare? Non ha forse detto Paolo: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove” (2 Corinzi 5:17)? Come possiamo dunque adottare come Chiesa di Dio in Cristo le frivolezze di questo mondo, i divertimenti del mondo, sia pur per portare il Vangelo al mondo, pensando di piacere a Dio in tutta la nostra condotta?

Attenzione, fratelli, perchè chi pensa di piacere a Dio in questa maniera, si sta illudendo perchè invece che piacere a Dio gli sta dispiacendo, invece che averlo per amico lo ha per nemico, perchè la Scrittura dice: “O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4).

Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

Tu dici: Non predicare contro ….

 

“E l’Eterno mi disse: ‘Amos, che vedi?’ Io risposi: ‘Un piombino’. E il Signore disse: – ‘Ecco, io pongo il piombino in mezzo al mio popolo d’Israele; io non gli userò più oltre tolleranza; saranno devastati gli alti luoghi d’Isacco, i santuari d’Israele saranno distrutti, ed io mi leverò con la spada contro la casa di Geroboamo’. Allora Amatsia, sacerdote di Bethel, mandò a dire a Geroboamo, re d’Israele: ‘Amos congiura contro di te in mezzo alla casa d’Israele; il paese non può sopportare tutte le sue parole. Amos, infatti, ha detto: – Geroboamo morrà di spada e Israele sarà menato in cattività lungi dal suo paese’. E Amatsia disse ad Amos: ‘Veggente, vattene, fuggi nel paese di Giuda; mangia colà il tuo pane, e là profetizza; ma a Bethel non profetar più, perché è un santuario del re e una residenza reale’. Allora Amos rispose e disse: ‘Io non sono profeta, né discepolo di profeta; ero un mandriano, e coltivavo i sicomori; l’Eterno mi prese di dietro al gregge, e l’Eterno mi disse: – Va’, profetizza al mio popolo d’Israele. – Or dunque ascolta la parola dell’Eterno: – Tu dici: Non profetare contro Israele, e non predicare contro la casa d’Isacco! – Perciò così parla l’Eterno: – La tua moglie si prostituirà nella città, i tuoi figliuoli e le tue figliuole cadranno per la spada, il tuo paese sarà spartito con la cordicella, e tu stesso morrai su terra impura, e Israele sarà certamente menato in cattività, lungi dal suo paese’” (Amos 7:8-17).

Il profeta Amos preannuncia i giudizi di Dio contro Israele, a motivo della sua malvagità, ed anche contro la casa di Geroboamo che era il re. Ma ecco un sacerdote di nome Amatsia, che prima parla male al re di Amos, dicendogli che il profeta stava congiurando contro il re, e poi intima al profeta di non profetare contro Israele e lo invita ad andare a profetizzare nel paese di Giuda. Dio vede ed ascolta tutto ciò e rivela al profeta il giudizio che piomberà addosso ad Amatsia per le sue stolte parole.

Questa storia ci mostra che coloro che parlano da parte di Dio non lusingano i ribelli, ma li ammoniscono e li avvertono che nel seguire il loro cuore ostinato andranno incontro ai giudizi di Dio. Ma essa mostra anche che il giudizio di Dio si abbatte anche su coloro che vorrebbero mettere a tacere le sentinelle che Dio ha posto in mezzo al suo popolo per avvertirlo.

Chi ha orecchi da udire, oda

 

 

 

Se Dio non fosse stato il mio aiuto …

 

Assieme al Salmista posso dire: “Se l’Eterno non fosse stato il mio aiuto, a quest’ora l’anima mia abiterebbe il luogo del silenzio. Quand’ho detto: Il mio piè vacilla, la tua benignità, o Eterno, m’ha sostenuto. Quando sono stato in grandi pensieri dentro di me, le tue consolazioni han rallegrato l’anima mia” (Salmo 94:17-19). In verità Dio ci sostiene e ci consola in ogni nostra afflizione. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

 

 

 

Onesiforo

 

Paolo disse a Timoteo: “Conceda il Signore misericordia alla famiglia d’Onesiforo, poiché egli m’ha spesse volte confortato e non si è vergognato della mia catena; anzi, quando è venuto a Roma, mi ha cercato premurosamente e m’ha trovato” (2 Timoteo 1:16-17). Dunque pure Paolo ebbe bisogno di essere consolato in mezzo alle sue afflizioni, e mentre era in catene a Roma lo fu tramite Onesiforo.

Quanto sono preziosi quei fratelli che magari non sono molto conosciuti, ma sono coraggiosi e ubbidienti al Signore come lo era Onesiforo e ti consolano in mezzo alle tue afflizioni che patisci per Cristo.

 

 

 

 

 

Guardatevi dagli irreligiosi

 

Paolo dice che “negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del danaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, …..” (2 Timoteo 3: 1-2), e che costoro vanno schivati. Quindi anche gli irreligiosi – che abbondano nelle Chiese – vanno schivati. Non i religiosi quindi, la cui religione è “visitar gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e conservarsi puri dal mondo” (Giacomo 1.27), ma gli IRRELIGIOSI.

 

 

 

 

 

Si illudono …

Dio punisce i seduttori di menti, che seducono il cuore dei semplici e adescano le anime instabili. Nessuno si illuda. Ma ai seduttori piace illudersi ed illudersi gli uni gli altri: ‘Non ti preoccupare, non si tratta di una punizione divina’ si dicono per consolarsi quando Dio colpisce uno di loro. Dio li colpisce, ma essi non sentono nulla, e non fanno alcun caso al messaggio inviatogli da Dio nella sua bontà. Guai a loro!

 

 

                                                                                                                                                                                          

 

 

 

Ecco chi viene cacciato

 

Oggi da molte Chiese non vengono cacciati quelli che chiamandosi fratelli sono idolatri, fornicatori, oltraggiatori, rapaci, ubriaconi, avari e rapaci; MA quelli che si santificano, che sono integri nelle loro vie, e amanti della verità e della giustizia. Questo perchè i loro pastori sono amanti della dissolutezza e delle menzogne. Ecco la triste e cruda realtà. Questi pastori naturalmente non rimarranno impuniti come anche coloro che li approvano.

 

 

 

 

 

La loro vera immagine è questa

 

Ve li immaginate i falsi apostoli a Corinto, accusare Paolo di avergli rovinato la loro immagine pubblica, scrivendo queste parole nella sua lettera ai santi di Corinto: “Poiché cotesti tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. E non c’è da maravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere” (2 Corinzi 11:13-15)? O i falsi profeti accusare il profeta Geremia di avergli rovinato la loro immagine pubblica perchè li aveva accusati di fare false profezie e di raccontare sogni e visioni falsi?

 Eppure è quello che oggi sta avvenendo: ci sono taluni che si chiamano apostoli, evangelisti, profeti, pastori e dottori, E NON LO SONO, che essendo stati messi alla prova, sono stati trovati mendaci: E ADESSO ACCUSANO QUELLI CHE LI HANNO MESSI ALLA PROVA E LI HANNO TROVATI MENDACI O CHE LI HANNO SMASCHERATI, di avergli rovinato la loro immagine pubblica!!

 A costoro voglio dire questo. Sappiate che nessuno ha rovinato la vostra immagine, perchè questa è la vostra vera immagine pubblica, quella che vi siete creata nel corso di tutti questi anni, e di cui ora tanti si sono accorti, nonostante i vostri sforzi di apparire ministri del Vangelo.

Ravvedetevi, ribelli e seduttori di menti, dei vostri inganni e dei vostri scandali, che avete perpetrato a danno dei fratelli, e a discredito della via della verità; e chiedete perdono a Dio e a tutti i fratelli che avete scandalizzato con la vostra empia e falsa condotta, altrimenti porterete il peso della vostra iniquità in eterno.

 

 

 

 

 

 

‘Tra cani non si mordono’

 

Verrebbe da dire: ‘Tra cani non si mordono’. E difatti tra i cani che si aggirano nelle Chiese ci sono buoni rapporti di vicinato, e in molti casi un grande affiatamento ed una grande stima. Ladri quindi che parlano bene di altri ladri; seduttori che parlano bene di altri seduttori; rapaci che parlano bene di altri rapaci; arroganti che parlano bene di altri arroganti. E’ una banda questa che sta danneggiando la vigna di Dio: guardatevi da essi.

