13. Gentile fratello Butindaro, pace! Avrei da proporle due quesiti dei quali uno è però di estrema urgenza. Vi chiedo di rispondermi ad entrambi con calma, ovviamente. Il primo quesito riguarda una sorella che conosco, battezzata anche nello Spirito Santo, la quale, è innamorata di un fratello che però è separato dalla moglie non convertita. Questo fratello, pure lui battezzato ora nello Spirito Santo, si è sposato ancor prima di conoscere il Signore. In seguito alla sua conversione, la moglie non condividendo la sua scelta, ha deciso di lasciarlo anche per il fatto che aveva già un amante segreto. Questo giovane ha compreso l'errore che ha commesso nello sposarsi questa donna ed ha chiesto ovviamente perdono al Signore. Ora lui ha 30 anni e, chiaramente, visto che la moglie è decisa nel chiedere legalmente il divorzio che avrà luogo tra un anno, intende risposarsi sebbene lui abbia insistito e pregato per impedire questo scatafascio familiare, premettendo pure che i due ex-coniugi non hanno figli. La cosa strana, però, è che sia questa sorella che questo giovane fratello sentono interiormente una pace (come se fossero approvati dal Signore) per capirci! E la sorella stessa pur sapendo che una cosa del genere può essere sbagliata dice che al solo pensiero di perderlo per sempre si sente smarrita. Io le ho detto di attendere fiduciosa nella preghiera, ma lei, afferma che nello stato spirituale in cui si trova a causa di questa situazione, difficilmente, sarà in grado di "sentire" la risposta del Signore.  Si sa che se questo fratello si sposerà, agirà in modo antibiblico innanzitutto, e poi sarà costretto a rinunciare a tutti i diritti riservatigli nella Chiesa.  Ora io le chiedo che cosa ne pensa lei tenendo conto di tutta la situazione creatasi e di rispondere con opportuni riferimenti biblici nel modo più chiaro ed esauriente possibile. E' di estrema urgenza!!!

Nel caso da te riferitomi, abbiamo un credente che si è convertito quando era già sposato, e a motivo della sua fede è stato in seguito lasciato dalla propria moglie incredula la quale tu mi dici aveva anche un amante segreto, la quale moglie adesso vuole il divorzio. E lui vorrebbe darglielo per poi risposarsi con questa sorella che tu mi dici è tanto innamorata di lui. Bene ecco quello che la Parola di Dio dice che deve e può fare il credente: "Se un fratello ha una moglie non credente ed ella è contenta di abitar con lui, non la lasci; e la donna che ha un marito non credente, s’egli consente ad abitar con lei, non lasci il marito; perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figliuoli sarebbero impuri, mentre ora sono santi. Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono vincolati; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace; perché, o moglie, che sai tu se salverai il marito? Ovvero tu, marito, che sai tu se salverai la moglie?" (1 Cor. 7:12-16). Dunque il fratello ha fatto bene in questo caso a lasciare andare via sua moglie perchè lei non era più contenta di abitare con lui, lei si è separata e lui non era obbligato a continuare a vivere con lei che non era affatto contenta di stare con lui. Egli - lo ripeto - ha fatto bene a lasciarla andare via sua moglie perché era dannoso forzare la donna a continuare a vivere con lui. A che sarebbe servito? Sarebbe stato un continuo contendere, litigare, ecc, sarebbe stato veramente impossibile continuare a vivere in pace. Ecco perché Paolo dice che in questi casi il fratello o la sorella non sono vincolati (cfr. 1 Cor. 7:15). Ma questo fatto, cioè quello di essere stato lasciato dalla moglie non credente, NON GLI PERMETTE  di passare a nuove nozze, perchè lui dinnanzi a Dio risulta essere sempre sposato con questa donna che rimane a tutti gli effetti sua moglie. "Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e s’unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne? Talché non son più due, ma una sola carne; quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo nol separi" (Matt. 19:5-6).

