2. In che cosa consistono le cose sacrificate agli idoli da cui ci dobbiamo astenere?

 

Consistono in tutte quelle vivande e bevande che la gente che non conosce Dio consacra o dedica o offre in sacrificio appunto a degli idoli, che possono essere statue o immagini, rappresentazioni di bestie, alberi, esseri umani, ed esseri celesti. Gli Hare Krishna – movimento orientale di matrice induista molto conosciuto qui in Occidente perché si incontrano i suoi aderenti vestiti di arancione per le piazze e le strade - per esempio, prima di mangiare hanno la consuetudine di offrire il cibo al loro dio Krishna con amore e devozione per riceverlo in dono da lui stesso; e questa consuetudine la seguono anche con il cibo che loro offrono gratuitamente alle persone che li vanno a trovare dietro loro invito. Quei loro cibi dunque sono un esempio di cose contaminate nei sacrifici agli idoli. In certe parti remote della terra ci sono delle popolazioni che offrono degli animali in sacrificio ai loro dii; anche da queste cose i Cristiani si devono astenere. In Italia poi ci sono dei Cattolici romani che in particolari circostanze fanno delle particolari vivande (in special modo dei dolci) in onore del loro idolo preferito; pure queste sono un esempio di cose contaminate nei sacrifici agli idoli da cui ci dobbiamo astenere.

Da queste cose ci dobbiamo astenere perché esse nella realtà sono consacrate e offerte ai demoni e non a Dio; e la Scrittura non vuole che noi abbiamo comunione coi demoni (cfr. 1 Cor. 10:20) per non provocare a gelosia il Signore nostro Dio e attirarci la sua giusta punizione, come se l’attirarono gli Israeliti nel deserto quando dietro le lusinghe delle figlie di Moab, si misero a mangiare i sacrifici offerti agli dèi di quelle e a prostrarsi dinnanzi ad essi (cfr. Num. 25:1-5).

 

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