 

 

 

 

 

 

 

E’ la tua perdizione ….

 

Popolo di Dio, ascolta quello che dice il tuo Creatore: “È la tua perdizione, o Israele, l’essere contro di me, contro il tuo aiuto” (Osea 13:9). Non indurare la cervice, non indurare il cuore. Stracciati il tuo cuore, e torna al Tuo Dio dal quale ti sei allontanato, altrimenti porterai la pena della tua ribellione. Smetti di sprezzare la Sua Parola, altrimenti Dio ti avvilirà.

 

 

 

 

 

 

 

Fanno i desideri del padre loro

 

Dice bene la Sapienza: “Il giusto odia la menzogna, ma l’empio getta sugli altri vituperio ed onta” (Proverbi 13:5). Coloro quindi che hanno il nome di Cristiani ma che sono dati a calunniare e diffamare sono EMPI. E vi ricordo che le calunnie e le diffamazioni sono ACCUSE INVENTATE, senza quindi nessuna prova. Costoro sono figli del diavolo, che è il calunniatore dei fratelli, e fanno i desideri del padre loro. Li aspetta il tormento eterno. Guardatevi da essi.

 

 

 

 

 

 

Hanno deviato ….

 

“Ma il fine di quest’incarico è l’amore procedente da un cuor puro, da una buona coscienza e da fede non finta; dalle quali cose certuni avendo deviato, si sono rivolti a un vano parlare, volendo esser dottori della legge, quantunque non intendano quello che dicono, né quello che danno per certo. ” (1 Timoteo 1:5-7).

Notate che taluni avendo deviato da una buona coscienza e da un cuore puro, e da una fede vera, si sono dati a vani ragionamenti, e non capiscono quello che dicono come neppure quello che danno per certo. E’ dunque necessario conservare una buona coscienza come anche un cuore puro e la fede, per non diventare dei cianciatori.

 

 

 

 

 

 

 

Me ne rallegro pure io

 

“Vero è che alcuni predicano Cristo anche per invidia e per contenzione; ma ce ne sono anche altri che lo predicano di buon animo. Questi lo fanno per amore, sapendo che sono incaricato della difesa del Vangelo; ma quelli annunziano Cristo, con spirito di parte, non sinceramente, credendo cagionarmi afflizione nelle mie catene. Che importa? Comunque sia, o per pretesto o in sincerità, Cristo è annunziato; e io di questo mi rallegro …. (Filippesi 1:15-18).

Anch’io dico assieme a Paolo ‘Che importa? Comunque sia, o per pretesto o in sincerità, Cristo è annunciato; e io di questo mi rallegro ….’. Rallegratevi anche voi, sapendo che Dio regna e trasforma il male in bene, alla Sua gloria. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

Spazzatura

 

Ecco come li consideriamo i titoli accademici e i diplomi dati dalle cosiddette Scuole Bibliche, e di cui tanti vanno orgogliosi e si vantano, e senza i quali pensano che non si possa essere autorizzati a predicare o a svolgere un ministerio nella Chiesa di Dio: SPAZZATURA.

“Non già che siam di per noi stessi capaci di pensare alcun che, come venendo da noi; ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha anche resi capaci d’esser ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di spirito; perché la lettera uccide, ma lo spirito vivifica” (2 Corinzi 3:5-6).

Io sono quello che sono per la volontà di Dio e non degli uomini, e faccio quello che faccio grazie alla capacità datami da Dio in quanto destinato da Dio a fare questo. Lui personalmente mi ha chiamato e mi ha mandato a predicare. Per questo mi glorio nel Signore, e a Lui tutta la gloria ora e in eterno in Cristo Gesù. Amen.

 

 

 

 

 

Il lievito della falsità

 

Un falso insegnamento ne genera sempre almeno un altro, quindi bisogna distruggerlo e neutralizzarlo prima che produca altri errori dottrinali. Un di lievito fa lievitare tutta la pasta, ricordatevelo sempre questo. Quindi nessuna pietà verso l’errore dottrinale. Il lievito della falsità non deve albergare nelle tende dei giusti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sei tra quei molti anche tu?

 

“Poiché noi non siamo come quei molti che adulterano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo” (2 Corinzi 2:17). Esamina dunque attentamente le tue vie, e domandati: ‘Sto adulterando la Parola di Dio anch’io come questi molti di cui parla Paolo?’ Perchè se lo stai facendo, devi ravvederti immediatamente e tornare ad annunziarla senza andare al di là di quello che è scritto.

 

 

 

 

 

 

 

La ‘mafia’ nella Chiesa

 

Esiste nella Chiesa qui in Italia una ‘mafia’ di cui purtroppo molti non si avvedono o fanno finta di non avvedersi, e questa mafia è pericolosa e dannosa per la Chiesa quanto lo è la mafia per lo Stato. Anche questa mafia ha i suoi ‘colletti bianchi’, i suoi ‘boss’, i suoi ‘picciotti’, i suoi ‘soldati’, che non sono altro che lupi rapaci travestiti da pecore, servi di Satana vestiti da servi di giustizia. Noi non daremo tregua a questa mafia in quanto la combatteremo in tutte le sue forme, e la combatteremo con le armi della giustizia che Dio ci ha provveduto fiduciosi che Dio ci condurrà in trionfo in Cristo, liberando tante anime dalle fauci di questi impostori-mafiosi che per poter soddisfare le loro brame stanno procacciando la distruzione morale e spirituale dei santi. Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

 

 

 

 

‘Ma nessuno è perfetto!’

 

Molti credenti con il pretesto che nessuno di noi è perfetto in quanto falliamo tutti in molte cose (come dice Giacomo), RIFIUTANO di procacciare la perfezione come disse invece di fare l’apostolo Paolo ai santi di Corinto (2 Corinzi 13:11), ed ancora prima Gesù ai suoi discepoli: “Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5:48). E così prendono un grande piacere nell’imperfezione, il che nella pratica significa che prendono l’imperfezione umana a pretesto per giustificare la loro ribellione contro Dio, in quanto sono dati ai piaceri della vita e alle concupiscenze della carne e non vogliono per nulla rinunciarvi. Loro non combattono contro il peccato, ma contro quelli che denunciano il peccato: loro non procacciano quindi la santificazione, ma la contaminazione: loro non ammoniscono i peccatori a ravvedersi e convertirsi dai loro peccati, ma ammoniscono quelli che ammoniscono i peccatori a fare ciò perchè secondo loro i peccatori bisogna farseli amici e quindi non si può predicare loro quello che predicavano loro gli apostoli ai loro giorni; loro non ammoniscono i credenti che amano il mondo affinchè smettano di amare il mondo, ma ammoniscono quelli che ammoniscono i credenti mondani; loro non si separano quindi da chi pur chiamandosi fratello è un fornicatore, o un oltraggiatore, o un idolatra, o un avaro, o un ubriaco, o un rapace, come ordina di fare l’apostolo Paolo, ma cercano la sua compagnia e ci prendono piacere assieme: loro non soffrono, non si turbano, non sono rattristati per la situazione orribile in cui si trovano tante Chiese oggi e non fanno niente ma proprio niente per liberare le anime dalle mani degli impostori e malvagi che sono a capo di queste Chiese i quali hanno trasformato la grazia in dissolutezza e la libertà in una occasione della carne, ma soffrono e si rattristano nel sentire e vedere che noi leviamo la nostra voce per riprovare le opere infruttuose delle tenebre che queste chiese procacciano. Ecco chi sono quelli che ci vengono poi a dire ‘Ma nessuno è perfetto, non esiste un credente perfetto, non esiste una chiesa perfetta sulla terra!’ Ecco dunque il profilo di questi ipocriti, che hanno stancato Dio con le loro astute parole e per colpa dei quali le Chiese stanno andando di male in peggio ogni giorno che passa. Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

 

 

 

 

 

“Anche se tu pestassi lo stolto ….”

