29. Perché Gesù Cristo sulla croce gridò: "Elì, Elì, lamà sabactanì? cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Matt. 27:46)?

 

Lo fece affinché si adempissero le seguenti parole pronunciate da Davide per lo Spirito e scritte nel Salmo ventiduesimo e che concernono le sofferenze che il Cristo, cioè Lui, doveva patire: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Sal. 22:1). E che io credo esprimono in maniera molto eloquente quanto fu profonda la sofferenza patita da Gesù per amore nostro sulla croce del Golgota, e quindi devono farci riflettere profondamente sul grande amore che Cristo ha manifestato verso di noi. Egli dopo essere stato abbandonato dai suoi discepoli, fu abbandonato temporaneamente anche dal Padre suo nelle mani dei suoi carnefici. Nessuna liberazione era prevista per Lui in mezzo a quella sua atroce sofferenza. Egli lo sapeva. I suoi nemici però approfittarono di questa situazione in cui lui si trovava, cioè appeso come un malfattore su una croce, per ingiuriarlo e farsi beffe di lui dicendogli: "Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. S’è confidato in Dio; lo liberi ora, s’Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio" (Matt. 27:42-43). Cosa questa anch’essa predetta da Davide nel medesimo Salmo in questa maniera: "Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo: Ei si rimette nell’Eterno; lo liberi dunque; lo salvi, poiché lo gradisce!" (Salmo 22:7-8)

 

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