22. Se Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati come mai alla fine non salva tutti?

 

Perché quel "vuole che tutti gli uomini siano salvati" (1 Tim. 2:4) non significa che Dio ha decretato che tutti gli uomini siano salvati. Significa invece che Dio vuole salvare gente di ogni tribù, lingua, nazione, posizione sociale e posizione economica, ecc.; questo lo si evince da tutto il contesto in cui queste parole sono citate dall’apostolo Paolo. Eccolo il contesto: "Io esorto dunque, prima d’ogni altra cosa, che si facciano supplicazioni, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo menare una vita tranquilla e quieta, in ogni pietà e onestà. Questo è buono e accettevole nel cospetto di Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. Poiché v’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, il quale diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti; fatto che doveva essere attestato a suo tempo, e per attestare il quale io fui costituito banditore ed apostolo (io dico il vero, non mentisco), dottore dei Gentili in fede e in verità" (1 Tim. 2:1-7). Come si può vedere, queste specifiche parole di Paolo seguono un esortazione a pregare per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono in autorità, per cui esse in quel contesto sono un ammonimento a coloro che potrebbero essere indotti a pensare che per una certa categoria di uomini non c’è bisogno di pregare perché la salvezza non è per loro.

Non può non essere questo il significato di quelle parole dette da Paolo perché in altri luoghi Paolo fa capire che Dio non vuole fare misericordia a tutti gli uomini, per esempio egli dice ai santi di Roma che Dio fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole (cfr. Rom. 9:18); che Egli "volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione" (Rom. 9:22). E poi che dire di quando Paolo dice quale sarà la sorte dell’empio che farà la sua comparsa prima della venuta di Cristo? Non è forse questa una ulteriore conferma che Dio non vuole che questo essere umano spregevole sia salvato? O forse tu intravedi in queste parole: "E allora sarà manifestato l’empio, che il Signor Gesù distruggerà col soffio della sua bocca, e annienterà con l’apparizione della sua venuta" (2 Tess. 2:8) che Dio voglia salvare quell’empio?

Certamente se Dio volesse, cioè se avesse decretato di, fare misericordia a tutti, alla fine salverebbe tutti perché non c’è nessuno che gli può impedire di eseguire un suo decreto. Ascolta infatti quello che Dio ha dichiarato tramite Isaia: "Ricordate il passato, le cose antiche: perché io son Dio, e non ve n’è alcun altro; son Dio, e niuno è simile a me; che annunzio la fine sin dal principio, e molto tempo prima predìco le cose non ancora avvenute; che dico: ‘Il mio piano sussisterà, e metterò ad effetto tutta la mia volontà’; che chiamo dal levante un uccello da preda, e da una terra lontana l’uomo che effettui il mio disegno. Sì, io l’ho detto, e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l’eseguirò" (Is. 46:9-11); ma proprio perché non è un suo decreto la salvezza finale di tutti, egli alla fine salverà solo alcuni, gli eletti.

Vorrei terminare dicendoti questo: bada bene che quelle parole di Paolo in cui lui dice che Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati, sono tuttora prese dagli Universalisti, cioè da coloro che sostengono che alla fine Dio salverà tutti nella sua bontà. Essi infatti sostengono che quando Dio dice di volere qualche cosa nessuno glielo può impedire, per cui nessuno potrà impedirgli di salvare tutti e di non condannare nessuno.

 

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