2.  Ma nella Bibbia ho trovato delle contraddizioni; come mai questo?

 

No, nella Bibbia non ci sono contraddizioni. Semmai ci sono delle APPARENTI CONTRADDIZIONI che appaiono appunto contraddizioni a motivo della nostra limitata conoscenza. Non dobbiamo mai dimenticarci infatti che "noi conosciamo in parte" (1 Cor. 13:9), per cui ci sono delle cose scritte nella Bibbia che ci possono apparire in contraddizione tra loro. Sono pienamente persuaso che in quel giorno, quando la conoscenza sarà abolita (cfr. 1 Cor. 13:8), capiremo appieno perché certe espressioni e certi racconti presenti nella Bibbia ci apparivano in contraddizione tra di loro.

Tu allora mi dirai: ‘Ma come mai Dio ha voluto che nella Scrittura ci fossero queste apparenti contraddizioni?’ Ascolta, anch’io mi sono spesso domandato come mai Dio ha voluto che certe cose fossero scritte in maniera da apparire contraddittorie, ed ogni volta sono giunto alla stessa conclusione, e cioè che questo Dio ha voluto farlo per mettere alla prova i credenti per vedere se dinnanzi a tali APPARENTI CONTRADDIZIONI cominciano a mettere in dubbio o in discussione l’ispirazione della Scrittura. Prova che devo dire certi credenti non hanno superato perché hanno cominciato a dire che la Bibbia è un libro che ha degli errori! Per ciò che mi riguarda devo confessare che dopo che mi sono convertito ed ho cominciato ad investigare le Scritture, nel trovarmi davanti certi passaggi in contraddizione tra loro fui tentato di dire che nella Bibbia c’erano alcuni errori umani, ma considerando da vicino le cose alla luce di tutta la Scrittura giunsi alla conclusione che la Scrittura appunto perché Parola di Dio non poteva avere nessun errore e che quindi quelli che parevano degli errori erano ERRORI APPARENTI.

Ma sono anche persuaso che Dio ha voluto inserire queste apparenti contraddizioni nella sua Parola per fare inciampare gli increduli. Voglio fare a tale proposito due esempi.

Il primo è questo. Riguardo al Messia nel libro del profeta Isaia è scritto: "Poi un ramo uscirà dal tronco d’Isai, e un rampollo spunterà dalle sue radici. Lo spirito dell’Eterno riposerà su lui: spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di forza, spirito di conoscenza e di timor dell’Eterno. Respirerà come profumo il timor dell’Eterno, non giudicherà dall’apparenza, non darà sentenze stando al sentito dire, ma giudicherà i poveri con giustizia, farà ragione con equità agli umili del paese. Colpirà il paese con la verga della sua bocca, e col soffio delle sue labbra farà morir l’empio. La giustizia sarà la cintura delle sue reni, e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi. Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo giacerà col capretto; il vitello, il giovin leone e il bestiame ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà. La vacca pascolerà con l’orsa, i loro piccini giaceranno assieme, e il leone mangerà lo strame come il bue. Il lattante si trastullerà sul buco dell’aspide, e il divezzato stenderà la mano sul covo del basilisco. Non si farà né male né guasto su tutto il mio monte santo, poiché la terra sarà ripiena della conoscenza dell’Eterno, come il fondo del mare dall’acque che lo coprono" (Is. 11:1-9). Come si può vedere in queste parole del profeta alla venuta del Messia ci sarebbe stata una radicale trasformazione nella natura, i poveri avrebbero ricevuto giustizia, l’empio sarebbe stato da lui messo a morte, e la terra sarebbe stata ripiena della conoscenza di Dio. Secondo però altre parole dello stesso profeta il Messia alla sua venuta avrebbe patito la morte per gli empi (cfr. cap. 53). Questa è una apparente contraddizione IN CUI INCIAMPANO GLI EBREI infatti essi dicono che Gesù non può essere il Messia appunto perché alla sua venuta non sono avvenute quelle cose scritte dal profeta Isaia al capitolo 11. Per noi adesso la cosa è chiara, in quei versi del capitolo 11 sopra citati, nella seconda parte, si fa riferimento a quello che avverrà al ritorno del Messia. Per loro però la cosa non è affatto chiara. Non è che per questo gli Ebrei ortodossi negano l’ispirazione del profeta Isaia, ma certamente inciampano nelle sue parole.

Il secondo esempio è questo. Nella legge è scritto: "Ascolta, Israele: l’Eterno, l’Iddio nostro, è l’unico Eterno" (Deut. 6:4), e nei profeti: "Io sono l’Eterno, e non ve n’è alcun altro; fuori di me non v’è altro Dio!… " (Is. 45:5). Negli scritti del Nuovo Testamento però in svariate maniere è detto che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è Dio; uno di questi passi è questo: "In verità, in verità vi dico: Prima che Abramo fosse nato, io sono" (Giov. 8:58), e un altro è il seguente: "Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio" (Giov. 1:1-2). Non è dunque in contraddizione la Scrittura? No, non lo è – anche se sembra il contrario - perché quando la Scrittura parla dell’unicità di Dio parla di una unicità composita, per cui la Scrittura non esclude la divinità di Cristo, come neppure quella dello Spirito Santo. Gli Ebrei disubbidienti però inciampano in questa apparente contraddizione per cui rifiutano nella maniera più categorica di riconoscere la divinità di Gesù Cristo. E assieme agli Ebrei ce ne sono molti altri di individui increduli che inciampano proprio in questa apparente contraddizione biblica; tra questi per esempio ci sono i Testimoni di Geova che a differenza degli Ebrei però riconoscono l’ispirazione degli Scritti del Nuovo Testamento. Come ben sappiamo però i Testimoni di Geova, o meglio una loro specifica Commissione, hanno manipolato parecchi passi del Nuovo Testamento che attestano la divinità di Cristo.

Considerando dunque questi esempi citati, noi dobbiamo stare attenti a non inciampare in certe APPARENTI CONTRADDIZIONI presenti sia nell’Antico Testamento che nel Nuovo Testamento (a cui non riusciamo ancora a dare una spiegazione).

Dio non si è mai contraddetto e non può contraddirsi – quindi la sua Parola non può avere contraddizioni – perché Egli non può mentire e non è doppio nel parlare. Sia Egli riconosciuto verace, ma ogni uomo bugiardo (cfr. Rom. 3:4). Amen.

  

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