5. Il diavolo può impedire a Dio di rispondere ad una nostra preghiera?

 

No, il diavolo non può in alcuna maniera impedire a Dio di esaudire la preghiera di un uomo. Può semmai CERCARE DI IMPEDIRGLIELO, ma senza riuscirci perché lui non possiede una potenza superiore a quella di Dio ma una potenza nettamente inferiore.

Nella Scrittura c’è un esempio che conferma ciò ed è l’esempio di Daniele. Ecco cosa si legge nel libro di Daniele: "Il terzo anno di Ciro, re di Persia, una parola fu rivelata a Daniele, che si chiamava Beltsatsar; e la parola è verace, e predice una gran lotta. Egli capì la parola, ed ebbe l’intelligenza della visione. In quel tempo, io, Daniele, feci cordoglio per tre settimane intere. Non mangiai alcun cibo prelibato, né carne né vino entrarono nella mia bocca, e non mi unsi affatto, sino alla fine delle tre settimane. E il ventiquattresimo giorno del primo mese, come io mi trovavo in riva al gran fiume, che è lo Hiddekel, alzai gli occhi, guardai, ed ecco un uomo, vestito di lino, con attorno ai fianchi una cintura d’oro d’Ufaz. Il suo corpo era come un crisolito, la sua faccia avea l’aspetto della folgore, i suoi occhi eran come fiamme di fuoco, le sue braccia e i suoi piedi parevano terso rame, e il suono della sua voce era come il rumore d’una moltitudine. Io solo, Daniele, vidi la visione; gli uomini ch’erano meco non la videro, ma un gran terrore piombò su loro, e fuggirono a nascondersi. E io rimasi solo, ed ebbi questa grande visione. In me non rimase più forza; il mio viso mutò colore fino a rimanere sfigurato, e non mi restò alcun vigore. Udii il suono delle sue parole; e, all’udire il suono delle sue parole, caddi profondamente assopito, con la faccia a terra. Ed ecco, una mano mi toccò, e mi fece stare sulle ginocchia e sulle palme delle mani. E mi disse: ‘Daniele, uomo grandemente amato, cerca d’intendere le parole che ti dirò, e rizzati in piedi nel luogo dove sei; perché ora io sono mandato da te’. E quand’egli m’ebbe detta questa parola, io mi rizzai in piedi, tutto tremante. Ed egli mi disse: ‘Non temere, Daniele; poiché dal primo giorno che ti mettesti in cuore d’intendere e d’umiliarti nel cospetto del tuo Dio, le tue parole furono udite, e io son venuto a motivo delle tue parole. Ma il capo del regno di Persia m’ha resistito ventun giorni; però ecco, Micael, uno dei primi capi, è venuto in mio soccorso, e io son rimasto là presso i re di Persia. E ora son venuto a farti comprendere ciò che avverrà al tuo popolo negli ultimi giorni; perché è ancora una visione che concerne l’avvenire’ (Dan. 10:1-14). Come si può vedere le parole di supplica di Daniele furono udite da Dio il primo giorno che Daniele le aveva dette ed era stato mandato un angelo a cagione di quelle sue parole. Questo angelo però aveva dovuto combattere contro un essere malvagio chiamato ‘il capo del regno di Persia’ (un principato), al servizio di Satana, che gli aveva resistito per ventun giorni. Alla fine però il messaggero di Dio potè raggiungere Daniele per spiegargli le cose che lui doveva sapere.

 

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