 

Ha detto bene la Sapienza: “Anche se tu pestassi lo stolto in un mortaio in mezzo al grano col pestello, la sua follia non lo lascerebbe” (Proverbi 27:22). In effetti vediamo del continuo quanto siano vere queste parole. Gli stolti quando vengono smascherati, fanno la faccia tosta e proseguono nella loro stoltezza, come se niente fosse accaduto. Questi individui potrebbero pure essere presi e pestati in un mortaio, ma la loro stoltezza non li lascerà, perchè sono duri di cuore e di orecchie. E’ gente da nulla, da cui guardarsi e con cui non avere niente a che fare. Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

 

 

 

 

 

Quanto disprezzo ….

 

Quanto disprezzo che c’è in tante Chiese verso queste parole di Gesù: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi ….” (Giovanni 15:16)! E perchè? Perchè esse mostrano che la salvezza che abbiamo ricevuto è il frutto di una scelta divina, e non umana. E che sia così lo conferma Paolo ai santi di Tessalonica quando afferma: “noi siamo in obbligo di render del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità” (2 Tessalonicesi 2:13). E siccome in queste Chiese si insegna il contrario, queste parole di Gesù non le sopportano proprio. Che queste parole siano gridate con forza alle orecchie di tutti coloro che credono nel cosiddetto libero arbitrio, e ciò al fine di esaltare la verità e distruggere le loro menzogne.

 

 

 

 

 

 

 

Gettate via questi occhiali

 

I sostenitori del cosiddetto libero arbitrio è come se leggessero la Bibbia con degli occhiali da vista fabbricati e datigli dal diavolo di cui una lente si chiama ‘Libero’ e l’altra ‘Arbitrio’ che gli fanno leggere la Bibbia in maniera distorta, per cui la Bibbia dice una cosa ma loro leggono l’esatto contrario.

 Vi faccio degli esempi:

 Gesù ci dice: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi ….” (Giovanni 15:16), ma costoro leggono così: ‘Non sono io che ho scelto voi, ma siete voi che avete scelto me’.

 Dio ha detto a Mosè: “Farò grazia a chi vorrò far grazia” (Esodo 33:19), ma costoro leggono così: ‘Farò grazia a chi vorrà essere graziato’.

 Il rimedio quindi? Prendere questi ‘occhiali’ e buttarli via: mi pare ovvio.

 In altre parole, e questo lo dico a quei fratelli ingannati dal Serpente antico, sbarazzatevi di questo libero arbitrio, e comincerete a leggere la Bibbia nella maniera corretta, e soprattutto a intenderla in maniera corretta.

 

 

 

 

 

 

 

Ecco chi tolgono di mezzo

 

Ci sono ‘pastori’ così corrotti e malvagi, che nella Bibbia al posto di “Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi” (1 Corinzi 5:12), leggono: ‘Togliete il giusto di mezzo a voi stessi’, infatti stanno cacciando tanti giusti dalle Chiese. Sappiate voi tutti che avete questo sentimento malvagio e che agite così, che l’ardente ira di Dio si manifesterà a suo tempo contro di voi. Ravvedetevi e convertitevi dai vostri pensieri malvagi, altrimenti il giudizio di Dio piomberà su di voi. Avete proprio stancato l’Iddio vivente e vero con la vostra condotta empia, perchè contristate il cuore del giusto con delle menzogne, e invece fortificate le mani dei malfattori con le vostre lusinghe. Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

 

 

 

 

 

Ammoniteli e schivateli

 

Fratelli, voglio ricordarvi quello che ha detto Paolo a Timoteo a proposito di taluni: “E come Jannè e Iambrè contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità: uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede. Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini” (2 Timoteo 3:8-9). Notate come sono definiti quelli che contrastano la verità: uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede. E difatti hanno stoltezza e non sapienza, stoltezza che a suo tempo viene manifestata. Con questi non si può andare d’accordo, e non si può trovare nessuno accordo, come anche non c’è comunione, come Mosè non trovò nessun accordo con Jannè e Iambrè e non aveva nessuna comunione con essi. Ascoltate i ragionamenti di questi moderni Jannè e Iambrè, sono ragionamenti stolti, vani, perversi. Ammoniteli e schivateli. Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

 

 

 

 

Come il fuoco ed un martello

 

Disse Dio al profeta Geremia: “La mia parola non è essa come il fuoco? dice l’Eterno; e come un martello che spezza il sasso?” (Geremia 23:29).

 Ora il fuoco distrugge l’immondizia, e il martello spezza i sassi. E’ siccome di immondizia e sassi ce ne sono in abbondanza sul sentiero dei giusti, in quanto degli empi introdottisi in mezzo a noi ve li hanno posti per impedire ai giusti di crescere nella grazia e nella conoscenza, noi con la Parola di Dio distruggiamo ciò che è di intralcio e di intoppo ai santi. Il lavoro è duro, molto duro, ma con l’aiuto che viene da Dio sta progredendo da ogni parte, e sempre più anime quindi per la grazia di Dio vengono liberati dai tanti inganni di cui erano rimasti vittime, perchè vengono a conoscere la verità e la verità rende liberi.

A chi rendere grazie per tutto ciò? A Colui dal quale procede la Parola, quindi a Dio. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

E Dio le aprì il cuore

 

Dice Luca, il medico diletto: “E nel giorno di sabato andammo fuor della porta, presso al fiume, dove supponevamo fosse un luogo d’orazione; e postici a sedere, parlavamo alle donne ch’eran quivi radunate. E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo” (Atti 16:13-14).

Presso quel luogo di preghiera, quel sabato c’erano dunque diverse donne che erano radunate, e Luca si include tra quelli che parlarono a quelle donne, quindi era assieme a Paolo, Sila, e Timoteo. Ma Luca dice che tra quelle donne, ce ne fu una di nome Lidia, che oltre ad ascoltare quello che Paolo diceva loro, prestò attenzione a quelle cose, e noi sappiamo che Paolo in quella circostanza stava annunciando la via della salvezza, e quindi il ravvedimento e il Vangelo. Il fatto che ci sia scritto che Lidia diede ascolto alle cose dette da Paolo significa che ella ricevette la Parola che lui stava annunciando. Infatti subito dopo c’è scritto che “fu battezzata con quei di casa” (Atti 16:15).

 Questo racconto biblico ci mostra che affinchè un’anima che ascolta la predicazione del vangelo, presti attenzione alle cose che gli vengono dette, c’è bisogno di un intervento dall’esterno da parte di Dio, e questo intervento – chiamiamolo così – consiste nell’apertura del suo cuore. Se quindi il prestare attenzione o l’essere attenti alle cose dette da un servitore di Dio sulla salvezza, dipende dall’apertura del suo cuore da parte di Dio, questo significa che ciò non può avere luogo senza l’intervento di Dio in lui. In altre parole, un peccatore non può accettare il messaggio della salvezza, se Dio non gli apre prima il cuore. Per cui l’accettazione della Parola di Dio da parte dell’uomo che è sotto la potestà del diavolo, è consequenziale all’apertura del suo cuore da parte di Dio. E quindi essa dipende dalla volontà di Dio, perchè se Dio decide di non aprire il cuore di una persona, quella persona potrà sentire il Vangelo innumerevoli volte, ma non lo accetterà. Come dice dunque l’apostolo Paolo: “Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Romani 9:16).

 Vi domando infatti: come mai solo Lidia, tra quelle donne che erano radunate in quel luogo e che stavano ad ascoltare quei servitori di Dio, ricevette la Parola annunziata da Paolo? Perchè solo a lei Dio volle aprire il cuore per renderla attenta alle cose dette da Paolo. Avrebbe potuto Dio aprire il cuore a tutte quelle donne? Certamente, perchè Egli può fare ogni cosa. Ma il fatto è che non lo fece, perchè non volle farlo. Vi fu forse ingiustizia in Dio per avere operato così? Così non sia, perchè Dio ha detto chiaramente: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19). Dunque, fratelli, noi siamo in obbligo di rendere grazie a Dio per voi, perchè Dio ha voluto un giorno aprirvi il cuore per rendervi attenti alle cose dette dalla Scrittura, e mediante di esse salvarvi. Ma badate che anche voi siete in obbligo di rendere grazie a Dio per questa grazia che Dio ha voluto concedervi.

