1. E' vero che un Cristiano che non parla in altre lingue non ha lo Spirito Santo?

 

No, non è vero e lo dimostreremo subito mediante le Scritture. Innanzi tutto però è necessario fare questa premessa. Quando si sente dire ad alcuni Cristiani che chi non parla in altre lingue non ha lo Spirito Santo, non bisogna intendere questa frase nel senso che chi non parla in altre lingue non ha per nulla lo Spirito Santo o che non è salvato, ma solo che egli non ha ancora ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo che è una esperienza susseguente alla nuova nascita. Questi Cristiani non vogliono dunque dire che un credente che non parla in altre lingue non è salvato o che non è un figlio di Dio, nella maniera più assoluta. Rimane tuttavia vero che essi usano un espressione impropria, anzi sbagliata, perché essa fa capire che chi non parla in altre lingue non è un figlio di Dio. E che molti capiscono questa espressione in questa maniera, lo si vede dalla reazione di molti credenti che sentendo dire una simile frase nei loro confronti, siccome che loro ancora non parlano in altre lingue, si arrabbiano sentendosi offesi. La suddetta espressione va dunque rigettata anche se da alcuni non viene usata per dire una cosa sbagliata.

Ci sono però altri che quando usano questa espressione vogliono dire proprio che chi ancora non parla in altre lingue non ha per nulla lo Spirito Santo per cui non è ancora di Cristo, e perciò è ancora perduto. Io dimostrerò la falsità di questa affermazione con questo senso. Per fare questo però occorre prima di tutto spiegare che cosa è il parlare in altre lingue; una volta spiegato ciò sarà più facile capire la falsità della suddetta affermazione.

Ora, secondo quanto insegna la Scrittura il parlare in altre lingue è un fenomeno spirituale prodotto dallo Spirito Santo nel credente quando questi viene battezzato (da Cristo) con lo Spirito Santo, in altre parole quando il credente viene riempito di Spirito Santo. Che essere battezzati con lo Spirito Santo ed essere riempiti con lo Spirito sia la stessa esperienza è confermato dal fatto che prima che Gesù ascendesse in cielo disse ai suoi discepoli che fra non molti giorni sarebbero stati battezzati con lo Spirito Santo (cfr. Atti 1:5) e poi, pochi giorni dopo quando si adempì questa promessa di Cristo essi furono ripieni di Spirito Santo secondo che è scritto: "E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo. E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi" (Atti 2:1-4). Ora, che cosa avvenne quando essi furono ripieni di Spirito Santo? Essi cominciarono (il che significa che prima ciò non avveniva) a parlare in altre lingue secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi. Ecco dunque comparire per la prima volta il parlare in altre lingue nella vita dei discepoli del Signore. Stabilito che il parlare in altre lingue segue immediatamente il riempimento di Spirito Santo, è evidente che esso è un segno che attesta che il credente ha sperimentato il riempimento di Spirito Santo. Se dunque questo fenomeno spirituale manca, ciò vuol dire che ancora il credente in questione non è ancora riempito di Spirito Santo o battezzato con lo Spirito Santo. Viene quindi da domandarsi; ‘Ma allora questo credente che ancora non parla in altre lingue non ha ancora lo Spirito Santo perché non ne è ripieno?’ No, qui bisogna fare una precisazione, non è che lui non ha lo Spirito Santo, lui non ne è ripieno, il che è differente. Facciamo un esempio; se io dico che il mio bicchiere non è pieno di acqua, non voglio certo dire con questo che dentro di esso non c’è una goccia di acqua, ma solo che non c’è abbastanza acqua all’interno da poterlo definire pieno. Un po’ d’acqua c’è dunque, ma non fino all’orlo o quasi. La stessa cosa vale per un cristiano che ancora non è ripieno di Spirito Santo, egli ha una certa misura di Spirito Santo ma non ne è ancora pieno. Tutto qua quindi. E che il credente che ancora non è battezzato con lo Spirito Santo, o ripieno di Spirito Santo, ha una misura di Spirito Santo in lui è attestato dal fatto che lui si sente di essere di Cristo, di essere un figlio di Dio e difatti chiama Dio Padre. Come può avere questa sicurezza al suo interno? In virtù della testimonianza dello Spirito Santo che è nel suo cuore. Paolo spiega questo ai Romani quando dice: "Poiché voi non avete ricevuto lo spirito di servitù per ricader nella paura; ma avete ricevuto lo spirito d’adozione, per il quale gridiamo: Abba! Padre! Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio; e se siamo figliuoli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui" (Rom. 8:15-17). Stando dunque così le cose, il credente non ancora ripieno di Spirito Santo, è di Cristo, è un figlio di Dio, e ciò in virtù di quella misura di Spirito Santo che è in lui dal momento in cui ha creduto. Se egli non avesse neppure questa misura di Spirito Santo, allora sì non sarebbe di Cristo secondo che è scritto: "Or voi non siete nella carne ma nello spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi; ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, egli non è di lui" (Rom. 8:9), ma dato che Egli ce l’ha perché nel momento in cui si è pentito dei suoi peccati ed ha creduto in Cristo lo Spirito Santo è venuto in una certa misura ad abitare in lui, allora egli è di Cristo.

