1. Alla Cena del Signore possono partecipare gli increduli?

 

No, coloro che ancora non si sono ravveduti dai loro peccati e non hanno creduto nel Signore Gesù Cristo non possono partecipare alla Cena del Signore, e questo perché essi non sono ancora membri di quell'unico Corpo di Cristo. L'apostolo Paolo infatti scrivendo ai santi di Corinto dice: "Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è egli la comunione col sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è egli la comunione col corpo di Cristo? Siccome v'è un unico pane, noi, che siam molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell'unico pane" (1 Cor. 10:16-17). Notate come Paolo dicendo che noi siamo un corpo unico perché partecipiamo tutti a quell'unico pane escluda implicitamente che coloro che non fanno parte di questo corpo possano partecipare a quell'unico pane che è la comunione con il corpo di Cristo.

E poi non si dimentichi che quando Cristo istituì la cena con il pane e il calice diede il pane e il calice a dei suoi discepoli, quindi a persone che avevano creduto in Lui (cfr. Matt. 26:20-29). Pure Giuda aveva creduto in Lui inizialmente, ma poi dopo il boccone Satana entrò in lui (cfr. Giov. 13:27).

E non si dimentichi neppure quest'altra cosa, che secondo la legge la Pasqua non poteva essere mangiata da gente incirconcisa secondo che è scritto: "Questa è la norma della Pasqua: nessuno straniero ne mangi... E quando uno straniero soggiornerà teco e vorrà far la Pasqua in onore dell'Eterno, siano circoncisi prima tutti i maschi della sua famiglia; e poi s'accosti pure per farla e sia come un nativo del paese; ma nessuno incirconciso ne mangi" (Es. 12:43,48). Qualcuno forse dirà: 'Ma che c'entra la Pasqua ebraica con la cena del Signore?' C'entra perchè il mangiare la Pasqua e la cena del Signore hanno in comune che ambedue gli atti ricordano un evento, nel caso della Pasqua la liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù dell'Egitto, nel caso della Cena del Signore si ricorda invece la morte di Cristo sulla croce mediante la quale noi siamo stati affrancati dalla schiavitù del peccato. La Pasqua era dunque un ombra di ciò che Cristo avrebbe compiuto mediante il corpo della sua carne il che noi ricordiamo mediante la santa cena. Ed essa poteva essere mangiata solo da persone circoncise nella carne, per cui uno straniero non poteva mangiarla se non dopo essersi fatto circoncidere nella carne. E siccome che anche la circoncisione nella carne prescritta da Dio nella legge era un ombra di qualcosa che avrebbe compiuto Cristo, e precisamente della circoncisione del cuore in coloro che avrebbero creduto in Lui, noi deduciamo che come per mangiare la Pasqua era necessario essere circoncisi nella carne, ora, sotto la grazia, per mangiare la cena del Signore è necessario essere circoncisi nel cuore, il che significa essere nati di nuovo. Noi dunque che ci troviamo sotto la grazia dobbiamo dire a riguardo della cena del Signore: 'Nessuno incirconciso nel cuore ne mangi'.

Quindi, per ricapitolare, come sotto la legge l'incirconciso nella carne non aveva il diritto di mangiare la Pasqua, così sotto la grazia, coloro che sono incirconcisi di cuore non hanno il diritto di mangiare la cena del Signore. E come lo straniero prima di mangiare la Pasqua doveva farsi circoncidere nella carne, così ora l'incirconciso di cuore deve circoncidere il suo cuore (ravvedendosi dei suoi peccati e credendo in Gesù Cristo) e poi farsi battezzare per avere il diritto di mangiare la cena del Signore.

Coloro dunque che presiedono le riunioni di culto dovrebbero, prima di ministrare ai presenti gli elementi del pane e del vino, fare presente che ad essi possono partecipare solo coloro che sono circoncisi nel cuore ossia nati d'acqua e di Spirito; gli altri ne sono esclusi. Questo per evitare che increduli presenti alla riunione partecipino alla cena del Signore.

  

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