E concludo dicendo questo. Lidia, dopo che credette e fu battezzata, ospitò i servi di Dio in casa sua, facendo loro forza. Essa dunque una volta salvata, cominciò subito a fare del bene a quelli della famiglia dei credenti, perchè pienamente consapevole di essere stata salvata per compiere opere buone. Già, perchè Dio ci ha salvati non affinchè rimaniamo sterili, ma affinchè compiamo opere buone, secondo che è scritto che siamo “stati creati in Cristo Gesù per le buone opere, le quali Iddio ha innanzi preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:10). Mai scordarselo questo.

 

 

 

 

 

 

 

Chi la ama combatte per essa

 

Uno striscione che recita 'noi l'amiamo ... e per lei combattiamo!' messo in uno stadio dai tifosi di una squadra di calcio mi ha fatto riflettere su questo: se chi ama una squadra di calcio è disposto a ‘combattere’ per essa non curante di quello che diranno o faranno gli oppositori della sua squadra, quanto più uno che dice che ama la verità deve combattere per essa non curante di quello che potranno dire o fare i nemici della verità.

 Invece in mezzo al popolo di Dio tanti che si dicono Cristiani non amano la verità, e di conseguenza non combattono per essa. Anzi sulla fronte di costoro è come se leggessimo ‘Noi odiamo la verità e combattiamo contro di essa’. Basta vedere come costoro contrastano in ogni maniera coloro che riprovano e confutano le false dottrine insegnate in mezzo alle Chiese, per capire che questi odiano la verità, perchè se l’amassero stimerebbero coloro che difendono la verità dagli attacchi del diavolo.

 

 

 

 

 

 

Ecco come reagiscono …

 

Cosa fa una persona intelligente quando qualcuno gli fa notare che ha nelle sue mani una banconota falsa? Verifica che le cose stiano effettivamente così, poi una volta capito come stanno realmente le cose, metterà da parte la banconota falsa, e si studierà di essere più prudente per non farsi rifilare altre banconote false.

 Cosa fanno invece tanti credenti quando qualcuno gli fa notare che alla luce delle Scritture certe dottrine che professano, anche da tanto tempo, sono palesemente FALSE? Non verificano affatto, usandosi della Bibbia, come stanno realmente le cose, perchè loro hanno creduto sempre così e quindi ritengono che tutte le cose che hanno creduto fino ad ora ‘devono’ essere vere. Ed oltre a ciò, cercano in tutte le maniere di autoconvincersi che quelle dottrine false sono vere.

 Dice bene il Signore: “I savi saranno confusi, saranno costernati, saranno presi; ecco, hanno rigettato la parola dell’Eterno; che sapienza possono essi avere?” (Geremia 8:9).

 

 

 

 

 

 

Quello che tanti che si dicono Cristiani non vogliono sentire dire di Gesù Cristo

 

Gesù Cristo è il Figlio di Dio, l’Unigenito venuto da presso al Padre, che nella pienezza dei tempi è morto per i nostri peccati e risorto a cagione della nostra giustificazione, e mediante il quale abbiamo ottenuto la remissione dei peccati e la vita eterna. Durante la sua vita sulla terra non conobbe peccato, benchè in ogni cosa fu tentato come noi, e quindi nessuno lo potè convincere di alcun peccato; fu un esempio da imitare, in quanto visse una vita pia, santa e giusta, e quindi una vita degna di essere imitata. Qualsiasi sua dottrina o affermazione corrispondeva a verità, in quanto nella sua bocca non fu trovata frode. Egli perciò fece in tutto e per tutto la volontà dell’Iddio e Padre suo, che è l’Iddio e Padre nostro, e quindi si mostrò ubbidiente a Dio in ogni cosa.

 Nonostante ciò, oggi, tanti che si dicono Cristiani e quindi Suoi discepoli, non vogliono sentire di Lui tante cose che sono scritte nella Bibbia. Ve le voglio elencare queste cose, spiegandovi la ragione per cui costoro non vogliono sentirne parlare.

 Non vogliono sentire dire che Gesù Cristo era povero (e difatti non aveva un luogo dove posare il capo, e non indossava vesti magnifiche e non viveva nelle delizie, perchè Egli stesso disse che “quelli che portano de’ vestimenti magnifici e vivono in delizie, stanno nei palazzi dei re” – Luca 7:25), secondo che è scritto che pur essendo ricco si è fatto povero per amore nostro (2 Corinzi 8:9), affinchè mediante la sua povertà noi diventassimo ricchi in fede (Giacomo 2:5). La ragione? perchè costoro vogliono diventare ricchi materialmente (affermando addirittura che è Dio che vuole che i Cristiani siano ricchi), e difatti disprezzano i poveri che sono in mezzo a loro.

 Non vogliono sentire dire che Gesù non aveva fatto studi, secondo che è scritto: “I Giudei si maravigliavano e dicevano: Come mai s’intende costui di lettere, senz’aver fatto studi?” (Giovanni 7:15). La ragione? Perchè loro pensano che senza avere fatto prima degli studi, non si possa adempiere alcun ministerio, dimenticando volontariamente che degli apostoli Pietro e Giovanni la Bibbia dice che “erano popolani senza istruzione” (Atti 4:13).

 Non vogliono sentire dire che fu Gesù che scelse i Suoi discepoli e non il contrario, secondo che Egli disse loro: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, …. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch’è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo” (Giovanni 15:16, 19), questo perchè sono presuntuosi e orgogliosi in quanto ritengono che siamo stati noi a scegliere Cristo e non Cristo a scegliere noi.

 Non vogliono sentire dire che Gesù evangelizzava le turbe dicendo loro: “Ravvedetevi e credete all’Evangelo” (Marco 1:15), e questo perchè loro ritengono che quando si predica non si debba assolutamente ordinare alle persone di ‘cambiare modo di pensare’ (questo infatti significa ‘ravvedersi’), perchè ognuno è libero di credere e fare quello che vuole, e un Cristiano non ha il diritto di andare ad interferire nel credo e operato di coloro che sono sulla via della perdizione. E tutto questo in nome del loro cosiddetto libero arbitrio.

 Non vogliono sentire dire che Gesù riprese severamente le città che non si erano ravvedute alla sua predicazione, preannunciandogli il giusto giudizio di Dio: “Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute. Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua” (Matteo 11:20-24). E questo perchè secondo loro i Cristiani non devono dire ai peccatori, cosa accadrà loro se rifiutano di ravvedersi.

 Non vogliono sentire dire che Gesù ha parlato della vendetta di Dio contro Gerusalemme, quando disse ai suoi discepoli: “Quando vedrete Gerusalemme circondata d’eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina. Allora quelli che sono in Giudea, fuggano a’ monti; e quelli che sono nella città, se ne partano; e quelli che sono per la campagna, non entrino in lei. Perché quelli son giorni di vendetta, affinché tutte le cose che sono scritte, siano adempite. Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che allatteranno in que’ giorni! Perché vi sarà gran distretta nel paese ed ira su questo popolo. E cadranno sotto il taglio della spada, e saran menati in cattività fra tutte le genti; e Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili, finché i tempi de’ Gentili siano compiuti” (Luca 21:20-24), e questo perchè per loro Dio non è un vendicatore che esercita le sue vendette anche sotto la grazia, ma solo un Dio di amore.

 Non vogliono sentire dire che Gesù ha parlato del fuoco dell’Ades e della Geenna, perchè rifiutano di credere che in questi luoghi ci sia un vero fuoco perchè per loro Dio non può avere destinato i peccatori a passare l’eternità in mezzo al fuoco. Se così fosse – dicono costoro – Dio sarebbe un Dio crudele!

