3. I Pentecostali sono coinvolti nel dialogo ecumenico con i Cattolici romani?

 

Sì, i Pentecostali sono coinvolti anch'essi nel dialogo ecumenico. Preciso che quando dico 'i pentecostali' mi riferisco ad una piccola parte di essi perché la maggior parte dei Pentecostali - grazie a Dio - ancora si oppongono all'instaurazione di un dialogo ecumenico con i Cattolici Romani vedendo in esso nient'altro che una rete tesa loro dal diavolo.

Ma vediamo come ha avuto inizio questo dialogo cattolico/pentecostale sia a livello internazionale che nazionale e qualche altra notizia, cosicché vi potete rendere conto di chi sono i Pentecostali che dialogano con i Cattolici romani. Ovviamente dirò pure quello che penso a riguardo di questo dialogo.

 

A livello internazionale

 

Dopo alcune discussioni preliminari iniziate nel 1970, discussioni che ebbero come interlocutori da una parte il Segretariato per l'Unione dei Cristiani fondato da Giovanni XXIII nel 1960 e dall'altra singoli membri di chiese pentecostali, nel 1972 iniziarono i dialoghi internazionali tra Cattolici e Pentecostali. Originariamente, la delegazione pentecostale fu scelta personalmente da David Du Plessis [1], il quale era stato invitato anni prima a partecipare come osservatore al concilio Vaticano II [2], e più tardi da suo fratello Justus, ma gradualmente alcune denominazioni pentecostali hanno cominciato a mandare dei delegati ufficiali. Per quanto riguarda le Assemblee di Dio degli Stati Uniti occorre dire che non è ufficialmente rappresentata, benché a questo dialogo vi partecipano alcuni suoi membri come Cecil Robeck, Gary McGee e Del Tarr, ministri ordinati della denominazione americana. Prima che iniziasse il dialogo fu detto che lo scopo di questo dialogo non era 'interessarsi ai problemi di un'unione strutturale imminente', ma era che 'la preghiera, la spiritualità e la riflessione teologica diventino una preoccupazione a livello internazionale, sotto la forma di un dialogo tra il Segretariato per l'Unione dei Cristiani della Chiesa cattolica e i capi di alcune chiese pentecostali e alcuni partecipanti ai movimenti carismatici nelle Chiese protestanti e anglicane'.

Durante il primo quinquennio di dialoghi furono discussi questi argomenti: battesimo con lo Spirito Santo (1972, Horgen, Svizzera); il rapporto tra il battesimo con lo Spirito Santo e i riti d'iniziazione, e il ruolo dello Spirito Santo e i doni dello Spirito Santo nella tradizione mistica (1973, Roma, Italia); teologia dell'iniziazione cristiana, natura dell'attività sacramentale e battesimo dei bambini e degli adulti (1974, Schloss Craheim, Germania Federale); culto pubblico, con particolare riferimento alla celebrazione eucaristica, e dimensione umana nell'esercizio dei doni spirituali e discernimento degli spiriti (1975, Venezia, Italia); preghiera e lode (1976, Roma, Italia).

Durante il secondo quinquennio (nel 1978 non fu tenuto nessun incontro a motivo della morte di Paolo VI) furono invece discussi i seguenti argomenti; parlare in altre lingue e la relazione dell'esperienza con la fede (1977, Roma, Italia); relazione tra Scrittura e tradizione, e il ministerio di guarigione nella chiesa (1979, Roma, Italia); chiesa come comunità adorante e tradizione e tradizioni (1980, Venezia, Italia); il ruolo di Maria, cioè la sua intercessione, la sua venerazione, la sua maternità ecc. (1981, Vienna, Austria); a proposito di questo incontro occorre dire che Jerry L. Sandidge afferma che la locazione di questo dialogo 'costituiva una particolare preoccupazione per i Pentecostali. Fu deciso di trasferirsi fuori dall'Italia per favorire le Assemblee di Dio italiane, che si erano opposte ad esso perché sia in Roma che in Italia' (Jerry L. Sandidge, Roman Catholic/Pentecostal Dialogue (1977-1982). A Study in developing ecumenism, [Dialogo Cattolico/Pentecostale [ 1977-1982] . Uno Studio sull'ecumenismo che si sviluppa] vol. I, Frankfurt am Main 1987, pag. 234). L'ultimo incontro di questa seconda serie di incontri fu tenuto a Collegeville nel Minnesota, nel 1982 e fu discusso il ministero nella chiesa.

Durante il terzo quinquennio furono discussi i seguenti soggetti; la comunione dei santi (1985, Riano, Roma); 'lo Spirito Santo e la visione neotestamentaria della koinonia' (1986, Sierra Madre, California, U.S.A.); 'Koinonia, Chiesa e Sacramenti' (1987, Venezia, Italia); 'Koinonia e battesimo' (1988, Emmetten, Svizzera); Koinonia, la Chiesa come comunione (1989, Roma).

Nel quarto quinquennio i temi discussi sono stati: l'evangelizzazione (1990, Emmetten, Svizzera); il biblico e sistematico fondamento dell'evangelizzazione (1991, Venezia, Italia); evangelizzazione e cultura (1992, Rocca di Papa, Roma); evangelizzazione e giustizia sociale (1993, Parigi); evangelizzazione, testimonianza e proselitismo (1994, Kappel am Albis, Svizzera); testimonianza comune (1995, Brixen, Italia). I partecipanti al dialogo si sono incontrati di nuovo a Brixen nel 1996, e poi a Roma nel giugno 1997. Questa fase si è conclusa così nel 1997.

