Capitolo 2

La Bibbia, il libro di Mormon, la rivelazione continua

 

LA BIBBIA

La dottrina mormone

La Bibbia contiene molti errori di traduzione per cui è necessario essere molto prudenti quando la si legge. I Mormoni nel loro ottavo articolo di fede affermano: 'Noi crediamo che la Bibbia è la parola di Dio se tradotta correttamente;…' (James E. Talmage, A Study of the Articles of Faith [Uno Studio sugli Articoli di Fede], Salt Lake City, Utah (USA), 42esima ediz. 1968, pag. 2). Che cosa significa quel: 'Se tradotta correttamente'? Nella pratica significa che i Mormoni diffidano di qualsiasi versione della Bibbia (tranne che di quella cosiddetta Ispirata fatta da Joseph Smith, di cui parleremo dopo), perché ritengono che in esse ci siano errori di traduzione su alcuni punti fondamentali [1]. Questa è la ragione per cui quando dei credenti parlando con dei Mormoni usano dei versetti della Bibbia che annullano le loro dottrine, quest'ultimi affermano che le cose non stanno così perché la Bibbia non è stata tradotta fedelmente e contiene degli errori! E' invece ben tradotta e priva di errori quando i Mormoni si appoggiano (in maniera arbitraria) su alcuni suoi passi per sostenere le loro eresie! Quindi lo capiscono loro quando certi passi sono ben tradotti e integri e quando altri sono mal tradotti e pieni di errori. Ma come giungono a discernere gli errori della Bibbia? Facendosi guidare dal Libro di Mormon, da Dottrina e Alleanze e dallo Spirito del Signore perché Joseph Smith Fielding, uno dei loro passati presidenti, disse: 'Guidati dal Libro di Mormon, da Dottrina e Alleanze, e dallo Spirito del Signore, non è difficile per uno discernere gli errori nella Bibbia' (Doctrines of Salvation [Dottrine di Salvezza], vol. III, pag. 191: citato da Anthony A. Hoekema in The Four Major Cults [I Quattro Maggiori Culti], Exeter, Devon England, 1975, pag. 23) [2]!

Confutazione

La Bibbia che possediamo è pienamente affidabile perché tradotta giustamente

Questa parte dell'ottavo articolo di fede mormone è stata formulata da Joseph Smith per annullare la Scrittura e far sì che ogni Mormone diffidi di essa. Qualcuno dirà: 'Ma non è forse vero che ci sono versioni della Bibbia tradotte malamente o, meglio dire, più o meno manipolate, di cui perciò non ci si può pienamente fidare? Sì, è vero; ci sono versioni della Bibbia che noi stessi non raccomandiamo ai nostri fratelli, quali per esempio la Traduzione del Nuovo Mondo operata dal Corpo Direttivo della Torre di Guardia, traduzioni cattoliche tradotte dalla Vulgata che possiedono diversi passi adulterati e manipolati e le versioni ecumeniche che portano l'impronta del cattolicesimo romano. D'altronde non ci si poteva aspettare che il diavolo non facesse falsificare la Bibbia da dei traduttori senza scrupoli, perché la Bibbia è la Parola di Dio ed il nemico aveva ed ha tuttora tutto l'interesse a farla adulterare per poter seminare più efficacemente le sue menzogne nel mondo. Ma questo non ci porta a dire che noi crediamo che la Bibbia è la Parola di Dio se tradotta correttamente. La Bibbia è la Parola di Dio e ci sono molte sue versioni che sono delle buone traduzioni; ne cito solo due; la versione in inglese denominata King James Version (Versione di Re Giacomo) che poi è quella che usano i Mormoni [3]; e quella in italiano compiuta da Giovanni Diodati che poi è stata riveduta da Luzzi (questo non significa però che queste versioni siano perfette). Il fatto che ci siano versioni della Bibbia falsificate non significa che non ce ne siano di quelle autentiche; anzi significa proprio il contrario, infatti se c'è il falso c'è anche per forza di cose il vero, se c'è la versione manipolata ci deve essere anche quella fedele ed integra.

A questo punto dunque viene spontanea la domanda: come fare a capire se la Bibbia che abbiamo comprato o che ci è stata donata è una traduzione fedele o una traduzione infedele fatta con spirito di parte per sostenere certe false dottrine? Se si conosce l'ebraico o il greco si possono consultare gli Scritti dell'Antico Testamento e quelli del Nuovo Testamento nella loro lingua originale; e facendo un raffronto si potrà stabilire l'integrità o meno della traduzione. E se non si conoscono queste due lingue straniere? Certamente Dio farà sì che il credente che investiga diligentemente le Scritture scopra le infedeltà presenti nella versione della Bibbia che legge. Le manipolazioni bibliche si possono scoprire in diverse maniere. Per esempio, talvolta emergono mentre si fanno dei confronti tra diversi passi biblici della stessa versione perché il verso adulterato non è in armonia con altri versetti tradotti correttamente, altre volte emergono consultando altre traduzioni della Bibbia che sono state fatte bene, altre volte perché un ministro del Vangelo fa notare le infedeltà bibliche presenti in questa o quell'altra traduzione. Ed altre volte mediante visioni o sogni con cui Dio avverte il suo figliuolo che la Bibbia che ha tra le mani è inaffidabile perché è stata manipolata da degli scellerati.

Qualcuno allora domanderà a questo punto: che dire allora del fatto che anche i Mormoni dicono che si accorgono degli errori di traduzione presenti nella versione di una Bibbia? Diremo che le cose non stanno affatto così come dicono loro. Facciamo un esempio: mettiamo il caso che alla loro affermazione che Dio è fatto di carne ed ossa voi diciate loro che è scritto in Giovanni che "Iddio è spirito" (Giov. 4:24) ed essi replichino che quel passo è stato tradotto malamente [4]. Non per questo essi hanno ragione infatti il passo è tradotto correttamente dal greco (il greco ha pneuma ho theos). Dunque la loro affermazione 'quel passo è stato tradotto malamente' è solo un sofisma escogitato per sostenere che Dio non è spirito perché per loro è fatto di carne ed ossa. E di esempi del genere se ne potrebbero fare molti altri dato che dalla 'versione ispirata' di Joseph Smith si evince quali sono per i Mormoni quei passi della Bibbia 'mal tradotti', che invece il loro profeta Joseph Smith 'tradusse bene' perché possedeva il dono di tradurre. Dunque fratelli, state attenti ai Mormoni quando vi diranno che questo o quell'altro passo biblico che voi citate è stato tradotto male perché essi in questa maniera vogliono farvi accettare le loro dottrine di demoni. Nel caso dell'esempio prima citato, è come se vi dicessero: 'Joseph Smith ha detto che Dio è un uomo esaltato fatto di carne ed ossa, per cui Gesù non ha potuto mai dire che Dio è spirito, e perciò quelle parole attribuite a Gesù sono false, messe da traduttori ignoranti che avevano in avversione la Chiesa di Cristo. Dovete dunque accettare la dottrina di Joseph Smith perché essa è quella vera!'. State attenti ai Mormoni perché è gente data alle arti seduttrici dell'errore.

La 'versione ispirata' di Joseph Smith non è altro che una versione della Bibbia manipolata

Parliamo ora della cosiddetta revisione della King James Version operata da Joseph Smith, che è denominata Inspired Version (Versione Ispirata) dalla 'Riorganizzata Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni' [5] e che è stata da questa adottata come versione ufficiale della Bibbia ma non dalla chiesa mormone maggioritaria (le ragioni addotte le vedremo in seguito). Mentre i Mormoni si trovavano a Kirtland, nello Stato dell'Ohio, Joseph Smith si mise a fare (e lui affermò per comando di Dio) una revisione della King James Version. Ma perché questa revisione? Perché egli riteneva che la versione esistente in molti punti non era stata tradotta correttamente ed era piena di errori. Egli affermava infatti: 'Dei traduttori ignoranti, degli spensierati trascrittori (careless transcribers) o degli astuti e corrotti sacerdoti hanno commesso molti errori' (Citato in Encyclopedia of Mormonism [Enciclopedia del Mormonismo], New York-Toronto 1992, vol. I, pag. 107). Quindi ci si sarebbe dovuto aspettare una versione della Bibbia riveduta, o tradotta meglio. Ma che cosa emerge invece dalla lettura di questa sua versione? Che non si tratta affatto di una normale revisione ma di una vera e propria manipolazione della Parola di Dio compiuta da questo uomo per sostenere le sue cosiddette rivelazioni, infatti in essa sono stati da lui inseriti fatti e parole che non esistono nei testi originali e sono anche state tolte delle parole [6].

Nel libro della Genesi troviamo inseriti fatti nuovi quali la storia di Satana che compare davanti a Dio e chiede di essere mandato nel mondo a redimere l'umanità, se solo può ricevere l'onore di Dio, ma al rifiuto da parte di Dio, Satana si ribella a Dio; la descrizione del battesimo per immersione di Adamo; l'assunzione in cielo oltre che di Enoc anche di un intero gruppo chiamato 'la gente di Sion'; l'insegnamento che se l'uomo non avesse peccato non avrebbe potuto procreare dei figli; l'insegnamento che i figliuoli di Canaan furono fatti neri perché maledetti da Dio in seguito ai loro peccati; ed anche l'insegnamento della preesistenza delle anime, e la creazione da parte di Dio di altri pianeti abitati come la terra. Nella Genesi troviamo pure la predizione della futura apparizione di Joseph Smith: 'E quel veggente io lo benedirò (...) e il suo nome sarà chiamato Joseph, ed esso sarà dopo il nome di suo padre (it shall be after the name of his father) (...) perché la cosa che il Signore darà alla luce per mezzo della sua mano porterà il mio popolo alla salvezza' (Gen. 50:33 nella JST. cfr. Libro di Mormon, 2 Nefi 3:15). Sempre nel libro della Genesi dove è scritto: "E l'Eterno si pentì d'aver fatto l'uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo" (Gen. 6:6), Smith mise: 'E Noè si pentì, e il suo cuore fu addolorato che il Signore aveva fatto l'uomo sulla terra' (Gen. 8:13 nella JST).

Nel libro dell'Esodo in questo verso dove è detto che Dio indurerà il cuore di Faraone, e cioè Esodo 7:3 Smith mise che Faraone indurerà il suo proprio cuore. Egli manipolò nella stessa maniera gli altri versetti dove è detto che Dio indurì il cuore di Faraone.

Nei Salmi al posto di: "Mi percuota pure il giusto; sarà un favore" (Sal. 141:5), Smith mise: 'Quando il giusto mi percuote con la parola del Signore è un favore'.

Nel libro del profeta Amos al posto di: "Una sciagura piomba ella sopra una città, senza che l'Eterno ne sia l'autore?" (Amos 3:6), Smith mise: 'Ci sarà male in una città e il Signore non l'ha saputo?'.

Nel Vangelo scritto da Matteo e in quello scritto da Luca, dove è detto che il diavolo menò con sé Gesù nella santa città e lo pose sul pinnacolo del tempio, e che sempre il diavolo lo menò seco sopra un monte altissimo (cfr. Matt. 4:5,8 e Luca 4:5,9), Smith mise che fu lo Spirito a trasportare Gesù in questi due posti.

Nel Vangelo scritto da Matteo al posto di: "Dov'è il re de' Giudei che è nato?" (Matt. 2:2), Smith mise: 'Dove è il bambino che è nato, il Messia dei Giudei?' (Matt. 3:2 nella JST). Al posto di: "Da te uscirà un Principe, che pascerà il mio popolo Israele" (Matt. 2:6), Smith mise: 'Da te verrà il Messia che salverà il mio popolo Israele' (Matt. 3:6 nella JST). Al posto di: "Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de' cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli" (Matt. 5:19), Smith mise: 'Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed insegnerà agli uomini a fare così, egli non sarà salvato in nessun modo nel regno dei cieli; ma chiunque metterà in pratica ed insegnerà questi comandamenti della legge fino a che essa sia adempiuta, costui sarà chiamato grande e sarà salvato nel regno dei cieli' (Matt. 5:21 nella JST). Sempre in Matteo al posto di: "Perché a chiunque ha, sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che ha" (Matt. 13:12), Smith mise: 'Perché chiunque riceve, a lui sarà dato ed avrà più abbondanza; ma chiunque continua a non ricevere, da lui sarà preso persino quello che possiede' (Matt. 13:10-11 nella JST). Ancora in Matteo, al posto di: "Dovunque sarà il carname, quivi si raduneranno le aquile" (Matt. 24:28), Smith mise: 'Ed ora io vi mostro una parabola. Ecco, dovunque sarà la carcassa là saranno riunite assieme le aquile; nella stessa maniera saranno raccolti dai quattro angoli della terra i miei eletti' (Matt. 24:27 nella JST).

Nel Vangelo scritto da Luca nell'episodio di Gesù fanciullo trovato seduto in mezzo ai dottori al posto di: "li ascoltava e faceva loro delle domande" (Luca 2:46), Smith mise: 'Essi lo stavano ascoltando e gli stavano facendo delle domande'. Ed al posto di: "Guai a voi, dottori della legge, poiché avete tolta la chiave della scienza! Voi stessi non siete entrati, ed avete impedito quelli che entravano" (Luca 11:52), Smith mise: 'Guai a voi dottori della legge! Poiché voi avete tolta la chiave della conoscenza, la pienezza delle Scritture; non entrate voi nel regno ed avete impedito a quelli che ci stavano entrando' (Luca 11:53 nella JST). Sempre nel Vangelo scritto da Luca al posto di: "La legge ed i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona novella del regno di Dio, ed ognuno v'entra a forza" (Luca 16:16), Smith mise: 'Ed essi gli dissero: Noi abbiamo la legge e i profeti; ma per quel che riguarda quest'uomo noi non lo riceveremo per essere il nostro governatore; poiché egli si fa un giudice sopra di noi. Allora Gesù disse loro: La legge e i profeti testimoniano di me; sì, e tutti i profeti che hanno scritto, cioè fino a Giovanni, hanno preannunciato questi giorni. Da quel tempo, il regno di Dio è predicato e ogni uomo che cerca la verità v'entra a forza' (Luca 16:16-18 nella JST).

Nel Vangelo scritto da Giovanni, Smith manomise molti versetti. Eccone alcuni. Al posto di: "Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio" (Giov. 1:1) egli mise: 'Nel principio era il vangelo predicato attraverso il Figlio. E il vangelo era la parola, e la parola era con il Figlio, e il Figlio era con Dio, e il Figlio era di Dio'. Al posto di: "In lei era la vita; e la vita era la luce degli uomini…" (Giov. 1:4), egli mise: 'In lui era il vangelo, e il vangelo era la vita, e la vita era la luce degli uomini…'. Al posto di: "Nessuno ha mai veduto Iddio; l'unigenito Figliuolo, che è nel seno del Padre, è quel che l'ha fatto conoscere" (Giov. 1:18), egli mise: 'E nessun uomo ha visto in nessun tempo Dio, eccetto egli abbia reso testimonianza del Figlio; poiché eccetto tramite di lui nessun uomo può essere salvato' (Giov. 1:19 nella JST). Al posto di: "Egli lo confessò e non lo negò; lo confessò dicendo: Io non sono il Cristo" (Giov. 1:20), egli mise: 'Ed egli lo confessò e non negò che egli era Elia; ma confessò dicendo: 'Io non sono il Cristo' (Giov. 1:21 nella JST). Al posto di: "Al quale io non son degno di sciogliere il legaccio de' calzari" (Giov. 1:27), Smith mise: 'Di cui non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari, o il cui posto io non sono capace di riempire; perché egli vi battezzerà non solo con acqua, ma col fuoco e con lo Spirito Santo' (Giov. 1:28 nella JST). Al posto di: "Quantunque non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli" (Giov. 4:2), egli mise: 'Quantunque egli stesso non battezzò così tanti come i suoi discepoli' (Giov. 4:3 nella JST). Al posto di: "Iddio è spirito" (Giov. 4:24) egli mise: 'Perché a costoro Dio ha promesso il suo Spirito' (Giov. 4:26 nella JST). Al posto di: "Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri" (Giov. 6:44), egli mise: 'Nessuno può venire a me, eccetto egli faccia la volontà del Padre mio che mi ha mandato'.

Nella lettera di Paolo ai Romani al posto di: "E se Cristo è in voi, ben è il corpo morto a cagion del peccato; ma lo spirito è vita a cagion della giustizia" (Rom. 8:10), Smith mise: 'E se Cristo è in voi, per mezzo del (through the) corpo morirà a cagion del peccato, pure lo Spirito è vita a causa della giustizia'.

Nella prima lettera ai Corinzi dove Paolo dice: "Or quant'è alle cose delle quali m'avete scritto, è bene per l'uomo di non toccar donna…" (1 Cor. 7:1), Smith mise: 'Ora per quel che concerne le cose delle quali voi m'avete scritto dicendo: 'E' bene per l'uomo di non toccar donna'. Sempre in questa lettera al posto di mettere che "è cosa indecorosa per una donna parlare in assemblea" (1 Cor. 14:35), Smith mise che è cosa indecorosa per le donne 'di governare nella chiesa'.

Nella prima epistola a Timoteo dove è scritto che la Chiesa di Dio è "colonna e base della verità" (1 Tim. 3:15), Smith mise che è Cristo Gesù, come Dio manifestato in carne, 'colonna e base della verità'.

Nella lettera agli Ebrei al posto di: "Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo…" (Ebr. 6:1), Smith mise: 'Non lasciando….'. E al posto di: "senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fin di vita, ma rassomigliato al Figliuol di Dio, questo Melchisedec rimane sacerdote in perpetuo" (Ebr. 7:3), egli mise: 'Perché questo Melchisedec fu ordinato un sacerdote secondo l'ordine del Figlio di Dio, il cui ordine era senza padre, senza madre, senza discendenza, non avendo né principio di giorni né fin di vita. E tutti coloro che sono ordinati in questo sacerdozio sono rassomigliati al Figlio di Dio, che resta un sacerdote continuamente'.

Nella prima epistola di Giovanni al posto di: "Nessuno vide giammai Iddio" (1 Giov. 4:12), egli mise: 'Nessuno ha mai visto Dio, eccetto coloro che credono'.

Vediamo ora perché la 'Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni' con sede a Salt Lake City non ha adottato come versione ufficiale della Bibbia questa 'inspired version' di Joseph Smith, a differenza del gruppo mormone scismatico con sede a Independence, nel Missouri. Prima di dire le ragioni da loro addotte, occorre dire che il fatto che essi non l'abbiano adottata come versione ufficiale al posto della King James Version non significa che essi non sono d'accordo con le aggiunte e le varianti apportate da Joseph Smith nella sua versione infatti il presidente mormone Joseph Fielding Smith ebbe a dichiarare: 'La ragione per cui la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni non ha pubblicato l'intero manoscritto [della versione Ispirata della Bibbia] non è dovuta a nessuna mancanza di fiducia nell'integrità di Joseph Smith, o al dubbio circa la correttezza delle numerose aggiunte o cambiamenti che non sono presenti nella Authorized Version della Bibbia. I membri della Chiesa accettano pienamente tutti questi e le aggiunte come essendo venute (as having come) per mezzo di rivelazioni divine al Profeta Joseph Smith' (Joseph Fielding Smith, Answers to Gospel Questions [Risposte a Domande Evangeliche], II, 207) [7]. Ora, le ragioni addotte dalla chiesa mormone di Salt Lake City per non avere pubblicato la 'inspired version' di Joseph Smith sono queste.

1) Essa non è stata pubblicata perché essa non fu mai completata. Smith desiderava completare la revisione ma ne fu impedito dalla persecuzione e dalla sommossa. 'La revisione della Bibbia che fu fatta da Joseph Smith per comando del Signore non fu una revisione completa della Bibbia. Ci sono molte parti della Bibbia nelle quali il Profeta non cambiò il significato dove esso è incorretto. Egli revisionò quanto il Signore gli permise di fare a quel tempo, ed era sua intenzione di fare di più, ma a causa della persecuzione questo non fu realizzato' (Joseph Fielding Smith, Doctrines of Salvation, vol. III, pag. 191). Strana risposta questa che non convince; infatti se la versione di Smith possiede delle correzioni (anche se non tutte) dovrebbe essere preferita a quella che continua ad essere non corretta (ossia la Authorized Version). Perché non usare una versione corretta in parte invece di una versione non corretta per nulla? Ma il fatto è che le cose non stanno così come dice la chiesa mormone perché in una lettera che porta la data del 2 Luglio 1833 che è firmata da Joseph Smith, Sidney Rigdon e F.G. Williams si legge: 'Noi in questo giorno abbiamo finito la traduzione delle Scritture, per la quale abbiamo reso grazie al nostro Padre Celeste...' (History of the Church, vol. I, pag. 368).

2) Essa non è usata dalla chiesa mormone perché ci sono tali differenze tra questa versione e le versioni comuni che l'impiego della prima costituirebbe un ostacolo al lavoro missionario. Anche questa ragione non convince affatto; se le cose stanno così infatti perché non togliere di mezzo il Libro di Mormon, che costituisce un più grande ostacolo? O perché non pubblicarla solo ad uso interno della chiesa e non a scopo missionario?

Come potete vedere la chiesa mormone da un lato afferma di non dubitare dell'integrità del suo fondatore e quindi neppure dei cambiamenti apportati da lui alla King James Version, e dall'altro si rifiuta di pubblicare uno scritto 'ispirato' di costui. Non è questo modo di agire e di parlare ambiguo? Certo che lo è. In realtà quest'ambiguità è dovuta al fatto che essi sanno che se dovessero accettare come canonica la 'inspired version' di Smith essi rimarrebbero confusi.

Terminiamo questa sezione dedicata alla 'inspired version' di Joseph Smith dicendo che quello che ha fatto questo uomo è espressamente vietato da Dio nella sua parola in questi termini: "Non aggiunger nulla alle sue parole, ch'egli non t'abbia a riprendere, e tu non sia trovato bugiardo" (Prov. 30:6), ed anche: "Se alcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali le piaghe descritte in questo libro; e se alcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Iddio gli torrà la sua parte dell'albero della vita e della città santa, delle cose scritte in questo libro" (Ap. 22:18-19).

Ma perché Dio ha vietato di fare delle aggiunte alla sua Parola o di togliere alcunché dalla sua Parola? Per questa ragione: perché "le parole dell'Eterno son parole pure, sono argento affinato in un crogiuolo di terra, purificato sette volte" (Sal. 12:6) e non hanno perciò bisogno né di aggiunte di nessun genere e neppure di essere purgate da qualche cosa. Chi dunque ardisce manomettere la Parola dell'Iddio vivente si rende nemico di Dio e si attira la sua ira ardente perché si permette di modificare ciò che lo Spirito Santo ha mosso dei santi uomini a scrivere da parte di Dio. E l'esempio di Joseph Smith parla chiaro, difatti la sua opera devastante compiuta contro la Parola di Dio fu punita da Dio: fu ucciso infatti all'età di 39 anni da una folla inferocita contro di lui [8]. Che fine aspetta coloro che ardiscono contorcere le sacre Scritture? La fine loro è la perdizione perché Pietro dice che gli uomini ignoranti e instabili contorcono le Scritture "a loro propria perdizione" (2 Piet. 3:16) [9].

La Scrittura è sacra e stabile in tutte le sue parti, anche in quelle minime tanto che Gesù un giorno disse che è più facile "che passino cielo e terra, che un apice solo della legge cada" (Luca 16:17); quindi ad essa si deve fare del continuo riferimento sapendo che essa non può mentire: come ben disse il nostro Signore Gesù "la Scrittura non può essere annullata" (Giov. 10:35). E se lui, disceso dal cielo dove si trovava da ogni eternità prima di venire in questo mondo, parlò con tale rispetto e fiducia in verso la Scrittura e non si permise di modificare uno iota di essa o un apice perché non riteneva che fossero necessarie aggiunte o modifiche di nessun genere (e voglio fare presente che Gesù Cristo essendo la Parola che era con Dio e Dio da ogni eternità ne conosceva di fatti veri occulti sin dalla fondazione del mondo che avrebbe potuto immettere nel testo sacro dei suoi tempi) quanto più un misero mortale deve temere Dio e guardarsi dall'aggiungere al testo sacro alcunché o dal togliergli delle parti come fece quello scellerato di Joseph Smith!

