12. Ma Gesù non è morto perché ucciso dagli Ebrei per mano dei romani? Come mai dunque è detto che egli è morto per i nostri peccati? Come può essere considerata la sua morte una morte avvenuta per amore nostro?

 

Per rispondere a questa domanda devo innanzi tutto spiegare qualcosa che concerne il rituale del giorno dell’espiazione, ossia di quel giorno del calendario ebraico in cui il sommo sacerdote doveva compiere l’espiazione dei suoi peccati e di quelli del popolo.

Ora, è scritto a proposito di quel giorno quanto segue: "L’Eterno parlò a Mosè dopo la morte dei due figliuoli d’Aaronne, i quali morirono quando si presentarono davanti all’Eterno. L’Eterno disse a Mosè: ‘Parla ad Aaronne, tuo fratello, e digli di non entrare in ogni tempo nel santuario, di là dal velo, davanti al propiziatorio che è sull’arca, onde non abbia a morire; poiché io apparirò nella nuvola sul propiziatorio. Aaronne entrerà nel santuario in questo modo: prenderà un giovenco per un sacrifizio per il peccato, e un montone per un olocausto. Si metterà la tunica sacra di lino, e porterà sulla carne le brache di lino; si cingerà della cintura di lino, e si porrà in capo la mitra di lino. Questi sono i paramenti sacri; egli l’indosserà dopo essersi lavato il corpo nell’acqua. Dalla raunanza de’ figliuoli d’Israele prenderà due capri per un sacrifizio per il peccato, e un montone per un olocausto. Aaronne offrirà il giovenco del sacrifizio per il peccato, che è per sé, e farà l’espiazione per sé e per la sua casa. Poi prenderà i due capri, e li presenterà davanti all’Eterno all’ingresso della tenda di convegno. E Aaronne trarrà le sorti per vedere qual de’ due debba essere dell’Eterno e quale di Azazel. E Aaronne farà accostare il capro ch’è toccato in sorte all’Eterno, e l’offrirà come sacrifizio per il peccato; ma il capro ch’è toccato in sorte ad Azazel sarà posto vivo davanti all’Eterno, perché serva a fare l’espiazione e per mandarlo poi ad Azazel nel deserto. Aaronne offrirà dunque il giovenco del sacrifizio per il peccato per sé, e farà l’espiazione per sé e per la sua casa; e scannerà il giovenco del sacrifizio per il peccato per sé. Poi prenderà un turibolo pieno di carboni accesi tolti di sopra all’altare davanti all’Eterno, e due manate piene di profumo fragrante polverizzato; e porterà ogni cosa di là dal velo. Metterà il profumo sul fuoco davanti all’Eterno, affinché il nuvolo del profumo copra il propiziatorio che è sulla testimonianza, e non morrà. Poi prenderà del sangue del giovenco, e ne aspergerà col dito il propiziatorio dal lato d’oriente, e farà sette volte l’aspersione del sangue col dito, davanti al propiziatorio. Poi scannerà il capro del sacrifizio per il peccato, che è per il popolo, e ne porterà il sangue di là dal velo; e farà di questo sangue quello che ha fatto del sangue del giovenco: ne farà l’aspersione sul propiziatorio e davanti al propiziatorio. Così farà l’espiazione per il santuario, a motivo delle impurità dei figliuoli d’Israele, delle loro trasgressioni e di tutti i loro peccati. Lo stesso farà per la tenda di convegno ch’è stabilita fra loro, in mezzo alle loro impurità. E nella tenda di convegno, quand’egli entrerà nel santuario per farvi l’espiazione, non ci sarà alcuno, finch’egli non sia uscito e non abbia fatto l’espiazione per sé, per la sua casa e per tutta la raunanza d’Israele. Egli uscirà verso l’altare ch’è davanti all’Eterno, e farà l’espiazione per esso; prenderà del sangue del giovenco e del sangue del capro, e lo metterà sui corni dell’altare tutto all’intorno. E farà sette volte l’aspersione del sangue col dito, sopra l’altare, e così lo purificherà e lo santificherà a motivo delle impurità dei figliuoli d’Israele. E quando avrà finito di fare l’espiazione per il santuario, per la tenda di convegno e per l’altare, farà accostare il capro vivo. Aaronne poserà ambedue le mani sul capo del capro vivo, confesserà sopra esso tutte le iniquità dei figliuoli d’Israele, tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati, e li metterà sulla testa del capro; poi, per mano di un uomo incaricato di questo, lo manderà via nel deserto. E quel capro porterà su di sé tutte le loro iniquità in terra solitaria, e sarà lasciato andare nel deserto. Poi Aaronne entrerà nella tenda di convegno, si spoglierà delle vesti di lino che aveva indossate per entrar nel santuario, e le deporrà quivi. Si laverà il corpo nell’acqua in un luogo santo, si metterà i suoi paramenti, e uscirà ad offrire il suo olocausto e l’olocausto del popolo, e farà l’espiazione per sé e per il popolo. E farà fumare sull’altare il grasso del sacrifizio per il peccato. Colui che avrà lasciato andare il capro destinato ad Azazel si laverà le vesti, laverà il suo corpo nell’acqua, e dopo questo rientrerà nel campo. E si porterà fuori del campo il giovenco del sacrifizio per il peccato e il capro del sacrifizio per il peccato, il cui sangue sarà stato portato nel santuario per farvi l’espiazione; e se ne