Dio ha fatto con noi un nuovo patto, non di lettera ma di spirito

 

Dio aveva promesso tramite Geremia che avrebbe concluso con la casa d’Israele e con la casa di Giuda un patto nuovo; Egli disse: "Ecco i giorni vengono, dice il Signore, che io concluderò con la casa d’Israele e con la casa di Giuda, un patto nuovo; non un patto come quello che feci coi loro padri nel giorno che li presi per la mano per trarli fuori dal paese d’Egitto; perchè essi non hanno perseverato nel mio patto, ed io alla mia volta non mi sono curato di loro, dice il Signore. E questo è il patto che farò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Io porrò le mie leggi nelle loro menti e le scriverò sui loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. E non istruiranno più ciascuno il proprio concittadino e ciascuno il proprio fratello, dicendo: Conosci il Signore! Perchè tutti mi conosceranno dal minore al maggiore di loro poichè avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati" (Ebr. 8:8-12; Ger. 31:31-34).

Dio, parlando del nuovo patto disse ad Israele che esso non sarebbe stato come quello che Egli aveva fatto coi loro padri e difatti il patto che Dio ha fatto con tutti coloro che hanno creduto nel Signore Gesù Cristo non è come quello che Egli fece con Israele anticamente, esso è diverso dal precedente e migliore del precedente perchè è fondato su migliori promesse. Ora, l’antico patto che Dio fece con Israele era fondato sui comandamenti e sulle leggi che Dio aveva dato ad Israele per mezzo di Mosè; Dio aveva fatto delle promesse al suo popolo, aveva promesso di benedirlo in molte maniere, ma a queste condizioni che Egli stesso fece conoscere al suo popolo; Dio disse ad Israele: "Se tu ubbidisci diligentemente alla voce dell’Eterno, del tuo Dio, avendo cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti che oggi ti do, avverrà che l’Eterno, il tuo Dio, ti renderà eccelso sopra tutte le nazioni della terra; e tutte queste benedizioni verranno su te e si compiranno per te, se darai ascolto alla voce dell’Eterno, dell’Iddio tuo: Sarai benedetto nelle città e sarai benedetto nella campagna. Benedetto sarà il frutto delle tue viscere, il frutto del tuo suolo e il frutto del tuo bestiame; benedetti i parti delle tue vacche e delle tue pecore. Benedetti saranno il tuo paniere e la tua madia..." (Deut. 28:1-5). Nel caso contrario, cioè nel caso il suo popolo lo avesse abbandonato e fosse andato dietro gli idoli muti delle nazioni circonvicine, cessando di osservare i suoi comandamenti, Dio promise che avrebbe maledetto il suo popolo con piaghe straordinarie e che lo avrebbe dato nelle mani dei suoi nemici, i quali lo avrebbero portato in cattività nei loro paesi. Il nuovo patto concluso da Dio con noi è migliore; vediamo le ragioni per cui è migliore. Il secondo patto è fondato su queste promesse di Dio:

ź "E non istruiranno più ciascuno il proprio concittadino e ciascuno il proprio fratello dicendo: Conosci il Signore! Perchè tutti mi conosceranno, dal minore al maggiore di loro perchè avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati" (Ebr. 8:11,12; Ger. 31:34); la ragione per cui tutti coloro che sono membri della famiglia di Dio conoscono Dio, sia essi piccoli sia essi grandi, è perchè Dio ha avuto misericordia delle loro iniquità. Noi non diciamo ai nostri fratelli: ‘Conoscete l’Eterno’ perchè essi già conoscono Dio perchè hanno conosciuto Gesù Cristo, il suo Figliuolo. Per confermare che tutti coloro che hanno creduto in Gesù conoscono Dio, vi ricordo le parole che Gesù rivolse ai suoi discepoli che lo avevano conosciuto e avevano creduto in lui; egli disse loro: "Fin da ora lo conoscete [mio Padre]" (Giov. 14:7). È scritto: "Niuno conosce appieno il Padre se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo avrà voluto rivelarlo" (Matt. 11:27), e noi sappiamo che al Figliuolo è piaciuto farci conoscere il Padre secondo che è scritto: "Il Figliuolo di Dio è venuto e ci ha dato intendimento per conoscere colui che è il vero" (1 Giov. 5:20). Sappiate che tutti coloro che non credono che Gesù è il Cristo, che non si sono ravveduti dalle loro opere morte e che non hanno creduto nel Vangelo non conoscono Dio, infatti Gesù, parlando a quei Giudei (con i quali Dio aveva fatto il primo patto) che rifiutavano di credere in lui disse loro: "Voi non conoscete nè me, nè il Padre mio" (Giov. 8:19) ed anche: "Non l’avete conosciuto [mio Padre]" (Giov. 8:55). Ora, noi tutti per la grazia di Dio abbiamo conosciuto Dio e si è adempiuta la Parola che Dio disse tramite Isaia: "Sono stato chiaramente conosciuto da quelli che non chiedevano di me" (Rom. 10:20) ed anche quella che Dio disse tramite Geremia: "Tutti mi conosceranno" (Ebr. 8:11; Ger. 31:34), quindi non c’è bisogno di istruire il proprio fratello dicendogli: ‘Conosci l’Eterno’.