 

IL LIBRO DI MORMON

La dottrina mormone

Il Libro di Mormon è un volume di sacre Scritture simile alla Bibbia, che contiene od è la pienezza del Vangelo. La seconda parte dell'ottavo articolo di fede mormone recita: '..Noi anche crediamo che il libro di Mormon è la Parola di Dio' (James Talmage, op. cit., pag. 2). Quindi i Mormoni non accettano la Bibbia quale unica, completa e definitiva Parola di Dio perché affermano che oltre alla Bibbia è da considerare sacro anche il Libro di Mormon. Essi sostengono che il Libro di Mormon completi la Bibbia perché quest'ultima è stata mutilata dalla chiesa apostata. In altre parole che il Libro di Mormon sia un'altra Bibbia scritta per ordine di Dio (da unire alla prima), nella quale sono scritte cose chiare e preziose che la chiesa apostata asportò dalla prima Bibbia. Per sostenere tutto ciò prendono le seguenti parole scritte nel Libro di Mormon che vengono attribuite a Dio: 'E perché Io ho detto una parola, non dovete supporre che non posso dirne un'altra; poiché la mia opera non è ancora finita; (...) Dunque, poiché avete una Bibbia, non dovete supporre ch'essa contenga tutte le mie parole; né dovete supporre ch'Io non ne abbia fatto scrivere altre' (Libro di Mormon, 2 Nefi 29:9-10); ed anche quest'altre: 'Ecco perché vedi che, dopo che il libro fu passato fra le mani della chiesa grande e abominevole, molte cose chiare e preziose furono tolte dal libro, che è il libro dell'Agnello di Dio' (ibid., 1 Nefi 13:28). Lo scrittore mormone Bruce McConkie conferma tutto ciò dicendo: 'Una delle grandi eresie di un Cristianesimo apostata è l'ipotesi infondata che la Bibbia contenga tutti gli insegnamenti ispirati ancora esistenti fra gli uomini' (Bruce McConkie, Mormon Doctrine, 1958, pag. 79; citato da Hoekema in op. cit., pag. 25). E tale è l'importanza data al Libro di Mormon che Orson Pratt affermò: 'La natura del messaggio nel Libro di Mormon è tale che, se vero, chiunque lo respinge non potrà salvarsi...' (citato da Jerald e Sandra Tanner in The Changing World of Mormonism [Il Mondo del Mormonismo che Cambia], Chicago 1980, pag. 93). Questo dunque è l'insegnamento dei Mormoni; per salvarsi occorre accettare il Libro di Mormon come parola di Dio, come la pienezza del Vangelo di Dio rivelata al profeta Joseph Smith.

Vediamo adesso di parlare brevemente di come questo libro è venuto alla luce e qual è il suo contenuto. Nel 1823 Joseph Smith ebbe una visione nella quale vide un angelo di nome Moroni il quale gli annunciò l'esistenza di 'tavole d'oro' sepolte nella collina di Cumorah presso Manchester (Stato di New York), sulle quali erano scritti i sacri annali (che contenevano la pienezza del Vangelo). Per quanto riguarda la stesura di questi 'sacri annali' di cui Moroni parlò a Smith, essa era stata fatta 'da molti antichi profeti per spirito di profezia e di rivelazione. Le loro parole, incise su tavole d'oro, furono citate e riassunte da un profeta storico di nome Mormon. (…) Dopo avere completato i suoi scritti Mormon consegnò il resoconto al figlio Moroni, il quale vi aggiunse parole proprie e nascose poi le tavole nella collina di Cumorah' (Dall'Introduzione al Libro di Mormon). attorno al 421 d.C. Come potete vedere questo Moroni, benché si dica che fosse un angelo di Dio, era esistito, a dire dei Mormoni, attorno al 400 d.C. Era stato infatti figlio di Mormon e l'ultimo dei profeti storici nefiti, ed aveva sigillato e nascosto i sacri annali (affidandoli al Signore perché venissero alla luce negli ultimi giorni). Nel 1823 Moroni apparve a Joseph Smith come personaggio risorto! Quelle tavole d'oro, secondo le parole di Joseph Smith, furono da lui prese nel 1827 e da lui tradotte in inglese (per mezzo dell'Urim e del Thummim di cui l'angelo Moroni gli aveva rivelato l'esistenza assieme alle tavole d'oro) da una lingua chiamata 'egiziano riformato' [10]. La loro traduzione costituisce appunto il Libro di Mormon [11]. La prima edizione di questo libro uscì nel 1830 [12]. I Mormoni per sostenere che Joseph Smith tradusse fedelmente dai caratteri di 'egiziano riformato' riferiscono quello che fu scritto nella Perla di Gran Prezzo dallo stesso Joseph Smith; vale a dire che Joseph Smith scrisse alcuni dei geroglifici incisi sulle tavole su un foglio di carta assieme alla traduzione, poi diede questo foglio a Martin Harris che lo portò a New York a sottoporlo al giudizio del professore Charles Anthon, celebrato per la sua cultura letteraria, il quale 'asserì che la traduzione era corretta più di quanto non avesse mai visto fino ad allora in fatto di traduzioni dall'Egiziano' (Perla di gran prezzo, Estratti dalla Storia di Joseph Smith, 64). Per quanto riguarda le tavole d'oro da cui Smith tradusse il Libro di Mormon esse furono restituite a Moroni; ma stando a quanto ci viene detto dai Mormoni esse furono viste da tre amici di Smith che per iscritto asserirono di averle viste. I nomi di questi uomini sono Oliver Cowdery, David Whitmer e Martin Harris. La loro testimonianza si trova dopo l'Introduzione al Libro di Mormon e tra le altre cose dice: '..E dichiariamo con semplicità che un angelo di Dio scese dal cielo e portò e pose le tavole dinanzi ai nostri occhi, perché potessimo guardarle e vederle con le loro incisioni. E sappiamo che è per grazia di Dio Padre e di nostro Signore Gesù Cristo che noi vedemmo e che rendiamo testimonianza che queste cose sono vere' [13]).

Per quanto riguarda il contenuto di questo libro esso racconta la storia di due grandi civiltà. Secondo il libro, la prima di queste civiltà erano i Giarediti i quali lasciarono la torre di Babele attorno al 2250 a.C, attraversarono l'Europa e si andarono a stanziare nelle Americhe. La seconda civiltà erano degli Ebrei che lasciarono Gerusalemme nel 600 a.C poco prima della distruzione della città e passato l'Oceano pacifico si andarono a stanziare anche loro nelle Americhe [14]. Quest'ultimi si divisero in due nazioni, ossia i Nefiti e i Lamaniti. Tutti questi popoli, dopo molto tempo, furono distrutti eccetto i Lamaniti (i quali in una grande battaglia vicino alla collina di Cumorah in Palmyra, nello Stato di New York, attorno al 400 d.C sconfissero e annientarono tutti i Nefiti tranne che uno, Moroni il quale dopo la battaglia scrisse su altre tavole il libro di Ether e quello di Moroni – le 'parole proprie' di cui si legge nell'Introduzione al Libro di Mormon - e nascose presso quella collina anche queste tavole) i quali costituiscono, a detta dei Mormoni, i principali antenati degli Indiani Americani. Tra tutti gli eventi raccontati nel Libro di Mormon il più importante è l'apparizione di Cristo ai Nefiti sul continente americano. Si legge infatti nell'Introduzione del libro: 'L'evento culminante descritto nel Libro di Mormon è il ministero svolto personalmente dal Signore Gesù Cristo presso i Nefiti poco dopo la Sua risurrezione. Esso illustra le dottrine del Vangelo, spiega il piano di salvezza e dice agli uomini cosa devono fare per acquisire la pace in questa vita e la salvezza eterna nella vita a venire' (Dall'Introduzione al Libro di Mormon. Per quanto riguarda il ministerio di Gesù sul continente americano occorre dire che esso era stato predetto da Nefi (cfr. Libro di Mormon, 2 Nefi 26:1). Egli si manifestò ai Nefiti dopo essere asceso al cielo da Gerusalemme (cfr. ibid., 3 Nefi 10:18). Questa discesa di Cristo dal cielo tra i Nefiti fu annunciata dal cielo da una voce che disse: 'Ecco il mio beneamato Figliuolo, in cui ho preso diletto, e nel quale ho glorificato il mio nome; ascoltatelo' (Libro di Mormon, 3 Nefi 11:7). Dopo di ciò Gesù apparve ai Nefiti e disse loro di mettere le loro mani nel suo fianco e di sentire le impronte dei chiodi nelle mani e nei piedi affinché essi riconoscessero che egli era l'Iddio d'Israele che era stato messo a morte per i peccati del mondo (cfr. Libro di Mormon, 3 Nefi 11:14). La moltitudine dopo avere fatto ciò cadde ai suoi piedi e lo adorò. Dopo di ciò Gesù scelse dodici discepoli e diede loro il potere di battezzare per immersione dicendogli quali parole pronunciare nel battesimo; poi gli disse che chi non avrebbe creduto in lui e non sarebbe stato battezzato sarebbe stato dannato. Dopo avere detto altre cose ripeté il sermone sul monte (cfr. Matteo 5,6,7; Libro di Mormon, 3 Nefi cap. 12,13,14) con alcune modifiche qua e là. Poi gli disse che essi erano le altre pecore di cui aveva parlato in Israele (cfr. Giov. 10:16). In seguito Gesù comandò di portargli gli ammalati e la gente fece così e gli ammalati furono guariti. Poi ordinò loro di portargli i bambini, che lui benedisse. Poi Gesù istituì tra i Nefiti la santa cena e diede istruzioni a riguardo (cfr. Libro di Mormon, 3 Nefi 18:1-29). Poi egli diede ai suoi discepoli il potere di dare lo Spirito Santo. Dopodiché Gesù ascese di nuovo al cielo (cfr. ibid., 3 Nefi 18:39). Il giorno dopo Gesù scese di nuovo dal cielo in mezzo ai Nefiti. In questa occasione Gesù disse ai Nefiti che non aveva mai visto una fede così grande come la loro, e che tra di loro aveva fatto miracoli ancora più grandi di quelli che aveva fatto in Israele e che nessuno dunque all'infuori di loro aveva veduto cose così grandi (cfr. ibid., 3 Nefi 19:35-36). Gesù poi distribuì fra le genti riunite il pane e il vino. Disse che avrebbe radunato il suo popolo in quella terra, che egli era il profeta simile a Mosè che doveva sorgere, e predisse la costruzione della Nuova Gerusalemme sul suolo americano (cfr. ibid., 3 Nefi 20:22, 23-26; 21:23). Dopo avere loro detto altre cose ascese di nuovo al cielo. Dopo questa ennesima ascesa al cielo Gesù apparve ai suoi dodici discepoli, e a tre di questi diede il potere sulla morte, in altre parole di non vedere la morte fino al suo ritorno. Costoro sono conosciuti dai Mormoni come i 'tre Nefiti', e secondo il Libro di Mormon 'sono simili agli angeli di Dio, e pregando il Padre nel nome di Gesù essi possono manifestarsi a qualunque persona, come parrà loro opportuno' (Libro di Mormon, 3 Nefi 28:30). Di loro viene raccontato tra i Mormoni che durante la storia dei Mormoni sono apparsi a molti prestando svariati servizi e consolando [15].

Come potete vedere, per i Mormoni, il Libro di Mormon, oltre che pretendere di tracciare la storia delle antiche civiltà del continente americano, pretende di contenere o essere la pienezza del Vangelo, pienezza che invece non è contenuta nella Bibbia o non è la Bibbia per i motivi già esposti, per cui è il Libro di Mormon e non la Bibbia che mostra agli uomini la via per ottenere la salvezza eterna; quindi agli occhi dei Mormoni esso è più importante e autorevole della Bibbia. D'altronde lo stesso Joseph Smith affermò 'che un uomo si avvicina di più a Dio obbedendo ai suoi precetti che a quelli di qualsiasi altro libro' (Dall'Introduzione al Libro di Mormon). Questo spiega perché i missionari mormoni si studiano di divulgare il Libro di Mormon anziché la Bibbia. Ma il Libro di Mormon è reputato superiore alla Bibbia dai Mormoni anche perché, mentre nella Bibbia ci sono degli errori di traduzione nel Libro di Mormon non ci sono errori di nessun genere perché Joseph Smith affermò: 'Ho detto ai Fratelli che il Libro di Mormon è il libro più giusto della terra...' (Ibid.). Il che significa che nel Libro di Mormon tradotto da Joseph Smith 'per potere e dono di Dio' non c'erano errori di sorta, perché il suo traduttore era stato ispirato da Dio (a differenza dei traduttori della Bibbia). James Talmage è categorico a tale riguardo: 'Il traduttore autorizzato e ispirato di questi sacri scritti (…) è Joseph Smith…' (James Talmage, op. cit., pag. 255).

Confutazione

Dopo avere parlato brevemente del Libro di Mormon vogliamo passare a dimostrare innanzi tutto che la Bibbia è di per se stessa completa e quindi sufficiente alla salvezza e ad ammaestrare i credenti, e poi che da essa dopo la morte degli apostoli non sono state asportate parti chiare e preziose, come dicono invece i Mormoni. In seguito parleremo dell'Urim e del Thummim, di Moroni, dei testimoni e della loro testimonianza, delle modifiche apportate al Libro di Mormon e delle contraddizioni presenti in esso, contraddizioni non solo nei confronti della sacra Scrittura ma anche nei confronti degli altri libri cosiddetti sacri dei Mormoni, e del fatto che quello che è chiamato 'pienezza del Vangelo' non contiene molti degli insegnamenti fondamentali dei Mormoni. Parleremo pure dell'apparizione di Gesù Cristo sul continente americano per dimostrare come essa non sia vera, e diremo alcune cose sulla lingua da cui è detto furono tradotte le tavole d'oro, ed altre cose. Lo scopo è quello di dimostrare che il Libro di Mormon va rigettato senza esitazione perché opera di un impostore.

La Bibbia che possediamo è completa e non incompleta

La Bibbia è la Parola di Dio; essa è composta da sessantasei libri di cui trentanove dell'Antico Patto e ventisette del Nuovo Patto, i quali sono tutti ispirati da Dio secondo che è scritto: "Ogni Scrittura è ispirata da Dio" (2 Tim. 3:16), ed anche: "Nessuna profezia della Scrittura procede da vedute particolari; poiché non è dalla volontà dell'uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo" (2 Piet. 1:20-21). Qualcuno forse dirà: 'Ma queste parole di Paolo e di Pietro si riferiscono alle Scritture dell'Antico Patto!' Sì, è così infatti Paolo prima di dire a Timoteo quelle parole gli disse: "che fin da fanciullo hai avuto conoscenza degli Scritti sacri, i quali possono renderti savio a salute mediante la fede che è in Cristo Gesù" (2 Tim. 3:15); ma questo non significa che gli Scritti di Paolo non sono ispirati da Dio e quindi non vanno chiamati anch'essi sacra Scrittura. Difatti l'apostolo Pietro alla fine della sua seconda epistola parlando delle cose difficili a capire presenti nelle epistole di Paolo dice che gli uomini ignoranti ed instabili le torcono "come anche le altre Scritture" (2 Piet. 3:16) cioè gli Scritti dell'Antico Testamento che essi possedevano. Come potete vedere Pietro chiamava "Scritture" anche gli Scritti di Paolo che fu un suo contemporaneo. Comunque anche all'interno delle epistole di Paolo ci sono espressioni che attestano l'origine divina delle sue parole. Per esempio ai Tessalonicesi dice che essi avevano ricevuto la parola predicata da lui, Silvano e Timoteo non come parola di uomini ma "quale essa è veramente, come parola di Dio" (1 Tess. 2:13), ed ancora: "Questo vi diciamo per parola del Signore" (1 Tess. 4:15). Ai Corinzi egli dice: "Le cose che io vi scrivo sono comandamenti del Signore" (1 Cor. 14:37); ed anche: "Parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo" (2 Cor. 2:17). Anche per quanto riguarda le parole dell'apostolo Pietro (quelle riguardanti l'ispirazione della Scrittura citate prima) va detto che esse si riferiscono agli Scritti dell'Antico Testamento, ma anche nel suo caso va detto che i suoi Scritti sono ispirati da Dio e perciò parola di Dio, difatti alla fine della sua prima epistola egli dice che le cose che egli ha scritto sono la vera grazia di Dio ed esorta i santi a rimanere saldi in essa (cfr. 1 Piet. 5:12). Sono Parola di Dio quindi anche gli Scritti di Paolo e Pietro, come pure quelli di Matteo, Marco, Luca, Giovanni, dello scrittore agli Ebrei, di Giacomo, e Giuda. L'ispirazione di tutti questi Scritti (cioè quelli dell'Antico e del Nuovo Patto) ci è attestata dallo Spirito Santo che Dio ha mandato nei nostri cuori. Infatti quando noi leggiamo una qualsivoglia parte di essi in noi avvertiamo l'assenso dello Spirito Santo che si manifesta nella pace, nella gioia che Egli ci fa provare quando posiamo i nostri occhi su quelle parole o le meditiamo. Nel caso poi qualcuno è cieco lo Spirito gli attesta la stessa cosa nel momento che egli ascolta le parole di questi Scritti con le sue orecchie. Ma perché dalla lettura o dall'ascolto delle parole di tutti questi Scritti noi riceviamo pace e gioia? Perché le parole di Dio consolano, edificano e rallegrano il nostro uomo interiore. E non solo la loro lettura o ascolto ci rallegrano e consolano ma anche la loro osservanza; infatti noi proviamo grande gioia e pace nell'osservare i precetti di Dio. Veniamo ora al contenuto della Bibbia. La Bibbia contiene tutto ciò che l'uomo ha bisogno di credere per essere salvato e che noi credenti abbiamo bisogno di sapere per piacere a Dio con tutta la nostra condotta.

Per essere salvati. Prendiamo inizialmente gli scritti del Nuovo Testamento. Paolo dice ai Romani che per essere salvati si devono fare queste cose: "Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l'ha risuscitato dai morti, sarai salvato" (Rom. 10:9); e nel Nuovo Testamento ci sono molti passi che parlano della signoria di Cristo e del fatto che Dio l'ha risuscitato dai morti. Quindi se un peccatore apre un Nuovo Testamento e legge la storia di Gesù di Nazaret (scritta da Matteo o da Luca o da Marco o da Giovanni) e l'accetta così come è scritta viene salvato all'istante da Dio. Anche nel caso egli leggesse solo una epistola di Paolo e confessasse che Gesù è il Signore e credesse col cuore che Dio l'ha risuscitato dai morti egli verrebbe salvato all'istante da Dio. E se per caso egli avesse solo gli Scritti dell'Antico Patto? Bene, diciamo che anche in questo caso egli può essere salvato perché la legge, i Salmi e i profeti parlano di Gesù di Nazaret. Nei Salmi e nei profeti per esempio sono trascritte le sofferenze del Cristo per i nostri peccati, nel salmo sedicesimo Davide parla della risurrezione del Cristo; quindi se uno crede che quelle parole si sono adempiute in Gesù di Nazaret, di cui egli ha udito parlare, egli viene salvato dai suoi peccati. Ricordatevi che l'eunuco quando Filippo lo sentì parlare stava leggendo il profeta Isaia, e che Filippo da quel passo della Scrittura gli annunciò Gesù, e l'eunuco fu salvato (cfr. Atti 8:26-38). Ancora non c'erano gli Scritti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni che parlano della venuta di Cristo della sua morte e risurrezione e di come in lui si sono adempiute le Scritture; eppure Filippo da quel passo di Isaia gli annunciò lo stesso Gesù che predichiamo noi, e quell'eunuco fu salvato. Anche l'apostolo Paolo a Roma annunciò ai Giudei che Gesù era il Cristo traendo i suoi ragionamenti dalle Scritture dell'Antico Patto ed alcuni restarono persuasi e furono salvati (cfr. Atti 28:23-24). A dimostrazione questo che anche solo con gli Scritti dell'Antico Patto si può annunciare ai Giudei la morte e la risurrezione di Cristo e persuaderli che Gesù è il Cristo (naturalmente per far questo è necessario conoscere bene le Scritture dell'Antico Patto e quelle del Nuovo). Quindi dei Giudei possono rimanere persuasi che Gesù di Nazaret è il Messia morto per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione sentendo parlare accuratamente delle cose relative a Gesù solo con la legge, i Salmi e i profeti. Niente di cui meravigliarsi ben sapendo che l'Evangelo fu promesso da Dio negli Scritti dell'Antico Testamento (cfr. Rom. 1:2-3); tanto è vero che Gesù quando apparve ai due che erano sulla via di Emmaus "cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo concernevano" (Luca 24:27), e quando apparve ai suoi discepoli disse loro: "Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme" (Luca 24:46-47). Va detto ora qualcosa circa il mistero di Dio occulto sin dalle più remote età, ma manifestato ai santi del Signore nella pienezza dei tempi. Mi riferisco al fatto che i Gentili sono eredi con i Giudei, e membri di un medesimo corpo con loro perché Cristo sulla croce ha fatto morire l'inimicizia che esisteva fra loro e Dio e quella che esisteva fra i Giudei e i Gentili; ossia come dice Paolo: "Ha abbattuto il muro di separazione con l'abolire nella sua carne la causa dell'inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti" (Ef. 2:14-15). Questo mistero infatti è strettamente collegato al messaggio della salvezza perché con la sua rivelazione Dio ha manifestato che Egli "vuole che tutti gli uomini siano salvati" (1 Tim. 2:4), e non solo i Giudei. E' evidente che fino a che Cristo non morì sulla croce e lo Spirito Santo non rivelò questo mistero ai santi apostoli e profeti, questo mistero rimase nascosto. Sì, nelle Scritture dell'Antico Patto vi erano molti versi che predicevano in svariate maniere che i Gentili un giorno sarebbero entrati a far parte del popolo di Dio per cui Dio non si sarebbe vergognato di chiamarli suo popolo, ma questi passi erano coperti da un velo per cui ancora non venivano intesi. Ma quando il Signore aprì la mente per intenderli allora le cose furono chiare agli occhi di Giudei e Gentili; Dio aveva deciso di chiamare i Gentili a far parte del suo popolo. E come poté adempiersi questa predizione di Dio? Mediante la morte sulla croce di Cristo Gesù. Infatti, come ho detto prima, egli morendo sulla croce abbatté il muro di separazione, costituito dalla legge di Mosè, che divideva Giudei e Gentili da Dio, e i Giudei dai Gentili. E banditore di questo mistero fu costituito Paolo da Tarso il quale nelle sue epistole ne parla in svariate maniere. Le sue epistole sono dunque necessarie per intendere la gloria di questo mistero. Il piano della salvezza che Dio aveva formato in se stesso avanti la fondazione del mondo è stato dunque fatto conoscere a tutte le nazioni.

Per piacere a Dio. Paolo dice a Timoteo che ogni Scrittura è ispirata da Dio "e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona" (2 Tim. 3:16-17): quindi per essa noi possiamo essere resi compiuti. Consideriamo gli Scritti del Nuovo Testamento; in essi ci sono i precetti per i mariti e per le mogli, per i figli e per i genitori, per i servi e per i padroni, per i conduttori e per i fedeli, in essa ci sono diversi riferimenti alla preghiera, al digiuno, alla lode, alla elemosina e ad ogni altra opera buona, ai miracoli e alle rivelazioni e a tante altre cose; in verità essi sono in grado di renderci compiuti in ogni bene e renderci savi in Cristo. E non è che questo discorso non può essere fatto per gli Scritti dell'Antico Patto perché anche in essi ci sono tanti precetti per tutti noi, non importa la posizione che ricopriamo nel corpo di Cristo o se siamo maschi o femmine, genitori o solo figli, la cui osservanza porta onore a Dio; in essi ci sono tante storie che ci esortano ad avere fede in Dio per ottenere rivelazioni, guarigione, doni, ecc., ed oltre che fede in Dio anche pazienza per ottenere l'adempimento delle promesse di Dio. Paolo dice ai Romani che "tutto quello che fu scritto per l'addietro, fu scritto per nostro ammaestramento, affinché mediante la pazienza e mediante la consolazione delle Scritture, noi riteniamo la speranza" (Rom. 15:4). Naturalmente, va detto che per quanto riguarda diverse cose (precetti su cibi, su giorni, sulla circoncisione, ecc.,) per evitare di ricadere sotto la legge di Mosè sono necessari gli insegnamenti degli apostoli che spiegano che quelle cose sono ombra di cose che dovevano avvenire e quindi non vanno più osservate. Ma Dio, che ben sapeva tutto ciò, a suo tempo ha provveduto l'insegnamento che completa quello antico.

La conoscenza delle cose future. Per quanto riguarda gli avvenimenti che devono accadere prima del ritorno di Cristo, al suo ritorno, e dopo il suo ritorno, ci sono scritti nella Bibbia così tanti riferimenti che possiamo dire di non avere bisogno di sapere di più. Basta leggere le parole concernenti gli avvenimenti ultimi pronunciate da Gesù sul monte degli Ulivi prima di essere arrestato ed in altre circostanze, quelle scritte da Paolo, da Pietro, da Giovanni, e quelle pronunciate dagli antichi profeti secoli prima della venuta di Cristo (Isaia, Ezechiele, Daniele, Gioele, Zaccaria, Malachia) per rendersi conto di questo.

E badate che tutte queste cose erano già scritte nel primo secolo, quindi quando ancora non esisteva il Libro di Mormon! Se dunque la Scrittura era completa già a quel tempo quando il Libro di Mormon non esisteva, non si capisce proprio perché avrebbe dovuto essere incompleta ai giorni di Joseph Smith! In effetti la parte che mancava alle Scritture (qui mi riferisco a quelle dell'Antico Patto già disponibili prima dell'apparizione di Cristo) affinché divenissero complete era quella concernente la venuta di Cristo. Ed infatti una volta che Cristo apparve e compì l'opera del Padre suo trasmettendo le sue parole e morendo sulla croce per i nostri peccati e risuscitando il terzo giorno (e la sua vita e i suoi insegnamenti e le sue predizioni furono messi per iscritto), e gli apostoli dopo di lui trasmisero per iscritto da parte di Dio altri insegnamenti e altre predizioni utili alla Chiesa, allora le Scritture furono rese complete.

