24. Desidero farle per adesso una unica domanda nella speranza che lei possa darmi il suo parere alla luce delle "SACRE SCRITTURE". A. Gesù Cristo aveva una natura umana e una natura divina ("FIGLIO DELL’UOMO e FIGLIO DI DIO"). B. Come "Figlio di Dio", la sua natura era pura e quindi senza peccato. C. Come "Figlio dell’uomo" egli aveva una natura umana, e quindi manifestava quei sentimenti e debolezze come ognuno di noi (pianto, sofferenza, fame, sonno etc…). D. Tuttavia, egli è nato concepito dallo "Spirito Santo" senza un rapporto naturale (atto sessuale) per cui "Maria" non ha avuto relazione con altro uomo (Giuseppe) perché se lo avesse avuto tale bambino sarebbe nato con il seme "Adamico" per cui la sua natura sarebbe stata corrotta. Le chiedo: In base a queste mie considerazioni (A-B-C-D) è giusto affermare che "Gesù Cristo" non aveva una natura umana corrotta, considerando che la "Scrittura" ci insegna che Egli è senza peccato? Come "Figlio dell’uomo" (natura umana) in che modo Gesù poteva essere tentato, visto che non manifestava quei desideri della natura carnale? (Galati 5:19 e 20) NB. Egli era perfetto nella sua natura umana e quindi come poteva essere tentato da "Satana", non avendo questa natura corrotta come ogni uomo sulla terra? E. Inoltre Gesù dovendo assolvere al piano della "Salvezza" non poteva cadere nella tentazione come Figlio di Dio "incarnato" se no il suo sacrificio sarebbe stato inutile e imperfetto. Caro fratello Giacinto, quanto ho voluto qui esporre non è perché io ho dei dubbi in merito, ma mi domando quale differenza c’è tra la tentazione di un essere umano (NATURA CORROTTA) e il Figlio di Dio Gesù Cristo (NATURA PERFETTA). Spero che non ci siano fraintesi per quanto ho voluto spiegare in questo scritto, anche se comprendo che la Parola di Dio non può rispondere a tutti gli interrogativi che l’uomo si pone, visto che solo quando saremo con il Signore riceveremo tutte le risposte.

 

Sì, fratello, è giusto affermare che Gesù Cristo non aveva una natura umana corrotta come quella di tutti gli altri uomini, e questo perché egli era stato generato dallo Spirito Santo. Egli quindi nacque senza peccato, e senza quell’inclinazione a fare il male che è caratteristica di tutti gli uomini sin dalla loro nascita. Come fece dunque ad essere tentato? Basta leggere le tentazioni a cui Egli fu sottoposto dal diavolo nel deserto per rendersi conto di come ciò potè avvenire. Il diavolo per ben tre volte gli parlò personalmente suggerendogli di fare determinate cose; prima gli suggerì di trasformare delle pietre in pani, poi di buttarsi giù dal pinnacolo del tempio, ed infine di rendergli l’adorazione in cambio di tutti i regni del mondo e la loro gloria che gli fece vedere (cfr. Luca 4:1-12). Il diavolo quindi si appoggiò – uso questo termine – sul suo desiderio di voler mangiare (sopraggiunto dopo 40 giorni di digiuno), su un eventuale desiderio di compiere qualche gesto eclatante per essere acclamato dal popolo, e su un eventuale desiderio di diventare un potente re di questo mondo che lui avrebbe voluto che sorgessero in Gesù. Ma Gesù si oppose fermamente a queste insidie del tentatore rispondendogli con dei passi della Scrittura appropriati che indussero il diavolo a lasciarlo. Certamente però ci furono altre occasioni in cui il diavolo lo tentò perché è scritto: "Si partì da lui fino ad altra occasione" (Luca 4:13), ma in ognuna di esse Gesù riportò sempre la vittoria sul diavolo.

Comprendo che può risultare di difficile comprensione il come Gesù Cristo, che non aveva una natura umana corrotta, potè essere tentato in ogni cosa come noi, però se consideriamo che il diavolo è un essere spirituale malvagio che può presentarsi personalmente ad una persona per cercare di farla cadere in peccato e questo è quello che fece con Gesù nel deserto, allora le difficoltà scompaiono. Il diavolo comunque sapeva che Gesù Cristo aveva una natura umana perfetta, essendo stato generato dallo Spirito Santo, e proprio per questo cercò di indurlo a fare quelle cose che gli suggerì, per fare diventare la sua natura corrotta. Per spiegarti meglio questo concetto, ti farò il paragone con Adamo, il primo uomo. Ora, come tu sai Dio fece l’uomo retto (cfr. Eccl. 7:29), per cui egli era senza peccato, egli aveva una natura umana perfetta quando fu creato. Nessuna iniquità era in lui, il peccato era a lui sconosciuto, non aveva per nulla una natura corrotta. Ma il serpente antico che fece? Cercò di farlo cadere nel peccato e così mutargli quella natura umana retta in una natura corrotta, e ci riuscì. Come? Prima seducendo la donna a cui fece credere che mangiando il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non sarebbero morti, cosa a cui la donna credette e mangiò il frutto; e poi inducendo la donna ad offrire di quel frutto a suo marito il quale ne mangiò pure lui. Nota bene che Adamo non commise un peccato tipo l’adulterio, o l’omicidio, o il furto, o la bestemmia, ma un peccato del tutto diverso, che consistette nel mangiare un frutto di un albero che per altro era buono a mangiarsi (quindi non cattivo in se stesso) ma che era stato vietato da Dio. Ecco dunque come potè essere tentato il primo uomo nonostante non avesse una natura umana corrotta; una cosa simile accadde a Gesù, nel senso che lui nonostante fosse nato immacolato e puro, senza l’inclinazione a peccare, fu ugualmente tentato dal Serpente Antico affinché cadesse nel peccato e si corrompesse. C’è però una grande differenza tra la tentazione di Adamo e quella di Gesù, che mentre con Adamo il Serpente ebbe la vittoria, con Gesù il Serpente subì una schiacciante sconfitta ogni qual volta che tentò Gesù Cristo. E in virtù di questo, cioè del fatto che Gesù non cadde in nessuna tentazione, Gesù Cristo potè morire sulla croce per compiere l’espiazione dei nostri peccati. Egli non conobbe il peccato, come invece lo conobbe Adamo, ma Dio lo fece peccato per noi (cfr. 2 Cor. 5:21), perché fece ricadere su lui tutte le nostre iniquità (cfr. Is. 53:6), affinché noi fossimo giustificati mediante la fede nel suo nome.

A Cristo Gesù, il Figlio di Dio, sia la gloria ora e in eterno. Amen.

 

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