29. Un cristiano deve soffrire? E’ normale che egli soffra?

 

Sì, un cristiano deve soffrire perché gli è stato dato, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui ma anche di soffrire per lui (cfr. Fil. 1:29). Le sofferenze possono essere causate da persecuzioni, da ingiurie, da necessità, e da quant’altro si può patire in questa vita per amore di Cristo.

D’altronde è anche logico che se Gesù Cristo, Colui da cui deriva il termine Cristiano, dovette soffrire molte cose da parte del mondo prima di essere glorificato, la stessa cosa aspetti colui che ha creduto in lui e segue le sue orme. "Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi", disse Cristo ai suoi discepoli (Giov. 15:20); ed ancora: "Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno, dandovi in man delle sinagoghe e mettendovi in prigione, traendovi dinanzi a re e governatori, a cagion del mio nome. …. Or voi sarete traditi perfino da genitori, da fratelli, da parenti e da amici; faranno morire parecchi di voi; e sarete odiati da tutti a cagion del mio nome" (Luca 21:12,16-17). Gli apostoli Paolo e Barnaba dissero che "dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni" (Atti 14:22); quel ‘dobbiamo’, come si può vedere, indica molto bene il fatto che le tribolazioni sono una componente normale della vita del cristiano. Non solo normale ma anche utile perché noi possiamo essere resi pazienti da Dio proprio tramite le sofferenze. Dice infatti Paolo che "l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e la esperienza speranza" (Rom. 5:3-4), e Giacomo gli fa eco dicendo: "Fratelli miei, considerate come argomento di completa allegrezza le prove svariate in cui venite a trovarvi, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia appieno l’opera sua in voi, onde siate perfetti e completi, di nulla mancanti" (Giac. 1:2-4).

Dunque, non meravigliarti per nulla delle svariate afflizioni che patirai per amore di Cristo; noi siamo destinati a questo, cioè a soffrire (cfr. 1 Tess. 3:3); e studiati di sopportarle come un buon soldato di Cristo, ricordandoti che "se abbiamo costanza nella prova, con Lui altresì regneremo" (2 Tim. 2:12) e che "le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo" (Rom. 8:18).

 

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