1. Come mai molti Ebrei hanno l’usanza di tenere un copricapo anche quando pregano?

 

L’usanza ebraica di tenere sempre il capo coperto pare che abbia avuto origine in Babilonia dove alcuni studiosi ritenevano che tenere il capo coperto fosse un segno di umiltà, di sottomissione a Dio. Da lì l’usanza si estese agli Ebrei di Spagna e poi durante il Medioevo a tutte le comunità ebraiche d’Europa. Questo copricapo che si vede in testa a molti Ebrei si chiama yarmulke in yiddish (lingua che è un misto di tedesco-ebraico) e kippah in ebraico. Per un ebreo ortodosso pregare senza di esso e per alcuni Ebrei ortodossi persino spostarsi su brevi distanze senza di esso costituisce un peccato. Il copricapo viene messo per ricordarsi di essere in presenza di Dio. Naturalmente usare lo zucchetto in mezzo a non Ebrei per un ebreo è anche una maniera per contraddistinguersi e manifestare il suo orgoglio di essere ebreo. Lo zucchetto lo portano anche alcune donne ebree in certe comunità. Il tipo di copricapo indossato dagli ebrei indica il gruppo a cui appartengono. Per esempio ci sono gruppi di Ebrei ortodossi che indossano un cappello (che in alcuni gruppi è a forma di cilindro). Molti Israeliani indossano delle papaline lavorate a maglia, che indicano un atteggiamento aperto alla modernità. Molti Ebrei non ortodossi non indossano alcun copricapo neppure quando pregano facendo notare che tale usanza non è scritta nella Bibbia, come neppure nell’intera letteratura halachica che va dalla Mishnah al Shulcan Aruch, e che gli Ebrei in Palestina e in Europa adoravano Dio col capo scoperto sin dalla più remota antichità fino al tardo Medioevo. Tuttavia in tempi recenti tra gli ebrei riformati (ebrei che a differenza degli ortodossi non accettano alcune dottrine e pratiche ebraiche) è aumentata la tendenza a pregare con il capo coperto.

Colgo l'occasione per fare presente che noi uomini che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo non possiamo e non dobbiamo accettare questa usanza ebraica di pregare con il capo coperto e questo perché a noi ci è espressamente vietato di coprirci il capo quando preghiamo o profetizziamo. L’apostolo Paolo dice infatti ai Corinzi: "Poiché, quanto all’uomo, egli non deve velarsi il capo [nota mia: quando prega o profetizza], essendo immagine e gloria di Dio" (1 Cor. 11:7). Dunque l’uomo che è in Cristo non deve tenere sul suo capo nessun copricapo mentre prega o profetizza perché è immagine di Dio. Se lo fa cosa succede? Egli disonora Cristo, il suo capo, perché è scritto che "il capo d’ogni uomo è Cristo" (1 Cor. 11:3) e che "ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto, fa disonore al suo capo" (1 Cor. 11:4).

Chi si deve coprire il capo invece, quando prega o profetizza, è la donna e questo perché lei è la gloria dell’uomo e deve avere sul capo, a motivo degli angeli, un segno dell’autorità da cui dipende. Se ella non si vela il capo disonora il suo capo, cioè l’uomo (cfr. 1 Cor. 11:3-16).

 

Indice