Nel giugno del 1998 è iniziata la quinta fase del dialogo cattolico/pentecostale, fase iniziata a Bolton, Ontario (Canada). L'argomento di questa fase corrente è 'L'iniziazione cristiana e il battesimo nello Spirito Santo'.

Il dialogo prosegue dunque da quasi trenta anni e quantunque da parte pentecostale (come anche da parte cattolica) ci sia il riconoscimento che permangono, dopo quasi trent'anni di dialoghi, delle grandi divergenze dottrinali su diversi punti, esso non dà per nulla segno di fermarsi. E' veramente preoccupante dunque constatare che da parte di questi membri influenti di queste chiese pentecostali non ci sia la risoluzione ad abbandonare questo dialogo; ma come è possibile che non abbiano ancora capito che con questo dialogo non si possono e non si potranno mai mettere d'accordo con i Cattolici perché essi sono nemici della verità e non amici di essa? Ma non hanno ancora capito che le menzogne insegnate dalla chiesa cattolica romana non hanno nulla a che fare con la verità che dimora in noi? Ma non hanno ancora capito che se vogliono andare d'accordo con i Cattolici devono rinunciare prima o poi alla verità e farsi nemici di Dio con tutte le nefaste conseguenze che da ciò ne vengono? No, pare proprio che non lo abbiamo ancora capito molti di loro, anzi non lo vogliono per nulla capire perché sono divenuti duri d'orecchi e di cuore ingannati dai sorrisi e dalle lusinghe dei Cattolici romani. Vogliono a tutti costi stare in buoni rapporti con i Cattolici, vogliono a tutti costi guadagnarsi la loro amicizia e il loro rispetto; anziché esortarli a ravvedersi e uscire dal mezzo di questa chiesa idolatra. Ah, come sono privi di discernimento questi credenti che hanno intrapreso questo sforzo ecumenico con la chiesa cattolica romana!

Da parte cattolica si continua a sentir dire che 'lo scopo del dialogo è l'approfondimento del reciproco rispetto e della reciproca comprensione, non un organica o una strutturale unità', ma dobbiamo ancora una volta dire che da parte di coloro che si mettono a parlare con i Cattolici romani se da un lato ci deve essere il rispetto in verso la persona, sia esso prete, vescovo o cardinale, dall'altro non ci può essere e non ci deve essere nessun rispetto e nessuna pietà nei confronti delle eresie della chiesa romana che hanno già scaraventato e stanno ancora scaraventando milioni di persone all'inferno! Le eresie bisogna distruggerle facendo uso della Parola di Dio; bisogna riprovarle con tutte le forze, e le si devono chiamare con il loro vero nome, cioè eresie, dottrine di demoni, e non con qualche altro nome, come per esempio, opinioni differenti, vedute differenti, per non urtare l'animo dei Cattolici romani! No, non è l'approfondimento del reciproco rispetto o della reciproca comprensione lo scopo di questo dialogo che la chiesa romana ha voluto anche con le chiese pentecostali dopo il concilio Vaticano II, perché il vero scopo è quello di indurre i Pentecostali (la cui evangelizzazione 'aggressiva' preoccupava e preoccupa la chiesa cattolica romana perché ha allontanato da essa decine di milioni di persone in tutto il mondo) a riconoscere i suoi sacramenti e le sue dottrine, e a distoglierli così dall'evangelizzare i suoi membri. Insomma, questa cosiddetta reciproca comprensione e questo cosiddetto reciproco rispetto che hanno sin qui cercato di approfondire i Cattolici con questo dialogo sono solo dei pretesti di cui essa si serve per distoglierli dal confutare con vigore le sue dottrine (cosa che col passare del tempo, sia in Europa che in America e sud America, si è notevolmente affievolita rispetto a decenni fa), e strappargli ulteriori membri dalle sue fauci. Forse - o meglio, sicuramente - questo nostro atteggiamento verrà considerato settarismo o dimostrazione di non volere l'unità della Chiesa ma la sua distruzione, ma in effetti non è così perché la vera unità della Chiesa la si può procacciare solo camminando nella verità, e quindi rimanendo attaccati a tutto il consiglio di Dio così come esposto nella Scrittura e camminando con tutti coloro che dopo avere conosciuto la verità sono decisi a dimorare nella verità, a costo di perdere la propria vita e la stima e l'amicizia di coloro che prima li stimavano e amavano, insomma con coloro che di puro cuore invocano il Signore, e non con delle persone che hanno messo la verità non nel loro cuore ma sotto i loro piedi e la calpestano invece di difenderla. Perché mettersi a chiamare fratelli e amici coloro che contrastano e annullano con le loro eresie le dottrine portanti del cristianesimo quali la giustificazione per sola fede, il battesimo per immersione come simbolo della rigenerazione ottenuta per fede, la mediazione unica e sufficiente di Cristo, la signoria di Cristo sulla Chiesa, e così facendo serrano il regno dei cieli davanti a loro stessi e davanti a coloro che ammaestrano? Ma non è questa una follia? Eppure questo è quello che avviene in questi dialoghi e negli incontri ecumenici da parte pentecostale verso i Cattolici! E' ora che questi Pentecostali vengano di nuovo evangelizzati, è ora che si ravvedano pure loro per tornare a camminare per sentieri diritti perché con questo loro comportamento dimostrano in maniera inequivocabile di essersi incamminati per vie tortuose.