 Non vogliono sentire dire che Gesù chiamò i Farisei ipocriti perchè avevano annullato la Parola di Dio con la loro tradizione: “… perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? Dio, infatti, ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre sia punito di morte; voi, invece, dite: Se uno dice a suo padre o a sua madre: «Quello con cui potrei assisterti è offerta a Dio», egli non è più obbligato ad onorar suo padre o sua madre. E avete annullata la parola di Dio a cagion della vostra tradizione. Ipocriti, ben profetò Isaia di voi quando disse: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che son precetti d’uomini” (Matteo 15:3-9), e questo perchè anche loro fanno la stessa cosa degli antichi Farisei annullando la Parola con i loro precetti che voltano le spalle alla verità. E la cosa paradossale è che costoro chiamano Farisei coloro che denunciano questo loro comportamento farisaico.

 Non vogliono sentire dire che Gesù riprese severamente gli scribi e i Farisei, mettendo in guardia i Suoi discepoli da essi e dalla loro dottrina, secondo che è scritto: “Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare” (Matteo 23:13), ed anche: “E Gesù disse loro: Vedete di guardarvi dal lievito de’ Farisei …..” (Matteo 16:6), e questo perchè loro invece con i moderni scribi e Farisei, che annullano la Parola di Dio con le loro ciance, dialogano amichevolmente e collaborano, e per questa ragione si rifiutano di confutare le loro ciance e di mettere in guardia i santi da esse.

 Non vogliono sentire dire che Gesù si rivolse a quei Giudei che volevano ucciderlo dicendo loro che il loro padre era il diavolo (Giovanni 8:44), e questo perchè per costoro non solo il diavolo non esiste come essere spirituale, ma non esistono neppure figli del diavolo, in quanto tutti gli uomini sono figli di Dio!

 Non vogliono sentire dire che Gesù dopo essersi rifiutato di condannare a morte la donna colta in flagrante adulterio, che i Farisei gli avevano menato, le disse: “Và e non peccare più” (Giovanni 8:11). La ragione? Perchè loro ritengono che una persona dopo essere stata giustificata per la grazia di Dio, abbia il diritto anzi il dovere di peccare in alcune circostanze. Può infatti per esempio, mentire, frodare, e oltraggiare il suo prossimo, per gli interessi della propria organizzazione religiosa di cui fanno parte. Ma anche per promuovere la diffusione del Vangelo, perchè per costoro il fine giustifica i mezzi, infatti sostengono ‘facciamo il male, onde ne venga il bene’.

 Non vogliono sentire dire che Gesù ci ha comandato: “Siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste.” (Matteo 5:48), questo perchè loro non procacciano la perfezione, ma prendono piacere e promuovono l’imperfezione, per giustificare ogni loro peccato e ribellione contro Dio.

 Non vogliono sentire dire che Gesù ha detto: “Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo. E chi non porta la sua croce e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo. …. Così dunque ognun di voi che non rinunzi a tutto quello che ha, non può esser mio discepolo” (Luca 14:26-27, 33), perchè loro non vogliono rinunciare a niente per amore del Signore.

 Non vogliono sentire dire che Gesù ha comandato di giudicare con giusto giudizio, secondo che è scritto che Egli disse ai Giudei: “Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio” (Giovanni 7:24). Perchè non solo essi amano giudicare dall’apparenza, ma quando giudicano lo fanno con giudizi ingiusti, e questo perchè essi non amano la giustizia ma l’empietà, non amano la verità ma la menzogna.

 Non vogliono sentire dire che i Giudei disubbidienti diffamarono Gesù dicendo di lui che era un amico dei pubblicani e dei peccatori (Matteo 11:19), e questo perchè loro stessi diffamano Gesù chiamandolo ‘un amico dei pubblicani e de’ peccatori!’ esattamente come facevano i nemici di Cristo, e la cosa paradossale è che essi pensano invece di fargli un complimento! Dimenticano o ignorano che Gesù è amico solo di coloro che fanno le cose che Lui gli comanda (Giovanni 15:14).

 Non vogliono sentire dire che Gesù disse ai suoi discepoli: “Vendete i vostri beni, e fatene elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro che non venga meno ne’ cieli, ove ladro non s’accosta e tignuola non guasta. Perché dov’è il vostro tesoro, quivi sarà anche il vostro cuore” (Luca 12:33-34). La ragione? Perchè se un Cristiano vende i suoi beni per amore del Signore, non deve dare il ricavato ai o per i poveri che sono in mezzo alla Chiesa, ma per costruire un locale di culto o per fare grande la propria organizzazione religiosa aiutandola a costruire qualche infrastruttura, perchè sono queste le cose che vengono prima dei poveri, anzi ormai si può dire che queste cose hanno rimpiazzato i poveri, che invece vengono disprezzati e cacciati via.

 Non vogliono sentire dire che Gesù ha detto: “Più felice cosa è il dare che il ricevere” (Atti 20:35), perchè per loro è il contrario, cioè è più felice ricevere che dare.

 Non vogliono sentire dire che Gesù “entrò nel tempio e cacciò fuori tutti quelli che quivi vendevano e compravano; e rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi. E disse loro: Egli è scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione; ma voi ne fate una spelonca di ladroni” (Matteo 21:12-13), e questo perchè loro amano vedere i locali di culto trasformati in mercati, e le assemblee dei santi in una massa di clienti, in quanto prendono piacere nel commercio delle cose che concernono il Regno di Dio essendo loro stessi tra i moderni ‘mercanti del tempio’ o magari sono amici di quest’ultimi.

 Non vogliono sentire dire che Gesù comandò ai suoi apostoli: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Matteo 10:8), e questo perchè secondo loro quello che si riceve gratuitamente da Dio bisogna metterlo in vendita e fare soldi.

 Non vogliono sentire dire che Gesù ha detto: “Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona” (Matteo 6:24), e questo perchè secondo loro un Cristiano può servire sia Dio che Mammona!

 Non vogliono sentire dire che Gesù disse a Ponzio Pilato: ” Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perch’io non fossi dato in man de’ Giudei; ma ora il mio regno non è di qui” (Giovanni 18:36), perchè il loro regno è di questo mondo, infatti si immischiano nella politica e procacciano il potere temporale.

 Non vogliono sentire dire che Gesù disse ai suoi fratelli che non credevano ancora in lui: ” Il mondo non può odiar voi; ma odia me, perché io testimonio di lui che le sue opere sono malvage” (Giovanni 7:7), perchè loro sono tra quelli che il mondo non può odiare in quanto sono diventati amici del mondo e nemici di Dio. Li sentite infatti testimoniare del mondo che le sue opere sono malvagie? No, anzi testimoniano che molte opere del mondo sono buone.

 Non vogliono sentire dire che Gesù ha detto: “Ricordatevi della parola che v’ho detta: Il servitore non è da più del suo signore. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra” (Giovanni 15:20), perchè per loro è inconcepibile che oggi un Cristiano debba essere perseguitato a cagione di Cristo. Se è perseguitato vuol dire infatti che non ha la benedizione di Dio!

 Non vogliono sentire che Gesù ha detto: “Non pensate ch’io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada. Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua” (Matteo 10:34-36), perchè loro sono per l’unione della Chiesa con gli infedeli.

 Non vogliono sentire dire che Gesù ha detto: “Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6), perchè secondo loro ci sono diverse vie che menano a Dio e non una sola.

Sei forse tra costoro? Se la risposta è affermativa, ti esorto a ravvederti e a fare frutti degni del ravvedimento per poter così onorare Dio.

 

 

 

 

 

Alcune domande per i miei accusatori

 

 In che termini Gesù parlò degli scribi e dei Farisei che annullavano la parola di Dio, dei falsi profeti, degli ipocriti, dei malvagi, degli operatori di scandali, di quelli che avevano fatto della casa del Padre Suo una spelonca di ladroni e una casa di mercato? Forse li elogiò o disse che piacevano a Dio con la loro condotta o si complimentò con essi, o disse di prenderli come degli esempi di vita, o ne parlò in modo da giustificarne l’operato? A me non risulta che ne parlò in questi termini, ma risulta che parlò contro di essi.