La Bibbia così composta è la finale rivelazione di Dio all'uomo. Non manca proprio nessun scritto per renderla completa perché già lo è. Guai a chi aggiunge altri scritti ad essa; Gesù Cristo a Giovanni sull'isola di Patmos attestò infatti: "Io lo dichiaro a ognuno che ode le parole della profezia di questo libro: Se alcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali le piaghe descritte in questo libro" (Ap. 22:18). Qualcuno forse obbietterà che queste parole si riferiscono esclusivamente al libro della Rivelazione, ma non è così. Come potremmo infatti affermare che sia lecito aggiungere qualcosa alla Bibbia nel suo insieme tranne che al libro della Rivelazione solo perché quelle parole di Gesù sono scritte alla fine di questo specifico libro della Bibbia? Ma non è forse scritto nella legge: "Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando, e non ne toglierete nulla..." (Deut. 4:2)? Quindi, l'ordine di non aggiungere nulla, pena la punizione descritta nel libro della Rivelazione, riguarda anche la Bibbia nel suo insieme e non solo il libro della Rivelazione; e poi quand'anche uno aggiungesse delle parole solo al libro della Rivelazione implicitamente le aggiungerebbe alla Bibbia perché l'Apocalisse è parte della Bibbia. Il Libro di Mormon è un'aggiunta alla Bibbia che viene fatta passare per una parola aggiunta da Dio al canone delle Scritture per mezzo di Joseph Smith; si legge infatti nell'Introduzione del libro: 'Il Libro di Mormon è un volume di Sacre Scritture paragonabile alla Bibbia'. Quest'affermazione è falsa perché oltre la Bibbia non esiste sulla faccia di tutta la terra un altro libro che può essere definito sacra Scrittura come la Bibbia; tutti coloro che pretendono di possedere dei libri sacri (oltre la Bibbia o al posto della Bibbia) definendoli sacre Scritture sono stati sedotti dal serpente antico e seducono gli altri. Tra questi ci sono pure i Mormoni (e lo dimostreremo fra breve facendo notare gli errori e le contraddizioni del Libro di Mormon). Sono false dunque le parole scritte nel libro di Nefi secondo le quali Dio avrebbe detto che noi non dobbiamo supporre che lui non abbia fatto scrivere delle altre Bibbie oltre a quella che possediamo [16]. E non corrispondono a verità neppure le altre parole scritte nel primo libro di Nefi, secondo le quali 'molte cose chiare e preziose furono tolte dal libro', cioè dalla Bibbia, dopo che esso passò tra le mani della chiesa grande e abominevole (è sottintesa la chiesa cattolica romana). E questo perché le molte copie dei manoscritti dell'Antico Testamento che esistono variano solo in certe cose minime quali l'ortografia delle parole, l'omissione di una frase qui e là. Nell'insieme si può dire che nessuna parte dei Libri dell'Antico Testamento esistenti al tempo di Gesù e degli apostoli è andata perduta ma che noi possediamo quegli stessi Libri dell'Antico Testamento che possedevano gli Ebrei senza nessuna parte fondamentale mancante. Una conferma dell'attendibilità dei Libri dell'Antico Testamento così come li abbiamo noi ora dopo migliaia di anni dalla loro stesura è venuta dal ritrovamento nel 1947 dei manoscritti tra i rotoli del Mar Morto che generalmente datano dal 200 circa al 50 a.C. Ebbene questi manoscritti contengono porzioni di ogni Libro dell'Antico Testamento eccetto Ester, e gli studi hanno rivelato che questi documenti così antichi sono sostanzialmente identici al testo dell'Antico Testamento che noi possediamo. Anche per quanto riguarda i manoscritti del Nuovo Testamento, i più vecchi dei quali risalgono al secondo secolo dopo Cristo, la situazione è sostanzialmente la medesima. Le variazioni che si possono riscontrare in essi, che sono copie degli originali o copie delle copie fatte dagli originali, sono di una importanza relativa perché riguardano questioni di ortografia, l'ordine delle parole, il tempo di alcuni verbi, e così via; ma in essi non mancano parti importanti del testo originale, e le variazioni esistenti non intaccano le dottrine fondamentali della Bibbia. Una conferma a ciò che stiamo dicendo in difesa dell'Antico e del Nuovo Testamento così come li abbiamo oggi nella Bibbia viene dalla versione latina della Bibbia denominata Vulgata che risale al quarto secolo dopo Cristo (dunque in piena apostasia secondo i Mormoni) e che fu fatta da Girolamo, (che è la versione della Bibbia adottata ufficialmente dalla chiesa cattolica romana con il concilio di Trento): in essa non mancano parti 'chiare e preziosissime' degli antichi manoscritti. Vero è che in essa sono presenti dei passi tradotti malamente da Girolamo, ma in essa non mancano 'parti chiare e preziosissime' della Bibbia da ritenerla una versione della Bibbia 'mutilata' di parti fondamentali, non sufficiente dunque per la salvezza.

Possiamo concludere questa parte dicendo che i Mormoni dicono che le traduzioni della Bibbia sono tutte infedeli e da essa sono state asportate dalla chiesa apostata tante parti preziose e importanti e che Dio non smise di fare scrivere in maniera ispirata con Giovanni per il semplice motivo che devono fare credere alle persone che il Libro di Mormon e gli altri loro libri sacri colmano tutte le lacune della Bibbia perché Dio in seguito avrebbe dato a Joseph Smith delle importanti 'rivelazioni' per la salvezza dell'umanità; rivelazioni che restaurano il Vangelo mutilato dalla chiesa apostata. Mentre noi sappiamo che la Bibbia che possediamo non è manomessa ma si attiene fedelmente all'originale e contiene tutto ciò che abbisogniamo di credere e di sapere per piacere a Dio con tutta la nostra condotta. Nella sostanza si può dunque dire che i Mormoni attaccano la sacra Scrittura come fanno i Cattolici romani perché sia per i Mormoni che per i Cattolici la Bibbia non è completa e non basta per essere salvati. Solo che mentre per i Mormoni ciò che manca alla Bibbia è costituito dalle 'rivelazioni' di Joseph Smith e degli altri presidenti mormoni, per i Cattolici ciò che manca alla Bibbia è costituito dalla Tradizione che è formata dagli insegnamenti dei cosiddetti padri della Chiesa e che viene asserito procede da Dio. Sì, i Mormoni e i Cattolici spiegano l'incompletezza della Scrittura facendo dei ragionamenti diversi ma arrivano ambedue alla stessa conclusione: la Bibbia non è completa e perciò non basta per essere salvati. Nella sostanza dunque cambia ben poco. Nulla di cui meravigliarsi perché noi sappiamo che al diavolo quello che alla fin fine importa è che la Bibbia non sia dichiarata dagli uomini sufficiente e completa, per poter aggiungervi le menzogne che lui vuole mediante le quali la Scrittura viene annullata e il regno dei cieli serrato dinanzi agli uomini. Che poi le menzogne siano quelle di Joseph Smith o quelle di Agostino di Ippona o di Girolamo o di qualcun altro a lui non importa nulla.

L'Urim e il Thummim non erano strumenti che servivano a tradurre ma a consultare Dio

Come abbiamo visto prima Joseph Smith asserì che Moroni oltre a rivelargli la presenza di tavole d'oro presso la collina di Cumorah, gli rivelò che assieme ad esse c'erano due strumenti chiamati l'Urim e il Thummim con i quali avrebbe dovuto tradurre ciò che era scritto sulle tavole. Ora, dell'Urim e del Thummim la Scrittura ne parla; vediamo cosa essa dice. Quando Dio disse a Mosè come dovevano essere i paramenti sacri che dovevano essere fatti per Aaronne gli disse: "Metterai sul pettorale del giudizio l'Urim e il Thummim; e staranno sul cuore d'Aaronne quand'egli si presenterà davanti all'Eterno" (Es. 28:30). Quindi l'Urim e il Thummim furono fatti e apposti sul pettorale del giudizio sull'efod di Aaronne per ordine di Dio. La Scrittura non ci dice però come essi erano fatti o in che cosa consistevano; nella nota ai margini della Riveduta fatta da Luzzi troviamo le seguenti parole 'Luci e perfezioni' e basta. Ma quantunque non sappiamo come fossero fatti esattamente questi oggetti sappiamo a che cosa servivano; servivano a consultare Dio in determinate circostanze. Le Scritture che attestano ciò sono le seguenti: "Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleazar, che consulterà per lui il giudizio dell'Urim davanti all'Eterno" (Num. 27:21); "E Saul consultò l'Eterno, ma l'Eterno non gli rispose né per via di sogni, né mediante l'Urim..." (1 Sam. 28:6); "Ma Davide, avuta conoscenza che Saul gli macchinava del male, disse al sacerdote Abiathar: 'Porta qua l'efod'..." (1 Sam. 23:9); "Davide disse al sacerdote Abiathar, figliuolo di Ahimelec: Ti prego, portami qua l'efod. E Abiathar portò l'efod a Davide. E Davide consultò l'Eterno..." (1 Sam. 30:7-8). Come potete vedere l'Urim e il Thummim non servivano a tradurre documenti da una lingua in un altra ma a consultare Dio perché Dio aveva stabilito di farsi consultare tramite questi oggetti. La Scrittura non ci dice però in che maniera faceva colui che consultava Dio mediante di essi a discernere quando la risposta era affermativa o negativa; comunque sia, le Scritture fanno capire che il sommo sacerdote riusciva a capire chiaramente l'esito della consultazione perché l'Urim e il Thummim erano fatti in maniera che non ci si poteva sbagliare.

Abbiamo dimostrato quindi che Joseph Smith ha mentito dicendo che un messaggero di Dio gli ha mostrato l'Urim e il Thummim con cui tradurre le tavole d'oro. Ma domandiamoci; ma che bisogno ci sarebbe stato dell'Urim e del Thummim per tradurre degli Scritti sacri quando Dio è potente da dar sapienza ad un suo servo qualsiasi per tradurre le sue parole anche se sono scritte in una lingua sconosciuta? Prendiamo l'esempio di Daniele; la Scrittura ci dice che mentre Belsatsar teneva un particolare convito apparvero delle dita d'una mano d'uomo, che si misero a scrivere, di faccia al candelabro, sull'intonaco della parete del palazzo reale. Il re allora chiamò gl'incantatori, i Caldei e gli astrologi affinché gli traducessero quelle parole che quelle dita avevano scritto sulla parete; ma nessuno di essi riuscì a tradurle. Dopo fu chiamato anche Daniele, il quale in seguito alla sapienza che gli aveva dato Dio vi riuscì (cfr. Dan. 5:1-29). Eppure per ammissione di Joseph Smith quelle tavole d'oro non avrebbero potuto essere tradotte senza l'aiuto dell'Urim e del Thummim! Che falsità! La verità è che lui escogitò questo fatto per far apparire il suo scritto come un documento unico, divino, che solo lui sulla terra per concessione divina con l'aiuto appunto di questi due oggetti di cui parla la Scrittura poté tradurre. Ma poi ci si potrebbe pure domandare: Ma che cosa ci facevano l'Urim e il Thummim nel continente americano, e poi proprio vicino a casa sua? Che dire? Ci si trova veramente davanti ad un falso racconto storico abilmente camuffato.

Moroni non può essere né un angelo di Dio e neppure un essere risorto

Secondo il Libro di Mormon, Moroni era figlio di Mormon e visse circa quattrocento anni dopo la nascita di Cristo nel continente americano. Sarebbe stato lui a nascondere nella collina di Cumorah le tavole d'oro scritte da suo padre ed altre tavole scritte da lui medesimo e ad apparire come essere risuscitato a Joseph Smith circa 1400 anni dopo. Ecco cosa dice l'Introduzione del Libro di Mormon a tale riguardo: 'Dopo aver completato i suoi scritti Mormon consegnò il resoconto al figlio Moroni, il quale vi aggiunse parole proprie e nascose poi le tavole nella collina di Cumorah. Il 21 settembre 1823 lo stesso Moroni, divenuto un esser glorificato e risorto, apparve al profeta Joseph Smith e lo istruì in merito agli antichi annali e alla traduzione che doveva esserne fatta in lingua inglese'. E' vero o falso tutto ciò alla luce della Parola di Dio? E' falso. I motivi sono i seguenti.

La visione di Moroni è falsa perché nessuno di coloro che sono morti sia prima della venuta di Cristo che dopo è fino ad ora risuscitato. Tutti aspettano la risurrezione, nessun escluso; quindi ammesso e non concesso che Moroni sia vissuto centinaia di anni dopo Cristo, egli dopo morto non poté in nessun modo risuscitare ed essere glorificato.

La visione di Moroni è falsa perché egli viene chiamato un angelo di Dio. Questo è in contraddizione persino con la sua presunta risurrezione, perché in nessuna parte della Scrittura è detto che i risorti diventano angeli. I risorti, Gesù disse, "son come angeli ne' cieli" (Matt. 22:30), ma non che sono angeli nei cieli. Gli angeli di Dio non sono degli uomini vissuti sulla terra che poi sono stati risuscitati e glorificati da Dio; essi sono delle creature celesti.

La visione di Moroni è falsa perché Moroni avrebbe detto a Joseph Smith che esistevano delle tavole d'oro nascoste che contenevano la pienezza del Vangelo eterno, in altre parole la parte mancante del Vangelo che non troviamo nella Bibbia, cosa questa che è falsa perché il Vangelo così com'è scritto nella Bibbia è già completo. Noi possediamo il pieno Vangelo eterno, ma questo è nella Bibbia e basta. E allora che cosa è il Libro di Mormon se non è la pienezza del Vangelo? Semplice; un'altro Vangelo; e questo lo dimostreremo fra poco. E dato che Paolo dice ai Galati: "Se alcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema" (Gal. 1:9), noi diciamo: 'Sia maledetto questo Moroni nel cospetto dell'Iddio vivente perché ha annunciato un Vangelo diverso da quello che abbiamo ricevuto!'

I testimoni che asseriscono di avere visto le tavole d'oro sono del tutto inattendibili

Come abbiamo visto, secondo quello che viene insegnato dalla chiesa mormone Joseph Smith dopo avere compiuto la traduzione delle tavole d'oro sulle quali era trascritta la pienezza del Vangelo le avrebbe restituite a Moroni. Quindi esse non sono più reperibili per constatarne la loro esistenza. Ma nonostante ciò si può essere certi, essi dicono, che queste tavole esistettero perché furono viste da Oliver Cowdery, David Whitmer e Martin Harris che hanno testimoniato per iscritto di averle viste. La loro testimonianza è posta in ogni copia del Libro di Mormon dopo l'Introduzione. C'è da fidarsi di queste parole sottoscritte da questi tre uomini? No, nella maniera più assoluta. Noi rigettiamo questa loro testimonianza secondo la quale un angelo di Dio avrebbe loro portato le tavole d'oro affinché le vedessero. Un angelo di Dio, che è santo, non avrebbe potuto mai confermare a quegli uomini l'esistenza di tavole su cui era scritto la pienezza del Vangelo. Ma questo lo poteva fare Satana che Paolo dice "si traveste da angelo di luce" (2 Cor. 11:14). E quand'anche non gli fosse apparso Satana travestito da angelo di luce, può essere successo benissimo che Joseph Smith mostrò a quegli uomini qualcosa che rassomigliasse a delle tavole d'oro con qualche incisione sopra (niente di cui meravigliarsi ben sapendo che tipo di uomo fosse questo Joseph Smith). Oltre a tutto ciò bisogna dire che 'i tre testimoni' che attestarono di avere visto le tavole d'oro scoperte da Joseph Smith e poi tradotte da lui stesso, furono definiti in seguito dai Mormoni loro contemporanei 'ladri e contraffattori', quindi non degni di fiducia. Joseph Smith scrisse nella History of the Church che nessuno dei tre era degno di essere menzionato (cfr. Joseph Smith, History of the Church, vol. III, pag. 232) e chiamò David Whitmer un asino: 'Ma non della stessa razza di quello di Balaam… egli raglia maledizioni anziché benedizioni. Povero asino!' (ibid., pag. 228). Per quanto riguarda Martin Harris occorre dire che in un occasione ebbe a dichiarare di avere visto le tavole d'oro 'con l'occhio della fede', dato che a quel tempo esse erano coperte da un panno. Sempre a riguardo di Harris e dell'attendibilità della sua testimonianza, nel 1985 un uomo d'affari dello Utah consegnò alla chiesa dei Mormoni una lettera di cui l'autore è Martin Harris, uno dei 'tre testimoni' che attestarono di avere visto 'le tavole d'oro' scoperte da Joseph Smith e tradotte da lui. Ed in questa lettera, datata sette mesi dopo la pubblicazione del Libro di Mormon, Harris riferisce quali siano state le parole di Smith attorno alla sua scoperta, parole che contrastano nettamente quelle dello stesso Smith riportate sul Libro di Mormon. Secondo le parole di Harris infatti Smith disse di avere trovato le tavole d'oro in seguito ad un incantesimo infatti disse che fu un vecchio spirito (an old spirit) a dirgli di estrarre l'oro dal terreno. Inoltre Harris afferma che Smith era coinvolto nel 'money digging', la ricerca di tesori nascosti, servendosi dei suoi supposti poteri speciali e di una pietra divinatoria (seer stone) per trovare i tesori sepolti. La lettera suggerisce anche che Smith usò una pietra magica per trovare gli scritti sepolti (cfr. Time, May 20, 1985, pag. 40) [17]. Tutto questo naturalmente annulla la testimonianza di Smith scritta sul Libro di Mormon secondo la quale fu un angelo di Dio a mostrargli il posto dove erano le tavole d'oro su cui erano incise delle scritture divine lasciate da antichi Ebrei che erano emigrati in America [18]. Oliver Cowdery negò che il Libro di Mormon fosse la Parola di Dio. Questo lo si deduce dalle seguenti parole comparse nel 1841 sulla pubblicazione mormone Times and Seasons (Tempi e Stagioni): 'Sarebbe prova (...) che il Libro di Mormon non è sua Parola perché rinnegato da Oliver?' (Times and Seasons, vol. II, pag. 482: citato da Jerald e Sandra Tanner in op. cit., pag. 94). Dopo tutto ciò come si può credere alla testimonianza di quei tre uomini?

Dopo che la fiducia di Joseph Smith nei tre uomini sopra citati venne meno egli scrisse un'altra testimonianza chiamata 'La testimonianza degli otto testimoni' che è anch'essa posta dopo l'Introduzione in ogni copia del Libro di Mormon. Questi otto testimoni attestano 'con semplicità' di aver visto anche loro le tavole d'oro (mostrategli da Joseph Smith). Ma quest'altra testimonianza contrasta nettamente le seguenti parole di Dottrina e Alleanze, libro sacro per i Mormoni: 'E oltre alla tua testimonianza vi sarà la testimonianza di tre dei miei servitori, che chiamerò e ordinerò, ai quali mostrerò codeste cose, ed essi andranno e diffonderanno le mie parole che saranno state date loro tramite te. Sì, essi sapranno con certezza che queste cose sono vere, poiché lo dichiarerò loro dal cielo. Io darò loro il potere di guardare e di vedere codeste cose come esse sono: e a nessun altro concederò questo potere, di ricevere questa stessa testimonianza fra questa generazione...' (Dottrina e Alleanze 5:11-14). Come potete vedere il Signore avrebbe rivelato a Joseph Smith che avrebbe fatto vedere le tavole solo a tre persone e a nessun altro, mentre gli otto affermano solennemente di averle viste anche loro. Ci troviamo davanti all'ennesima contraddizione. Ma come fanno i Mormoni ad accettare tutte queste contraddizioni? In verità l'iddio di questo secolo ha accecato le loro menti.

Le modifiche apportate al Libro di Mormon annullano l'affermazione di Joseph Smith che esso era il libro più corretto che esistesse

Come abbiamo visto prima, Joseph Smith, dopo avere tradotto il Libro di Mormon, disse: 'Ho detto ai Fratelli che il Libro di Mormon è il libro più giusto della terra...'. Quindi anche più giusto della Bibbia, e perciò più attendibile della Bibbia. Secondo i Mormoni fu Dio stesso a suggerire a Smith le parole esatte da usare nella traduzione; essi infatti affermano che le tavole d'oro furono da lui tradotte per 'dono e potere di Dio'. Diciamo di più, Joseph Smith avrebbe detto che dopo avere fatto la traduzione delle tavole, lui e i testimoni andarono a pregare e sentirono una voce dir loro: 'Queste tavole (...) sono state tradotte mediante la potenza di Dio. La traduzione di esse che voi avete visto è corretta...' (History of the Church, vol. I, pag. 54-55: citato da Jerald and Sandra Tanner in op. cit., pag. 129). La verità invece è che il libro dalla sua prima edizione che uscì nel 1830 ha subito qualcosa come più di tremila modifiche, molte delle quali sono di natura grammaticale e ortografica. Ma in esso non c'erano solo errori grammaticali, che comunque non avrebbero dovuto esserci stando alle parole di Joseph Smith, ma anche errori di natura cronologica e teologica. Facciamo alcuni esempi a tale riguardo.

In Mosia 21:28, nella prima edizione si leggeva: 'Ora Limhi fu di nuovo riempito di gioia nell'apprendere che re Beniamino possedeva un dono di Dio, mediante il quale poteva interpretare tali incisioni'; ora invece al posto di re Beniamino c'è re Mosia; il motivo di questa modifica è perché il Libro di Mormon contiene una cronologia secondo la quale il re Beniamino risultava già morto (cfr. Libro di Mormon, Mosia 6:3-7 e 7:1).

In 1 Nefi 11:21 nella prima edizione si leggeva: 'E l'angelo disse: Ecco l'Agnello di Dio, sì, il Padre eterno', mentre ora si legge: 'E disse l'angelo: Ecco l'Agnello di Dio, sì, il Figlio del Padre Eterno'.

In 1 Nefi 11:18, nella prima edizione si leggeva: 'Ecco la vergine che vedi è la madre di Dio', mentre ora si legge: 'Ecco la vergine che vedi è la madre del Figliuolo di Dio…'.

Il Libro di Mormon contraddice la Bibbia

Vogliamo citare alcuni versi scritti nel Libro di Mormon che contrastano la sacra Scrittura e quindi la verità.

In Ether 3:14 a proposito di una 'apparizione' di Gesù Cristo al fratello di Giared sono attribuite a Gesù queste parole: 'Io sono Gesù Cristo. Sono il Padre ed il Figlio'. Il che non può essere vero perché il Padre e il Figlio non sono la stessa persona; sono uniti perché Gesù disse: "Io ed il Padre siamo uno" (Giov. 10:30), ma nello stesso tempo sono anche due persone distinte.

In Alma 7:9-10 è scritto: ...ed il Figliuolo di Dio viene sulla faccia della terra. Ed ecco nascerà da Maria, a Gerusalemme, che è la terra dei nostri avi...'. Ciò non è vero perché Gesù, secondo quanto dicono sia Matteo che Luca nacque in Betlemme; dice infatti Matteo: "Or essendo Gesù nato in Betleem di Giudea..." (Matt. 2:1), e Luca conferma ciò dicendo: "Or anche Giuseppe salì di Galilea, dalla città di Nazaret, in Giudea, alla città di Davide, chiamata Betleem, perché era della casa e famiglia di Davide, a farsi registrare con Maria sua sposa, che era incinta. E avvenne che, mentre eran quivi si compié per lei il tempo del parto; ed ella diè alla luce il suo figliuolo primogenito.." (Luca 2:4-7). Tutto ciò avvenne affinché si adempissero le parole del profeta: "E tu, Betleem, terra di Giuda, non sei punto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un Principe, che pascerà il mio popolo Israele" (Matt. 2:6).

In 2 Nefi 31:17 è scritto: 'Ecco, la porta dalla quale dovete entrare è il pentimento ed il battesimo dell'acqua; ed allora viene la remissione dei vostri peccati con il fuoco e lo Spirito Santo'. Il che significa che per ottenere la remissione dei peccati occorre ravvedersi, farsi battezzare e ricevere il battesimo con lo Spirito Santo. Questa, come vedremo in seguito, è la dottrina mormone sul come si ottiene la remissione dei peccati. Ciò è falso perché la remissione dei peccati si ottiene quando si crede in Gesù Cristo secondo che è scritto: "Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de' peccati mediante il suo nome" (Atti 10:43). Cosicché quando chi ha creduto viene battezzato in acqua ha già i suoi peccati rimessi mediante il nome di Cristo, così come i suoi peccati sono già rimessi quando sarà battezzato con lo Spirito Santo perché il battesimo con lo Spirito Santo (tranne che in alcune eccezioni) segue il battesimo in acqua.

In 2 Nefi 25:23 è scritto: '..sappiamo infatti che è per grazia che siamo salvati, dopo aver fatto noi stessi tutto il possibile', ma questo insegnamento è falso perché si oppone alla Scrittura che dice: "Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio" (Ef. 2:8) ed ancora: "Noi crediamo d'esser salvati per la grazia del Signor Gesù..." (Atti 15:11). La salvezza in altre parole non è qualcosa che si ottiene dopo avere fatto tutto il possibile per meritarsela ma si ottiene senza avere fatto nulla per meritarsela, cioè per grazia mediante la fede.

