23. Non ho rubato, non ho ucciso nessuno, non ho commesso adulterio, di che cosa mi devo ravvedere?

 

Ti devi ravvedere di qualsiasi peccato che tu hai commesso, e tu hai commesso qualche peccato dinnanzi a Dio perché non c’è alcun giusto, neppure uno (cfr. Rom. 3:10), tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio (cfr. Rom. 3:23). Quindi quand’anche non fossi un ladro, o un omicida, o un adultero, hai sempre dei peccati di cui devi ravvederti. Un pensiero cattivo è un peccato per esempio, una mala parola è un peccato, una menzogna non importa se tu la definisci insignificante è un peccato, un desiderio iniquo è un peccato, e così via.

Non pensare che Dio richiede il ravvedimento solo ai ladri, agli omicidi, agli adulteri, o ad altri esseri umani dati a particolari peccati, perché ciò non è affatto vero. Il ravvedimento è ordinato da Dio a tutti gli uomini, a prescindere quanto e in che maniera abbiano peccato. Come disse Paolo nell’Areopàgo di Atene: "Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell’uomo ch’Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti" (Atti 17:30-31). Non indugiare, ravvediti di ogni tuo peccato e credi nel Signore Gesù Cristo per ottenere la remissione dei tuoi peccati e la vita eterna.

 

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