bruceranno nel fuoco le pelli, la carne e gli escrementi. Poi colui che li avrà bruciati si laverà le vesti e laverà il suo corpo nell’acqua; dopo questo, rientrerà nel campo. Questa sarà per voi una legge perpetua: nel settimo mese, il decimo giorno del mese, umilierete le anime vostre, non farete lavoro di sorta, né colui ch’è nativo del paese, né il forestiero che soggiorna fra voi. Poiché in quel giorno si farà l’espiazione per voi, affin di purificarvi; voi sarete purificati da tutti i vostri peccati, davanti all’Eterno. È per voi un sabato di riposo solenne, e voi umilierete le anime vostre; è una legge perpetua. E il sacerdote che ha ricevuto l’unzione ed è stato consacrato per esercitare il sacerdozio al posto di suo padre, farà l’espiazione; si vestirà delle vesti di lino, de’ paramenti sacri. E farà l’espiazione per il santuario sacro; farà l’espiazione per la tenda di convegno e per l’altare; farà l’espiazione per i sacerdoti e per tutto il popolo della raunanza. Questa sarà per voi una legge perpetua, per fare una volta all’anno, per i figliuoli d’Israele, l’espiazione di tutti i loro peccati’. E si fece come l’Eterno aveva ordinato a Mosè" (Lev. cap. 16). Come potete vedere è scritto più volte che il sommo sacerdote doveva scannare degli animali il cui sangue doveva servire a fare l’espiazione per i peccati, precisamente doveva scannare un giovenco per i peccati suoi e della sua casa, e un capro per i peccati del popolo. Questi animali dunque costituivano davanti a Dio delle vittime innocenti che scannate per ordine di Dio da una persona, e precisamente dal sommo sacerdote, servivano a espiare i peccati dei sacerdoti e del popolo. Quegli animali non si scannavano da sé, ma venivano scannati. Stando dunque così il rituale da osservare in quel giorno, e dato che esso era un ombra del vero sacrificio propiziatorio che un giorno si sarebbe adempiuto in Cristo Gesù è evidente che anche Gesù doveva essere scannato da qualcuno per compiere con il suo sangue l’espiazione dei nostri peccati. Ma perché proprio Gesù fu la vittima designata da Dio per compiere la propiziazione dei nostri peccati? Perché lui era l’agnello di Dio senza difetto e macchia ben preordinato prima della fondazione del mondo ad essere offerto per i nostri peccati nella pienezza dei tempi (cfr. 1 Piet. 1:19-20). Ovviamente quando si dice che Gesù era senza macchia e senza difetto, non si vuole dire solo che lui fisicamente non aveva nessun difetto fisico, ma soprattutto che lui non aveva commesso alcun peccato, nessuna violenza, nessuna frode. In altre parole che Egli era puro di ogni colpa, sia della colpa sotto cui nascono tutti gli uomini, e questo perché lui fu generato dallo Spirito Santo nel seno di sua madre, e sia perché durante la sua vita non commise mai peccato, pur essendo stato tentato come ciascuno di noi. Lui quindi poteva caricarsi di tutte le nostre iniquità ed espiarle mediante la sua morte. Che cosa avvenne dunque a Gesù Cristo? Avvenne che lui essendosi attirato l’odio dei capi sacerdoti, degli scribi e dei Farisei, ed essendo stato arrestato e condannato dal Sinedrio ebraico, fu dato nelle mani dei Gentili che lo crocifissero. Naturalmente fu Dio a volgere i cuori degli Ebrei e dei Gentili affinché odiassero Gesù Cristo e lo condannassero a morte; questo odio, quantunque ingiusto e ingiustificato, non fu qualcosa dovuto al caso, ma qualcosa preordinato da Dio per la nostra salvezza. In questa maniera Dio adempì il suo benevolo disegno di redenzione, perché fece scannare il Cristo di Dio per mano dei Giudei e dei Romani. Come mai anche dei Giudei? Perché loro furono quelli che prima condannarono Gesù a morte e poi spinsero Pilato, il governatore, a farlo crocifiggere. Che tutto ciò, quantunque sia costato a Gesù così tanto dolore, rientrasse nel volere di Dio o in altre parole che fu Dio a farlo succedere è confermato da queste parole di Pietro: "Quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste" (Atti 2:23), e da queste altre parole dei credenti di Gerusalemme che rivolsero a Dio: "E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero" (Atti 4:27-28).

Naturalmente tutto ciò non assolve affatto né i Giudei che condannarono Gesù nella loro ignoranza, e neppure i Gentili che sempre nella loro ignoranza lo crocifissero. Infatti la Scrittura ci insegna che anche quando Dio si usa di qualcuno per uccidere, sterminare, odiare, alla fine chi si rende colpevole di omicidio, di sterminio, e di odio nei confronti di altri essere umani, viene giudicato da lui come merita. Rimane il fatto incontrovertibile però che Dio si usò dei Giudei e dei Gentili per adempiere il suo piano di salvezza.

Ecco dunque perché noi crediamo e predichiamo che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati; ecco perché la sua morte è una morte avvenuta per amore nostro, per la propiziazione dei nostri peccati. Gloria al suo nome ora e in eterno. Amen.

 

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