13. Come mai voi Evangelici non accettate la transustanziazione?

 

Perché credere nella transustanziazione significa credere che quando durante la cena del Signore il pane e il vino vengono benedetti essi mutano sostanza e diventano il vero corpo e il vero sangue di Cristo; ecco infatti quanto si legge in un Catechismo: 'Dopo la consacrazione, l’ostia non è più pane; il pane è mutato nel vero Corpo di nostro Signore Gesù Cristo. (...) L’ostia sembra pane, o meglio sembra ostia; ma dell’ostia-pane non vi è più la sostanza ma solo le specie, le apparenze esterne; in realtà essa è il corpo di Gesù Cristo, vivo e vero. Nel calice prima della consacrazione si contiene vino con alcune gocce d’acqua (...) Dopo la consacrazione, nel calice non vi è più vino; invece, sotto le specie del vino, vi è il vero e reale Sangue di nostro Signore Gesù Cristo. Il vino si è convertito nel Sangue di Gesù Cristo (...) Perciò come al pronunziarsi della divina parola, nella creazione, le cose che prima non erano, furono; così al pronunziarsi delle parole della consacrazione, quello che era pane, diviene Corpo di Nostro Signore, e quello che era vino, suo Sangue’ (Giuseppe Perardi, Nuovo Manuale del Catechista per l’insegnamento del catechismo della dottrina cristiana, Pubblicato per ordine di Pio X, XVII edizione rinnovata e in gran parte rifatta, Torino 1939, pag. 483-484). E ciò è falso perché il pane e il vino non subiscono nessun cambiamento di sostanza durante la cena del Signore essendo solo degli elementi che rappresentano il corpo e il sangue di Cristo che rimangono a tutti gli effetti pane e vino anche dopo averli benedetti. Tanto è vero che Gesù dopo avere reso grazie per il calice disse: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per la remissione dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio" (Matt. 26:28-29). Si noti come Gesù chiamò il contenuto del calice 'questo frutto della vigna'.

(Per un approfondimento dell’argomento vedi il secondo capitolo del mio libro sulla Chiesa Cattolica Romana alla sezione ‘Eucarestia’)

 

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