 E in che termini l’apostolo Paolo parlò dei falsi apostoli, dei cattivi operai, degli impostori e dei malvagi, di quelli che fomentavano le dissensioni e gli scandali contro la sana dottrina e seducevano le anime, e dei falsi fratelli, e di quelli che stimavano la pietà una fonte di guadagno? Forse li elogiò o disse che piacevano a Dio con la loro condotta o si complimentò con essi, o disse di prenderli come degli esempi di vita, o ne parlò in modo da giustificarne l’operato? Niente affatto, ma come nel caso di Gesù, egli parlò contro di essi.

 Perchè dunque io dovrei stare in silenzio e non dire niente contro gli scribi e i Farisei moderni, i falsi ministri di Cristo, i falsi fratelli, quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro la dottrina di Dio, gli impostori, quelli che stimano la pietà essere una fonte di guadagno, gli odierni mercanti del tempio che hanno trasformato i locali di culto in mercati? Perchè non dovrei mettere in guardia i santi da costoro? Forse perchè non devo seguire l’esempio di Gesù e neppure quello dell’apostolo Paolo?

C’è qualcuno dei miei accusatori che mi vuole rispondere?

 

 

 

 

 

 

Nemici della croce

 

L’apostolo Paolo scrive ai santi di Filippi: “Siate miei imitatori, fratelli, e riguardate a coloro che camminano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti camminano (ve l’ho detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo), da nemici della croce di Cristo; la fine de’ quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l’animo alle cose della terra” (Filippesi 3:17-19).

 La maniera in cui Paolo introduce nella sua epistola i nemici della croce ci mostra che essi erano in mezzo alla Chiesa, e che siccome i santi avrebbero potuto rimanere ingannati da essi e mettersi ad imitarli, Paolo li scongiura a non imitarli affatto ma ad imitare lui e i suoi collaboratori che invece si conducevano in maniera degna del Vangelo di Cristo e quindi erano un esempio da imitare per tutta la fratellanza. Ecco perchè Paolo poteva dire ai santi di Corinto: “Noi non diamo motivo di scandalo in cosa alcuna, onde il ministerio non sia vituperato; ma in ogni cosa ci raccomandiamo come ministri di Dio per una grande costanza, per afflizioni, necessità, angustie, battiture, prigionie, sommosse, fatiche, veglie, digiuni; per purità, conoscenza, longanimità, benignità, per lo Spirito Santo, per carità non finta; per la parola di verità, per la potenza di Dio; per le armi di giustizia a destra e a sinistra, in mezzo alla gloria e all’ignominia, in mezzo alla buona ed alla cattiva riputazione; tenuti per seduttori, eppur veraci; sconosciuti, eppur ben conosciuti; moribondi, eppur eccoci viventi; castigati, eppur non messi a morte; contristati, eppur sempre allegri; poveri, eppure arricchenti molti; non avendo nulla, eppur possedenti ogni cosa!” (2 Corinzi 6:3-10), ed a quelli di Filippi: “Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e vedute in me, fatele; e l’Iddio della pace sarà con voi” (Filippesi 4:9).

 Non era la prima volta che Paolo avvertiva i santi di Filippi dai nemici della croce di Cristo, e difatti dice che glielo aveva detto spesso, e questa volta glielo diceva piangendo, il che sta a mostrare il vero amore di cui era pieno il cuore di Paolo verso i santi, perchè lui ci teneva ai santi, al loro benessere spirituale. Queste lacrime di Paolo ci ricordano che lui serviva Dio anche con le lacrime.

 Ma chi sono questi ‘molti che camminano da nemici della croce di Cristo’? Ovviamente persone che si dichiarano Cristiani o discepoli di Cristo, e quindi parlano di Gesù ma rifiutano di seguire le orme di Gesù Cristo e quindi di osservare i suoi insegnamenti. Notate infatti che Paolo dice che “camminano da nemici della croce di Cristo” ossia ‘si comportano da nemici della croce di Cristo’. Quindi fanno professione di seguire e servire Cristo, ma nei fatti rinnegano ciò conducendosi da nemici della croce di Cristo e quindi sono nemici di Cristo, perchè i nemici della croce di Cristo sono per forza di cose nemici di Cristo.

 E costoro effettivamente lo sono perchè Paolo dice di loro che il loro dio è il ventre, e quindi non servono l’unico vero Dio, l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, ma il loro stomaco, e quindi amano e servono Mammona. E se amano e servono Mammona, vuol dire che disprezzano Dio, perchè Gesù ha detto: “Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona” (Matteo 6:24). Costoro sono “uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno” (1 Timoteo 6:5), e che languono intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, e acerbe discussioni, perchè essi insegnano una dottrina diversa e non si attengono alle sane parole di Cristo Gesù e alla dottrina che è secondo pietà. Ecco perchè con costoro non c’è alcuna comunione, perchè non insegnano e non praticano la sana dottrina di Dio che è secondo pietà. Si sono fatti una dottrina tutta loro, che soddisfa e giustifica la loro cupidigia e che procede dal diavolo. Cercano ovviamente di farla passare per dottrina di Dio per poter ingannare gli uomini, ma coloro che conoscono Dio ed hanno intendimento sanno che la loro dottrina non è da Dio.

 Paolo definisce costoro anche “gente che ha l’animo alle cose della terra”, e non potrebbe essere altrimenti visto e considerato che servono il loro ventre. E quindi essi non hanno l’animo alle cose di sopra come comanda di fare la Scrittura: “Abbiate l’animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla terra; poiché voi moriste, e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio” (Colossesi 3:2-3). Vogliono arricchire, vogliono darsi alle concupiscenze mondane, perchè camminano secondo i desideri della carne che sono contrari a quelli dello Spirito. (Lo Spirito di Dio infatti ci spinge e conduce ad essere contenti delle cose che abbiamo, ad astenerci dalle concupiscenze mondane, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente, ma la carne rigetta il sentimento dello Spirito e spinge a comportarsi in maniera contraria). E costoro rigettano la croce di Cristo in quanto la croce di Cristo non ci parla solo della morte di Gesù per i nostri peccati ma anche della morte del cristiano al mondo, e quella del mondo per il Cristiano, come dice Paolo: “Ma quanto a me, non sia mai ch’io mi glorî d’altro che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso, e io sono stato crocifisso per il mondo” (Galati 6:14), e quindi ci parla del rifiuto di conformasi al mondo e di amarlo, mentre costoro non ne vogliono sentire parlare di non conformarsi al mondo e di non amarlo. Sono conformisti e amanti del mondo, e si oppongono a tutti quei Cristiani che parlano di rinunzie da fare per amore di Cristo i quali vengono da costoro etichettati come ‘legalisti’, ‘fanatici’ e ‘esagerati’. Ecco dunque perchè hanno in avversione la croce di Cristo, perchè vogliono servire il peccato ed essere così amici del mondo. Non fatevi ingannare dal fatto che nei loro discorsi talvolta menzionano la croce di Cristo, perchè nei fatti loro quella croce la disprezzano ed avversano profondamente e con essa disprezzano e avversano anche quelli che si gloriano della croce di Cristo e camminano da amici di essa, ossia camminano seguendo le orme degli apostoli.

 E che sia così è confermato pienamente dal fatto che questi ribelli non vogliono che la Chiesa sia perseguitata per la croce di Cristo. Sì, essi parlano della croce ma non vogliono che i santi siano perseguitati a motivo della croce di Cristo, e questo perchè loro in effetti la disprezzano e quindi non ne vogliono proprio sentire parlare di persecuzioni da subire per la croce di Cristo, e men che meno di doversi compiacere in esse, come diceva che faceva l’apostolo Paolo: “Per questo io mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando son debole, allora sono forte” (2 Corinti 12:10). Essi considerano la persecuzione contro i Cristiani un disonore o una cosa inammissibile per la Chiesa perchè sono nemici della croce di Cristo, perchè se fossero amici della croce si glorierebbero e si rallegrerebbero che i santi vengono perseguitati a cagione di Cristo, e considererebbero un onore l’essere perseguitati a cagione della croce di Cristo. Ma appunto, il loro carattere di nemici della croce di Cristo impedisce loro di comportarsi come gli apostoli che quando furono battuti a motivo della croce, “se ne andarono dalla presenza del Sinedrio, rallegrandosi d’essere stati reputati degni di esser vituperati per il nome di Gesù” (Atti 5:40), e esortavano i santi perseguitati a rallegrarsi a motivo delle persecuzioni che subivano, come Pietro per esempio che diceva agli eletti: “Anzi, in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevene, affinché anche alla rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi giubilando. Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi! perché lo Spirito di gloria, lo Spirito di Dio, riposa su voi. Nessun di voi patisca come omicida, o ladro, o malfattore, o come ingerentesi nei fatti altrui; ma se uno patisce come Cristiano, non se ne vergogni, ma glorifichi Iddio portando questo nome” (1 Pietro 4:13-16).

