Il serpente di rame:

chiunque lo guarderà, scamperà

- L’unica maniera per essere salvati -

 

O uomini e donne, che vivete ancora lontani da Dio, sotto la schiavitù del peccato, è a voi che mi rivolgo; ascoltatemi attentamente per il vostro bene.

Nel libro dei Numeri è narrato un particolare episodio avvenuto nel deserto durante il viaggio che il popolo d’Israele fece alla volta della Terra promessa. Ecco cosa avvenne: "Poi gl’Israeliti si partirono dal monte Hor, movendo verso il mar Rosso per fare il giro del paese di Edom; e il popolo si fe’ impaziente nel viaggio. E il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, dicendo: ‘Perché ci avete fatti salire fuori d’Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c’è né pane né acqua, e l’anima nostra è nauseata di questo cibo tanto leggero’. Allora l’Eterno mandò fra il popolo de’ serpenti ardenti i quali mordevano la gente, e gran numero d’Israeliti morirono. Allora il popolo venne a Mosè e disse: ‘Abbiamo peccato, perché abbiam parlato contro l’Eterno e contro te; prega l’Eterno che allontani da noi questi serpenti’. E Mosè pregò per il popolo. E l’Eterno disse a Mosè: ‘Fatti un serpente ardente, e mettilo sopra un’antenna; e avverrà che chiunque sarà morso e lo guarderà, scamperà’. Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra un’antenna; e avveniva che, quando un serpente avea morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, scampava" (Num. 21:4-9). Come potete vedere, ci viene raccontato che in seguito ai mormorii del popolo, Dio per punirlo mandò dei serpenti velenosi per morderli e gran numero di Israeliti morirono. Allora il popolo riconobbe di avere peccato e venne a supplicare Mosè affinchè intercedesse in favore loro affinchè Dio allontanasse da loro quei serpenti. E Mosè pregò Dio che gli disse di farsi un serpente di rame e di metterlo sopra un antenna, affinchè chiunque fosse morso lo guardasse e potesse scampare. Sì, perchè chiunque avrebbe guardato quel serpente posto su quell’antenna, sarebbe scampato alla morte.

La suddetta storia - avvenuta più di tremila anni fa - adombra la salvezza preordinata da Dio avanti la fondazione del mondo e manifestata negli ultimi tempi per noi. In altre parole essa mostra all’uomo cosa deve fare per scampare alla morte seconda che è la fine terribile e infame ma giusta che faranno tutti coloro che sono morti nei loro peccati. E che cosa deve fare? Egli deve semplicemente e unicamente credere nel Signore Gesù Cristo. Adesso vi spiegherò nella maniera più esaustiva possibile quanto vi ho appena detto.

Ora, la Scrittura dice che tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio (cfr. Rom. 3:23), per cui anche voi avete peccato contro Dio e siete privi della gloria di Dio. In altre parole, anche voi a cagione dei vostri peccati siete sotto la condanna di Dio. Con la vostra condotta empia e abominevole avete infranto la legge santa di Dio, avete offeso e sprezzato Dio che è santo e che non tollera l’iniquità e Lui quindi è fortemente indignato contro di voi, tanto che se moriste in questa condizione Egli vi scaraventerebbe immediatamente all’inferno dove c’è il pianto e lo stridore dei denti. Siatene certi di questo. L’ira di Dio è sopra di voi, pesa come un grosso macigno sopra il vostro capo. Siete dei peccatori, traviati, ribelli, servi di varie concupiscenze, menanti la vita in malizia, odiosi e odiandovi gli uni gli altri, chiamate il male bene, e il bene male. Apparentemente forse potrete pure sembrare dei giusti, ma all’interno siete pieni di ipocrisia e di iniquità; siete come quei sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori ma dentro sono pieni di ossa e di immondizia. Non pensate di essere giusti e buoni, perchè vi illudereste, voi siete dei ribelli, dei trasgressori. Siete nella medesima condizione di quegli Israeliti che nel deserto peccarono contro Dio e Dio mandò contro di loro dei serpenti velenosi che li mordevano. Siete perciò dei condannati a morte. Ma quale morte? Certamente non quella fisica, che è una morte che tutti, sia i giusti che i peccatori, sperimentano. Ma quella seconda che è lo stagno ardente di fuoco e di zolfo, e che solo gli empi sperimenteranno. Ecco cosa dice la Scrittura di questa morte a cui state andando incontro: "Ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda" (Apoc. 21:8), dove saranno tormentati nei secoli dei secoli. Vi ho dunque descritto qual’è la vostra condizione spirituale davanti a Dio, e la vostra fine.