ź "Non mi ricorderò più dei loro peccati" (Ebr. 8:12; Ger,31:34); questo è quello che Dio ha promesso a tutti i suoi riscattati sotto il nuovo patto, mentre sotto l’antico patto, nei sacrifici per il peccato offerti dai Giudei anno dopo anno, era rinnovato il ricordo dei loro peccati.

ź "Io porrò le mie leggi nelle loro menti e le scriverò sui loro cuori" (Ebr. 8:10; Ger. 31:33). Dio, nel primo patto aveva scritto le sue leggi su tavole di pietra, mentre nel secondo le ha scritte su tavole che sono cuori di carne mediante il suo Spirito. Dio aveva dato ad Israele questo ordine relativo ai suoi comandamenti: "Li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte" (Deut. 6:9), e questo affinchè essi si ricordassero dei suoi comandamenti; a noi, questo non è imposto perchè Dio stesso ha scritto le sue leggi sia nelle nostre menti sia nei nostri cuori, secondo che è scritto: "Le scriverò sui loro cuori" (Ebr. 8:10) e: "Le scriverò nelle loro menti" (Ebr. 10:16).

ź "Io do loro la vita eterna, e non periranno mai" (Giov. 10:28); sotto il nuovo patto vi è una promessa fattaci, che non v’era sotto l’antico patto, e "questa è la promessa che egli ci ha fatta; cioè la vita eterna" (1 Giov. 2:25). Gesù disse un giorno: "In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola non vedrà mai la morte" (Giov. 8:51); fratelli, noi non vedremo la morte seconda, noi non saremo buttati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo assieme ai peccatori, se osserviamo i comandamenti di Dio; a questa condizione non vedremo mai la morte perchè Gesù disse: "Chiunque vive e crede in me non morrà mai" (Giov. 11:26). Gesù disse: "Dimorate in me e io dimorerò in voi" (Giov. 15:4); chi osserva la sua parola dimora in lui (e Cristo dimora in lui) ed erediterà il Regno e la vita eterna, ma Gesù disse pure: "Se uno non dimora in me è gettato via come il tralcio e si secca; codesti tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano" (Giov. 15:6), ciò significa che se il credente che è attaccato alla vite (cioè a Cristo Gesù) smette di osservare la sua parola, si secca e muore come il tralcio che non dimora nella vite e allora non potrà non vederla la morte perchè la fine che è riserbata ai tralci secchi è quella di essere bruciati; non dimenticatevi che anche in questo nuovo patto Dio si è impegnato a mantenere le sue promesse a delle condizioni che noi dobbiamo osservare per vedere ed ottenere l’adempimento delle sue promesse; non è assolutamente vero che il Signore ha fatto le sue promesse senza porre delle condizioni a noi credenti, altrimenti questo patto non sarebbe un patto. Noi abbiamo dei doveri nei confronti di Dio e della fratellanza e dobbiamo osservarli se vogliamo godere le benedizioni che Dio ha promesso di largirci. Ricordatevi che Dio ha promesso di non rinnegarci a condizione che noi non rinneghiamo lui perchè è scritto: "Se lo rinnegheremo anche egli ci rinnegherà" (2 Tim. 2:13); il Signore ha promesso di farci vivere con lui nel cielo a condizione che moriamo con lui, infatti è scritto: "Se moriamo con lui con lui anche vivremo" (2 Tim. 2:11); Cristo ha promesso di farci regnare con lui ma a condizione che soffriamo con lui, infatti è scritto: "Se abbiamo costanza nella prova, con lui altresì regneremo" (2 Tim. 2:12), quindi nessuno si illuda, Dio ci ha promesso la vita eterna ed essa erediteremo di certo, ma "a condizione che riteniamo ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio" (Ebr. 3:14).