 Paolo dice di costoro che la loro gloria è in quel che torna a loro vergogna, e questo perchè questa gente si gloria di cose di cui invece bisogna vergognarsi. Sono persone dalla faccia tosta, spudorati, temerari, che invece di vergognarsi si vantano delle loro cose storte e perverse che insegnano e fanno.

 Ed infine Paolo dice di costoro che la loro fine è la perdizione. Perchè questo? Perchè servendo il loro ventre e avendo l’animo alle cose della terra, mostrano che disprezzano Dio e la Sua Parola. Costoro sono certamente amici del mondo, per cui sono nemici di Dio, in quanto la Scrittura dice: “O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4). E che fine faranno i nemici di Dio? Ce lo dice la Scrittura in questi termini: “Poiché, ecco, i tuoi nemici, o Eterno, ecco, i tuoi nemici periranno” (Salmo 92:9) ed ancora: “O Eterno, la tua mano è levata, ma quelli non la scorgono! Essi vedranno lo zelo che hai per il tuo popolo, e saranno confusi; il fuoco divorerà i tuoi nemici” (Isaia 26:11).

 Guardatevi e ritiratevi dai nemici della croce di Cristo, a cagione dei quali la via della verità viene diffamata.

 

 

 

 

 

 

I pastori e predicatori massoni sono ministri di Satana

 

Disse l’apostolo Paolo ai santi di Corinto: “Poiché cotesti tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. E non c’è da maravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere” (2 Corinzi 11:13-15). Costoro desideravano un’occasione per andare contro Paolo e i suoi collaboratori, infatti sempre Paolo dice poco prima: “Ma quel che fo lo farò ancora per togliere ogni occasione a coloro che desiderano un’occasione; affinché in quello di cui si vantano siano trovati uguali a noi” (2 Corinzi 11:12), ma Paolo fu risoluto nel togliere loro ogni occasione. E che cosa avrebbe fatto ancora Paolo per togliere loro ogni occasione? Avrebbe continuato a non essere d’aggravio materialmente ai santi di Corinto, secondo che disse: “In ogni cosa mi sono astenuto e m’asterrò ancora dall’esservi d’aggravio” (2 Corinzi 11:9). Paolo aveva il diritto di mietere i beni materiali dei santi di Corinto, ma preferì non avvalersi di questo suo diritto nel Vangelo, per evitare che quegli individui che lui chiama ministri di Satana potessero dire che mentre loro non erano d’aggravio alla Chiesa di Corinto, Paolo invece lo era. Dunque quei ministri di Satana non erano d’aggravio ai Corinti, ma rimanevano pur sempre ministri di Satana. La loro era solamente una maschera, in quanto si erano travestiti da ministri di giustizia, da apostoli di Cristo. Essi in effetti erano degli operai fraudolenti cioè persone che operavano con l’inganno per danneggiare la Chiesa di Dio.

 

 

Quegli operai fraudolenti parlavano di Cristo, in quanto si erano travestiti da apostoli di Cristo, e perciò affermavano che erano stati mandati da Cristo perchè il termine greco per apostolo significa ‘mandato’, ma ciò non era vero in quanto erano dei falsi apostoli. Non erano quindi dei ministri o servitori di Cristo, perchè in realtà erano ministri o servitori di Satana. Il nome di Cristo quindi e l’appellativo di ‘apostoli di Cristo’ servì loro solo per insinuarsi nella Chiesa e trarre in inganno le anime. Questa era la loro missione, in quanto Paolo dice di costoro che essi erano ministri di Satana, e quindi servivano Satana, che vi ricordo significa ‘avversario’. Quindi da un lato costoro affermavano di essere apostoli di Cristo, ma dall’altro servivano Satana, il diavolo. E questo loro servizio a Satana era confermato dalle loro opere che erano malvagie, e non poteva essere altrimenti in quanto le opere del diavolo sono malvagie. Quindi anche loro avevano sulle labbra il nome di Gesù, ma essendo servitori di Satana non osservavano le parole di Gesù dimostrando così che non amavano colui del quale essi parlavano, perchè Gesù ha detto: “Chi non mi ama non osserva le mie parole” (Giovanni 14:24). Sì può dunque nominare il nome di Gesù, si può pure parlarne, e nello stesso tempo non amarlo.

 

Così dunque si comportano i falsi ministri di Cristo che sono in seno alla Chiesa: da un lato parlano di Gesù e dall’altro lato operano in contrapposizione alle sue parole perchè NON SERVONO Gesù Cristo. Sono quelli che “fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto” e che “non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18).

 

Tra questi falsi ministri di Cristo, ci sono tutti quei pastori o predicatori che si dicono ministri di Cristo ma hanno giurato fedeltà alla Massoneria, in quanto con il loro giuramento hanno sostanzialmente giurato di operare contro le parole di Gesù Cristo. Ecco infatti il giuramento che presta colui che viene iniziato alla Massoneria: ‘Liberamente, spontaneamente, con pieno e profondo convincimento dell’animo, con assoluta e irremovibile volontà, alla presenza del Grande Architetto dell’Universo, prometto e giuro di non palesare giammai i segreti della Massoneria, di non far conoscere ad alcuno ciò che mi verrà svelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato il cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo cadavere e in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, questa sparsa al vento per esecrata memoria di infamia eterna. Prometto e giuro di prestare aiuto e assistenza a tutti i fratelli liberi muratori su tutta la superficie della terra, prometto e giuro di consacrare tutta la mia esistenza al bene e al progresso della mia patria, al bene e al progresso di tutta l’umanità, prometto e giuro di adempiere ed eseguire tutte le leggi, i regolamenti e le disposizioni tutte nell’Ordine e di portare ossequio e obbedienza alla suprema autorità e a tutti quanti sono i miei superiori. Prometto e giuro di conservarmi sempre onesto, solerte e benemerito cittadino ossequiente alle leggi dello stato, amico membro della mia famiglia e massone per abbattere sempre il vizio e propugnare la virtú. Prometto e giuro di non attentare all’onore delle famiglie dei miei fratelli. Finalmente giuro di non appartenere ad alcuna società che sia in opposizione con la libera massoneria, sottoponendomi rispetto alle pene personali piú gravi e terribili’. Le parole ‘giuro di consacrare tutta la mia esistenza al bene e al progresso della mia patria, al bene e al progresso di tutta l’umanità’ significano che egli si impegnerà a promuovere nel mondo questi tre principi ‘Libertà, Uguaglianza e Fratellanza’ che sono i principi su cui si basa la Massoneria.

 

Per Libertà la Massoneria intende la libertà per l’uomo di fare e credere quello che vuole, per cui nessuno ha il diritto di interferire nel credo altrui andandogli a dire ‘tu sei nell’errore, perciò ravvediti’. La Massoneria dunque tramite questo principio incita gli uomini a rigettare i comandamenti di Cristo Gesù, tra cui c’è quello di predicare agli uomini IL RAVVEDIMENTO (cfr. Luca 24:47), parola che significa ‘cambiamento di mente’. Se infatti tutti sono liberi di credere e fare quello che vogliono, io non ho il diritto di andargli a comandare di cambiare modo di pensare: non vi pare? E naturalmente questa cosiddetta libertà va di pari passo con la tolleranza verso tutti coloro che insegnano cose storte e perverse agli occhi di Dio, e infatti nella Massoneria non esiste opposizione alle eresie, nessuna confutazione di esse, perchè loro ritengono che coloro che la pensano diversamente devono essere tollerati, e infatti la Massoneria accoglie tutti e tollera tutti (tolleranza di cui si vanta); tolleranza che è sostenuta anche citando le parole di Gesù “Non giudicate” (che ovviamente non hanno il significato che gli danno i massoni) perchè secondo i massoni ‘la vera tolleranza consiste non soltanto nel trattenersi dal criticare le azioni e le credenze di coloro con cui noi non siamo d’accordo; ma nel rifiutarsi di raggiungere conclusioni che altri sono necessariamente nell’errore. La tolleranza è il rifiuto di giudicare …. ‘.