Adesso, oltre che di dialogare costoro parlano persino di mettersi a evangelizzare con i Cattolici romani; infatti a proposito del dialogo cattolico-pentecostale tenutosi a Brixen (Italia) dal 15 al 22 Luglio 1995, dove si è discusso dell'Evangelizzazione in comune, si legge nella rivista Information Service: 'Il tema di questa fase del dialogo è l'Evangelizzazione. La discussione di una comune testimonianza ha rivelato il bisogno da parte del mondo di sentire il Vangelo, e le difficoltà dei Cristiani a testimoniare assieme a causa delle loro divisioni. Nello stesso tempo fu fatto notare che ci sono casi in differenti posti dove la testimonianza comune fra Cristiani, inclusi Pentecostali e Cattolici Romani, si sta già sviluppando. Tutti e due i documenti presentavano un numero di suggerimenti che offrono opportunità per vie possibili di testimoniare per il Vangelo assieme nel futuro. Le discussioni furono condotte in uno spirito di candore, reciproca fiducia e apprezzamento'. E chi erano i Pentecostali che hanno partecipato a questo cordiale incontro che si è studiato di gettare le basi per una futura evangelizzazione assieme ai Cattolici romani? Li voglio citare così come li leggo nella rivista sopra citata: 'Rev. Cecil M. Robeck, Jr. (Assemblies of God, Pasadena, California, U.S.A) (...) Rev. Cheryl Bridges Johns (Church of God, Cleveland, Tennessee, U.S.A.); Rev. Ronald Kydd (Pentecostal Assemblies of Canada, Keene, Ontario, Canada), Rev. Gary McGee (Assemblies of God); Rev. Francois Moller (Apostolic Faith Mission); Rev. Steve Overman (International Church of the Foursquare Gospel, Eugene, Oregon, U.S.A.); Rev. Raymond M. Pruitt (Church of God of Prophecy, Cleveland, Tennessee, U.S.A.); Rev. Del Tarr (Assemblies of God). [3] Dalla lista ho omesso i partecipanti da osservatori.

Nel documento redatto alla fine della quarta fase del dialogo cattolico/pentecostale, documento dal titolo 'Evangelizzazione, proselitismo e testimonianza comune'; ambedue le parti quantunque riconoscano ancora le differenze dottrinali esistenti tra Cattolici e Pentecostali, pure si schierano contro il fare proseliti il che significa che i Pentecostali non devono fare discepoli tra i Cattolici Romani ed esortarli a uscire dalla Chiesa Cattolica Romana, difatti viene detto che la legittima proclamazione del Vangelo 'non cercherà mai i suoi propri fini egoistici usando l'opportunità per parlar contro o comunque denigrare un'altra comunità cristiana, o per suggerire o incoraggiare un cambiamento nell'affiliazione Cristiana di qualcuno. I membri di questo Dialogo, sia Cattolici che Pentecostali, considerano tali azioni egoiste come proselitismo, come un uso illegittimo del potere persuasivo () Il Proselitismo deve essere evitato' (Information Service, n 97 [1998/1-11], pag. 49). Quindi, quando ci sono delle riunioni di evangelizzazione in una città, i Pentecostali che vi partecipano o i predicatori del vangelo non devono dire a quelli tra i Cattolici Romani che si convertono al Signore di uscire dal mezzo dei Cattolici, ma gli devono dire di rimanere nella Chiesa Cattolica. E ad esempio di come ci si deve comportare viene preso l'esempio di Billy Graham (il famoso evangelista americano): 'Noi crediamo che il Reverendo Billy Graham ha fornito un modello importante a questo riguardo. Rispettando l'affiliazione ecclesiale dei partecipanti egli organizza tali campagne solo dopo che ha cercato il supporto e l'accordo delle chiese nell'area, incluse quelle Cattoliche e Pentecostali. Quando coloro che sono di già parte di una Comunità Cristiana rispondono al suo appello a consacrarsi più profondamente a Cristo, le risorse pastorali della loro propria chiesa vengono immediatamente rese disponibili per aiutarli nella loro rinnovata consacrazione. Così il proselitismo è evitato' (ibid., pag. 49).

