4. Ma quando si muore si cessa del tutto di esistere o si va in un altro mondo dove si continua a sentire, vedere, ricordare ecc.?

 

Secondo quello che insegna la Sacra Scrittura l'essere umano, dato che possiede al suo interno un'anima immortale, quando muore continua a vivere sotto una altra forma - appunto solo con la sua anima - in un altro mondo, invisibile a questi nostri occhi e in uno stato pienamente cosciente.

Questo mondo sarà o il Paradiso che si trova in cielo per coloro che muoiono in Cristo, cioè riconciliati con Dio; o l'Ades (comunemente chiamato 'inferno'), che si trova nel cuore della terra, per coloro che muoiono nei loro peccati, cioè perduti e nemici di Dio.

L'apostolo Paolo, essendo riconciliato con Dio, aveva la certezza che quando sarebbe morto sarebbe andato in cielo con il Signore infatti disse ai Corinzi: "Ma siamo pieni di fiducia e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e d'abitare col Signore" (2 Cor. 5:8), ed ai Filippesi: "Io sono stretto dai due lati: ho il desiderio di partire e d'esser con Cristo, perché è cosa di gran lunga migliore" (Fil. 1:23), ed a Timoteo poco prima di morire disse: "Il Signore mi libererà da ogni mala azione e mi salverà nel suo regno celeste" (2 Tim. 4:18). Queste sue parole - come si può vedere - sono eloquenti, per lui la vita dopo morto sarebbe continuata, e siamo sicuri continuò in cielo con il Signore. A conferma che la vita per i Cristiani continua dopo morti in cielo ci sono le seguenti parole di Giovanni che dice: "E quando ebbe aperto il quinto suggello, io vidi sotto l'altare le anime di quelli ch'erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che aveano resa; e gridarono con gran voce, dicendo: Fino a quando, o nostro Signore che sei santo e verace, non fai tu giudicio e non vendichi il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra? E a ciascun d'essi fu data una veste bianca e fu loro detto che si riposassero ancora un po' di tempo, finché fosse completo il numero dei loro conservi e dei loro fratelli, che hanno ad essere uccisi come loro" (Apoc. 6:9-11). Si noti come quelle anime furono viste, e poi come furono sentite gridare, come potevano ricordarsi di come erano morti sulla terra, e come potevano anche sentire. Non è chiaro che i Cristiani quando muoiono continuano a vivere coscientemente in cielo presso il trono di Dio? Questo dunque per quanto riguarda il vivere nell'aldilà per i Cristiani.

Per coloro che invece muoiono nei loro peccati, li aspetta come detto l'Ades - che è un luogo sotterraneo dove arde il fuoco e dove si soffrono tormenti terribili. La seguente storia raccontata da Gesù lo insegna chiaramente: "Or v'era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v'era un pover'uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d'ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d'Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell'Ades, essendo ne' tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch'essi a venire in questo luogo di tormento. Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli. Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse" (Luca 16:19-31). Si noti come quel ricco, una volta morto e seppellito, continuò a vivere all'inferno in uno stato perfettamente cosciente, infatti sentiva dolore per il fuoco in mezzo al quale si trovava, poteva parlare e ragionare, vedere e sentire, e oltre tutto anche ricordarsi di chi aveva lasciato sulla terra.

Alla luce dell'insegnamento biblico appena esposto dunque la dottrina che dice che l'essere umano dopo morto cessa di esistere del tutto e non è più cosciente di nulla è falsa. Guardatevi da coloro che la insegnano.

  

Indice