3. Ho sentito parlare di libri apocrifi (presenti nelle Bibbie cattoliche); di che si tratta?

 

Sono dei libri che la Chiesa Cattolica Romana ha aggiunto al canone della Bibbia (cioè a quell’insieme di libri riconosciuti sacri dalla Chiesa sin dall’inizio e di cui è composta la Bibbia). Essi sono: Tobia, Giuditta, Sapienza, Ecclesiastico, Baruc e 1 e 2 Maccabei. Oltre all’aggiunta di questi libri occorre dire che sono state fatte delle aggiunte al libro di Ester e a quello di Daniele. Sia i libri apocrifi che le aggiunte furono dichiarate SCRITTURA ISPIRATA DA DIO nella sessione del 8 Aprile 1546 del concilio di Trento.

Questo concilio ha lanciato un anatema contro chi non riconosce come sacri e canonici tutti i libri dichiarati tali da esso (per cui anche contro coloro che non riconoscono i libri apocrifi e le aggiunte come Parola di Dio); ecco l’anatema: ‘Se qualcuno, poi, non accetterà come sacri e canonici questi libri, interi con tutte le loro parti, come si é soliti leggerli nella chiesa cattolica e come si trovano nell’edizione antica della volgata latina e disprezzerà consapevolmente le predette tradizioni, sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. IV, primo decreto.).

I libri apocrifi (da apokryphos, termine greco che significa ‘nascosto’) sono chiamati dalla chiesa romana ‘deuterocanonici’ ossia aggiunti al canone.

Noi non riconosciamo i libri apocrifi come Parola di Dio (e difatti nella nostra Bibbia non ci sono) per le seguenti ragioni:

1) Essi sono pieni di contraddizioni (reali e non apparenti) e di errori

2) Lo Spirito della verità che dice la verità, non attesta per nulla in noi figliuoli di Dio che essi sono Parola di Dio perché ci fa sentire in maniera inequivocabile che essi non devono essere accettati come Parola di Dio

3) Né Gesù Cristo e neppure gli apostoli fecero mai riferimento a questi libri apocrifi

4) Gli Ebrei prima e poi anche i Cristiani dei primi secoli dopo Cristo non li riconobbero mai come canonici.

 

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