1. Vorrei avere alcune informazioni e riferimenti su Esaù

 

Esaù era uno dei due figli di Isacco e di Rebecca, l’altro loro figlio era Giacobbe. Questi due loro figli nacquero a distanza di poco l’un dall’altro perché erano gemelli, Esaù nacque prima e Giacobbe dopo. A riguardo della loro nascita la Scrittura dà alcuni particolari. Innanzi tutto essa dice che Rebecca, loro madre, era sterile e che potè concepirli perché Dio esaudì le costanti preghiere di Isacco (cfr. Genesi 25:21). E poi che prima che nascessero, essi si urtavano nel seno di Rebecca, per cui lei andò a consultare Dio il quale gli rispose: "Due nazioni sono nel tuo seno, e due popoli separati usciranno dalle tue viscere. Uno dei due popoli sarà più forte dell’altro, e il maggiore servirà il minore" (Genesi 25:23). Queste parole furono da Dio dette a Rebecca affinché - come dice l’apostolo Paolo - "rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama" (Romani 9:11-12). Vi è forse ingiustizia in Dio? Così non sia. Perché Lui fa misericordia a chi vuole. Ma torniamo a Esaù. Esaù crebbe e diventò un esperto cacciatore, mentre suo fratello Giacobbe era un uomo tranquillo che se ne stava nelle tende. Isacco amava Esaù perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca amava Giacobbe.

Esaù un giorno vendette la sua primogenitura a Giacobbe. Le circostanze in cui ciò avvenne furono queste. Un giorno Esaù tornò dai campi tutto stanco e chiese da mangiare a Giacobbe il quale gli chiese in cambio di vendergli la sua primogenitura, al che Esaù acconsentì ritenendo che dato che stava per morire la sua primogenitura non gli sarebbe servita a nulla, e così per un po’ di pane e una minestra di lenticchie Esaù vendette la sua primogenitura al fratello. La Scrittura dice che egli sprezzò la sua primogenitura (cfr. Genesi 25:34). Lo scrittore agli Ebrei prenderà proprio l’esempio di Esaù per mettere in guardia gli Ebrei credenti affinché nessuno di essi diventasse "profano come Esaù che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura" (Ebrei 12:16). Sotto la legge la primogenitura dava diritto a chi la possedeva di ereditare dal padre una parte doppia di tutto ciò che possedeva (cfr. Deuteronomio 21:15-17), quindi era qualcosa di importante; sotto la grazia la primogenitura è spirituale infatti i primogeniti sono tutti coloro che in virtù della nuova nascita sono entrati a far parte della Chiesa di Dio secondo che è scritto: "…. siete venuti …. alla Chiesa dei primogeniti che sono scritti nei cieli…" (Ebrei 12:23), ed anche: "Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature" (Giacomo 1:18). Che cosa erediteranno i primogeniti di Dio? La vita eterna, il Regno, ogni cosa, essendo eredi di Dio e coeredi di Cristo (cfr. Romani 8:16-17). Ecco perché la Scrittura mette in guardia i Cristiani dal diventare come Esaù, perché se seguono il loro esempio perderanno la gloriosa eredità che tocca loro e se ne andranno in perdizione.

Ma continuiamo con la storia di Esaù. Dopo avere venduto la sua primogenitura a Giacobbe, Esaù all’età di quaranta anni si sposò alcune mogli straniere che a motivo della loro condotta furono cagione di amarezza sia a Isacco che a Rebecca (cfr. Genesi 26:34).

Avvenne poi che Isacco vicino alla morte chiese a Esaù di andargli a cacciare qualcosa, e di preparargli una pietanza di quelle che piacevano a lui e così poi lo avrebbe benedetto. Rebecca, sentendo questo suggerì a Giacobbe di travestirsi da Esaù, mettendosi degli abiti di Esaù e sulle braccia delle pelli di capretti affinché mostrasse di essere peloso (Esaù infatti era peloso), e poi gli preparò una pietanza saporita di quelle che piacevano a Isacco, e con essa lo mandò da Isacco affinché la benedizione la prendesse lui e non Esaù. E così avvenne, Giacobbe con l'inganno riuscì ad impossessarsi della benedizione che Isacco avrebbe voluto dare a Esaù. A motivo di ciò Giacobbe si attirò l'odio di suo fratello Esaù che si propose di ucciderlo. La cosa venne a conoscenza di Rebecca, la quale chiamato Giacobbe lo invitò a fuggire in Mesopotamia, in Charan, presso Labano suo fratello. Col tempo l'odio di Esaù si sarebbe placato e poi lei lo avrebbe mandato a chiamare (cfr. Genesi 27:41-45). Giacobbe ubbidì e si recò in Charan, dove prese per mogli Lea e Rachele da cui discenderanno i dodici patriarchi. Dopo aver soggiornato in Charan per venti anni, Dio ordinò a Giacobbe di tornare in Canaan. Durante il viaggio di ritorno, dopo che Giacobbe passò il guado di Iabbok ed ebbe lottato con l'angelo di Dio a Peniel, Esaù andò incontro a Giacobbe e i due si riconciliarono. Esaù poi, dato che il paese non era sufficiente per ospitare i beni suoi e quelli di Giacobbe come anche il loro bestiame, prese le sue mogli, i suoi figli, tutto il suo bestiame e tutti i suoi beni e se ne andò ad abitare in un paese lontano da Giacobbe, egli andò sul monte Seir (a sud di Canaan). (cfr. Genesi 36:6-8).

Da Esaù sono discesi gli Edomiti (la Bibbia lo chiama il padre degli Edomiti - cfr. Genesi 36:9) che durante il viaggio del popolo di Israele non permisero agli Israeliti di passare attraverso il loro territorio (Numeri 20:14-21).

 

Indice