Che dire? Bisogna dire che di questo passo andrà a finire che molti Pentecostali smetteranno di evangelizzare i Cattolici romani, per mettersi assieme a loro nell'evangelizzazione! [4]. Qui, siamo all'apostasia. Ma noi vorremmo domandare a questi Pentecostali che hanno partecipato a quell'incontro di Brixen e ai successivi incontri che hanno portato alla stesura di quel perverso documento: ma avete mai letto i libri di catechismo della chiesa romana? Ma avete mai letto qualcuno dei suoi libri di teologia dogmatica? Ma sapete che cosa è il cattolicesimo? Ma avete mai letto la storia della Riforma e della controriforma? Ma non sapete che oggi la chiesa romana per sostenere le sue eresie, dopo più di quattro secoli dalla Riforma, cita ancora il concilio di Trento che fu tenuto per controbattere alla Riforma, come lo citava cento o duecento anni fa? Ma non vi rendete conto che nulla è cambiato nella chiesa romana dai giorni della Riforma fino ad adesso? Voi direte: 'E' cambiato qualcosa nella forma, nella liturgia, e nell'atteggiamento ufficiale che essa tiene in verso le Chiese evangeliche sorte dalla Riforma'. Sì, è vero questo, ma nella sostanza tutto è rimasto come era prima, perché le eresie di cinque secoli fa ci sono ancora tutte, anzi sono aumentate. Il lupo ha cambiato il colore del pelo, ma è sempre lupo e non è diventato una pecora. Quand'anche voi diceste che quello che viene chiamato papa, i cardinali, i vescovi e i preti fossero delle pecore, perché li sentite parlare con una voce dolce e li vedete amichevoli, sbagliereste grandemente, perché dietro quel loro abito di pecora rimangono lupi rapaci, come lo erano i loro predecessori nei secoli passati. Non v'illudete. Ma forse, alcuni di voi diranno che ci sono vescovi e preti e tanti 'laici' cattolici che parlano anche loro in altre lingue! Ma noi diciamo: 'Ma se essi hanno per davvero ricevuto lo Spirito della verità come fanno a rimanere attaccati alle dottrine cattoliche romane che annullano la verità e stanno conducendo nelle fiamme dell'inferno centinaia di milioni di persone in tutto il mondo? Come fanno a rimanere nella chiesa romana, in mezzo all'idolatria, quando ancora in questa generazione tanti preti e Cattolici romani che sono usciti dal suo mezzo per unirsi ai santi hanno dichiarato in svariate, ma inequivocabili maniere, che per loro dopo che hanno conosciuto la verità non è stato più possibile rimanere in mezzo a questa chiesa idolatra e anticristiana? Che dovremmo dire dunque di tutti questi ex-Cattolici romani? Che mentono quando dicono che Dio li ha tirati fuori da questa fossa di perdizione che è la chiesa romana? O forse dovremmo dirgli di ritornare nel grembo della chiesa romana perché anche là per loro è possibile dimorare nella verità perché ci sono alcuni che parlano in lingue? No, nulla di tutto ciò; noi crediamo che essi abbiano piena ragione nel dichiararsi liberati, per la grazia di Dio, dal giogo della religione cattolica romana e che essi debbano rimanere assieme a noi fuori da essa e cercare con l'aiuto di Dio di fare sì che tanti altri escano, per la potenza di Dio, da sotto la potestà del papismo. Che dunque? Che tutti coloro che dicono di avere ricevuto lo Spirito Santo escano immediatamente dalla chiesa romana dimostrando così con i fatti di possedere in loro lo Spirito di Dio che brama i figliuoli di Dio fino alla gelosia! E se vengono visti dubbiosi o riluttanti a farlo siano scongiurati dai ministri del Vangelo a farlo senza stare punto in dubbio, ma non vengano per nulla incoraggiati a rimanere nel grembo di questa chiesa che si prostituisce da secoli con i re e i popoli della terra per non essere partecipi delle sue piaghe quando l'ira di Dio si rivelerà contro di essa. Non vogliono assolutamente farlo questi Cattolici romani che dicono di avere ricevuto lo Spirito Santo questo passo di uscire dalla chiesa romana, perché ritengono che la chiesa romana sia nella verità perché ha il capo visibile della Chiesa, ossia il cosiddetto successore di Pietro? Questo significa che essi non hanno ricevuto proprio nulla da Dio, ma si sono ingannati credendo di avere ricevuto lo Spirito Santo.

Ma torniamo alla questione dell'evangelizzazione in comune tra Cattolici e Pentecostali; una cosa è certa, di questo passo, nel futuro molti credenti nelle Chiese pentecostali cominceranno ad essere mal visti e perseguitati proprio dai loro fratelli con i quali andavano al culto e ad evangelizzare assieme, e tutto ciò perché si rifiuteranno di collaborare nell'evangelizzazione con i Cattolici. I pastori che dovevano pascerli con assennatezza, li scacceranno dalla loro presenza, perché riterranno che essi siano d'impedimento all'evangelizzazione; saranno considerati di scandalo e di intoppo perché rifiuteranno di associarsi ai Cattolici romani nell'evangelizzazione. Sicuramente questo già succede in quei casi dove dei pastori di Chiese pentecostali si sono messi a evangelizzare con i preti. Si adempie così la parola del profeta Ezechiele: "Voi mi profanate fra il mio popolo per delle manate d'orzo e per de' pezzi di pane, facendo morire anime che non devono morire, e facendo vivere anime che non devono vivere, mentendo al mio popolo, che dà ascolto alle menzogne... avete contristato il cuore del giusto con delle menzogne, quand'io non lo contristavo, e avete fortificate le mani dell'empio perché non si convertisse dalla sua via malvagia per ottenere la vita..." (Ez. 13:19,22). Ma a suo tempo Dio farà ricadere l'ingiustizia di questi pastori dati a questo falso ecumenismo sulle loro teste; loro porteranno la pena di questo loro comportamento. Essi seminano vento e mieteranno tempesta; pensano di seminare grano ma mieteranno spine e triboli a motivo della loro caparbietà di cuore. Sì, sono caparbi; rifiutano di ascoltare i precetti di Dio per seguire il loro cuore ingannato dalla curia romana. Hanno tutto l'interesse a farlo, perché questo loro comportamento compiacente nei confronti dei Cattolici romani accresce il loro prestigio tra i Cattolici romani, e gli permette di arricchirsi perché ecumenismo oggi è sinonimo di guadagno. La chiesa cattolica romana infatti costituisce una vasta clientela per questi cianciatori e speculatori; libri, video cassette e audio cassette, conferenze ed altro. Non sono questi per loro un buon motivo per proseguire questo sforzo ecumenico? Ecco dunque che cosa spinge costoro a cercare la collaborazione dei Cattolici; l'amore di fama e di denaro. Altro che amore della verità, altro che desiderio di unità!

