19. Il secondo quesito è: se Dio nel secondo comandamento vieta la fabbricazione di immagini di tutte le cose in cielo e in terra, come mai sulla cortina del luogo santissimo sono rappresentati due cherubini? Si sa che quelle immagini non venivano adorate, sarebbe allora pure giustificata la falsa risposta dei cattolici facendo la famigerata sottigliezza tra adorazione e venerazione rivolta ai Santi. ai morti e alla Madonna? E sarebbe pure ulteriormente giustificata da parte cattolica la produzione di immagini e sculture poste, poi, in casa e nei luoghi adibiti al culto come l'esempio del luogo Santissimo?

 

Rispondo a queste tue domande, facendoti notare innanzi tutto tre sostanziali ma fondamentali differenze tra le sculture dei due cherubini fatte sull’arca santa e le sculture fatte dai Cattolici romani dei loro santi, di Maria, ecc. La prima differenza è che mentre i cherubini presenti nel luogo santissimo, erano delle sculture ordinate da Dio, quelle che fanno i Cattolici romani non sono per nulla ordinate da Dio. Quando infatti Dio ordinò a Mosè di dire ai figli di Israele di costruirgli un santuario gli disse tra le altre cose: "E farai due cherubini d’oro; li farai lavorati al martello, alle due estremità del propiziatorio; fa’ un cherubino a una delle estremità, e un cherubino all’altra; farete che questi cherubini escano dal propiziatorio alle due estremità. E i cherubini avranno le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le loro ali; avranno la faccia vòlta l’uno verso l’altro; le facce dei cherubini saranno vòlte verso il propiziatorio. E metterai il propiziatorio in alto, sopra l’arca; e nell’arca metterai la testimonianza che ti darò. Quivi io m’incontrerò teco; e di sul propiziatorio, di fra i due cherubini che sono sull’arca della testimonianza, ti comunicherò tutti gli ordini che avrò da darti per i figliuoli d’Israele" (Es. 25:18-22). C’è un ordine divino quindi, Mosè udì quelle parole e ubbidì di conseguenza. La seconda differenza è che i due cherubini fatti costruire da Dio non furono costruiti per essere messi in un posto pubblico, aperto a tutti, dove chiunque avrebbe potuto vederli ed essere indotto a prostrarsi davanti ad essi per adorarli. Difatti i due cherubini furono posti sopra il propiziatorio dell’arca santa la quale fu posta nel luogo santissimo dove poteva e doveva entrare solo il sommo sacerdote una volta all’anno per compiere l’aspersione del sangue degli animali offerti per i peccati dei sacerdoti e del popolo (cfr. Lev. 16:14-15). Le statue e le immagini della Chiesa Cattolica Romana vengono invece messe dappertutto per ricevere il saluto, la venerazione e l’adorazione dei Cattolici romani. La terza differenza infine è che i cherubini ordinati da Dio non furono da lui ordinati affinché il popolo li servisse e gli rendesse una qualche forma di culto, mentre le immagini e le sculture ordinate dalla teologia cattolica, sono fatte per rendergli un vero e proprio culto; che non importa come viene chiamato, rimane un culto e perciò una cosa in abominio a Dio.

Per quanto riguarda invece i due cherubini rappresentati sulla cortina che divideva il luogo santo da quello santissimo (cfr. Es. 26:31-33), va detto che oltre ad essere stati ordinati da Dio come nel caso delle sculture, erano visti solo dal sommo sacerdote quando entrava sia nel luogo santissimo che nel luogo santo per compiere gli atti del culto che Dio gli aveva ordinato di compiere, e dai sacerdoti quando entravano nel luogo santo anche loro per compiervi gli atti del culto. Il popolo quindi, dato che non poteva entrare né nel luogo santo né in quello santissimo non poteva vederli ed essere indotto a prestargli una qualche forma di culto. Dio fece quindi sì che al popolo fosse negata la vista anche dei due cherubini sulla cortina che divideva il luogo santo da quello santissimo. Che Dio pensò bene di negare al popolo la vista di questi due cherubini artisticamente lavorati è confermato dal fatto che la portiera dell’ingresso della tenda Dio ordinò di farla "di filo violaceo, porporino, scarlatto e di lino fino ritorto, in lavoro di ricamo" (Es. 26:36), ma senza i due cherubini artisticamente lavorati come nel caso del velo divisorio tra il luogo santo e quello santissimo (cfr. Es. 36:35 con Es. 36:37). E questa portiera dell’ingresso era ben visibile a chi tra il popolo veniva dai sacerdoti per offrire un oblazione, o un sacrificio di azioni di grazie o un olocausto o un sacrificio per il peccato; perché queste offerte dovevano essere portate all’ingresso della tenda di convegno.

Inoltre sempre a conferma di ciò, ti faccio notare che anche sulla portiera per l’ingresso del cortile, che era di filo violaceo, porporino scarlatto e di lino fino ritorto (cfr. Es. 38:18 e 27:16), Dio non ordinò di porre dei cherubini, e come tu sai questa portiera era sotto gli occhi di tutto il popolo che stava accampato secondo la sua tribù di appartenenza attorno al tabernacolo.

E potrei proseguire dicendoti che anche sui paramenti del sommo sacerdote e dei sacerdoti, Dio non ordinò di ricamare i cherubini (cfr. Es. 28:1-43)

Tutte queste differenze esistenti tra le sculture e le immagini dei due cherubini, e quelle della tradizione papista, mi portano quindi a ribadire che le statue e le immagini papiste sono vietate da Dio, sono un abominazione nel suo cospetto, e che coloro che si prostrano davanti ad esse e gli rendono una qualsiasi forma di culto sono degli idolatri che non erediteranno il regno di Dio. Non si possono in nessuna maniera giustificare le statue e le immagini della Chiesa Cattolica Romana con le sculture e le rappresentazioni dei cherubini ordinate da Dio.

Ma per quale ragione quest’ultime furono ordinate da Dio? Se consideriamo che è scritto che Dio "siede sui cherubini" (Sal. 99:1; cfr. Is. 37:16 e Ez. 10:1-22), ritengo che fu per ricordare ai suoi sacerdoti dove fosse il suo trono in cielo, cioè sopra i cherubini.

 

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