3. Come giudicate i 'matrimoni' tra omosessuali?

 

Noi li giudichiamo come delle unioni illecite perché secondo quanto dice la Scrittura hanno diritto di unirsi in matrimonio solo l'uomo e la donna. Nel libro della Genesi infatti viene detto che dopo che Dio formò l'uomo a sua immagine e somiglianza gli fece, tramite una sua costola, una donna che gli pose accanto e con cui l'uomo si unì carnalmente. E dopo è scritto: "Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne" (Gen. 2:24). Si noti che Dio dice che l'uomo lascerà suo padre e sua madre per unirsi ad una donna (alla sua moglie), e non ad un altro uomo. E' quindi una cosa contro natura un 'matrimonio' tra uomini (come ovviamente tra donne).

Ma secondo la Parola di Dio è contro natura non solo che due uomini (o due donne) si sposino e quindi siano dichiarati uniti da un vincolo matrimoniale (in questo caso inventato dagli uomini), ma anche che si uniscano carnalmente o che commettano tra loro atti sessuali da 'non sposati' e difatti è scritto chiaramente a proposito delle città di Sodoma e Gomorra che erano piene di uomini che avevano rapporti sessuali con altri uomini che andarono "dietro a vizi contro natura" (Giuda 7), e Paolo parlando delle donne e degli uomini che si danno a passioni infami con persone dello stesso sesso dice: "Perciò Iddio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine hanno mutato l'uso naturale in quello che è contro natura; e similmente anche i maschi, lasciando l'uso naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri, commettendo uomini con uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento" (Rom. 1:26-27). E a conferma che la relazione carnale tra uomo e uomo è condannata da Dio c'è pure il seguente passo della legge: "Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole" (Lev. 18:22). Quindi ogni rapporto sessuale tra uomini, a prescindere che siano 'sposati' o 'non sposati' secondo una legge umana, è condannato dalla Parola di Dio.

Purtroppo però questa generazione perversa e peccatrice prende piacere proprio in ciò che Dio detesta e non solo tollera ma anche incoraggia le relazioni carnali sia tra uomini che donne. Ne abbiamo molte di prove che attestano questo atteggiamento estremamente permissivo nei confronti degli omosessuali. In alcune nazioni per esempio gli omosessuali hanno ottenuto il diritto di unirsi in matrimonio, e non solo anche quello di adottare dei bambini. In Italia ancora il Parlamento non ha approvato le unioni tra omosessuali come neppure le adozioni da parte di costoro; tuttavia ci sono molti segni che lasciano purtroppo presagire che anche questa nazione si adeguerà a quelle nazioni che hanno già dato il via libera a questa ennesima perversione.

Infine, voglio dirvi questo fratelli: purtroppo, tra i Protestanti (sia in Italia che all'estero), si sta facendo sempre più forte il partito a favore delle unioni dei sodomiti; partito questo che in maniera sfacciata invita tutti i cristiani ad abbandonare quelli che essi chiamano pregiudizi che affondano le radici nell'antichità. I costumi sono cambiati, dicono costoro, per cui noi dobbiamo adeguarci ad essi. Non possiamo e non dobbiamo rimanere ancorati ad una mentalità retrograda e antiquata che non è più per questi tempi. Ecco quanto hanno detto a chiare lettere alcuni pastori e teologi protestanti alcuni anni fa a riguardo delle unioni civili tra omosessuali: 'Apprezziamo ed accogliamo con interesse la raccomandazione del Parlamento di Strasburgo di riconoscere nelle legislazioni nazionali i diritti delle convivenze stabili fra cittadini omosessuali, assimilandole alle convivenze stabili fra eterosessuali, al fine di assicurare alle une e alle altre parità di doveri e di diritti; invitiamo la nostra società a confrontarsi con tale proposta con serenità e spirito di equità, sviluppando una riflessione etica che prenda atto dell'evoluzione del costume in corso nell'ambito delle società occidentali, salvaguardando da un lato il rispetto delle persone coinvolte nella loro specificità umana e nelle loro scelte di vita, e salvaguardando insieme i tempi necessari per una evoluzione e maturazione delle coscienze di fronte ai mutamenti in corso; auspichiamo che su tale questione non si creino fronti rigidi e condanne preconcette, anche in nome di un'etica cristiana che è stata vissuta storicamente in forme diverse, restando al suo centro il rispetto della persona umana, creata a immagine di Dio, amata e riscattata da Dio; proponiamo infine di lasciar cadere, in questo contesto, l'uso del termine 'matrimonio' (che ha creato il senso di una non necessaria provocazione), a favore dei termini più adeguati di 'convivenza stabile' o di 'unione civile' (NEV, 2 Marzo 1994, anno XV, numero 9, pag. 1; sottolineature mie). Questa dichiarazione è stata sottoscritta da 33 pastore e pastori valdesi, 17 battisti, 7 luterani, 7 metodisti e una pastora riformata. Tra i firmatari, compaiono il valdese Giorgio Bouchard (ex Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia); il metodista Sergio Aquilante, i battisti Franco Scaramuccia e Massimo Aprile; il decano luterano Hans Gerch Philippi; il decano della facoltà valdese di teologia Paolo Ricca con i docenti Bruno Corsani, Daniele Garrone, Ermanno Genre e il docente emerito Giorgio Girardet.