In Moroni 10:9 è scritto: 'Ecco, infatti, all'uno è dato dallo Spirito di Dio di poter insegnare la parola di saggezza' e nel verso successivo: 'Ad un altro, mediante lo stesso Spirito, è concesso di insegnare la parola di conoscenza'. Come potete vedere secondo queste parole lo Spirito dà sia la capacità di insegnare la parola di sapienza che la capacità di insegnare la parola di conoscenza. Ma ciò va contro la Parola di Dio che dice: "Infatti, a uno è data mediante lo Spirito parola di sapienza; a un altro, parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito" (1 Cor. 12:8). In altre parole la parola di sapienza e la parola di conoscenza non sono capacità di insegnare la parola di sapienza e la parola di conoscenza ma parole che si ricevono dallo Spirito che si devono semplicemente trasmettere. Infatti sia la parola di sapienza che quella di conoscenza sono delle rivelazioni; la parola di sapienza consiste nella rivelazione di un evento futuro (nascita e morte di qualcuno, carestia, guerra, ecc.), mentre la parola di conoscenza consiste nella rivelazione di qualcosa che è avvenuto o sta avvenendo (furto, bugia, ecc.).

Domandiamoci quindi: come può il Libro di Mormon essere di origine divina quando contrasta sfacciatamente la Parola di Dio? Da quello che noi sappiamo Dio non si può contraddire. La risposta al quesito è che esso non può essere di origine divina appunto perché contrasta la sacra Scrittura.

Il Libro di Mormon contraddice pure gli insegnamenti di Joseph Smith

Adesso vediamo come nel Libro di Mormon sono presenti versi che contrastano persino delle parole di Joseph Smith.

Nel Libro di Mormon si legge: 'Ed Ammon soggiunse: Credi tu che vi sia un Grande Spirito? Ed egli rispose: Sì. Ammon disse: E' Iddio. Ed Ammon gli chiese di nuovo: Credi tu che questo Grande Spirito, che è Iddio, abbia creato ogni cosa, sia in cielo che in terra?' Ed egli rispose: Sì, io credo che abbia creato ogni cosa...' (Libro di Mormon, Alma 18:26-29); mentre in Dottrina e Alleanze (libro considerato sacro dai Mormoni quanto il Libro di Mormon) si legge quanto segue: 'Il Padre ha un corpo di carne ed ossa, altrettanto tangibile quanto quello dell'uomo...' (Dottrina e Alleanze 130:22).

Nel Libro di Mormon si legge: 'Io so che Dio non è parziale, né mutevole; bensì immutabile, d'eternità in eternità' (Libro di Mormon, Moroni 8: 18); ma Joseph Smith affermò che 'un tempo Dio stesso era come noi siamo oggi, ed è un uomo esaltato...' (Robert L. Millett, Joseph Smith: Selected Sermons and Writings [Joseph Smith; Sermoni e Scritti Selezionati], N.J. (USA) 1989, pag. 131).

Il Libro di Mormon condanna la poligamia in questi termini: 'Perciò, fratelli miei, uditemi e date ascolto alla parola del Signore: Poiché nessuno fra di voi dovrà avere più di una moglie; e di concubine non ne avrà alcuna. Poiché Io, il Signore Iddio, mi diletto della castità delle donne. E la lussuria mi è in abominazione: così dice il Signore' (Libro di Mormon, Giacobbe 2:27-28), ed ancora: 'Ma avvenne che Riplakish non fece punto quanto è giusto agli occhi del Signore, poiché ebbe molte mogli e concubine' (ibid., Ether 10:5). Ma in Dottrina e Alleanze troviamo scritto: 'Abramo ricevette delle concubine ed esse gli diedero dei figli; e ciò gli fu imputato a giustizia, perché esse gli furono date ed egli obbediva alla mia legge; ed Isacco e Giacobbe pure non fecero null'altro che quanto fu loro comandato; e perché non fecero null'altro che quanto fu loro comandato, essi sono entrati nella loro esaltazione, secondo le promesse...' (Dottrina e Alleanze 132:37), ed ancora: 'Per quanto riguarda la legge del sacerdozio - se un uomo sposa una vergine, e desidera sposarne un'altra, e la prima dà il suo consenso, e se egli sposa la seconda ed esse sono vergini e non sono promesse ad alcun altro uomo, allora egli è giustificato; egli non può commettere adulterio, perché esse gli sono date; egli non può commettere adulterio con ciò che appartiene a lui ed a nessun altro. E se egli ha dieci vergini, che gli sono date in virtù di questa legge, egli non può commettere adulterio, poiché esse gli appartengono e gli sono date; pertanto egli è giustificato' (ibid., 132:61-62).

Queste contraddizioni nelle quali è caduto Joseph Smith ci fanno capire come Dio rende confusi coloro che fanno parlare la loro lingua e dicono: 'L'Eterno dice'. La Scrittura dice che Egli "prende gli abili nella loro astuzia" (Giob. 5:13) e che Egli si mostra "astuto col perverso" (Sal. 18:26). Non è forse quello che Dio ha fatto con quella volpe di Joseph Smith?

Il Libro di Mormon non contiene la cosiddetta pienezza del Vangelo che pretende di contenere

I Mormoni affermano che il Libro di Mormon contiene od è la pienezza del Vangelo, dove per questa espressione occorre intendere 'quelle leggi, dottrine, ordinanze, poteri ed autorità che occorrono per mettere in grado gli uomini di ottenere la pienezza della salvezza' (Encyclopedia of Mormonism, vol. II, pag. 530). Ma così non è perché il Libro di Mormon non contiene questi insegnamenti della chiesa mormone: 1) il sacerdozio di Melchisedec, 2) il sacerdozio di Aaronne, 3) la pluralità degli dèi, 4) Dio uomo esaltato, 5) la possibilità dell'uomo di diventare Dio, 6) i tre regni di gloria che aspettano i 'salvati', 7) la preesistenza dello spirito dell'uomo, 8) la progressione eterna, 9) il battesimo per i morti, 10) il matrimonio celeste. Tutti insegnamenti questi che – come vedremo in seguito – sono strettamente collegati in una maniera o nell'altra alla dottrina mormone della pienezza della salvezza. In particolare, la dottrina del matrimonio celeste o per l'eternità è di suprema importanza perché senza contrarre questo matrimonio non si può ottenere la pienezza della salvezza. Quindi la mancanza di queste dottrine (quelle che mettono l'uomo in grado di ottenere la pienezza della salvezza) proprio nel Libro di Mormon, costituisce la prova che i Mormoni mentono due volte quando affermano che il Libro di Mormon contiene la pienezza del Vangelo. La prima volta quando dicono che il Vangelo così come è scritto nella Bibbia è incompleto e perciò impotente a fare ottenere la salvezza piena (che per loro però è il massimo grado di gloria nel regno celeste, raggiunto il quale si diventa Dio). La seconda quando dicono che il Libro di Mormon contiene tutte quelle leggi, ordinanze, dottrine, che mettono in grado l'uomo di raggiungere il massimo grado di gloria nel regno celeste. No, il Libro di Mormon non contiene la pienezza del Vangelo perché il pieno Evangelo (che non mette però l'uomo in grado di diventare un giorno Dio e di procreare figli spirito per l'eternità assieme a sua moglie, ma lo salva dal peccato e dall'inferno permettendogli di entrare in cielo dopo morto e di ottenere un corpo glorioso ed immortale alla risurrezione) è solo nella Bibbia. Nel Libro di Mormon c'è tutto quello che basta a sovvertire l'Evangelo della grazia e perciò a far rimanere nelle tenebre le persone e a sviare i credenti. Attenti dunque a questo malefico libro.

Le ragioni per cui Cristo non è apparso sul continente americano come asserisce il Libro di Mormon

La storia dell'apparizione di Gesù Cristo a degli Ebrei residenti in America (visita che secondo i Mormoni ebbe luogo poco dopo la sua ascensione al cielo dal Monte degli Ulivi) è inaccettabile per le seguenti ragioni.

Ÿ Gesù, prima di ascendere in cielo, disse ai suoi discepoli: "Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli..." (Matt. 28:19), ed anche: "Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo ad ogni creatura" (Mar. 16:15); quindi erano i suoi discepoli che dovevano andare ad ammaestrare i popoli. Gesù aveva terminato di ammaestrare i suoi: ora toccava ai suoi discepoli ammaestrare le genti mediante lo Spirito Santo che egli aveva loro promesso di dare. Quindi, è un controsenso credere che Gesù Cristo dopo la sua assunzione in cielo sia sceso dal cielo sul continente americano per ammaestrare delle grandi moltitudini di persone in quella parte del mondo.

Ÿ Nei cosiddetti insegnamenti di Gesù Cristo riportati nel terzo libro di Nefi ci sono delle contraddizioni con il Vangelo di Dio. Ecco alcune di queste contraddizioni.

Sono attribuite a Gesù le seguenti parole: 'E chiunque non crede in me e non è battezzato sarà dannato' (Libro di Mormon, 3 Nefi 11: 34), mentre Gesù prima di salire in cielo disse: "Chi non avrà creduto sarà condannato" (Mar. 16:16). Le parole 'e non è battezzato' contrastano le parole di Gesù Cristo perché se fosse così come è scritto nel libro di Nefi, quel ladrone che sulla croce in punto di morte credette nel Signore non avrebbe potuto andare in Paradiso perché aveva solo creduto ma non era stato battezzato, mentre dalle parole che Gesù Cristo gli disse egli ci andò in Paradiso anche senza il battesimo in acqua. Come vedremo in appresso queste false parole attribuite a Gesù confermano la dottrina mormone sulla salvezza.

Troviamo scritto che Gesù disse a quegli Ebrei in America: 'In verità Io vi dico che voi siete di coloro di cui ho detto: Ho altre pecore, che non sono di questo ovile; esse pure debbo condurle ed esse udranno la mia voce; e vi sarà un sol pastore ed un solo gregge. Ed essi non mi hanno compreso, poiché hanno supposto che fossero i Gentili; non compresero infatti che i Gentili sarebbero convertiti mediante le loro predicazioni. E non mi compresero quando dissi che esse avrebbero udito la mia voce; e non capirono che i Gentili non avrebbero udito giammai la mia voce - e che non mi sarei manifestato loro che per mezzo dello Spirito Santo' (Libro di Mormon, 3 Nefi 15: 21-23). Anche queste parole attribuite a Gesù contrastano la verità perché le altre pecore che il Signore disse che doveva raccogliere erano i Gentili che lui avrebbe raccolto e che avrebbero ascoltato la sua voce, e non degli altri Ebrei in qualche altra parte del mondo a cui lui sarebbe andato a parlare personalmente. Questo è confermato dal fatto che Gesù parlando di queste altre pecore che egli avrebbe raccolto disse: "Che non son di quest'ovile" (Giov. 10:16); intendendo per "quest'ovile" la casa di Israele. E poi anche dal fatto che più avanti è scritto che Caiàfa "profetò che Gesù dovea morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi" (Giov. 11:51-52). E chi erano questi figliuoli di Dio dispersi se non anche i Gentili ordinati a vita eterna dispersi per le nazioni della terra? Per quanto riguarda invece le parole di Gesù: "Ed esse ascolteranno la mia voce" (Giov. 10:16), esse non significano che quelle altre pecore che Gesù avrebbe raccolto avrebbero udito la sua voce (vedendolo pure) con i loro orecchi naturali come fecero i suoi discepoli quando lui era con loro, ma che l'avrebbero ascoltata per mezzo dello Spirito nei loro cuori, difatti questo Gesù lo spiegò quando disse: "Le mie pecore ascoltano la mia voce" (Giov. 10:27). Come potete vedere Joseph Smith per avvalorare l'apparizione di Gesù agli Ebrei d'America ha preso delle parole di Gesù dandogli un'astuta interpretazione [19].

Gesù in America avrebbe detto: 'Ed ancora, ben più benedetti saranno quelli che crederanno nelle vostre parole, perché avrete attestato di avermi visto e di sapere che Io sono. Sì, benedetti coloro che crederanno nelle vostre parole e che scenderanno in profonda umiltà e che saranno battezzati, poiché saranno visitati col fuoco e lo Spirito Santo, e riceveranno la remissione dei loro peccati' (Libro di Mormon, 3 Nefi 12:2). Il che significa che Cristo ha detto che per ottenere la remissione dei peccati occorre credere nelle sue parole, essere battezzati in acqua e poi essere battezzati con lo Spirito Santo. Tutto ciò contrasta l'insegnamento di Cristo secondo cui la remissione dei peccati si ottiene mediante la sola fede. Questo lo attestò chiaramente quando raccontò la parabola del Fariseo e del pubblicano in cui disse che il pubblicano per essersi umiliato ed avere implorato Dio "scese a casa sua giustificato" (Luca 18:14). Anche gli apostoli insegnarono che la remissione dei peccati si ottiene mediante la fede. Per esempio Pietro disse: "Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de' peccati mediante il suo nome" (Atti 10:43), e Paolo disse ai Giudei di Antiochia di Pisidia: "E per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose…" (Atti 13:39).

Gesù disse in America: 'Lo Spirito Santo testimonia del Padre e di me' (Libro di Mormon, 3 Nefi 11:32). Mentre quando egli parlò ai suoi discepoli della venuta dello Spirito Santo disse: "Egli testimonierà di me" (Giov. 15:26).

Gesù, dopo avere detto a quegli Ebrei d'America che il Padre lo aveva risuscitato e lo aveva inviato da loro per benedirli avrebbe detto che sarebbe venuto il giorno in cui i figli d'Israele avrebbero udito la pienezza del Vangelo: 'E verrà il giorno in cui la pienezza del mio Vangelo sarà loro predicata' (Libro di Mormon, 3 Nefi 20:30). Per capire perché Gesù disse ai Nefiti queste parole occorre sapere che secondo i Mormoni Gesù quando svolse il suo ministerio in Israele predicò la 'pienezza del Vangelo' ma questa pienezza per colpa della chiesa apostata sparì in parte dalla terra. In altre parole Gesù predicò ai Giudei lo stesso 'Vangelo' predicato dai Mormoni, che fu poi messo per iscritto ma in seguito esso fu mutilato di parti importanti [20] e in molti punti mal tradotto o corrotto. Quindi quelle parole di Gesù per i Mormoni stanno in un certo senso ad indicare che Gesù preannunciò la imminente 'demolizione' del Vangelo e la sua 'restaurazione' negli ultimi giorni. 'Restaurazione' di cui avrebbero beneficiato sia il casato d'Israele che i Gentili. Stando dunque così le cose, a noi tramite la Bibbia ci è giunto il Vangelo mutilato. Domandiamo allora a questo punto: come è possibile che per mezzo di questo Vangelo 'mutilato' noi siamo stati rigenerati ed abbiamo ottenuto la vita eterna? Se non è completo come mai ha il potere di salvare? La risposta non può essere che una: il Vangelo così come lo troviamo scritto nella Bibbia è completo e non aveva e non ha bisogno di essere completato da nessuna rivelazione. Ecco perché noi diciamo con ogni franchezza, in riferimento alle parole di Gesù trascritte nella Bibbia, che Gesù disse: "Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita" (Giov. 5:24), ed anche: "Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunziata, è quella che lo giudicherà nell'ultimo giorno" (Giov. 12:48). Ed ecco perché citiamo, in riferimento alle opere ed alle parole di Gesù così come le troviamo scritte nella Bibbia, le seguenti parole di Giovanni: "Queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome" (Giov. 20:31). Perché il Vangelo di Dio trascritto nella Bibbia è completo. Ed a conferma di tutto ciò diciamo anche questo. Paolo dice ai Corinzi: "Fratelli, io vi rammento l'Evangelo che v'ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l'ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. Poiché io v'ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, de' quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all'aborto; perché io sono il minimo degli apostoli; e non son degno d'esser chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio… Sia dunque io o siano loro, così noi predichiamo, e così voi avete creduto" (1 Cor. 15:1-9,11). Ora, come voi sapete l'apostolo che ha proferito queste sante parole dice ai Galati: "E invero, fratelli, io vi dichiaro che l'Evangelo da me annunziato non è secondo l'uomo; poiché io stesso non l'ho ricevuto né l'ho imparato da alcun uomo, ma l'ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo" (Gal. 1:11-12). La domanda che sorge quindi è questa: quando ricevette Paolo l'Evangelo da Gesù Cristo? Quando gli fu rivelato l'Evangelo che lui poi predicava? Facendo dei calcoli approssimativi si può dire con tutta tranquillità alcuni anni dopo che Cristo ascese al cielo. Dunque Paolo avrebbe ricevuto la rivelazione del Vangelo direttamente da Cristo dopo che Gesù, secondo i Mormoni, discese sul continente americano ad annunciare la 'pienezza del Vangelo'. Strano dunque che Gesù non rivelò a Paolo la pienezza del Vangelo, dato che quando gli apparve era stato già in America ad annunciarvi la pienezza del Vangelo! Come si spiega dunque il fatto che l'Evangelo predicato da Paolo non contiene la 'pienezza del Vangelo' annunciata da Cristo sul continente americano poco dopo la sua ascensione al cielo? Semplice; Gesù prima che apparisse a Paolo non era affatto apparso ai Nefiti in America e non gli aveva annunciato nessuna pienezza del Vangelo poiché l'Evangelo non aveva bisogno di nessuna pienezza. Ma ammettiamo per un momento che Gesù andò in America ad annunciare ai Nefiti la pienezza del Vangelo e che dopo questa sua apparizione ai Nefiti apparve a Paolo per rivelargli la medesima pienezza del Vangelo che però, per colpa della chiesa apostata e abominevole, andò mutilata perché degli uomini scellerati ne tolsero delle parti importanti dagli Scritti del Nuovo Testamento; sorgerebbero spontanee queste domande. Come è possibile che un Vangelo 'così mutilato' sia in grado di salvare dalla schiavitù del peccato e dall'inferno coloro che credono in esso? Come è possibile che oggi questo Vangelo di Paolo privo di tante 'parti chiare e preziosissime' (che però Paolo annunciò a Corinto, a Tessalonica, ad Efeso, ecc., ma poi furono tolte dai suoi Scritti) riesca a produrre in coloro che lo accettano gli stessi effetti benefici che produceva quello 'integro' in coloro che lo accettavano? In altre parole come mai questo Vangelo 'mutilato' scritto nella Bibbia ha lo stesso potere di quello 'integro' predicato anticamente da Paolo ma poi 'modificato'? Sono domande che trovano la medesima risposta: il Vangelo così come è trascritto nella Bibbia è lo stesso Vangelo che veniva annunciato da Paolo senza alcuna parte mancante. Ecco perché esso riesce a salvare ancora oggi tante anime dalle mani di Satana. Ecco perché ancora oggi possiamo dire ai fratelli che hanno creduto in questo Vangelo che mediante di esso sono salvati secondo che è scritto: "… mediante il quale siete salvati" (1 Cor. 15:1), ed anche che esso è il Vangelo della loro salvezza secondo che è scritto: "l'evangelo della vostra salvazione" (Ef. 1:13), e che "esso è potenza di Dio per la salvezza d'ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede…" (Rom. 1:16-17).

Alla luce di tutto ciò quindi anche Joseph Smith, siccome pretendeva che Dio gli avesse rivelato la pienezza del Vangelo, va annoverato tra i tanti impostori apparsi nel corso dei secoli i quali hanno proclamato in una maniera o nell'altra di avere ricevuto mediante delle rivelazioni 'la parte mancante' al Vangelo.

Vi sono altre contraddizioni che si riscontrano nelle parole attribuite a Gesù scritte nel Libro di Mormon ma mi fermo qui, perché ritengo di avere già dimostrato che non può essere vero che Gesù sia sceso sul continente americano ed abbia detto quelle cose. Certo, bisogna riconoscere che questo Joseph Smith era un uomo pieno di furberia che affidandosi alle visioni della sua mente carnale riuscì a far credere prima che gli antichi abitanti d'America erano Ebrei e poi che Gesù andò ad ammaestrare anche loro! No, il Gesù di cui parla il Libro di Mormon non è il Gesù di cui noi leggiamo gli insegnamenti e le opere potenti nella Scrittura, ma un altro Gesù. Badate a voi stessi quindi quando i Mormoni vi parleranno del loro Gesù!

La lingua da cui furono tradotte le tavole, l'archeologia e l'origine etnica degli Indiani d'America: ulteriori prove che il Libro di Mormon è un'impostura

I caratteri dai quali sarebbero state tradotte le tavole d'oro si chiamano 'geroglifici egiziani riformati'. Vogliamo dire alcune cose a riguardo di questa lingua sconosciuta agli Egittologi nella quale questo libro sarebbe stato scritto. Nel Libro di Mormon si legge: 'Ed ora, ecco, noi abbiamo scritto questi annali secondo le nostre conoscenze, coi caratteri da noi chiamati egiziano riformato, che ci sono stati trasmessi e da noi alterati, secondo la nostra lingua. E se le nostre tavole fossero state abbastanza grandi, avremmo scritto in ebraico, ma la lingua ebraica è stata pure alterata da noi; e se avessimo potuto scrivere in ebraico, ecco, non vi sarebbero state imperfezioni nelle nostre scritture' (Libro di Mormon, Mormon 9: 32-33). Da questa dichiarazione si capisce che Moroni e Mormon non scrissero in ebraico perché le tavole non erano abbastanza grandi. Erano Ebrei, conoscevano l'ebraico [21], ma non scrissero i loro annali per questo motivo. Non è una ragione veramente strana questa? Certo che lo è, perché se come essi dissero in ebraico le scritture sarebbero state senza imperfezioni per logica avrebbero dovuto sforzarsi di scrivere in ebraico sulle tavole d'oro. Avrebbero potuto ridimensionare i caratteri ebraici per esempio, o perché no, avrebbero potuto pure chiedere a Dio delle tavole d'oro più grandi di quelle che avevano per farci stare le scritture in ebraico. Ma niente di tutto questo avvenne, perché essi si misero a scrivere in egiziano riformato!! Ma come si può credere che un Dio così saggio come quello che abbiamo noi non avrebbe operato in maniera tale da indurli a scrivere in ebraico delle cose 'così preziose' per l'intera umanità in maniera da fare arrivare la sua rivelazione integra senza nessuna imperfezione? Strano per davvero che l'Iddio che mediante il suo Spirito ispirò uomini ebrei a scrivere l'Antico Testamento in ebraico, ed altri uomini ebrei a scrivere il Nuovo Testamento in greco (che era la lingua parlata nell'impero romano al tempo di Gesù e degli apostoli) abbia mosso degli Ebrei nel lontano continente americano a scrivere 'la pienezza del Vangelo' niente di meno che in questo egiziano di cui non esistono documenti sulla terra che attestino che questa lingua sia esistita. Ma non solo, del Libro di Mormon non esistono neppure dei manoscritti, come invece esistono delle sacre Scritture, da cui si potrebbe vedere se in effetti il Libro di Mormon sia stato tradotto da questo egiziano riformato! L'unica cosa su cui bisognerebbe fare affidamento è la parola di Joseph Smith; una parola inaffidabile sapendo che tipo di persona era. Ma domandiamoci: Se questo uomo ebbe la sfrontatezza di manipolare la Bibbia col pretesto di correggerla, e della Bibbia ci sono tanti manoscritti antichi a cui si può fare riferimento per stabilire se una traduzione di essa è fedele o infedele, che ci sarebbe di strano se si fosse inventato queste tavole d'oro scritte in egiziano riformato e si fosse messo a scrivere un libro di suo senno dicendo poi che esso era la traduzione di antiche tavole d'oro? Noi siamo convinti che queste tavole d'oro su cui era scritto il Libro di Mormon non siano mai esistite, perché esso è il frutto della astuzia e della perfidia di un falso profeta, vale a dire Joseph Smith. Ed il contenuto di esso (fatto di favole e contraddizioni e parole di Gesù adulterate) lo conferma pienamente da sé tutto questo. Chi ha lo Spirito di Dio in lui discerne subito che questo scritto non è per nulla ispirato dallo Spirito Santo. Lo Spirito Santo infatti, se esso fosse opera sua, attesterebbe in lui che esso è Parola di Dio, ma questo Egli non lo fa. Perché Egli fa solo sentire una repulsione verso di esso, una repulsione molto forte. Cosa che invece non avviene quando si legge la Bibbia, perché per lo Spirito si avverte pace e gioia durante la sua lettura e si rimane edificati grandemente.

Che dire allora del giudizio positivo che il professore Anthon, secondo i Mormoni, avrebbe dato su quella porzione di caratteri di egiziano riformato tradotti che Harris gli presentò? Esso non corrisponde a verità perché esiste una lettera del professore Anthon indirizzata a E. D. Howe datata 17 Febbraio 1834 nella quale tra le altre cose si legge quanto segue: '...Tutta la storia circa la mia affermazione che l'iscrizione Mormone è 'geroglifici riformati Egiziani' è del tutto falsa (...) Esaminando il foglio in questione, giunsi presto alla conclusione che era tutto uno scherzo, forse una burla...' (citata da Walter R. Martin in The Kingdom of the cults [Il Regno dei culti], Minneapolis, Minnesota 1977, 24esima ediz. (riveduta), pag. 160). E poi una eventuale dichiarazione positiva di questo professore farebbe cadere Joseph Smith in contraddizione con le seguenti parole scritte nel Libro di Mormon a proposito dell'egiziano riformato: 'Ma il Signore conosce ciò che abbiamo scritto, e sa pure che nessun altro popolo conosce la nostra lingua: perciò ha preparato i mezzi per interpretarla' (Libro di Mormon, Mormon 9:34). Se infatti nessuno conosceva quella lingua e Dio provvide i mezzi (solo a Joseph Smith) per interpretarla come avrebbe potuto essere conosciuta da Anthon? Questa è un ulteriore prova di come Joseph Smith insieme con altre persone disoneste come lui abbiano cercato di legittimare un libro ricorrendo alla menzogna. "Chi spaccia bugie non fa che ingannare" (Prov. 14:25), dice la Sapienza; e questo è quello che hanno fatto Joseph Smith e i suoi collaboratori in verso il loro prossimo.

