7. E’ giusto che il pastore non lavori ma sia sostenuto finanziariamente e materialmente dalla Chiesa che pastura?

 

Sì, è giusto perché il pastore ha questo diritto nel Signore, cioè ha il diritto di non lavorare per essere dato a pieno tempo alla cura delle pecore che gli sono toccate in sorte per cui ha il diritto di essere sostenuto finanziariamente dalla Chiesa di cui si prende cura. Quando si dice che egli ha questo diritto si vuole implicitamente dire che la Chiesa ha il dovere di supplire a tutti i suoi bisogni siccome è scritto ai Galati: "Colui che viene ammaestrato nella Parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi l’ammaestra" (Gal. 6:6).

La mercede che la Chiesa gli dà non è altro che la mercede di cui è degno l’operaio del Signore secondo che ebbe a dire Gesù Cristo: "L’operaio è degno della sua mercede" (Luca 10:7). L’apostolo Paolo conferma questo diritto che ha l’operaio del Signore nel dire: "Chi è mai che fa il soldato a sue proprie spese? Chi è che pianta una vigna e non ne mangia del frutto? O chi è che pasce un gregge e non si ciba del latte del gregge? Dico io queste cose secondo l’uomo? Non le dice anche la legge? Difatti, nella legge di Mosè è scritto: Non metter la musoliera al bue che trebbia il grano. Forse che Dio si dà pensiero de’ buoi? O non dice Egli così proprio per noi? Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza; e chi trebbia il grano deve trebbiarlo colla speranza d’averne la sua parte…. Non sapete voi che quelli i quali fanno il servigio sacro mangiano di quel che è offerto nel tempio? e che coloro i quali attendono all’altare, hanno parte all’altare? Così ancora, il Signore ha ordinato che coloro i quali annunziano l’Evangelo vivano dell’Evangelo" (1 Cor. 9:7-10,13-14). Come si può vedere l’apostolo prende a sostegno di questo diritto, che hanno i ministri di Dio, la legge sia quando dice che non si deve mettere la museruola al bue che trebbia il grano (cfr. Deut. 25:4) e sia quando dice che i sacerdoti vivevano di quello che era offerto sull’altare e che quelli che facevano il servigio sacro nel tempio mangiavano di quello che era offerto nel tempio che consisteva nelle decime e nelle offerte che gli Ebrei dovevano portare nella casa di Dio affinchè ci fosse del cibo in essa (cfr. Mal. 3:10) per coloro che svolgevano i vari servizi nel tempio. Ovviamente, dato che adesso siamo sotto la grazia e non più sotto la legge, e i ministri del Signore devono vivere del Vangelo e non della legge di Mosè, il principio della decima non è più valido. Rimane tuttavia valido il principio di base che è quello di far parte dei propri beni materiali a chi è stato appartato da Dio per la predicazione del Vangelo e l’ammaestramento del popolo di Dio. Quindi il proprio pastore deve essere messo in grado, se ancora non lo è, di adempiere il ministerio che Dio gli ha affidato nella maniera che prescrive la Scrittura cioè a pieno tempo. Sia lui che la Chiesa ne avranno del bene.

 

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