4. Si fa sempre più insistente in Italia il bisogno di affermare il ministerio femminile come segno di emancipazione: tu cosa ne pensi?

 

Io giudico il fatto che anche qui in Italia in sempre più Chiese Evangeliche (comprese alcune Chiese Pentecostali) alla donna viene permesso di ricoprire nella Chiesa uffici come quello di pastore o di insegnante della Parola una cosa sbagliata perché contrasta quello che è il sano insegnamento della Parola di Dio. Che cosa dice infatti la Parola di Dio? Essa dice molto chiaramente: "La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. Perché Adamo fu formato il primo, e poi Eva; e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione; nondimeno sarà salvata partorendo figliuoli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia" (1 Tim. 2:11-15). Queste parole di Paolo - come si può vedere - non lasciano intravedere nella maniera più assoluta che la donna possa ricoprire l'ufficio di pastore o di insegnante. Ella infatti deve imparare in silenzio con ogni sottomissione perché non le è permesso di insegnare. Ma perché non le è permesso di insegnare? Perché non fu Adamo ad essere sedotto ma la donna, la quale così cadde in trasgressione. Dicendo questo Paolo non ha voluto dire che Adamo non disubbidì a Dio, ma soltanto che non fu lui a rimanere sedotto per opera del diavolo ma la donna, e difatti il serpente non si accostò all'uomo ma alla donna perché sapeva che sarebbe stato molto più facile sedurre la donna.

A conferma che non si addice alla donna mettersi a predicare o insegnare la Parola di Dio ricordiamo che secondo la legge di Mosè coloro che per ordine di Dio dovevano insegnare al popolo la legge erano degli uomini infatti Dio si scelse i Leviti per affidargli questo compito secondo che è scritto: "I tuoi Thummim e i tuoi Urim appartengono all’uomo pio che ti sei scelto, che tu provasti a Massa, e col quale contendesti alle acque di Meriba. Egli dice di suo padre e di sua madre: ‘Io non li ho visti!’ non riconosce i suoi fratelli, e nulla sa de’ propri figliuoli; perché i Leviti osservano la tua parola e sono i custodi del tuo patto. Essi insegnano i tuoi statuti a Giacobbe e la tua legge a Israele; metton l’incenso sotto le tue nari, e l’olocausto sopra il tuo altare" (Deut. 33:8-10). Quindi anche la legge conferma che non è la donna ma l'uomo a dovere insegnare la Parola di Dio.

Ma voglio anche ricordare a conferma di questo divieto di predicare e insegnare per la donna che Gesù scelse prima dodici uomini e poi altri settanta sempre uomini per mandarli a predicare il Vangelo del Regno di Dio (cfr. Matt. 10:1-4; Luca 10:1-12). Le donne non ebbero nessun mandato da parte di Cristo per ciò che concerne la predicazione del Vangelo. Le donne che seguivano Gesù tuttavia avevano dei compiti importanti infatti assistevano Gesù e i suoi discepoli con i loro beni secondo che è scritto: "Ed avvenne in appresso che egli andava attorno di città in città e di villaggio in villaggio, predicando ed annunziando la buona novella del regno di Dio; e con lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demonî, e Giovanna, moglie di Cuza, amministratore d’Erode, e Susanna ed altre molte che assistevano Gesù ed i suoi coi loro beni" (Luca 8:1-3). Anche dopo che Gesù fu assunto in cielo le donne in seno alla Chiesa non erano date alla predicazione e all'insegnamento della Parola di Dio infatti è scritto che i credenti antichi "erano perseveranti nell'attendere all'insegnamento degli apostoli" (Atti 2:42). L'unica donna di cui nel Nuovo Testamento si dice che insegnava era Jezabel che a Tiatiri si diceva profetessa e insegnava a fornicare e a mangiare cose sacrificate agli idoli quindi insegnava delle eresie. Questo caso dovrebbe fare seriamente riflettere tutti coloro che permettono alla donna di insegnare.

Per ricapitolare dunque, nella Chiesa dell'Iddio vivente, colonna e base della verità, non deve essere fatta pastore nessuna donna, come non deve essere eletta all'ufficio di anziano nessuna donna; siano questi posti ricoperti solo da uomini. La donna tuttavia può ricoprire l'ufficio di diacono nella chiesa - ovviamente se ha i requisiti biblici - e questo perché tra le caratteristiche che deve avere il diacono per essere eletto non c'è quello di essere atto ad insegnare (cfr. 1 Tim. 3:8-13), e questo perché il diacono svolge esclusivamente servizi assistenziali. La Scrittura parla di una diaconessa, della sorella Febe che era diaconessa della Chiesa di Cencrea (cfr. Rom. 16:1-2).

Una parola adesso sull'emancipazione femminile che è alla radice di questa sfrenata corsa e di questa ambizione della donna verso l'ufficio di pastore o di insegnante nella Chiesa. Basta considerare che questa emancipazione si propone di portare la donna credente a volere ricoprire i ruoli che nella Chiesa di Dio si addicono - per ordine di Dio - solo agli uomini, per capire come l'emancipazione femminile non è qualcosa che viene da Dio ma dal diavolo che è il seduttore di tutto il mondo. Questa cosiddetta emancipazione femminile non si propone altro che portare confusione anche in seno alla Chiesa; dico anche perché la confusione e il disordine questa emancipazione - quando riesce ad entrare nella donna - comincia a portarli prima di tutto nella famiglia, dove il marito deve cominciare se non proprio ad essere sottomesso alla donna certamente ubbidire alla donna in non poche cose. 'Siamo uguali, abbiamo gli stessi diritti, perché tu devi signoreggiarmi?', dice la donna. 'Le tue sono pretese che affondano le radici nell'antichità ormai sorpassata', prosegue lei. 'Quindi, io non devo stare sottomessa a te', prosegue ancora la donna 'emancipata'. 'E se io non devo stare sottomessa a te come a nessun altro uomo, posso anch'io fare il pastore o l'anziano nella chiesa', conclude la donna. No, donna, tu sbagli grandemente, ti sei ribellata a Dio cominciando a ragionare in questa maniera perversa che non si addice a una donna che fa professione di pietà. Tu devi ravvederti di questi pensieri malvagi e tornare ad essere sottomessa a tuo marito che è il tuo capo e in generale all'uomo, e come segno di questa sottomissione all'uomo devi portare sul capo il velo quando preghi o profetizzi. Smetti di usare autorità su tuo marito, egli è il tuo capo; e smetti pure di cercare di diventare pastore o anziano nella chiesa. Mettiti a imparare in silenzio, con uno spirito di sottomissione e di riverenza verso l'uomo. Solo così potrai dirti una donna veramente emancipata; sì, perché sarai liberata dal laccio del diavolo che ti ha catturata affinché tu facessi la sua volontà.

A quei fratelli invece che permettono alla donna di mettersi a predicare o insegnare nella Chiesa voglio dire questo: 'Smettete di concedere alla donna tutto ciò perché così facendo state portando confusione nella Chiesa, state incoraggiando la donna ad usare autorità sia sul marito che sull'uomo in generale cosa questa che come ho sopra detto contrasta la verità'.

 

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