Vogliamo ora parlare brevemente del Libro di Mormon dal punto di vista archeologico; ma non perché crediamo che per stabilire se un libro antico è ispirato o meno occorrono prove archeologiche, ma solo perché i Mormoni asseriscono che c'è un'analogia tra il Libro di Mormon e l'Antico Testamento dal punto di vista archeologico, perché l'archeologia ha confermato la veridicità del Libro di Mormon nella stessa maniera in cui ha fatto con la Bibbia. Questo non è affatto vero, perché mentre da un lato ci sono molti reperti archeologici che confermano pienamente tanti avvenimenti e aspetti della vita raccontati nell'Antico Testamento, dall'altro non ci sono reperti archeologici che confermano avvenimenti o costumi descritti nel Libro di Mormon. Per esempio l'archeologia ha confermato che le città di Ninive, di Babilonia, di Gerico, solo per citare alcune delle città menzionate nell'Antico Testamento, esistettero veramente. Sono persino state trovate le rovine delle scuderie di Salomone in cui egli teneva i suoi numerosi cavalli (cfr. 2 Cron. 9:25), e la cava da cui egli fece estrarre le pietre che servirono a costruire i suoi edifici e le mura di Gerusalemme (cfr. 1 Re 7:9-12; 9:15), ed anche la casa d'avorio fatta costruire dal re Achab (cfr. 1 Re 22:39). Sono state pure trovate diverse iscrizioni in cui sono menzionati alcuni re menzionati nell'Antico Testamento [22]. Ed anche per quanto riguarda il Nuovo Testamento ci sono reperti archeologici che lo confermano. Ma per quanto riguarda le città menzionate nel Libro di Mormon che sono decine, e i Nefiti, i Lamaniti, e i Giarediti, di cui il Libro di Mormon da parecchi particolari e li descrive come grandi popolazioni antiche non esistono reperti archeologici che attestano la loro storicità. Persino l'archeologo mormone Dee F. Green ha dovuto ammettere che l'archeologia non conferma affatto l'autenticità del Libro di Mormon. Ecco quanto ha detto: 'Il primo mito che noi dobbiamo eliminare è che esista una archeologia del Libro di Mormon. (…) Possiamo studiare l'archeologia biblica perché sappiamo dove erano e sono Gerusalemme e Gerico, ma noi non sappiamo dove erano o sono Zarahemla e Bountiful' (Dialogue: A Journal of Mormon Thought [Dialogo: Un Giornale di Pensiero Mormone], Summer 1969, pag. 77-78). Ecco così dimostrato che il Libro di Mormon non può essere paragonato alla Bibbia neppure dal punto di vista archeologico. 'La Bibbia aveva ragione' hanno affermato molti archeologi nel corso di quest'ultimo secolo; e siamo sicuri che continueranno ad affermarlo fino alla fine; perché la Bibbia non mente su niente e su nessuno [23]. A Dio che ha permesso a tanti archeologi di portare alla luce tante schiaccianti prove dell'autenticità della sua Parola, sia la gloria ora e in eterno, in Cristo Gesù. Amen.

Spendiamo ora alcune parole per parlare dell'origine degli Indiani d'America che secondo il Libro di Mormon sarebbero discendenti di Sem, e quindi Ebrei. Se così fosse certamente gli Indiani d'America possederebbero delle caratteristiche uguali a quelle degli Ebrei; ma gli antropologi affermano che gli Indiani Americani non sono di estrazione Semita.

Molti passi del Libro di Mormon furono tradotti come lo erano nella Bibbia di re Giacomo I; una coincidenza significativa

Quantunque il Libro di Mormon pretenda essere una nuova traduzione inglese di tavole scritte originariamente in 'geroglifici egiziani riformati', lingua sconosciuta agli egittologi, bisogna dire che interi blocchi di esso corrispondono parola per parola alla traduzione inglese della Bibbia chiamata di Re Giacomo del 1611 che era la versione della Bibbia che usavano i credenti di New York del 1800. Questo sia per alcune parti dell'Antico Testamento che del Nuovo.

Ora, i Mormoni, per scusarsi, dicono che quando Cristo apparve sul continente americano dopo la sua risurrezione e predicò ai Nefiti egli naturalmente usò lo stesso linguaggio come registrato nella Bibbia. E anche che Nefi quando venne in America portò con sé copie delle Scritture ebraiche dell'Antico Testamento. Queste sono le giustificazioni che adducono a tutto ciò. Ma come si può pensare che le cose stiano così o che si tratti di una semplice coincidenza quando queste presunte tavole d'oro (scritte circa mille duecento anni prima che fosse fatta la King James Version) una volta tradotte in inglese hanno rivelato contenere molti passi della Scrittura tradotti nello stesso inglese parola per parola della King James Version del 1611 che era la versione della Bibbia in uso ai giorni di Joseph Smith? Questa non è altro che la conferma che Joseph Smith nel redigere il suo libro fece uso della Bibbia che aveva, cioè la versione di re Giacomo! Altro dunque che rivelazione di Dio e traduzione operata per potere divino!!

Conclusione

Nel leggere il Libro di Mormon e quello che Joseph Smith affermò sul suo ritrovamento ho potuto riscontrare personalmente che sia le storie in esso raccontate che la storia del suo ritrovamento e della sua traduzione sono state davvero costruite con molta abilità. Non mi meraviglio quindi che chi non conosce Dio e la sua Parola nel sentire parlare di come questo libro è venuto alla luce e del suo contenuto è trascinato con molta facilità ad accettarlo come un libro divino. Nulla da meravigliarsi dunque che ogni anno nel mondo coloro che accettano il Libro di Mormon come parola di Dio sono decine e decine di migliaia.

Per coloro invece che conoscono Dio e la sua Parola le cose sono del tutto differenti, perché essi sanno che Dio è verace e non può rinnegare se stesso per cui anche se sentono l'affascinante storia del ritrovamento 'miracoloso' delle 'tavole d'oro', della loro traduzione 'miracolosa' operata da Joseph Smith, e che in queste tavole era scritto che Cristo andò in America dopo la sua ascensione ad annunciare l'Evangelo a delle popolazioni ivi dimoranti, nel momento in cui sentono dire che Gesù in America avrebbe detto che la remissione dei peccati si ottiene con il battesimo con lo Spirito Santo, o che in America sarà costruita la Nuova Gerusalemme, o che sentono che il Libro di Mormon contiene la pienezza del Vangelo cosa che invece non contiene la Bibbia, bene, dico, allora essi avvertono subito per lo Spirito che dimora in loro che le cose non possono procedere da Dio perché contrastano la Parola di Dio, per cui si guarderanno da coloro che gli annunzieranno queste cose. Lo Spirito Santo dunque avverte i santi della seduzione che si nasconde dietro l'annuncio di queste 'belle storie' dei Mormoni che spesso vengono anche presentate con delle belle fotografie o bei disegni.

E' evidente però che l'avvertimento dello Spirito deve essere ascoltato per non cadere nella trappola del nemico; non si devono per nulla mettere in dubbio gli impulsi dello Spirito Santo perché essi procedono da Dio e confermano che quello che raccontano i Mormoni va contro la verità anche se apparentemente potrebbe sembrare tutto vero. Attenzione dunque a non contrastare lo Spirito Santo che vi guida per il vostro bene fratelli. Ne avreste solo del danno e cadreste vittime di una seduzione che vi menerebbe in perdizione.

Che cosa si può dire quindi in conclusione sul Libro di Mormon? Il Mormone Orson Pratt ebbe a dire di esso che: 'Se falso, esso è una delle maggiori astute, malvagie, sfacciate, complicate imposizioni mai appioppate sopra il mondo (deep-laid impositions ever palmed upon the world), premeditata per ingannare e rovinare milioni di persone che la riceveranno sinceramente come la parola di Dio e supporranno di essere costruiti sicuramente sopra la roccia della verità fino a quando essi saranno scaraventati con le loro famiglie in una disperazione senza speranza' (Orson Pratt's Works, Divine Authenticity of the Book of Mormon [Le Opere di Orson Pratt, L'Autenticità Divina del Libro di Mormon], Liverpool 1851, pag. 1; citato da Jerald e Sandra Tanner in op. cit., pag. 93). Bene, togliendo il 'se' da questa frase e mettendoci 'è un' il resto delle parole definisce bene quello che per noi è il Libro di Mormon [24].

 

LA RIVELAZIONE CONTINUA

La dottrina mormone

Dio rivelerà ancora molte cose grandi ed importanti, per cui il canone delle Scritture è ancora aperto. I Mormoni credono nel principio della rivelazione continua infatti il loro nono articolo di fede dice che essi credono che Dio 'rivelerà ancora molte cose grandi ed importanti concernenti il Regno di Dio' (James Talmage, op. cit., pag. 2). Molte di queste cose grandi ed importanti sono scritte in libri che ancora devono venire alla luce. Per i Mormoni quindi il canone della Scrittura non è ancora completo (si tenga presente però che essi considerano sacra Scrittura anche altri libri oltre alla Bibbia), e difatti James Talmage ha affermato: 'Il canone delle scritture è ancora aperto; molte linee, molti precetti, devono essere ancora aggiunti: una rivelazione che sorpassa in importanza e pienezza gloriosa qualsiasi altra che è stata registrata, deve essere ancora data alla Chiesa e dichiarata al mondo' (ibid., pag. 311). Qualcuno forse rimarrà meravigliato nel leggere questa affermazione perché pensava che per i Mormoni il Libro di Mormon, Dottrina e Alleanze e Perla di gran prezzo fossero i libri 'sacri' che 'completavano' il canone delle Scritture, per cui non ce ne erano degli altri che vi si dovevano aggiungere in futuro. Ma le cose stanno proprio così come dice Talmage, perché nell'Encyclopedia of Mormonism si legge che i Mormoni si aspettano che in avvenire vengano alla luce questi scritti: il Libro di Enoch (cfr. Dottrina e Alleanze 107:57), un rapporto supplementare degli eventi avvenuti sul Monte della Trasfigurazione (cfr. ibid., 63:20-21), la pienezza della testimonianza di Giovanni e delle visioni sulla fine del mondo (cfr. Libro di Mormon, 1 Nefi 14:18-27; Ether 4:16; Dottrina e Alleanze 93:6,18); la parte sigillata del Libro di Mormon che include la visione del Fratello di Giared (cfr. Libro di Mormon, 2 Nefi 27:7-11; Ether 3:25-27; 4:7), le tavole di bronzo (cfr. ibid., Alma 37:4-5), una testimonianza più completa degli insegnamenti di Gesù Cristo ai Nefiti (cfr. ibid., 3 Nefi 26:6-11), e testimonianze delle tribù d'Israele 'perdute' (cfr. ibid., 2 Nefi 29:12-13). 'Come o quando queste scritture verranno fuori non si sa' (Encyclopedia of Mormonism, vol. III, pag. 1282). Stando dunque così le cose, non sorprende sentire dire ai Mormoni che 'il mondo ha visto solo l'inizio della grande ristorazione dottrinale e scritturale…' (ibid., pag. 1282). Va poi detto che il fatto che per i Mormoni il canone delle Scritture è aperto, è dovuto anche alla dottrina secondo cui i Mormoni quando il loro presidente parla 'sospinto' dallo Spirito Santo devono considerare quelle sue parole Scrittura. Questo lo fanno in base alla seguente 'rivelazione' di Joseph Smith: 'E qualsiasi cosa essi diranno quando mossi dallo Spirito Santo, sarà scrittura, sarà la volontà del Signore, sarà la mente del Signore, sarà la parola del Signore, sarà la voce del Signore, e la potenza di Dio a salvezza' (Dottrina e Alleanze 68:4). Questa importanza attribuita alle sue parole li porta ad affermare che 'la salvezza e l'esaltazione dei membri della Chiesa dipendono dalla loro aderenza a questa divina ispirazione attraverso il profeta vivente, che viene come una voce di avvertimento per il mondo' (Encyclopedia of Mormonism, vol. III, pag. 1282).

Confutazione

Le sacre Scritture sono complete; il canone quindi è completo

Noi non accettiamo questa dottrina mormone perché riteniamo che la Scrittura sia completa e sufficiente per la salvezza e l'ammaestramento dei credenti (ciò lo abbiamo dimostrato prima) e che non ci sia bisogno di altre grandi rivelazioni attorno al Regno di Dio come affermano i Mormoni. Nella lettera agli Ebrei è scritto: "Iddio, dopo aver in molte volte e in molte maniere parlato anticamente ai padri per mezzo de' profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi mediante il suo Figliuolo..." (Ebr. 1:1-2), quindi noi crediamo che Gesù Cristo ci ha parlato da parte di Dio e che le cose che egli disse non le disse di suo ma per ordine del Padre suo. Inoltre Cristo Gesù ha detto di essere venuto per completare la legge e i profeti, quindi crediamo che con la sua venuta la parola di Dio sia stata completata. E' vero che Gesù prima di morire disse ai suoi discepoli: "Molte cose ho ancora da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire" (Giov. 16:12-13), ma questo si è già adempiuto perché il Signore, mediante lo Spirito Santo mandato dal cielo, ci ha parlato per mezzo degli apostoli di diverse cose che devono avvenire. Per esempio, sia Pietro, che Paolo che Giovanni ci hanno annunziato diverse cose che devono avvenire. Pietro ci ha annunziato che ci saranno fra noi falsi dottori, che negli ultimi tempi verranno degli schernitori con i loro scherni che diranno: "Dov'è la promessa della sua venuta? perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano nel medesimo stato come dal principio della creazione" (2 Piet. 3:4), che i cieli passeranno stridendo e gli elementi infiammati si dissolveranno. Paolo dal canto suo ci ha preannunciato da parte di Dio che alcuni apostateranno dalla fede dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni proferite da uomini che vieteranno il matrimonio e ordineranno l'astensione da cibi che Dio ha creati (cfr. 1 Tim. 4:1-3), ci ha parlato della venuta dell'empio (cfr. 2 Tess. 2:3-12), e di come avverrà la risurrezione dei giusti nel giorno in cui il Signore apparirà dal cielo (cfr. 1 Tess. 4:16; 1 Cor. 15:51-55). Giovanni nel libro della Rivelazione ci ha parlato di molte cose che devono avvenire difatti il Signore gli disse di scrivere pure le cose "che devono avvenire in appresso" (Ap. 1:19). Considerando che Giovanni ha parlato dei giudizi che devono ancora abbattersi sul mondo, della venuta della bestia e del falso profeta e delle loro opere e di come saranno giudicati dal Signore, di come il diavolo quando Gesù tornerà dal cielo sarà legato per mille anni e che alla fine di questo periodo uscirà per sedurre le nazioni dopodiché sarà preso e gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, di come tornerà dal cielo il Signore, della discesa della Nuova Gerusalemme sulla nuova terra che Dio creerà, dobbiamo riconoscere che lo Spirito anche per mezzo di lui ci ha annunziato le cose a venire.

Con tutto questo però non vogliamo dire che Dio non dà più visioni o rivelazioni circa le cose a venire (perché Dio ancora oggi preannunzia tramite visioni, sogni, e facendo udire la sua voce, la nascita di persone, la morte di persone, matrimoni tra persone, ed altre cose), ma che noi non ci aspettiamo per quanto concerne gli eventi futuri delle nuove rivelazioni che completino le già esistenti scritte nella Bibbia, quasi che quelle che abbiamo non siano sufficienti. Noi crediamo che Dio ancora oggi mediante le sue rivelazioni, per ciò che concerne gli eventi futuri mondiali, conferma quello che è scritto ma non si mette ad annunziare nulla che contraddica o che annulli quello che sta scritto. Come anche crediamo che per quel che concerne le dottrine non c'è da attendersi da Dio nuove dottrine che contraddicano o annullino quelle che professiamo al momento. Ma perché Joseph Smith affermò tra le altre cose che Dio rivelerà ancora cose grandi e importanti attorno al Regno di Dio? Per una ragione semplicissima: perché innanzi tutto lui, ritenendosi il profeta che Dio aveva scelto per restaurare il Vangelo [25] voleva che mentre era ancora in vita le sue 'rivelazioni' fossero accettate dai suoi seguaci come Parola di Dio; inoltre voleva che anche le 'rivelazioni' dei suoi successori fossero accettate come Parola di Dio. E siccome abbiamo visto che nel Libro di Mormon e in Dottrina e Alleanze viene detto che devono ancora essere svelati al mondo degli scritti, affinché in un vicino o lontano futuro fossero aggiunti al canone delle Scritture altri libri cosiddetti sacri. No, noi non aspettiamo che vengono alla luce altri libri ispirati come aspettano i Mormoni, perché come abbiamo già dimostrato il canone delle Scritture è completo. E i libri 'sacri' nascosti che i Mormoni credono a suo tempo il Signore farà venir fuori in qualche posto? Saranno le ennesime imposture a cui dovranno credere milioni di persone in tutto il mondo. Un esempio di scritto 'sacro' antico che mostra chiaramente di che tipo possano essere anche gli altri scritti 'sacri' nascosti, è quello dell'apostolo Giovanni che lui scrisse su pergamena e nascose; la traduzione di questo scritto è la sezione 7 di Dottrina e Alleanze. Ma che scrisse Giovanni? Egli scrisse che chiese al Signore di dargli il potere sulla morte affinché potesse vivere e portare anime a lui. Richiesta questa che il Signore esaudì. Per cui Giovanni, secondo le sue stesse parole, non morì!

Alcune 'rivelazioni' avute da Joseph Smith confutate

Joseph Smith riferì molte rivelazioni ai suoi contemporanei; basta leggere solo Dottrina e Alleanze per rendersene conto. Noi in questo luogo vogliamo citarne solo alcune, dimostrandone la falsità alla luce delle sacre Scritture.

La restaurazione del sacerdozio di Aaronne e di quello di Melchisedec. Secondo i Mormoni il 15 maggio 1829, mediante una 'rivelazione' celeste data a Joseph Smith venne restaurato sulla terra, dopo secoli di interruzione, l'autentico sacerdozio di Aaronne; e dopo un po' di tempo venne restaurato - sempre con una 'rivelazione' - quello di Melchisedec [26]. Secondo loro infatti dapprima Giovanni Battista avrebbe conferito a Smith e a Cowdery il sacerdozio di Aronne [27], ed in seguito Pietro, Giacomo e Giovanni sempre a loro gli avrebbero conferito il sacerdozio superiore di Melchisedec [28]! A riguardo di questi due sacerdozi Smith nel 1835 proferì una 'rivelazione' che diceva tra le altre cose: 'Vi sono nella chiesa due Sacerdozi, ossia il Sacerdozio di Melchisedec ed il Sacerdozio d'Aaronne, includente il sacerdozio Levitico (..) Il Sacerdozio di Melchisedec detiene il diritto di presidenza ed ha potere ed autorità su tutti gli uffici della chiesa in tutte le età del mondo, per amministrare le cose spirituali (...) Il potere e l'autorità del Sacerdozio superiore o di Melchisedec è di detenere le chiavi di tutte le benedizioni spirituali della chiesa, di avere il privilegio di rivivere i misteri del regno dei cieli, di vedere i cieli aprirsi dinanzi ad essi, di comunicare con l'assemblea generale e la chiesa del Primogenito, di godere della comunione e della presenza di Dio, il Padre, e di Gesù, il mediatore della nuova alleanza...' (Dottrina e Alleanze 107:1, 8, 18-19); 'Il secondo sacerdozio è chiamato il Sacerdozio d'Aaronne, perché fu conferito su Aaronne e la sua posterità, in tutte le loro generazioni. Esso è chiamato sacerdozio inferiore, perché è un appendice a quello superiore o di Melchisedec ed ha il potere di amministrare le ordinanze esteriori' (ibid., 107: 13-14) [29]. In seguito a queste 'rivelazioni' i Mormoni asseriscono di possedere il vero sacerdozio.

Per quanto riguarda le 'rivelazioni' di Smith appena menzionate esse sono tutte delle imposture che quest'uomo proferì per presunzione; noi adesso le confuteremo. La Scrittura insegna che con la venuta di Cristo il sacerdozio di Aaronne è stato abrogato per la sua inutilità e debolezza senza la possibilità di essere ristabilito perché Dio ha costituito Gesù Cristo sommo sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec. Difatti nella lettera agli Ebrei è scritto a tale proposito: "Ora, se la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico (perché su quello è basata la legge data al popolo), che bisogno c'era ancora che sorgesse un altro sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec e non scelto secondo l'ordine d'Aronne? Poiché, mutato il sacerdozio, avviene per necessità anche un mutamento di legge" (Ebr. 7:11-12). Notate le parole "mutato il sacerdozio", che attestano che il sacerdozio di Aaronne è stato sostituito da quello di Melchisedec [30].

Per quanto riguarda invece il sacerdozio di Melchisedec che ha preso il posto di quello di Aaronne la Scrittura dice che esso è stato dato a Cristo e siccome che Cristo Gesù dimora in eterno esso non è trasmissibile. A tale proposito la Scrittura dice: "Inoltre, quelli sono stati fatti sacerdoti in gran numero, perché per la morte erano impediti di durare; ma questi, perché dimora in eterno, ha un sacerdozio che non si trasmette..." (Ebr. 7:23-24). Notate le parole "ha un sacerdozio che non si trasmette", che attestano che esso non può passare a nessuno altro, cioè non si può tramandare di padre in figlio come avveniva con il sacerdozio levitico di Aaronne. Quindi come ha potuto affermare Joseph Smith che in seguito ad una rivelazione celeste a lui e a Cowdery gli sarebbe stato conferito il sacerdozio di Melchisedec? Per presunzione sfacciata. Giustamente l'apostolo Paolo parlando di persone come Joseph Smith dice: "E come Jannè e Iambrè contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità: uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede. Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini" (2 Tim. 3:8-9).

Diciamo qualcosa adesso a riguardo del sacerdozio sotto la grazia. La Chiesa di Gesù Cristo che è composta da tutti coloro che sono nati di nuovo ravvedendosi dei loro peccati e credendo nell'Evangelo è già di per sé un sacerdozio, anzi un reale sacerdozio secondo che è scritto: "Ma voi siete una generazione eletta, un real sacerdozio..." (1 Piet. 2:9), ed ancora: "A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue, e ci ha fatti essere un regno e sacerdoti all'Iddio e Padre suo, a lui siano la gloria e l'imperio nei secoli dei secoli. Amen" (Ap. 1:5-6). Quindi coloro che ne entrano a fare parte non hanno bisogno di ricevere nessun sacerdozio particolare, essendo che lo sono già diventati quando sono diventati dei figliuoli di Dio.

I Mormoni dal canto loro non possiedono proprio nessun sacerdozio essendo ancora morti nei loro falli. Ricapitolando; è impossibile che Dio abbia trasmesso per rivelazione a Joseph Smith e all'altro suo compagno il sacerdozio di Aaronne e quello di Melchisedec perché ciò contrasta la sua Parola.

Quello che dobbiamo tenere sempre presente noi credenti è che Dio non può rinnegare se stesso, e che coloro che fanno passare Dio per qualcuno che si rimangia le parole col passare del tempo sono degli operai fraudolenti, dei lupi vestiti da pecore.

La poligamia. In Dottrina e Alleanze troviamo scritto: 'Abramo ricevette delle concubine ed esse gli diedero dei figli; e ciò gli fu imputato a giustizia, perché esse gli furono date ed egli obbediva alla mia legge; ed Isacco e Giacobbe pure non fecero null'altro che quanto fu loro comandato; e perché non fecero null'altro che quanto fu loro comandato essi sono entrati nella loro esaltazione, secondo le promesse...' (Dottrina e Alleanze 132:37), ed ancora: 'Per quanto riguarda la legge del sacerdozio - se un uomo sposa una vergine, e desidera sposarne un'altra, e la prima dà il suo consenso, e se egli sposa la seconda ed esse sono vergini e non sono promesse ad alcun altro uomo, allora egli è giustificato; egli non può commettere adulterio, perché esse gli sono date; egli non può commettere adulterio con ciò che appartiene a lui ed a nessun altro. E se egli ha dieci vergini, che gli sono date in virtù di questa legge, egli non può commettere adulterio, poiché esse gli appartengono e gli sono date; pertanto egli è giustificato' (ibid., 132:61-62). Tramite questa 'rivelazione' di Joseph Smith che porta la data del 12 luglio del 1843 in seno ai Mormoni fu imposta la poligamia per ricevere, come essi sostenevano, la pienezza della gloria di Dio [31].

Anche questa 'rivelazione' è falsa perché la Scrittura insegna che Dio al principio istituì la monogamia infatti Dio fece una donna sola ad Adamo e disse: "Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne" (Gen. 2:24) (notate che è scritto "alla sua moglie" e non 'alle sue mogli' [32]). Inoltre va detto che la Scrittura non dice che Abramo e Giacobbe presero delle concubine per ordine di Dio. E neppure che Isacco ebbe più mogli; di Isacco infatti non è detto che egli ebbe più di una moglie. E' vero che sotto la legge vi furono uomini come Davide, Salomone, ed altri che ebbero più mogli ma questo non annulla la monogamia. Come potete ben vedere la 'rivelazione' sulla poligamia si dimostra falsa alla luce delle Scritture.

