8. Giovanni Paolo II vi ha chiesto perdono a voi Protestanti per le persecuzioni compiute dai Cattolici nel passato contro i vostri predecessori; che ne dite di questo suo atteggiamento?

 

Diciamo semplicemente che quello che ha fatto è assurdo. Perché? Perché non ha nessun senso chiedere perdono per peccati, compiuti da terze persone, a persone verso cui non sono stati compiuti questi peccati.

Vi faccio un esempio con la mia persona per spiegarvi l’assurdità di questo chiedere perdono di Giovanni Paolo II. Mettiamo il caso che un mio vicino abbia un nonno oramai morto a cui un mio bisnonno, durante una lite che ebbero in vita, diede un pugno, ed io un giorno vada a chiedere perdono a questo mio vicino di casa per il pugno ricevuto da suo nonno oramai morto per mano del mio bisnonno, non sarebbe assurdo questo mio comportamento? Certo che lo sarebbe. Non pensate che doveva essere il mio bisnonno ad andare a chiedere perdono al nonno di questo mio vicino? Che centro io? Ma invertiamo le posizioni nell’esempio per far capire quanto sia assurdo l'eventuale perdono concesso da chi torti non ha ricevuti a chi torti non gliene ha fatti. Se un giorno viene a me qualcuno che mi dice che mi chiede perdono per un pugno che mio nonno ha ricevuto dal suo bisnonno, come dovrei comportarmi verso costui? Dovrei accettarlo il suo chiedere perdono? E come farei? Dovrei accettare ‘le scuse’ per un misfatto da me non ricevuto per bocca di qualcuno che per altro non lo ha compiuto! Ma non è evidente che compirei pure io un atto assurdo se accettassi il suo perdono?

Come fa dunque Giovanni Paolo II a chiedere perdono ai Protestanti di oggi in nome di coloro che inquisirono e torturarono e misero a morte i Protestanti del sedicesimo secolo o di qualche altro secolo del passato? Noi capiremmo il suo gesto, se egli chiedesse perdono ad un Protestante o a dei Protestanti ancora in vita per qualche suo personale misfatto perpetrato nei confronti di esso/i; ma non riusciamo proprio a capire quest’altro suo chiedere perdono.

Naturalmente nel dire che Giovanni Paolo II ha agito in maniera assurda si vuole implicitamente affermare che quello che ha fatto non ha nessuna, e ripeto nessuna, base biblica come conferma. E che sia così - cioè che il suo gesto non ha nessuna conferma nella Bibbia - lo riconosce pure la curia romana infatti nel documento Memoria e Riconciliazione dopo che vengono trascritti alcuni esempi di confessioni di peccati fatte a Dio tratte dall’Antico Testamento viene detto: ‘Sorge la questione sul perché gli scrittori biblici non abbiano sentito il bisogno di richieste di perdono rivolte a interlocutori presenti riguardo a colpe commesse dai padri, nonostante il loro forte senso della solidarietà fra le generazioni nel bene e nel male…’ (‘Memoria e Riconciliazione’, 2:1; in Il Regno-documenti, 5/2000, pag. 141). Ovviamente vengono avanzate delle ipotesi; rimane il fatto però che nell’Antico Testamento non ci sono esempi che confermano questo gesto. E le cose non cambiano con il Nuovo Testamento infatti non c’è un solo esempio, e ripeto uno solo, in cui un cristiano abbia chiesto perdono al suo prossimo per un misfatto fatto nel passato da un suo predecessore ad un predecessore del suo prossimo. Ed anche in questo caso la curia romana è costretta a riconoscerlo infatti afferma: ‘Non c’è però alcun esplicito richiamo indirizzato ai primi cristiani a confessare delle colpe del passato…’ (Ibid., 2:2; in Il Regno-documenti, 5/2000, pag. 143). Se quindi manca una base biblica come possiamo noi accettare per vero e utile il gesto di Giovanni Paolo II nei confronti di noi Protestanti? Noi non possiamo. Tuttavia riscontriamo ancora una volta, senza meravigliarci peraltro, che la curia romana anche in assenza di basi bibliche riesce a fare apparire o presentare questo atteggiamento assurdo e sbagliato di Giovanni Paolo II come giusto e biblico. Ho detto poco fa che questo non ci meraviglia perché di cose assurde e false che la curia romana fa apparire come giuste e bibliche ce ne sono una marea. Vedi il caso delle preghiere per i morti, delle preghiere dei morti per i vivi, del purgatorio (una delle più grandi truffe religiose perpetrate a danno dell’umanità), vedi il caso del primato del papa, della ripetizione del sacrificio di Cristo nella messa, solo per citarne alcune. Quindi, siamo sempre punto da capo, perché il papa e la curia romana dimostrano di non tenere in nessuna considerazione la Parola di Dio.

Ma cosa dice la Parola di Dio a riguardo del chiedere perdono? Ecco quello che ha insegnato Gesù Cristo. "Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli. E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli" (Luca 17:3-4). Quindi chi riceve il torto deve innanzi tutto riprendere chi gli ha fatto il torto, e poi se questo riconosce il suo proprio misfatto e si pente e gli chiede perdono ossia di rimettergli questo suo debito, allora la persona offesa deve perdonare l’offensore. Quand’anche ciò avvenisse sette volte al giorno, per sette volte occorre perdonare chi si pente del suo peccato. Le cose sono molto chiare; deve essere la persona che pecca a pentirsi e a chiedere perdono (e non qualcuno per lui dopo che questo muore), a chi ha ricevuto il torto e non a qualcuno che è parente di chi ha ricevuto il torto.

