9. A cosa servono le lingue o meglio a cosa serve il parlare in altra lingua?

 

Per capire a cosa serve parlare in altre lingue, è necessario innanzi tutto sapere in che cosa consiste questo parlare soprannaturale prodotto dallo Spirito di Dio nel credente.

Paolo dice ai Corinzi: "Chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri" (1 Cor. 14:2). Dunque già il fatto che uno, quando parla in lingue, parla a Dio, è una cosa utile. Ma usiamo la logica: se è una cosa utile parlare a Dio nella nostra lingua natìa, come potrà essere inutile parlargli in una lingua a noi sconosciuta prodotta dallo Spirito Santo? Ma vediamo il contenuto di questo parlare a Dio, Paolo dice infatti che il credente in ispirito (o in altra lingua) proferisce misteri per cui si tratta di cose che la persona che parla e quella che ascolta non conoscono. Ma di che tipo di misteri si tratta? Lo dice sempre Paolo, però ai santi di Roma, quando dice che "lo Spirito sovviene alla nostra debolezza; perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio" (Rom. 8:26-27). Dunque quei misteri che vengono proferiti in ispirito (cioè in altra lingua) consistono in richieste che lo Spirito fa al Padre in favore dei santi. Ciò è confermato dal fatto che il parlare in altra lingua in alcuni casi Paolo lo chiama ‘pregare in altra lingua’, come per esempio quando dice: "Se prego in altra lingua, ben prega lo spirito mio" (1 Cor. 14:14), ed anche: "Io pregherò con lo spirito…" (1 Cor. 14:15). E questo è confermato dai fatti; ci sono stati dei credenti che in un particolare giorno e ora del giorno (e anche della notte, in taluni casi), hanno improvvisamente cominciato a parlare in altre lingue perché lo Spirito si è messo a pregare per certi credenti che in quel particolare momento si trovavano in particolari bisogni che loro naturalmente non sapevano; ma che ben conosceva lo Spirito che conosce ogni cosa. Dunque in questo caso il parlare in lingua non è altro che un parlare mediante lo Spirito in cui il credente, per lo Spirito, intercede per i santi senza conoscere i loro bisogni. E’ un aiuto dunque che viene dallo Spirito nel campo della preghiera. Il punto su cui voglio mettere enfasi è che in questo caso, cioè nel caso un nostro fratello a noi sconosciuto e i cui bisogni sono a noi sconosciuti, l’unica maniera per poter essergli di aiuto con la preghiera è questa perché in questo caso lo Spirito Santo si mette ad intercedere egli stesso per quel fratello nel bisogno. Il fratello che deve pregare non può fare la medesima cosa pregando con la sua conoscenza, perché la sua conoscenza è limitata. Ecco perché Paolo dice ai Romani che lo Spirito sovviene alla nostra debolezza perché noi non sappiamo come pregare (cfr. Rom. 8:26). Va tuttavia detto che lo Spirito può intercedere anche per dei fratelli che conosciamo ma i cui bisogni ci sono sconosciuti. E’ evidente dunque – alla luce di ciò - che questa manifestazione spirituale è utile ai santi.

Ho detto poco fa che il parlare in altra lingua è chiamato pregare in altra lingua in alcuni casi e non in tutti perché ci sono casi in cui chi parla in altra lingua rivolge a Dio un cantico o un rendimento di grazie. Paolo lo spiega questo quando dice: "…. salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l’intelligenza. Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l’altro non è edificato" (1 Cor. 14:15-17). In questo caso dunque il parlare in altra lingua è utile nel campo della lode e del ringraziamento a Dio. Quello infatti che il credente oltre un limite non può fare basandosi sulla sua conoscenza e sulla sua intelligenza, lo fa anche in questo caso mediante lo Spirito Santo. In questo caso, i cantici che vengono cantati sono prodotti dallo Spirito.

 

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