La 'parola di saggezza'. Il 27 febbraio 1833 Joseph Smith ebbe una 'rivelazione' che è conosciuta col nome di 'parola di saggezza'. Essa dice tra le altre cose: 'Ecco, in verità così vi dice il Signore: 'In conseguenza dei mali intenti e dei disegni perniciosi che esistono o esisteranno nel cuore dei cospiratori negli ultimi giorni, vi ho avvertito e vi ammonisco, dandovi questa parola di saggezza per rivelazione. Qualora uno di voi beva del vino o bevande forti, ecco, ciò non è bene, né gradito agli occhi di vostro Padre, salvo quando vi radunate per offrire i vostri sacramenti dinanzi a Lui. (…) Ed inoltre il tabacco non è per il corpo, né per il ventre, e non è buono per l'uomo (…) Ed ancora, le bevande calde non sono per il corpo né per il ventre (…) Sì, come pure la carne delle bestie e degli uccelli dell'aria, Io, il Signore, l'ho ordinata per l'uso dell'uomo, con gratitudine; ciò nondimeno deve essere usata con parsimonia. E mi è gradevole che essa venga usata solo in inverno, o in stagione fredda, o in tempo di carestia' (Dottrina e Alleanze 89:4-5,8-9,12-13). Questa 'parola di saggezza' è considerata molto importante nella chiesa mormone.

In base all'insegnamento della Scrittura non è vietato né bere vino, né qualche bevanda alcolica, né caffè e tè, e neppure mangiare la carne delle bestie e degli uccelli in estate o in stagione calda o quando c'è abbondanza di beni. Per quanto riguarda il bere vino ricordiamo che Paolo disse a Timoteo: "Non continuare a bere acqua soltanto, ma prendi un poco di vino a motivo del tuo stomaco e delle tue frequenti infermità" (1 Tim. 5:23), e che il vescovo non deve essere "dedito al vino" (1 Tim. 3:3) e i diaconi non devono essere "proclivi a troppo vino" (1 Tim. 3:8). Come potete vedere Paolo non vietava l'uso moderato del vino. Egli semmai vietava di ubriacarsi come dice agli Efesini: "Non v'inebriate di vino; esso porta alla dissolutezza" (Ef. 5:18). Anche le bevande alcoliche come birra ed altre non sono vietate da Dio infatti nella legge era detto agli Israeliti che quando il luogo che Dio avrebbe scelto sarebbe stato troppo lontano per loro per portarvi le decime dei loro greggi e del frutto del suolo allora avrebbero dovuto convertire in denaro le decime, recarsi al luogo scelto da Dio e impiegare quel denaro a comprare quello che avrebbero desiderato, "buoi, pecore, vino, bevande alcooliche, o qualunque cosa possa più piacerti" (Deut. 14:26). Stando così le cose per queste bevande è implicito che non è vietato neppure bere il caffè e il tè. Per quanto riguarda l'uso del tabacco invece la Scrittura lo vieta perché esso danneggia il proprio corpo che è il tempio dello Spirito Santo [33]. A riguardo dell'ingiunzione di mangiare la carne solo in inverno o in stagione fredda o in tempo di carestia essa è una dottrina di demoni quantunque essa non affermi che la carne non si deve mai mangiare. Vietare di mangiare dei cibi che Dio ha creati anche solo in certi periodi è dal diavolo. Paolo infatti ha detto a Timoteo che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni per via della ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna "i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l'astensione da cibi che Dio ha creati…" (1 Tim. 4:3). E per dimostrare con la legge che la proibizione di mangiare la carne in certi periodi dell'anno (perché ciò non è gradito a Dio) si oppone alla sana dottrina vi ricordo quanto Dio disse a Mosè a riguardo della carne dei sacrifici per il peccato: "Parla ad Aaronne e ai suoi figliuoli, e di' loro: Questa è la legge del sacrifizio per il peccato. Nel luogo dove si sgozza l'olocausto, sarà sgozzata, davanti all'Eterno, la vittima per il peccato. E' cosa santissima. Il sacerdote che l'offrirà per il peccato, la mangerà; dovrà esser mangiata in luogo santo, nel cortile della tenda di convegno. Chiunque ne toccherà la carne dovrà esser santo; e se ne schizza del sangue sopra una veste, il posto ove sarà schizzato il sangue lo laverai in luogo santo. Ma il vaso di terra che avrà servito a cuocerla, sarà spezzato; e se è stata cotta in un vaso di rame, questo si strofini bene e si sciacqui con acqua. Ogni maschio, fra i sacerdoti, ne potrà mangiare; è cosa santissima. Ma non si mangerà alcuna vittima per il peccato, quando si deve portare del sangue d'essa nella tenda di convegno per fare l'espiazione nel santuario. Essa sarà bruciata col fuoco" (Lev. 6:25-30). Come potete vedere i sacerdoti, in alcuni casi, potevano mangiare liberamente la carne degli animali che venivano offerti per il peccato. E considerando che questi sacrifici venivano offerti durante tutto l'anno, si deve concludere che i sacerdoti mangiavano la carne durante tutto l'anno senza per questo dispiacere a Dio.

La decima. L'8 luglio 1838 Joseph Smith ebbe questa 'rivelazione' sulla decima: 'E questo sarà il principio del pagamento delle decime per il mio popolo. E dopo di ciò, quelli a cui è stato imposto il pagamento delle decime pagheranno annualmente un decimo di tutti i loro interessi e questa sarà una legge fissa per loro per sempre, per il mio santo sacerdozio, dice il Signore' (Dottrina e Alleanze 119:3-4) [34].

Anche questa 'rivelazione' è falsa. Il motivo è perché sotto la grazia il pagamento della decima non è più imposto. E' imposto sì ai credenti di dare ma non di dare la decima. Gesù disse infatti: "Date…" (Luca 6:38), ma non stabilì quanto. E' evidente però che quantunque Egli non abbia detto quanto dobbiamo dare, noi tutti siamo chiamati a dare generosamente e a guardarci da ogni avarizia difatti Paolo dice: "Chi dà, dia con generosità" (Rom. 12:8). E non solo generosamente ma anche allegramente perché "Iddio ama un donatore allegro" (2 Cor. 9:7). Chi farà così ne avrà del bene. Badate a voi stessi fratelli e non vi lasciate imporre da nessuno questo precetto della legge perché in questa maniera ricadreste sotto il giogo della legge. Ricordatevi che se si dovesse osservare ancora il precetto della decima si dovrebbero di conseguenza osservare anche altri precetti della legge quali il sabato, il divieto di mangiare certi cibi, la circoncisione, e i precetti delle feste, ecc. E questo perché Paolo dice: "E da capo protesto ad ogni uomo che si fa circoncidere, ch'egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge" (Gal. 5:3), ma come voi sapete questo significherebbe ricostruire ciò che Cristo ha abbattuto, cioè ricostruire il muro di separazione "la legge fatta di comandamenti in forma di precetti" (Ef. 2:15) che ci separava da Dio quando eravamo nell'ignoranza senza Dio, e di conseguenza rinunciare a Cristo per essere giustificati dalla legge; una cosa in abominio a Dio. Voi siete stati riscattati dalla legge; rimanete liberi. Guardatevi da ogni avarizia, siate generosi nel dare per l'opera di Dio ma non vi lasciate imporre il precetto della decima; questo povero e debole elemento del mondo crocifisso anch'esso con Cristo sulla croce [35].

La domenica in sostituzione del sabato. Domenica 7 agosto 1831 Joseph Smith comunicò una 'rivelazione' in cui il Signore imponeva di osservare e santificare il giorno di domenica al posto del sabato. Ecco alcune parole di questa altra 'rivelazione': '….Poiché in verità questo è un giorno stabilito per voi per riposarvi dai vostri lavori, e per offrire le vostre devozioni all'Altissimo.(…) Ma ricordatevi che in questo, nel giorno del Signore, voi offrirete le vostre oblazioni e i vostri sacramenti all'Altissimo, confessando i vostri peccati ai vostri fratelli, e davanti al Signore. E in questo giorno voi non farete altro, solo il vostro cibo sia preparato con sincerità di cuore…' (Dottrina e Alleanze 59:10,12-13). I Mormoni basandosi su questa 'rivelazione' affermano che il sabato giudaico con la venuta di Cristo è stato sostituito dalla domenica.

Questa 'rivelazione' è falsa perché Paolo dice ai Romani: "L'uno stima un giorno più d'un altro; l'altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente. Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore…" (Rom. 14:5-6). Sono parole che il Signore fece scrivere a Paolo o parole che l'apostolo scrisse di sua volontà? Sono parole del Signore, quindi il Signore non poteva nel 1831 e non può dire neppure adesso nel 1998 che i credenti devono osservare la domenica come i Giudei devono osservare il sabato. Perché questo significherebbe che la sua parola cambia con il tempo quando noi sappiamo che essa è stabile nei secoli dei secoli. Non abbiamo nulla contro chi ha riguardo al giorno della domenica, in esso si riposa e in esso si raduna con i santi per offrire il culto a Dio. Se questi fratelli sono convinti di ciò e hanno riguardo alla domenica per il Signore e non per loro stessi facciano quello che fanno alla gloria di Dio. Ma lo facciano senza giudicare coloro per i quali tutti i giorni sono uguali e non hanno riguardo al giorno della domenica come fanno loro. Ciò significa che essi non devono dire che questi fratelli peccano perché non santificano la domenica come fanno loro. Non è osservando un giorno più di un altro che saremo graditi a Dio perché il regno di Dio non consiste nell'osservanza di giorni ma è giustizia pace ed allegrezza nello Spirito Santo. Attenzione a non ricadere sotto una legge di uomini e a non mettervi a servire precetti d'uomini; perché se è vero che sotto la grazia non siamo obbligati ad osservare il sabato (cosa che invece asseriscono con forza gli Avventisti, confermando l'osservanza del sabato – guarda caso – mediante una 'rivelazione') è altresì vero che noi non siamo chiamati ad osservare la domenica al posto del sabato. Anche perché ricordo che se dovessimo osservare la domenica al posto del sabato, di domenica ci dovremmo persino astenere dall'accendere il fuoco per prepararci da mangiare, dal farci il letto, dallo spazzare per terra, dal pulire i piatti ecc., tutte cose che quando vengono imposte diventano un giogo insopportabile. Quindi se qualcuno viene a voi e vi profetizza che dovete osservare la domenica al posto del sabato vi esorto a non accettare quella profezia perché contrasta lo Spirito Santo.

La seduzione perpetrata da Joseph Smith a danno di molte persone facendo leva su rivelazioni false ci insegna innanzi tutto che i falsi profeti fanno parlare la loro lingua e dicono: 'Dio dice', quando Dio non ha detto nulla; e poi quanto reali siano le parole di Gesù: "E molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti" (Matt. 24:11); ed infine che noi credenti per non rimanere sedotti dagli impostori che vengono a noi nel nome di Cristo e travestiti da ministri di Cristo con le loro 'rivelazioni celesti' per la Chiesa dobbiamo innanzi tutto esaminare mediante le Scritture le loro rivelazioni, poi una volta capito che esse sono false perché annullano la Parola di Dio dobbiamo rigettarle senza esitazione. Per fare questo naturalmente è necessario conoscere le Scritture ma anche essere dei premurosi investigatori delle Scritture; in questo dobbiamo imitare i credenti di Berea che all'udire l'apostolo Paolo si misero ad esaminare "tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavano così" (Atti 17:11).

Come la dottrina mormone cambia con le 'rivelazioni'

Ma veniamo ora a due altre 'rivelazioni' avute da due presidenti dei Mormoni, vale a dire Wilford Woodruff e Spencer W. Kimball.

Dopo la morte di Smith, attorno al 1890, il presidente mormone Wilford Woodruff ebbe una 'rivelazione' sulla poligamia che annullava quella di Smith, per cui la poligamia fu sospesa. E' bene ricordare che i Mormoni erano stati perseguitati a motivo della poligamia per circa cinquanta anni, e che questa 'rivelazione' di Woodruff spuntò fuori circa tre anni dopo l'uscita della legge Edmunds - Tucker che dichiarava sciolta l'organizzazione giuridica della chiesa dei Mormoni e confiscati i suoi beni. E' ovvio dunque il motivo di quest'ultima 'rivelazione'; far smettere le persecuzioni contro i Mormoni. Woodruff disse: 'Il Signore mi mostrò per mezzo di visione e rivelazione esattamente che cosa sarebbe accaduto se noi non avessimo cessato questa pratica… tutte le ordinanze sarebbero state fermate… molti uomini sarebbero stati fatti prigionieri… Io andai davanti al Signore, e scrissi quello che il Signore mi disse di scrivere' (Evidences and Reconciliations [Evidenze e Riconciliazioni], vol. I, pag. 105-106. Citato dai Tanner in op. cit., pag. 269) [36].

Nel 1978, dopo più di cento anni durante i quali venne negato il sacerdozio ai negri in seno alla chiesa mormone [37], il Presidente dei Mormoni Spencer W. Kimball mediante una 'rivelazione' annullava la dottrina mormone che negava ai negri l'accesso al sacerdozio, dottrina che aveva suscitato negli anni 70 grandi polemiche e grossi problemi in terre di missione come il Brasile [38]. In una lettera (che porta la data dell'8 giugno 1978), letta da N. Eldon Tanner, primo consigliere della Prima Presidenza, il 30 settembre 1978 alla 148esima Conferenza Generale della 'Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni', si legge '… Consapevoli delle promesse fatte dai profeti e presidenti della Chiesa che ci hanno preceduto, che al tempo debito, nel piano eterno di Dio, tutti i nostri fratelli che ne fossero degni avrebbero potuto ricevere il sacerdozio, e testimoni della fedeltà di coloro ai quali il sacerdozio è stato sino ad oggi negato, abbiamo supplicato a lungo e sinceramente in favore di questi nostri fedeli fratelli, trascorrendo lunghe ore nella Sala Superiore del Tempio implorando il Signore perché ci concedesse la Sua guida divina. Egli ha udito le nostre preghiere e, in rivelazione, ha confermato che il giorno lungamente promesso è arrivato, in cui ogni uomo fedele e degno della Chiesa può ricevere il Santo Sacerdozio, con il potere di esercitare la sua divina autorità e di godere con i suoi cari ogni benedizione che scaturisce da esso, incluse le benedizioni del tempio. Di conseguenza, tutti i membri maschi della Chiesa che ne siano degni possono essere ordinati al sacerdozio senza alcuna considerazione di razza o colore…' [39]. Come si può ben vedere quindi, i Mormoni fino al 1978 erano stati razzisti.

A prescindere dal fatto che sia la poligamia instaurata da Joseph Smith che il comportamento tenuto dai Mormoni nei confronti dei negri (comportamento che aveva l'appoggio del Libro di Mormon che reputa la pelle nera come il segno della maledizione di Dio [40]) erano cose in abominio a Dio, queste due 'rivelazioni' emendatorie mostrano come tra i Mormoni nel corso del tempo mediante delle 'rivelazioni' vengono annullate altre 'rivelazioni'; insomma esse fanno capire come per i membri di questa setta che crede alla possibilità di continue nuove rivelazioni la dottrina è mutabile nel corso del tempo. I Mormoni insomma fanno dire a Dio tutto quello che gli pare e piace a seconda della necessità. Diletti, guardatevi dagli adepti di questa setta al fine di non rimanere sedotti e scadere dalla grazia.

Le false predizioni di Joseph Smith

In The Articles of Faith Talmage afferma: 'Noi affermiamo che (...) Joseph Smith era un Profeta dell'Iddio Vivente' (James Talmage, op. cit., pag. 460).

Come abbiamo visto prima, Joseph Smith disse di avere avuto delle 'rivelazioni' dottrinali che abbiamo dimostrato, mediante le Scritture, essere false. Dunque esse confermano che Joseph Smith non era un profeta di Dio ma un falso profeta travestitosi da profeta di Dio. Ma forse per qualcuno queste prove non sono sufficienti per convincersi di questo; perciò vogliamo ora parlare di alcune predizioni di eventi futuri che fece Joseph Smith durante la sua vita, predizioni che non si adempirono.

Nel mese di Settembre del 1832 [41] Joseph Smith predisse la costruzione di un tempio in questi termini: 'Sì, la parola del Signore che concerne la sua chiesa, stabilita negli ultimi giorni per la ristorazione del suo popolo (...) per il radunamento dei suoi santi sopra il Monte Sion, che sarà la città della Nuova Gerusalemme. La quale città sarà costruita, cominciando dal lotto del tempio, che è designato dal dito del Signore, ai confini occidentali dello Stato del Missouri, e dedicato dalla mano di Joseph Smith, Jun., ed altri (...) Veramente questa è la parola del Signore, che la città della Nuova Gerusalemme sarà costruita dalla raccolta dei santi, cominciando in questo posto, cioè il posto del tempio, tempio che sarà innalzato in questa generazione. Perché veramente questa generazione non passerà fino a che una casa non sarà costruita al Signore, e una nuvola riposerà su di essa (...) Quindi, come ho detto circa i figli di Mosè - perché i figli di Mosè e anche i figli di Aaronne offriranno un sacrificio ed offerta accettevole nella casa del Signore, casa che sarà costruita al Signore in questa generazione, sopra il luogo consacrato come io ho stabilito' (Dottrina e Alleanze 84: 2-5, 31). Quindi secondo questa predizione durante la vita di Joseph Smith doveva esser costruito un tempio nella parte occidentale dello Stato del Missouri (precisamente a Independence), tanto è vero che esso sarebbe stato dedicato da Joseph Smith in persona e da altri allora viventi. Ma questo non avvenne perché i Mormoni pochi anni dopo furono costretti da una dura persecuzione a fuggire dallo Stato del Missouri e se ne andarono nello Stato dell'Illinois; cosicché non poterono costruire il tempio che così non poté esser dedicato da Joseph Smith. Questa predizione non potrà mai adempiersi così come fu enunciata perché secondo la predizione il tempio sarebbe stato eretto in quella generazione e dedicato da Joseph Smith e sono passati ben 166 anni da quando fu pronunciata; quindi essa era falsa.

Un'altra predizione di Joseph Smith fu quella che annunciava la guerra civile. Nel dicembre del 1832 egli disse: 'Veramente, così dice il Signore circa le guerre che fra breve accadranno, cominciando dalla ribellione della Carolina del Sud che eventualmente terminerà con la morte e la miseria di molte anime (...) gli Stati del Sud chiameranno altre nazioni, perfino la nazione della Gran Bretagna, come essa è chiamata, ed essi chiameranno anche altre nazioni, al fine di difendersi da altre nazioni; e poi la guerra si estenderà a tutte le nazioni. E avverrà dopo molti giorni che gli schiavi insorgeranno contro i loro padroni, che saranno schierati e disciplinati per la guerra..' (ibid., 87:1-4). Si adempì tutto ciò? No, perché benché, dopo la morte di Joseph Smith, la Carolina del Sud si ribellò e scoppiò la guerra civile (è da notare però a tale riguardo che già prima della predizione di Joseph Smith la Carolina del Sud si era di fatto ribellata e c'erano dei segni premonitori che facevano prevedere una guerra nella Carolina del Sud, e difatti molti americani se l'aspettavano prima o poi), pure le altre cose non si adempirono; la guerra non si estese a tutte le nazioni perché non fu un conflitto mondiale; la Gran Bretagna non fu coinvolta nel conflitto, e gli schiavi non insorsero contro i loro padroni [42].

Ora la Scrittura dice circa Samuele: "Samuele intanto cresceva, e l'Eterno era con lui e non lasciò cader a terra alcuna delle parole di lui. Tutto Israele, da Dan fino a Beer-Sceba, riconobbe che Samuele era stabilito profeta dell'Eterno" (1 Sam. 3:19-20). Come potete vedere gli Israeliti riconobbero in Samuele un profeta di Dio perché videro che quello che lui diceva si avverava; Dio era con lui e non lasciava cadere nessuna delle sue parole. Che dire invece di Joseph Smith le cui parole sono cadute a terra? Che Dio non era certamente con lui, e quindi egli non era un profeta di Dio. Che cosa era allora? Un impostore i cui presagi furono annullati da Dio perché Dio dice in Isaia: "Io rendo vani i presagi degl'impostori" (Is. 44:25). Se Joseph Smith fosse stato un messaggero di Dio, un profeta, di certo Dio avrebbe mandato ad effetto le sue predizioni perché Dio dice: "Io confermo la parola del mio servo, e mando ad effetto le predizioni de' miei messaggeri" (Is. 44:26). Per noi la cosa è chiara: il fatto che le sue parole non siano state confermate da Dio significa che egli non era un profeta di Dio, come invece lo erano Isaia, Geremia, Ezechiele e i profeti antichi. Egli non parlò da parte di Dio ma parlò di suo usando il nome di Dio; e questo si manifestò quando le sue parole non si adempirono. Questo lo diciamo in base alle seguenti parole di Dio scritte nella legge: "E se tu dici in cuor tuo: 'Come riconosceremo la parola che l'Eterno non ha detta?' Quando il profeta parlerà in nome dell'Eterno, e la cosa non succede e non si avvera, quella sarà una parola che l'Eterno non ha detta; il profeta l'ha detta per presunzione; tu non lo temere" (Deut. 18:21-22).

L'astuzia di Joseph Smith

I falsi profeti si sono sempre contraddistinti per la loro astuzia e la menzogna; e Joseph Smith non fa eccezione. Citiamo ora una delle sue astute azioni perpetrate a danno dei suoi seguaci. Secondo gli scrittori mormoni Joseph Smith nel 1835 venne in possesso di un papiro scritto dal patriarca Abrahamo circa 4000 anni fa. Egli lo tradusse e lo pubblicò con il nome 'Il libro di Abrahamo'. Esso fu accettato dai Mormoni come Scrittura e posto in Perla di Gran Prezzo una delle scritture canoniche dei Mormoni.

Per molti anni la collezione di papiri fu ritenuta perduta. Ma il 27 Novembre 1967 il Deseret News annunciò: 'NEW YORK - Una collezione di manoscritti di papiri, per molto tempo creduta distrutta nell'incendio di Chicago del 1871, è stata presentata alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni qui lunedì dal Metropolitan Museum dell'Arte (...) Incluso nel papiro c'è un manoscritto identificato come il documento originale da cui Joseph Smith copiò il disegno che lui chiamò 'Facsimile N. 1' e pubblicò con il Libro di Abrahamo' (citato da Jerald e Sandra Tanner in op. cit., pag. 330). Nel 1968 un anziano della chiesa mormone, Dee Jay Nelson che era un esperto di lingua egiziana tradusse il papiro ma non vi trovò in esso nessuna menzione di Abrahamo o della religione di Abrahamo. Vi trovò invece i nomi di molti dii pagani che erano adorati dagli Egiziani. Conseguenza di ciò fu che Nelson e la sua famiglia decisero nel 1975 di ritirarsi dalla chiesa mormone. Che cosa era dunque quel papiro da cui Joseph Smith tradusse il suo libro di Abrahamo? Fu scoperto che quel papiro era parte del 'Libro dei Respiri', un libro egiziano di superstizioni che nulla aveva a che fare con Abrahamo e la sua fede! Questo papiro viene detto aveva lo scopo di aiutare i trapassati nel loro viaggio nell'aldilà!!

E dopo tutto ciò Joseph Smith viene ancora considerato dai Mormoni un profeta dell'Iddio vivente di cui Dio si sarebbe usato per restaurare la Chiesa dandogli delle eccellenti rivelazioni. E dopo tutto questo si dovrebbe credere che Joseph Smith tradusse per potere divino delle tavole d'oro scritte in egiziano riformato? Ma non è il caso, o Mormoni, di affermare che colui in cui avete riposta la vostra fiducia non era altro che un uomo senza scrupoli che pur di fare passare i suoi scritti per parola di Dio è ricorso ad ogni sorta di furberia? Come ha potuto James Talmage uno dei vostri 'dodici apostoli' affermare attorno alle traduzioni della Bibbia che 'non ci sarà, non ci può essere, assolutamente nessuna attendibile traduzione di queste o altre scritture a meno che essa sia eseguita attraverso il dono della traduzione, come una delle dotazioni dello Spirito Santo' (James Talmage, op. cit., pag. 237), e poi Joseph Smith di cui voi dite che era in possesso di questo dono ha affermato di avere tradotto il libro di Abrahamo da un papiro dove di tutto si parla tranne che di Abrahamo e della sua fede [43]?