Come potete vedere la posizione di questi Protestanti è chiara, essi si auspicano che anche qui in Italia si riconoscono i matrimoni tra omosessuali. Una posizione quindi che fa apparire naturale e lecita l'omosessualità, quando invece essa è innaturale e illecita agli occhi di Dio. Questi cosiddetti Protestanti dunque protestano contro la verità, la giustizia e la santità, anziché contro il peccato. Si sono ribellati a Dio, la sua Parola l'hanno gettata alle loro spalle, se la sono messa sotto i piedi. Porteranno la pena della loro ribellione se non si ravvedono; siatene certi.

Quanto a noi, come si conviene a dei ministri di Cristo, continueremo a condannare con ogni franchezza sia l'omosessualità che qualsiasi progetto di legge o legge che legittima l'omosessualità e le unioni tra gli omosessuali (siano essi uomini che donne), dicendo ad alta voce che gli omosessuali (siano essi Cattolici, Battisti, Valdesi, Metodisti, Luterani, Pentecostali, ecc. ecc.) peccano contro natura facendo ciò che è in abominio a Dio e che se non si ravvedono e credono nel Signore andranno in perdizione; i sodomiti infatti non erediteranno il regno di Dio (cfr. 1 Cor. 6:10) ma saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo perché questa è la parte riservata da Dio agli abominevoli (cfr. Apoc. 21:8). E vi esorto fratelli a fare lo stesso, ogni qual volta ne avrete l'occasione. Non lasciatevi sedurre dai vani ragionamenti che questi cosiddetti cristiani (che di Cristiano hanno solo il nome) fanno distorcendo il senso della Scrittura a loro perdizione. Lo ripeto, non lasciatevi sedurre, perché è per queste cose - come dice Paolo - che viene l'ira di Dio sugli uomini ribelli (cfr. Ef. 5:6).

A tutti quei cosiddetti Protestanti invece che tollerano ed incoraggiano l'omosessualità dico di ravvedersi di questi loro pensieri malvagi e di mettersi a protestare contro la sodomia, altrimenti Dio farà ricadere su di essi la sua ira, come è giusto che Egli faccia verso tutti coloro che tollerano l'iniquità. E colgo pure l'occasione per dire a tutti quelli che si chiamano Protestanti ed hanno chiaramente delle tendenze omosessuali perché praticano la sodomia a pentirsi dei loro peccati e a credere nel Signore per essere affrancati da questo peccato che li tiene schiavi. Non indugiate a farlo, altrimenti quando morirete andrete all'inferno.

 

 

DUE ARTICOLI DI GIORNALE

Qui di seguito sono trascritti due articoli, uno dell'anno 1994 e l'altro del 1995, tratti da due differenti giornali italiani che si riferiscono in una maniera o nell'altra alla posizione favorevole di alcune chiese evangeliche alle unioni omosessuali.

 

 

Gli Evangelici benedicono le unioni gay

"No a condanne preconcette"

Contro l'anatema del pontefice, un appello di 65 pastori protestanti.

 

Roma…invitano i cristiani a non emettere "condanne preconcette" in nome di un'etica che ha sempre posto il rispetto dell'uomo al centro del proprio agire.

…Basta con gli steccati dicono i protestanti. Anche con quelli che la Chiesa ha sempre innalzato nei confronti degli omosessuali. Le convivenze stabili tra omosessuali devono quindi essere accettate dai singoli parlamenti nazionali, che devono equipararle a quelle eterosessuali "al fine di assicurare alle une e alle altre parità di doveri e di diritti. "Invitiamo la nostra società - è scritto dal documento firmato, tra gli altri, anche dal presidente della federazione delle chiese evangeliche GIORGIO BOUCHARD e dal decano dei luterani HANS GERCH PHILIPPI - a confrontarsi con tale proposta con serenità e spirito d'equità" prendendo atto dell'evoluzione di costumi che negli ultimi anni si è avuta nei paesi occidentali e "salvaguardando il rispetto delle persone coinvolte nella loro specificità umana e nelle loro scelte di vita".