In Italia

 

'Il tutto iniziò quando l'oratore, il pastore Giovanni Traettino, impostò il suo discorso sulla Pentecoste come necessità di ritrovarsi nel Cenacolo in unità e concordia e nel servizio amorevole e, a simbolo del servizio che i cristiani devono rendersi nell'amore gli uni agli altri, lavò i piedi a un frate (....) Quello che abbiamo colto è il significato spirituale; che attraverso l'umiliazione di Giovanni, è iniziato un processo di guarigione tra le due chiese. Da questo gesto infatti è iniziato il dialogo ufficiale. E' accaduto in quel momento qualcosa che ha cambiato e cambierà il corso della storia. Vi sono delle grosse ferite tra evangelici e cattolici, provocate reciprocamente; basta ricordare quelle impartite ai pentecostali nel periodo del fascismo e postfascismo (...) Ma lì nello stadio di Bari, con quel gesto ci è sembrato cogliere come se il mondo evangelico perdonasse i propri persecutori' (Tempi di Restaurazione, Giugno 1994, pag. 24-25); sono le parole di Matteo Calisi, responsabile nazionale del RnS (Rinnovamento nello Spirito Santo) per il dialogo ecumenico, intervistato da Ernesto D. Bretscher. Ecco dunque come è iniziato ufficialmente il dialogo tra i Cattolici e i Pentecostali in Italia; tramite la lavanda dei piedi fatta nel 1992 da Giovanni Traettino (pastore di una Chiesa in Caserta) ad un frate allo stadio San Nicola di Bari davanti ad una folla di migliaia di Cattolici. Ma lasciamo parlare lo stesso Traettino (Traettino adesso è Co-Presidente della Consultazione Carismatica Italiana assieme a Matteo Calisi) su questo 'storico' incontro del 1992 a cui lui accettò di partecipare come oratore e su questo gesto da lui compiuto davanti a così tanti Cattolici: 'Giovanni, vorremmo onorare il debito che abbiamo con i nostri fratelli pentecostali. Le nostre radici sono nel movimento pentecostale evangelico. Puoi venire a parlare al 25 anniversario mondiale del Rinnovamento nello Spirito Santo? Crediamo che il modo migliore sia quello di invitarti nella qualità di pastore pentecostale per ministrare a tutti noi. Allora il Signore mi disse: 'Alzati...ammazza e mangia. Le cose che Dio ha purificate non farle tu impure... Alzati, và con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io' (Atti 10:13-15,20). I miei fratelli confermarono che la guida era dal Signore, e che bisognava rispondere all'invito. 'Entra per la porta che il Signore apre, ed Egli confermerà'. La vigilia di Pentecoste, a Bari, Dio mi incontrò ancora. 'Domani laverai i piedi a uno dei responsabili del Rinnovamento carismatico'. 'Signore - risposi - non è possibile! Cosa significa? Cosa capiranno i cattolici e come l'intenderanno i miei fratelli evangelici? Tu lo sai, Signore, che non è lecito a un evangelico conservatore nel nostro paese associarsi ai cattolici (cfr. Atti 10:28), e che già solo questo sarà oggetto di discussione e causa di confusione. Ora mi chiedi perfino di lavare loro i piedi?!'. 'Sono io che te lo chiedo, figlio mio' mi disse allora il Signore. Cercai di resistere al Signore, ma Egli mi avvolse della Sua presenza e della Sua forza di convinzione, e mi espugnò. Mi vinse ed io mi lasciai vincere. 'Tu sei mio servo, ama col mio cuore... riconosci la mia azione nella loro vita: la nuova nascita, il battesimo nello Spirito Santo...'. Chi ama suo fratello rimane nella luce e non c'è nulla in lui che lo faccia inciampare' (1 Gv. 2:10). La guarigione, una guarigione profonda era all'opera nella mia anima e nel mio spirito. Lo Spirito di Dio mi stava toccando, guarendo, illuminando, il mio cuore era intensamente riscaldato dentro di me ed ero avvolto dal senso tangibile della presenza di Dio. 'In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione (ed io pensai: quanto più se è una denominazione cristiana'), chi lo teme e opera giustamente gli è gradito' (Atti 10:34-35) Quando fui davanti alla folla variopinta dello stadio di S. Nicola di Bari in quel pomeriggio assolato del giorno di Pentecoste del '92, lo Spirito di Dio scese sopra di me. 'La Pentecoste è frontiera; lo Spirito Santo è spirito di frontiera. Il movimento pentecostale evangelico e cattolico è alle sue radici e nella sua natura più profonda movimento di frontiera..'. La folla era in piedi ed acclamava Gesù Signore e Re della vita personale e della Chiesa. Le mie mani ora lavavano i piedi di frate Antonio. Le lacrime mi riempivano gli occhi attoniti mentre avvertivo il calore delle braccia del mio fratello intorno alle mie spalle e il suo volto poggiato sul mio capo. Piangeva... Come piangeva! Fu un attimo lunghissimo. Ci trovavamo abbracciati, intensamente uniti nel cuore. La folla magnificava Dio nello Spirito e Lo lodava applaudendo con tutto il cuore. Fu un appuntamento divino, Eravamo entrati per la porta che lo Spirito aveva aperto. La sua presenza tangibile e l'opera profonda di guarigione operati in tutti noi furono chiaro segno della Sua approvazione. 'Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio?' (Atti 11:17)' (Ibid., pag. 3). Quindi secondo le parole di Traettino il tutto è opera di Dio; la porta che si è aperta tra i Cattolici gliel'ha aperta Dio; notate infatti quante volte usa il nome del Signore dicendo che lui gli ha parlato di fare determinate cose tra cui anche di lavare i piedi ad un responsabile del RnS! Ed oltre a ciò egli si usa del racconto di Luca sul come Dio chiamò Pietro a casa di Cornelio per annunziargli la Parola, come similitudine, a sostegno del suo andare dai Cattolici carismatici. Da allora, cioè dal 1992, si sono cominciati a tenere annualmente degli incontri ufficiali tra membri del RnS e pastori di Chiese evangeliche. Oltre a ciò delegazioni di pastori di Chiese evangeliche si recano dietro invito alle conferenze del RnS. Vogliamo adesso riferire delle impressioni di Ernesto D. Bretscher (uno dei pastori a favore del dialogo instauratosi) sulla Convocazione nazione del Rinnovamento nello Spirito svoltasi a Rimini dal 22 al 25 Aprile 1994, per fare capire quale sentimento aleggia in mezzo a costoro: 'Il padre Emiliano Tardif, dopo una breve riflessione sulla misericordia di Dio espressa attraverso Gesù in cui cita Isaia 53, pone l'enfasi sul pentimento, trasformando il convegno in una grande riunione di umiliazione davanti a Dio. I corridoi si riempiono di persone, molte delle quali in lacrime, che vanno a confessare i loro peccati ai tanti sacerdoti mobilitati per l'occasione. La delegazione evangelica rimane commossa nell'osservare questi sacerdoti che abbracciano, pregano, consolano, impongono le mani e pronunciano l'assoluzione, mentre il coro continua ad adorare il Signore (...) La teologia è essenzialmente evangelica e cristocentrica. Per usare le parole di Giovanni Traettino, 'ritrovo un pezzo di evangelismo pentecostale in un contesto cattolico e non posso non sentirmi come a casa mia' (...) Faremo bene a mettere da parte le nostre diffidenze e il nostro spirito anticattolico...' (Ibid., pag. 12,13,14).