 

CONCLUSIONE

In questo capitolo abbiamo dimostrato la falsità di ciò che i Mormoni dicono sulla Bibbia, sul Libro di Mormon e a proposito della rivelazione continua. Riassumendo in breve essi dicono che la Bibbia contiene errori di traduzione ed omissioni per cui è necessario essere guidati dallo Spirito di Dio e dai loro libri 'sacri' per discernere questi errori ed omissioni presenti in essa. Ma non solo questo, dicono pure che la Bibbia non è la sola parola di Dio scritta perché Dio nel passato preannunciò che sarebbe comparso il libro contenente la pienezza del Vangelo. Questo libro sarebbe il Libro di Mormon; che però non solo non contiene quello che esso pretende di essere perché il Vangelo che possediamo è completo, ma non contiene neppure quelle dottrine del mormonismo che costituiscono il fondamento di questa cosiddetta pienezza. Ed oltre a tutto ciò contraddice la Scrittura, e niente di meno che Joseph Smith che lo ha tradotto. Ma abbiamo anche visto che quantunque i Mormoni dicano di avere ricevuto tramite Joseph Smith la 'pienezza del Vangelo', essi si aspettano altre grandi rivelazioni che possono pure cambiare e annullare le dottrine che professano attualmente. Per cui potrebbe succedere che loro stessi fra qualche tempo siano costretti per 'volere divino' ad abbandonare certe dottrine per lasciare il posto a quelle nuove 'rivelategli' dallo Spirito Santo. Questo in base al principio della 'rivelazione continua' il cui promulgatore fu Joseph Smith che come abbiamo dimostrato era un falso profeta pieno di furberia e frode perché diceva: 'Così parla il Signore' quando il Signore non gli aveva affatto comandato di parlare in suo nome.

Stando dunque così le cose è evidente che i Mormoni costituiscono un pericolo per tutti i credenti in Cristo Gesù; perché cercano di persuaderli che il Vangelo che essi hanno ricevuto è incompleto e quindi impotente a salvare; il che non è assolutamente vero. Il Vangelo che noi predichiamo e crediamo è la potenza di Dio per la salvezza di ogni credente; tramite la fede in esso si viene giustificati, rigenerati, e santificati. Si ottiene la vita eterna, la vera pace e la vera gioia, e seguendo i suoi precetti si cammina nella libertà e tranquilli senza paura di alcun male. Gloria a Colui che ci ha annunciato questo Evangelo, cioè a Cristo Gesù; il suo nome sia benedetto in eterno perché tramite le sue parole abbiamo ottenuto pace con Dio e la salvezza delle anime nostre. Diletti, guardatevi dai Mormoni, da questi lupi rapaci vestiti da pecore che vengono per persuadervi che il Vangelo in cui voi avete creduto non è completo mentre quello in cui essi hanno creduto lo è. Nessuno di essi vi seduca con le sue dolci parole.

 

 

NOTE

 

[1] James Talmage ha affermato che non ci può assolutamente essere una traduzione attendibile delle Scritture a meno che essa sia fatta per mezzo del dono della traduzione (cfr. James Talmage, op. cit., pag. 237). [ç ]

 

[2] James Talmage dice come occorre accostarsi alla Bibbia: 'Sia dunque la Bibbia letta riverentemente e con devota cura, e il lettore sempre cercando la luce dello Spirito affinché egli possa discernere tra la verità e gli errori degli uomini' (James Talmage, op. cit., pag. 237). [ç ]

 

[3] Joseph Fielding Smith ha dichiarato: 'La Chiesa usa la Versione della Bibbia di Re Giacomo perché è la migliore versione tradotta per il potere dell'uomo' (Doctrines of Salvation, vol. III, pag. 191). [ç ]

 

[4] L'apostolo mormone Bruce McConkie afferma che 'questo passaggio è maltradotto' (Bruce McConkie, Mormon Doctrine [ Dottrina Mormone] , Salt Lake City, 1993, Seconda ediz., pag. 318), e cita subito dopo lo stesso passaggio come è stato 'tradotto' da Joseph Smith. Vedi più avanti la sezione dedicata alla 'traduzione di Joseph Smith' per capire quale sarebbe la traduzione giusta di quel passaggio della Scrittura per Bruce McConkie. [ç ]

 

[5] La chiesa mormone maggioritaria invece l'ha etichettata Joseph Smith Translation (Traduzione di Joseph Smith). Io userò questo nome nelle citazioni che seguiranno abbreviandolo con JST. [ç ]

 

[6] Va detto a proposito di questa 'traduzione' che Joseph Smith rigettò il Cantico dei Cantici come Scrittura ispirata. Egli 'rigettò il Cantico di Salomone come non essendo scrittura ispirata' (Encyclopedia of Mormonism, vol. II, pag. 766). [ç ]

 

[7] Nella Encyclopedia of Mormonism si legge: 'Molti Santi degli Ultimi giorni considerano questa come la più corretta versione della Bibbia disponibile ora' (vol. II, pag. 767). [ç ]

 

[8] Dio fece morire Joseph Smith anche per questa sua audacia che ebbe nell'adulterare la Parola di Dio. Ma nonostante ciò Bruce McConkie ha scritto su Mormon Doctrine: '…al comando del Signore e mentre agiva sotto lo spirito di rivelazione, il Profeta corresse, rivide, alterò, fece delle aggiunte, e delle cancellazioni dalla Versione della Bibbia di Re Giacomo per formare quella a cui comunemente oggi ci si riferisce come la Versione Ispirata della Bibbia (…) il meraviglioso flusso di luce e conoscenza rivelate tramite la Versione Ispirata della Bibbia è una delle grandi evidenze della missione divina di Joseph Smith' (Mormon Doctrine, Salt Lake City 1958, pag. 351-352). Veramente rivoltanti queste parole! In verità ci sono dei malvagi che sono ricordati come se avessero fatto l'opera dei giusti. Ma questo non annulla la Scrittura che dice che "il nome degli empi marcisce" (Prov. 10:7). [ç ]

 

[9] Nel Libro di Mormon c'è una minaccia contro coloro che adulterano la parola di Dio che dice così: 'Perché avete svisato la santa parola di Dio, per attirare la dannazione sulle vostre anime?' (Libro di Mormon, Mormon 8:33). Dunque persino il Libro di Mormon condanna ciò che Smith ha fatto con la sua 'inspired version'!! [ç ]

 

[10] Come vedremo dopo, l'apparizione del Libro di Mormon, secondo la teologia mormone, era stata predetta da Dio tramite il profeta Ezechiele! [ç ]

 

[11] Sulla collina di Cumorah i Mormoni hanno eretto un monumento in onore di Moroni. [ç ]

 

[12] Per qualche altro dettaglio sulle apparizioni di Moroni vedi la parte della storia dei Mormoni dove parlo della vita di Joseph Smith. [ç ]

 

[13] Ecco quanto si legge su un libro di un autore mormone a riguardo di questa testimonianza: 'Ci sembra adesso giusto citare brevemente alcune delle prove della autenticità divina del Libro di Mormon. Una delle prove più valide è la testimonianza dei tre uomini ai quali l'angelo Moroni mostrò le tavole e portò testimonianza che esse erano state tradotte per dono e per potere di Dio' (LeGrand Richards, Un'opera meravigliosa e un prodigio, Francoforte sul Meno, 1981, pag. 52). [ç ]

 

[14] Dico Americhe perché la posizione ufficiale della chiesa mormone a proposito dei luoghi esatti dove approdarono queste persone è 'in qualche posto nelle Americhe, ma la locazione specifica non è stata rivelata' (Encyclopedia of Mormonism, vol. I, pag. 178). Va detto però a proposito degli Ebrei che lasciarono Gerusalemme poco prima della sua distruzione che ci sono due differenti dichiarazioni mormoni del passato che indicano che ai giorni di Joseph Smith si 'sapeva' dove essi erano sbarcati. La prima, del 1836, asserisce che questi Ebrei sbarcarono nel continente Sud Americano e precisamente sulle coste del Cile; la seconda, del 1842, asserisce che essi sbarcarono in un luogo poco a sud dell'Istmo di Panama, e quindi nel Centro America (cfr. Encyclopedia of Mormonism, vol. I, pag. 178). Talmage in The Articles of Faith parla della costa occidentale dell'America (cfr. pag. 259) e dice che i Nefiti si sparsero verso il Nord occupando una area considerabile nell'America Centrale, e poi si sparsero sia verso Est che verso Nord in quelli che sono oggi gli Stati Uniti d'America (cfr. pag. 260). [ç ]

 

[15] Per esempio viene detto che 'i tre Nefiti', anteriormente alla seconda guerra mondiale, apparvero per provvedere dei rimedi a basi di erbe per le malattie, per arare il campo di un agricoltore per permettergli di partecipare ai doveri ecclesiastici, per provvedere il cibo a dei missionari che stavano morendo di fame. Nel mondo contemporaneo invece questi 'tre Nefiti' hanno aiutato non pochi genealogisti mormoni nelle loro ricerche sui defunti, hanno persino praticato una respirazione artificiale nei confronti di un uomo che aveva avuto un incidente con la sua canoa in un lago, hanno guidato dei motociclisti che si erano perduti in mezzo a tormente di neve, ecc. (cfr. Encyclopedia of Mormonism, vol. IV, pag. 1477-1478). [ç ]

 

[16] Secondo i Mormoni il rigetto del Libro di Mormon, quale altra Bibbia, da parte di molti Gentili era stato predetto da Dio in questi termini: 'E siccome le mie parole risuoneranno – molti dei Gentili diranno: Una Bibbia, una Bibbia! Noi abbiamo una Bibbia e non vi possono essere altre Bibbie (…) Tu insensato, che dirai: Una Bibbia, noi abbiamo una Bibbia e non vogliamo altre Bibbie' (Libro di Mormon, 2 Nefi 29:3,6). Superfluo dire che queste parole attribuite a Dio sono invece scaturite dal cuore malvagio di Joseph Smith il quale prevedendo che molti avrebbero rigettato il Libro di Mormon pensò astutamente di mettere per iscritto un oracolo minaccioso nei confronti di coloro che a giusta ragione avrebbero rigettato questa cosiddetta altra Bibbia. Un oracolo falso dunque; uno dei tanti oracoli falsi contenuti nel Libro di Mormon. [ç ]

 

[17] Del coinvolgimento di Smith nel 'money digging' ci sono diverse prove. La più schiacciante è un documento che fu pubblicato per la prima volta sul Fraser's Magazine nel 1873 e che attesta che Joseph Smith fu arrestato dalle autorità, processato e giudicato colpevole di frode. In questo documento si possono leggere le seguenti cose: 'STATO DI NEW YORK v. JOSEPH SMITH. Mandato di cattura emesso su lagnanza scritta sotto giuramento di Peter G. Bridgeman, che ha riferito che un certo Joseph Smith di Bainbridge era una persona disordinata ed un impostore. Il prigioniero fu portato davanti alla Corte il 20 Marzo 1826. Il prigioniero esaminato, dice che egli venne dalla città di Palmyra, e stette a casa di Josiah Stowel in Bainbridge la maggior parte del tempo da allora (most of time since) (…) Che egli aveva una certa pietra a cui aveva occasionalmente guardato per stabilire dove erano i tesori nascosti nelle cavità della terra; che egli (…) aveva cercato il signor Stowel alcune volte, e lo aveva informato dove poteva trovare questi tesori (…) che egli per tre anni occasionalmente aveva avuto l'abitudine di guardare attraverso questa pietra per trovare proprietà nascoste (…). Josiah Stowel ha giurato: egli dice che il prigioniero era stato a casa sua per un qualcosa come cinque mesi (…) che egli pretendeva di avere l'abilità di dire dove erano i tesori nascosti nella terra guardando attraverso una certa pietra: che il prigioniero lo aveva cercato alcune volte; una volta per dirgli circa del denaro sepolto in Bend Mountain in Pennsylvania, una volta per dell'oro sulla Monument Hill (…) E pertanto la Corte trova il Convenuto colpevole…' (Fraser's Magazine, February 1873, pag. 229-230: citato dai Tanner in op. cit., pag. 67, 69,70). [ç ]

 

[18] A riguardo di questo Harris riferiamo anche una piccola parte della 'rivelazione' che Joseph Smith ebbe dal Signore a riguardo proprio di Harris: 'Ecco, vedi, Io ti dico che poiché tu consegnasti quegli scritti che io ti avevo dato il potere di tradurre per mezzo dell'Hurim e del Thummim, nelle mani di un uomo malvagio, tu li hai perduti' (Dottrina e Alleanze 10:1). Queste parole Joseph Smith le avrebbe proferite da parte di Dio nell'estate del 1828 poco tempo dopo questo fatto. Lui ed Harris avevano cominciato la traduzione del Libro di Mormon ed erano arrivati a 116 pagine di traduzione. A quel punto Harris prese in prestito le 116 pagine (con il consenso di Smith e – paradosso dei paradossi – con quello del Signore stesso che Smith aveva consultato a riguardo prima di dargli le 'preziose' pagine) per portarle a farle veder a sua moglie. Ma quelle pagine gli furono rubate. Da qui la 'rivelazione' di Smith. Ora, non si capisce come un uomo definito da Dio un uomo malvagio possa essere poi stato preso da Smith per confermare l'esistenza delle tavole d'oro.

A questo punto qualcuno incuriosito vorrà sapere quale fu la mossa successiva di Smith dopo che andarono perdute ben 116 pagine del Libro di Mormon. Bene, nella suddetta 'rivelazione' Dio gli avrebbe ordinato di non ritradurre quella parte. Perché? Per annullare il malvagio disegno dei suoi avversari che avevano alterato le sue parole. Infatti Dio gli disse che se lui avesse ritradotto nella stessa maniera quelle stesse parole, i suoi avversari avrebbero potuto coglierlo nelle sue parole e dimostrare che lui aveva mentito e aveva preteso di averle tradotte (mostrando le precedenti parole alterate) e si era contraddetto (cfr. Dottrina e Alleanze 10:30-31). Non è veramente assurda questa 'rivelazione' di Smith?! Certo che lo è, perché se io sono in grado di tradurre uno scritto da una lingua straniera, non importa se per una mia capacità personale o per una capacità speciale conferitami da Dio, quand'anche mi venisse rubata parte della mia traduzione i miei avversari quand'anche manipolassero le mie parole per cogliermi nelle mie parole non riuscirebbero a rendermi confuso perché ritraducendo quelle stesse parole nella stessa maniera io dimostrerei di essere in grado di tradurre quel particolare scritto straniero che esibirei assieme alla traduzione. Alla luce di tutto ciò dunque, si può capire come Smith nel volere attribuire a Dio una opera da Lui mai ordinata è stato da Dio reso confuso. Questo ci ricorda che Dio si mostra astuto col perverso e che di Lui nessuno si può fare beffe. [ç ]

 

[19] Joseph Smith nella sua astuzia è arrivato a far predicare a Gesù una parte della predicazione dell'apostolo Pietro (parafrasata). Si legge infatti nel terzo libro di Nefi che Gesù disse: 'Ecco, Io sono colui di cui parlò Mosè, dicendo: Il Signore vostro Dio vi susciterà un profeta fra i vostri fratelli, come me; ascoltatelo in tutte le cose ch'Egli vi dirà. E avverrà che ogni anima che non avrà ascoltato quel profeta, sarà distrutta d'infra il popolo. In verità Io vi dico, sì, e tutti i profeti, fin da Samuele e quelli che hanno parlato nei tempi seguenti, hanno testimoniato di me. Ed ecco, voi siete i figli dei profeti, e siete dal casato d'Israele; e siete i figliuoli del patto che il Padre fece coi vostri padri, quando disse ad Abrahamo: Nella tua posterità, tutte le famiglie saranno benedette. Il Padre avendomi in prima risuscitato per voi e avendomi mandato per benedirvi, perché ciascuno si converta dalla sua malvagità; e questo perché siete i figliuoli dell'alleanza' (Libro di Mormon, 3 Nefi 20:23-26). Si confrontino queste parole con Atti 3:22-26. Si tenga presente però che stando a quanto dicono i Mormoni sull'apparizione di Gesù sul continente americano, Pietro ancora non aveva rivolto quella predicazione a quei Giudei quando Gesù la rivolse in America! E' evidente però che Gesù non essendo apparso ai Nefiti non pronunciò quel discorso. Joseph Smith fabbricò i discorsi di Gesù in America basandosi sulla Bibbia che aveva mettendo assieme un po' di tutto per fargli dire tutto quello che gli parve e piacque. [ç ]

 

[20] Nel Libro di Mormon si legge per esempio: '… il libro uscì dalla bocca d'un Ebreo; e quando uscì dalla bocca d'un Ebreo, conteneva il Vangelo del Signore in tutta semplicità, Vangelo di cui testimoniano i dodici apostoli; (…) E dopo che furono passate per mano dei dodici apostoli dell'Agnello, dagli Ebrei ai Gentili, hai visto la fondazione della chiesa grande e abominevole, la più abominevole di tutte le chiese; vedi infatti, essa ha tolto dal Vangelo dell'Agnello molte parti chiare e preziosissime; e vi ha tolto anche molte alleanze del Signore' (1 Nefi 13:24,26). [ç ]

 

[21] Talmage afferma: 'Che la capacità di leggere e scrivere in quella lingua continuò con i Nefiti fino al tempo della loro estinzione è evidente dalla dichiarazione di Moroni…', che è quella di Mormon 9:32-33. (Talmage, op. cit., pag. 292). [ç ]

 

[22] In una iscrizione dovuta a Pul, re d'Assiria, si parla del tributo che gli pagò Menahem, re d'Israele: 'Il tributo di Menahem, di Samaria, …. io ricevetti'. Ciò conferma le seguenti parole scritte nel libro dei Re: 'Ai suoi tempi Pul, re d'Assiria, fece invasione nel paese; e Menahem diede a Pul mille talenti d'argento affinché gli desse man forte per assicurare nelle sue mani il potere reale' (2 Re 15:19).

Tra le rovine dei giardini pensili di Babilonia sono state rinvenute delle tavolette elencanti i nomi di coloro ai quali venivano fatte regolari assegnazioni di olio e grano. Tra di essi compare pure 'Joiakin, re del paese di Giuda'. Ciò conferma le seguenti parole scritte sempre nel Libro dei Re: 'Il trentasettesimo anno della cattività di Joiakin, re di Giuda, il ventisettesimo giorno del dodicesimo mese, Evilmerodac, re di Babilonia, l'anno stesso che cominciò a regnare, fece grazia a Joiakin, re di Giuda, e lo trasse di prigione; gli parlò benignamente, e mise il trono d'esso più in alto di quello degli altri re ch'eran con lui a Babilonia. Gli fece mutare le vesti di prigione; e Joiakin mangiò sempre a tavola con lui per tutto il tempo ch'ei visse: il re provvide continuamente al suo mantenimento quotidiano, fintanto che visse' (2 Re 25:27-30).

In una iscrizione dovuta a Tiglath-Pileser, re d'Assiria, si legge: 'Il tributo di Achaz il giudeo ricevetti, oro, argento, piombo, stagno e lini. Damasco distrussi, Retsin presi e i suoi capi impalai vivi. Feci abbattere i suoi frutteti e non lasciai in piedi albero'. Queste parole confermano quanto è scritto nel Libro dei Re: "Achaz inviò dei messi a Tiglath-Pileser, re degli Assiri, per dirgli: 'Io son tuo servo e tuo figliuolo; sali qua e liberami dalle mani del re di Siria e dalle mani del re d'Israele, che sono sorti contro di me'. E Achaz prese l'argento e l'oro che si poté trovare nella casa dell'Eterno e nei tesori della casa reale, e li mandò in dono al re degli Assiri. Il re d'Assiria gli diè ascolto; salì contro Damasco, la prese, ne menò gli abitanti in cattività a Kir, e fece morire Retsin' (2 Re 16:7-9).

In un iscrizione assira si legge: 'Il ventesimo giorno di Tebet, Sennacherib venne ucciso dai suoi figli in rivolta. Il diciottesimo giorno di Sivan, Esar-Haddon, suo figliuolo, ascese al trono'. Queste parole confermano quanto è scritto nel Libro dei Re: 'Allora Sennacherib re d'Assiria levò il campo, partì e se ne tornò a Ninive, dove rimase. E avvenne che, mentr'egli stava adorando nella casa del suo dio Nisroc, i suoi figliuoli Adrammelec e Saretser lo uccisero a colpi di spada, e si rifugiarono nel paese di Ararat. Esarhaddon, suo figliuolo, regnò in luogo suo' (2 Re 19:36-37). [ç ]

 

[23] Lo scrittore Werner Keller nel suo libro intitolato La Bibbia aveva ragione (che in Italia ha avuto più edizioni) nel parlare di come fu condotto a scrivere questo particolare libro ha affermato: 'E dinanzi all'enorme abbondanza di risultati autentici e sicuri, sempre più si approfondì in me, considerando la critica dubbiosa che dal secolo dell'illuminismo ad oggi vorrebbe demolire la Bibbia, il convincimento espresso in queste semplici parole: eppure la Bibbia aveva ragione!' (Werner Keller, La Bibbia aveva ragione, Milano 1983, pag. 12). Ora, io non so se egli quando scrisse queste parole fosse un credente o lo diventò in seguito o non lo diventò mai; una cosa posso dire dopo avere letto parti del libro, che per quell'uomo l'archeologia ha confermato la veridicità di molti racconti trascritti nella Bibbia. Lui stesso dice: 'Avvenimenti già considerati in gran parte 'pie leggende' assurgono a dignità storica. Molto spesso i risultati delle esplorazioni concordano fin nei particolari con le relazioni bibliche' (Werner Keller, op. cit., pag. 11). E' chiaro che per noi credenti non c'è la necessità che gli archeologi ci vengano a dire che la Bibbia ha ragione, perché noi per fede accettiamo tutto quello che la Bibbia dice; anche quelle storie che l'archeologia ancora non ha confermato. Facciamo un esempio; quand'anche nessuno ritrovasse l'arca di Noè sulle montagne di Ararat, noi continueremo a credere che Noè costruì quell'arca con quelle dimensioni, che venne il diluvio su tutta la terra, che nessuno scampò all'infuori di Noè e sette altri, e gli animali che erano nell'arca. Ed esempi di questo genere ne potrei fare molti e molti altri. Ben vengano comunque tutte quelle scoperte archeologiche che confermano passi trascritti nella Bibbia. [ç ]

 

[24] I Mormoni quando presentano il Libro di Mormon ai credenti in Cristo Gesù, per infondere in loro la certezza dell'autenticità del Libro di Mormon citano queste parole: 'Quando riceverete coteste cose, vorrei esortarvi a domandare a Dio, Padre Eterno, nel nome di Cristo, se tutto ciò non è vero; e se lo chiedete con cuore sincero, con intento reale, avendo fede in Cristo, Egli ve ne manifesterà la verità, per la potenza dello Spirito Santo' (Libro di Mormon, Moroni 10:4). Nulla togliendo al fatto che uno è libero di chiedere a Dio se il Libro di Mormon è vero o falso e che Dio di certo gli risponderà che esso è falso, per quanto sta in me non ho avuto bisogno di chiedere a Dio tutto ciò perché nel leggere questo libro lo Spirito di Dio mi ha attestato ripetutamente che esso è falso, cosa pienamente confermata dal raffronto con la Scrittura che ho fatto per vedere se le cose scritte in esso sono vere. Tranne che quei passi dell'Antico Patto e del Nuovo Patto trascritti correttamente in esso; come già dimostrato ci sono tante cose che contrastano la Scrittura. Questo conferma che il Libro di Mormon non è di origine divina e perciò va rigettato. [ç ]

 

[25] Badate che quando i Mormoni dicono che Dio scelse Joseph Smith per restaurare il Vangelo non intendono dire, come uno potrebbe essere indotto a pensare subito, che questa è l'unica restaurazione del Vangelo operata da Dio. E questo perché secondo loro il Vangelo è stato restaurato diverse volte durante la storia dell'umanità. Quella operata da Joseph Smith è solo l'ultima restaurazione del Vangelo di Cristo. Al fine di farvi capire meglio questo concetto vi riassumo per sommi capi quello che essi dicono di queste restaurazioni del Vangelo. Prima però occorre dire che per i Mormoni 'restaurazione' significa 'riportare quello che una volta era presente ma che era andato perduto'. Il Vangelo fu introdotto sulla terra ai giorni di Adamo ed Eva. Dopo che essi peccarono e furono espulsi dal Giardino d'Eden, Dio disse loro che essi potevano essere salvati attraverso il suo Unigenito e diede ad Adamo il sacerdozio secondo l'Ordine del Figlio di Dio. In seguito, essi ricevettero le varie ordinanze del Vangelo, inclusa una dotazione cerimoniale, ed entrarono nei patti d'obbedienza a tutti i comandamenti di Dio. Dopo che Adamo ed Eva diventarono genitori, insegnarono ai loro figli il Vangelo di Cristo. Ma molti della loro posterità amarono Satana più che Dio e diventarono carnali e sensuali. L'umanità sostituì i comandamenti di Dio con gli interessi mondani e il Vangelo fu distorto e perduto. Allora Dio suscitò di tempo in tempo i profeti al fine di restaurare i veri patti ed il Vangelo di Cristo. Uno di questi fu Abrahamo, un altro fu Mosè tramite il quale Dio restaurò per breve tempo il Vangelo. Più tardi Dio rivelò il suo Vangelo a Elia, a Isaia, Geremia e Ezechiele. Lo stesso Vangelo, gli stessi patti e le stesse ordinanze che erano stati una volta dati ad Adamo, Enoch, Noè, Abrahamo, Mosè e gli altri profeti antichi furono restaurati sulla terra tramite Cristo. Ma la Chiesa stabilita da Cristo nel Nuovo Testamento dopo poco tempo apostatò per cui l'autorità del sacerdozio, molto del suo Vangelo, le ordinanze e i patti andarono di nuovo perduti. Ma nel 1820 Dio per mezzo di Joseph Smith cominciò l'ultima restaurazione del Vangelo; ultima perché è quella che ha stabilito la dispensazione della pienezza dei tempi, dispensazione che non vedrà mai il Vangelo andare perduto di nuovo (come è avvenuto ripetutamente durante le passate dispensazioni) e che vedrà l'adempiersi di eventi unici come la costruzione della Nuova Gerusalemme sul continente americano, il raduno di Israele, la predicazione del Vangelo per tutto il mondo, la venuta di Cristo e il millennio. E' superfluo che vi dica che queste passate restaurazioni del Vangelo di cui parlano i Mormoni sono delle menzogne che non hanno nulla a che fare con la verità.