Ma io vi reco la lieta notizia che per voi c’è speranza di essere salvati da questa orribile fine a cui state andando incontro. Sì avete la possibilità di scampare alla condanna eterna; e c’è solo una via per scampare, che consiste nel guardare a Gesù Cristo, ossia nel credere in lui. Come gli Israeliti nel deserto, se volevano scampare alla morte, dovevano guardare a quel serpente di rame posto su quell’antenna, così voi se volete scampare alla condanna eterna dovete credere in Gesù Cristo. Perchè dovete credere proprio in Lui per avere la vita eterna? Perchè solo Lui è stato fatto maledizione per noi. Gesù Cristo infatti si prese la maledizione di Dio su di sè perchè fu crocifisso secondo che è scritto: "Maledetto chiunque è appeso al legno" (Gal. 3:14). Lui non aveva commesso nessun peccato, nessuna mala parola uscì mai dalle sue labbra, eppure fu appeso come un malfattore ad una croce. In questa maniera egli ha potuto liberarci dalla maledizione della legge secondo che è scritto: "Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica!" (Gal. 3:10). Ecco dunque il punto fondamentale che dovete capire, che voi siete sotto la maledizione perchè non avete osservato in tutto e per tutto la legge di Dio, e Gesù Cristo può liberarvi da questa maledizione perchè Lui è stato fatto maledizione per noi tutti. La vostra maledizione l’ha presa su di sè Gesù Cristo, il Giusto. Nella storia che abbiamo visto prima dunque, quel serpente prefigurava il Figlio di Dio; come infatti il serpente nel giardino dell’Eden si era attirato su di sè la maledizione di Dio per avere sedotto Eva e averla indotta a peccare; così il Figlio di Dio si attirò la maledizione per essersi fatto mettere in croce. E adesso chiunque crede in lui, o guarda a lui, riceve la vita eterna. Gesù parlò di questa similitudine tra l’innalzamento del serpente nel deserto e il suo innalzamento, ossia la sua morte sulla croce, quando disse queste parole a Nicodemo: "E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna" (Giov. 3:14-15).

Non indugiate quindi, guardate subito a Gesù Cristo, credete in lui per ottenere la vita eterna. Non pensate di poter essere salvati dalla condanna eterna, guardando a voi stessi, cioè appoggiandovi alle vostre opere, esse non vi gioveranno proprio a nulla, dovete riconoscervi dei peccatori davanti a Dio (come lo riconobbero gli Israeliti nel deserto) e guardare a Gesù Cristo. La salvezza non è per opere, ma per grazia, affinchè nessuno si vanti nel cospetto di Dio.

E come nel deserto, coloro che erano stati morsi dai serpenti quando guardarono a quel serpente, continuarono a vivere, così voi quando crederete in Gesù Cristo avrete la certezza di vivere per l’eternità nella gloria. Non più la condanna, non più il tormento eterno nel fuoco eterno preparato per il diavolo e i suoi angeli, ma la gloria eterna nel regno di Dio. E tutto ciò per la grazia di Dio, per i meriti di Gesù Cristo. E tutto ciò non per i vostri sacrifici, ma solamente ed unicamente per il sacrificio di Gesù Cristo, perchè lui il Giusto si caricò dei nostri peccati sul legno della croce. Per voi non ci sarà più alcuna condanna perchè i vostri peccati vi saranno stati tutti rimessi per mezzo del sangue di Gesù Cristo, questo assicura la Parola di Dio quando dice che ora non c’è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù (cfr. Rom. 8:1) perchè a quest’ultimi Egli ha dato la giustificazione che dà vita.

Se invece rifiuterete di umiliarvi nel cospetto di Dio, di riconoscervi dei peccatori, e di guardare al Figlio di Dio, allora quello che vi aspetta è la condanna eterna, una eternità piena di tormenti e di infamia; questo vi avverrà a motivo del vostro orgoglio, della vostra superbia. Quando morirete, sarete abbassati nell’Ades, scaraventati in questo luogo sotterraneo dove arde il fuoco. E poi nel giorno del giudizio, quando risusciterete per essere giudicati, sarete gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. La vostra superbia sarà dunque la vostra rovina, e lo vedrete. Oggi, voi siete stati da me solennemente avvertiti, non indurate il vostro cuore, per il vostro bene.

 

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