Qualcuno dirà: ‘Come mai Dio non permette ad un credente di risposarsi nemmeno quando viene lasciato dalla propria moglie non credente (a prescindere che ella abbia commesso o commetterà o meno fornicazione)? Non è questa un ingiustizia perché lo condanna a vivere in una situazione da lui non scelta, a cui è stato costretto dalla propria moglie incredula?’ Questa è una domanda che mi è stata fatta svariate volte ed ogni volta ho risposto in questa maniera. In base a quanto insegna la Sacra Scrittura il vincolo matrimoniale si può sciogliere solo a causa della morte di uno dei due coniugi, per cui è solo in questo caso che l'uomo o la donna può passare a nuove nozze in maniera lecita. Paolo dice infatti che "la moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di maritarsi a chi vuole, purché sia nel Signore" (1 Cor. 7:39), ed anche: "Infatti la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. Ond’è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è adultera se divien moglie d’un altro uomo" (Rom. 7:2-3). Probabilmente mi si dirà adesso: ‘Ma qui si parla della donna e non dell’uomo!’ E’ vero, ma perché mai questo principio non dovrebbe esser valido per l’uomo? Non è forse vero che anche lui è legato alla moglie dalla legge di Dio? Certo, infatti Gesù un giorno disse: "Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio" (Luca 16:18), intendendo dire che non importa per quale ragione l’uomo manda via sua moglie, quand’anche fosse perché lei lo ha tradito (questo è il solo caso in cui all’uomo è permesso mandare via la propria moglie), se ne sposa un'altra egli commette adulterio.

Quindi, alla luce della Parola di Dio, in ogni altro caso oltre quello della morte, come per esempio nel caso la moglie non credente commetta fornicazione, nel caso lei lasci il marito credente a motivo della sua fede, e per qualsiasi altro motivo, non è lecito a nessuno dei due passare a nuove nozze perchè ciò significa commettere adulterio. Capisco che apparentemente questo può sembrare crudele o ingiusto da parte di Dio, ma si tratta solo di una vana apparenza, la realtà è che Dio ordinando al credente di non passare a nuove nozze mentre la sua moglie non credente è ancora in vita vuole il suo bene e non il suo male. Stando così le cose è evidente che anche la sorella che si sente attirata a questo fratello la cui moglie è ancora in vita non può prendersi questo uomo come suo marito. Le sarebbe lecito questo SOLO nel caso la moglie di questo fratello morisse. Allora non ci sarebbero problemi di nessun genere (fermo restando che questa sorella non sia separata o divorziata).

In merito al fatto che sia lui che lei dicono di sentire al loro interno pace, non ci credo affatto perché non si può sentire pace quando ci si sta accingendo a fare qualcosa di sbagliato agli occhi di Dio, e questo a prescindere che si è credenti o non credenti. Non c’è pace per coloro che vogliono fare il male. Immagina se uno che sta per andare a rubare o uccidere qualcuno ti venisse a dire che lui è tranquillo interiormente; tu ci crederesti? Non credo perché tu sai che è scritto che "non c’è pace per gli empi" (cfr. Is. 57:21). Non ti lasciare dunque ingannare dalle loro parole. In realtà, questo loro sentire pace non è altro che una lusinga che il peccato gli fa nel loro interno per cui loro pensano di avere pace ma in realtà non hanno pace. D’altronde se hanno già deciso di sposarsi non ti verrebbero a dire che interiormente non sentono pace. Ma il peccato ripaga sempre con la morte, e mai con la vita. E sono sicuro che se questo fratello e questa sorella si sposeranno in maniera illecita, non avranno pace, non avranno l’approvazione di Dio.

Guarda, sorella, ti voglio raccontare una cosa che mi è accaduta parecchi anni fa e di cui sono stato diretto testimone. Seppi che un fratello celibe italiano aveva intenzione di sposarsi una sorella di una nazione straniera che però era separata dal marito. Questa sorella nella sua nazione si era sposata nella caparbietà del suo cuore un incredulo, il pastore l’aveva fortemente scoraggiata di farlo, ma lei non ne aveva voluto saperne e se lo era sposato. Dopo un po’ di tempo si separarono, e lei venne qui in Italia. Ed ecco che qui in Italia si innamorò di questo fratello, e lui si innamorò di lei, e decisero di sposarsi. Ora, dato che in quel tempo questo fratello veniva talvolta ad evangelizzare all’aperto con noi, io decisi di prenderlo da parte un giorno e dirgli che quello che lui stava per fare era sbagliato e lo scoraggiai a fare quel passo. La mia riprensione fu fatta con dolcezza ma nello stesso tempo anche con fermezza. La sua reazione però fu molto brutta perché si arrabbiò tanto. Lui mi disse che amava questa giovane, si volevano bene, e poi mi disse che Dio – eventualmente loro stessero facendo qualcosa di sbagliato - non avrebbe rifiutato loro il perdono. Questo fratello, non volendomi per nulla ascoltare, decise di sposarsi questa giovane. Per molto tempo non seppi più nulla di loro, poi un giorno mi fu detto che lei lo aveva lasciato e se ne era tornata nella sua nazione!! Una vita rovinata per non avere dato retta alla parola di Dio. E quanti fratelli e sorelle hanno fatto la fine di questo fratello!

Dunque, ecco quello che penso in merito a questa situazione da te riferitami.

 

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