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7. Se Gesù era Divinità come poté essere oppresso da tristezza mortale (cfr. Matt. 26:38)? |
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Poté esserlo perché ti devi ricordare, fratello, che Gesù Cristo era anche un uomo e non solo Dio. Gesù era fatto di carne e ossa, aveva del sangue che scorreva nelle vene, mangiava, beveva come gli altri uomini, dormiva, si stancava e così via. Ma ti dirò anche un’altra cosa e cioè che Gesù DOVETTE patire quella tristezza mortale, perché Dio aveva prestabilito di rendere perfetto il duce della nostra salvezza proprio per via di sofferenze (cfr. Ebr. 2:10) cosicché adesso "in quanto egli stesso ha sofferto essendo tentato, può soccorrere quelli che son tentati" (Ebr. 2:18). |
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In altre parole fu necessario che Gesù patisse anche quella tristezza mortale per diventare il fedel Sommo Sacerdote che Egli è, capace di simpatizzare con noi in qualsiasi afflizione ci troviamo o dovremmo trovare, anche nella più grave e profonda (cfr. Ebr. 4:15). E difatti noi abbiamo un Sommo Sacerdote che ci capisce, che sa cosa significa soffrire, che sa cosa significhi essere tristi perché lui stesso fu triste. |
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Così dunque anche quella tristezza mortale che il Figliuolo patì nel Getsemani la patì per il nostro bene. A lui sia la gloria ora e in eterno. Amen. |