 

Per Uguaglianza i massoni intendono che tutti gli uomini sono ugualmente sinceri e onesti nel professare il loro credo, e quindi se altri hanno differenti dottrine da quelle di Cristo e degli apostoli, sono anche loro in possesso della verità in quanto anche loro sono ugualmente intelligenti ed ugualmente ben informati. E chi sono io dunque per andare ad interferire col credo altrui? Sarei un ingiusto e un presuntuoso se lo facessi, e violerei il principio dell’uguaglianza! Il principio dunque dell’uguaglianza è strettamente collegato a quello della libertà secondo cui ognuno è libero di credere a quello che vuole ed ha il dovere di non cercare di convincere l’altro che è in errore. Anche in questo caso, la Massoneria dimostra dunque di incitare gli uomini a rigettare Cristo, in quanto Gesù ha affermato che chiunque è per la verità ascolta la Sua voce (cfr. Giovanni 18:37), per cui tutti coloro che non ascoltano la Sua voce sono nella menzogna. Ecco perchè non si possono mettere tutti i credi sullo stesso piano, in quanto l’unico vero credo è quello del Cristiano, in quanto lui ha creduto in Gesù Cristo, Colui che è LA VERITA’ (cfr. Giovanni 14:6).

 

Per Fratellanza i massoni intendono che tutti gli uomini sono figli di Dio e quindi fratelli: non esistono figli del diavolo quindi (anche perchè per i massoni non esiste un essere malvagio spirituale chiamato diavolo). Anche in questo caso, questo principio va a contrastare la Parola di Dio che afferma che gli uomini sono per natura figli d’ira, essendo schiavi del peccato, e diventano figli di Dio quando credono nel Signore Gesù Cristo, e che parla dell’esistenza di figli del diavolo che essa chiama ‘zizzanie’ e di cui dice che alla fine dell’età presente saranno raccolti dagli angeli del Signore Gesù e gettati nella fornace del fuoco (cfr. Matteo 13:36-42).

 

E’ evidente dunque che quei pastori o predicatori evangelici che hanno giurato di diffondere i principi della Massoneria, vanno messi tra i ministri di Satana di cui il principe della potestà dell’aria si usa per cercare di portare i santi all’apostasia, cioè all’abbandono della fede in Gesù Cristo, e bisogna dire che fino ad ora non pochi ‘Evangelici’ hanno abbandonato la fede in Gesù Cristo proprio a motivo dell’opera diabolica di questi ministri del diavolo, che sembrano interessati a Gesù e alle sue parole, ma in realtà stanno di soppiatto operando a favore del mostro massonico.

 

E’ dunque imperativo fratelli levare forte la propria voce contro quei ‘ministri di culto evangelici’ che sono massoni, non importa se con il grembiule o senza (quelli senza grembiule sono coloro che pur non essendosi sottoposti all’iniziazione massonica, condividono e appoggiano i suddetti principi massonici): perchè essi in effetti sono ministri di Satana, travestiti da ministri di giustizia. Non vi fate ingannare dal fatto che essi parlano di Gesù, magari arrivando a definirlo in presenza di Cristiani pure ‘la verità e la via’, perchè il significato che essi danno a queste parole è che Gesù è la verità e la via SOLO PER I CRISTIANI; per cui coloro che non sono Cristiani hanno la loro propria verità e la loro propria via – che non è Gesù – per andare a Dio, e difatti quando questi ‘evangelici’ massoni si trovano a parlare con altri massoni o in certe altre circostanze pubbliche in una maniera o nell’altra NEGANO che Gesù Cristo è LA VERITA’ E LA VIA, per cui essi sono DOPPI IN PAROLE; e non vi fate ingannare neppure dai loro discorsi o proclami sul miglioramento del mondo che essi si prefiggono compiendo opere sociali di vario genere, perchè questo cosiddetto miglioramento del mondo è solamente un pretesto da loro usato per agire indisturbati e inosservati nella Chiesa al fine di trascinare più anime possibili lontano dalla verità che è in Cristo Gesù.

 

 

 

 

 

 

Opponetevi all’esercito massonico

 

Gli sforzi dei massoni presenti in mezzo al popolo di Dio sono volti a far mettere i santi con i Cattolici Romani, i Mussulmani, i Buddisti, gli Induisti ecc. per formare assieme ad essi ‘una sola famiglia’ (all’inizio però viene detto loro: ‘per collaborare alla soluzione dei problemi dell’umanità’), ed anche a far accettare alle Chiese dei santi il peccato (come la fornicazione, l’adulterio, l’omosessualità, e l’aborto), e quindi cercano di far abbassare il livello della morale nelle Chiese dei santi, come ha detto un pastore massone di una chiesa protestante: ‘Sono in un potente esercito di uomini che hanno consacrato loro stessi a minimizzare l’importanza degli insegnamenti morali ed etici’. E noi la vediamo l’opera di questo potente esercito di uomini corrotti, riprovati quanto alla fede, nelle Chiese, non importa se sono massoni con il grembiule o senza il grembiule. Essa è evidente, stanno cercando di far accettare il peccato, e dobbiamo riconoscere che ci sono riusciti in molti casi, e difatti oggi è rarissimo sentire parlare contro il peccato, persino in seno alle Chiese Pentecostali dove ormai i massoni senza grembiule sono molto numerosi. Cosa devono fare dunque i ministri del Vangelo per opporsi a questo esercito satanico che si è infiltrato nelle Chiese, e che sta portando distruzione e confusione, preparando la via all’apostasia che deve venire? Quello che ha detto Paolo a Timoteo: “Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole” (2 Timoteo 4:2-4). Quindi, è necessario che si confutino pubblicamente le prese di posizione di questi ministri di Satana a favore dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso, dell’omosessualità, della fornicazione, dell’adulterio, dell’aborto, e di altri peccati. Facendo anche i loro nomi naturalmente.

 

 

 

 

 

 

Se conosci la Massoneria, la eviti …

 

Se conosci la Massoneria la eviti, e se la eviti non ti uccide spiritualmente. Quindi esorto la fratellanza ad impegnarsi nello studio della Massoneria, in quanto è di fondamentale importanza conoscerla. Peraltro la Massoneria è importante conoscerla per capire la drammatica situazione in cui versano tante Chiese Evangeliche oggi, e per avvertire tutti coloro che sono rimasti intrappolati in queste Chiese che la Massoneria è riuscito a massonizzare nel corso del tempo, tra cui tante Chiese Pentecostali. Quello che molti credenti non hanno ancora capito, è che Satana ha escogitato tra le altre filosofie anche la Massoneria per portare nella Chiesa eresie di perdizione, disordine e confusione, carnalità e mondanità, e c’è riuscito, visto e considerato come stanno le cose. D’altronde sono tanti i massoni in ambito protestante, sia con il grembiule che senza. Quindi svegliati Chiesa che dormi, perchè il diavolo invece non dorme ed è all’opera proprio in mezzo alla Chiesa. La nave sta colando a picco, e quindi bisogna gridare ai fratelli che sono ancora su questa nave di mettersi in salvo. Nessuno perda tempo e energie dietro la politica, la vanità di questo mondo, lotte sociali ecc. ma impegnate il tempo e le vostre energie per combattere la buona guerra, CONFUTANDO ANCHE LA MASSONERIA. Chi ha orecchi da udire, oda.

 

 

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