Che dire? Diremo che anche qui in Italia le cose hanno preso una brutta piega anche sul fronte delle relazioni tra i credenti e i Cattolici. Certamente Traettino e coloro che sono d'accordo con lui nel mettersi a dialogare e a pregare e a collaborare con i Cattolici romani sono una piccola frazione della fratellanza sparsa in questa nazione; ma pure bisogna prendere atto di questo loro atteggiamento nei confronti dei Cattolici carismatici e riconoscere che il cattolicesimo ha fatto breccia anche in mezzo al popolo di Dio. Difatti questo dialogo che si è instaurato non è una porta aperta per la Parola in mezzo ai Cattolici, ma uno spiraglio aperto al cattolicesimo in mezzo al popolo di Dio. Dopo avere esposto queste cose vogliamo innanzi tutto dire questo. Noi non crediamo in quello che dice Traettino quando dice che il Signore gli ha parlato e gli ha detto tutte quelle cose; perché se veramente fosse stato il Signore a chiamarlo là in quello stadio, come chiamò Pietro a casa di Cornelio, egli avrebbe predicato agli astanti il ravvedimento e la remissione dei peccati mediante la sola fede nel nome di Gesù (perché questo è il messaggio da portare ai Cattolici romani), e non un messaggio ecumenico. Che fece infatti Pietro a casa di Cornelio? Gli annunciò la parola della croce e la remissione dei peccati nel nome di Gesù; perché egli sapeva che essi erano ancora perduti (quantunque Cornelio temesse Dio con tutta la sua casa) ed avevano bisogno di esser salvati dai loro peccati (cfr. Atti 10:38-43). L'apostolo non andò ad una riunione di fratelli, ma andò a predicare a persone che divennero fratelli in seguito; quando credettero nel suo messaggio (cfr. Atti 11:13,14). Si contraddice da sé dunque Traettino quando parla in quella maniera volendo far intendere che gli avvenne qualcosa di simile a quello che era avvenuto a Pietro. Per quanto riguarda la sua lavanda di piedi fatta al frate; essa è frutto della sua immaginazione e non un comando divino. Senza nulla togliere al gesto della lavanda dei piedi che è un gesto di umiltà che pure Gesù fece nei confronti dei suoi discepoli; noi vediamo in quell'atto, un gesto astuto da lui compiuto per accaparrarsi le simpatie dei Cattolici. Gesto che gli è stato contraccambiato dai Cattolici alla XIX Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito, tenutasi a Rimini nell'aprile 1996, con il bacio dei piedi [5].

Per quanto riguarda infine le parole di Bretscher diciamo che il fatto che la delegazione evangelica si sia commossa nel vedere i Cattolici andare a confessarsi dai preti e ricevere da loro l'assoluzione in quella convocazione, ci fa soltanto disgustare. Ma come si può rimanere commossi nel vedere persone che invece di andare direttamente da Dio a chiedere perdono dei loro peccati vanno da degli altri peccatori che ritengono di essere dei mediatori tra Dio e gli uomini? Ma che si vadano a leggere cosa dice la teologia romana sul sacramento della confessione! Anzi che si ravvedano di essersi commossi dinanzi alla pratica di una delle abominazioni cattoliche romane che tiene legate al peccato e fa illudere centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Che si sveglino dal sonno nel quale sono caduti!! Quanto poi alla esortazione di Bretscher di mettere da parte le nostre diffidenze e la nostra avversione verso il cattolicesimo romano, non se ne parla nemmeno; perché così facendo inganneremmo noi stessi. Come possiamo abbandonare le nostre diffidenze e la nostra avversione nei confronti del cattolicesimo romano dopo avere letto i loro catechismi ed altri loro libri? Come si può fare ciò nel constatare che la chiesa cattolica romana è la stessa nella sostanza di quella dei tempi di Lutero e Calvino? Che anche costui rientri in se stesso e si svegli dal sonno in cui è caduto e allora non parlerà più così. Così Traettino e la sua squadra si sono messi ufficialmente con i Cattolici romani trasgredendo all'ordine di Paolo: "Non vi mettete con gl'infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v'è egli fra la giustizia e l'iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v'è di comune tra il fedele e l'infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl'idoli?" (2 Cor. 6:14-16). Fratelli, guardatevi da costoro e non lasciatevi ingannare dai loro vani ragionamenti. Perché dietro a tutti questi proclami d'amore fraterno si nascondono dei compromessi e tante cose nascoste e vergognose.

