2. In seno a molte Chiese pentecostali si sente parlare molto poco - se non per niente - delle tribolazioni e delle persecuzioni che noi Cristiani siamo chiamati a patire per amore del nome di Gesù Cristo; come mai?

 

Perché oramai molti Cristiani in questa nazione non vogliono seguire le orme di Colui da cui noi traiamo il nome di Cristiano, cioè Gesù Cristo, che ricordiamo fu un uomo disprezzato, abbandonato dagli uomini, un uomo di dolore, familiare con il patire (cfr. Is. 53:3). Costoro infatti hanno deciso di rendersi accetti a questa generazione perversa e peccatrice; come? Adeguandosi ai gusti, ai costumi, e alle usanze del mondo, per cui il mondo li accetta invece di rigettarli, li ama invece che odiarli. Sono diventati amici del mondo, le loro parole e le loro opere lo testimoniano in modo eloquente, molto eloquente. Vestono come la gente del mondo, vanno a divertirsi come la gente del mondo, hanno l'animo alle stesse cose della gente del mondo, buffoneggiano e scherniscono il loro prossimo come fa la gente del mondo, hanno un parlare volgare e scurrile come la gente del mondo; come si può pretendere che siano perseguitati e tribolati a motivo di Cristo? Come si può pretendere che essi parlino proprio di ciò che cercano di sfuggire, di evitare e che stanno tranquillamente evitando? Come si può sentirli parlare di cose che non li toccano minimamente? Sì, essi frequentano un locale di culto con su scritto 'Chiesa Evangelica Cristiana' ma una volta fuori da esso si comportano come quelli del mondo, anzi talvolta peggio. Spietati, avari, rapaci, arroganti, superbi, vanagloriosi, amanti del lusso e del piacere; ecco cosa sono costoro che portano il nome di Cristiano in maniera indegna.

Il Vangelo che molti oggi vogliono professare è il Vangelo della sola pace e della sola gioia in abbondanza in terra, è il Vangelo della ricchezza materiale, è il Vangelo che dice che se accetti Gesù Cristo non avrai più problemi, è il Vangelo che dice che in Cristo siamo liberi di fare quello che vogliamo, per cui non è più ammesso osservare certe regole comportamentali come quella che dice che la donna non deve vestirsi in maniera attillata e provocante, o quella che dice che non si deve andare a prendersi la tintarella al mare mezzi nudi o quell'altra che dice che la televisione non deve averla un Cristiano in casa, e potrei proseguire ma mi fermo qui! E', in altre parole, il cosiddetto Vangelo della Prosperità, che purtroppo anche qui in Italia viene predicato da molti. Non è attraente questo messaggio che promette solo gioia, pace e tanta prosperità materiale, ma non parla di nessuna rinuncia e di nessuna persecuzione? Certo che lo è, e difatti molti lo hanno accettato a braccia aperte accecati dalla sua apparente bellezza e correttezza. Non vi aspettate dunque di sentire questi ribelli, questi nemici della croce, parlare delle tribolazioni e delle afflizioni che noi cristiani siamo chiamati a patire sulla terra; lo ripeto non vi aspettate ciò, vi illudereste. Non aspettate di sentirgli dire che sono disprezzati, ingiuriati, derisi, abbandonati dalla gente del mondo che conoscono.

Per ciò che mi concerne io non mi trarrò indietro dal dirvi che se volete seguire Cristo, vi aspettano tante tribolazioni, tante persecuzioni, tante ingiurie, e molte rinunce. Gesù disse che come hanno perseguitato lui così perseguiteranno anche noi (cfr. Giov. 15:20) e questo perché non hanno conosciuto Colui che lo ha mandato in questo mondo. Egli disse che gli uomini ci perseguiteranno, faranno morire parecchi di noi, che ci faranno comparire davanti a re e governatori per cagione del suo nome, che saremo messi in prigione, che saremo traditi persino da genitori e da amici. Certo, alcune di queste promesse riguardano solo alcuni, perché non tutti muoiono martiri, non tutti vengono messi in prigione, e non tutti vengono traditi dai propri genitori, tuttavia una cosa di certo riguarda tutti noi e cioè la persecuzione per opera della gente del mondo, il loro odio. Non importa sotto che forma l'odio del mondo si manifesterà, certo è che si manifesta, eccome se si manifesta. Il disprezzo della gente del mondo, l'essere abbandonati dai propri amici per amore del Signore Gesù sono cose che io ho gustato fino ad adesso. Ma non sono cose strane, sono cose normali, del tutto normali che sperimentano tutti coloro che rinunciano a loro stessi e prendono la propria croce per seguire il Signore. Anzi, vi dirò di più; io sono stato disprezzato e abbandonato anche da credenti, perché ho deciso di piacere al Signore anziché a loro che hanno invece deciso di piacere agli uomini. In mezzo al popolo di Dio esistono molti che fino a quando non gli tocchi i loro idoli, i loro divertimenti, i loro piaceri carnali, ti vogliono bene, ti sorridono, ti acclamano, ti stimano. Ma toccagli quelle cose cattive a cui hanno deciso di non rinunciare, e vedrai come all'improvviso ti voltano le spalle, ti beffeggiano, ti disprezzano, ti etichettano nelle maniere più svariate.

Oggi, ho notato, molti di coloro che sono chiamati 'caro fratello' o 'servo di Dio' non sono altro che dei ribelli fra i ribelli, dei Diotrefe, dei Dema, dei Core, dei Datan e degli Abiram, dei sepolcri imbiancati che fanno tutto quello che fanno per essere osservati dagli uomini e il cui cuore è esercitato alla cupidigia, che disprezzano la croce di Cristo e la calpestano, che hanno un parlare dolce e lusinghiero con il quale seducono il cuore dei semplici. Sono dei servi di Mammona, che sono pronti a vendere l'anima al diavolo per un piatto di lenticchie e un pezzo di pane; sono pronti per una manciata di offerte a calpestare la Parola di Dio e a schierarsi dalla parte dei più, in altre parole dalla parte dei ribelli. Questi 'cari fratelli' amano e praticano la menzogna, sì la amano e la praticano a più non posso; dire la verità non si addice loro. 'Il Signore mi ha detto', 'Dio mi ha rivelato', gli si sente dire spesso. E che cosa gli ha detto e rivelato il Signore? Chi ti viene a dire che gli ha detto che i divorziati si possono risposare, chi che la donna può insegnare, chi che il velo la donna oggi non se lo deve più mettere quando prega o profetizza, chi che la donna può mettersi la minigonna e i gioielli addosso perché Dio guarda al cuore, ecc.. Menzogne, solo menzogne, che vengono dette usando il nome del Signore, e per le quali costoro porteranno la pena della loro ribellione come la portarono quei falsi profeti che al tempo di Geremia facevano parlare la loro lingua dicendo: 'Così parla l'Eterno' quando Dio non aveva parlato e non li aveva mandati. E che facevano quei falsi profeti? Fortificavano le mani dei peccatori e scoraggiavano i giusti. Le minacce erano per i giusti anziché essere rivolte agli empi. Dicevano ai ribelli: 'L'Eterno ha detto: 'Avrete pace' e 'Nessun male vi incoglierà' (cfr. Ger. 23:17), mentre dicevano a Geremia che cercava il male del popolo con le sue parole (cfr. Ger. 38:4; che lui proferiva da parte di Dio perciò erano veraci e fedeli). Costoro non la faranno franca, potranno ingannare i semplici, ma non Dio che farà cadere su di loro la loro malizia a suo tempo.

 

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