Il primo patto concluso con Israele era solo per un tempo, fino al tempo della riforma, infatti sarebbe arrivato il giorno in cui Dio avrebbe concluso un nuovo patto, e il fatto che il secondo patto sia chiamato ‘nuovo’ significa che il primo è vecchio e la Scrittura dice che "quel che diventa antico e invecchia è vicino a sparire" (Ebr. 8:13). Il nuovo patto invece è un patto eterno che non sparirà mai, infatti Dio aveva fatto questa promessa: "Fermerò con loro un patto eterno" (Is. 61:8); ora, questo secondo patto è il patto eterno che Dio per mezzo dei suoi profeti promise che avrebbe concluso con Israele e con Giuda nei dì a venire e che nella realtà Egli ha fatto con noi in questi ultimi giorni mediante Gesù Cristo, il gran pastore delle pecore, che l’Iddio della pace ha risuscitato dai morti, "in virtù del sangue del patto eterno" (Ebr. 13:20); ancora una volta dobbiamo riconoscere la grande fedeltà che Dio ricordandosi delle sue promesse, ha dimostrato in verso tutti noi.

L’antico patto era di lettera, mentre il nuovo è di Spirito, infatti è scritto: "Un nuovo patto, non di lettera ma di Spirito, perchè la lettera uccide ma lo Spirito vivifica. Ora se il ministerio della morte scolpito in lettere su pietre fu circondato di gloria, talchè i figliuoli d’Israele non potevano fissare lo sguardo nel volto di Mosè a motivo della gloria, che pure svaniva, del volto di lui, non sarà il ministerio dello Spirito circondato di molto maggiore gloria?" (2 Cor. 3:6-8). L’antico patto è chiamato ‘il ministerio della morte’ perchè quando esso fu concluso con la casa d’Israele, il peccato, che era già nel mondo, prese vita e per mezzo d’esso uccise gli uomini, secondo che è scritto: "Il peccato, colta l’occasione per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno e per mezzo d’esso m’uccise" (Rom. 7:11). Oltre a ciò, bisogna dire che la legge non intervenne per annullare il peccato, ma per farlo abbondare, secondo che è scritto: "La legge è intervenuta affinchè il fallo abbondasse" (Rom. 5:20), quindi a giusta ragione il patto di lettera è chiamato ‘il ministerio della morte’, perchè risultò che dava la morte e che non era in grado di produrre nè la vita, e nè la giustizia; ma ciò nonostante esso fu circondato di gloria, infatti quando Mosè discese dal monte Sinai con le due tavole della testimonianza, aveva il volto splendente perchè la pelle del suo volto era diventata tutta raggiante mentre egli parlava con l’Eterno. Quella gloria però era temporanea perchè di lì a poco sarebbe svanita, ma il patto di Spirito, chiamato anche ‘il ministerio della giustizia’ è circondato di molto maggiore gloria del patto di lettera, perchè esso giustifica il peccatore, lo vivifica e lo libera dalla condanna della legge. Vi ricordo che mentre la gloria del volto di Mosè svaniva di giorno in giorno perchè essa era ciò che doveva sparire, la gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo non svanirà mai perchè eterna, oltre a ciò essa è maggiore di quella che risplendè sul volto di Mosè, infatti quando Gesù, il mediatore del nuovo patto, apparve a Giovanni, "il suo volto era come il sole quando splende nella sua forza" (Ap. 1:16). Gesù Cristo, il nostro Signore, che è il mediatore del patto eterno che Dio ha fatto con il suo popolo, "è stato reputato degno di tanta maggiore gloria che Mosè, di quanto è maggiore l’onore di Colui che fabbrica la casa, in confronto di quello della casa stessa" (Ebr. 3:3). Considerate quindi, quanto la legge di Cristo scritta nei nostri cuori, sia superiore in gloria a quella di Mosè che fu scritta su tavole di pietra; ecco perchè Paolo disse: "Anzi quel che nel primo fu reso glorioso non fu reso veramente glorioso quando lo si confronti colla gloria di tanto superiore del secondo" (2 Cor. 3:10). Il nuovo patto è stato circondato di grande gloria ed anche i figli dell’Iddio vivente saranno un giorno coronati di grande gloria e onore, infatti è scritto che "i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro" (Matt. 13:43) e chi sono questi giusti se non quelli che sono stati giustificati per la fede in Dio e con i quali Dio ha fatto il nuovo patto? Paolo disse: "Io stimo che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo" (Rom. 8:18), quindi vi è una gloria della quale un giorno noi saremo glorificati e circondati ed è quella di Dio; pure noi se perseveriamo fino alla fine nella fede e nel buon operare saremo reputati degni di tale gloria da parte di Dio secondo che è scritto che Dio darà "gloria e onore e pace a chiunque opera bene" (Rom. 2:10); allora fratelli? Allora santifichiamoci nel timore di Dio per piacere a Colui che ci ha chiamati alla sua eterna gloria. A lui sia la gloria in eterno. Amen.

  

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