16. Potrei ricevere un approfondimento del Salmo 1:1-6?

 

Salmo 1

Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via de’ peccatori, né si siede sul banco degli schernitori; ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e su quella legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato presso a rivi d’acqua, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e la cui fronda non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà. Non così gli empi; anzi son come pula che il vento porta via. Perciò gli empi non reggeranno dinanzi al giudizio, né i peccatori nella raunanza dei giusti. Poiché l’Eterno conosce la via dei giusti, ma la via degli empi mena alla rovina.

 

L’uomo che non cammina seguendo i suggerimenti della gente senza pietà, che non prende piacere a frequentare i peccatori per macchinare ed eseguire il male contro il suo prossimo, e che non prende piacere nello schernire come fanno tanti, cioè nel beffarsi del suo prossimo, ma piuttosto prende piacere nel meditare del continuo la Parola di Dio e ovviamente anche nel metterla in pratica perché la meditazione della Parola di Dio non è qualcosa fine a se stessa ma deve essere sempre compiuta per mettere in pratica i comandamenti di Dio che sono giustizia e verità, è dichiarato beato ossia felice. Qualcuno dirà: ‘Sarà vero?’ Sì, è vero, io ho sperimentato e sperimento tuttora questa beatitudine. E con me ci sono tanti e tanti altri che hanno costatato e costatano la veracità di queste parole. Oggi invece – stando a quanto il mondo fa vedere - pare proprio che la felicità si trovi nel camminare secondo il consiglio degli empi, nell’associarsi con i peccatori per fare il male, nel prendere in giro tutto e tutti. E' una vana apparenza, per questa gente non c’è alcuna felicità e nessuna pace. Dice bene il profeta Isaia: "Non v’è pace per gli empi" (Is. 57:21), e quindi nessuna beatitudine per loro. Si rifiutano di ascoltare Dio che è la fonte di ogni beatitudine, come possono essere felici? Nessuno quindi si faccia ingannare dai sorrisi, dalle ricchezze, dalla fama, degli empi dei peccatori e degli schernitori, perché essi non sono affatto felici ma sono pieni di guai, di paure, e di un vuoto interno terribile.

Il giusto è paragonato ad un albero, ma non a un albero qualsiasi piantato in un luogo qualsiasi, ma ad un albero piantato presso a rivi d’acqua, quindi che si rifornisce del continuo di acqua. La fonte di sapienza è un rivo che scorre perenne (cfr. Prov. 18:4), e il giusto si trova del continuo presso questo rivo a rifornirsi di essa. E questo gli permette di acquisire sempre nuove forze, anche in mezzo alle afflizioni più profonde (cfr. Sal. 84:7); e di splendere come un luminario in mezzo a questa generazione storta e perversa. La sua fronda non appassisce veramente mai, ma si mantiene sempre verde. Ed è un piacere vedere un albero che non appassisce mai a motivo della calura perché si trova piantato proprio presso l’acqua. E non solo, ma il giusto porta del frutto alla gloria del suo Dio, e lo porta a suo tempo, cioè nel tempo voluto da Dio esattamente come fa un albero fruttifero che porta il suo frutto nella sua stagione. E poi, tutto quello che egli fa prospererà, ovviamente tutto quello che rientra nel volere di Dio verso lui, tutto ciò che è nel Signore. Il buon successo appartiene alla Sapienza (cfr. Prov. 8:14), e questo successo il giusto lo sperimenta perché dà ascolto alla Sapienza.

Ma mentre il giusto è paragonato ad un albero piantato presso i rivi di acqua, gli empi sono paragonati a della pula, quindi a qualcosa che dinnanzi ad un colpo di vento sparisce, svanisce. Il profeta Isaia ha paragonato gli empi al mare agitato infatti dice: "Ma gli empi sono come il mare agitato, quando non si può calmare e le sue acque caccian fuori fango e pantano" (Is. 57:20), per spiegare che non hanno pace in loro essendo agitati da varie paure, e per spiegare che da loro fuoriescono follia e perversione e non frutti di giustizia come nel caso del giusto. Ma torniamo all’immagine della pula, è evidente che la pula non regge dinnanzi al vento, e così anche gli empi non reggeranno dinnanzi al giudizio di Dio perché saranno condannati e scaraventati nel fuoco eterno dove saranno tormentati per l’eternità, come anche gli empi non potranno stare assieme ai giusti perché la loro destinazione sarà il fuoco eterno mentre quella dei giusti sarà la Nuova Gerusalemme, la città celeste. Fuori (da questa città) i cani, fuori gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri, e chiunque ama e pratica la menzogna, dice Dio (cfr. Apoc. 22:15).

Non può essere altrimenti, perché la via degli empi mena alla rovina eterna, ad una infamia eterna, mentre la via dei giusti alla gloria eterna.

A Dio che ci ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo Gesù, sia la lode e l’onore in eterno. Amen.

 

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