8. In cielo ci riconosceremo?

 

Sì, in cielo ci riconosceremo tutti. Se riconosceremo di certo il Figliuolo di Dio, benchè non l'abbiamo veduto e non l'abbiamo conosciuto nei giorni della sua carne e non abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua resurrezione, di certo riconosceremo anche tutti i santi del passato e quelli del presente che sono ancora vivi. Quando una persona muore infatti l'anima sua che continua a vivere in cielo ha la sembianza della persona morta quando era in vita; per cui egli o ella sarà facilmente e subito riconoscibile. Anche nel caso di fratelli e sorelle o di parenti lontani che sono morti in Cristo ma che noi non abbiamo conosciuto sulla terra, vale il discorso che noi li riconosceremo una volta in cielo. Quindi noi riconosceremo l'apostolo Paolo, l'apostolo Giovanni ecc. Non sappiamo però come faremo a riconoscerli una volta che saremo in cielo; ma questo non ci interessa molto, quello che importa è che potremo parlare con loro chiamandoli con il nome con cui erano vissuti sulla terra senza sbagliare persona.

La conferma biblica che i morti riconoscono i morti l'abbiamo nella storia del ricco e di Lazzaro che dice quanto segue: "Or v'era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v'era un pover'uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d'ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d'Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. E nell'Ades, essendo ne' tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma" (Luca 16:19-24). Si noti come quel ricco dall'Ades riconobbe sia Abramo che non aveva conosciuto, che Lazzaro che invece aveva conosciuto sulla terra.

 

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