Matteo dice infatti che Gesù parlava alle turbe in parabole affinché si adempisse quello che era stato detto per mezzo del profeta: "Aprirò in parabole la mia bocca; esporrò cose occulte fin dalla fondazione del mondo" (Matt. 13:35). Quindi le cose esposte da Cristo furono rivelate da Dio solo tramite Cristo in quel tempo e non prima. Prima erano state nascoste.

Gesù disse ai suoi discepoli: "Beati gli occhi vostri perché veggono, ed i vostri orecchi, perché odono! Poiché in verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono di vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e di udire le cose che voi udite, e non le udirono" (Matt. 13:16-17). Se qualche profeta o giusto dell'antichità avesse sentito anche alcune cose che disse Gesù, Egli non avrebbe parlato in questa maniera.

L'apostolo Paolo dice agli Efesini che Gesù Cristo "con la sua venuta ha annunziato la buona novella della pace a voi che eravate lontani, e della pace a quelli che eran vicini" (Ef. 2:17). I profeti antichi furono degli strumenti di cui Dio si usò per promettere il suo Vangelo della grazia (cfr. Rom. 1:2-3), ma il Vangelo ci è stato rivelato da Dio solo tramite il suo Figliuolo quando questi venne sulla terra. Il Vangelo fu tenuto nascosto sin dalla fondazione del mondo per essere rivelato nella pienezza dei tempi tramite Cristo Gesù.

Sempre Paolo dice a Timoteo che la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli "è stata ora manifestata coll'apparizione del Salvator nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha prodotto in luce la vita e l'immortalità mediante l'Evangelo…" (2 Tim. 1:10). Come potete vedere la grazia di Dio è stata rivelata tramite Cristo Gesù.

Gesù non venne per restaurare il Vangelo sulla terra, Egli venne ad instaurarlo. Egli non venne a rivelare di nuovo il Vangelo, ma a rivelarlo per la prima volta da che il mondo esisteva. Gesù non venne per restaurare il battesimo in acqua ma per instaurarlo. E Joseph Smith non venne a restaurare il Vangelo, a sua volta 'restaurato' da Cristo secoli prima ma poi andato in gran parte perduto, ma venne per sovvertirlo e sedurre tante persone per menarle in perdizione. Nessuno dei seguaci di Joseph Smith v'inganni dunque. [ç ]

 

[26] La data precisa della restaurazione del sacerdozio di Melchisedec non è certa. Di certo – dicono i Mormoni – c'è che la restaurazione avvenne dopo il 15 maggio 1829 e prima dell'agosto 1830. [ç ]

 

[27] Con questa ordinazione i due ricevettero l'autorità di battezzare, per cui si battezzarono a vicenda in un fiume. [ç ]

 

[28] Si tenga presente che per i Mormoni sia Giovanni Battista che Pietro e Giacomo apparvero come esseri risuscitati, come nel caso di Moroni. Per quanto riguarda Giovanni invece le cose sono differenti perché egli non vide la morte. I Mormoni ci fanno sapere infatti che Gesù Cristo disse a Pietro che Giovanni sarebbe rimasto sulla terra fino al suo ritorno. Dov'è dunque Giovanni? Sulla terra, infatti sempre i Mormoni ci fanno sapere che secondo una 'rivelazione' data da Joseph Smith (cfr. Dottrina e Alleanze sezione 7), siccome a Giovanni è stato dato il potere sulla morte, egli rimane sulla terra come una fiamma di fuoco e un angelo ministratore per coloro che saranno eredi della salvezza fino a che il Signore ritornerà (cfr. Encyclopedia of Mormonism, vol. II, pag. 758). Questo potere sulla morte fu concesso dal Signore all'apostolo in seguito ad una sua espressa richiesta fatta a Gesù. Evidentemente i Mormoni non sanno che Gesù prima di essere crocifisso aveva detto a Giacomo e a Giovanni: "Voi certo berrete il calice ch'io bevo e sarete battezzati del battesimo del quale io sono battezzato…" (Mar. 10:39), e che Gesù non aveva detto a Pietro che Giovanni non morrebbe "ma: Se voglio che rimanga finch'io venga che t'importa?" (Giov. 21:23).

Per quanto riguarda il conferimento del sacerdozio da parte di Pietro, Giacomo e Giovanni va detto che per i Mormoni questi tre apostoli poterono conferire questo sacerdozio di Melchisedec perché durante la loro vita avevano ricevuto da Elia e da Mosè sul monte della trasfigurazione le chiavi di quel sacerdozio. Ecco quello che essi dicono su Elia: '… una ragione maggiore per la traslazione di Elia fu di renderlo capace di ritornare sulla terra per conferire le chiavi dell'autorità ai tre principali apostoli prima della crocifissione e risurrezione di Gesù (…) Sul Monte della Trasfigurazione Elia specificatamente restaurò le chiavi del sacerdozio per sigillare, il potere che lega e convalida nei cieli tutte le ordinanze compiute sulla terra', e quello che dicono su Mosè: 'Assieme ad Elia, egli ritornò sul monte della trasfigurazione, parlò con Cristo, e concesse certe chiavi del sacerdozio ai principali apostoli' (Encyclopedia of Mormonism, vol. II, pag. 450, 959). [ç ]

 

[29] Gli uffici del sacerdozio di Aaronne includono; il diacono, l'insegnante, il sacerdote, il vescovo. Gli uffici del sacerdozio di Melchisedec sono l'anziano, il sommo sacerdote, il patriarca, i Settanta e l'apostolo. Per accedere al sacerdozio di Aaronne occorre avere dodici anni, per accedere invece a quello di Melchisedec diciotto anni. Per battezzare in acqua è sufficiente il sacerdozio di Aaronne; per ministrare l'imposizione delle mani per lo Spirito Santo, e l'imposizione delle mani sugli infermi per la loro guarigione e compiere altre funzioni è necessario avere il sacerdozio di Melchisedec. [ç ]

 

[30] I Mormoni non solo ignorano che il sacerdozio di Aaronne è stato mutato, ma altresì che il sacerdozio di Aaronne poteva essere trasmesso solo a membri della tribù di Levi. Perché dico questo? Perché Joseph Smith non era un discendente di Levi; come neppure il suo compagno Oliver Cowdery. Per cui essi non avrebbero potuto ricevere il sacerdozio di Aaronne. A riguardo di Joseph Smith occorre dire che lui affermava (mentendo) di essere Efraimita; per cui non si riesce a capire come poteva un Efraimita ricevere il sacerdozio di Aaronne! Ma le cose che non quadrano non finiscono qui perché non solo Joseph Smith e Oliwer Cowdery non avrebbero potuto ricevere il sacerdozio secondo la legge perché non erano Leviti; ma il sacerdozio che essi asserirono di avere ricevuto non avrebbe potuto conferirglielo Giovanni Battista. Perché? Perché Giovanni Battista, pur essendo figlio di un sacerdote che ministrava nel tempio, non era neppure un sacerdote. [ç ]

 

[31] La storia delle origini della poligamia tra i Mormoni è piuttosto controversa. E' stato appurato che ancora prima del 1843, l'anno in cui la 'rivelazione' della poligamia fu registrata, questa pratica era già in uso nel mezzo di un circolo ristretto di Mormoni e questo perché la 'rivelazione' risalirebbe a più di dieci anni prima. Stando a quanto ha detto Joseph Fielding Smith, il sesto presidente mormone, il profeta Joseph Smith, ricevette la 'rivelazione' sul matrimonio plurimo nel 1831: 'Il grande e glorioso principio del matrimonio plurimo fu per prima rivelato a Joseph Smith nel 1831, ma essendo vietato renderlo pubblico, o di insegnarlo come una dottrina del Vangelo, a quel tempo, egli confidò i fatti solo a pochi dei suoi collaboratori. Tra essi c'erano Oliver Cowdery e Lyman E. Johnson' (Citato dai Tanner in op. cit., pag. 214). Dunque la 'rivelazione' sulla poligamia risalirebbe al 1831, ma fu registrata solo nel 1843. Nell'edizione di Dottrina e Alleanze del 1835 comunque i Mormoni condannavano la poligamia infatti vi era scritto: 'Noi dichiariamo che crediamo che un uomo deve avere una moglie; e una donna solo un uomo…'(101:4). Queste parole furono tolte da Dottrina e Alleanze nel 1876.

Ma come reagì la moglie di Smith nel vedere il marito prendere altre donne? Ella si oppose alla poligamia praticata da suo marito e difatti nella 'rivelazione' sono attribuite a Dio queste parole minacciose rivolte alla prima moglie di Smith: 'Ed ancora io Ti dico che se un uomo che detiene le chiavi di questo potere ha una moglie ed egli le insegna la legge del mio sacerdozio, in merito a queste cose, essa dovrà credere e servirlo, o essa sarà distrutta, dice il Signore vostro Dio; Io infatti la distruggerò, e glorificherò il mio nome su tutti coloro che ricevono e osservano la mia legge. Sarà dunque legittimo, per me, se essa non accetta questa legge, che egli riceva tutto ciò che Io, il Signore suo Dio, gli darò, perché essa non credette e non lo servì secondo la mia parola; è dunque lei che diviene peccatrice; ed egli è esente dalla legge di Sara, che servì Abramo secondo la legge, quando Io diedi l'ordine ad Abramo di prendere Agar in moglie' (Dottrina e Alleanze 132:64-65). E' evidente lo scopo di queste parole; spaventare a morte la moglie di Smith ed indurla ad accettare anche a malincuore la poligamia di suo marito. Ma quante donne ebbe nella sua vita Joseph Smith? Su questo punto c'è incertezza; c'è chi dice 27, chi 48, chi sessanta o più: una cosa è certa, egli ne ebbe molte. Joseph Smith era dunque anche un adultero.

A proposito della poligamia occorre dire però che i Mormoni (forzati dal governo americano) l'hanno abbandonata dal 1890 ed oggi scomunicano i poligami. Rimangono comunque diversi Mormoni (alcune migliaia) che praticano la poligamia nell'Ovest degli Stati Uniti d'America. Rimane il fatto però che c'è una discordanza netta tra il Libro di Mormon e Dottrina e Alleanze su questo soggetto perché, come abbiamo visto in precedenza, il Libro di Mormon condanna la poligamia mentre Dottrina e Alleanze la permetteva fino al 1890. Si tenga inoltre presente che il gruppo mormone scismatico con sede a Independence nel Missouri rifiutò sin dall'inizio la poligamia ritenendola una pratica introdotta da Brigham Young e non da Joseph Smith e difatti non accetta la sezione 132 di Dottrina e Alleanze come una rivelazione data per mezzo di Joseph Smith. [ç ]

 

[32] Brigham Young insegnava invece che Adamo fu un poligamo: 'Quando il nostro padre Adamo venne nel giardino di Eden, egli ci venne con un corpo celestiale, e portò con lui Eva una delle sue mogli' (Journal of Discourses [Giornale dei Discorsi], vol. I, pag. 50). [ç ]

 

[33] I falsi profeti hanno tante malefiche caratteristiche; tra queste c'è l'ipocrisia infatti essi ordinano di non fare certe cose e loro medesimi le fanno. A riguardo di Joseph Smith è stato appurato che egli non osservò la 'parola di saggezza' da lui proferita. I Tanner nel loro libro da me sovente citato dicono: 'Nonostante la maggior parte dei membri della chiesa pensano che Joseph Smith, il fondatore della chiesa Mormone, 'osservò attentamente la Parola di Saggezza', la ricerca rivela proprio l'opposto. Infatti Joseph Smith, l'uomo che introdusse la cerimonia del tempio nella chiesa Mormone, non potrebbe attraversare il Tempio se vivesse oggi, a causa del suo frequente uso di bevande alcoliche' (Jerald e Sandra Tanner, op. cit., pag. 470) e poi citano le seguenti parole tratte dall'History of the Church: 'Mercoledì, 3. – Fui chiamato all'ufficio e bevvi un bicchiere di vino con la Sorella Janetta Richards… (History of the Church, vol. 5, p. 380)' e: 'Noi poi partecipammo a dei rinfreschi, e i nostri cuori furono resi allegri con il frutto della vigna (History of the Church, vol. 2, pag. 369)' (ibid., pag. 470). Per quanto riguarda l'uso del tabacco i Tanner dicono: 'Non sappiamo quanto spesso Joseph Smith fece uso di tabacco, ma sappiamo che una volta 'egli andò per le strade di Nauvoo fumando un sigaro' ('Joseph Smith As An Administrator' [Joseph Smith Come Un Amministratore], M.A. thesis, Brigham Young University, May 1969, p. 161)' (ibid., pag. 470-471). [ç ]

 

[34] Nell'Encyclopedia of Mormonism si legge che 'nel 1881 l'obbedienza alla legge del pagamento della decima diventò un requisito, per coloro che hanno un reddito, per la presenza al tempio' (vol. IV, pag. 1482). [ç ]

 

[35] Come voi ben sapete, purtroppo il precetto mosaico della decima è imposto anche in mezzo a molte Chiese evangeliche. Ora, cosa dicono i Mormoni di questa imposizione della decima in mezzo alle Chiese evangeliche? Ecco quanto si legge nell'Appendice numero 24 del libro The Articles of Faith: 'E' un fatto interessante che durante gli anni recenti, particolarmente le ultime due decadi, sono stati fatti dei tentativi da parte di molte sette e denominazioni per risvegliare l'antica pratica della decima. (…) La grande difficoltà che i nostri amici settari trovano nel ristabilire la pratica della decima tra le loro numerose sette è – e questo lo riconoscono in parte – che essi non hanno né sacerdoti e né Leviti tra loro autorizzati a ricevere la decima e ad amministrarla strettamente in accordo con il comando divino. L'autorità del Santo Sacerdozio è essenziale alla regolazione del sistema del Signore del pagamento delle decime' (pag. 527-528). A questa asserzione rispondiamo facendo notare che se è vero che in seno alle Chiese evangeliche non esistono i Leviti autorizzati secondo la legge a riscuotere le decime (cfr. Num. 18:25-31 ed Ebrei 7:5), i Leviti non esistono neppure tra i Mormoni. E' vero che i Mormoni asseriscono di avere i Leviti perché il sacerdozio di Aaronne, che per loro 'include l'ordine Levitico' (Talmage, op. cit., pag. 205), è stato ristabilito nella Chiesa per mezzo di Giovanni Battista, quando da parte di Pietro Giacomo e Giovanni in visione lo conferì a Joseph Smith e Oliwer Cowdery nel 1829; ma come abbiamo innanzi dimostrato quella visione è un impostura perché il sacerdozio di Aaronne è stato sostituito da quello eterno di Melchisedec che possiede solo Cristo, e nella Chiesa tutti sono sacerdoti di Dio e di Cristo. Dunque nell'imporre la decima sbagliano sia i Mormoni che affermano che solo loro hanno i Leviti (perché il sacerdozio di Aaronne 'restaurato' include l'ordine Levitico), e sia le Chiese evangeliche che affermano (giustamente) che in Cristo il sacerdozio d'Aaronne è stato abolito e tutti i credenti sono dei sacerdoti di Dio. [ç ]

 

[36] Faccio notare che il fatto che la poligamia sia una pratica ora condannata dalla chiesa mormone maggioritaria non significa che la 'rivelazione' avuta da Joseph Smith che la ripristinava sia dichiarata falsa perché in questo caso i Mormoni si metterebbero contro il loro profeta dichiarandolo mendace. Essi affermano infatti che il profeta Joseph Smith ed altri leaders mormoni entrarono in quella pratica in purità di cuore. Ma nello stesso tempo affermano che oggi chi pratica la poligamia vive nell'adulterio, ha venduto la sua anima al diavolo e sarà dannato per l'eternità. Ma attenzione; la poligamia sarà restaurata dopo la venuta del Signore per i Mormoni e perciò sarà praticata durante il millennio. cfr. Bruce McConkie, Mormon Doctrine, 1958, pag. 522-523. E' evidente che l'interruzione della poligamia, tenendo presente che essa fu considerata per molti anni indispensabile per ottenere l'esaltazione e quindi parte del 'Vangelo restaurato' da Joseph Smith, costituisce una contraddizione non piccola in cui sono caduti i Mormoni. Difatti se la poligamia faceva parte del 'Vangelo restaurato', averla tolta significa avere abolito parte della 'pienezza del Vangelo'. Dunque i Mormoni hanno abbattuto parte di ciò che Joseph Smith ha 'restaurato'. E poi le ragioni addotte da Woodruff, secondo le quali il Signore avrebbe decretato l'abolizione della poligamia per evitargli ulteriori persecuzioni, sono in netto contrasto con uno dei principi basilari dell'Evangelo che dice: "Se aveste a soffrire per cagion di giustizia, beati voi" (1 Piet. 3:14). Difatti, se i Mormoni praticando la poligamia facevano una cosa giusta davanti a Dio e per questa cosa giusta pativano ingiustamente sofferenze da parte delle autorità, essi avrebbero dovuto rallegrarsi di essere perseguitati a motivo di giustizia perché Gesù disse che il regno dei cieli è dei perseguitati a cagione di giustizia (cfr. Matt. 5:10). E perciò il Signore non avrebbe giammai vietato ai Mormoni di continuare a fare qualcosa di giusto, indispensabile poi per ottenere la salvezza, per evitargli la persecuzione. Perché in questo caso avrebbe rinnegato se stesso due volte; la prima volta perché avrebbe impedito ai suoi di raggiungere 'l'esaltazione', e la seconda volta perché li avrebbe privati di una beatitudine. Il motivo dunque dell'abolizione della poligamia non va ricercata nel 'cambiamento di idea' da parte di Dio ma va ricercata nella paura di perdere le ingenti proprietà immobiliari che la chiesa mormone possedeva anche allora. Per terminare, siamo sicuri che come non fu il Signore a rivelare a Joseph Smith di instaurare la poligamia, così non fu Lui a dire a Woodruff di abolirla. Anche perché l'abolizione sarebbe solo temporanea perché Egli la farebbe praticare di nuovo durante il millennio. [ç ]

 

[37] Bruce McConkie nel suo Mormon Doctrine del 1958 scrisse: 'Ai negri in questa vita è negato il sacerdozio; in nessuna circostanza essi possono tenere questa delega di autorità dall'Onnipotente. Il messaggio di salvezza del vangelo non è portato affermativamente a loro (…) I negri per ciò che concerne la ricezione di certe benedizioni spirituali non sono uguali alle altre razze…' (pag. 477). [ç ]

 

[38] Il gruppo mormone scismatico di Independence invece non accettò mai l'esclusione dei neri dal sacerdozio. [ç ]

 

[39] Facciamo notare che quando nella lettera viene detto che secondo le promesse fatte dai profeti e presidenti della Chiesa che ci hanno preceduto, al tempo debito, nel piano eterno di Dio, tutti i nostri fratelli che ne fossero degni avrebbero potuto ricevere il sacerdozio, quel 'tempo debito' non poteva essere l'anno 1978 perché Brigham Young insegnò quanto segue riguardo al tempo in cui i negri avrebbero potuto ricevere anch'essi il sacerdozio: 'Quando tutti gli altri figli di Adamo avranno avuto il privilegio di ricevere il Sacerdozio, e di entrare nel regno di Dio, e di essere redenti dai quattro venti della terra ed avranno avuto la loro risurrezione dai morti, allora sarà il tempo di rimuovere la maledizione da Caino e la sua posterità… egli è l'ultimo a partecipare alle gioie del regno di Dio' (Journal of Discourses, vol. II, pag. 143). Anche in questo caso dunque i Mormoni sono andati contro un loro presidente. [ç ]

 

[40] 'E avevano la pelle di colorito scuro, secondo il marchio inflitto sui loro avi, che era una maledizione imposta loro a causa della loro trasgressione e della loro ribellione contro i loro fratelli…' (Libro di Mormon, Alma 3:6). Questo marchio della maledizione risale a Caino perché i Mormoni dicono che quando Dio maledisse Caino lo rese di pelle nera. 'Come risultato della sua ribellione, Caino fu maledetto con una pelle nera; egli divenne il padre dei negri' (Bruce McConkie, op. cit., 1958, pag. 102). [ç ]

 

[41] A quel tempo nell'ovest del Missouri vivevano dei Mormoni, ma i Mormoni si spostarono in gran numero nel Missouri a cominciare dal 1836. Joseph Smith da Kirtland si era tenuto in contatto con loro e li aveva visitati alcune volte. Nel 1838 Joseph Smith quando fu cacciato da Kirtland si spostò nel Missouri. Ai primi del 1839 dopo dure persecuzioni i Mormoni furono cacciati dal Missouri e approdarono nell'Illinois. [ç ]

 

[42] David Whitmer, uno dei tre testimoni, racconta di una falsa rivelazione avuta da Joseph Smith quando il Libro di Mormon era nelle mani del tipografo: 'Quando il Libro di Mormon era nelle mani del tipografo, era necessario altro denaro per finire la sua stampa. Noi stavamo aspettando Martin Harris che stava facendo del suo meglio per vendere parte della sua fattoria, al fine di raccogliere i fondi necessari. Dopo un po' di tempo Hyrum Smith ed altri cominciarono ad essere impazienti, ritenendo che Martin Harris fosse troppo lento e colpevole per non avere subito venduto la sua terra persino ad un grande sacrificio. Il Fratello Hyrum pensò che essi non dovessero aspettare ulteriormente Martin Harris, e che il denaro dovesse essere raccolto in qualche altra maniera. Il Fratello Hyrum era irritato con il fratello Martin, e pensò che essi dovessero ottenere il denaro senza di lui, e non permettergli di avere nulla a che fare con la pubblicazione del Libro, o di ricevere quindi qualche guadagno se fosse maturato qualche profitto… Il Fratello Hyrum disse che gli era stato suggerito che alcuni dei fratelli potevano andare a Toronto Canada, e vendere il copyright del Libro di Mormon per molto denaro; e persuase Joseph a consultare il Signore a riguardo. Joseph concluse di fare così. Egli non aveva ancora rinunciato alla pietra. Joseph guardò dentro il cappello nel qual era messa la pietra, e ricevette una rivelazione che alcuni dei fratelli dovevano andare a Toronto, Canada, e che essi avrebbero venduto il copyright del Libro di Mormon. Hiram Page e Oliver Cowdery andarono a Toronto per questa missione, ma essi fallirono completamente a vendere il copyright, ritornando senza denaro. Joseph era a casa di mio padre quando essi tornarono. Io ero anche là, e sono un testimone oculare di questi fatti… Bene, noi eravamo in un grande guaio, e domandammo a Joseph come poteva essere che egli avesse ricevuto dal Signore una rivelazione per alcuni fratelli di andare a Toronto e vendere il copyright, e i fratelli avevano completamente fallito la loro impresa. Joseph non sapeva la ragione, così consultò il Signore a riguardo, ed ecco venne la seguente rivelazione attraverso la pietra: 'Alcune rivelazioni sono da Dio, alcune rivelazioni sono dall'uomo; e alcune rivelazioni sono dal diavolo'. Cosicché vediamo che la rivelazione di andare a Toronto e vendere il copyright non era da Dio, ma era dal diavolo o dal cuore dell'uomo' (David Whitmer, An Address To All Believers In Christ [ Un discorso a tutti i credenti in Cristo] , 1887, pag. 30-31). [ç ]

 

[43] Joseph Smith era anche un uomo violento e manesco. Gli piaceva la lotta libera e non pochi furono da lui presi a calci e pugni. Calvin Stoddard una volta testimoniò che 'Smith poi venne e lo colpì con la sua mano stesa…' (Conflict at Kirtland [Conflitto a Kirtland], pag. 132). Lo scrittore mormone Max Parkin cita Luke Johnson che dice che quando un ministro insultò Joseph Smith a Kirtland, Ohio, Smith 'si turò le sue orecchie con ambedue le mani, e volgendo la sua faccia verso la porta lo spinse a calci nella strada' (ibid., pag. 268). Smith era anche arrogante; egli ebbe a dichiarare per esempio queste cose: 'Se essi vogliono un ragazzo senza barba per battere tutto il mondo, io salirò sulla cima di una montagna e canterò come un gallo domestico; io li batterò sempre (….) Io ho da gloriarmi più di quanto ogni altro uomo abbia mai avuto di che gloriarsi. Io sono l'unico uomo che sia stato capace di tenere unita una chiesa intera dal tempo dei giorni di Adamo. Una grande maggioranza di essa è rimasta al mio fianco. Neppure Paolo, Giovanni, Pietro, e Gesù fecero mai questo. Io mi vanto che nessun uomo fece una tale opera come me. I seguaci di Gesù fuggirono da Lui, ma i Santi degli Ultimi giorni non sono ancora fuggiti da me' (History of the Church, vol. VI, pag. 408-409). [ç ]

 

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