A questo punto è spontanea la domanda: ‘Se egli ha lo stesso una certa misura di Spirito Santo, che cosa gli serve il battesimo con lo Spirito Santo?’ o in altre parole: ‘Che cosa ha di più di lui un credente che invece è ripieno di Spirito Santo?’ La risposta è la seguente: il battesimo con lo Spirito Santo gli è necessario per ricevere potenza dall’alto e questo perché Gesù disse ai suoi a riguardo del battesimo con lo Spirito Santo che avrebbero ricevuto: "Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra" (Atti 1:8). Ecco dunque la cosa che contraddistingue chi ha ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo da chi ancora non lo ha ricevuto, la potenza. Su questo non c’è il benchè minimo dubbio. E le lingue? Evidentemente anche le lingue saranno un segno che contraddistinguerà il credente ripieno di Spirito Santo da quello che non lo è ancora. Ma a questo punto è necessario spiegare qualche cosa sulle lingue e precisamente sulla loro utilità che non viene quasi mai detta, e cioè che chi parla in altra lingua parla a Dio (cfr. 1 Cor. 14:2). E che cosa dice a Dio? L’apostolo Paolo spiega che egli in ispirito proferisce misteri (cfr. 1 Cor. 14:2). E di che specie siano questi misteri egli lo spiega quando fa capire che egli prega e intercede in altra lingua, rende grazie a Dio in altra lingua, canta in altra lingua. Non importa se il credente parla in una sola altra lingua straniera o in più lingue straniere (in questo caso egli ha anche il dono della diversità delle lingue), il credente parla a Dio. E’ utile parlare a Dio? Certo che lo è. In questo caso il credente intercede per i santi in altra lingua chiedendo a Dio delle cose per mezzo dello Spirito Santo (a lui sconosciute ma conosciute dallo Spirito), rende grazie a Dio per i suoi benefici, canta le sue lodi in lingue straniere con parole spirituali. Tutto ciò dunque avviene per lo Spirito Santo per bocca del credente; tutto questo in altra lingua, sì, in altra lingua. Chi può dire che queste cose non siano utili? Nessuno. Dunque la mancanza della capacità di parlare in altre lingue non fa altro che non permettere al credente di non pregare in altra lingua, di cantare in altra lingua, di rendere grazie in altra lingua. Qualcuno forse dirà: ‘Ma a me basta pregare e intercedere, rendere grazie e cantare a Dio in italiano in modo che capisco tutto’. Fratello, questo parlare non è retto, perché se Dio ha voluto provvedere ai suoi figliuoli la maniera per pregarlo, rendergli grazie e cantargli in altra o altre lingue, non si può dire che basta parlare a Dio in italiano. E bada bene che chi ha stabilito ciò è Dio, quello stesso Dio che ha fatto tutte le cose con la sua infinita sapienza. Sarebbe come dire che io posso camminare anche con una gamba sola! Non dico che non posso farcela lo stesso a camminare, mi procuro delle stampelle e camminerò poi anch’io. Ma certamente non potrò correre, non avrò le stesse capacità di chi ha due gambe. Dunque, volendo, tu puoi pure continuare a pregare, rendere grazie a Dio e cantare a Dio solo in italiano, ma certamente avrai dei limiti, perché oltre un limite non potrai andare, cosa che invece potrà chi parla in altra lingua.

Dunque, non è l’appartenenza a Cristo che contraddistingue chi parla in altre lingue per lo Spirito da chi ancora non parla in lingue; non è la salvezza per cui il primo la possiede mentre il secondo no, ma tutt’altra cosa, cioè la potenza e la capacità di pregare, rendere grazie e cantare in altra lingua, in altre parole il pregare, rendere grazie e cantare per lo Spirito.

La giusta espressione dunque da usare nei confronti dei fratelli che ancora non parlano in altre lingue è: ‘Questi fratelli ancora non sono battezzati con lo Spirito Santo per cui ancora non hanno ricevuto potenza dall'alto, e la capacità di pregare, rendere grazie e cantare a Dio in altre lingue per lo Spirito Santo. Naturalmente anche questa espressione darà fastidio a qualcuno che ancora non è battezzato con lo Spirito Santo, ma in questo caso essa è vera.

Termino di rispondere a questa domanda dicendo quanto segue: chi è battezzato con lo Spirito Santo non è più salvato di chi ancora non è battezzato con lo Spirito; chi è battezzato con lo Spirito non è più importante agli occhi di Dio di chi ancora non lo è; chi è battezzato con lo Spirito non è un credente di prima categoria mentre chi non è ancora battezzato è di seconda categoria; il primo e il secondo sono ambedue fratelli, si devono accogliere in Cristo e rispettare, amare ed aiutare. Chi è già battezzato con lo Spirito deve però dire la verità anche su questa parte del consiglio di Dio e cioè che chi non parla in altra lingua non è ancora battezzato con lo Spirito; ciò lo deve dire a costo di offendere chi ancora non parla in altra lingua.

 

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