Concludiamo dicendo che noi non escludiamo che tra i carismatici cattolici di tutto il mondo ci possano essere persone che abbiano veramente gustato la bontà di Dio e siano state salvate dai loro peccati e neppure persone che abbiano veramente ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo; perché il Signore si fa trovare da tutti quelli che lo cercano con tutto il cuore in mezzo a tutte le chiese, anche in quelle pseudocristiane come nel caso della chiesa cattolica. E questo perché lui è giusto, senza riguardi personali. Ma una cosa è certa; queste persone saranno sospinte dallo Spirito Santo fuori dal cattolicesimo romano, perché lo Spirito brama a gelosia i figliuoli di Dio e non vuole che essi continuino a recitare il Rosario, a confessarsi dai preti, a partecipare alla messa ed altre cose abominevoli nel cospetto di Dio. Questa è l'opera dello Spirito Santo che hanno potuto avvertire nella loro vita tutti quei Cattolici visitati da Dio in seno alla chiesa cattolica romana. Bisogna dunque dire a questi carismatici cattolici di uscire dalla chiesa cattolica romana; per il loro bene, esclusivamente per il bene dell'anima loro.

Attenzione a non dire quello che ha detto Geoffrej Allen (uno dei collaboratori di Giovanni Traettino): '..la mia speranza non è che i carismatici escano dalla Chiesa Cattolica, piuttosto che il cattolicesimo, per tutti gli aspetti in cui non è biblico, esca dai carismatici!' (Tempi di Restaurazione, Giugno 1994, pag. 29). Perché questo è un parlare contraddittorio dato che se uno vuole che il cattolicesimo non biblico (che è la massima parte) esca dai carismatici certamente vuole che essi escano dalla chiesa cattolica romana e che non vi rimangano. Mentre se uno vuole che il cattolicesimo non biblico esca dai carismatici, ma contemporaneamente non vuole che essi escano dalla chiesa cattolica romana; allora egli vuole che il cattolicesimo non biblico rimanga in loro, perché non è possibile rimanere nella chiesa cattolica romana senza aderire - se non proprio a tutte - a molte delle dottrine diaboliche che ci sono in essa. E per rendersi conto di questo si veda di quante dottrine diaboliche è formato il cattolicesimo romano, e come esse sono strettamente collegate tra di loro in maniera da non lasciare alternativa; o rimanere e dare retta al magistero, o uscire.

 

NOTE

 

[1] David Du Plessis (morto nel 1987) nel 1962, a motivo della sua attività ecumenica, era stato rimosso dalle Assemblee di Dio americane che gli avevano ritirato le credenziali presso quella denominazione. Ma egli fu completamente riammesso nelle Assemblee di Dio americane nel 1979 quando gli furono restituite le credenziali. Nel 1981 David Du Plessis scrisse che si era messo a pregare per il papa alla notizia che il 'Vicario' di Cristo era stato sparato. Nel 1983 Du Plessis fu invitato a Roma per ricevere la medaglia Benemerenti da Giovanni Paolo II e dal cardinale Willebrands. Nel suo libro Simple and Profound (Semplice e Profondo) egli è arrivato a dire che dopo essere andato a Medjugorje ed avere parlato con i bambini che ricevevano apparizioni di Maria 'non ebbi più alcun dubbio sulla autenticità e sulla validità dell'apparizione' (David Du Plessis, Simple & Profound, Orleans Mass., 1986, pag. 202). Dispiace veramente constatare che un uomo come David Du Plessis che un giorno era nato di nuovo ed aveva pure ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo e visto il Signore operare potentemente in Sud Africa sia rimasto sedotto dalle dolci parole ecumeniche del papato e per amore di 'unità' si sia gettato alle sue spalle parte del consiglio di Dio. Ma questo è avvenuto per servirci d'esempio, affinché comprendiamo quanto sia pericoloso e dannoso mettersi a dialogare (nella maniera in cui vuole la chiesa cattolica naturalmente) con i teologi papisti partendo dal presupposto che anche loro sono dei fratelli in Cristo.

 

[2] Era stato il cardinale Bea, che era presidente del Segretariato per l'unione dei Cristiani, ad invitarlo come unico osservatore pentecostale al concilio Vaticano.