Nessuna intenzione polemica, come spiega GIORGIO GIRARDET, docente alla Facoltà Valdese di Teologia. "La nostra è anche un'apertura di dialogo all'interno del mondo cristiano. Poniamo un problema etico ai fedeli, i quali sono invitati a regolarsi secondo coscienza senza però emettere giudizi sugli altri. Allo stato invece chiediamo di non lasciarsi orientare da presupposti ideologici o religiosi, ma di fare il suo mestiere che è quello di eliminare tutte le forme di emarginazione esistenti".

Tra le voci più autorevoli degli evangelici, c'è sicuramente anche quella di PAOLO RICCA, 58 anni decano della Facoltà Valdese di Teologia noto Ecumenista (Per anni ha fatto parte della commissione ecumenica mondiale "fede e costituzione") spiega: "Abbiamo pensato che le parole del pontefice romano rischiavano di essere percepite dall'opinione pubblica come l'unica voce cristiana e che i cristiani su un tema così delicato non avessero altro da dire. Ecco, abbiamo voluto far sentire con questo appello un'altra voce, che, anche con un tono diverso da quello di Wojtyla, esprime una posizione di fondo diversa…" Credo, aggiunge RICCA "che le coscienze individuali vadano lasciate libere di compiere scelte che riguardano loro e loro soltanto.

E' una posizione diametralmente opposta a quella del Papa e del cattolicesimo istituzionale che, lo dico senza polemica, non sembrano fornire su questo tema una grande testimonianza di Cristianesimo vissuto". …..Sono veramente felice per questo documento, ammette al telefono FRANCO GRILLINI Presidente dell'Arci-Gay. Felice ma non sorpreso. Da tempo, infatti, Gay e Protestanti collaborano proficuamente, tanto che la comunità Valdese ospita ogni anno a Plati, in Piemonte, il Convegno degli omosessuali credenti, ..…L'apertura dei Valdesi induce GRILLINI a invitare anche GIORGIO BOUCHARD al convegno nazionale dell'Arci-Gay in programma per Sabato a Bologna.

 

Il Manifesto, 25 Febbraio 1994, pag. 6

 

 

 

I gay cristiani "Non vogliamo più essere clandestini"

 

ROMA (o.l.r.) - Gli omosessuali cristiani escono dalle catacombe e chiedono alle Chiese, prima fra tutte quella cattolica, di avere libera cittadinanza come tutti i battezzati. Dopo secoli di emarginazioni e sofferenze, gli omosessuali credenti non vogliono essere più considerati fedeli di serie "b", tollerati, o quasi ignorati dalle istituzioni, costretti a pregare Dio in clandestinità. È il messaggio lanciato dal Coordinamento dei gruppi omosessuali al loro primo convegno nazionale iniziato ieri alla facoltà Valdese di Roma. I lavori si concluderanno oggi con una relazione del leader del coordinamento, il torinese Toni Gallo, che parlerà sul tema "Gli omosessuali cristiani, una sfida profetica?".

Partecipano all'incontro oltre un centinaio di delegati in rappresentanza dei dodici gruppi organizzati di omosessuali cristiani sorti a Udine, Torino, Milano, Napoli, Catanzaro, Cremona, Vicenza, Reggio Emilia, Verona e Roma. "Esistiamo da anni, ma è la prima volta che ci riuniamo in un convegno", spiega Toni Gallo, "e in questo senso forse è giusto parlare di uscita dalle catacombe come i primi cristiani". "Siamo qui - aggiunge - disponibili al dialogo e al confronto con la società civile e con le Chiese". Il meeting ha avuto una forte connotazione ecumenica, in quanto nella austera sala della facoltà valdese romana hanno preso posto fedeli di quasi tutte le confessioni cristiane. Adelaide Rinaldi, pastore valdese di Foggia, nella preghiera introduttiva, nell'invocare "la benedizione di Dio sui lavori", ha ricordato i secoli di "discriminazione subita". Maria Bonafede, del gruppo "Nuova Proposta" di Roma, ha sottolineato, tra l'altro, come gli omosessuali all'interno della Chiesa debbano essere considerati a tutti gli effetti "fratelli e sorelle in Cristo" e come il convegno rappresenti "un punto di partenza" per arrivare a una piena legittimazione socio-ecclesiale. Le altre relazioni sono state tenute dalla pastora valdese Teodora Tosatti, che ha teorizzato la fedeltà a Cristo degli omosessuali attraverso una sua personalissima analisi biblica, e dal sacerdote cattolico (ma con posizioni fortemente critiche verso il Vaticano) Franco Barbero, animatore delle comunità di base del Pinerolo. L'americano John McNeill, ex gesuita, ha invece parlato della nuova teologia della liberazione omosessuale.

 

La Repubblica, 13 maggio 1995

 

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