Va poi detta un’altra cosa, a riguardo di questo ‘mea culpa’ sottoscritto da Giovanni Paolo II, e cioè che alla fine la Chiesa Cattolica Romana ne esce sempre immacolata, santa e irreprensibile, nel senso che non gli viene per nulla imputata la persecuzione dei Protestanti (come neppure quella degli Ebrei), perché la responsabilità viene fatta cadere su alcuni ‘figli disubbidienti’ della Chiesa Cattolica Romana e non sulla loro madre. Insomma la madre non ha mai sbagliato, mentre alcuni suoi figli sì hanno sbagliato. Ecco per esempio alcuni passaggi significativi tratti da Memoria e Riconciliazione: ‘La Chiesa è santa perché, santificata da Cristo, che l’ha acquistata consegnandosi alla morte per lei, è mantenuta nella santità dallo Spirito Santo, che la pervade incessantemente (….) Essa, perciò, pur essendo santa per la sua incorporazione a Cristo, non si stanca di fare penitenza; e riconosce sempre come propri, davanti a Dio e agli uomini, i figli peccatori, quelli di oggi, come quelli di ieri (…) Perciò, la Chiesa santa avverte il dovere ‘di rammaricarsi profondamente per le debolezze di tanti suoi figli, che ne hanno deturpato il volto, impedendole di riflettere pienamente l’immagine del suo Signore crocifisso, testimone insuperabile di amore paziente e di umile mitezza’ (Ibid., 3:2,3,4). Quindi questo chiedere perdono oltre che essere assurdo è ammantato di falsità e di doppiezza e di ipocrisia; perché la storia, che non è un opinione, ci dice chiaramente che furono i capi della Chiesa Cattolica Romana, cioè i papi, i cardinali, i vescovi a perseguitare a tutto potere i Protestanti, e tutte le pecore gli andavano dietro ciecamente. Fu insomma la madre con i suoi figli a perseguitare i Protestanti, quella madre prostituta che con i suoi figli, frutto delle sue innumerevoli prostituzioni, si scagliarono con veemenza contro coloro che si separavano da essa per amore della verità. Ovviamente la ragione per cui Giovanni Paolo II non può e non vuole riconoscere che fu tutta la Chiesa Cattolica Romana a compiere quei misfatti è perché egli in questa maniera screditerebbe la Chiesa Cattolica Romana agli occhi di tutto il mondo. Essa non sarebbe più Santa, perché qualche misfatto lo avrebbe pure commesso lei. La Chiesa Cattolica Romana quindi da questo ennesimo ‘mea culpa’ ne esce abbastanza bene. Direi meglio, purtroppo, agli occhi di tanti che non conoscono la Parola di Dio e la storia, perché con questo atto di ‘umiltà’ essa ha acquisito maggiore credibilità!! Che sia così si legge in Memoria e Riconciliazione dove si dice: ‘I passi compiuti da Giovanni Paolo II per chiedere perdono di colpe del passato sono stati compresi in moltissimi ambienti, ecclesiali e non, come segni di vitalità e di autenticità della Chiesa, tali da rafforzare la sua credibilità’ (Ibid., 1:4; in Il Regno-documenti, 5/2000, pag. 140).

Dunque nell’insieme l’atteggiamento di Giovanni Paolo II, studiato accuratamente nelle camere segrete del Vaticano nei suoi minimi particolari, non è da accettare per i sopracitati motivi.

E poi dico che quand’anche arrivasse il giorno in cui un papa dicesse che fu la madre a peccare e a perseguitare i protestanti e non semplicemente alcuni dei suoi figli peccatori, dico quand’anche arrivasse quel giorno, e per questi misfatti chiedesse perdono in nome della Chiesa Cattolica romana il suo gesto rimarrebbe pur sempre assurdo, non biblico. E i Protestanti non dovrebbero in nessun caso accettare la richiesta di perdono e perdonare, perché essi biblicamente non possono concedere il perdono in vece di qualcuno che è morto secoli fa. Se lo facessero compirebbero un gesto assurdo anche loro perché rimetterebbero un debito che chi gli chiede perdono non ha mai contratto nei loro confronti.

Per concludere voglio dire questo: noi diffidiamo della Chiesa Cattolica Romana quando apre la bocca e ci sorride; in realtà essa non apre la bocca per sorriderci ma per ingoiarci come farebbe un coccodrillo dopo che ha spalancato la sua enorme bocca. Come dice la Sapienza: "Labbra ardenti e un cuor malvagio son come schiuma d’argento spalmata sopra un vaso di terra. Chi odia, parla con dissimulazione; ma, dentro, cova la frode. Quando parla con voce graziosa, non te ne fidare, perché ha sette abominazioni in cuore. L’odio suo si nasconde sotto la finzione, ma la sua malvagità si rivelerà nell’assemblea" (Prov. 26:23-26). Chi ha orecchi da udire, oda.

 

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