1. Ma quando uno parla in altra lingua a chi si rivolge?

 

Quando uno parla in altra lingua - secondo che lo Spirito gli dà di esprimersi - egli parla a Dio infatti Paolo dice: "Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri" (1 Cor. 14:2). Questo parlare può consistere in una preghiera, in un salmo, in un rendimento di grazie. Ecco le parole di Paolo che confermano ciò: "Poiché, se prego in altra lingua, ben prega lo spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. Che dunque? Io pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l’intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza. Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l’altro non è edificato" (1 Cor. 14:14-17). Ovviamente la direzione del parlare in altra lingua non cambia a secondo delle circostanze, cioè non è che chi parla in altra lingua in privato parla a Dio e poi quando è assieme ad altri fratelli parla agli uomini. 

 

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