 

[3] Assemblies of God = Assemblee di Dio; Church of God = Chiesa di Dio; Pentecostal Assemblies of Canada = Assemblee Pentecostali del Canada; Apostolic Faith Mission = Missione della Fede Apostolica; International Church of the Foursquare Gospel = Chiesa Internazionale del Vangelo Quadrangolare; Church of God of Prophecy = Chiesa di Dio della Profezia

Si noti che c'erano ben tre membri (di primo piano) delle Assemblee di Dio americane. Cecil Robeck è professore al Fuller Theological Seminary di Pasadena (California); Gary McGee è professore di Storia della Chiesa al Seminario teologico delle Assemblee di Dio in Springfield, Missouri; e Del Tarr è preside della scuola biblica e della Facoltà di teologia delle Assemblee di Dio americane. Considerando quindi che questa denominazione pentecostale americana condiziona in una maniera o nell'altra le Assemblee di Dio delle altre nazioni tra cui quella presente in Italia, c'è da aspettarsi che in futuro si vedano entrare in questo dialogo cattolico-pentecostale internazionale (o magari inizialmente in un dialogo ufficiale a livello nazionale) anche pastori delle Assemblee di Dio italiane. Per ora nelle Assemblee di Dio italiane ha prevalso la parte più prudente per cui esse rifiutano di aderire ad un dialogo ufficiale con i Cattolici romani, ma purtroppo esistono dei segni che lasciano ben sperare i Cattolici che anche loro in qualche maniera si apriranno al dialogo. Matteo Calisi, responsabile nazionale del RnS (Rinnovamento nello Spirito Santo) e Co-Presidente della Consultazione Carismatica Italiana, ha affermato infatti: 'Noto che un atteggiamento più sensibile alle ragioni del mondo carismatico si va sviluppando nelle ADI soprattutto fra i giovani, e mi sembra che questo sia un segno positivo per il futuro. Alcuni membri delle ADI hanno partecipato a nostri incontri a titolo strettamente personale, senza rappresentare ufficialmente la loro denominazione. Alcuni musicisti delle ADI hanno collaborato con il Ministero nazionale della musica del Rinnovamento italiano, sia suonando in orchestra che effettuando delle registrazioni discografiche. Anche questi sono piccoli segni di speranza, e certamente auspico che un dialogo di questo genere possa proseguire su scala più vasta nel futuro' (Massimo Introvigne, Aspettando la pentecoste, Padova 1996, pag. 58). Anche il fatto che il nome di Francesco Toppi, l'attuale presidente delle ADI, compare tra i consulenti stabili che hanno partecipato alla stesura della versione della Bibbia interconfessionale (1986), che è inaffidabile perché cattolicizzata, è un cattivo segno che purtroppo lascia ben sperare i Cattolici romani in una futura apertura al dialogo con le ADI.

 

[4] Nel settembre del 1995 il Gruppo Associato di Lavoro fra il Consiglio Mondiale delle Chiese e la Chiesa Cattolica Romana ha presentato un documento dal titolo The Challenge of Proselytism and the Calling to Common Witness (La Sfida del Proselitismo e la Chiamata alla Testimonianza Comune) il cui scopo 'è incoraggiare tutti i Cristiani a perseguire la loro chiamata per rendere una comune testimonianza dello scopo salvifico e riconciliatore di Dio nel mondo di oggi e di aiutarli ad evitare ogni competizione nella missione che contraddice la loro comune chiamata' (The Ecumenical Review [ La Rivista Ecumenica] , 48,2, 1996, pag. 213). Faccio presente che del Consiglio Mondiale delle Chiese fanno parte pure alcune denominazioni pentecostali. La Iglesia Pentecostal de Chile e la Misiòn Iglesia Pentecostal (entratevi nel 1961), la Igreja Evangelica Pentecostal 'O Brasil para Cristo' (entratavi nel 1969), The International Evangelical Church (la Chiesa Evangelica Internazionale, entratavi nel 1972, di cui ci sono diverse comunità anche in Italia tra cui una delle più note è quella che si riunisce a Via Chiovenda a Roma), la Iglesia de Dios (denominazione argentina entratavi nel 1980), la Missao Evangelica Pentecostal de Angola (entratavi nel 1985) e la Iglesia de Misiones Pentecostales Libres de Chile (entratavi nel 1991).

 

[5] Il bacio dei piedi non l'ha ricevuto solo Traettino a quell'incontro ma lo hanno ricevuto anche altri pastori evangelici; questo è avvenuto alla fine della processione ecumenica in cui anche Traettino aveva portato la croce. Riportiamo a tal proposito quanto si legge sul periodico Rinnovamento nello Spirito Santo di Maggio-Giugno 1996: 'Momento di intensa commozione è stato quello della processione ecumenica che ha visto porsi alla sequela della croce, portata alternativamente da tutti, i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane (oltre dieci) presenti a questa Convocazione. Questo momento è culminato nel bacio dei piedi e nell'abbraccio che il Comitato Nazionale di Servizio del RnS ed i vescovi Bregantini, Chiaretti e Casale si sono scambiati con i fratelli ritrovati' (pag. 7). Per quanto riguarda i nomi degli altri Evangelici che hanno partecipato a quell'incontro segnalo alcuni di questi, così come li leggo nella sopra citata rivista: rev. Emilio Ursomando, pastore pentecostale della Comunità Cristiana di Reggio Calabria; dott. Geoffrey Allen, anziano della Comunità Cristiana di Pavia; dott. Ernesto Bretscher jr., pastore evangelico della Comunità Cristiana di Torino e segretario del Consiglio delle Chiese di Torino; rev. Massimo Loda, pastore della Comunità Cristiana di Pavia, responsabile delle Chiese evangeliche del nord Italia (cfr. pag. 5).

 

 

(Dal mio libro La Chiesa Cattolica Romana, Roma 1998, pag. 300-306; con aggiunte e alcune piccole modifiche)

  

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