15. Vi voglio rivolgere una domanda che ieri sera [29 Novembre 2000: nota mia] mi è passata per la mente e continuo a non avere una risposta. Ieri sera, appunto, leggendo la prima epistola di Paolo a Timoteo mi sono soffermato sul versetto 20 del capitolo 1 "Ireneo e Alessandro che io ho dato in mano di Satana perchè imparino a non bestemmiare" e poi ho letto anche il riferimento riportato a fondo pagina e cioè I Corinzi capitolo 5 verso 5 "ho deciso che quel tale sia dato in man di Satana a perdizione della carne, affinchè lo spirito sia salvo nel giorno del Signore Gesù Cristo". Che significa dare in mano di Satana? Che significato ha questa espressione dell'apostolo Paolo? Si può fare un esempio su avvenimenti simili ai giorni nostri? E quell'espressione "... a perdizione della carne, affinchè lo spirito sia salvo ..." significa che la carne può peccare e lo spirito restare salvo? Non credo!

 

L’espressione di Paolo ‘ho dato in mano di Satana’, usata sia nel caso di Imeneo e Alessandro che avendo fatto getto della buona coscienza avevano naufragato quanto alla fede, che nel caso di quel credente della Chiesa di Corinto che si teneva la moglie di suo padre, significa che l’apostolo Paolo nel nome del Signor Gesù e con la potestà del Signor nostro Gesù, decise nei confronti di questi tre credenti di allora di darli in potere di Satana o consegnarli a lui affinchè Satana li distruggesse con una grave malattia, quindi affinchè distruggesse la loro carne.

Noi sappiamo che Satana non può fare altro che distruggere un credente quando ciò gli viene permesso da Dio, ne abbiamo un esempio chiaro in Giobbe che fu colpito da Satana con il permesso di Dio (in questo caso però Dio consegnò Giobbe in man di Satana non perché egli avesse abbandonato la giustizia o si fosse reso colpevole di qualche particolare iniquità, ma solo per provarlo, la cosa quindi è un pò differente) con una ulcera maligna dalla pianta dei piedi al sommo del capo (cfr. Giob. 2:7), e Giobbe si ridusse ad una larva umana, ad un essere deformato nel corpo e distrutto tanto che lui ad un certo punto pensò di non avere più alcuna speranza di guarigione, che il sepolcro lo stava aspettando.

Ma veniamo allo scopo per cui Paolo diede quei credenti in mano di Satana; ho detto che fu affinchè Satana li distruggesse fisicamente, li umiliasse profondamente quindi. Ma ciò sempre in vista del loro bene, ossia in vista del loro ravvedimento, infatti nel primo caso Paolo dice che aveva dato Imeneo e Alessandro in mano di Satana affinchè essi imparassero a non bestemmiare; lo so che sembra strano e inverosimile che dei credenti si fossero messi a bestemmiare il nome santo di Dio, ma ciò è quello che era successo in quel caso. Ma Paolo con l’autorità divina li umiliò dandoli a Satana con la speranza che quella grave afflizione fisica li avrebbe indotti a rientrare in loro stessi e a pentirsi del loro peccato e smettere di proferire bestemmie. Nel secondo caso invece fu affinchè lo spirito fosse salvo nel giorno del Signor Gesù. Ora, in questo caso parrebbe che quel credente sarebbe stato automaticamente salvato dopo essere stato consegnato da Paolo in mano di Satana, ma è evidente che questa salvezza sarebbe stata possibile solo nel caso quel credente fosse rientrato in se stesso e si fosse pentito del suo peccato di fornicazione perché i fornicatori non erediteranno il regno di Dio (cfr. 1 Cor. 6:9-10). Quindi, anche in questo caso Paolo diede quel tale in mano di Satana affinchè sotto la pressione di quella grave malattia egli fosse indotto a ravvedersi ed essere così salvato.

Da questi due esempi di credenti dati in man di Satana, si evince che i servitori di Dio con l’autorità di Dio possono ‘usarsi’ di Satana al fine di indurre al ravvedimento certi credenti che si sono resi colpevoli di particolari iniquità. Ovviamente il diavolo è ben contento di colpire un credente con una grave malattia e di distruggerlo fisicamente, ma Dio è in grado di convertire il male che egli fa ad un credente in bene usandosi di quella sua malvagità per portare il credente traviato sulla retta via. O profondità della sapienza di Dio!

In questi casi appena visti, Dio si usa del diavolo al fine di porre fine a dei peccati, dando il ravvedimento ai diretti interessati. Ma ci sono dei casi in cui Dio si usa del diavolo per prevenire che un suo figliuolo cada in qualche peccato. Ne abbiamo un esempio in Paolo, a cui Dio, affinchè egli non si insuperbisse a motivo della eccellenza delle rivelazioni che aveva ricevuto dal Signore, pose un angelo di Satana per schiaffeggiarlo. In questa maniera, Paolo, umiliato fisicamente da Dio sarebbe stato impedito di inorgoglirsi. Dunque Dio si usa del diavolo e dei suoi angeli malvagi, sia per curare il male (uso questa espressione per farmi capire meglio) che per prevenirlo.

Ci sono casi oggi in cui dei servitori di Dio hanno dato dei credenti in mano di Satana a distruzione della loro carne in vista del loro ravvedimento? Io sono a conoscenza di un caso avendolo letto su un libro di un missionario che era stato in un paese orientale e che diceva di avere dato in man di Satana un credente che si era dato alla fornicazione.

 

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